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MACROECONOMIA 13/09/16

Come possiamo costruire un modello macroeconomico e quali sono le sue

componenti?

- il mercato dei beni e la determinazione del suo equilibrio

- il mercato monetario finanziario e la determinazione del suo equilibrio

(determinazione keynesiana)

Un’economia è chiusa quando non ci sono rapporti con il resto del mondo e quindi

con le altre economie, non si considerano i flussi tra un’economia e un’altra.

Quando l’economia è aperta ai flussi di beni e servizi vanno considerate le

importazioni e le esportazioni.

- il mercato del lavoro è un altro fattore importante per la costruzione di un

modello macroeconomico e determinazione del suo equilibrio con la quantità

domandata e offerta, attraverso il livello di disoccupazione sulla base di

un’ipotesi non concorrenziale

Quali sono i fattori che determinano una crescita economica dell’economia?

Qui si fa un riferimento storico ai paesi occidentali ma anche emergenti.

Quali sono i modelli che ci possono permettere di spiegare o non spiegare la

crescita economica? Questo riguarda le future generazione ed è un tema

rilevante.

Bisogna distinguere tra crescita economica e le fluttuazioni cicliche

(riferimento ad una logica di breve periodo).

Il contesto istituzionale in cui viviamo con l’unione monetaria europea, bisogna

capirne la logica e se in queste situazioni è ancora valida oppure no (possibili

opzioni di modificazione).

IL MODELLO MACROECONOMICO

Si pensi ad un’economia semplice con due soggetti: imprese e famiglie, vi è uno

scambio di beni e servizi tra questi due soggetti. Le famiglie offrono servizi

alle imprese e le imprese offrono beni e servizi alle famiglie e quindi vi è uno

scambio tra questi soggetti che è sia in termini reali (beni e servizi offerti e

domandati) sia finanziari (le famiglie offrono lavoro in cambio di un salario e

quindi vi è un flusso di servizi da parte delle imprese e di moneta da parte

delle imprese).

Un sistema economico può essere rappresentato dalla INTERAZIONE di questi

soggetti (imprese e famiglie). Poiché in questo sistema abbiamo il comportamento

delle famiglie che definisce altri due macroaggregati che sono i consumi

aggregati (la domanda di beni e servizi delle famiglie) e la domanda di fattori

produttivi quindi capitali e lavoro che proviene dalle imprese e che sono

necessari per la produzione di questi beni e servizi.

Questo è un modello molto semplificato. Ci sono infatti due elementi che qui

mancano: il resto del mondo (dovrò collocare questo schema in un contesto in cui

famiglie e imprese possono rivolgersi a mercati internazionali) e lo stato che

intermedia e svolge un ruolo perché lo stato attraverso la spesa pubblica può

intervenire nell’economia e le decisioni di spesa di un governo possono

influenzare famiglie e imprese, lo stato eroga i cosiddetti trasferimenti, le

pensioni, le indennità da disoccupazioni o può trasferire soldi alle imprese

attraverso sussidi e contributi alla produzione o può decidere di ridurre la

tassazione (ha a che fare con le entrate). Ciò ci può dare un DEFICIT o un

SURPLUS.

TASSAZIONE - SPESA PUBBLICA

- TRASFERIMENTI

SALDO DI BILANCIO

DEFICIT/SURPLUS

Per questo motivo, il ruolo dello stato è molto importante poiché influisce

sulle imprese e sulle famiglie: se aumento la tassazione la mia capacità di

spesa si riduce, se la diminuisco la capacità di spesa delle famiglie aumenta.

Lo stato quindi influisce sulle decisioni di spesa delle famiglie e delle

imprese.

I modelli pre-keynesiani non si basavano su questi modelli.

Analizzare in dettaglio il modello con anche lo stato, nell’ambito di

un’economia chiusa e poi nell’ambito di un’economia aperta.

