LINGUISTICA GENERALE 2
1. IL DOMINIO DELLA SINTASSI: OGGETTO E TEORIA
dell’uomo
Il linguaggio è una proprietà innata negli individui, fa parte delle capacità cognitive così come il camminare e si manifesta concretamente
Lingua e tramite le lingue naturali. La differenza tra le due è che il linguaggio è la facoltà innata di esprimersi attraverso una lingua, mentre la lingua naturale è
linguaggio la manifestazione concreta di questa facoltà, che si può esprimere in forma orale o in forma segnica.
Il linguaggio umano si differenzia da ogni altro tipo di linguaggio in natura perché è discreto, mentre il linguaggio degli animali è continuo; discreto
Discretezza che compone quell’atto
significa che in ogni atto di enunciazione è possibile individuare ognuna di quelle unità, di enunciazione. Questo lo si può notare
in tutti i livelli del linguaggio (fonetica, morfologia, sintassi)
• ‘[ka:za] → si riconoscono tutte le unità che compongono questa enunciazione poiché tutte le entità qui hanno diverse proprietà;
• [[cospira] zione]
V N
• IL BEL RAGAZZO
Un’altra proprietà del linguaggio è la ricorsività. Le unità linguistiche discrete che compongono i diversi livelli di una lingua sono in numero finito,
Ricorsività nonostante ciò, le combinazioni che noi individui possiamo creare sono in numero infinito. Nell’ambito della sintassi questa proprietà è molto più
rilevante poiché vi si può applicare inconsciamente una stessa regola. Es. regola della subordinazione
• Credo che Gianni sia arrabbiato.
• Credo che Maria abbia detto che Gianni sia arrabbiato.
L’ultima proprietà è che il linguaggio umano è dipendente dalla struttura. Ciò significa che le regole che applichiamo per combinare assieme unità
Dipendenza gerarchia strutturale. Per esempio nell’accordo verbale:
discrete per dar luogo a parole e frasi non si basano su criteri di adiacenza, bensì su criteri di
dalla
struttura • Le amiche di Marco partono.
• *Le amiche di Marco parte.
Per descrivere questo fenomeno, devo proporre una regola che preveda la relazione a lunga distanza, l’accordo verbale non si dà con il nome che precede
il verbo, ma si dà con il nucleo dell’espressione nominale soggetto; l’accordo verbale si dà dunque in maniera strutturale.
Tutte queste proprietà specifiche che caratterizzano il linguaggio umano permettono di dimostrare che il linguaggio umano è generativo, cioè detiene
la capacità inconscia di generare combinazioni infinite di unità discrete finite applicando ad esse un sistema di regole finito.
Nella teoria della grammatica generativa Chomsky propone che la facoltà del linguaggio innata e determinata geneticamente sia costituita da un sistema
Chomsky proprio questa che permette all’individuo di raggiungere la
di principi universali e venga dunque denominata grammatica universale. È competenza
(o grammatica, conoscenza inconscia) di una lingua naturale dopo un periodo di apprendimento. Appare dunque la differenza tra linguaggio (come
facoltà di linguaggio) e lingua. La facoltà del linguaggio è un concetto inconscio e astratto di un sistema di comunicazione, la lingua è la realizzazione
concreta.
Che la grammatica universale sia responsabile del raggiungimento della competenza viene giustificata da Chomsky osservando le modalità con cui
Acquisizione avviene l’acquisizione di lingue naturali da parte di noi individui, le proprietà che sono empiricamente giustificate sono:
di lingue
naturali • rapidità, dai 5/8 anni si raggiunge la competenza di una lingua naturale;
• spontaneità, facoltà del linguaggio è infatti innata;
• l’individuo
senza possibili errori, quando si elabora la grammatica di una lingua estrae regole dalla propria esperienza linguistica dando
luogo ad una regola che applicherà in maniera generativa complicando nuove costruzioni che fanno parte della lingua stessa. Per quel che
riguarda l’accordo verbale un bambino non sbaglierà mai l’accordo. Gli errori verranno da cause altre. Certi possibili errori i bambini non li
commettono mai.
