Macroeconomia 2 Parte
Domande a scelta multipla II
- C
- C
- C
- C (aumento del reddito aumento del tasso i aumento Md)
- B
- A (immette moneta e ritira titoli, quindi li acquista)
- A (210/1+0,05)
- B
- B
- C
- C
- C
- A
- A
- A
- B
- C
- B (aumento G curva IS verso DX perché: Z=Y= co+c1(Y-T)+I(Y,i)+G)
- C
- B (LM si sposta verso basso perché i diminuisce, quindi la banca ha acquistato titoli)
- C (fiscale colpisce solo IS e restrittiva provoca uno spostamento verso sx)
- C
- A (perché i aumenta, non c’è effetto ambiguo su i. LM verso alto e IS verso dx. l’effetto sulla produzione è ambiguo perché dipende da quanto si sposta IS verso dx)
- C
- C
- C
- B (contrazione monetaria = diminuzione i)
- A
- /
- C
- A
- B
- D (aumenta l’offerta e il tasso di interesse diminuisce (-i), a seguito di ciò I aumenta e Y aumenta A SBAGLIATA. Diminuisce offerta e aumenta il tasso B SBAGLIATA. Se G aumenta, Is v dx e quindi aumenta Y sbagliata C. Se G diminuisce, Is verso SX quindi diminuisce Y, quindi Md verso sx e i diminuisce graficamente.)
- A
- A
- A
- A
- A
- B
Cap. 7 Mercato del lavoro
Nel breve periodo i prezzi sono rigidi, vischiosi ed è la domanda che determina la produzione (modello IS-LM). Mentre nel medio periodo i prezzi sono liberi di aggiustarsi e la domanda e l’offerta dipendono dal livello generale dei prezzi (modello IS-LM-PC). La produzione raggiunge il suo livello naturale. Nel lungo periodo la produzione naturale si muove (teoria della crescita).
Prezzo del lavoro = salario
Incremento della produzione aumento di occupazione riduzione disoccupazione aumento salari aumento costi di produzione. Nel medio periodo i prezzi più elevati inducono i lavoratori a chiedere un aumento dei salari. Al centro di questa sequenza di eventi si trova il mercato del lavoro, cioè in cui sono determinati i salari.
Popolazione attiva (P): popolazione in età lavorativa dai 15 ai 64 anni;
Forza lavoro (L): disoccupati in cerca di occupazione (U) e lavoratori occupati (N);
Fuori dalla forza lavoro, inattivi (P-L): chi potrebbe lavorare ma non cerca un lavoro;
Tasso di partecipazione (L/P): rapporto tra forza lavoro e popolazione in età lavorativa;
Tasso di disoccupazione (u = U/L = (L-N)/L = 1-N/L): rapporto tra disoccupati e forza lavoro.
Tasso di occupazione: N/L =1-u oppure N/P
Il mercato del lavoro è un mercato caratterizzato da flussi di lavoratori in entrata e uscita da occupazione, disoccupazione e forze lavoro.
Interruzioni di rapporti di lavoro: individui che abbandonano un’occupazione:
- Employees Unemployees,
- E E,
- E inattivi (da lavoratori a non lavoratori, da lavoratori si cambia lavoro, da lavoratori si diventa inattivi e si esce dalla forza lavoro).
Assunzioni: individui che trovano un’occupazione.
Dimissioni: individui che abbandonano volontariamente un’occupazione.
Licenziamenti: individui che abbandonano un’occupazione a causa di una decisione dell’impresa.
Durata della disoccupazione: tempo medio prima che un disoccupato trovi un’occupazione.
Correlazione negativa tra disoccupazione e attività economica
Quando l’economia è in recessione, le imprese reagiscono alla riduzione di domanda in due modi:
- Riducendo le assunzioni di nuovi lavoratori
- Licenziando i lavoratori attualmente occupati
Quindi, quando la disoccupazione è elevata:
- È più probabile che i lavoratori occupati perdano il loro lavoro
- È meno probabile che i lavoratori disoccupati trovino lavoro (aumenta la durata della disoccupazione)
Determinazione dei salari
1. Contratti collettivi (tipologia più diffusa): i salari vengono contrattati tra i sindacati e le imprese. Tale contrattazione avviene a livello aziendale, industriale e nazionale.
2. Salari fissati dal datore di lavoro
3. Contrattazioni bilaterali tra datore di lavoro e lavoratore
I lavoratori percepiscono solitamente un salario superiore al loro salario di riserva, cioè il salario che li rende indifferenti tra lavorare ed essere disoccupati. I salari di solito dipendono dalle condizioni prevalenti sul mercato del lavoro: quanto più basso è il tasso di disoccupazione, tanto più alti saranno i salari u diminuisce e W aumenta.
