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LINGUISTICA CINESE

LEZIONE 1

La lingua cinese: questioni genealogiche e tipologiche

Cosa si intende per ‘cinese’?

• Di solito con ‘cinese’ si intende la varietà detta ‘cinese mandarino’, lingua ufficiale della

中华⺠国),

Repubblica Popolare Cinese (中华⼈⺠共和国 ) e di Taiwan (Repubblica cinese, e

lingua co-ufficiale di Singapore.

• Questo termine, però, potrebbe indicare, in linea di principio, qualunque varietà cinese.

• Inglese Mandarin (v. anche cinese mandarino) per indicare la lingua standard (vs. altre varietà

sinitiche). Termine impreciso perché potrebbe riferirsi alle lingue ramo mandarino del gruppo

sinitico nel loro complesso.

I termini cinesi per indicare il ‘cinese’

- 中⽂ ‘lingua della Cina’: in origine per riferirsi specifica avrebbe dovuto riferirsi specificamente

alla lingua scritta (⽂), ma viene ormai usato comunemente anche per riferirsi alla lingua parlata.

- 汉语 ‘lingua degli Han’: termine comunemente usato nelle opere scientifiche e nei manuali per

l’apprendimento della lingua per riferirsi al cinese standard.

• chiaro valore identitario: contrappone la lingua degli Han alle lingue delle ‘minoranze etniche’

(少数⺠族) e alle altre lingue nazionali 汉语 族

• Usato anche in senso di ‘sinitico’: gruppo delle lingue sinitiche è detto (语)

• Più in generale, termine per tutti gli stadi storici e tutti i dialetti cinesi.

- 中国话 ‘parlata della Cina’: termine che identifica solo le varietà parlate del cinese (standard e

dialetti).

- 国语 ‘lingua nazionale’: usato ora soprattutto a Taiwan.

- 华语: diffuso nel Sud-Est Asiatico (Singapore e Malesia).

- 普通话 : termine ufficiale che identifica inequivocabilmente il cinese moderno standard parlato,

e che viene quindi usato nei documenti pubblici e nelle leggi della R.P.C. a partire dal 1956.

Dialetti

⽅⾔

• lett. ‘lingua locale/regionale’. Gli autori di lingua cinese indicano comunemente i sistemi

linguistici sinitici diversi dallo standard nazionale.

- Nelle opere specialistiche in lingue europee è normale riferirsi a queste varietà anche come

‘lingue’ cinesi o sinitiche.

• I cosiddetti dialetti cinesi (汉语⽅⾔) sono lingue sorelle del cinese standard, come il francese e il

rumeno sono lingue sorelle dell’italiano.

• Se prendiamo il criterio dell’intelligibilità reciproca (molto discutibile), secondo cui i dialetti di

una lingua dovrebbero essere comprensibili dai diversi parlanti, allora potremmo identificare

centinaia di lingue in Cina. Il grado di intelligibilità reciproca tra i dialetti è spesso molto basso.

• Tuttavia, la tendenza degli specialisti cinesi è da sempre quella di considerare le lingue sinitiche

come dialetti del cinese: varietà non standardizzate e senza riconoscimento a livello ufficiale

(con la parziale eccezione del cantonese, e del taiwanese e dell’Hakka a Taiwan).

• Motivazioni principalmente non linguistiche:

- Lingua parlata da un singolo gruppo con un comune patrimonio culturale millenario, non

divisione in nazioni. Parte di una singola comunità linguistica (Ramsey 1987). 1 di 85

- Mantenere unità: se la lingua è unita lo è anche il paese (Kuparska 2010)

• Del resto, in passato vi era la forte convinzione che esistesse una grammatica condivisa da tutti

i dialetti, i quali differirebbero solo per la fonologia e, in misura minore, per il lessico. Questa

convinzione, ritenuta oggi errata, ha legittimato l’idea dell’unità dei dialetti cinesi.

