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Macroeconomia Appunti scolastici Premium

Appunti completi e dettagliati con grafici annessi tutti presi a computer durante le lezioni del prof Baussola in macroeconomia. Voto alto all'esame assicurato. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof., dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Macroeconomia docente Prof. M. Baussola

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ESTRATTO DOCUMENTO

VARIAZIONI DELL’OFFERTA DI MONETA IMPLICANO POLITICHE MONETARIE ESPANSIVE O

RESTRITTIVE.

ms1 > ms → i (ESPANSIVA)

ms2 < ms → i (RESTRITTIVA)

IL MODO CON CUI UN BANCA CENTRALE AUMENTA O RIDUCE L’OFFERTA DI MONETA

- Attraverso le operazioni di mercato aperto (open market operations) che sono

acquisto o vendita di titoli sul mercato secondario.

Se la banca centrale acquista titoli, aumenta l’offerta di moneta. l’operazione

opposta è una riduzione. La banca centrale vende titoli e ne riceve moneta.

un’operazione di acquisto implica un’espansione monetaria, un’azione di vendita

implica una riduzione.

i ms ms*

i*

i** moneta (m)

i ms* ms

i**

i* moneta (m)

OPERAZIONE DI MERCATO APERTO → VENDITA

i 27/09/16

EQUILIBRIO SUL MERCATO MONETARIO

→ operazioni di mercato aperto.

La banca centrale decide di acquistare o vendere titoli di stato per variare

l’offerta di moneta.

IPOTESI → MONETA COSTITUITA DA CIRCOLANTE (non vi sono le banche, i depositi).

Quando si suppone che la moneta includa i depositi cosa succede?

Bisogna ragionare in un’ottica diversa. Esistono altri soggetti, le banche, che

svolgono ruoli.

Vi sono i depositi da un lato e le riserve dall’altro. A fronte dei depositi, le

banche devono destinare una certa quota di questi depositi a riserva per far

fonte a richieste di contante che possono pervenire da famiglie o imprese. È un

mercato monetario che si avvicina di più alle moderne economie. La banca

centrale può controllare una parte dell’offerta di moneta perché se vi è il

sistema bancario e la moneta è generata attraverso i depositi, si genera un

processo moltiplicativo, poiché i depositi richiedono di erogare prestiti a

famiglie e imprese. Il sistema bancario è quindi in grado di generare

endogenamente un processo moltiplicativo della moneta. Il sistema riproduce una

maggiore quantità di moneta. La banca centrale sapendo che vi è una possibilità

endogena di regolare il processo moltiplicativo, si regolerà e deciderà di

mettere regole restrittive o meno (aumentare quota di riserva ecc..).

bisogna fare ipotesi rispetto a come si comportano gli individui, quanto è la

quota di moneta sotto forma di circolante e quale quella sotto forma di

depositi?

1^ IPOTESI: la quota di circolante sia pari a c e la quota di depositi sia pari

a 1-c. Come viene distribuita tra circolante e depositi?

Circolante: CId= cMd

DEPOSITI: Dd= (1-c)Md

a fronte dei depositi bisogna considerare le RISERVE

RISERVE= certa percentuale teta dei depositi (D)

sostituisco a D la relazione di prima D= (1-c)M^d

Rd= 0(1-c)Md

Ora devo introdurre il concetto di BASE MONETARIA O MONETA AD ALTO POTENZIALE.

Il concetto di base monetaria mi fa capire il processo moltiplicativo ed è

caratterizzato da circolante + riserve.

Hd= CId + Rd

adesso posso sostituire le definizioni di circolante e di riserva.

Hd= cMd + 0(1-c)Md= [c+0(1-c)]Md

(Md= stock moneta)

H=Hd H= [c+0(1-c)]euroYL(i)

|

Md

Md= euroYL(i) → DOMANDA DI MONETA A SCOPO DI TRANSAZIONE

L(i) → DOMANDA MONETA SPECULATIVA

L’EQUILIBRIO CHE VADO A DETERMINARE..

OFFERTA DI MONETA EMESSA DALLA BANCA CENTRALE

A DOMANDA DI MONETA EMESSA DALLA BANCA CENTRALE

H

RIORDINO L’EQUAZIONE PRECEDENTE

1/[c+0(1-c)] H = euroYL(i) mH=M

il termine a sinistra è l’offerta di moneta, quello di destra rappresenta la

domanda di moneta.

m= moltiplicatore monetario e ci dice quanto varia lo stock di moneta se vario

la base monetaria se H varia di 100, la moneta aumenta proporzionalmente di più

perché m>1.

Se la banca centrale attua una politica monetaria ESPANSIVA, quindi si ha un

aumento di H, si genera un processo moltiplicativo della moneta e lo stock non

sarà pari a 100 ma superiore, di quanto dipende dal valore del moltiplicatore.

(A) circolante BANCA 1

depositi

(B) circolante BANCA 2

depositi

L’individuo B prende a prestito e decide sull’allocazione fra circolante e

depositi. A sua volta la banca deciderà l’allocazione delle riserve.

mH= M

La variazione positiva della base monetaria, può determinare un aumento maggiore

dello stock in moneta.

QUESTA E’ UN’ANALISI CHE FUNZIONA IN PERIODI “NORMALI”.

Vi sono diversi soggetti che interagiscono, le banche, la banca centrale e le

famiglie o le imprese.

Nella realtà noi abbiamo tassi di interesse che sono differenziati sul piano

temporale ma stiamo facendo l’analisi di un modello semplice in cui il tempo non

c’è e i prezzi sono fissi.

La banca centrale interviene e va ad influenzare il tasso di interesse a

brevissimo termine (tasso di interesse bancario, con il quale le banche si

scambiano riserve).

