Lezione 1: Che cos'è l'ecocriticism?
L'eco-critica non è nient'altro che un altro nome che possiamo dare all'ecologia letteraria, disciplina che viene introdotta in Italia da Serenella Iovino. Per la prima volta ci si pone di fronte al problema della crisi ecologica. Alla fine degli anni '80 alcuni studiosi si pongono diverse domande in relazione alle varie crisi ecologiche che si stavano verificando e diffondendo, in raccordo con il mondo accademico. La convinzione si basava sul fatto che ognuno di noi in realtà può attivarsi al fine di combattere queste crisi. Due parole che danno bene l'idea di ciò che sta accadendo sono:
- Disastro
- Apocalisse
Questa è una delle tante declinazioni della letteratura americana. L'ecologia letteraria compare negli USA alla fine degli anni '80/inizi anni '90. Applicazione dell'ecologia allo studio della letteratura. ECO: Gr. Oikos, casa.
Per eco-critica intendiamo un metodo di critica letteraria, nato appunto negli Stati Uniti, che ha grande fortuna in molti paesi (oltre che negli USA anche in: Australia, Danimarca, Svezia, Germania) ma non in altri (Italia, Francia, Spagna; il motivo è che questi sono paesi nei quali si ignora il metodo, non c'è educazione ecologica. C'è differente informazione per quanto riguarda l'ecologia: questione di sensibilizzare le persone. In questi paesi non ci sono corsi di educazione ecologica per esempio, nonostante sia molto forte l'interesse nei confronti della natura e dei problemi a lei correlati). In Italia infatti il termine eco-critica ancora non è molto diffuso; questo rappresenta però un paradosso in quanto una delle preoccupazioni odierne è proprio quella ambientale.
Il termine fu coniato da William Rueckert nel 1978 in “Literature and Ecology: An Experiment in Ecocriticism”. L'autore nell'opera afferma che il suo tentativo sarà quello di collegare l'ecologia all'ambiente letterario. Durante la sua carriera applica lo studio della natura alla letteratura. L'eco-critica non è lo studio dei rapporti tra uomo e natura (come si tende spesso a pensare in letteratura), perché non esiste separazione tra i due, ma anzi vi è forte relazione tra questi elementi; gli eco-critici per la prima volta mettono in discussione l'arroganza degli esseri umani, derivata dal fatto che la nostra specie è considerata più intelligente e quindi questo ha spinto il genere umano a considerarsi padre padrone del pianeta. Da non dimenticare però che a causa di questo principio ci sono stati, nel corso della storia, eccidi di massa devastanti come quello degli indiani d'America o degli ebrei (Shoah). Rueckert applica uno sguardo diverso ai rapporti. Gli eco-critici sottolineano un rispetto totale per la natura e per tutti gli esseri umani che ne fanno parte.
Ernst Haeckel, studioso tedesco, conia il termine ecologia inteso come studio di tutte quelle complesse interrelazioni a cui Darwin si riferisce quando parla di condizioni della lotta per l'esistenza. Una delle definizioni più comuni e più usate, della parola eco-critica, è però quella di Krebs (1972): “ecologia è lo studio scientifico delle interazioni che determinano la distribuzione e l'abbondanza degli organismi”.
Il termine “ecocriticism” è stato già usato da Joseph Meeker (1972) in “The Comedy of Survival: Studies in Literary Ecology” con prefazione di Konrad Lorenz. Meeker in questa opera sottolinea la teoria della Co-evoluzione; non possiamo pensare che questa nostra crisi derivata dal rapporto con la natura parta anche da quello che facciamo in un'aula universitaria per esempio, oppure parta da una crisi spirituale e di valori. Definizione di Meeker: “... lo studio dei temi e delle relazioni biologiche che appaiono nelle opere letterarie. Allo stesso tempo è il tentativo di scoprire qual è il ruolo della letteratura nell'ecologia della specie umana”. Aspetto coevolutivo di natura e di cultura.
Le forme della conoscenza influiscono sulle condizioni di vita degli esseri umani e degli ambienti in cui vivono (Iovino). Alla crisi con la natura corrisponde una crisi di valori e di spirito. Natura e cultura non sono separate.
