Linguistica generale 25/09/17
Prima parte del corso: linguaggio e comunicazione
Impareremo a distinguere ciò che è comunicazione da ciò che è linguaggio, e in particolare il linguaggio umano. L’italiano è una lingua storico-naturale che è diversa ad esempio da una formula matematica la quale è un linguaggio umano, diversa dal linguaggio degli animali che comunque comunicano attraverso il linguaggio del corpo, dei gesti. Il linguaggio è un sistema specifico di una specie: le altre specie non hanno lo stesso linguaggio. I sistemi di comunicazione degli elementi della natura sono diversi dal sistema linguistico storico-naturale poiché quest’ultimo è verbale, ad esempio la lingua dei segni è un linguaggio ma non è verbale. Andremo a definire la nozione di linguaggio, che va oltre le lingue storico-naturali.
Seconda parte del corso: sintassi
Si studieranno le parti del discorso, la struttura sintattica della frase, le varie tipologie di frasi, le tipologie di frasi dipendenti, la descrizione formale delle lingue naturali. Introdurremo lo studio sugli archivi linguistici detti corpora e la loro consultazione, sono una modalità di studio delle lingue non formalizzata. Questa linguistica non formale corrisponde ad uno studio sul linguaggio attivo dagli anni ’70 quando sono cominciati ad esistere i sistemi informatici. Essi hanno permesso di ricercare parole o relazioni tra parole su una collezione ampia di testi, rendendo possibile l’investigazione delle lingue da un punto di vista formale e quantitativo.
Terza parte del corso: fonetica
Struttura fisica del suono (cos’è un suono?), struttura articolatoria del suono (la fisiologia del suono), la tipologia dei suoni linguistici in italiano, che cosa definisce un suono come elemento linguistico.
Linguaggio e comunicazione
Il linguaggio umano è una struttura specifica della specie che si inserisce all’interno della comunicazione, la quale riguarda anche il genere di comunicazione animale e più in generale a tutti i tipi di comunicazione che non possiedono un linguaggio verbale.
Schema della comunicazione di Jakobson
Caratteristiche di cui necessita una comunicazione:
- Emittente (parlante)
- Ricevente (ascoltatore)
- Codice
- Messaggio
- Canale
- Referente/Contesto
In ogni comunicazione ci deve essere un messaggio che va da A (emittente) → B (ricevente). Perché il messaggio possa essere trasmesso, esso deve aderire a un qualche codice che deve essere condiviso da A e da B, per far sì che il messaggio venga decodificato. Esistono diversi codici in base alle diverse lingue di comunicazione (linguaggio verbale o gestuale). Senza codice dal segnale iniziale non si passa ad un messaggio. Strutturalmente i messaggi sfruttano canali diversi: perché ci sia comunicazione deve esserci un segnale che sfrutti il canale giusto per far veicolare il messaggio che deve essere trasmesso.
Ad esempio, alcuni uccelli maschi per attirare le femmine gonfiano le piume, in modo da inviare il messaggio di interesse, di accoppiamento alle femmine. Un uccello di specie diversa se compie la medesima azione verso una femmina, questa non recepisce il messaggio perché in quella specie si comunica mediante canti. Questo particolare tipo di comunicazione sfrutta il canale visivo nel primo caso, nel secondo quello acustico. Perché ci sia un segnale che veicoli un messaggio, è necessario che questo segnale sfrutti un certo canale sensoriale: bisogna che ci sia la possibilità da parte del ricevente di apprezzare le qualità di questo segnale secondo il codice sfruttando il suo apparato sensoriale.
I canali percepibili a livello sensoriale sono: visivo, acustico, tattile, olfattivo. Nella specie umana ci sono dei linguaggi evoluti come quello verbale, quello visivo, quello tattile. I diversi canali sensoriali possono tutti essere sfruttati per generare messaggi secondo un codice specifico. Importante in una comunicazione è il referente o contesto: per dare un messaggio bisogna riferirsi a qualcosa che sia adeguato nel contesto specifico.