TASSO DI INTERESSE DI RIFERIMENTO

E’ quello che viene determinato come obiettivo dalla banca centrale e va a

determinare poi tutti i vari tassi di interesse. Oggi le banche centrali hanno

ridotto notevolmente i tassi.

Questo tasso determina poi gli impatti sul sistema economico, una decisione di

ridurlo ha impatti su tutti gli altri tassi di interesse (mutui, tassi di

finanziamento alle imprese). Attraverso la variazione del tasso di riferimento,

si influenzano tutti gli altri tassi.

Operazioni di mercato aperto (acquisto titoli sul mercato aperto per ridurre il

tasso). In condizioni normali si potevano fare tassi di variazione a breve

termine perché bastava dare segnali al mercato come attuare una politica

monetaria espansiva. Con la crisi questo è cambiato, sono intervenuti fattori a

rischio e di incertezza complessiva. Si è dovuta aumentare la quantità di moneta

per aumentare la liquidità del sistema.

- Ridurre i tassi per favorire attività economica

- Immettere liquidità per evitare che banche ed imprese fallissero

un altro strumento che la banca centrale ha per intervenire in questo quadro è

quello della RISERVA (parametro teta (0), quota di depositi da tenere in

riserva).

Se 0 aumenta → politica monetaria restrittiva

Se 0 diminuisce → politica monetaria espansiva

La normalità era fare operazioni di ritoccare la riserva o fare operazioni di

breve periodo.

Acquisto massiccio di titoli a lunga scadenza perché si voleva ridurre i tassi

di interesse a lunga scadenza. Si erano rotti i meccanismi che trasmettevano

questi impulsi che ppermettevano di far scendere i tassi a breve e a lungo

termine. Occorreva intervenire in modo massiccio per far scendere i tassi

acquistando titoli a lunga scadenza. Questo è il quantivising che consiste

nell’acquisto di titoli a lunga scadenza per far appiattire la curva dei tassi.

RICORDIAMO LA RELAZIONE NEGATIVA FRA PREZZO DI UN TITOLO E TASSO

DI INTERESSE

ad esempio se considero un titolo (PERPETUO) con cedola fissa (c) che relazione

posso stabilire?

I= c/p

p= prezzo del titolo.

N.B. Dato c che è fisso, ho una relazione negativa tra prezzo del titolo e tasso

di interesse.

All’aumentare del prezzo il tasso di interesse si ridurrà.

Data la relazione negativa tra rezzo del titolo e tasso di interesse, la banca

centrale che acquista titoli a lunga scadenza determina un aumento di domanda di

quei titoli. L’aumento della domanda di quei titoli fa aumentare di conseguenza

il prezzo di quei titoli. Relazione inversa tra prezzo di un titolo e tasso di

interesse. La banca centrale quando interviene e acquista fa ridurre i tassi,

viceversa quando vende.

Si voleva far scendere i tassi di interesse.

EQUILIBRIO SIMULTANEO SUL MERCATO DEI BENI E DELLA MONETA

Determinare livello di i e y in modo che il mercato monetario e quello dei beni

è in equilibrio. Dovremmo definire l’equilibrio sul mercato dei beni e quello

sul mercato monetario che abbiamo già visto.

EQUILIBRIO SUL MERCATO DEI BENI

- Aggiunta degli investimenti che sono endogeni e dipendono dal tasso di

interesse, che viene individuato sul mercato monetario.

- Il tasso di interesse i è determinato sul mercato monetario dall’intersezione

tra domanda e offerta di moneta.

- INDIVIDUARE COPPIE DI VALORI DI i E y TALI PER CUI IL MERCATO DEI BENI E’ IN

EQUILIBRIO (individuare curva IS)

i= tasso di interesse y= reddito

- INDIVIDUARE COPPIE DI VALORI DI TASSO DI INTERESSE (i) E REDDITO (y) TALI PER

CUI IL MERCATO MONETARIO E’ IN EQUILIBRIO (curva LM)

i IS CURVA IS

y

i LM CURVA LM

y 30/09/16

L’EQUILIBRIO SUL MERCATO DEI BENI E SUL MERCATO MONETARIO

IS → INVESTIMENT SAVING

LM → LIQUIDITY AND MONEY

- costruire la curva LM che rappresenta l’equilibrio tra domanda e offerta

DERIVAZIONE GRAFICA DELLA CURVA IS

- Partire dalle condizioni di equilibrio sul mercato dei beni

- Derivare la curva IS nello spazio (i,y)

Z

DA

C

I

G DA2 = C+I2+G

DA1 = C+I1+G

E2

E1 Y

i E1

i1 E2

i2 IS Y

Y1 Y2

I punti della curva IS sono punti di equilibrio (i punti che stanno all’esterno

della curva sono detti punti di DISEQUILIBRIO.

CHE TIPO DI DISEQUILIBRIO E’? vi è eccesso di domanda o di offerta, se EI ha lo

stesso livello di reddito di E, in EI ho un tasso di interesse maggiore. Ho

disequilibrio tra investimenti e risparmi poiché gli investimenti saranno minori

dei risparmi.

i (eccesso di offerta) I<S

EI

EIII E EIII

I>S EII (eccesso di domanda)

IS

LA CURVA IS IN FORMULA

IPOTESI : economia chiusa senza trasferimenti

C = c0 + c1(Y – T) → FUNZIONE CONSUMO (famiglie)

(Y-T) REDDITO DISPONIBILE

_

I= I + d1Y – d2i FUNZIONE INVESTIMENTO (imprese)

_

G = G SPESA PUBBLICA (stato)

_ _

Y = 1/1-c1-d1 (c0+I+G-c1T) – d2/(1-c1-d1)xi

Y= C+I+G

alfa = 1/ (1-c1-d1) → MOLTIPLICATORE DELLA SPESA PUBBLICA

RISCRIVIAMO LA CURVA IS NEL PIANO (Y,i):

_ _

i= 1/d2 x (c0+I+G-c1T) – ((1-c1-d1/d2)Y)

i Y

- Una riduzione delle tasse porta ad una variazione di T che comporta uno

spostamento verso l’alto della curva IS, viceversa se le tasse aumentano.

