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Riassunto di linguistica

Cos'è la linguistica?

La linguistica è il ramo delle scienze umane che studia la lingua. Si divide in due sottocampi:

  • Linguistica generale (sincronica), che studia lo stato in cui una lingua si presenta in un determinato periodo.
  • Linguistica storica (diacronica), che studia i mutamenti nelle lingue lungo l'asse del tempo.

Ferdinand de Saussure, con il suo "Cours de linguistique générale" pubblicato postumo nel 1916, è considerato il fondatore della linguistica generale. Con Saussure, la linguistica diventa una scienza sociale, fondata su una serie di dicotomie oggi classiche (analisi dei concetti con due visioni concettuali contrarie, sincronia-diacronia, significante-significato).

Tipologie di comunicazione

  • Comunicazione in senso stretto: emittente intenzionale, ricevente intenzionale.
  • Passaggio d'informazione: emittente non intenzionale, ricevente intenzionale.
  • Formulazione di interferenze: nessun emittente, interpretante.

Segni e codice

Segno: è l'unità fondamentale della comunicazione; qualcosa che sta per qualcos'altro e serve per comunicarlo; criteri basati su intenzionalità e motivazione relativa. Dalla 1 alla 5, la motivazione diventa sempre più convenzionale e indiretta:

  1. Indice: motivati naturalmente, non intenzionali; permettono di dedurre il processo che rappresentano, es. starnuto, ringhiare cane, orma nella neve di animale.
  2. Segnale: motivato naturalmente, usati intenzionalmente; es. sbadiglio.
  3. Icona: motivati analogicamente, intenzionali; riproducono proprietà dell'oggetto designato, es. mappe, disegni (nei cartelli stradali le rappresentazioni), onomatopee.
  4. Simbolo: motivato culturalmente, intenzionali; es. cartelli stradali classici, nero-bianco=lutto, semaforo rosso.
  5. Segno: non motivati (arbitrari, basati su convenzione), intenzionali; intesi in senso stretto, es. messaggi linguistici, comunicazione gestuale.

Codice: è l'insieme delle corrispondenze, fissatesi per convenzione, tra qualcosa e qualcos'altro che fornisce regole di interpretazione dei segni; tutti i sistemi di comunicazione sono dei codici; i segni linguistici costituiscono il codice lingua.

Le proprietà della lingua

  • Significante=Forma - Bipianarità: in un segno ci sono 2 piani compresenti (es. parola "gatto") e Significato=Contenuto (concetto di gatto).
  • Linearità: l'ordine in cui si susseguono i segni è fondamentale per il significato.
  • Discretezza: la differenza tra gli elementi della lingua è assoluta (es. pollo e bollo).
  • Produttività: con la lingua è sempre possibile creare nuovi messaggi.
  • Ricorsività: procedimento riapplicabile un numero illimitato di volte (creazione tramite suffissi di nuove parole). Il limite sta nell'utente, non nel sistema.
  • Distanziamento: possibilità di formulare messaggi relativi a cose distanti nel tempo e nello spazio, dal luogo in cui si svolge o viene prodotto il messaggio.
  • Libertà da stimoli: elaborazione concettuale esterna, indipendente dalla situazione immediata.
  • Trasmissibilità culturale: ogni lingua è trasmessa per tradizione all'interno di una società e cultura; regole e convenzioni passano per insegnamento/apprendimento; impariamo la lingua dall'ambiente in cui cresciamo e possiamo apprenderne altre; componente culturale-ambientale (appresa) e una naturale (innata).
  • Complessità sintattica: i messaggi linguistici possono presentare un alto grado di elaborazione strutturale, percepibile nella sintassi.
  • Equivocità: ad un unico significante possono corrispondere più significati.
  • Arbitrarietà: non esiste alcun legame motivato tra significato e significante: i legami sono stati posti per convenzione, e quindi sono arbitrari; se i segni linguistici non fossero arbitrari le lingue dovrebbero essere tutte molto simili tra di loro.

Il triangolo semiotico

I rapporti tra il segno e la realtà si possono rappresentare tramite il triangolo semiotico: un significante, attraverso la mediazione di un significato con cui è associato (insieme a cui forma il segno), si riferisce ad un elemento della realtà extralinguistica (referente).