Ad esempio, un docente di inglese entra in classe e dice “il cielo dell’emisfero meridionale è più bello e più ricco dell’emisfero settentrionale”. Questo messaggio non ha referente in questo contesto, non è adeguato in questo contesto, non si riferisce a niente in questo contesto. Poiché il messaggio assuma un senso si deve riferire a qualcosa che è rilevante all’interno di un contesto che deve essere condiviso dall’emittente e dal ricevente: principio di rilevanza del messaggio.
Codice e messaggio (Jakobson 1960)
- Codice: insieme di potenziali unità di comunicazione (astratto)
- Messaggio: costruito con le unità fornite dal codice (concreto)
Anche le lingue umane funzionano così:
- A livello di codice esistono unità astratte come /p/, /n/, /e/, /a/
- Queste unità astratte possono combinarsi sulla base di determinate regole per formare atti concreti
- Messaggi: pane, pena
- Non-messaggi: eanp, eapn, npae
Comunicazione nei sistemi evoluti del mondo animale
La comunicazione delle api
Le caratteristiche del sistema di comunicazione delle api fanno riferimento ad una specifica funzione, cioè indicare allo sciame da che parte è il polline. A questo fine c’è l’ape bottinatrice, che esplora l’ambiente per poi riportare allo sciame attorno all’alveare le informazioni necessarie per raggiungere il polline. Il sistema di comunicazione utilizzato dall’ape bottinatrice sfrutta il canale olfattivo e quello visivo. Per comunicare la tipologia della fonte di cibo sfrutta il canale olfattivo: l’ape bottinatrice quando trova il polline sfrega il suo corpo su di esso e tornando all’alveare porta con sé la fragranza del polline che si diversifica in base alla pianta di provenienza. Per comunicare dove si trova la fonte di cibo, a quale distanza, direzione e altezza, sfrutta il canale visivo: l’ape bottinatrice compie 2 tipi di danze, la danza circolare quando la fonte di cibo è all’interno dello spazio prossimale dove si trova l’alveare. Questa danza viene compiuta al di sopra dell’alveare e se gira velocemente significa che la fonte di cibo è ricca, lentamente che è scarsa. Nel caso in cui la fonte di cibo si trovi ad una distanza superiore ai 100 metri l’ape bottinatrice deve indicare alle altre la direzione e la traiettoria da mantenere per raggiungerla: in questo caso viene fatta la danza dell’addome, sempre sopra l’alveare ma, invece che solo circolarmente, essa è a falce con dei movimenti verticali. I movimenti verticali si riferiscono alla posizione del cibo rispetto alla posizione del sole, cioè l’angolo rispetto al sole che le api devono mantenere per raggiungere il cibo; il movimento semicircolare indica che c’è tanto cibo lontano. Quello delle api è un sistema di comunicazione molto complicato e comprensibile solo da parte loro, poiché esse condividono il codice. Nonostante il sistema di comunicazione delle api faccia riferimento esclusivamente alla funzione di localizzazione e raggiungimento del cibo, le api possono ipoteticamente trasmettere un numero infinito di messaggi, perché infiniti sono gli angoli rispetto al sole su cui si basano per indicare la posizione del polline.
Linguaggio appreso o innato?
Si pone un problema importante per il linguaggio umano, cioè di come questo codice necessario per decodificare i segnali venga appreso dagli individui oppure sia innato negli individui. Le lingue naturali (italiano, inglese, francese…) non sono innate, vengono apprese, non sono determinate dal patrimonio genetico ma dall’apprendimento. Ad esempio, se un italiano va in Inghilterra e comunica con gli inglesi apprende l’inglese. Tuttavia, gli uomini non possono apprendere il linguaggio degli animali, poiché il linguaggio è qualcosa di specie-specifico, di innato in ogni specie. Ad esempio, nelle api ci sono diversi dialetti in base al territorio: api di dialetti diversi hanno diverse danze specifiche, ma se un’ape va in un territorio diverso dal suo non può apprendere la danza specifica delle api di quel territorio. La differenziazione dialettale tra le api non è determinata da alcun processo di apprendimento, ma è determinata geneticamente.
Ma che cosa determina il linguaggio umano? Ci sono diversi studi al riguardo secondo cui in alcuni casi il linguaggio è determinato dalla sfera sociale in cui l’individuo vive in altri dalla sfera familiare. In genere si dice che è maggiormente determinante per il linguaggio la sfera sociale rispetto a quella familiare, comunque la lingua madre è quella che costituisce la base fondamentale della lingua.
