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Linguistica italiana - storia

Appunti completi, essenziali e perfetti per superare ogni esame di linguistica italiana, da Dante a Manzoni.

Appunti di linguistica italiana basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Asperti dell’università degli Studi Ca' Foscari Venezia - Unive. Scarica il file in formato PDF! ;)

Esame di Istituzioni di linguistica italiana docente Prof. S. Asperti

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Nell’italiano settentrionale

È > i, ó > u quando la parola ha una i finale, come in digni nel plurare e degna/o al

singolare.

Nell’italiano meridionale dittongamenti

E > i, o > u davanti a i e davanti a o

E > ie davanti a o fratiello < FRATELLU(M)

B) Vocalismo atono

In italiano dalle 10 latine si passa a 5 italiane, in siciliano da 10 a 3.

Qui i fenomeni più ricorrenti sono quelli di chiusura.

- Chiusura della e pretonica in i:

NEPOTE(M) > nepote > nipote

- Chiusura e postonica in i (nelle parole almeno trisillabe):

FEMINA > femmena > femmina

Caduta della vocale atona in posizione mediana:

 DOM(I)NAM > donna

CALI()DUM > caldo

C) Consonantismo

- Consonanti finali

-T, -S, -M in posizione finale si indeboliscono per poi sparire

- Consonanti doppie

Si conservano nell’italiano standard e nei dialetti meridionali, ma spariscono in

quelli settentrionali.

In italiano danno luogo a doppie i nessi CT latini LACTE(M) > latte.

- Assimilazione: regressiva

Si mantiene lo stesso suono, OCTO > otto ; QUANDO > quanno

progressiva .

- Dissimilazione

Si ha quando due suoni vicini si differenziano, come in ARBORE(M) > albero,

dissimilazione della prima -R.

Assimilazione e dissimilazione facilitano la pronuncia della parola.

 Sonorizzazione delle occlusive sorde intervocaliche

- (Italia settentrionale)

K, p, t > g, b, v, d

- Palatalizzazione di k e g

- Spiratizzazione di b intervocalica

habere > avere

Esiti di consonante + /J

 in generale: nel passaggio dal latino all’italia le consonanti (tranne R e S) si

rafforzano quando sono seguite da /J/, se il nesso consonante + /J/ si trova in

posizione intervocalica:

FACIO > faccio, SĒPIA(M) > seppia

- Esiti di consonante + J

- - TJ > /ts/

- VĬTIUM > vezzo [ma anche: VĬTIUM > vizio, con esito dotto]

- PALĀTĬU(M) > palazzo/palagio [doppio esito popolare]

- - TJ > /dʒ/

- RATIŌNE(M) > ragione

- - DJ > /dz/ affricata dentale sonora

- MĔDIŬM (M) > mezzo

- - DJ > /dʒ/ palatale sonoro

- (H)ŎDIE > oggi

- - LJ > /ʎ/ liquida palatale sonora

- FŎLIA(M) > foglia

- - NJ > /ɲ/ 

- IŪNĬU(M) > giugno

- Esiti consonante + L

I nessi latini consonante + L passano in italiano alla i.

FLOREM Fiore

In posizione intervocalica la L raddoppia

NEBULA(M) nebbia

Nesso latino TL

VETULU(M) vecchio

Parole dotte (più aderente al latino) e popolari:

Ad esempio, da DISCU(M) deriva disco (dotta) e desco (popolare).

allotropi

Due forme che derivano dalla stessa base latina sono chiamate .

Grammatica storica – Morfologia

Caduta:

- Aferesi, caduta di un corpo fonico all’inizio di parola

- Apocope (troncamento), caduta corpo a fine parola

- Sincope, caduto corpo all’interno della parola

Aggiunta:

- Prostesi, aggiunta di un corpo all’inizio della parola

- Epitesi, aggiunta di un corpo fonico alla fine della parola

- Epentesi, aggiunta corpo fonico all’interno di una parola

Distinzione tra sintetico vs analitico

Il latino era morfologicamente più complesso dell’italiano, avviene il collasso del

sistema dei casi e delle declinazioni.

