Lingua italiana
Italiano: lingua di origine indoeuropea
Indoeuropeo: lingua virtuale, ricostruita in base alla comparazione tra più lingue note, vive o morte. L’italiano deriva dal latino e appartiene alla famiglia delle lingue romanze (oneolatine). La maggioranza delle parole latine è stata recepita per secoli per via scritta, libresca. Il latino da cui deriva l’italiano è diverso da quello che si studia oggi a scuola, il latino classico, quello codificato da alcuni grandi scrittori nell’età di Cesare e di Augusto.
Latino volgare
Latino volgare: l’insieme dei tratti colloquiali e plebei diffusi nei territori latinizzati dell’impero (nella Romania). Suoni del latino: cinque vocali, ognuna delle quali poteva essere articolata come lunga o breve, quindi dieci in tutto. Suoni del latino tardo parlato in Romania: il vocalismo viene determinato non più dalla quantità di vocali (lunghe – brevi), ma dalla qualità o timbro (chiuse – aperte), sviluppando un sistema di 7 unità per le vocali toniche, cioè accentate.
Fenomeni linguistici
- Epentesi: sviluppo di una vocale o consonante all’interno di una parola.
- Sincope (aferesi – apocope): caduta della vocale all’interno di una parola (Vanitare > Vantare).
Dal latino all'italiano
- Perdita delle declinazioni e del sistema dei casi.
- Perdita del genere neutro.
- Ristrutturazione del sistema verbale.
A cura di Echo. Alcuni latinismi: pensare, proprio, problema, modo, grazie, numero, tipo, senso, storia, ultimo… Latinismi morfologici: parole italiane con meccanismi di formazione tipici del latino (superlativo +issimo).
Capitolo 2
Linguistica interna ed esterna
Linguistica interna: studia l’evoluzione della lingua dal punto di vista delle sue strutture. Linguistica esterna: si occupa dei fattori esterni che influenzano lo sviluppo di una lingua (alfabetismo, scolarizzazione, territorio…)
Il volgare in Italia
Il primo volgare parlato in Italia fu il siciliano illustre della scuola poetica siciliana per impulso di Federico II di Svevia. Nel Medioevo si afferma una nuova classe sociale, quella dei mercanti, che, per esigenze professionali, usa scrivere in volgare. Nella loro attività di scrittura, essi scrivono lettere, permettendo loro di comunicare con le filiali delle loro aziende, dislocate in tutto il mondo.
Capitolo 3
Aree dialettali d'Italia
- Area settentrionale
- Area toscana e mediana
- Area meridionale
Dialetto: una lingua meno diffusa e con minore importanza politica. Uso non spontaneo (riflesso) del dialetto: usato nella letteratura dai primi grandi autori come Cecco Angiolieri, Cielo D’Alcamo, Lorenzo il Magnifico, Ruzante, Verga, Totò, Alberto Sordi…
Isoglossa e metafonesi
Isoglossa: insieme di punti di un’area che presentano lo stesso fenomeno linguistico. Metafonesi: mutamento di timbro della vocale tonica di una parola per influsso della vocale della sillaba finale.
A cura di Echo.
Capitolo 4
Lo scritto e il parlato
Lo scritto: il destinatario può essere anche molto lontano nel tempo e nello spazio e può consultare il testo partendo da qualunque punto. Ha una forte coesione testuale e sintattica perché è diviso in capitoli, paragrafi e capoversi.
Il parlato: è strettamente legato alla situazione comunicativa e non è possibile riascoltare, tornare indietro o andare oltre, a meno che non lo si registri. Viene progettato per essere immediato e diretto.