La comunicazione degli uccelli
Gli uccelli hanno un sistema di comunicazione caratterizzato da due segnali, canti e richiami, che hanno funzioni differenti e sono relativi a diversi ambiti di applicazione:
- Tenere unito lo stormo
- Dare l’allarme
- Nidificazione
- Accoppiamento
- Riconoscimento della madre
- Difendere il territorio
- Nutrizione
I richiami d’allarme e aggressivi sono utilizzati fra quelle specie di animali che hanno una vita sociale e con essi devono discriminare da che parte proviene il potenziale pericolo. Gli uccelli in movimento devono comunicare attraverso un segnale acustico da che parte viene il pericolo e di che tipo di pericolo si tratta: se c’è un predatore alato che viene dall’alto, se c’è un predatore generico o terrestre, se il pericolo è immediato nelle vicinanze, se è ancora lontano. Se si tratta di un pericolo immediato nella situazione in cui l’uccello è fermo e vede avvicinarsi un predatore alato, il richiamo d’allarme sarà breve nel tempo e molto stridulo, acuto. Se l’uccello sta volando e vede venirgli incontro un predatore alato il richiamo d’allarme sarà lungo e non troppo elevato, continuo nel tempo per dare il tempo agli altri componenti dello stormo di individuare il pericolo. Questo linguaggio NON È SPECIE-SPECIFICO, ma è selezionato da un punto di vista ecologico: ogni specie di uccelli ha un richiamo d’allarme di voce diversa ma uguale dal punto di vista delle modalità con cui viene espresso. Una caratteristica del sistema di comunicazione animale è che dato un tipo di messaggio questo risponde ad una funzione specifica e quando ci sarà bisogno di quella funzione l’animale risponderà alla situazione con quello specifico segnale: c’è corrispondenza biunivoca tra forma del segnale, funzione del segnale e automazione di questo doppio canale.
Mentre per le api il sistema di comunicazione è innato, per gli uccelli non è così: i canti vengono appresi dai pulcini dopo un certo periodo di tempo, per cui il linguaggio degli uccelli è appreso. Ad esempio, un ciufoletto se messo con i canarini da piccolo apprende il canto dei canarini e lo trasmette ai figli. Il canto degli uccelli non è quindi geneticamente determinato, come è invece la danza delle api. Questo non vale per il sistema di comunicazione umana, dove per una specifica funzione ci sono una miriade di segnali. Il numero di concetti esprimibili e le risposte possibili in una determinata situazione nella comunicazione animale sono determinati/finiti e chiuse, mentre sono indeterminati/infiniti e aperte nella comunicazione umana. Quindi le caratteristiche principali della comunicazione animale sono la differenziazione del segnale e la serie chiusa dei significati.
Comunicazione dei primati
I primati sono caratterizzati dal fatto che utilizzano il canale acustico e il canale visivo nella comunicazione. Alcuni caratteri che interessano il canale visivo sono la postura e l’espressione facciale, che sono strettamente connessi alla situazione emotiva del primate, condizionata dal fatto che si trovi in una situazione di tranquillità o di tensione.
Ad esempio, coda rigida = situazione di tensione; coda rilassata = situazione di tranquillità. Anche l’uomo cambia la voce se si trova in una situazione di disagio, di paura o di tranquillità. Il nesso tra situazione emotiva e caratteristica del comportamento è quindi presente nei primati e nell’uomo. I primati emettono dei richiami d’allarme che si differenziano in base al pericolo/predatore, alato o terrestre. Un segnale a frequenza bassa e forte si distingue da un segnale breve. In presenza di un serpente la scimmia Rhesus fa un particolare tipo di segnale che scatena la reazione aggressiva del gruppo che ripete il medesimo verso, mentre in presenza di predatori terrestri come la tigre le scimmie si rifugiano sugli alberi. In genere questo tipo di scimmie riesce ad esprimere circa 12 concetti, ciascuno collegato ad un determinato richiamo più una serie di gesti trasmessi attraverso il canale visivo: in totale circa 20 concetti.