Nelle lingue volgari vengono aggiunti elementi che come articoli e preposizioni.

sintetiche

Dove il latino aveva forme nelle lingue romanze vengono

analitici

introdotti elementi (staccati).

(sintetica) la figlia della madre

FILIA MATRIS > ILLA FILIA DE ILLA MATRE >

(analitica)

A) ARTICOLO

- Alcune preposizioni latine si conservano (ad, de, in, contra, …)

- Dalla composizione di preposizioni ed avverbi latini si formano nuove

avanti)

preposizioni (ANTE >

L’articolo determinativo e indeterminativo sono una novità

- grammaticale dell’italiano , in latino non erano presenti.

L’articolo indeterminativo continua il numerale

- UNU(M) > uno/un;

UNA(M) > una

- L’articolo determinat continua il dimostrativo ille, illa, illud.

le

- Nel femminile ILLA(M) > la; ILLA(S) >

 lo

- Nel maschile ILLU(M) > (forma più antica)

 fare lo pane > fare l pane > fare il/el pane.

 In seguito nel maschile:

Ci si appoggia nella pronuncia sulla vocale -e che precede l’articolo mangiando

lo,

la -o di in seguito viene aggiunta la -i o la -e.

- La legge che descrive la distribuzione dell’articolo determinativo nell’italiano è

legge di Gröber.

chiamata

- li onori > gli onori

Al plurale ILLI > li

 

Mentre gli > i, (es. quegli > quei).

subisce una riduzione

B) NOME

- Tranne poche eccezioni (uomo, moglie, re, sarto, ladro, drago, fiasco) i nomi

> salute.

italiani derivano dall’accusativo latino SALUTE(M)

- Il latino aveva tre generi, in italiano scompare il neutro.

Le parole neutre maschili in gran parte sono divenute maschili, il cambiamento

metaplasmo di genere.

di genere è tecnicamente chiamato

- Tuttavia, il neutro ha lasciato tracce, alcuni maschili singolari in -o hanno un

braccio, i bracci, le braccia; Fondamento,

doppio plurale come ad esempio

fondamenti, fondamenta, ecc.

La forma in -a deriva dalla desinenza del neutro plurale latino.

- Per esprimere il comparativo di maggioranza e il superlativo il latino

utilizzava forme sintetiche.

CLARUS > CLARIOR (comparativo)

CLARUS > CLARISSIUMUS (superlativo)

In latino però il comparativo di maggioranza aveva una forma sintetica

che fu sostituita da una forma analitica:

MAGIS/PLUS + agg.

In italiano il superlativo ha:

continuato il modulo analitoc molto/tanto + agg.

Recuperato per via dotta il superlativo sintetico in -ISSIMUS

C) VERBO

La riduzione delle coniugazioni verbali

- (da quattro a tre -are, -ere, -ire,

solo la 1° e la 3° sono attive nell’introduzione di nuovi temini, ad es. tagg-are

chatt-are, ecc.)

formazione tempi composti

- La dei AMAVERAM > avevo amato

Formazione passivo perifrastico

- del AMABAR > ero amato

formazione futuro

- Diversa del da forma sintetica ad analitica

formazione condizionale

- La del , inesistente in latino.

FUTURO:

- Nel latino classico l’indicativo futuro si formava aggiungendo al tema del verbo

un’uscita che variava.

- In alternativa al futuro sintetico c’erano varie forme perifrastiche, tra cui

l’infinito + HABEO.

