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MACROECOMIA (grandezze aggregate)

23-09-2019

Periodo di riferimentoultimi 14 anni

Zona di riferimento USA, EU, Italia, quest’ultima ha affari con i paesi esteri

PIL reale, tasso di inflazione, tasso di crescita, tasso d’interesse e studio delle

correlazioni fra queste grandezze.

PIL REALE ≠ PIL NOMINALE

Se il reddito di X aumenta, per esempio raddoppia, bisogna vedere anche

l’andamento dei prezzi poiché cambia il potere d’acquisto. Nel 2008/2009 c’è

stata una grande recessione che ha fatto calare il tasso di crescita, così come

(Wall Street).

nel 1929 ci fu la grande crisi Questi eventi non influenzano solo il

paese in cui si scatenano, ad esempio quella di Wall Street è nata negli USA ma

influenza tutto il mondo e ciò ci dice che le economie sono correlate e si

muovono nelle stesse direzioni, ma con intensità diverse. L’Italia fa sempre

peggio in termini di crescita rispetto ad USA ed EU ed è più correlata, per ovvie

motivazioni geografiche con l’economia dell’EU rispetto che a quella degli USA.

RECESSIONE,

Quando l’economia è in calo si parla di ma per definire il

termine recessione/regressione bisogna prima comprendere bene il tempo da

considerare, l’entità del fenomeno etc. TECNICAMENTE si ha recessione

[Il PIL si registra

quando il prodotto cade per 2 trimestri consecutivamente.

ogni 3 mesi] .

IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE, solitamente in periodi di crisi il tasso di

 disoccupazione AUMENTA, poiché le aziende falliscono oppure decidono di

diminuire il personale e anche per quelli che entrano nel mondo del lavoro

risulta complesso trovare spazio. Quando abbiamo un tasso di

disoccupazione compreso tra il 3,5% e il 4% possiamo dire se vogliono i

disoccupati riescono a trovare lavoro. In Italia si registra un tasso di

disoccupazione che si aggira attorno al 10%, mentre in USA, pur avendo

ritmi di crescita non elevati la situazione è migliorata sempre più, dato che

ora il tasso è del 3.8% circa. Negli USA c’è stata una ripresa che ha reso

possibile il ristabilimento del tasso presente nella situazione pre-crisi. Il tasso

di disoccupazione è alto in Italia perché ci verificano 2 recessioni ed è inoltre

alto perché il tasso di crescita è basso e non assorbe tutto il lavoro. Per far sì

che il lavoro venga assorbito serve che per alcuni anni il tasso di crescita, sia

Perché in Italia le cose vanno peggio? E

costantemente in crescita.

perché tra il 20011/12 abbiamo una 2° recessione? Nel 2012 il

presidente della BCE disse che il fenomeno euro è irreversibile e l’adozione

dell’euro come moneta unica è irreversibile e non ci sarà una rottura, poiché

su farà di tutto per preservare la sua stabilità. L’intervento della BCE è stato

cruciale per evitare problemi più gravi futuri, sono state fatte scelte con una

politica espansionistica e aggressiva, che hanno giovato ai paesi in maggior

difficoltà.

CRISI DEI DEBITI EUROPEI, la banca non si fida più dei debitori. L’Italia ha un

 debito di 2mila miliardi di euro e se il PIL è 100, allora si ha il 20%? NO, il

debito è 130% e passa, vuol dire che il PIL è 130 volte più piccolo del debito.

Il paese dovrebbe attuare politiche di rientro dal debito, ma come si fa a far

ciò? Occorrono restrizioni fiscali sulle spese pubbliche, in modo che nel

[Tra debito e deficit c’è differenza]

tempo il debito si riduca. .

IL TASSO DI INFLAZIONE, è il tasso di variazione dei prezzi in un arco di

 tempo. Il tasso di inflazione può essere negativo, poiché si riducono i prezzi,

dato che alcuni si abbassano, altri rimangono costanti, altri si alzano, come

media otteniamo una deflazione, ossia una inflazione negativa, rarissima.

L’esempio più culminante è la grande recessione degl’anni ’30, fu forte;

(-10,-15,-20). La deflazione è vista con preoccupazione, poiché l’economia

potrebbe avvitarsi in una spirale deflazionistica. Quando il prodotto cresce,

l’inflazione cresce, altrimenti rimane costante o eventualmente decresce

sotto lo 0. In riferimento all’area EU, un’inflazione del 2% vuol dire che la BCE

ha stabilito che un tasso intorno al 2% è ritenuto soddisfacente e vi è

STABILITÀ MACROECONOMICA . Quando una banca varia i tassi lo decide

in base agli andamenti macroeconomici, per periodi prolungati e uno di

questi tassi è proprio quello di inflazione, si evita che i prezzi crescano o si

abbassino eccessivamente. Poi si vedono anche gli altri parametri. Nei

prossimi mesi si attuerà una politica monetaria espansionistica poiché ora il

tasso di inflazione sta decrescendo sotto l’1%. Quando il ciclo procede

prosperosamente allor il tasso cresce, quando il ciclo rallenta allora il tasso

decresce.