• → le proprietà incluse nella GU cercano di limitare le possibili grammatiche che un individuo
senza istruzioni specifiche/implicitamente
potrebbe elaborare d’accordo con i dati linguistici con cui entra in contatto.
deve essere attivata tramite l’esperienza, cioè il contatto con i dati linguistici di una
Affinché si raggiunga la competenza, la Grammatica Universale
lingua naturale. L’esperienza ci permette di scegliere
determinata una tra le varie possibilità di lingue naturali. La lingua naturale non è dunque ereditata.
L’esperienza ci permette di costruire la nostra identità culturale.
La GU è costituita da una serie di principi universali che hanno lo scopo di delimitare una lingua naturale e che sottostanno alla grammatica di tutte le
Principi lingue, tra questi ci sono:
universali • →
il principio della discretezza il linguaggio umano è costituito da unità che si differenziano le une dalle altre per specifiche proprietà
intrinseche;
• →
il principio della ricorsività il linguaggio umano è ricorsivo, si può cioè generare una struttura combinando unità finite con regole finite,
l’applicazione
e a questa struttura possiamo applicare una stessa regola dando luogo ad una combinazione più complessa e possiamo reiterare
delle regole fino ad arrivare a frasi anche di una lunghezza infinita;
• →
il principio della dipendenza dalla struttura le unità della lingua si combinano tra di loro guardando la struttura.
Le lingue naturali sono però molto diverse tra di loro, la loro differenza viene giustificata tramite la nozione di parametro, cioè una variabile aperta,
Parametri non definita nei principi della grammatica universale, ma a cui viene dato un valore in rapporto all’esperienza; sono proprio i dati linguistici con cui
entriamo in contatto che ci permettono di dare un valore a quelle variabili aperte.
o Il principio della ricorsività, possibilità di applicare infinitamente una regola, prevede una posizione, destra o sinistra, ed è questo il parametro
lasciato aperto; all’interno di una frase devono mantenersi lungo tutta la derivazione
o Il principio di proiezione esteso dice che le proprietà che si stabiliscono
di una frase e ogni frase deve avere un soggetto, nozione strutturale. Il parametro del soggetto nullo, quando il soggetto è pronominale può
essere non espresso lessicalmente. A questa variabile aperta l’italiano dice SI può non essere espresso lessicalmente, l’inglese dirà NO
bisogna che sia sempre espresso.
La competenza che un individuo raggiunge secondo la grammatica generativa viene anche denominata grammatica. Perché arrivare alla competenza
significa conoscerne la grammatica. La conoscenza è inconscia, stiamo parlando di un livello mentale ed astratto.
l’obbiettivo
La GU è internalista, e non esternalista, è quello di capire il funzionamento del linguaggio umano tramite il funzionamento delle lingue,
cioè la realizzazione concreta. competenza che abbiamo raggiunto tramite l’esperienza
Secondo la grammatica generativa la può essere rappresentata mediante il modello della
Il modello grammatica degli individui, il quale è costituito da una serie di componenti indipendenti, ma che interagiscono tra di loro e si distribuiscono in diversi
della gram- livelli. ( –
MODELLO 17 pag. 29 La Sintassi, Donati)
matica Il lessico è il componente più interno dove operano determinate regole e si svolgono certe operazioni che vanno nella sintassi, che a sua volta ha delle
regole specifiche e dopo l’applicazione di queste regole, la rappresentazione, cioè quanto verrà prodotto, entrerà nella forma fonetica e nella forma
La forma fonetica è l’applicazione delle regole fonetiche, un’interfaccia
logica. orale di questa costruzione. La forma logica dove ci sono le regole che
ci permettono di interpretare quella costruzione.
Che cosa comprerà Gianni a Roma?
Un quadro.
Il modello della grammatica cerca di descrivere mediante operazioni tutto quello che noi sappiamo inconsciamente rispetto a questa costruzione.
Tornando al modello diciamo che nel lessico quello che troveremo è un sistema di regole/operazioni che ha a che fare con le parole, le proprietà delle
parole di una lingua.
