Macroeconomia anno 2014-2015
Introduzione alla macroeconomia
La macroeconomia è lo studio di un'economia (sistema economico) nel suo complesso, tratta con macroaggregati, ma usa la stessa logica economica già utilizzata in microeconomia. L'inflazione è l'aumento percentuale del livello generale dei prezzi.
Disoccupazione: misura il numero di persone che stanno cercando un lavoro ma non lo trovano.
PIL e PNL
PIL pro capite (prodotto interno lordo): misura il valore di beni e servizi finali prodotto, nell'arco di tempo di un anno, all'interno di un sistema economico (indipendentemente dalla nazionalità dei fattori).
Prodotto nazionale (PNL): misura il reddito complessivo di un sistema economico, ed è una misura molto vicina a quella della produzione complessiva di beni e servizi; misura il valore dei beni e servizi finali prodotti, nell'arco di tempo di un anno, dai soli fattori della produzione nazionale.
PNL = PIL + NYA ammortamenti (redditi netti dall'estero) = PNN (prodotto nazionale netto) + Ammortamento: produzione vecchia che viene rimpiazzata con la produzione nuova.
PIL = G (spesa pubblica) + I (investimenti) + (X (esportazioni) - Z (importazioni)) + C (consumi). L'autoproduzione non entra nel PIL (casalinghe, autocoltivazione senza lucro), e non è soggetta a imposte fiscali.
Il PIL reale tiene conto dell'andamento dei prezzi (=somma dei redditi; somma del valore aggiunto).
PNN = Reddito nazionale + Imposte indirette (valore aggiunto -> IVA). Il valore aggiunto sulle materie prime sono i salari, profitti, rendite e redditi. Y: reddito C+I+G+(X-Z) = C+S+T (risparmio) (tasse).
Bilancia dei pagamenti e bilancio pubblico
(I-S) + (G-T) + (X-Z) ≡ 0 ≡ (300-250) + 0 + (150-200) ≡ 0 se X < Z è in deficit la bilancia dei pagamenti, ma il bilancio pubblico è in pareggio (0).
≡ (250-300) + 0 + (200-150) ≡ 0 se X > Z, S > I, il paese è esportatore (Germania).
≡ 0 + (300-200) + (100-200) ≡ 0 X < Z (deficit con l'estero), S = I, ma G > T, quindi c'è un deficit nel bilancio pubblico.
Prodotto nel breve periodo
- Prodotto potenziale: massimo prodotto che un’economia potrebbe produrre se tutti i fattori della produzione fossero pienamente occupati;
- Prodotto corrente: prodotto effettivo del sistema economico può divergere dal prodotto potenziale.
Ipotesi keynesiana
- Prezzi e salari sono fissi: la quantità di prodotto è determinata dal lato della domanda;
- Ipotizziamo per ora che non vi è intervento dello Stato e non vi è il settore estero.
Spesa aggregata
Poiché non c'è l'intervento dello Stato e commercio internazionale, la spesa aggregata ha due componenti:
- Investimenti (I): più spese delle imprese per l'acquisto di beni capitali e sono più autonomi;
- Consumo (C): più spesa delle famiglie per l'acquisto di beni e servizi.
Allora, SA=E=AD=C+I (SA, E, AD sono tutte notazioni utilizzate per indicare la Spesa Aggregata).
Funzione del consumo
Mostra il livello della spesa per beni di consumo a seconda del livello del reddito disponibile. Data la funzione c=8+0,7Y: con un reddito pari a 0, il consumo è pari a 8 (consumo autonomo). La propensione marginale al consumo (c) (pendenza della funzione) è 0,7, ossia, per ogni euro addizionale di reddito, 70 cent sono spesi per beni di consumo.
C = A + cY
Dove l’intercetta A è una costante positiva (pari al consumo autonomo), mentre c indica la pendenza (pari alla propensione marginale al consumo).
Funzione di risparmio
Indica il livello di risparmio programmato per ogni livello di reddito. Poiché tutto il reddito può alternativamente essere speso per consumi o risparmiato, la funzione di risparmio può essere ricavata da quello del consumo, e viceversa.
S = 1 - c
Poiché Y = C + S S =—C + Y —> S = —(A + cY) + Y —> S = —A — cY + Y —> S = —A + Y — cY
La funzione di risparmio sarà quindi: S = —A + (1 — c)Y
Funzione della spesa aggregata
SA = AD = C + I
Indica l'ammontare complessivo delle spese che la famiglia e le imprese intendono sostenere. La funzione SA è la somma verticale di C + I, dove I è costante (componente autonoma del reddito).
Reddito di equilibrio (Croce Keynesiana)
La retta a 45° (pendenza=1), mostra tutte le combinazioni in cui l'ammontare della spesa corrisponde ad un uguale ammontare di prodotto. Data la funzione SA = AD, l'equilibrio macroeconomico sarà in E, che è il punto in cui la spesa programmata eguaglia il livello corrente di prodotto e reddito.