Teorie dei salari
Anche in assenza di contrattazione collettiva i lavoratori hanno una certa forza contrattuale che utilizzano per ottenere salari più elevati.
Teoria della contrattazione del salario: la forza contrattuale del lavoratore dipende:
- Dal costo, in caso di dimissioni, che l’impresa paga per sostituirlo;
- Dalla difficoltà nel trovare un nuovo lavoro.
Più è facile trovare lavoro, più sarà alto il salario.
La forza contrattuale è influenzata da:
- Natura del lavoro
- Condizioni prevalenti sul mercato
Ad esempio è facile sostituire un lavoratore del McDonald’s perché non sono richieste particolari skills.
Le imprese stesse, per varie ragioni, possono voler pagare salari superiori a quello di riserva.
Teoria dei salari di efficienza: lega il salario percepito alla produttività dei lavoratori. Le imprese potrebbero voler pagare salari superiori a quello di riserva per incentivare la produttività dei lavoratori (dipende dalla natura del lavoro) e diminuire il tasso di avvicendamento dei lavoratori (dipende dalle condizioni prevalenti sul mercato del lavoro). Questa teoria stabilisce che i salari dipendono dalla natura del lavoro e dalle condizioni prevalenti sul mercato.
Equazione dei salari
Il salario è un costo, il costo del lavoro, che dipende dalle aspettative che noi abbiamo su ciò che saranno i prezzi (Pe, e=expectation, cioè aspettative); dipende anche dal tasso di disoccupazione quindi da una funzione che a sua volta dipende da u f(u) la quale è negativa perché all’aumentare della disoccupazione i salari diminuiscono; e dipende da z (+) che è una generica variabile che assume la forma di salario di riserva, salario minimo, sussidio di disoccupazione … il quale se aumenta provoca un aumento dei salari. È la formula del salario nominale perché non è divisa per il prezzo (se fosse reale sarebbe W/P).
Relazione tra salari e livello atteso dei prezzi
Salari fissati in termini nominali. Se i lavoratori si aspettano un aumento dell’inflazione domani, oggi chiederemo un aumento dei salari, quindi + Pe + W.
Relazione salario e disoccupazione
Il tasso di disoccupazione riduce il potere contrattuale dei lavoratori quindi influenza negativamente il livello dei salari, - u + W. Relazione positiva tra z e W: il fattore z porta ad un aumento del salario di riserva e, di conseguenza, il salario aumenta.
Se Pe = P W = P f (u,z) (salario nominale)
Come arrivo al salario reale partendo da quello nominale? Divido per P: W/P = f (u,z) Salario Reale curva inclinata negativamente perché il salario dipende negativamente dal tasso di disoccupazione. Se c’è una variazione positiva di z, la curva si sposta verso dx, se c’è una variazione negativa di z, si sposta a sx.
Lato dei produttori
I prezzi dipendono dai costi di produzione i quali dipendono dalla funzione di produzione. Assumiamo che le imprese producano beni usando un unico fattore produttivo, il lavoro (N) (A = produttività del lavoro): Y = AN Se A = 1 vuol dire che il lavoratore è in grado di produrre 1 prodotto. Il prezzo che le imprese fissano dipende anche dal mark-up (m, cioè il ricarico di prezzo sul costo di produzione): P = (1+m) W P = W (1+m). Maggiore è il potere di mercato (cioè capacità di fissare un prezzo superiore al costo marginale) delle imprese e maggiore sarà il mark-up.
L’equazione dei salari implica una relazione negativa tra il salario reale e il tasso di disoccupazione.
Price setting
La price setting viene rappresentata attraverso una linea orizzontale (asse Y salario reale, asse X prezzo). Dipende dal salario reale, ma non è connessa a u, quindi è una linea retta. Punto A è il punto per cui il salario reale scelto nella determinazione dei salari è uguale al salario reale derivante dalla fissazione dei prezzi ed è chiamato tasso naturale di disoccupazione. Se aumentano i sussidi di disoccupazione, aumenta z aumenta il salario reale WS si sposta verso destra provocando un aumento del tasso naturale di disoccupazione. L’economia si muove lungo la PS passando da equilibrio A ad A primo. È aumentato il tasso perché altrimenti le imprese avrebbero dovuto corrispondere ai lavoratori un salario reale pari a B (cioè più elevato). Dato che esse non sono disposte ad aumentare il salario reale, aumentano il tasso di disoccupazione, quindi i lavoratori hanno meno potere contrattuale e i salari diminuiscono.
PS W/P = 1/1+m Partiamo da equilibrio A. Supponiamo legge antitrust più restrittiva...
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