TASSO D’INTERESSE DELLA BCE, dal 2015 addirittura, nell’EU i tassi

 diventano negativi. Quando i tassi crescono si tende a chiedere meno

prestiti, poiché i tassi sono troppo elevati. Quando un’imprese deve investire

e gli servono i soldi deve chiedere prestiti e a volte alcuni progetti vengono

abbandonati poiché non sono abbastanza remunerativi e non permetto di

saldare il debito che si verrebbe a creare.

Politica fiscale decisa dal governo

24-09-2019

Politica monetaria decisa dalle banche

La produzione aggregata, aggregata è un sinonimo di TOTALE. Solo alla fine

della seconda guerra mondiale molti paesi iniziarono a sviluppare un sistema di

contabilità nazionale.

Definizioni di contabilità nazionale

Contabilità= regole, principi contabili applicati alle grandezze

MACROECONOMICHE

Identità contabile= identità reddito-spesa

Queste grandezze devono essere ben studiate dagli istituti appositi.

 Ci fu una polemica verso l’ISTAT poiché usava modalità che sottostimavano

 l’inflazione.

Sindacati e studi pensionistici polemizzavano perché l’andamento dei prezzi

 della vita/inflazione influisce sulle pensioni e sui salari.

Una sottostima dell’inflazione porterebbe una perdita nel potere d’acquisto

 per i pensionati e se queste sottostime si ripetono per un arco di tempo

prolungato, si producono molti problemi.

A capo e all’interno di questi istituti ci devono essere RIGOROSE, che non

 manipolano i dati e le persone.

Devono essere adottate metodologie rigorose e comuni agli altri paesi. In EU

 abbiamo EUROSTAT, dunque le metodologie sono simili e controllate.

(capitolo II)

NOZIONI DI Pil

Breve periodocosa accade nell’economia di anno in anno

Medio periodo cosa accade nell’economia nell’arco di un decennio

Lungo periodo cosa accade nell’economia nel giro di mezzo secolo o più.

La misura della produzione aggregata nella contabilità nazionale è chiamata

PRODOTTO INTERNO LORDO, Pil. Consideriamo un’economia con due sole

imprese. L’impresa 1 produce acciaio, impiegando lavoratori e macchinari per

farlo. Vende acciaio per 100 euro all’impresa 2, che lo usa per produrre

automobili. L’impresa 1 paga i suoi lavoratori 80 euro e ottiene un profitto di

20. L’impresa 2 acquista acciaio e lo utilizza insieme a macchinari e lavoratori

per produrre auto. I ricavi dalla vendita di auto sono pari a 200 euro, di cui 100

servono per pagare l’acciaio, 70 i lavoratori e i restanti 30 sono il profitto. La

produzione aggregata di questa economia con due imprese è la somma di 100

euro della produzione di acciaio e di 200 della produzione di auto, dunque 300?

Oppure è il valore dei beni finali, dunque 200 delle auto? La risposta esatta è

che il valore della produzione aggregata è 200, perché l’acciaio è un bene

intermedio, e il su valore è incluso in quello delle auto. Un bene intermedio è

un bene usato nella produzione di un altro bene e dunque viene contato solo

una volta, perché alla fine è contenuto nel bene finale. Alcuni beni possono

essere sia finali che intermedi, a seconda delle finalità con cui vengono

utilizzati. Le patate vendute direttamente ai consumatori sono bene finale,

quelle usate per produrre patatine fritte sono beni intermedi.

3 nozioni di Pil:

1. È il valore di bene e servizi FINALI prodotti in UN DATO ARCO DI TEMPO

[Yt=p1t q1t + p2t q2t+

∙ ∙

all’interno di un SISTEMA ECONOMICO.

…+pnt qnt];

∙ P=prezzo, Q=quantità

n

∑ Pit ∙ qit

i=1

i=varia da 1 ad n!!

Nello studio di tali grandezze bisogna tenere conto di limitazioni e problemi

economici, sull’ipotesi di un’economia chiusa (Keynes, 1936). Se di discutono

i problemi di disoccupazione oppure del fatto che vengano usate male le

risorse si può usare l’ipotesi di una economia chiusa, se invece si parla di

scambi, si parla tramite una prospettiva di economia aperta. Considerando

l’esempio di prima, mettiamo che le due imprese si fondano in modo tale ce

la vendita di acciaio avvenga all’interno della nuova impresa e quindi non

venga più registrata. Quindi un’impresa che vende auto per 200 euro,

pagherebbe i lavoratori 70+80=150 e conseguirebbe profitti per 20+30=50

euro. Il valore finale di 200 rimarrebbe lo stesso.

