Lingue storico-naturali
Le lingue storico-naturali sono lingue realizzate all'interno di una comunità etnica, sociale e politica in modo spontaneo e rappresentano il modo di comunicazione attraverso i mezzi verbali e di scrittura. Tuttavia, le lingue possiedono delle dimensioni di variazione, in quanto esse si realizzano a seconda dell'uso, del messaggio, delle finalità e delle situazioni comunicative.
Diamesia
La diamesia è una variazione legata al canale di trasmissione (mezzo fisico) impiegato. In particolare, si individua la differenza tra scritto e parlato.
| Scrittura | Parlato |
|---|---|
| Canale di trasmissione grafico e destinato alla lettura. | Canale di trasmissione fonico e uditivo. |
| Pianificazione maggiore (progettazione del testo, con possibilità di riformulazioni e cancellature, senza che l'interlocutore se ne accorga). | Pianificazione minore (più spontaneo, posso riformulare, ma questi cambiamenti vengono colti dall'interlocutore). |
| Linearità minore (avendo a disposizione l'intero testo, il lettore può decidere di non seguire la successione temporale e iniziare a leggere, per esempio, dalla fine). | Linearità maggiore (l'interlocutore riceve il messaggio nel momento esatto, quindi nella successione temporale in cui viene realizzato). |
| Permanenza maggiore (lo scritto rimane nel tempo, il materiale cartaceo viene conservato e può essere riletto a distanza di tempo). | Permanenza minore (viene affidato solo alla memoria dell'interlocutore e non c'è la possibilità di recuperarlo a distanza di tempo). |
| Assenza quasi totale di mezzi prosodici, i quali possono essere rappresentati in parte attraverso la punteggiatura; e di tratti paralinguistici, che possono solo essere descritti analiticamente e con minore incisività. | Presenza di mezzi prosodici (intonazione, pause), di tratti paralinguistici (gestualità, mimica facciale) e di tratti prossenici (gestione dello spazio tra gli interlocutori). |
Diastratia
La diastratia è una variazione legata allo status socio-economico dei parlanti. La linguistica, in particolare, si interessa dei fattori legati alla situazione culturale (livello d'istruzione, consuetudine e tipologia di lettura, tipo di occupazione). È legata all'utente, in quanto ciascuno di noi può usare la varietà di lingua che gli è propria a seconda del ceto di appartenenza.
- Alta borghesia (imprenditori, dirigenti d'azienda): padronanza di "italiano standard" e capacità di espressioni di tipo colto.
- Media e piccola borghesia (professionisti e docenti, impiegati e artigiani): padronanza di italiano vicino allo standard, con tratti di origine dialettale e popolarismi.
- Ceti più bassi (contadini, piccoli proprietari terrieri): competenza attiva del dialetto e/o dell'italiano popolare.
- Immigrati: costituiscono una fascia in via di espansione e sono per lo più a contatto con le fasce meno abbienti dal punto di vista economico-culturale.
Distinzioni di età e sesso:
- Giovani: possessori di un linguaggio con caratteri individuali, che permane a prescindere dalla transitorietà della fase giovanile (giovanilese rinnovato nelle varie generazioni).
- Donne: tendono a mantenersi vicino alla grammatica convenzionale, con forme attenuative e affettuose (uso di falsi diminutivi).
- Uomini: comunemente tendenti a imprecazioni e bestemmie.
Diafasia
La diafasia è una variazione legata alla situazione comunicativa, che si realizza in relazione a:
- Argomento
- Scopo della comunicazione
- Interlocutore
Le conseguenze linguistiche lungo l'asse diafasico sono l'uso dei differenti registri e sottocodici adottati.
Registro: varietà del codice che indica la possibilità di adattare la lingua al grado di maggiore o minore formalità. È legato all'uso e al rapporto che il parlante ha con il proprio interlocutore.
Sottocodice: sottoarticolazione della lingua legata all'argomento, a un ambito specialistico. La capacità del parlante di usare la lingua e/o una sua variazione è particolarmente importante. Quella attiva è la capacità di produrre e decodificare testi; quella passiva è la sola capacità di comprenderli.
