Cap I - Che cos'è il linguaggio
1. La linguistica, il linguaggio e i linguaggi
La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio, un sistema di comunicazione tra emittente e ricevente, più in particolare del linguaggio umano. Infatti ne esistono altri tipi (animale, del computer). La linguistica è disciplina descrittiva il cui scopo è spiegare quello che effettivamente si dice con un fine conoscitivo come tutte le altre scienze.
2. Caratteristiche proprie del linguaggio umano
- Discretezza: i suoi elementi si distinguono gli uni dagli altri per limiti ben definiti. (Doppia articolazione: pochi fonemi privi di significato proprio formano, se combinati insieme, un numero altissimo di segni (=entità con significante e significato). Si creano sempre parole nuove.
- [Linguaggio animale (per esempio delle api) = È continuo, cioè il messaggio cambia con modifiche sottili e graduali. Nelle api ogni piccolo movimento ha un significato]
- Ricorsività: frasi sempre nuove inserendo una frase nell'altra numero di frasi possibili è infinito. Non c'è ricorsività negli animali.
- Dipendente dalla struttura: complesse relazioni tra gli elementi di una frase, anche non direttamente adiacenti; se questi non sono ben sistemati la rendono agrammaticale. Il linguaggio informatico è di solito indipendente dalla struttura, cioè ogni elemento è determinato solo da quelli adiacenti.
3. Il linguaggio e le lingue
Un solo linguaggio comune a tutti ma molte lingue diverse in cui: Linguaggio: capacità di sviluppare un sistema di comunicazione dotato di caratteristiche proprie Lingua: forma specifica che questo sistema assume nelle varie comunità. Riprendendo una teoria del filosofo medievale, si è tornati a pensare che ci siano elementi in comune tra le lingue: Universali linguistici (=elementi comuni alle varie lingue): ricorsività e differenze tra lingue: ordine delle parole – dipendenza dalla struttura.
Cap II - Che cos'è una lingua
La lingua è un sistema articolato in più livelli linguistici con un carattere sistematico (cioè in cui le unità di ogni livello sono interdipendenti): fonologia = livello dei suoni morfologia = parole sintassi = frasi semantica = significati.
1. Parlato e scritto
La linguistica privilegia la lingua parlata, perché:
- Ci sono lingue parlate e non scritte; la scrittura è aspetto secondario
- Il bambino impara prima a parlare, e lo fa in modo naturale, non come per lo scrivere
- La parlata cambia più in fretta della scritta, che invece tende a mantenersi
In più gli alfabeti sono spesso incongruenti con i suoni (ad esempio inglese).
2. Astratto - concreto
Su un livello astratto, c'è una sola lettera (ad esempio la /a/), che si può poi realizzare in n modi diversi su un livello concreto. La distinzione tra /a/ ed /e/ è linguistica, quella tra le loro concretizzazioni no.
2.1 "Langue" e "parole" (Saussure autore del “Corso di Linguistica generale”, 1916)
Parole: esecuzione linguistica concreta realizzata da un individuo. (sincronica*=non c'è un cambio nel tempo ma un suo uso diverso) Langue: lingua della collettività, sociale e astratta, che l'individuo non può modificare da solo. La langue è necessaria perché gli atti di parole siano intellegibili, la parole è necessaria perché la lingua funzioni.
2.2 Codice e messaggio (Jakobson)
Codice: insieme di potenzialità astratto. Messaggio: atto concreto costruito sulle unità base fornite dal codice. Es. Codice Morse.
2.3 Competenza ed esecuzione (Chomsky)
Competenza: ciò che l'individuo sa della propria lingua per poter parlare e capire. Esecuzione: ciò che ne fa, in concreto.
SAUSSURE JAKOBSON CHOMSKY.
Livello astratto: Langue, codice, competenza. Livello concreto: Parole, messaggio, esecuzione.
LANGUE risulta diversa da COMPETENZA = la Langue infatti è sociale al contrario della competenza che è quella di un singolo parlante, quindi individuale.
3. Conoscenze linguistiche di un parlante
Competenza è tutto ciò che un parlante sa su una lingua. Esistono diversi tipi di competenza:
- Fonologica = Un italiano riconosce quali suoni sono della sua lingua e quali no.
- Morfologica = Una competenza relativa alle parole della propria lingua e la loro struttura.
- Sintattica = Conoscere le regole della sintassi, riuscire a costruire e capire senza problemi frasi nuove, capendo quando sono agrammaticali.