MERCATO DEI BENI

Se ci riferiamo allo schema considerato, bisogna considerare:

- in primo luogo i consumi delle famiglie e quindi gli acquisti di beni e

servizi delle famiglie. (C)

- In secondo luogo bisogna considerare gli investimenti e quindi si ha a che

fare con le imprese e con la domanda di nuovi impianti e macchinari o

fabbricati. (I)

- lo stato poiché è importante va considerata anche la spesa pubblica e quindi

l’acquisto di beni e servizi da parte dello stato. (G)

C+I+G = DOMANDA INTERNA cioè la domanda di beni e servizi che viene

dall’interno, definibile anche spesa nazionale.

ECONOMIA APERTA

Vanno considerate le ESPORTAZIONI (x) e le IMPORTAZIONI (m).

La domanda di prodotti italiani che viene dall’estero sono le esportazioni e la

domanda di beni esteri che viene dall’Italia sono le importazioni.

C+I+G+x-m = spesa complessiva

Scorte variazione delle scorte (investimenti in scorte) Is.

C+I+G+x-m+Is

Le scorte in generale sono connaturate al modo di produrre capitalistico e sono

collegate all’innovazione tecnologica poiché il modo di produrre di oggi è

totalmente differente a quello di 20 anni fa. Avere tante scorte consente di

ridurre i costi produzione just in time che consente di ridurre le

scorte e portare tutto direttamente sul mercato.

Prodotto interno lordo (PIL) Y:

Y= C+I+G+x-m+Is (mercato dei beni)

|

x-m =nx (esportazioni nette)

Bisogna modellare queste componenti.

Cosa determina gli investimenti da parte delle imprese? La spesa pubblica verrà

sempre considerata una VARIABILE ESOGENA e quindi non determinabile dal modello,

una VARIABILE ENDOGENA è una variabile che invece viene determinata dal modello.

Queste sono variabili macroeconomiche.

Una variabile è esogena quando la sua variazione è esogena.

Sia le esportazioni che le importazioni dipendono dal TASSO DI CAMBIO che

determina il prezzo di una valuta e questo influisce anche sulla domanda.vi è

anche una determinante legata al reddito, se la domanda di beni cresce, crescerà

anche la domanda legata all’estero; viceversa se si riduce il nostro reddito,

domanderemo meno beni nazionali ma anche che provengono dall’estero. Se il

reddito negli USA cresce, crescerà anche la domanda dei beni italiani, viceversa

se diminuisce, diminuirà anche la domanda dei beni italiani.

Come possiamo definire il PIL (Y)?

consumi delle famiglie 500

investimenti 100

investimenti in scorte 10

beni intermedi prodotti consumati 300

totale 910

PIL (Y) = il valore aggiunto valore finale(TOTALE)- valore dei prodotti

intermedi prodotti e consumati: 910-300= 610

Oppure posso leggerlo come C+I+Is= 610

Posso pensarlo come reddito distribuito a famiglie e imprese (necessariamente

dovranno essere salari e profitti delle imprese).

Il PIL può essere letto come somma o applicando il concetto di valore aggiunto

della contabilità aziendale e questo corrisponde al reddito percepito da

famiglie e imprese. Il concetto di PIL ci riporta al concetto di valore

aggiunto.

Si può trovare corrispondenza tra bilancio aziendale e PIL. La somma dei valori

aggiunti determina il PIL in economia.

Economia con n imprese, se considero i valori aggiunti vado a determinare il PIL

di quelle imprese per quel determinato settore, sommando i più settori determino

il PIL in economia.

PIL = somma dei valori aggiunti.

Y= C+I+G+x-m+Is

..se porto a sinistra le importazioni..

Y+m=C+I+G+x+Is

..ottengo un conto che viene definito CONTO ECONOMICO DELLE RISORSE E DEGLI

IMPIEGHI. Questo conto è fondamentale in economia e ci definisce l’equilibrio

sul mercato dei beni.