- l’inclinazione della curva dipende dal parametro che definisce la sensibilità

degli investimenti al tasso di interesse. Maggiore sensibilità degli

investimenti al tasso di interesse → curva IS più piatta.

IS RIPIDA i IS PIATTA

i Y Y

d2 basso d2 alto

moltiplicatore basso moltiplicatore basso

una politica fiscale espansiva implica:

i IS IS1 Y

una politica fiscale restrittiva implica:

i IS

IS1

DERIVAZIONE CURVA LM → mi individua coppie di valori di reddito e tasso di

interesse tali per cui domanda e offerta di moneta sono uguali.

EQUILIBRIO

i Ms i LM

E2 E2

i2 E1

i1 E1 L2

L1

0 q di moneta Y1 Y2 Y

i eccesso di offerta LM

 EI

 E

 EII eccesso di domanda

Y

LA CURVA LM IN FORMULA

M/P OFFERTA REALE DI MONETA

L = f1Y-f2i DOMANDA REALE DI MONETARIA

(si noti che NON avendo ancora introdotto le aspettative, il tasso d’interesse

nominale i uguaglia il tasso d’interesse reale r)

- +

Y= (1/f1) (M/p) + (f2/f1) i M/p = L(i,Y)

coerenza tra rappresentazione grafica e rappresentazione algebrica

RISCRIVIAMO LA CURVA LM NEL PIANO (Y,i):

i= (- 1/f2) (M/p) + (f1/f2)Y

pendenza

intercetta

i LM Y

se M/p :

i LM1 LM Y

più il rapporto f1/f2 è basso, più la LM si appiattisce:

casi limite:

caso di trappola della liquidità (situazione nella quale la domanda di moneta è

infinitamente elastica rispetto al tasso di interesse, vi è una aspettativa di

crescita repentina del tasso di interesse che potrebbe portare una perdita nei

titoli).

i f2 → infinito

LM

Y

domanda di moneta dipende solo dal reddito:

i LM Y

EQUILIBRIO SIMULTANEO SUL MERCATO DEI BENI E DELLA MONETA

i LM

IS E

i* Y

Y*

POLITICA FISCALE ESPANSIVA

i IS1

IS LM G

i**

i* Y

Y* Y** Y***

G aumenta e di conseguenza aumenta il reddito Y, G e i ma diminuisce I:

G Y

G i I 03/10/16

i IS

IS LM

i1

i0 Y0 Y1 Y2 Y

Politica fiscale espansiva

effetti sul tasso di interesse e sul moltiplicatore della politica fiscale

espansiva.

Aumento di spesa pubblica comporta aumento del tasso di interesse (aumenta G →

aumenta i) → EQUILIBRIO SUL MERCATO MONETARIO (LM) → gli investimenti privati

sono SPIAZZATI e parliamo quindi di SPIAZZAMENTO (i diminuiscono).

+ -

I= I(y,i)

Però lo spiazzamento non è così forte da compensare l’effetto sul reddito dovuto

all’aumento di G. abbiamo una riduzione degli investimenti privati ma questo

spiazzamento non è così forte da compensare l’effetto negativo dovuto

all’aumento del tasso di interesse.

G aumenta → aumenta Y da Y0 a Y1 (RISULTATO FINALE).

Lo spiazzamento è parziale perché il reddito comunque cresce nella differenza

tra Y1 e Y0. Lo spiazzamento totale si avrà in un caso limite.

i IS1 LM

i1 IS0

i0 Y0 Y

LA POLITICA FISCALE E’ INEFFICACE.

Questa situazione si ha quando le economie devono finanziare la spesa pubblica

emettendo titoli di stato e quindi con debiti. Legato alle modalità con cui i

governi finanziano la spesa pubblica.

i IS LM Lma

i

i Y Y Y

una politica monetaria accomodante accompagna una politica fiscale espansiva.

Riesce a neutralizzare l’effetto di spiazzamento.

i IS1 LM0 LM1

i1 IS0

i0 Y0 Y1 Y2 Y

politica monetaria accomodante: da LM0 → a LM1

IL CASO DELL’UNIFICAZIONE TEDESCA

è emblematico di come possa non realizzarsi una situazione opposta a quella

rappresentata precedentemente.

i IS1 LM1

IS0 LM0

i2

i1

i0 Y2Y0 Y1 Y

La politica tedesca era quella di alzare i tassi di interesse e non di ridurli,

ha portato quindi la curva LM più in alto. La politica tedesca non era infatti

per nulla accomodante.

G aumenta → spostamento verso l’alto della curva IS.

Politica monetaria restrittiva

→ i aumenta → diminuisce I → diminuisce Y

fu messa a repentaglio l’impalcatura del trattato di MAASTRICHT.

Modello is im può essere utile anche nella storia, vi può essere contrasto tra

chi decide politica fiscale e chi decide politica monetaria.

Effetti negativi anche sulla nostra economia, il prezzo dell’inflazione tedesca

è stata pagata anche dagli altri pesi dell’unione europea con una grande crisi e

disoccupazione. Si iniziarono politiche fiscali restrittive significative, gli

effetti furono significativi e dirompenti.