Negli anni alcuni scienziati hanno tentato di insegnare la lingua dei segni ai primati in una situazione di cattività a contatto stretto con l’uomo, ed effettivamente i primati appresero un cospicuo numero di segni. Inoltre, i primati che avevano appreso la lingua dei segni avevano poi insegnato i medesimi segni ai cuccioli.
Caratteristiche proprie di tutti i sistemi di comunicazione animale
- Determinazione
- Situazione stimolo → significato stimolo
- Corrispondenza biunivoca segnale-significato-funzione
- Serie chiusa dei significati
- Arbitrarietà (di ogni specie) vs continuità (in tutte le specie) con stati fisiologici o emotivi o comportamenti funzionali
Linguaggio umano
Dalla fine degli anni ’50 del novecento sono iniziati degli studi per differenziare il linguaggio umano da quello animale e sono state identificate delle caratteristiche proprie esclusivamente del sistema di comunicazione dell’uomo:
- Doppia articolazione (Martinet): corrisponde al fatto che le parole del linguaggio sono costituite da un insieme di suoni analizzati che possono essere scomposti in segmenti chiamati fonemi. Questi fonemi possono essere riutilizzati per la formazione di parole diverse. Questa caratteristica del linguaggio umano si chiama doppia articolazione perché per realizzare un segno linguistico, un elemento dotato di significato non ho bisogno solo di un suono ma anche di un sistema che permetta di realizzare una combinatoria di suoni elementari, i fonemi, ciascuno dei quali non ha in se alcun significato; sono componenti discrete. Il numero di segni non è determinato: a partire da sistema combinatorio possono essere generate moltissime parole, i fonemi sono in numero limitato circa 50. Il numero di significati esprimibili nelle lingue varia se si tratta di lingue di cultura o lingue primitive: popoli della giungla amazzonica hanno un lessico di 2500/3000 versi; 300.000 nell’italiano; 1.500.000 nell’inglese. Il lessico ordinario ad alta frequenza dell’italiano è formato da 5.000 parole. Il linguaggio animale non possiede la doppia articolazione.
- Discretezza: il linguaggio umano è un sistema discreto formato da segmenti diversificabili l’uno dall’altro e non continui; i linguaggi animali sono invece sistemi continui. La discretezza è a livello della formazione della parola perché essa è analizzabile in elementi discreti, i fonemi; ma anche a livello della formazione della frase poiché essa è analizzabile in elementi discreti, le parole.
- Produttività:
- Lessicale → potenziale numero infinito di segni, di parole con cui accrescere il lessico di una lingua
- Sintattica → composizionalità, si possono esprimere nuovi significati attraverso la concatenazione di espressioni in frasi.
- Ricorsività: meccanismo che permette di costruire frasi nuove inserendo, in una frase data, un’altra frase, poi in quest’ultima un’altra frase ancora, e così via:
- Es. Maria mi ha colpito
- I ragazzi dicono che Maria mi ha colpito
- I vicini credono che i ragazzi dicano che Maria mi ha colpito
- Giorgio corre
- Giorgio corre e grida
- Giorgio corre e grida e suda
- Giorgio corre e grida e suda e inciampa...
Schema di Chomsky
- Numero fisso di segnali vs non fisso
- Possibilità o meno di divisione del segnale in componenti discrete
- Associazione o meno a condizioni di elicitazione esterne o interne
Matrice di tratti per la classificazione dei linguaggi
- Limitato vs illimitato
- Discreto vs non discreto
Caratteristiche del linguaggio umano
- Campo d’azione illimitato: il linguaggio umano permette la libera espressione di nuovi pensieri e la comunicazione di nuovi messaggi mediante nuovi segnali
- Libertà da stimoli: il linguaggio umano non è controllato da stimoli esterni o da stati emotivi interni
- Appropriatezza contestuale: il linguaggio umano può essere usato appropriatamente in nuove situazioni
Che cos’è il linguaggio?
La capacità comune a tutti gli esseri umani di sviluppare un sistema di comunicazione con le seguenti caratteristiche:
- Discreto con doppia articolazione
- Libero da stimoli, ma appropriato a qualsiasi contesto
- Distanziabile - ma appropriato al contesto
- Non limitato
- Composizionale e ricorsivo
Che cos’è una lingua?
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