Lingua scritta

• Ragione più strettamente linguistica: presenza di una lingua scritta unitaria.

• Grafemi sostanzialmente indipendenti dalla pronuncia dei diversi dialetti e delle diverse epoche

storiche. In linea di principio una parola o frase scritta in caratteri può essere letta in modo

diverso secondo la pronuncia del proprio dialetto.

我 开始 了解 ⾃⼰

cinese standard wo kaishi liaojie ziji

cantonese ngóh hōichí liuhgáai jihgéi

taiwanese guá khaisí liáukái tsūkí

今天 ⽐ 昨天 热。

Frase cinese:

Pronuncia cinese jīntiān bǐ zuótiān rè

Pronuncia cantonese gāmtīn béi johktīn yiht

- La lingua scritta unitaria è stata inizialmente il cosiddetto ‘cinese classico’, la lingua delle opere

fondative della cultura cinese dal tardo periodo delle Primavere ed Autunni alla dinastia Han:

孟⼦),

Dialoghi di Confucio, il Mencio (︎︎ il Commentario di Zuo, le Memorie di uno storico di Sima

Qian e il Zhuangzi.

- Nelle epoche successive, fino all’inizio del XX secolo, il ruolo di varietà scritta di prestigio fu

⽂⾔︎

ereditato dal ‘cinese letterario’ (︎ ), modellato sulla lingua classica, paragonabile al latino

nell’Europa medievale.

- Lingua letteraria non intellegibile se letta ad alta voce.

- Poteva funzionare solo come lingua scritta. Comprensibile anche da varietà diverse grazie alla

natura del sistema di scrittura logografico cinese.

Famiglia sino-tibetana

• Il cinese fa parte della famiglia delle lingue sino- tibetane

• Geograficamente si colloca nell’Asia orientale e sud- orientale.

• Si divide in:

- ramo sinitico (cinese): costituito dalle lingue cinesi

- ramo tibeto-birmano

• Relazione tra cinese e tibeto-birmano molto lontana.

• Tutte le lingue sinitiche e la maggior parte delle lingue tibeto-

birmane sono caratterizzate dal monosillabismo. Tuttavia:

- Lingue sinitiche: ISOLANTI

- Lingue tibeto-birmane: (prevalentemente) AGGLUTINANTI

• SOV, POSPOSIZIONI 2 di 85

• Appartenenza ad una famiglia linguistica ≠ vicinanza tipologica (v. italiano vs. hindi;

storicamente imparentate ma diversissime tra loro).

• Il cinese tipologicamente è più vicino alle lingue del sud-est asiatico: questione areale. Le lingue

sinitiche più meridionali sono quelle che più condividono questi tratti areali con le lingue del

sud-est asiatico.

• La storia delle lingue cinesi è stata determinata in maniera molto significativa dal contatto

linguistico

• Allo stato attuale il profilo tipologico delle lingue cinesi moderne è chiaramente più vicino a

lingue quali il vietnamita, thai o lo hmong, rispetto, ad esempio, a lingue tibeto-birmane.

Tipo linguistico

• Le lingue cinesi moderne, più in particolare quelle meridionali, appartengano al tipo linguistico

dell’Asia Orientale e Sud-Orientale continentale (MSEA, da ingl. Mainland Southeast Asian):

- sinitico, hmong-mien, tai-kadai, il gruppo mon-khmer della famiglia austroasiatica, alcune

lingue tibeto-birmane (come il bai e le lingue karen) e austronesiane (in particolare, le lingue

chamiche di Vietnam e Cambogia).