Altro caso limite come quello tedesco

TRAPPOLA DELLE LIQUIDITA’

i IS1 LM

IS - massima efficacia della politica fiscale

- massima inefficacia politica monetaria

Y

Y0 Y1

ESTREMA PREFERENZA DELLA LIQUIDITA’ DA PARTE DEGLI INDIVIDUI, LEGATA AL TASSO DI

INTERESSE.

i IS0 LM0

Y

Y0

POLITICA MONETARIA INEFFICACE → non sposta il livello di reddito. Abbassare i

tassi di interesse per favorire gli investimenti da parte delle imprese e i

consumi da parte delle famiglie. La politica monetaria è stata fortemente

espansiva.

ESEMPIO

LA CRISI DEL 2007-2008

→ politica monetaria espansiva, si è dovuto ricorrere anche a metodi NON

CONVENZIONALI. In una politica monetaria espansiva, si hanno operazioni di

mercato aperto, acquisto di titoli a breve termine. Nel caso di questa crisi,

queste politiche sono risultate inefficaci perché bisognava garantire una massa

di liquidità notevole. Si sono acquistati titoli in modo massiccio per far

abbassare tassi a medio-lungo temine. Questa politica ha ridotto i tassi di

interesse verso lo zero e oggi si parla di negative interest rate.

La crisi del 2007 2008 ha comportato forte riduzione dei tassi di interesse e ha

portato la curva LM ad un livello basso per poi salire verso l’alto.

2007-2008

i LM0

IS0 IS1 Y

Y0 Y*

Il dilemma attuale. Y* → PIL DI PIENA OCCUPAZIONE.

Oggi siamo vicini alla trappola della liquidità, abbiamo una situazione simile.

Si può attuare una politica fiscale espansiva e potremmo portare l’economia

fuori dalla trappola della liquidità. Si avrebbe una nuova curva IS1.

Se ho dei margini di spesa posso avvicinarmi ad Y0 spostando la curva IS, ma non

posso. La trappola della liquidità è qualcosa che stiamo sperimentando,

inefficacia della politica monetaria a tassi nominali vicino allo 0. politica

monetaria che abbiamo in Europa.

RICORDARE

COME SI ATTUANO LE POLITICHE MONETARIE ESPANSIVE (O RESTRITTIVE).

- OPERAZIONI DI MERCATO APERTO

- VARIAZIONI DELLE RISERVE

Questi sono gli strumenti tradizionali e questo voleva dire, per una banca

centrale, acquistare o vendere condizioni di mercato a breve periodo.

ECONOMIA APERTA

Bisogna considerare il “resto del mondo”. È ancora di più rilevante nella

situazione attuale dove la globalizzazione ha reso pi integrale le nostre

economia, prima erano diverse dal punto di vista della integrazione oggi si

possono scambiare beni, lavoro e prodotti finanziari in modo diverso rispetto al

passato.

Bisogna considerare tre fattori:

- BENI

- CAPITALI

- FATTORI PRODUTTIVI (LAVORO)

Bisogna considerare inoltre che vi sono importazioni ed esportazioni di beni e

servizi. Quando si riformula la curva IS nei mercati aperti andranno considerate

le importazioni e le esportazioni di beni e servizi. Va considerato inoltre il

flusso di capitali che ha a che fare con la curva LM. Ci sarà la convenienza a

investire e spostare i capitali da un paese all’altro a livelli comparati del

tasso di interesse. Poi vi è il fattore lavoro che vi è la possibilità di flussi

migratori importanti, sia persone che si spostano da paesi meno a paesi più

sviluppati e sia migrazioni nei paesi già sviluppati.

Una variabile molto importante che serve per definire sia i flussi commerciali

(importazioni ed esportazioni di beni e servizi) che i flussi finanziari. Queste

TASSO DI CAMBIO

variabile è il .

In particolare tasso di cambio NOMINALE BILATERALE (E) → EXCHANGE RATE

riguarda il prezzo di una valuta.

Nel contesto istituzionale che viviamo, per quanto riguarda l’euro, viene

adottata la valutazione certo per incerto, l’euro è quotato sulla base di

quantità di dollari che acquistano una certa quantità di euro. Sulla base di

valuta estera per unità di valuta nazionale.

CERTO PER INCERTO

quantità variabile di valuta estera per una unità di valuta nazionale (euro).

INCERTO PER CERTO

quantità variabile di moneta nazionale per una unità di moneta estera (prima

dell’euro: lire per dollaro).

Se l’euro viene quotato ed espresso in questo modo, un apprezzamento dell’euro

vuol dire un aumento del tasso di cambio.

Esempio

Euro da 1.2 a 1.3 a 1.5 vi è APPREZZAMENTO dell’euro e il dollaro si svaluta.

l’euro può anche DEPREZZARSI.

Viceversa con incerto per certo

Con N paesi si calcola per ogni valuta il tasso di cambio nominale effettivo che

è la media degli N-1 tassi di cambio bilaterali in genere ponderata con pesi

dati dalle transazioni commerciali tra paesi. NON FACCIO SOLO UNA MEDIA

ARITMETICA MA UNA MEDIA PONDERATA, DO DEI PESI A CIASCUN TASSO PODERALE. Il

tasso di cambio può cambiare se siamo in un regime di tassi aggressivi. Tasso di

cambio euro dollaro ha fluttuato parecchio, vi sono state fasi con forte

apprezzamento a cavallo tra 2008-2009 poi vi è stato un deprezzamento e poi

delle oscillazioni. nell’ultima fase si ha una forte discesa del valore

dell’euro e questo è il periodo di crisi che ha avuto effetti sul valore delle

valute. nell’ultima fase (anni) abbiamo avuto un DEPREZZAMENTO. I regimi di

cambio possono essere tassi di cambio fissi o tassi di cambio flessibili. Dentro

a quelli fissi considero anche le cosiddette bande di oscillazione e stabilisco

una parità centrale e poi dico il tasso di cambia varia all’interno. Dalla fne

della seconda guerra mondiale al 1971 si ha avuto una situazione di cambi fissi

con bande di oscillazione (economie occidentali e di mercato). Le monete

avrebbero dovuto oscillare entro un certo margine.