Diacronia
La diacronia è una variazione legata al tempo. Le lingue non sono statiche, ma in continuo dinamismo. Le abitudini linguistiche dei più anziani (es. la prostesi di i davanti s preconsonantica) sono soppiantate da nuovi usi del codice, apportati dai giovani (es. l'uso di x al posto di "per", formazione di neologismi, alcuni dei quali permangono in diverse generazioni, come la parola sfiga). La variazione diacronica si riflette soprattutto nel lessico.
Il giovanilese si inserisce anche nella dimensione della variazione diafasica: esso infatti si realizza soprattutto nel parlato e nelle situazioni più informali.
Diatopia
La diatopia è una variazione legata alla dimensione spaziale. A seconda dell'area geografica, infatti, l'italiano assume tratti diversi, propri di quella regione. Differenze tra dialetto e lingua (italiano):
- Dialetti: derivazione latina, circoscritto, parlato, +/- codificazione grammaticale (di tipo descrittivo), -prestigio sociale, no termini scientifici e ricercati.
- Italiano: derivazione latina, esteso, scritto, +codificazione grammaticale (di tipo normativo), +prestigio sociale, include vocaboli raffinati e specifici.
L'Italia viene suddivisa in 4 grandi aree, delimitate da fasci di isoglosse (linee tracciate sulle carte linguistiche, che separano le aree geografiche a seconda degli specifici fenomeni che in esse si realizzano):
- Dialetti nord-occidentali (gallo-italici)
- Dialetti nord-orientali (veneto)
- Dialetti centrali (toscano e laziale)
- Dialetti meridionali
- Dialetti meridionali estremi (Puglia salentina, estrema Calabria, Sicilia)
Caratteri dei dialetti settentrionali:
- Semplificazione di consonanti doppie (es. cavallo > kavalo)
- Caduta di vocali finali diverse da a (es. sale > sal)
- Caduta di vocali atone e mantenimento delle toniche (sellarium > slèr)
Caratteri dei dialetti meridionali:
- Assimilazioni nd>nn e mb>mm (es. quando > quannu)
- Uso di tenere per avere
- Fenomeno della metafonesi (vocale tonica si muta in flusso della vocale finale es. acetu > acitu)
- Posposizione del possessivo
Oggi l'uso del dialetto è stato inibito, grazie all'istruzione scolastica, alla fruizione dei mass media, alle migrazioni interne (dovute all'espansione delle grandi città e delle industrie, al servizio di leva obbligatorio) e anche la competenza attiva del dialetto è oggi in declino (meno del 50%). Vi è dunque la compresenza di lingua nazionale e dialetti. Tali capacità vengono definite:
- Bilinguismo: compresenza di due o più lingue diverse, aventi medesimo prestigio e delle quali il parlante ha competenza attiva e passiva.
- Diglossia: compresenza nel parlante di due o più varietà della stessa lingua.
- Bilinguismo endogeno a bassa distanza strutturale: compresenza di due varietà della medesima lingua con poca differenza strutturale che vengono usate indipendentemente dal grado di formalità.
- Dialia: le due varietà di lingua sono entrambe presenti nel parlante e si sovrappongono tra loro.
Tra lingua e dialetti vi è uno scambio reciproco, iniziato ai tempi dell'unificazione italiana, quando si fece viva la necessità di una lingua unica che contribuisse anche all'unificazione. Processo di italianizzazione include fenomeni di inserzione, cioè aggiunta di uno o più suoni in posizione iniziale di parola. Rientra tra i fenomeni fonologici del vocalismo e del consonantismo, per cui si verifica un mutamento del corpo fonico della parola e che portano a un aumento o a una diminuzione del numero dei suoi fonemi.
Dialetti italianizzati: le parlate locali subiscono l'influsso dell'italiano con una reazione di superstrato (cioè l'italiano è la lingua che si impone). Questo interscambio avviene in due modi:
- Mancanza di...
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