I 4 livelli di arbitrarietà:

  • Rapporto tra segno e referente: non c'è alcun legame naturale e concreto tra segno e ciò che designa nella realtà esterna.
  • Rapporto tra significante e significato: al di fuori della convenzione posta dalla lingua, non hanno nulla a che vedere.
  • Rapporto tra forma e sostanza del significato: ogni lingua ritaglia in un modo che le è proprio un certo spazio di significato.
  • Rapporto tra forma e sostanza del significante: ogni lingua organizza secondo i propri criteri la scelta dei suoni pertinenti (es. durata vocali in italiano non c'è differenza, altre lingue sì).

Una parziale eccezione all'arbitrarietà del segno sono :

  • Le onomatopee, che imitano suoni o rumori e hanno un aspetto più o meno nettamente iconico.
  • Gli ideofoni, espressioni descrittive che imitano fenomeni naturali o azioni.
  • Il fonosimbolismo, meccanismi iconici dunque motivati; es. ingl. child children.

La doppia articolazione

È una caratteristica propria solo alle lingue umane, il significante è articolato su due livelli diversi: unità di prima e seconda articolazione.

La prima articolazione: morfemi, è il primo livello, formata da unità minime che hanno un proprio significato e non sono ulteriormente scomponibili. Esempio: Gatto GATT-O.

La seconda articolazione: fonemi, è il secondo livello, formata da unità minime prive di un significato autonomo, meri pezzi di significante: in successione i fonemi creano entità di prima articolazione ovvero i morfemi. Esempio: Cane C-A-N-E.

Trasponibilità di mezzo

La lingua può essere trasmessa o realizzata attraverso l'aria (la voce) o il mezzo luce (visivo-grafico). La realizzazione avviene in modo prioritario attraverso il canale fonico-acustico (voce) rispetto a quello visivo-grafico (scritto):

  • Antropologicamente tutte le lingue scritte sono state parlate e non viceversa.
  • Ontogeneticamente ogni individuo impara prima a parlare e poi a scrivere.
  • Filogeneticamente la scrittura si è sviluppata molto dopo il parlare.

In conclusione, la realizzazione parlata e quella scritta non sono una mera trasposizione l'una dell'altra; lo scritto nasce come fissazione del parlato ma sviluppa tratti propri.

Le funzioni principali della comunicazione

  • Funzione emotiva o espressiva: messaggio volto a esprimere sensazioni o emozioni del parlante.
  • Funzione metalinguistica o espressiva: con la lingua si può parlare della lingua stessa.
  • Funzione referenziale o denotativa: messaggio informativo sulla realtà esterna.
  • Funzione conativa: messaggio volto a far agire in qualche modo il ricevente, ottenendo un comportamento. Es: Chiudi la porta!
  • Funzione fática: messaggio che sottolinea il canale di comunicazione e/o il contatto tra i parlanti.
  • Funzione poetica: mette in relazione la potenzialità del messaggio e i caratteri interni del significante e del significato.

Principi generali per l'analisi della lingua

La lingua è un codice che organizza un sistema di segni dal significante primariamente fonico-acustico, fondamentalmente arbitrari a ogni loro livello e doppiamente articolati, capaci di esprimere ogni esperienza esprimibile, posseduti come conoscenza interiorizzata che permette di produrre infinite frasi a partire da un numero finito di elementi.

I principi generali per l'analisi della lingua sono composti dalle 3 dicotomie seguenti:

  • In relazione all'asse temporale:
    • Diacronia: lo studio delle lingue e dei loro elementi lungo lo sviluppo temporale.
    • Sincronia: lo studio delle lingue e dei loro elementi focalizzato in un determinato momento.
  • Distinzione tra il sistema astratto e la realizzazione concreta:
    • Langue o sistema o competenza, è l'insieme delle conoscenze mentali, delle regole interiorizzate del codice lingua, il sapere astratto.
    • Parole o uso o esecuzione, è la realizzazione concreta di un messaggio verbale. La parole richiede la langue, di cui è l'esternazione. Al linguista interessa la langue, studiarla deve partire dalla parole, ovvero i dati osservabili.
  • Rapporti nel funzionamento del sistema linguistico:
    • Asse paradigmatico o delle scelte, ovvero la scelta in un paradigma di elementi selezionabili per quella posizione; fornisce i serbatoi a cui attingere per le singole unità linguistiche.
    • Asse sintagmatico o delle combinazioni, implica di tenere in conto gli elementi che compaiono prima e dopo perché deve sussistere coerenza; assicura le giuste combinazioni.