- Da questa perifresi è derivato anche il futuro italiano, dato da infinito + forme

ridotte del presente di HABERE:

lodarò > lodarò > loderò

LAUDAR(E)*AO >

CONDIZIONALE: infinito

- Unione verbo + perfetto di HABERE

In fiorentino lodarei loderei

LAUDARE HEBUI > >

 

Nei dialetti meridionali e in Sicilia (condizionale derivato dal

 piuccheperfetto latino amàra; fora

AMA(VE)RA(M) > FU(E)RA(T) >

Nei poeti siciliani si incontra la forma infinito + imperfetto di

 HABERE, dato il

forte influsso del provenzale usato nella poesia AMAR(E) (HAB)E(B)A(M) >

amaria

Importante ricordare i tipi di futuro, condizionale, ecc. ricordare l’unione dei tempi e

un esempio.

L’ORDINE DELLE PAROLE:

- Nella frase latina si distingueva il significato con i casi, l’ordine non era fisso.

SOV,

- Molti autori latini privilegiavano questa forma per ragioni stilistiche

può essere privilegiata anche nell’italiano per alzare il registro.

SVO Claudio saluta Marcello.

- Nel sistema italiano l’ordine abituale è

PRONOMI ATONI:

- Nell’italiano contemporaneo i pronomi personali sono proclitici (pronome

scritto separato).

- Si ha enclisi (attaccato al verbo):

mi)

Con un imperativo (aiuta

 ti

Con un gerundio (vedendo )

 le

Con un participio isolato (parlato )

 la

Con un infinito (incontrar )

 si si

In formule cristallizzate (vende , affitta )

 Nell’italiano antico enclisi e proclisi dei pronomi atoni seguivano

 regole differenti descritte da Tobler-Mussafia.

- Dalle origini al Quattrocento l’enclisi era obbligatoria:

All’inizio di un periodo, cioè dopo un punto fermo.

 Dopo la congiunzione -e-.

 ma

Dopo la congiunzione

 All’inizio di una proposizione principale che seguiva una subordinata.

Domanda esame, capire se in una frase i pronomi atoni rispettano la tendenza della

legge Tobler-Mussafia?

LE PREPOSIZIONI COMPLETIVE:

- In latino tre forme diverse:

Quod + indicativo

 Ut + congiuntivo

 Soggetto all’accusativo e predicato verbale all’infinito

- In italiano formate da:

che + indicativo

La congiunzione o congiuntivo in forma esplicita (tralascio il

 che non sei venuto)

fatto di + infinito di far

Preposizione nella forma implicita (mi capita questo)

 Che, deriva dal pronome indefinito QUID nel latino che ha esteso la sfera d’uso

 che aveva nel latino classico prendendo il posto di QUIA, QUOD, QUAM.,¨

BOCCACCIO – DECAMERON, VI:

- Dilettato < DELECTATU(M)

Chiusura di e pretonica in i, consonantismo: nesso CT in doppia (assimilazione

regressiva, caduta finale (M), U breve in o.

- Viniziato < VENETIANU(M)

U breve in o, vocalismo tonico siciliano E lunga in i, caduta M finale

- Puote < POTE(T)

Dittongamento da O a uo, caduta T finale

- Cuoco < COCU(M)

Caduta M finale, la O breve ha creato un dittongo

- Cotta < COCTA(M)

Sillaba chiusa quindi non dittonga, caduta M finale, nesso CT in doppia

(assimilazione regressiva)

- Fuoco < FOCU(M)

O breve da origine a un dittongo, caduta M finale

- Brieve < BREVE(M)

Dittongamento di E breve in posizione tonica in ie (in italiano standard breve,

dovuto all’influenza del Quattrocento in seguito alla conquista di Pisa da parte di

Firenze), caduta M.

Esame in itinere fino a qui…………………………………………….

La varietà linguistica d’Italia

L’Italia è la nazione più ricca e differenziata per la varietà linguistica, compresenza

lingua standard dialetti lingue di minoranza alloglotte

della , dei e altre

(presenti per ragioni storiche). Questa ricchezza è dunque data dalla convivenza sul

suolo italiano di più varietà linguistiche.

