EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE (EEG) ED EFFICIENZA
Accenni storici
Se viene raggiunto l’equilibrio economico generale siamo in grado di garantire
la crescita nel lungo periodo, quindi quando ci si avvicina all’EEG questo permette
ai soggetti di crescere e mantenere il loro livelli di crescita.
Adam Smith è il padre fondatore dell’economia politica. È uno studioso del 1500 e
Wealth of Nations
nella sua opera ha esplicitato il concetto di mano invisibile: il
sistema economico non richiede interventi esterni per regolarsi, in particolare non
necessita l’intervento di una volontà collettiva razionale, ma raggiunge
autonomamente l’equilibrio. Quindi se il mercato è perfettamente
concorrenziale automaticamente l’equilibrio si crea naturalmente ed è un equilibrio
efficiente: non c’è alcuna opportunità di avere un vantaggio reciproco nello scambio
che venga trascurato, cioè tutti gli scambi che sono reciprocamente vantaggiosi
sono stati raggiunti.
Léon Walras è il padre della prima formulazione completa della teoria dell’EEG (in
realtà non venne considerata completa). Riprende il concetto di Smith ma lo
formalizza. Egli afferma che lo sviluppo economico tende naturalmente verso un
equilibrio (walrasiano).
Non si guarda i singoli mercati e consumatori, ma si analizzano più mercati e
consumatori contemporaneamente.
Si raggiunge una situazione stabile quando i prezzi sono stabili, le scelte dei
consumatori stabili e interpretabili in una prospettiva di lungo periodo. I consumatori
riescono a scegliere con una relativa certezza cosa comprare e i produttori cosa
produrre e questo è importante perché permette al PIL di crescere, la crescita del PIL
avviene in un lungo periodo e questa è l’evidenza della sanità di un’economia.
Nel 1800 Edgeworth, matematico ed economista britannico, ha permesso di
visualizzare e rappresentare graficamente l’EEG attraverso la scatola di Edgeworth,
che ci permette di individuare tutte le possibili allocazioni delle quantità disponibili di
due beni per due consumatori.
Altri 3 economisti: K. Arrow ha vinto il Nobel per il contenuto pionieristico circa la
teoria del benessere e dell’EEG, Debreu ha vinto il Nobel per aver contribuito con
nuovi metodi analitici alla riformulazione della teoria dell’EEG e McKenzie che
nell’aprile del 1954 pubblicò un articolo nel quale trattò dell’EEG.
Smale ha vinto la medaglia Fields (corrispettivo del Nobel in matematica) nel 1966
per aver formalizzato analiticamente la teoria completa dell’EEG.
Pareto si ricorda per il concetto di efficienza paretiana che vuole dire che non si
può aumentare la soddisfazione di tutti gli attori che partecipano ad uno scambio
senza diminuire la soddisfazione di qualcun altro, cioè io nello scambio ho raggiunto
una situazione reciprocamente vantaggiosa che non può essere migliorata,
perché se cercassi di procedere nello scambio qualcuno perderebbe, quindi tutte le
opportunità vantaggiose di scambio sono state effettivamente raggiunte quando trovo
l’efficienza paretiana.
L’equilibrio generale è un puro scambio. Guarderemo due agenti economici (A e
B) e due beni (bene1 e bene2) dai quali si può cogliere l’interdipendenza tra
mercati e l’interazione tra soggetti. L’EEG permette di comprendere il benessere
sociale. L’operatore pubblico è una figura che si trova a gestire i fallimenti di
mercato (perdita secca di monopolio, esternalità) perché vuole massimizzare il
benessere sociale, basandosi sul principio dell’equità.
Le ipotesi di partenza per l’EEG sono due: i prezzi sono dati per il singolo (nessun
agente con potere di mercato, infatti il prezzo viene scelto dal mercato, è l’interazione
tra domanda e offerta) e l’informazione perfetta su mercato e prodotti (quando
consumatore e produttore conoscono perfettamente la volontà di pagare, il produttore
per ogni singolo soggetto conosce quanto sarebbe disposto a spendere per acquistare
un determinato bene e dall’altra parte il consumatore conosce perfettamente le
caratteristiche del bene che viene venduto, quindi non ci sono problemi di asimmetrie
informative).
L’EEG è un modo per rappresentare il paradigma dei mercati perfettamente
concorrenziali e per vedere come un’interazione spontanea degli agenti economici
consente di raggiungere allocazioni efficienti finali appartenenti alla curva dei
contratti.