• “compra” (“erà”
è un verbo bivalente è un affisso verbale che esprime tratti di tempo, modo)
• “Gianni” è un nome
• “che cosa” è un elemento che ha valore pronominale
• “Roma” è un nome
• “a” è una preposizione
Tutte queste informazioni verranno trasferite alla sintassi dove si realizzeranno altre operazioni specifiche.
La sintassi genera due altri componenti: la forma fonetica e la forma logica. Le operazioni che troviamo nella fonetica saranno quelli di eliminare gli
elementi che non hanno un contenuto fonetico, guardiamo il risultato.
Le operazioni che troviamo nella forma logica servono per giustificare gli aspetti del significato proposizionale della frase. La forma logica ci permette
il significato di “che cosa”, come l’individuo lo comprende. “Che
di descrivere cosa” può essere considerato dal punto di vista interpretativo un
operatore: un’entità che indica una certa operazione logica che viene effettuata, in questo caso l’operazione logica è identificare un dominio di entità e
Il dominio entità di “che cosa” è il dominio di tutte le entità inanimate. Da questo dominio se ne sceglie un
da questo scegliere un valore. valore unico
all’entità. Nella forma logica potremmo descriverlo in maniera seguente.
Per quale entità X del dominio delle entità inanimate, Gianni comprerà X?
Questo è il modo con cui lavora il modello della grammatica: la sintassi rappresenta il componente centrale del modello di grammatica ed è anche
indipendente, come lo sono tutti gli altri componenti. Indipendente significa che contiene una serie di operazioni che lavorano esclusivamente nel
proprio componente. Che la sintassi sia indipendente viene giustificato dal fatto che per esempio ci sono certe costruzioni che possono essere
sintatticamente ben formate ma semanticamente non interpretabili.
*I testimoni ha fornito la descrizione del ladro
→ componente della sintassi, l’accordo
agrammaticale poiché viola una delle regole che fanno parte del verbale. Però dal punto di vista morfologico e
fonologico fa parte della grammatica della nostra lingua.
“La mia pancia piange”
→ grammaticale poiché tutti gli elementi che la compongono si trovano nella posizione coerente alla grammatica della lingua italiana.
“Tutti i ragazzi hanno visto una ragazza”
→ qui in questo caso specifico l’indipendenza è più motivata dal fatto che possiamo avere due significati diversi dovuti ad un quantificatore e
un’espressione nominale indefinita. 2. LE UNITÀ DELLA SINTASSI: I TRATTI
La sintassi di una lingua è il modulo centrale della grammatica che contiene tutte le regole che combinano e ordinano le parole per generare tutte le
La sintassi frasi grammaticali di una lingua. Combinare e ordinare implica che queste operazioni debbano seguire il principio di dipendenza dalla struttura, un
principio universale. La combinazione è dunque di tipo gerarchico, da luogo cioè ad altre strutture che sono altri costituenti, i quali possono essere
è l’unità di base nella sintassi, la l’unità massima su cui opera la
generati e rappresentati da un'unica parola o da un gruppo di parole. La parola frase
sintassi.
Nell’ambito degli studi linguistici la definizione di “parola” è stata molto complicata. Questa molteplicità deriva dalla complessità della lingua. Una
Parola sequenza di unità può essere sotto certe prospettive considerata parola, mentre sotto altre no.
• →
mangiandolo noi la riconosciamo come sequenza che fa parte della grammatica italiana, fonologicamente può sembrare una
parola, ma se la analizziamo sintatticamente è rappresentata da due parole.
La definizione di parola risulta dunque essere complicata per i diversi aspetti di cui si compone la grammatica di una lingua.
• → dal punto di vista sintattico risulta essere una parola, dal punto di vista morfologico l’unione
asciugamano di due parole.
“Potremmo definire le parole come l’elemento più piccolo nella sintassi, cioè come le unità che possono stare in isolamento e combinarsi
Donati ma non essere interrotte da altro materiale”
liberamente nelle frasi
Definizione di parola di Donati non appropriata che fa riferimento alla codificazione scritta. Vi sono lingue che non hanno codificazione scritta. Donati
considera valida che tutte le parole sono tutte quelle “unità significa che posso pronunciarle da sole. Definizione
che possono stare in isolamento”,
restrittiva. Chi hai visto ieri? Maria “e”,
Non c'è nessuna domanda a cui possiamo rispondere con dunque non può essere definita come parola secondo la Donati.