I livelli di analisi della lingua

  1. Fonetica e fonologia: unità di seconda articolazione (significante come mero significante).
  2. Morfologia e sintassi: unità di prima articolazione (organizzazione del significante in quanto portatore di significato).
  3. Semantica: significato.

Fonetica e fonologia

La fonetica

La fonetica studia come sono fatti i suoni di cui si servono le lingue, con tre campi principali:

  • Fonetica acustica: studia i suoni del linguaggio in base alla loro consistenza fisica (onde sonore).
  • Fonetica uditiva: studia i suoni del linguaggio in base al modo in cui vengono ricevuti e percepiti dall'apparato uditivo e decodificati dal cervello.
  • Fonetica articolatoria: analizza il modo con cui l'espressione linguistica è prodotta dal parlante; studia i suoni del linguaggio in base al modo in cui vengono articolati dall'apparato fonatorio umano, ovvero l'insieme di organi e strutture anatomiche che l'uomo utilizza per parlare.

I parametri di identificazione dei suoni nel linguaggio sono:

  • Luogo di articolazione (es. bilabiali, labiodentali, dentali, palatali, velari, uvulari, faringali, glottidali).
  • Modo di articolazione (restringimento relativo che a un certo punto del percorso si frappone al passaggio dell'aria); (es. occlusive, fricative, affricate, laterali, vibranti, nasali).

Opposizioni tra vocali e consonanti

Vocali: suoni prodotti senza frapposizione di ostacoli, sono tutte sonore. Si caratterizzano per la posizione della lingua e il suo grado di avanzamento/arretramento e innalzamento/abbassamento.

  • Anteriori: i (alta), e (medio-alta), ɛ (medio-bassa). Semivocale: j (anteriore).
  • Centrali: a (bassa).
  • Posteriori: u (alta), o (medio-alta), ɔ (medio-bassa). Semivocale: w (posteriore).

Consonanti: suoni prodotti mediante la frapposizione di un ostacolo parziale o totale, possono essere sia sonore che sorde.

  • Occlusive: ostacolo completo (p – b /t – d / k – g).
  • Fricative: ostacolo parziale (f – v /s – z / ʃ).
  • Affricate: articolazione prima occlusiva poi fricativa (ts – dz / tʃ - dʒ).
  • Laterali: l’aria passa solo ai lati della lingua (l - ʎ).
  • Vibranti: contatti tra lingua e organi articolatori (r).
  • Nasali: passaggio dell’aria nella cavità nasale (m - ɱ - n - ɲ - ŋ).

N.B.: ts, dz, ʎ, ɲ, ʃ in posizione intervocalica sono sempre lunghe; mentre dʒ e tʃ no.

Fonetica e fonologia

Distinzione tra fono e fonema:

  • Fono: è ogni suono dell'apparato fonatorio rappresentabile e trascrivibile in IPA; realizzazione concreta di un suono del linguaggio. Unità minima in fonetica.
  • Fonema: nella gamma dei suoni riproducibili, le lingue ne pertinentizzano un certo numero assegnando loro un valore distintivo. Si oppongono ad altri foni nel distinguere e formare le parole. Unità minima in fonologia (come già visto in precedenza sono le unità minime di seconda articolazione, meri pezzi di significante).

L'italiano standard è composto da 30 fonemi di cui 21 consonanti, 2 semivocali e 7 vocali. Es. la parola "mare" è formata da 4 fonemi: suoni con un valore distintivo (si oppongono ad altri foni nel distinguere e formare le parole).

La prova di commutazione

I fonemi si identificano per opposizione, mediante il processo della prova di commutazione, ovvero si confronta un’unità in cui compare il fono di cui vogliamo dimostrare se è o no un fonema con altre unità che siano uguali in tutto tranne che nella posizione in cui sta il fono in oggetto. Vocali e consonanti non sono mai in opposizione tra di loro.

Allofono: è ciascuna diversa realizzazione concreta di un fonema, senza valore distintivo. Es., in italiano, n e ŋ sono allofoni dello stesso fonema.

Coppia minima: è una coppia di parole che si distingue solo per la presenza di un diverso fono (fonema) nella stessa posizione; identifica sempre due fonemi; per dimostrare che un fono è un fonema.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher danieleterzolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia e linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Fiorentini Ilaria.
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