2. Il prodotto può essere ottenuto come la somma DEI REDDITI dei soggetti

economici che partecipano al PROCESSO PRODUTTIVO in un dato periodo di

tempo. Se produco un prodotto X, il valore creato nella produzione viene

distribuito a tutti i soggetti che hanno partecipato sottoforma di reddito. Nel

linguaggio economico, i redditi sono distribuiti sottoforma di salari o stipendi

e vi è una componente residuale, cioè i profitti per l’imprenditore. Oltre che a

considerare il Pil dal lato della produzione possiamo considerarlo anche dal

lato del reddito. In riferimento all’esempio di prima, parte dei ricavi che

rimangono è utilizzata per pagare i lavorati, reddito da lavoro, il restante

rimane all’impresa come reddito da capitale o profitto. Dei 100 di valore

aggiunto dell’impresa acciaio, 80 salari, 20 profitto. Nei paesi avanzati il

reddito da lavoro è compreso tra il 60 e il 75% dei Pil.

3. Il Pil è la somma del VALORE AGGIUNTO realizzato in un dato arco di tempo

in un SISTEMA ECONOMICO.

[V.aggiunto= v.d.produzione – v.beni intermedi]

Valore della produzione= realizzato in un’impresa o in un settore di essa.

Valore dei beni intermedi= il valore aggiunto è il valore che viene aggiunto

ad ogni fase produttiva. Per produrre certi output, si deve disporre di

determinati input. In macroeconomia Y=prodotto aggregato. Per misurare

il valore di un bene si usano i prezzi di mercato. Ci sono beni che hanno uno

scarso valore di scambio, ma un alto valore d’uso per gli individui. Anche

l’acqua per esempio, non è carissima, ma è vitale. Lo diceva anche Smith, il

quale sosteneva che fosse un bene quasi/praticamente libero, perché è un

bene indispensabile, ma con scarso valore di scambio. Se esiste

un’abbondanza di un bene, sia che esso sia utile o inutile, si ha dunque

anche una domanda abbondante allora il bene sarà quasi libero/gratis. Ad

esempio l’impresa siderurgica non usa beni intermedi quindi il suo valore

aggiunto è semplicemente uguale al valore dell’acciaio che produce, 100. Per

l’impresa automobilistica è diverso, perché il suo valore aggiunto è uguale al

valore delle auto prodotte meno il valore dell’acciaio utilizzato, 200-

100=100. Quindi il valore aggiunto totale dell’economia, o Pil, sarebbe

100+100=200, sarebbe uguale anche se le imprese si fondessero. Dunque

misurare il valore dei beni finali e misurare l’incremento di valore ad ogni

passaggio della catena produttiva conducono al medesimo risultato.

2 Punti fondamentali:

- Il Pil è la misura della produzione aggregata, sia lato produzione aggregata

che reddito aggregato.

- LA PRODUZIONE AGGREGATA È SEMPRE UGUALE AL REDDITO AGGREGATO!!

Pil NOMINALE ≠ Pil REALE

La differenza sta in grandezza misurata in moneta e grandezza misurata in

quantità. Dobbiamo comprendere se il cambiamento del valore di un bene ha a

che fare con il variare del suo prezzo o della sua quantità. Se il Pil raddoppia da

un anno all’altro, possiamo considerare che pure i prezzi siano raddoppiati. Ciò

potrebbe essere dovuto alla IPERINFLAZIONE ossia il tasso di crescita dei

prezzi è particolarmente elevato. Un esempio di iperinflazione si ha in

Germania, dopo la fine della 1° guerra mondiale (Weimar Rep.), ma anche dopo

la fine della 2° guerra mondiale. I prezzi aumentano troppo e il sistema crolla.

Per quanto riguarda la moneta estera bisogna prestare attenzione, perché il

venditore rischia di ritrovarsi con soldi, nel caso della Germania i marchi, che

non valgono niente. Il collasso tedesco si è verificato perché lo sforzo della

guerra militare porta il governo ad emettere sempre più moneta, provocando

così un’iperinflazione.

Pil NOMINALE

È la somma delle quantità di beni e servizi finali valutati al loro prezzo corrente.