“combinarsi liberamente nelle frasi” → gli elementi non si combinano liberamente all’interno della frase, ma si combinano secondo regole precise che
“quell'unità che può occupare posizione diversa all'interno della
vengono attivate. Probabilmente questa definizione deriva dalla definizione di parola
frase”. Anch’essa è riduttiva.
Gianni ha detto che
Ho visto Gianni
Uscirei volentieri con Gianni
in posizioni diverse all’interno della frase. Guardiamo l'esempio con “lo”:
Non tutte le unità possono comparire
mangiandolo (posizione preclittica)
lo mangio (posizione post clìttica)
Insieme a questa proprietà ne è stata proposta anche un'altra in cui possiamo definire parola quelle unità che possono occupare posizioni diverse a
seconda del tipo di frase e soprattutto che non possono essere interrotte da altro materiale linguistico.
tu senti
tu non senti
*tu sennonti l’unità di base nella sintassi non significa che sia l’unità minima.
Per tanto dire che la parola è Come viene commentato nel capitolo 2 della Donati la
parola deve essere a sua volta specificata o considerata come una serie di tratti diversi. Tratti di tipo semantico, di tipo identificazione categoriale,
morfologico, etc., perché tutte queste proprietà che potremmo definire tratti sono rilevanti in sintassi.
Lei prende in considerazione i tratti delle categorie grammaticali, cioè le parole di una lingua devono essere specificate per la loro categoria
Categorie grammaticale di appartenenza, una classe di parole che condividono delle proprietà rilevanti necessaria per la combinazione di parole.
grammatica-
li Filù guarda la luna
Filù fotografa la luna
Filu casa la luna
“Guarda” “fotografa” “casa”
e appartengono allo stesso tratto grammaticale, mentre no. I tratti permettono alle parole di combinarsi con altre e di
apparire in certe posizioni e limitano che certe parole si combinino con altre.
La proprietà delle categorie grammaticali è una proprietà universale, quando acquisiamo la lingua si acquisiscono anche le proprietà che
contraddistinguono e differenziano una parola dalle altre, poiché solo così possiamo combinarle.
Negli studi grammaticali sono stati adottati durante i secoli - le categorie grammaticali sono state introdotte da Aristotele - criteri diversi.
dall’Ottocento,
Il primo più antico, ma utilizzato anche dalla grammatica tradizionale è il criterio semantico, utilizzare proprietà semantiche per
Criterio descrivere le parole e per assegnare loro l'appartenenza a determinate categorie grammaticali. Il criterio semantico dice che le parole che
semantico descrivono/designano degli oggetti, delle persone, degli animali e dei luoghi sono nomi.
che abbiamo espresso sopra. Se io dico “arrivo” o “risposta”:
Noi riconosciamo come nomi anche parole che non designano ciò
L’arrivo di Gianni è stato improvviso
La risposta dello studente ha soddisfatto il professore
Queste parole risultano essere un nome, però nessuno dei due denota le caratteristiche sopra espresse, bensì quello che fa è esprimere un processo o
un'azione. Questo avviene anche con “paura”, che descrive uno stato espresso da un individuo. “bellezza” e “saggezza” esprimono una qualità.
Si dice che l'aggettivo è quella parola che esprime una qualità o una proprietà:
intelligente, triste, simpatico;
commerciale, sintattico;
Queste ultime non esprimono una qualità o una proprietà.
“sintattico” lo interpretiamo come l'ambito in cui si realizza un determinato fenomeno.
“sintattico” e “commerciale” esprimono una relazione tra il nome e un'entità esterna, vengono identificati come aggettivi relazionali, una
sottoclasse degli aggettivi.
Lo stesso vale per i verbi: un verbo è una proprietà linguistica che esprime un'azione, un processo, un modo di essere.
va bene per verbi del tipo fare, dire;
“sapere” esprime però uno stato.
Il criterio semantico è un criterio che da solo non riesce a definire in maniera adeguata le categorie grammaticali a cui appartengono le parole.
L’obiettivo è quello di cr
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.