Dopo il 1971 non si è più mantenuto questo regime per gli usa che avevano in

atto la guerra del VIETNAM. Gli usa dovevano far svalutare il dollaro e rompono

così questi accordi. L’Europa decide di reintrodurre a livello europeo e a fine

anni 70 si ha il cosiddetto sistema monetario europeo. Le valute possono variare

dentro una certa banda di oscillazione. Non vi sono accordi sovranazionali. Vi

possono essere fluttuazioni come visto nel tasso di cambio euro dollaro. 4/10/16

TASSO DI CAMBIO REALE

(il tasso di cambio nominale effettivo va riferito d un insieme di paesi, è una

media fra il tasso nominale di un paese e gli altri).

Il asso di cambio reale gioca un ruolo importante perché considera il tasso di

cambio nominale ma non solo, anche i prezzi che sono interni ed esterni. Il

tasso di cambio reale è ostruito moltiplicando il prezzo nazionale per il tasso

di cambio nominale e dividendo per il livello dei prezzi esteri:

ε = EP/P*

il costo dei nostri beni dipende da questi due fattori: i nostri prezzi ed il

tasso di cambio nominale. Quindi i nostri beni saranno più convenienti se i

nostri prezzi saranno relativamente bassi e se il tasso di cambio nominale si

svaluta.

Se l’euro si svaluta rispetto al dollaro e passa da 13 a 1.1 o va verso la

parità, i nostri prodotti sono APPETIBILI per gli usa a parità di altre

condizioni.

Se E si riduce i nostri prodotti sono più convenienti per gli stati uniti a

parità di altre condizioni. Una svalutazione, una perdita di valore della nostra

valuta, favorisce i nostri prodotti e le nostre esportazioni. A parità di P e

P*. i nostri prodotti possono diventare più appetibili a parità di tasso

nominale se i nostri prezzi sono competitivi.

Dobbiamo chiederci quali sono i fattori che influenzano P? E possiamo capire

perché il tasso reale è un indicatore di competitività. Il tasso di cambio reale

ha senso anche in un area come quella euro, pur vivendo in un’area in cui la

moneta è unica, ha senso ragionare in termini di tasso reale perché si può

considerare il rapporto tra i prezzi. A parità di tassi di cambio, i nostri

flussi commerciali saranno comunque determinati dal rapporto fra P e P*. ha

senso porre la questione di competitività dei nostri prodotti considerando i

prezzi esterni ed interni.

Da cosa dipende P?

TASSO DI CAMBIO REALE COME INDICATORE DI COMPETITIVITA’

Il problema è come si determina P, come si determinano i prezzi?

Facendo alcune semplificazioni possiamo richiamare questo elemento.

Nei mercati non perfettamente concorrenziali, i prezzi sono determinati

attraverso un markup, un margine sui costi medi del lavoro.

COMPETITIVITA’

 Determinazione dei prezzi

 regola del mark up (margine)

 mark up sui costi medi del lavoro

(clup= costo del lavoro per unità di prodotto)

 P= (1+u)CLUP dove u è il mark up

 CLUP= costo del lavoro/produzione

 CLUP = wL/Y dove w è il costo del lavoro per ogni unità di lavoro

utilizzata.

 I prezzi sono un margine (mark up) sui costi medi del lavoro.

wL/Y è il reciproco della produttività del lavoro che è Y/L.

 Ricordiamo che la produttività media del lavoro è Y/L. Pertanto si può

scrivere: CLUP = w/π , dove π è la produttività del lavoro

 π = Y/L.

L’economia italiana ha il problema della produttività che in alcuni casi è

diminuita. Ciò vuol dire che anche a livelli salariali bassi, in Germania il

costo del lavoro per unità di prodotto è diminuito, in Italia è aumentato.

Questo è il problema dell’economia italiana, la bassa crescita della produzione.

IMPORTAZIONI

ESPORTAZIONI

+ +

imp = f1 (Y,ε)

ε → tasso di cambio reale

+ -

exp = f2 (y*,ε)

Sono una funzione del reddito esterno e del tasso reale ma con segno opposto. I

nostri beni sono meno competitivi, se l’euro si rivaluta rispetto al dollaro

faremo più fatica ad esportare i nostri prodotti negli usa. Se il PIL degli usa

aumenta, aumenterà la domanda di beni e di conseguenza i beni prodotti in

Italia. Aumenterà la nostra esportazione.

La differenza tra importazioni ed esportazioni sono le nostre esportazioni nette

e questo contribuisce alla determinazione del nostro reddito.

nx = imp - exp

I movimenti di capitale sono flussi finanziari fra il paese ed il resto del

mondo e sono anch’essi determinati dalla dinamica del tasso di cambio.

Bilancia commerciale Bilancia dei pagamenti

Bilancia di capitale

Sia i flussi di beni che quelli di capitali implicano una variazione (positiva o

negativa) della valuta nazionale. Necessità che la banca centrale regoli questo

flussi, vede aumentare o diminuire le sue riserve valutarie.

PASSIVO/ATTIVO DI BILANCIA DEI PAGAMENTI IMPLICA UNA RIDUZIONE (AUMENTO) DELLE RISERVE

VALUTARIE.