- Semantica = Riconoscono il significato delle parole e delle frasi e le relazioni tra esse.
Tutte queste conoscenze fanno parte della:
- Grammatica dei parlanti: Insieme delle conoscenze immagazzinate nella mente. Costruita da fattori innati e acquisiti. Il bambino non sa regole ma le acquisisce a partire dai dati (dati linguistici primari), costruendosi una grammatica.
4. Una lingua non realizza tutte le possibilità
La lingua è un codice costituito da due livelli: unità di base e le regole che combinano le unità. Le lingue non sfruttano tutte le loro possibilità in nessuno di questi livelli (regole, unità); non vengono realizzati pienamente né i suoni né il lessico o la morfologia (ad es non tutti i suffissi si possono applicare a tutte le parole), né la sintassi (ad es l'ordine delle parole non può essere totalmente a caso).
5. Sintagmatico e paradigmatico
La lingua è costituita da segni che sono in rapporto tra loro, non sono una serie di elementi staccati tra loro ma sono collegati. Saussure individua due tipi di rapporti:
- Rapporti sintagmatici: il valore di ogni singolo segno è influenzato da quello precedente e/o successivo. Rapporti che intercorrono tra elementi che si succedono nella frase, “in praesentia”, cioè co-presenti. (es la n di canto e anfora sono diverse perché la prima preceduta da una t e la seconda da f)
- Rapporti paradigmatici o associativi: esistono tra tutti I segni che possono comparire nello stesso contesto. Se c'è un segno non può esserci l'altro. Tutti questi però hanno qualcosa in comune. Le desinenze dei verbi hanno rapporti paradigmatici tra loro formano un paradigma di forme che si possono aggiungere (una ad esclusione dell'altra) alla stessa base.
Tali rapporti non ci sono soltanto tra suoni ma anche tra tutti gli elementi che sono reciprocamente condizionati. Esempi:
- Articolo + Nome (Il gatto) rapporto sintagmatico
- Articolo + Aggettivo Possessivo+ Nome (Il mio gatto) rapporto sintagmatico
- Possessivo / Aggettivo (Il mio gatto sono in rapporto paradigmatico. Es: Il bel gatto)
- Possessivo / Articolo in inglese (The cat / my cat) rapporto paradigmatico
6. Sincronia e diacronia
Lo studio del cambiamento linguistico nel tempo è diacronico (lo studio di un fenomeno attraverso il tempo); lo studio di una lingua senza considerare il fattore tempo è sincronico, quindi rapporto tra elementi simultanei. Saussure si interessa a quello sincronico.
7. Il segno linguistico
Una parola è un segno. Un segno è unione di significato e significante che sono inscindibili.
- Significato = la rappresentazione mentale che si ha di un libro
- Significante = il concetto, forma sonora che noi realizziamo dicendo una certa parola
Un segno ha:
- Distintività: botte si distingue da notte ecc...
- Linearità: si estende nel tempo (se è orale) o nello spazio (se è scritto) quindi c'è un prima e un dopo
- Arbitrarietà: l'accordo tra significante e significato è una convenzione tra parlanti di una lingua. Eccezioni all'arbitrarietà sono le forme onomatopeiche, che evolvendosi possono perdere l'origine sonora e diventare convenzionali. C'è un'arbitrarietà orizzontale e una verticale.
I segni possono essere anche non linguistici. La linguistica studia i segni linguistici mentre la semiologia o semiotica studia segni in generale.
8. Le funzioni della lingua
Secondo Jakobson, ci sono 6 componenti necessarie alla comunicazione linguistica. A ciascuna di esse corrisponde una funzione linguistica secondo questo schema:
- Parlante – emotiva
- Referente (ciò di cui si parla) - referenziale
- Messaggio – poetica
- Canale (attraverso cui si comunica) - fática
- Codice - metalinguistica
- Ascoltatore - conativa
Queste funzioni sono:
- Emotiva: riguarda il parlante quando esprime qualcosa agli altri (più che comunicare)
- Referenziale: informazione neutra
- Poetica: il messaggio è costruito in modo tale da costringere a ritornare sullo stesso per apprezzarne il modo in cui è formulato (suoni, parole o giri di frase)
- Fática: controllare se il canale è aperto
- Metalinguistica: quando il codice viene usato per parlare del codice stesso (un libro di grammatica)
- Conativa: comando o esortazione rivolti all'ascoltatore perché cambi comportamento.
Ogni tipo di testo può realizzare diversi tipi di funzioni in cui vi è prevalenza di una sulle altre.