Il Pil cresce nel tempo per due ragioni:

Perché la produzione di beni e servizi cresce nel tempo

 Perchè il prezzo dei beni e servizi cresce anch’esso nel tempo

[Yt=p1t q1t]  somma di beni e servizi

∆ Yt ∆ Pt ∆ qt

[ ]

= +  tasso di variazione del Pil nominale, lo possiamo

Yt Pt qt

pensare come: tasso di variazione dei prezzi + tasso di variazione della

quantità prodotta. −Pt −1

Pt

=

π

Il tasso di variazione dei prezzi è il tasso di inflazione  −1

Pt

numeratore= ∆ Pt

Se moltiplico il tutto, per 100 ottengo il risultato in %.

Pil REALE

È la somma delle quantità di beni finali valutati a prezzi COSTANTI, non

correnti. Se l’economia ad esempio producesse solo un tipo di auto, calcolare il

Pil reale sarebbe semplice, si moltiplicherebbe la quantità di auto prodotte in

ciascun anno per il loro prezzo in un dato anno. (Vedi esempio pag.53). il

problema del Pil reale però è che i beni finali sono più di uno. Il Pil reale deve

essere quindi definito come una media ponderata della produzione di tutti i

beni finali. Usare i prezzi relativi dei beni sembrerebbe una scelta naturale. Se

un bene costa il doppio dell’altro, conta il doppio nella costruzione del Pil reale.

Ma cosa succede se i prezzi relativi cambiano nel tempo? Dovremmo scegliere i

prezzi relativi di un dato anno o dovremmo cambiare i pesi nel tempo? La

misura del Pil reale nel sistema di contabilità nazionale dell’UE usa pesi che

riflettono prezzi relativi che cambiano nel tempo. L’anno base adottato dal

sistema di contabilità dell’UE è il 2010, che era l’anno in cui Pil reale e

nominale concidevano. n ]

[Pil reale= P10 q1t + P20 q2t+…+Pn0 qnt

∙ ∙ ∙ Pi 0 ∙ qit

i=1

I prezzi sono fermi ed osserva la variazione della quantità.

n

∑ Pit ∙ qit

i=1

Indice di prezzo deflatore del Pil = Pil nominale / Pil reale

 

n

∑ Pi 0∙ qit

i=1

e il risultato ci dà l’indice di prezzo al tempo t.

Un aumento del livello dei prezzi genera anche un aumento

dell’inflazione? −Pt −1

Pt

=

π

 Sì, si guarda la formula del tasso d’inflazione: e se “Pt” è

−1

Pt

più grande il tasso di inflazione è maggiore.

NO! L’affermazione soprastante ci dice solo che c’è una inflazione positiva,

 ma una inflazione positiva non indica un aumento dell’inflazione, può anche

essere stabile. Ciò che accade a livello delle variabili è da SEPARARE da ciò

che accade a livello dei tassi. Non c’è un unico indice di prezzo, quindi

l’inflazione varia a seconda del deflatore che viene usato. UN AUMENTO DEL

LIVELLO DEI PREZZI CAUSA UN’INFLAZIONE POSITIVA DI SICURO, MA NON

PER FORZA CRESCE, PUÒ DIMINUIRE O RIMANERE STABILE. TUTTO DIPENDE

DAL RITMO DI CRESCITA DEI PREZZI.

Pil reale, progresso tecnico e prezzo dei computer

Un problema serio nel calcolo del Pil reale è il modo in cui trattare i

cambiamenti nella qualità dei bei prodotti. Uno dei casi più difficili è quello dei

pc. È assurdo assumere che un pc del 2010 sia uguale ad uno del 1981. Allo

stesso prezzo di allora, oggi compriamo più capacità etc. La questione è quanta

di più? Un computer prodotto nel 2010 fornisce 10,100,1000 volte di più?

L’approccio seguito dagli economisti per tener conto di questi miglioramenti è

guardare come valuta il mercato, in un dato anno, pc con caratteristiche

diverse fra loro. Supponiamo che le persone sono disposte a pagare il 10% in

più per pc con una velocità di 3GHz anziché di 2; e supponiamo che tutti i nuovi

pc quest’anno abbiamo una velocità di 3GHz e mettiamo anche che il prezzo

dei pc da 3GHz sia lo stesso dei pc dell’anno scorso che però erano di soli

2GHz. Gli economisti assumeranno che i pc quest’anno costano il 10% in meno.

È una valutazione edonistica, perché considera i beni come un insieme di

caratteristiche. Con questo sistema, utilizzato anche per beni più complessi, si

è riusciti a stimare che la qualità dei pc è aumentata in media del 18% dal

1981.

Il Pil sintetizza il valore/la quantità, il livello di un’economia.

26-09-2019 GROSSOLANA

Il Pil, tuttavia, è ritenuta una grandezza , perché un sistema che

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher schelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di introduzione alla macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Ribba Antonio.
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