Ma l'amor mio non muore!
Regia e interpreti
Regia: Mario Caserini
Interpreti e personaggi:
Lyda Borelli (Elsa/Diana)
Mario Bonnard (principe Massimiliano)
Gian Paolo Rosmino (Moise Sthar)
Anno di produzione
Anno: 1913
Introduzione
Tra i film più importanti del primo dopoguerra italiano, il successo di Ma l'amor mio non muore! è dovuto in parte alla presenza dell'attrice teatrale Lyda Borelli. Questo film divenne un fenomeno di costume, imponendo a tutti un modo di vestire, muoversi, acconciarsi i capelli e vivere le proprie storie d'amore.
Aspetti importanti
- Stile recitativo, modo di porsi influente nei confronti del pubblico e tecnica recitativa di Lyda Borelli.
- Costruzione spaziale del film (profondità di campo, gioco su primo e secondo piano, riferimenti allo spazio scenico).
Trama
Su libro
Il contesto
Il 1913 fu un anno d'oro del cinema muto italiano. Lyda Borelli ed Eleonora Duse erano acclamate a teatro. Il periodo vide un aumento delle visite al cinematografo, con l'industria cinematografica che muoveva i primi passi a Roma e Torino. Nella sua battaglia per l'ascesa sociale, il cinema prese spunto per le sue storie da eventi storici e opere letterarie universalmente amate, citando quadri celebri nella composizione delle inquadrature e cercando di offrire un'esperienza di visione che, per eleganza delle sale, frequentazioni e apparato pubblicitario, potesse competere con le sale teatrali.
Registi e produttori del Bel Paese si lanciarono fin da subito alla conquista del bel paese. Ottimi scorci forniti dalle città italiane per girare all'aperto. Il lavoro sui set e sulle location fu un elemento chiave della trasformazione che trovò piena espressione del "glorioso 1913"; potenzialità spettacolari ed espressive offerte dal trattamento monumentale dello spazio filmico, attraverso la composizione dell'immagine in profondità di campo.
Novità che il pubblico nel 1913 poteva trovare sullo schermo: rappresentazione di uno spazio immenso, profondo, costruito su diversi livelli di profondità di campo, mantenendo in linea di massima l'autonomia del piano, cioè tentando di esaurire ogni blocco narrativo in una sola inquadratura o quasi (contrapponendosi al modello americano ispirato alla frammentazione dello spazio tramite montaggio).
Temi principali dei film del 1913
Passione amorosa e Grande Storia.
Film Guazzoni: Quo Vadis? simbolo dei kolossal storici spettacolari, nuovo spazio monumentale.
-
Riassunto esame Pedagogia generale, prof. Mariani, libro consigliato La scuola può fare molto ma non può fare tutto
-
Esercizi svolti ar ma arch garch
-
Schema sintetico ma esaustivo di Psicologia clinica 2
-
Letteratura per ragazzi (versione completa ma più breve)