Autunno caldo
Piero Boni
Lezione Facoltà di Economia e Commercio
18 aprile 2007
Schema
- I. Significato espressione "autunno caldo"
- II. Origine avvenimento
- III. Contenuti e motivazioni delle richieste sindacali e delle riforme
- IV. Svolgimento del confronto e risultati
- V. Attentato di Piazza Fontana
- VI. Valutazioni e conseguenze politico sindacali
- VII. Limiti ed errori
- VIII. Statuto dei lavoratori
Significato espressione autunno caldo
Con questa espressione ci si intende riferire all’autunno 1969 e primo semestre 1970, stagione caratterizzata dal più grande scontro sindacale del dopoguerra per il rinnovo di contratti di lavoro dell’industria e agricoltura e le riforme nel settore edilizio e fiscale. Scioperarono 4-5 milioni di lavoratori per il periodo di 3-4 mesi e per il totale di 520 milioni di ore (Giugni).
Gli imprenditori Confindustria e Confagricoltura subirono una netta sconfitta e dovettero accettare quasi tutte le richieste e l’approvazione in Parlamento dello Statuto dei lavoratori. Il Governo avviò le riforme dell’edilizia, fiscale e sanitaria.
Origine avvenimento
Sul piano storico resta tuttora controversa l’interpretazione di quella stagione. Si confrontano due tesi: quella sindacale e quella spontaneistica. Per la prima “L’autunno” è il risultato di una lunga e coerente azione aziendale e di settore che muove fin dal 1962. Per la seconda l’influenza del movimento studentesco prima mondiale poi italiano avrebbe “dal basso” influenzato i lavoratori e sorpreso e superato l’incertezze del sindacato. È da ritenere più valida l’ipotesi di una prevalenza del sindacato.
Contenuti e motivazioni delle richieste sindacali e delle riforme
Fin dal 1962 i metalmeccanici (FIOM – CGIL, FIM – CISL, UILM) avevano ottenuto nel rinnovo del contratto di lavoro, il riconoscimento della legittimità dell’azione aziendale (premi di produzione, superminimi, cottimo, ecc.). Tale conquista era stata ribadita nel rinnovo del contratto del 1966.
Prima del settembre 1969 l’azione aziendale era stata esercitata con successo crescente dalla Federazione industriali e agricole (metalmeccanici, chimici, edili, tessili, alimentaristi, tipografici e braccianti) col risultato di migliaia di accordi.
Agli inizi del 1962 con scioperi generali effettuati dalle Confederazioni CGIL, CISL, UIL, si era conseguita una buona riforma delle pensioni ed erano state abolite le “gabbie salariali” cioè le differenze salariali fra Nord e Sud. La tensione era forte ovunque.