Costruzione del diagramma a scatola: la scatola di Edgeworth
È uno strumento analitico che permette di analizzare gli esiti del processo di scambio.
Il diagramma a scatola rappresenta le preferenze e le dotazioni (quanto i soggetti
hanno a disposizione in termini di B1 e B2). Disponiamo di 2 agenti (A e B) e di 2 beni
(B1 e B2). Le dotazioni iniziali vengono indicate con la lettera omega.
Omega B (dotazione iniziale di Bianca) = (nel particolare) dotazione iniziale del B1 di
Bianca e la dotazione iniziale del B2 di Bianca.
Rappresentazione grafica
Il trucco del diagramma a scatola: bisogna capovolgere il diagramma relativo alla
disponibilità di B e sovrapporlo su quello di A. Devo far coincidere le disponibilità
iniziali di A e B in modo tale che le dotazioni iniziali costituiscano la quantità
complessiva disponibile dei due beni considerati: il rettangolo (scatola).
6 (disponibilità di latte di A) + 2 (disponibilità di latte di B) = 8 disponibilità
complessiva del bene 1 (latte)
2 + 4 = 6 -> disponibilità complessiva del bene 2 (riso)
OA e OB sono le dotazioni nulle.
Se i due soggetti iniziano a scambiare, ciò che trovo all’interno della scatola sono
le allocazioni. Oltre alla dotazione iniziale un’allocazione possibile è anche l’origine
(se mi trovo in OA tutta l’allocazione è di B e viceversa, quindi B possiede
tutto). In generale, tutti i punti all’interno della scatola rappresentano allocazioni
raggiungibili scambiando quantità di uno o entrambi i beni da un agente all’altro.
Un’allocazione è possibile se si trova all’interno della scatola, cioè se sono
soddisfatte entrambe le condizioni. La dimensione della scatola non cambia, resta
fissa.
(sx) la somma dell’allocazione (come vengono allocate) cioè le quantità di riso per A e
per B può essere minore o uguale (dx) alla dotazione iniziale di riso distribuita tra A e
B. L’allocazione può essere inferiore o uguale alla dotazione.
Quando la dotazione iniziale è uguale all’allocazione finale si conclude lo
scambio e si raggiunge l’equilibrio, altrimenti ci sono eccessi di offerta o di
domanda.
Scambio e incrementi di benessere
Come rappresentiamo le valutazioni degli agenti economici delle possibili allocazioni
delle risorse e quale allocazione sarà raggiunta se gli agenti possono scambiare tra
loro?
È necessario possedere le preferenze e la loro rappresentazione, cioè le curve di
indifferenza (i gusti) e le caratteristiche sono:
avere una convessità rivolta verso l’origine (non hanno un tratto crescente);
lungo la CI troviamo panieri diversi che sono tra di loro indifferenti (forniscono la
stessa soddisfazione, utilità);
hanno una particolare inclinazione (si chiama saggio marginale di sostituzione:
SMS) che è variabile;
esiste una famiglia di CI;
più mi allontano dall’origine più il consumatore vede aumentare la sua
soddisfazione,
Bisogna sovrappore la situazione di B al grafico relativo ad A:
Il primo pallino nero rappresenta la dotazione iniziale dei due individui.
Lo spazio grigio è chiamato core ed è il nucleo dell’economia, che rappresenta
l’insieme delle allocazioni che permettono di aumentare il benessere (sociale) di
entrambi i soggetti, questo perché se mi sposto dall’origine verso l’alto (nord-est)
l’individuo A sta meglio, mentre B starà meglio se mi sposto dall’alto verso il basso. In
questa zona rossa gli individui sono interessati a scambiare tra di loro. Questo
processo si ferma quando entrambe le CI tra di loro sono tangenti (figura 2) e non
vado oltre perché il benessere diminuirebbe per uno dei due soggetti,
mentre aumenterebbe per l’altro soluzione Pareto-efficiente. Un’allocazione
è Pareto-efficiente se non si può aumentare la soddisfazione di un soggetto senza
diminuire quella di un altro soggetto. Quindi:
non ci sono scambi reciprocamente vantaggiosi;
l’unico modo per aumentare la soddisfazione di uno è diminuire quella dell’altro.
La curva dei contratti rappresenta quell’infinità di allocazioni Pareto-efficienti che
attraversano la scatola e sono caratterizzati (i punti) dalla tangenza tra le CI.