PIL in termini nominali

PIL in termini reali

Valori reali : vuol dire che prendo i prezzi di un anno base e quindi mi

riferisco ai prezzi prevalenti in quel determinato anno, posso avere una serie

storica ma i prezzi sono quelli del determinato anno base, questo mi dice di

quanto varia il PIL per effetto della variazione delle quantità. Se il mio

reddito cresce solo perché sono aumentati i prezzi, non avrò una variazione del

mio tenore di vita, il mio potere di acquisto non aumenta.

Valori nominali (o correnti): vuol dire esprimere una variabile considerando

valori di quel determinato anno che sto considerando. 16/09/16

IL PIL O PRODOTTO INTERNO LORDO

Il PIL può essere visto in 3 diversi modi:

A) COME SOMMA DEL VALORE DEI BENI E SERVIZI FINALI

Il PIL esprime il valore complessivo di tutti i beni e servizi finali prodotti

all’interno di un Paese, in un determinato periodo di tempo (l’anno) al lordo

degli ammortamenti.

B) COME SOMMATORIA DI VALORI AGGIUNTI

C) COME SOMMA DELLE REMUNERAZIONI

Il PIL equivale alla somma dei redditi corrisposti a tutti i fattori che hanno

dato il proprio contributo alla produzione, in un determinato arco di tempo.

PIL a prezzi correnti o nominali e PIL a prezzi costanti.

Se vado a calcolare il PIL PRO CAPITE e lo faccio a valori correnti, lo vado a

valutare nel corso del tempo, e mi chiedo se c’è stato un cambiamento nel tenore

di vita, devo tenere conto se i prezzi sono aumentati o diminuiti. La produzione

potrebbe essere peggiorata. Si il PIL cresce solo per effetto dell’inflazione,

questo ci pone difronte a dei problemi.

Oggi vi è un problema di riduzione dei prezzi, la DEFLAZIONE che è un rischio,

quello di oggi dove le economie hanno il problema della forte spinta dei prezzi.

L’ INFLAZIONE rappresenta un obbiettivo di chi fa politica monetaria come la

BCE.

Il PIL NOMINALE, significa che devo fare la sommatoria di quantità e prezzi al

tempo t.

Il PIL REALE, (a prezzi costanti) significa che prendo un anno base e vado a

moltiplicare quantità al tempo t e prezzi prevalenti all’anno base. Tengo fissi

i prezzi e le variazioni che osservo sono dovute alle variazioni delle quantità,

il PIL REALE mi dice come varia il PIL come variazione delle quantità poiché i

prezzi sono mantenuti fissi.

PIL NOMINALE

PIL REALE

DEFLATORE DEL PIL (indice dei prezzi impliciti del PIL)

Si potrebbe definire una sorta di media complessiva dei prezzi prevalenti

nell’economia poiché racchiude la dinamica dei beni finali, intermedi, finiti..

questo indice si può calcolare come rapporto tra PIL NOMINALE e PIL REALE.

PIL NOMINALE

PIL REALE = DEFLATORE

TASSI DI VARIAZIONE = misura della variazione percentuale dei prezzi

variazione %= (Yt-(Yt-1)/Yt-1)x100

oppure (Yt/(Yt-1)-1)x100

ESERCIZIO.

Calcolare :

- DEFLATORE E LE SUE VARIAZIONI %

- VARIAZIONI % DEL PIL REALE

PIL CORRENTE PIL REALE DEFLATORE VARIAZIONE % VARIAZIONE %

(pil DEFLATORE PIL REALE

corrente/pil (rispetto

reale)x100 all’anno

precendente)

2009 1518773 1393994 1.089901791 / /

(109.0)

2010 1550335 1416947 1.094137607 ((109.4- 1.7%

(109.4) 109.0)/109.0

)x100 = 0.4%

2011 1580372 1425128 1.108933373 ((110.9- 0.6%

(110.9) 109.4)/109.4

x100) = 1.4%

2012 1566935 1391032 1.126455035 1.5% -2.4%

(112.6)

2013 1560191 1365368 1.142689004 1.5% -1.8%

(114.3)

RECESSIONE= il PIL diminuisce e le nostre condizioni tendono a migliorare.