• Hmong-Mien (Miao-Yao): numerose lingue minoritarie della Cina meridionale, espansione verso

sud in Laos, Thailandia e Vietnam

• Tai-Kadai: 3 rami principali; il ramo più importante è quello delle lingue Tai (Thai, Lao, Zhuang,

etc.; ca. 80m locutori) gruppo più ‘tipico’ dell’area

• Austro-asiatico (mon-khmer): famiglia concentrata in Indocina, ma con membri anche in India

(gruppo munda)

• Austronesiano: famiglia diffusa dal Madagascar all’Isola di Pasqua; morfologia articolata,

inventari fonematici limitati (es. hawaiano: 13-18 fonemi!), spesso verb-initial tratti MSEA si

trovano in cham (Vietnam, Cambogia)

Caratteristiche tipologiche

- tendenza al monosillabismo:

• Corrispondenza sillaba-morfema

cinese:

爱︎ ài ‘amare’

去 qù ‘andare’

- In cinese standard la maggior parte delle parole è formata da più (sillabe/)morfemi:

电话

• diàn-huà ‘elettricità-parola, telefono’

︎ 斑⻢

• bān-mǎ ‘striscia-cavallo, zebra’

︎ 图书馆

• tú-shū-guǎn ‘immagine-libro-edificio’

- Assenza di flessione, morfologia isolante / analitica

- Assenza di accordo di caso, genere, numero, etc.

- Toni in funzione distintiva lessicale (e grammaticale) (molte lingue dell’est e sud-est asiatico

hanno il sistema dei toni, molte altre no)

- Ordine dei costituenti verb medial, testa-modificatore e l’uso di preposizioni 3 di 85

- Uso di verbi in serie

- Utilizzo diffuso di morfemi lessicali con funzioni grammaticali

- L’ellissi argomentale e il carattere topic prominent (Li & Thompson 1981)

- L’assenza di morfologia flessiva, e la (tendenziale) non obbligatorietà delle marche aspettuali e

modali, insieme all’ellissi argomentale e all’organizzazione su base pragmatica dell’enunciato,

sono alla base dell’indeterminatezza caratteristica delle lingue di quest’area

- Uso dei classificatori

- Prominenza dell’aspetto sul tempo

• Mancano distinzioni di tempo: passato, presente e future non sono codificate

grammaticalmente, ma c’è un sistema relativamente complesso di aspetto verbale

- Uso di particelle di fine frase

- Inventari vocalici piuttosto ampi

Tipologia morfologica

Tipologia delle lingue sulla base della struttura delle parole

Tipi: lingue isolanti, lingue polisintetiche (e incorporanti), lingue agglutinanti, lingue flessivo-fusive

(e introflessive).

Lingue isolanti

- Parole (tendenzialmente) invariabili nella forma, importanza dell’ordine delle parole e degli

indicatori lessicali (avverbi di tempo, etc.), utilizzo di una stessa parola con valore di nome,

verbo.

Esempi:

Cinese mandarino (famiglia sino-tibetana, gruppo sinitico)

→ qù = andare, vado, vai, andrebbe...

→ ǎi = basso, bassa, bassi, basse...

⼯作

→ gōngzuò = lavoro, lavorare

- Relazioni grammaticali (es. soggetto-oggetto) date dall’ordine delle parole e non dall’uso di

marche morfologiche che segnalino la funzione delle parole nella frase.

我 爱 你

wǒ ài nǐ

io amare tu

‘Ti amo’

你 爱 我

nǐ ài wǒ

tu amare io

‘Mi ami’ 4 di 85

- Indicatori lessicali

昨天还下⾬

zuòtiān hái xiàyǔ

ieri ancora piovere (lett. ‘scendere acqua’)

‘ieri pioveva ancora’

- Rapporto tra morfemi e parole

Lingue isolanti: corrispondenza tendenziale 1:1 tra morfema e significato, molte parole

monomorfemiche. Ma in cinese standard la maggior parte delle parole è formata da più

(sillabe/)morfemi:

电话 diàn-huà ‘elettricità-parola, telefono’

斑⻢ bān-mǎ ‘striscia-cavallo, zebra’

图书馆 tú-shū-guǎn ‘immagine-libro-edificio’