Componenti della spesa autonoma
AD = C + 1
Ma la spesa per C e U è determinata da gruppi differenti di soggetti e non è detto che i programmi di investimento coincidano con i programmi di risparmio e consumo delle famiglie. Il reddito di equilibrio garantisce che i programmi delle famiglie coincidano con i programmi di investimento delle imprese. Quando il reddito corrisponde al livello di equilibrio I (programmato) = S (programmato), allora Y = Y*
Quindi nel punto di equilibrio avremo: I = S I = —A + (1 — c)Y*
Da cui Y* = (A + I) / (1 — c)
Lo stesso risultato si ottiene utilizzando il modello basato sulla spesa aggregata:
Y* = C + 1 = A + cY* + I Y* — cY* = A + I Da cui Y*(1 — c) = (A + I) Y* = (A + I) / (1 — c)
IU (scorte indesiderate)
Aziende che producono più della domanda, il mercato non assorbe tutta la produzione e si riempiono i magazzini. Quando si svuotano le IU allora la domanda è vivace, e bisogna aumentare la produzione.
Effetti di una riduzione di SA
Supponete che il sistema economico si trovi in Y0; una riduzione della SA0 a SA1 porterà il sistema economico ad un nuovo equilibrio in Y1. La variazione del reddito è maggiore della variazione di SA. Se si abbassa la spesa, si abbassa il reddito (Y).
Il moltiplicatore
È il rapporto tra l'aumento di una componente autonoma, e l'aumento del reddito Y all’aumentare della componente autonoma. Es: se Y aumenta del doppio della componente autonoma, allora il moltiplicatore è x2. ∆Y + C²∆A + … + C ∆A = ∆A(1 + c + c² + … + cⁿ) (variazione di Y) = ∆A (variazione di A) + C∆A.
∆AD = [1 / (1 — c)]∆A = ∆Y
1 / (1 — c) = 1 / s (moltiplicatore) = α ∆AD = 2∆A = ∆Y
Reddito di equilibrio
Y* = (A + I) / (1 — c) ∆Y* = ∆(A + I)[1 / (1 — C)]
Moltiplicatore: ∆Y* = [1 / (1 — C)] ∆(A + I) 1 / (1 — C) = α Essendo s = 1 — c, 1 / s = α
Paradosso della parsimonia
Quando aumenta la parsimonia, diminuisce il reddito, e quindi c'è un aumento della disoccupazione.
Politica fiscale
Decisione del governo in materia di spesa pubblica e tassazione. Un aumento della spesa pubblica determina un aumento dell'output, poiché implica uno spostamento della spesa aggregata in alto (da AD0 ad AD1). Il reddito di equilibrio aumenta (da Y0 a Y1). Tuttavia, ricordiamo che stiamo trascurando alcuni importanti fenomeni (livello dei prezzi, tassi di interesse, necessità di finanziare la spesa pubblica).
Politiche di stabilizzazione
Azioni di politica fiscale volte a mantenere il prodotto corrente il più vicino possibile al prodotto di piena occupazione. Stabilizzatori automatici: meccanismo che all'interno del sistema economico ammortizza gli stock del reddito nazionale, ad esempio in una recessione i sussidi di disoccupazione aumentano e le entrate derivanti dall'IVA diminuiscono.
Deficit e debito pubblico
Deficit pubblico: eccesso di uscite del governo rispetto alle entrate. Differenza tra entrate e uscite pubbliche; è un concetto di flusso.
Debito pubblico: somma dei deficit contratti dallo Stato, meno gli eventuali avanzi. Stock, ovvero flussi accumulati (deficit + deficit).
Bilancio dello Stato
Un deficit di bilancio deriva da un eccesso di spesa del governo, rispetto alle entrate. La spesa pubblica è indipendente dal reddito, mentre le entrate fiscali dipendono dal reddito, allora il bilancio registrerà un deficit per bassi livelli di reddito, ma un surplus per livelli maggiori. Il moltiplicatore del bilancio in pareggio afferma che un aumento della spesa pubblica compensato da un uguale aumento dell'imposizione fiscale conduce ad un maggior livello di reddito.
Spesa pubblica fissa (G) non dipende dal livello di reddito. Se il reddito aumenta, anche il bilancio aumenta; se diminuisce, abbiamo un deficit perché le entrate sono minori rispetto alla spesa pubblica.
Avanzo primario
Differenza tra entrate e uscite, non considerando la spesa impiegata per risanare il debito pubblico. Ridurre il debito significa ridurre la spesa pubblica per ripagare il debito (dovendo considerare anche il moltiplicatore): Deficit/PIL = abbassando il peso del debito aumenta ugualmente, perché diminuisce anche il PIL (es: Grecia e austerità = spesa pubblica che scende notevolmente). Per ridurre il debito bisogna aumentare il PIL o l'inflazione (se i prezzi aumentano, il valore reale del debito cala).
Politica monetaria
Motivazioni per le quali si detiene moneta:
- Motivo transattivo: poter effettuare acquisti;
- Motivo precauzionale: poter disporre di liquidità per far fronte ad imprevisti;
- Motivo di diversificazione del rischio di un portafoglio finanziario: il detenere moneta, anche se non genera reddito, costituisce un'attività finanziaria sicura.
Moneta
Rappresenta... [testo interrotto]