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Macroeconomia - Appunti capitolo 2 Appunti scolastici Premium

Appunti del professor Ferraguto integrati con le sue slide. Le lezioni fanno riferimento al capitolo 2 del libro Macroeconomia - una prospettiva europea
di Olivier J. Blanchard. è possibile studiare solo dalle slide, in quanto sono molto dettagliate.

Esame di Macroeconomia dal corso del docente Prof. G. Ferraguto

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Tipicamente, nel corso dello sviluppo economico:

• il contributo dell’Agricoltura `e decrescente;

• il contributo dell’Industria prima cresce e poi decresce;

• quello dei Servizi `e crescente.

Reddito aggregato

PIL = Reddito complessivamente percepito dai fattori produttivi che hanno

concorso a produrrei beni e servizi il cui valore è misurato dal PIL.

L’idea è che quel valore aggiunto va a finire nelle tasche di qualcuno sotto

forma di reddito. Nel nostro esempio, la corrispondenza tra PIL e reddito è

immediata. Nella realtà, per passare dal PIL ai redditi effettivamente percepiti

dai fattori produttivi di una nazione – il Reddito nazionale – è necessario fare

alcuni aggiustamenti.

Redditi da lavoro = salari. PIL=Salari+profitti+ imposte indirette.

Prodotto [xk è una produzione], interno [all’italia] e lordo [con ammortamenti].

Quando una grandezza è lorda vuol dire che include gli ammortamenti, se li

togli è netta.

Economia aperta: dove lavora anche chi non è italiano e alcuni italiani non sono

in italia. Uno straniero è conteggiato nel PIL italiano ma non è reddito che va a

costituire il reddito di un italiano [xk è straniero]. In Irlanda c’è molta differenza

tra PNL [basso] e PIL [alto – perché ci sono molte multinazionali che

contribuiscono al PIL].

Ma nella realtà, per passare dal PIL di una nazione, ad esempio l’Italia, ai redditi

effettivamente percepiti dai suoi residenti è necessario:

• aggiungere i Redditi netti dall’estero (Rne) =Redditi percepiti all’estero

da fattori produttivi nazionali - Redditi percepiti in Italia da fattori

produttivi stranieri;

PIL + Rne = Prodotto [o Reddito] Nazionale Lordo (PNL). [aggiungere i

redditi che italiani hanno conseguito all’estero e togliere quelli che sono

prodotti da stranieri in italia];

• Sottrarre dal PNL gli ammortamenti, ovvero le spese che le imprese

devono sostenere, nel corso del periodo di riferimento, a causa dell’usura

fisica e dell’obsolescenza dei beni capitali;

• Sottrarre le imposte indirette, come l’IVA.

Così facendo, otteniamo:

1. il Reddito nazionale netto: PIL + Rne - ammortamenti - imposte indir.

= Reddito;

2. sottraendo dal Reddito Nazionale così calcolato le imposte sul reddito,

otteniamo il Reddito disponibile, ossia l’ammontare che i residenti di

una nazione hanno percepito in un dato periodo come conseguenza

della loro partecipazione al processo produttivo e che possono

decidere di destinare al consumo o al risparmio.

Se consideriamo un’economia “chiusa”  PIL = Reddito:

• Rne = 0;

• trascuriamo gli ammortamenti;

• supponiamo che non esistano imposte indirette.

Spesa aggregata

PIL=C+I+G+X-IM.

Posso calcolare quanto è stato acquistato e quindi speso dai consumatori, dallo

stato, dalle imprese . Componenti della spesa, o domanda, aggregata per i beni

prodotti in un sistema economico:

• Consumi (C)  dei beni di consumo;

• Acquisti pubblici di beni e servizi (G - goverment);

• Investimenti lordi (I) = Investimenti fissi lordi (spese delle imprese +

spese per comprare immobili edifici abitativi delle famiglie) + variazione

scorte (variazione nelle giacenze di prodotti finiti, semilavorati, prodotti

intermedi e beni in corso di lavorazione che si verifica nel settore imprese

tra l’inizio e la fine dell’anno). Fissi xk non sono investimenti finanziari ma

per impianti. La variazione scorte può essere intenzionale o non

intenzionale [può aspettarsi una maggiore domanda e quindi aumentano

le scorte oppure queste aumentano perché nessuno compra]. Anche

queste non comprate che sono rimaste in magazzino sono comprate

dall’impresa che le ha prodotte e quindi devono entrare nel PIL;

• Se l’economia è aperta: esportazioni nette [Esportazioni - Importazioni =

X - IM].