Il canale estero, l’attivo o il passivo di bilancio dei pagamenti, ha

implicazioni anche sulla politica monetaria. La bilancia dei pagamenti è lo

strumento che registra i flussi commerciali, quindi si ha un sottoinsieme

(bilancia commerciale) e i flussi finanziari (movimenti di capitale). Questo ha

un effetto sullo stock di riserva.

Esce valuta estera se vi è passivo, viceversa se vi è attivo entra.

LA CURVA IS IN ECONOMIA APERTA

la domanda di beni nazionali è data da:

Z = (C+I+G–IM/ε+X)

Bisogna ora arrivare ad un modello simile a quello precedente.

z y

ricordo che:

→ imp = f1(y,ε) ɤ ɤ

dato il tasso di cambio reale, potremo scrivere che imp = 0 + 1y

imp y

ɤ

varizioneimp/variazioney = 1

ɤ

1 → propensione marginale ad importare e dice quanto sono sensibili le

importazioni a variazioni del PIL. Se è alto, l’impatto sarà elevato.

LA DOMANDA NAZIONALE INTERNA E’ DATA DA:

C+I+G = C(Y-T)+I(Y,r)+C

r= tasso di interesse reale = tasso nominale – prezzi (o tasso di inflazione)

Il tasso di cambio reale influenza certamente la composizione della spesa per

consumi tra beni.

Imp

Exp LE COMPONENTI

domanda z DD

domanda nazionale (C+I+G)

(a)

produzione y y

z

domanda z DD AA

importazioni (IM/ε)

(b) produzione y y

domanda z DD ZZ AA

C B

A

(c) produzione y

esportazioni nette NX

avanzo

commerciale

BC Y

disavanzo

(d) commerciale NX ZZ

domanda z A

45°

(a) produzione y

esportazioni NX disavanzo commerciale

Ytb C

(b) produzione, Y

equilibrio nel pt. A 07/10/16

GLI EFFETTI DI UN AUMENTO DELLA DOMANDA INTERNA – IN PARTICOLARE

CONSIDERIAMO UN AUMENTO DI G.

L’aumento di G in un’economia aperta provoca un aumento del reddito Y che sarà

minore.

Aumenta G → aumenta la domanda interna → aumento del reddito Y (che sarà minore

rispetto al caso di economia chiusa). Occorre considerare la propensione

marginale ad importare.

L’aumento di G provoca un aumento della domanda e del reddito Y e questo fa a

sua volta aumentare la domanda di beni ma aumenta anche la domanda di beni

prodotti all’estero. Le importazioni dipendono infatti dal nostro PIL.

Le importazioni sono una funzione del reddito Y e del tasso di cambio.

+ +

ԑ

→ imp = f1(Y, )

ZZ1

A ZZ

C

(a) Y Y1

produzione, Y (aumento di G)

esportazioni nette, NX B

0 YTB disavanzo commerciale

C NX

(b)

Il moltiplicatore della spesa pubblica è minore rispetto al caso di economia

chiusa, bisogna considerare il ruolo delle importazioni, della propensione

marginale ad importare. Aumenta Y → aumentano le importazioni.

Nel caso in cui vi fosse un effetto di traino, dovuto all’aumento del reddito

estero, e quindi se aumenta Y* (reddito degli altri paesi) → questo ha un

effetto sulle esportazioni e queste ultime aumentano (si ha un effetto positivo

sul reddito).

Si ha uno spostamento anche qui della retta ZZ che aumenta.

45° DD (domanda nazionale di beni)

A1 ZZ1

C ZZ

A D

Y produzione Y

(foto su cell grafico da copiare)

QUALI SONO GLI EFFETTI DI VARIAZIONI DEL TASSO DI CAMBIO REALE

SULLA BILANCIA COMMERCIALE?

Nel caso di deprezzamento i prodotti interni costeranno meno e quindi da un

punto di vista statico, il deprezzamento dovrebbe comportare un miglioramento

della bilancia commerciale (le esportazioni aumentano e le importazioni si

riducono). La convenienza sarà generalizzata. Il deprezzamento può essere legato

a modificazioni sui prezzi ad esempio. Se ho un deprezzamento le importazioni

costano di più e quindi ridurrò le importazioni e questo comporterà un

miglioramento della bilancia commerciale, viceversa in caso di apprezzamento.

ciò si ha senza considerare l’inerzia che in un’economia si genera, si ragiona

in termini astratti.

Se si considerano gli effetti di un deprezzamento implicano come risultato

finale un miglioramento di NX (bilancia commerciale). Dobbiamo chiederci, se

faccio questa comparazione tra tempo 0 e tempo 1, cosa accade nel frattempo? Il

risultato potrebbe non essere chiaro. Sul piano dinamico, l’aggiustamento verso

il nuovo equilibrio, può implicare un peggioramento di NX.

Questo ragionamento fatto sugli effetti del deprezzamento se vale sulla statica

comparata, vale di meno o bisogna verificare le condizioni nel passaggio da t0 a

t1. Vi è un deprezzamento e il processo verso un nuovo equilibrio potrebbe

portare ad un peggioramento della bilancia commerciale. Ma perché? Quando

consideriamo gli effetti del deprezzamento dobbiamo stare attenti anche

all’elemento dinamico perché gli effetti potrebbero non essere immediati.

LE CONDIZIONI MARSHALL - LEARNER ԑ

Le esportazioni nette (EXP-IMP) sono date da: NX = X- IM/ .

Sostituendo X e IM con le loro rispettive espressioni, otteniamo:

ԑ ԑ ԑ

NX = [X(Y*, ) – IM(Y, )]/

I beni importati si riducono, la quantità di beni importati è legata

positivamente a tassi di cambio reale.