VARIAZIONI CONGIUNTURALI E VARIAZIONI TENDENZIALI

IL DATO CONGIUNTURALE FA RIFERIMENTO ALLA VARIAZIONE RISPETTO ALL’ANNO

PRECEDENTE; IL DATO TENDENZIALE INVECE FA RIFERIMENTO A PIU’ ANNI PRECEDENTI.

PIL REALE TRIMESTRALE

2009 _________ I 348521

II 347324

III 348950

IV 348699

2010__________ I 351641

II 353681

III 355239

IV 356386

Con queste informazioni posso calcolare la variazione congiunturale e quella

tendenziale.

Posso calcolare le variazioni trimestre su trimestre e le variazioni

tendenziali.

Variazione dal primo trimestre del 2010 al primo trimestre del 2009? ((351641-

348521)/351641)X100)= 0.9 (VARIAZIONE TENDENZIALE)

VARIAZIONE CONGIUNTURALE : ((347324-348521)/347324)X100= -0.3

Y= C+I+G

- ECONOMIA CHIUSA (no contatti con il resto del mondo, ho importazione ed

esportazione).

- CONSUMI come VARIABILE ENDOGENA (unica variabile che il modello ci spiega).

RAPPRESENTAZIONE DEI CONSUMI (modo più semplice è pensare ai consumi come una

funzione del reddito, la rappresentazione sarà semplice dal punto di vista

microeconomico si fa riferimento alla derivazione della funzione di domanda

individuale. Dal punto di vista macroeconomico si fa riferimento ad un processo

di aggregazione e si pensa alla funzione di consumo come una variabile che

dipenda solo dal reddito, si ipotizza che il consumo sia una funzione lineare

del reddito). Se vi è un’uscita di risorse (SPESA PUBBLICA), ci dovrà essere

un’entrata di risorse da parte dello Stato e quindi una TASSAZIONE. Se c’è

tassazione vuol dire che il mio reddito ne sarà colpito e quindi devo introdurre

il concetto di REDDITO DISPONIBILE cioè il reddito al netto della tassazione. La

variabile che influisce sul consumo è il reddito disponibile.

_

T= T → FISSA (non dipende dal reddito)

T= tY → TASSAZIONE PROPORZIONALE

t= ALIQUOTA D’IMPOSTA

reddito= Y

Y-T= reddito disponibile

C= c0+c1Yd dove Yd sta ad indicare il reddito disponibile

GRAFICO

c C=c0+c1Yd

Yd

c0 = componente autonoma del consumo

c1 = propensione marginale al consumo mi dice quanto vale il consumo al variare

unitario del reddito, di quanto vale il consumo al variare unitario del reddito

e questo mi richiama al concetto di pendenza e di coefficiente angolare di una

retta.

C1= variazione di c

________________

variazione di y

GRAFICO

c c0+c1Yd

K

H Yd

O M N

PROPENSIONE MEDIA AL CONSUMO: c/Y → pendenza, OH, OK

propensione media e marginale al consumo coincidono quando la mia retta esce

dall’origine e vi è coincidenza tra propensione media e marginale.

La nostra analisi sarà quindi di breve periodo, il consumo al tempo t dipende al

reddito disponibile al tempo t: ct= f(Ydt) ct=c0+c1Ydt. 19/09/16

Il reddito è una aggregante del consumo, il reddito al netto della tassazione.

Se la tassazione è fissa e quindi indipendente dal reddito si fissa un’aliquota.

C1 E’ LA PROPENSIONE MARGINALE AL CONSUMO; (c/Y è la pendenza).

All’aumento del reddito di quanto varia il consumo?

La propensione media è la pendenza dei segmenti OH e OK.

Lungo la retta ho diverse propensioni medie. Propensione media e propensione

marginale al consumo coincidono quando la retta del consumo parte dall’origine.

Nel lungo periodo la funzione di consumo tende ad uscire dall’origine.

(L’analisi di breve periodo mette in relazione la retta del consumo al tempo t).