La scatola contiene un’infinità di allocazioni Pareto-efficienti. Tale insieme è detto
Curva dei contratti o insieme di Pareto. Rappresenta tutti i possibili esiti di
scambi reciprocamente vantaggiosi. Tutti i contratti finali di scambio devono
trovarsi su questa curva altrimenti sarebbe possibile qualche miglioramento e dunque
i contratti non sarebbero finali. La scatola non è una rappresentazione dell’equità del
benessere, ma possibili soluzioni Pareto-efficienti e potrebbero dire anche che A
ha tutto e B non ha niente, questo perché non è un modello di equa distribuzione
dei beni.
Nella zona grigia si trovano scambi Pareto-efficienti non bloccati perché se trovassi
all’interno di questo nucleo dell’economia (grigio) delle allocazioni sarebbero
migliorative per A e per B.
Equilibrio in mercati concorrenziali
Abbiamo individuato l’insieme delle allocazioni che potrebbero essere
raggiunte volontariamente data un’allocazione di partenza (il nucleo). Ma non
abbiamo specificato un processo di scambio che identifichi un equilibrio generale tra le
allocazioni possibili contenute nel nucleo.
Il processo di scambio in mercati perfettamente concorrenziali è
caratterizzato da:
domande individuali dei due beni funzioni dei prezzi di entrambi e della dotazione
iniziale;
i prezzi per ciascun agente economico sono dati, quindi i prezzi sono dati
esogenamente.
Si ottiene quindi che:
i due consumatori massimizzano la loro utilità
o d
la quantità offerta è pari alla quantità domandata q = q
Siamo solo interessati all’inclinazione della retta del vincolo di bilancio che
rappresenta il rapporto tra i prezzi (costo-opportunità: la parte di bene alla
quale sono disposta a rinunciare per acquistare un altro bene). Non siamo
interessati al reddito monetario, perché questo determina l’intercetta sull’asse delle
ordinate e delle ascisse. A A A A
A dispone di (allocazione): O omega1 e di O e omega2
B B B B
B dispone di: O e omega1 e di O e omega2
La retta del vincolo di bilancio passa per la dotazione iniziale e la sua
inclinazione è - P1/P2
N’ potrebbe essere una situazione di equilibrio secondo i mercati perfettamente
concorrenziali?
Dato il rapporto tra i prezzi il soggetto A starebbe meglio perché si troverebbe su una
curva di indifferenza più alta (tangente rispetto al vincolo di bilancio) e B starebbe
meglio perché si troverebbe su una CI più bassa.
A’ (non appartiene al nucleo) e B’ non appartiene alla curva dei contratti. Al fine di far
scambiare bene 1 e bene 2 tra i due soggetti sarebbe opportuno far ruotare la retta
del vincolo di bilancio non in senso antiorario perché la combinazione particolare
individuata identifica un eccesso di offerta di bene 1 ed un eccesso di domanda di
bene 1 che determinano la variazione della retta del vincolo di bilancio.
Linea nera rappresenta un eccesso di offerta del bene 1, quindi c’è troppa offerta
di bene 1 rispetto a quella che i soggetti hanno domandato (figura 1) p1 si riduce
La quantità totale domandata da A e B eccede la dimensione della scatola, quindi
rispetto al bene 2 c’è un eccesso di domanda (figura 2) p2 cresce
Le variazioni di prezzo secondo la teoria del consmatore:
1. se p tende a ridursi, la retta del vincolo di bilancio diventa più piatta perché il
1
bene diventa più economico e le persone tenderanno ad acquistarne di più ruota,
quindi ruota verso l’esterno;
2. se p tende ad aumentare, la retta del vincolo di bilancio ruota verso l’interno.
2
Se il p1 diminuisce e il p2 aumenta, la retta del vincolo di bilancio si sposta in senso
antiorario e a fronte della nuova retta del vincolo di bilancio, più piatta, essa si troverà
un nuovo punto di equilibrio che appartiene alla retta del vincolo di bilancio ed è
tale per cui è tangente ad una nuova CI per A, più alta rispetto a quella iniziale ed una
nuova CI per B che è più bassa rispetto a quella iniziale il nuovo equilibrio l’ho
trovato solo grazie all’aggiustamento dei prezzi. La retta del vincolo di
bilancio si sposta perché variano i prezzi.