吹⻛机 chuī-fēng-jī ‘soffiare-vento-apparecchio, asciugacapelli’

Lingue agglutinanti

Le parole variano e hanno una struttura complessa, ma ogni ‘segmento’ della parola esprime un

solo significato (“una forma – una funzione”) e tendenzialmente non si modifica in combinazione

con altri -> corrispondenza 1:1 tra morfemi e significati

Lingue flessivo-fusive

Parole complesse, ma (tendenzialmente) più semplici rispetto alle lingue agglutinanti;; singole

forme assumono più funzioni, frequenti i “casi speciali” (irregolarità), spesso una stessa forma si

ritrova in più contesti con valori diversi

-> corrispondenza 1:>1 tra morfemi e significati, elevata frequenza di morfemi cumulativi

Es.: Latino (famiglia indoeuropea, gruppo italico)

→ Uno stesso significato può corrispondere a più forme: homin-es, lup-i, ros-ae = nominativo

plurale

Lingue introflessive (sotto-tipo delle lingue flessivo-fusive)

Informazione lessicale affidata a combinazioni di consonanti (tipicamente tre in arabo) e

informazione grammaticale veicolata dalle vocali, inserite 'a pettine' nelle radici

→ transfissi

Lingue polisintetiche

Massimo indice di sintesi: all’interno della parola viene collocato un numero piuttosto elevato di

segmenti, corrispondenti ad altrettanti (o più) significati, giungendo a condensare in una sola

parola informazioni che normalmente richiederebbero la costruzione di un’intera frase.

LEZIONE 2

I dialetti cinesi

Differenze tra lingue sinitiche meridionali e settentrionali

- Lingue sinitiche meridionali maggiori caratteristiche del tipo MSEA per il contatto con le lingue

lingue tai-kadai, hmong-mien e mon-khmer 5 di 85

- Nel nord del paese le popolazioni sinofone si sono trovate a convivere con genti parlanti lingue

mongole, turciche e tungusiche (tra cui il mancese degli imperatori Qing).

- Il contatto con lingue tipologicamente molto distanti ben spiega il fatto che, se le lingue

sinitiche meridionali appaiono molto vicine al tipo dell’Asia Sud-Orientale, quelle settentrionali

posseggono diversi tratti in comune con le lingue dell’Asia Settentrionale

• Tratti salienti delle lingue sinitiche settentrionali e meridionali secondo Hashimoto (1976; 1986)

Lingue meridionali

- Inventario tonale più ampio

• Cinese standard: 4 toni + 1 neutro

• Cantonese di Hong Kong (Matthews & Yip 2011:21-22)

Tono 1 2 3 4 5 6

Profilo 55 35/25 33 21/11 23/13 22

Esempio yāu yáu yau yàuh yáuh yauh

‘preoccuparsi’ ‘vernice’ ‘sottile ‘olio’ ‘avere’ ‘ancora’

→ N.B.: profilo basato su una scala da 1 a 5 (basso-alto)

- Più costruzioni modificato-modificatore

⽣⻥ 茶叶

Cinese standard ︎ shēng-yú chá-yè

crudo-pesce te-foglia

‘pesce crudo’ “foglie di te”

⿂⽣︎ 茶葉

Cantonese ︎ ︎

jyu4-saang1 caa4-jip6

Pesce-crudo te-foglia

‘pesce crudo’ ‘foglie di te’

Teochew hou35-21-mui55 te55-11-bi53 (Xu 2007:65-66)

pioggia-minuta te-riso

‘pioggerella’ ‘foglie di te’

- Ordine oggetto diretto-oggetto indiretto

我给你⼀本书

Cinese standard: ︎ 6 di 85

La struttura del gruppo sinitico

Dialetti cinesi tradizionalmente classificati in 7 grandi gruppi:

北⽅⽅⾔ 北⽅话︎︎

• I dialetti mandarini (︎︎ běifāng fāngyán o běifānghuà), diffusi in tutto il nord,

l’ovest e il sud-ovest del paese, parlati da quasi 900 milioni di cinesi

吴⽅⾔

• i dialetti wu (︎︎ Wú fāngyán), diffusi in parte della provincia del Jiangsu e nello Zhejiang,

oltre che nell’area metropolitana di Shanghai

湘⽅⾔

• I dialetti xiang (︎︎ Xiāng fāngyán), diffusi nello Hunan e in alcune contee del nord del

Guangxi 赣⽅⾔

• I dialetti gan (︎︎ Gàn fāngyán), diffusi nel centro e nel nord del Jiangxi

客家⽅⾔

• I dialetti hakka o kejia (︎︎ Kèjiā fāngyán), sparsi in molte zone del paese, con una

concentrazione maggiore nelle province del Guangdong, del Fujian e del Guangxi, oltre che a

Taiwan

• I dialetti yue o cantonesi (粤⽅⾔︎︎ Yuè fāngyán), diffusi nel Guangdong centrale e sud-

occidentale, nel sud-est della provincia del Guangxi e nelle ex-colonie di Hong Kong e Macao

闽⽅⾔

• I dialetti min (︎︎ Mǐn fāngyán), varietà dominanti nella provincia del Fujian e a Taiwan, il cui

‘taiwanese’ (︎ [o ] Táiyǔ) altro non è che una varietà di min meridionale

︎ ︎

Più recentemente sono stati proposti altri tre raggruppamenti di dialetti, anche se non c’è

consenso: 晋⽅⾔

• I dialetti jin (︎︎ Jìn fāngyán), le uniche parlate non mandarine della Cina settentrionale,

diffusi nella provincia dello Shanxi, con sporadiche presenze nello Henan, nello Hebei, nello

Shaanxi e nella Mongolia Interna

• Le varietà pinghua (平话︎︎ Pínghuà), parlate principalmente nel Guangxi

徽⽅⾔

• I dialetti hui (︎︎ Huī fāngyán), diffusi nella provincia dello Anhui e, anche, in alcune zone

dello Zhejiang e del Jiangxi

Dal punto di vista della distribuzione territoriale, la massima variazione dialettale è concentrata in

una zona limitata del paese, corrispondente grosso modo alle regioni centro- e sud-orientali,

mentre il resto della Cina è dominato dalle parlate mandarine.

I dialetti mandarini sono tutto sommato piuttosto omogenei e hanno un discreto livello di

intelligibilità reciproca.

Il gruppo min è probabilmente quello con il grado più alto di differenziazione interna. Norman

(1988: 188), “in some cases even neighbouring villages use forms of speech that are totally

mutually unintelligible”.

Parlate xiang: i dialetti ‘nuovi’ si distinguono dai ‘vecchi’ per la maggiore vicinanza al mandarino,

dovuta all’influenza delle parlate mandarine sud-occidentali sui primi

• la convergenza tra questi due insiemi di dialetti è tale da permettere in alcuni casi a parlanti

varietà mandarine e xiang ‘nuove’ di comunicare nelle rispettive parlate native

I dialetti wu sono particolarmente importanti nella diaspora cinese in Europa e, ancor più, in Italia,

dove la gran parte dei migranti proviene da questa area dialettale (in particolare, dal sud della

7 di 85

provincia dello Zhejiang)

Si noti che il termine ‘cantonese’ è potenzialmente ambiguo, in quanto può riferirsi sia ai dialetti

yue in generale, sia alla varietà ‘standard’ del gruppo, ovvero il dialetto della città di Guangzhou /

⼴东话 ⼴州话︎

Canton (︎ o︎ )

Ogni gruppo dialettale prevede di norma una notevole quantità di parlate molto diverse tra di

loro。

Questo modello di classificazione dialettale è basato essenzi

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/21 Lingue e letterature della cina e dell'asia sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mitola.letizia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica cinese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Basciano Bianca.
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