ԑ ԑ

L’ va ad influire sul valore delle importazioni. Abbiamo quindi tasso di

cambio reale che influisce sulle quantità di beni esportati e sulle quantità di

beni importati ma influisce anche sul valore delle importazioni. Il risultato

immediato che ottengo con il deprezzamento ce l’ho sul valore delle importazioni

ԑ

( ). Ho un effetto sulle importazioni in termini di valore che è immediato e

quindi nel breve termine se vi è svalutazione, osservo che il valore delle

importazioni aumenta. Solo con il passare del tempo le quantità di esportazioni

ed importazioni si muovono e si controbilanciano, la quantità di beni esportati

aumenta solo con il passaggio del tempo. Ci vuole del tempo affinché si

aggiustino le quantità e lo stesso dicasi per le importazioni. Prima che le

quantità importate si riducano passa del tempo. Ho un effetto immediato su

valori importati e potrei avere una situazione contraddittoria: nel breve

periodo un deprezzamento potrebbe comportare un peggioramento della bilancia

commerciale perché prima si aggiustano i valori delle quantità. Solo

successivamente avrò un miglioramento.

L’elemento tempo è un elemento importante, se ho una svalutazione, l’effetto

sulla bilancia commerciale sarà complessivo. La stessa cosa si può dire sulla

quantità, la riduzione infatti sarà un fenomeno graduale.

ԑ

Una riduzione di influenza la bilancia attraverso tre canali.

deprezzamento

esportazioni nette NX tempo

0

A C

B

CURVA J

mix di politiche

 come ridurre il disavanzo commerciale senza variare la produzione

 per ridurre il disavanzo senza variare la produzione, il governo deve

operare un deprezzamento e ridurre la spesa pubblica

domanda Z 45° ZZ1

A1 variazG<0 (variazione di G)

ZZ

variazNX>0 (variazione di NX)

A

45° Y Y1

produzione Y

esportazioni nette NX

B produzione Y

C NX1

NX

RISPARMIO, INVESTIMENTO E DISAVANZO COMMERCIALE

 Partendo dalla condizione di equilibro:

ԑ

Y = C+I+G-IM/ +X

 Un disavanzo commerciale implica un eccesso di investimento sui risparmi e

viceversa per l’avanzo commerciale.

Eccesso di risparmio rispetto agli investimenti → problema!

Risparmi > Investimenti → difficile sostenere la crescita del PIL.

 Sottraendo C+T da entrambi i lati e ricordando che S = Y-C-T, otteniamo:

ԑ

S = I+G-T-IM/ +X

 Usando la definizione di esportazioni nette e riordinando i termini,

otteniamo: NX = S+(T-G)-I

 Un avanzo commerciale corrisponde ad un eccesso di risparmio

sull’investimento. GERMANIA

Un disavanzo commerciale corrisponde, invece a un eccesso di investimento sul

risparmio. USA

In equilibrio la bilancia commerciale deve essere uguale al risparmio privato

(S) e pubblico meno l’investimento (I).

L’eccesso di risparmio rischia di minare la possibilità di crescita

dell’economia europea. 11/10/16

LA SCELTA TRA ATTIVITA’ FINANZIARIE NAZIONALI ED ESTERE

PARITA’ DEI TASSI DI INTERESSE i = i*- [(E^et+i – Et)/Et]

Parità dei tassi di interesse perché l’uguaglianza tra i* e l’altro termine

determina la soglia.

i% i*% E/E i=i*-[(E^et+i - Et)/Et]

1. 10 5 0 5

2. 10 15 5 0

3. 10 15 2 -3

4. 10 15 10 +5

Dove è conveniente investire? all’interno o all’esterno?

CASO 1. Il tasso di cambio nominale resta invariato perché la variazione di E/E

rimane invariata. Ciò che è rilevante è quindi la differenza tra i tassi di

interesse. In questo caso è più conveniente investire all’interno del paese.

CASO 2. Ho una rivalutazione del 5%.il tasso di interesse esterno è maggiore di

quello interno, tuttavia la moneta nazionale si rivaluta. In questo caso si

rivaluta del 5%. ciò implica l’indifferenza tra l’investimento interno ed

esterno.

CASO 3. Il tasso di interesse esterno è maggiore ancora una volta el tasso di

interesse interno. Tuttavia l’apprezzamento della moneta nazionale è del 2% e

non è, quindi, sufficiente a compensare (come nel caso precedente) il

differenziale del tasso di interesse. l’investimento estero sarà preferito.

CASO 4. Il tasso di interesse esterno è sempre maggiore di quello interno.

l’apprezzamento del cambio è molto forte ed è pari al 10%. questo più che

compensa il differenziale e il differenziale complessivo è favorevole alla mia

valuta, favorevole all’investimento nazionale. Sarò incentivato fare un

investimento quindi all’interno del paese e non nel mondo.

Valore atteso e valore che si realizza coincidono, ma nella realtà non è detto

che sia così. Il valore atteso al tempo t+1 può realizzarsi ma può avere anche

un margine di errore.

Se esplicitiamo dalla formula Et (tasso di cambio nominale al tempo t),

otteniamo:

Et = [(E^et+1)/(i*-i+1)]

Esplicitiamo Et perché si vuole mettere in evidenza la relazione tra tasso di

cambio e tasso di interesse, l’obiettivo è inserire la relazione nel modello di

IS - LM.

Relazione tra tasso di cambio e tasso di interesse. Se consideriamo dato i* e il

valore atteso di E, possiamo esprimere questa relazione:

-

E = [(E^e)/(i*-i+1)]

Se vogliamo rappresentare graficamente questa relazione avremo:

(possiamo mettere in relazione il tasso di cambio nominale con il tasso di

interesse nominale.)

i tasso di interesse E tasso di cambio

Questa relazione è importante perché è la parte da aggiungere al modello IS -

LM. PARITA’ DEI TASSI DI INTERESSE

Inoltre questa è la .