Al di fuori dai confini politici l’Italiano può essere lingua ufficiale per

prossimità geografica (es. Ticino), inoltre è frequente incontrare persone che

comprendono l’italiano (ex colonie italiane in Africa, Principato di monaco, comunità di

immigrati) ecc.

minoranze alloglotte in base

Vi sono dentro i confini italiani :

Alla lingua

- (es. romanze: provenzale, sardo, catalano o non romanze: tedesco,

greco, albanese, ...)

All’entità peso della comunità

- e al (grandezza dei gruppi)

Si parla di:

Penisole linguistiche

- quando le entità più grandi situate al di fuori del

territorio nazionale penetrano i confini.

Isole linguistiche

- quando vi sono comunità che hanno perso il legame con la

madre patria, appunto comunità alloglotte.

Le minoranze linguistiche sono tutelate dalla legge

Il primo tentativo di classificazione dei dialetti italiani rimane quello di

Dante si basava principalmente sulla geografia

che : la catena appenninica come

spartizione dei dialetti est-ovest.

Una staticità dei territori dialettali non esiste e mai è esistita.

L’approccio dantesco non è attuale, alla fine del 1800 vi è una prima descrizione

dell’Italia dialettale da Ascoli la base per le descrizioni

. La sua descrizione sarà

successive fondate su criteri linguistici e non più geografici come quelli di Dante.

le diverse aree dialettali vengono definite sulla base di isoglosse

Nella dialettologia ,

linee virtuali che delimitano la diffusione nello spazio di determinati fenomeni Alcuni

linguistici, essa è data dall’unione di tutti i punti in cui è presente un fenomeno.

punti si addensano formando fasce di isoglosse .

- Le fasce determinano confini tra macro aree dialettali.

- Ogni isoglossa evidenzia un preciso fenomeno linguistico.

A nord della linea Spezia-Rimini abbiamo:

Indebolimento delle occlusive sorde intervocaliche

- (formiga anziché

formica)

Scempiamento delle consonanti geminate

- (bela per bella)

Caduta delle vocali finali atone

- (sal per sale)

Sincope delle sillabe atone

- (tlar per telaio)

Presenza di alcuni tipi lessicali

- (incö per oggi)

A sud della linea Roma-Ancona:

Sonorizzazione delle consonanti sorde in posizione post-nasale

- (mondone per montone)

Metafonesi delle vocali toniche e/o

- (acitu per aceto)

- L’uso di tenere, femmina, frate per avere, donna, fratello

Posposizione dell’aggettivo possessivo

- (sòreta per tua sorella)

Leggermente più a nord della linea Roma-Ancona:

Confine dell’assimilazione -nd- > -nn- / -mb- > mm

- (quanno per quando)

Lingue d’influenza:

sostrato

Lingue di – prima delle conquiste romane

 astrato

Lingue di – contemporanee al latino

 superstrato

Lingue di – barbare dopo la caduta dell’impero romano

 Tutte hanno influenzato il volgare parlato nelle varie regioni d’Italia

I dialetti gallo-italici sono interessati da:

- Caduta delle vocali finali e debolezza delle vocali atone tranne la -a

- Presenza vocali miste ü, ï, ö

- Esiti in -CT- difformi dal toscano (latte – lait – lac’)

Nei dialetti veneti:

- Conservazione delle vocali finali (ma non dopo liquida nasale) e

ressistenza delle vocali atone (stomego per stomaco)

- Assenza delle vocali miste

- Presenza di dittonghi ie/uo in sillaba libera (piegora per pecora)

Nel napoletano:

- Metafonesi e dittongamento metafonetico (liettë per letto, nirë per nero)

- Sviluppo vocale atona finale in vocale indistinta (misë per mesi si

distingue il plurale dalla -i di mise, la quale si differenzia dalle -e di mesi. La

vocale assume una distinzione morfologica)