9. Lingua e dialetti (vedi cap. 9)
In Italia si parla una lingua ufficiale e un alto numero di dialetti.
- Italiano standard (quello ufficiale)
- Italiano regionale (Nord-Centro-Sud)
- Dialetto locale
Ogni lingua è stratificata quindi la situazione è ancor più complessa:
- Italiano scritto
- Italiano parlato formale
- Italiano parlato informale
- Italiano regionale
- Dialetto di koiné (regione dialettale, tipo veneto, lombardo...)
- Dialetto del capoluogo di provincia
- Dialetto locale
Code switching = In uno stesso luogo possono coesistere registri linguistici diversi e le persone possono passare da uno all'altro.
10. Pregiudizi linguistici
Si sono sviluppati nel tempo una serie di pregiudizi sulle lingue:
- Non c'erano lingue “primitive” che poi si sono evolute: tutte le lingue hanno sistemi fonologici, morfologici e sintattici complessi.
- Tutte le lingue hanno una loro logica interna.
- I dialetti hanno gli stessi sistemi fonologici e sintattici di una lingua “nazionale”.
- Le lingue sono facili o difficili da imparare a seconda della lingua di partenza.
Capitolo III - Le lingue del mondo
L'organizzazione Linguasphere ha classificato le lingue del mondo in 10 ordini di grandezza usando come criterio di classificazione il numero di parlanti. In un ordine che va da 9 (più di un miliardo di parlanti, Inglese) fino a 0 (estinte o morte). La statistica include chi parla una lingua come seconda lingua, e parte dal presupposto che tutti gli abitanti di un paese ne parlino la lingua (questo spesso è discutibile). Questa classificazione è importante soprattutto da un punto di vista sociopolitico.
Invece classificazioni da un punto di vista linguistico sono:
- Genealogica: due lingue sono parte di questo stesso gruppo se derivano dalla stessa lingua originaria o lingua madre. es francese italiano spagnolo sono nello stesso gruppo di lingue romanze e fanno parte delle lingue indoeuropee, che è una famiglia linguistica. Unità genealogiche sono: famiglia linguistica - gruppi/classi- sottogruppi/rami.
- Tipologica: due lingue sono tipologicamente collegate se hanno una o più caratteristiche comuni. Non è necessario che tra queste ci sia anche un legame genealogico (es. Inglese e Cinese)
- Areale: affinità tra lingue genealogicamente non collegate, ma che hanno sviluppato caratteristiche simili, in quanto parlate in una stessa area. Lingue di questo tipo formano una lega linguistica. (es cinese e giapponese non hanno la stessa lingua madre, ma si sono influenzate; linguistica delle lingue slave, appartenenti a gruppi diversi ma con caratteri comuni.
1. Classificazione genealogica: le famiglie linguistiche
Famiglie linguistiche principali:
- Indoeuropea
- Afro-asiatica: comprende l'Africa settentrionale e orientale e il Medio Oriente (egiziano antico, arabo...)
- Uralica: nell'Europa orientale e nell'Asia centrale e settentrionale (finlandese, estone, ungherese)
- Sino-tibetana (cinese mandarino, tibetano)
- Nigerkordofaniana (lingue sub-sahariane come il swahili)
- Altaica (Asia centrale: turco, mongolo...)
Ci sono altre famiglie consistenti più alcune minori, le quali comprendono ciascuna poche lingue (per esempio lingue amerindie degli indiani d'America; oppure del basco in europa).
2. La famiglia linguistica indoeuropea
Intorno al 1830 si dimostrò che sanscrito (antica lingua indiana) e lingue europee sono collegate --> da ciò il termine famiglia linguistica indoeuropea. È suddivisa nei gruppi:
- Indo-iranico: con due sottogruppi indiano (comprendente lingue antiche come sanscrito e vedico, e altre ancora parlate come hindi e urdu) e iranico, ulteriormente suddiviso in occidentale (persiano antico e moderno, curdo) e orientale (afgano...)
- Tocario: rappresentato da due lingue estinte chiamate Tocario A e B
- Anatolico: lingue oggi estinte, come l'ittita
- Armeno: rappresentato da una sola lingua
- Albanese: anche questo rappresentato solo dallo stesso albanese
- Slavo: diviso nei sottogruppi orientale, occidentale, meridionale
- Baltico: (lituano, lettone e il più importante il prussiano antico)
- Ellenico: greco
- Italico: suddiviso nei sottogruppi orientale (lingue poi estinte come osco, umbro, sannita) e occidentale (da cui deriva il latino e quindi le lingue romanze)
- Germanico: suddiviso in orientale (gotico), settentrionale (svedese, danese...), occidentale diviso in anglo-frisone (da cui l'inglese) e neerlando-tedesco (olandese, nederlandese, afrikaans parlato dai coloni in africa, yiddish dialetto degli ebrei tedeschi)
- Celtico: suddiviso in gaelico (irlandese, gaelico di Scozia) e britannico (gallese, bretone...)