I prezzi sono dati e sono quindi fissi e questo giustifica che si va a

considerare una funzione di consumo con carattere di breve periodo.

Il secondo passaggio importante da considerare è l’equilibrio in questo modello.

EQUILIBRIO IN QUESTO MODELLO

PRODUZIONE REDDITO

DOMANDA

DOMANDA (C+I+G) 45°

Z

E c

_

I=I

_

G=G

PRODUZIONE REDDITO (Y)

DOMANDA Z=C+I+G

Y=Z E’ LA CONDIZIONE DI EQUILIBRIO TRA DOMANDA E PRODUZIONE

_ _

I=I G=G

EQUILIBRIO

Z= C+I+G I=I G=G

Y=Z c=C+I+G

(SOSTITUISCO QUESTE INFORMAZIONI NEL SISTEMA)

Z=co+c1Yd(Y-T)+I+G Y=Z (45°)

Z= c0+c1Y-c1t+I+G

(1-c1)Y= c0-c1T+I+G

Y= c0+c1T+I+G

___________

(1-c1)

Y= 1

_______(c0-c1T+I+G) → (componente autonoma poiché non dipende dal redditoY

1-c1 o da altre variabili)

MOLTIPLICATORE DEL REDDITO

45°

Z (C+I+G) Z1

E1 Z

E Y

y y1

La variazione di Y/ la variazione di G = 1/1-c1

0 < c1 > 1

questo modello è caratterizzato dal fatto che i prezzi sono fissi ed ha un

effetto moltiplicativo. La spesa pubblica inoltre è finanziata con debito

pubblico (emissione titoli di stato).

Moltiplicatore > 1 se spesa pubblica finanziata con debito pubblico (emissione

titoli di stato). Lo stato aumenta la spesa pubblica ma finanzia questo aumento

con il debito pubblico (mettendo titoli e non ponendo il problema

dell’equilibrio di bilancio dello stato cioè tra tassazione e spesa pubblica).

Il debito è l’accumulo di deficit nel corso del tempo finanziato con l’emissione

di titoli di stato.

Il moltiplicatore > 1 vale se non ci poniamo il problema dell’equilibrio di

bilancio ma se il bilancio è in pareggio, vuol dire che la variazione di spesa

pubblica deve essere uguale alla variazione della tassazione e il finanziamento

della spesa pubblica è ottenuto attraverso la variazione della tassazione cioè

imponendo nuove tasse.

La variazione di G = variazione di T

posso scrivere quindi

Y= 1

______ (c0-c1G+I+G)

1-c1

posso arrivare ad una definizione di bilancio in pareggio in cui

variazione di Y/ variazione di G = (1-c0)/(1-c1) = 1

Con il bilancio in pareggio, il moltiplicatore è pari ad 1 e ciò vuol dire che

se aumento di 100 la spesa pubblica e anche la tassazione di 100, il reddito

aumenta anch’esso di 100. AUMENTO LA SPESA PUBBLICA MA LA FINANZIO CON NUOVE

TASSE.

Vi è un effetto positivo unitario, quando finanzio con debito ho invece un

aumento più che proporzionale.

Il tempo in questi casi non è una variabile, non viene considerato. In questi

casi si parla di STATICA COMPARATA. In alcuni casi si ha un modello dinamico.

Cosa succede all’economia dal passaggio da E ad E1?

Per raggiungere E1 occorre tempo e a seconda dalle caratteristiche dell’economia

E1 si raggiungerà prima o dopo.

Il moltiplicatore del reddito può essere visto in una sua SCANSIONE TEMPORALE,

seguendo sempre la sua produzione-reddito-domanda che sono ampi all’inizio e

decrescenti nel corso del tempo.

Il processo moltiplicativo dal punto di vista dinamico posso vederlo in questo

modo: 45° Z1

E1 Z

E

Le fasi di moltiplicazione della domanda e del reddito

Quanto varia domanda-reddito e quindi la produzione nelle varie fasi?

1/(1-c1)deltaG

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elena3.manzoni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Baussola Maurizio.
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