Abbiamo ora tutti gli elementi per costruire il modello di IS – LM in economia

aperta:

 abbiamo visto che in economia aperta, da un lato, abbiamo introdotto, sul

mercato dei beni, la questione della scelta tra beni nazionali e beni

esteri e abbiamo esplicitato le variabili dalle quali dipendono

esportazioni ed importazioni e siamo in grado di costruire l’equilibrio

sul mercato dei beni. Il tasso di cambio reale (composto da tasso di

cambio nominale e rapporto tra prezzi interni).

 L’apertura dei mercati finanziari consente di scegliere tra attività

finanziarie nazionali ed estere. Questa scelta dipende soprattutto dal

rendimento relativo, che a sua volta dipende dai tassi di interesse

interno ed esterno e dal tasso atteso di deprezzamento della valuta

estera.

L’EQUILIBRIO DEI MERCATI FINANZIARI IN ECONOMIA APERTA

la condizione di eguaglianza tra domanda e offerta di moneta è espressa come:

M/P = yL(i)

Ricordiamo l’equazione che definisce la parità dei tassi di interesse:

i = i*(E^e/ → guarda sopra

Consideriamo dato il tasso di cambio atteso e per semplicità non consideriamo

l’indice temporale t:

-

E = [E^e/(i*-i+1)]

aumento del tasso di interesse nominale i, implica un aumento di E e viceversa.

Se i aumenta → APPREZZAMENTO

Se i diminuisce → DEPREZZAMENTO

IS-LM ECONOMIA APERTA

 Y= C(Y-T)+I(Y,i)+G+NX(Y,Y*,E)

Il tasso di interesse è determinato dall’eguaglianza fra la domanda e l’offerta

di moneta:  M/P = YL(i)

 E = E^e/(i*-i-1)

Un aumento del tasso di interesse ha due effetti:

1. Già presente in economia chiusa, è l’effetto diretto sull’investimento. Un

aumento del tasso di interesse provoca una diminuzione dell’investimento e

quindi della domanda di beni nazionali (domanda interna)

2. Presente solo in economia aperta, è l’effetto che opera attraverso il tasso

di cambio. Un aumento del tasso di interesse interno genera un apprezzamento che

provoca una diminuzione delle esportazioni nette e quindi una riduzione della

domanda di beni nazionali.

Il modello IS-LM in economia aperta diviene: parità dei tassi di interesse

i LM

A E

IS y E

Y E

produzione Y tasso di cambio E

POLITICA FISCALE IN ECONOMIA APERTA

Aumento spesa pubblica (G) → ora ci sono anche gli effetti sul tasso di cambio

(E) e sulle esportazioni nette (NX).

i LM

variazG>0 A1 A1

A A

IS1

IS

y y1 y E E1 E

(a) (b)

aumenta G → aumenta Y → aumenta I

aumenta i → diminuisce I

L’effetto su I può essere di una riduzione (SPIAZZAMENTO)

i aumenta → aumenta E (APPREZZAMENTO)

diminuiscono le esportazioni → diminuiscono le NX (esportazioni Nette) →

diminuzione di Y (parziale) LA POLITICA MONETARIA

CASO DI UNA POLITICA RESTRITTIVA → aumento i → aumento E (APPREZZAMENTO) →

implicazioni sul mercato dei beni → diminuzione NX

i tasso di interesse LM1 parità dei tassi di interesse

LM

A1 A1

i1 A A

i IS

Y1 Y E E1

(a) produzione Y (b) tasso di cambio E

(IS e LM sono sempre curve nel grafico)

diminuzione M/P → aumento i → diminuisce I → diminuisce Y → aumenta E →

aumentano exp → diminuisce NX → diminuisce Y

STIAMO IPOTIZZANDO LA FLESSIBILITA’ DEL TASSO DI CAMBIO

Ci possono essere condizioni diverse:

CAMBI FISSI

→ (aggiustabili intorno ad una parità centrale)

periodo post bellico (dal ‘45 al ‘71) → ACCORDI DI BRETTON WOODS: si stabiliva

un tasso di cambio di riferimento e vi era possibilità di aggiustare il cambio

intorno a quel tasso, è un accordo che mira a stabilire una relativa stabilità,

vuole ridare stabilità al sistema economico internazionale. Avere stabilità sui

cambi riduce l’incertezza. 14/10/16

(Dal grafico precedente)

Un aumento della spesa pubblica provoca un aumento della produzione, un

incremento del tasso di interesse.

In regime di cambi fissi la politica monetaria è vincolata al mantenimento del

tasso di interesse al livello esterno (i*).

in regime di cambi fissi ho un vincolo che impongo alla politica monetaria

soprattutto quando la mobilità dei capitali, quasi perfetti, è significativa.

Tanto più la mobilità dei capitali è elevata e al limite perfetta, cioè non ho

ostacoli a muovere i capitali da un paese all’altro, tanto più la politica

monetaria sarà vincolata al mantenimento del tasso di interesse perché

variazioni in senso positivo o negativo del tasso di interesse interno

comporteranno un afflusso o deflusso dei capitali.

Se ipotizziamo cambi fissi, la politica monetaria avrà come obiettivo il tasso

di interesse (cioè dovrà essere i = i*). Ma questo ha delle implicazioni:


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DETTAGLI
Esame: Macroeconomia
Corso di laurea: Corso di laurea in Economia
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elena3.manzoni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Baussola Maurizio.

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