In un’economia chiusa: PIL =C+I+G;

In un’economia aperta:

1. bisogna aggiungere il valore dei beni acquistati da non residenti (X);

2. bisogna sottrarre la domanda dei residenti che ricade su beni prodotti

all’estero (IM). Portando a sinistra il valore delle importazioni, si

ottiene la seguente identità: PIL + IM = C + I + G + X [PIL + IM sono

le risorse mentre C+I+G+X sono gli impieghi].

Questa identità prende il nome di Conto economico delle risorse e degli

impieghi, predisposto ogni anno dall’Istat per l’Italia.

Esercizio

Prima definizione: vendite al pubblico A + vendite al pubblico di B +

esportazioni = PIL [no vendite a B perché se viene venduto a un’impresa è un

bene intermedio].

Seconda: vendite al pubblico + vendite a B – Acquisti da B.

Terza: salari + profitti [ricavi – costi]  le imposte ind. modificano il PIL =

reddito + imposte.

Quarta: formula.

Il PIL reale  Q

Variazioni nel tempo del PIL nominale tipicamente riflettono [PxQ]:

• variazioni delle quantità prodotte Q;

• variazioni nei prezzi unitari dei vari beni prodotti P.

è meglio se il PIL aumenta x la variazione delle quantità prodotte. Per isolare la

parte della variazione del PIL dovuta a variazioni delle sole quantità prodotte 

PIL reale: calcolo il PIL usando prezzi costanti al livello prevalente in un anno

“base”. È la somma delle quantità di beni finali vautati a prezzi costanti,

mentre il pil nominale è la somma delle quantità di beni finali valutati al loro

prezzo corrente.

Il problema è il seguente:

La soluzione:

Usare i prezzi di uno stesso anno, detto anno baseIl PIL così calcolato è detto

reale, o a prezzi costanti, o a prezzi dell’anno base. Legenda: PIL nominale =

euroY; PIL reale = Y.

PIL nominale e PIL reale sono uguali nell’anno base.Per gli anni successivi a

quello base, normalmente euroY > Y (perchè, mediamente, si osserva

inflazione). La variazione del PIL reale tra due anni consecutivi è il tasso di

crescita dell’economia.

Il pil misura la dimensione economica di un paese. Il pil reale pro capite è il pil

reale diviso per la popolazione e indica il tenore di vita. Se pil è in crescita c’è

un espansione, in decrescita recessione. Se il pil nominale aumenta più

velocemente di quello reale la differenza è dovuta a un aumento dei prezzi.

Cosa determina la produzione aggregata di un’economia?

Nel Breve periodo [1 anno] = variazioni della domanda;

nel medio periodo [un decennio] = variazioni dei fattori relativi all’offerta;

nel lungo periodo [mezzo secolo] = fattori come istruzione, tasso di risparmio e

ruolo del governo.

Tasso di crescita dell’economia: tasso a cui varia il pil reale tra due anni

consecutivi.

Il tasso di crescita de pil nominale è pari alla somma del tasso di variazione del

deflatore del pil e del tasso di variazione del pil reale

Trend è lo sviluppo continuo che dovrebbe essere seguito, ma qui cala a picco.

Il PIL reale quando si abbassa siamo in recessione. Il PIL reale oscilla ma cresce

nel lungo periodo: il ciclo economico è questo.


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DETTAGLI
Esame: Macroeconomia
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale e management
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ellyna94ever di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bocconi - Unibocconi o del prof Ferraguto Giuseppe.

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