Classificazione genealogica e geografica non coincidono.
3. La classificazione tipologica
Può essere morfologica o sintattica.
3.1 Tipologia morfologica
- Isolante: (“isolano i loro elementi”) caratterizzata da una quasi totale mancanza di morfologia. I nomi non si distinguono né per caso, né genere né numero; i verbi non hanno differenze di persona, tempo, modo ecc. Per indicare le relazioni tra le parole si fa quindi grande uso di particelle. Esempi di lingue isolanti sono: il cinese e l'inglese (struttura delle parole semplici invariabile, non c'è differenza tra femminile, maschile, ...)
- Agglutinante: ogni parola contiene tanti affissi quante sono le relazioni grammaticali che devono essere indicate; esempi sono il giapponese o il turco (per fare il plur di Kuş (uccello) si aggiunge il suffisso -laş 'ku-lar')
- Flessiva: tipica delle lingue indoeuropee, in cui diverse relazioni grammaticali sono espresse da un unico suffisso. Per esempio in latino, -ibus indica sia ablativo sia plurale. Le lingue agglutinanti invece ne hanno uno per indicare il plurale e uno per l'ablativo, es in turco ku-lar-dan. Una caratteristica, molto diffusa nelle lingue indoeuropee e semitiche, è la flessione interna: variazione della vocale radicale della parola (ad esempio faccio/feci o esco/uscii). Nelle lingue semitiche (arabo o ebraico) questa flessione interna diventa un procedimento regolare per tutti i verbi, così si parla di tipo morfologico introflessivo.
Due sottotipi:
- Analitico: realizzare le relazioni grammaticali con più parole (uscii / sono uscito)
- Sintetico: vengono realizzate in una sola parola (ad esempio in latino, exii o feci)
Polisintetica: (o incorporante) una sola parola può esprimere tutte le relazioni che in italiano sono espresse da un'intera frase. Ad esempio l'eschimese.
3.2 Tipologia sintattica (tipologia dell'ordine delle parole)
Esistono correlazioni tra l'ordine delle parole nella frasi. Si analizza alcune combinazioni sintattiche:
- Presenza di preposizione (Pr) o posposizione (Po). La posposizione ha la stessa funzione di una preposizione l'unica differenza è che segue il sintagma nominale retto da essa.
- Posizione del verbo (V) rispetto al nome (N) e all'oggetto (O) dei sei ordini possibili solo i primi 3 sono attestati da un numero considerevole di lingue (SVO, SOV, VSO – ogg. mai prima del sogg.)
- Ordine dell'aggettivo (A) rispetto al nome (N) che modifica
- Ordine del complemento di specificazione (G genitivo) rispetto al nome (N) che modifica
Le correlazioni tra questi 4 tipi, e da queste sono state create delle formule definite universali implicazioni:
- VSO/Pr/NG/NA lingue semitiche e celtiche
- SVO/Pr/NG/NA lingue romanze
- SOV/Po/GN/AN giapponese, altaiche (-turco)
- SOV/Po/GN/NA basco, altre lingue
Ci sono però anche eccezioni (es_aramaico segue lo schema c ma ha preposizioni).
4. I sistemi di scrittura delle lingue del mondo
Si possono identificare tre importanti sistemi di scrittura:
- Ideografico, logografo = (sono i primi sistemi introdotti dagli antichi egizi e dalla popolazione dei sumeri) qui ogni simbolo corrisponde ad un concetto, concreto o astratto.
- Sillabico = determinati segni indicano determinati gruppi di suoni, ossia sillabe.
- Alfabetico = (invenzione attribuita ai Fenici) qui ogni suono corrisponde ad un segno
Non c'è comunque relazione tra il sistema di scrittura usato e l'origine genealogica; la scrittura è un fatto accidentale che non ha relazione con la storia della lingua.
Capitolo IV - I suoni delle lingue : fonetica e fonologia
Di tutti i suoni che un essere umano produce solo alcuni fanno parte della lingua in senso stretto, ed ogni lingua ha un suo inventario di suoni che formano parole e hanno regole proprie.
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