Il livello di prezzi si aggiusta da solo (Smith). L’equilibrio si raggiunge attraverso il
sistema dei prezzi, perché questi ultimi si adeguano in base all’eccesso di domanda o
di offerta dei beni. Il punto rosso E appartiene alla curva dei contratti quindi per
o d
definizione è Pareto-efficiente, non ho margini di miglioramento q = q sia A sia B
hanno massimizzato le loro utilità. Similmente un discorso analogo e simmetrico si può
fare per l’altra allocazione estrema del nucleo.
Autonomamente il mercato si è aggiustato, senza intervento dell’operatore pubblico
(autonomo e decentrato) e vale il primo teoria dell’economia del benessere
secondo il quale l’equilibrio generale in mercati perfettamente concorrenziali
corrisponde ad un’allocazione Pareto-efficiente. I consumatori sono in grado di
osservare i prezzi e compiere delle scelte adeguate al fine di massimizzare la loro
utilità. Per raggiungere un‘allocazione Pareto-efficiente è sufficiente un
mercato perfettamente concorrenziale.
Problema: come posso essere certo che questa allocazione Pareto-efficiente sia anche
equa? Io questo non lo posso sapere perché Pareto-efficienza non vuol dire equità e da
qui deriva il secondo teorema dell’economia del benessere: in presenza di
mercati “completi” (no esternalità e beni pubblici) ogni posizione di ottimo paretiano
può essere realizzata come equilibrio concorrenziale, previa redistribuzione delle
dotazioni iniziali tra individui. Qui entra in gioco il ruolo dell’operatore pubblico,
ma non deve intervenire nell’allocazione dei beni. Questo modello ha delle difficoltà,
per i classicisti è valido, ma per altri no.
MACROECONOMIA
Introduzione
MICROeconomia: si occupa dello studio degli agenti individuali (consumatori e
imprese) che operano nel sistema economico; studia la domanda e l’offerta dei beni,
dei servizi e delle risorse.
MACROeconomia: si occupa di un sistema economico nel suo complesso, dalla
domanda aggregata (cioè la spesa totale realizzata nell’economia da parte di
consumatori, imprese, stato) e dell’offerta aggregata (intera produzione di beni e
servizi nell’economia).
Una prospettiva storica
La macroeconomia negli anni Venti e Trenta del Novecento
La macroeconomia come branca autonoma dell’economia politica è nata negli anni ‘20
e ‘30 del 1900, con il problema della disoccupazione di massa. Con la crisi del ’29
inizia una speculazione selvaggia della borsa di Wall Street che ne ha provocato il
crollo ed ha dato origine al periodo della grande depressione. Il crollo in borsa ha
avuto delle ripercussioni sull’economia molto forti, a livello mondiale. Gli economisti a
fronte di questa riduzione della produzione e degli aumenti della disoccupazione
hanno iniziato ad analizzare l’economia dal punto di vista macro. Secondo gli
economisti il motivo della crisi finanziaria (poi economica mondiale) è legato ad errori
nell’elaborazione delle politiche economiche. J. M. Keynes era un economista che
pubblica una soluzione nuova rispetto a quella che si pensa, egli sostenne che per
uscire dalla depressione il ruolo dello stato sarebbe stato rilevante, doveva
intervenire l’operatore pubblico.
La MACROeconomia:
mantiene una CRESCITA ECONOMICA persistente nel lungo periodo (e non solo per
un tempo limitato). Vuole analizzare quali sono le ragioni e i motivi che spingono
un’economia a crescere. La crescita economica viene misurata tramite il prodotto
interno lordo (PIL), quindi bisogna analizzare la crescita del PIL e il tenore di vita
(facilità di accesso dei soggetti a beni e servizi che permettono di godere di un tenore
di vita migliore e una vita più sicura e piacevole). Se ci aspettiamo una crescita
economica ci aspettiamo di conseguenza un miglioramento del tenore di vita, ecco
perché sono strettamente correlate. Migliorare il tenore di vita non significa ridurre la
scarsità, ma avere più opzioni di scelta in un contesto di scarsità. La produttività
media del lavoro come cambia la quantità che un lavoratore in media è in grado
di produrre (Q/L). La produttività è importante perché se si produce di più gli
individui consumano di più crescista economia nel lungo periodo.
Negli ultimi 50 anni si è registrata una crescita economica delle nazioni industrializzate
e un miglioramento del tenore di vita di questi paesi. Perché alcune economie
crescono di più ed altre rimangono arretrate? È questo che la macroeconomia vuole
studiare. Quando si parla di crescita economica, si parla di ciclo economico che
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