- PJ > affricata palatale sorda intensa (SAPIO > saccio)

- PL >/ki/ PLUS > chiù

Nel siciliano:

- Diverso sistema vocalico (5 toniche: i,è,a,ò e 3 atone: a,i,u)

- Assenza della metafonesi

- Assenza vocali indistinte

Il toscano da dialetto, dato il prestigio letterario di Dante, Boccaccio e

Petrarca, esso diviene grazie alla codificazione del 1500 lingua standard

Dal fiorentino all’italiano standard:

- Anafonesi (GRAMIGNA > gramégna > gramigna)

- Dittongamento di E ed O (brevi) in sillaba aperta (PEDEM > piede)

- -e atona pretonica > i (nepote > nipote)

- -ar- atono > -er- nel futuro dellaprima declinazione (amarò > amerò)

- -RJ- intervocalico > j (NOTARIUM > notaio)

- Assenza di metafonesi

Tra le opposizioni fiorentino ed italiano:

Gorgia, cioè spirantizzazione delle occlusive sorde intervocaliche

 (tipico della zona fiorentina amiho per amico.

Tendenza al monottongamento nel fiorentino di -uo- tonico (nuovo,

 buono > novo, bono) contro alla tendenza dell’italiano ad applicare il

dittongo anche in posizione non tonica (nuovissimo) e

monottongamento di -uo- dopo palatale (gioco e non giuco).

Inoltre, il mancato dittongamento in testi elevati poetici (core, novo, ecc.)

è dovuto all’influenza di altre lingue come provenzale e latino.

Testo 1:

- Passaggio da k sorda a g sonora

- In vidha sonorizzazione t in d, l’h mostra l’indebolimento dell’occlusiva che

spirantizza

- L’occlusiva scompare

- il testo è di un poeta milanese vissuto prima del 1300, il poeta Riva, maestro

di latino, scrisse un suo galateo.

- Fenomeno del rotacismo

Testo 2:

- Testo veneto della leggenda di Tristano.

Testo 3:

- Napoletano, presente la metafonesi

- Fenomeno il dittongamento metafonetico napoletano

La questione della lingua leggere tutti i commenti testi per esame

Con questa dicitura si fa riferimento a «tutte le discussioni e le polemiche, svoltesi

nell’arco di diversi secoli, da Dante ai nostri tempi, relative alla norma

linguistica e ai temi ad essa connessi»

Troviamo qui il legame tra lingua ed identità, da qui le attuali critiche ai molti

anglicismi attuali.

Nel Medioevo e durante l’Umanesimo, l’origine dell’italiano; la rivendicazione (o

negazione) della dignità del volgare rispetto al latino; come abbiamo osservato in

Dante nel “de vulgari eloquentia” dove si cerca di parificare la dignità del volgare a

quella del latino.

Nel Cinquecento, l’individuazione di un modello linguistico di riferimento; il nome da

attribuire all’idioma letterario (toscano, fiorentino, lingua comune, lingua italiana); il

riconoscimento (o

negazione) del primato fiorentino in materia di lingua; l’apporto delle altre regioni

d’Italia; il ruolo delle «tre Corone»; la ricerca di un modello volgare di riferimento

dinanzi alla grande varietà di volgari esistenti in Italia. Andava stabilito il ruolo di

Dante, Petrarca e Boccaccio.

Nell’Ottocento: il ruolo della lingua come elemento di unità e identità nazionale;

l’insegnamento scolastico della lingua; il rapporto lingua scritta/lingua parlata; il ruolo

dei dialetti. Andava colmato il divario tra lingua scritta e parlata improntando

l’insegnamento corretto per l’unità linguistica in vista dell’eliminazione

dell’analfabetismo. I parlanti di dialetto superavano gli italofoni.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in filologia e letteratura italiana
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DavideLettere di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Asperti Stefano.

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