Paragone tra "Caperucita en Manhattan" di Gaite e "La tia Julia y el escribidor" di Vargas Llosa
Confronto del linguaggio utilizzato
Per quanto riguarda il linguaggio utilizzato, le due novelas sono completamente diverse. In primo luogo, si tratta di due novelas di tipologia diversa: quella di Vargas Llosa, in parte novela autobiográfica, racconta la storia del giovane Varguitas (così lo chiama la Tia Julia), i suoi amori con la Tia Julia e la sua relazione con Pedro Camacho. La storia si sviluppa negli anni cinquanta in America Latina.
Vargas Llosa utilizza un linguaggio mondano che include jerga e lessici propri. È un linguaggio che crea un senso di sospensione. Ci sono molte parole della jerga dell'America Latina, come per esempio:
- Pag. 19 = Guagua: parola utilizzata in America Latina per dire "bebè". È una onomatopea del suono che fa un bebè al piangere.
- Pag. 319 = Chompa: nei paesi del Sud America chiamano "chompa" il maglione. Secondo il DRAE viene dalla parola inglese "jumper" (giacca usata dai marinai).
- Pag. 474 = Cholo: parola utilizzata (soprattutto in Perù) come termine di identità nazionale. Si riferisce a una popolazione di sangue meticcio (Indigeni).
La novela di Martin Gaite, invece, è una novela de fantasia della literatura española contemporanea (XX secolo) costruita sul substrato di un racconto di fate tradizionale, il racconto di Perrault a cui fa riferimento il titolo dell'opera. "Caperucita Roja" non è, tuttavia, l'unica narrazione infantile a cui Martín Gaite allude in questa opera, poiché "Alicia en el país de las maravillas" è anche molto presente, sia come fonte di caratterizzazione della protagonista, sia nel modo in cui termina la novela.
Di fatto, l'aspetto in cui si nota più l'influenza dell'opera di Carroll è l'uso del linguaggio: Un aspetto che Alicia e Sara-Caperucita hanno in comune, riguarda il linguaggio. Sara, infatti, arriva a inventarsi le sue parole, delle parole strane, che le uscivano per caso e le chiamava “farfanías”.
Questo è un tema che ha anche echi di Alicia en el país de las maravillas. Se Sara dice “¡Miranfú!” all'inizio del suo viaggio per la fogna, Alicia dice “¡Curiorífico y curiorífico!” (‘curiouser and curiouser!’) osservando, per la prima volta, come il suo collo cresce senza limiti. L'uno è una parola inventata, l'altro è un errore grammaticale, ma, in ogni caso, mettono in evidenza un interesse condiviso dagli autori di entrambe le opere nel giocare con il linguaggio.
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