Ecocriticism e la crisi ambientale
Cheryll Burgess Glotfelty (1989) provocazione: “How can we, as literary critics, respond to the environmental crisis? (The ecocriticism Reader. Landmarks in Literary Ecology. C. Glotfelty and H. Fromm, eds.). Ovvero: noi studiosi ci occupiamo di parole, ma concretamente cosa possiamo fare?
- Possiamo prendere coscienza: per risolvere questa situazione problematica bisognerebbe, come primo step, avere la consapevolezza di ciò che facciamo.
- Diritti civili/emancipazione della donna e della letteratura. Non accade la stessa cosa con la tutela dell'ambiente.
Natura come risorsa: rispetto a questo discorso c'è una visione strumentalista nel mondo globalizzato, c'è un incremento di produzione e un accumulo della ricchezza. Il discorso sulla natura è un discorso anti-economico (giustizia sociale e giustizia ambientale). Colonialismo ecologico (vedi India e Vandana Shiva) e saccheggi delle multinazionali (es. sementi: zenzero, riso, basmati, pepe, ecc.). Uso di brevetti e diritti di proprietà. Uso di sementi geneticamente modificati > bio-pirateria e sfruttamento delle popolazioni locali, eliminazione biodiversità, distruzione ambientale.
Per anni o meglio, da sempre, la natura è sempre stata considerata come risorsa, spazio da cui prendere e prelevare ricchezze. L'obiettivo dell'eco-critica è quello di cercare di mettere in discussione alcune verità che ci vengono vendute come tali.
Globalizzazione economica: nuovo colonialismo che annienta ipotesi di una cultura della coappartenenza tra esseri umani e natura.
Bioregionalismo e senso di appartenenza: forma di attivismo basata sul riconoscimento di una “identità ecologica” locale. Rischio: specificità e virate isolazionistiche. Il bioregionalismo è una branca dell'eco-critica che si occupa sostanzialmente di quello che è il concetto di agire globale e senso di appartenenza.
Gary Snyder: “riabitare” il territorio, tornare ad essere “nativi”. “Think globally act locally”. Sostiene che noi dobbiamo tornare ad abitare i nostri spazi quotidiani ma con un'altra visione.
Riconoscimento del termine ecocriticism
Consacrazione del termine ecocriticism (1991): sessione MLA (Modern Language Association). Harold Fromm: “Ecocriticism: The Greening of Literary Studies”. Ampia varietà di orientamenti, visioni, approcci, e prospettive che condividono lo stesso postulato: natura e cultura si influenzano a vicenda (human/non-human/more-than-human).
Obiettivi della critica letteraria: esplorare relazioni tra scrittori, testi letterari e il mondo (→società). Eco-critica: esplorare inter-connessioni tra mondo umano e mondo non-umano (→ ecosfera) alla luce della crisi ecologica e/o ambientale e mettere l'accento sull'attivismo, sulla militanza etica. Es: Uragano Katrina entra in relazione con gli esseri umani pur non essendo animata. Fondamentale è superare umanesimo e antropocentrismo.
Serenella Iovino: immaginare strategie di sopravvivenza (Ecologia letteraria. Una Strategia di sopravvivenza, 2006).
Lawrence Buell: “l'ecocriticism è un'indagine delle relazioni tra letteratura e natura nello spirito di un impegno per un agire ambientale” (The Environmental Imagination: Thoreau, Nature Writing, and the Formation of American Culture, 1995).
Terminologia: non è “lo studio delle relazioni tra l'uomo e la natura o l'ambiente” - definizione riduttiva. UMANESIMO E ANTROPOCENTRISMO Modus operandi: pratica quotidiana, permanente e a lungo termine, progetto etico. Umanesimo non antropocentrico: l'uomo non è il solo protagonista. C'è una dimensione circolare e non verticale. Oikos: casa comune, una vera e propria “comunità biotica”.
Prospettive ecocritiche
Aldo Leopold, A Sand County Almanac and Sketches Here and There, 1949 – Almanacco di un mondo semplice, 1997 → questa è l'opera che rappresenta il diario della sua esperienza con la natura: è un'opera divisa in varie parti; la seconda è particolarmente significativa in quanto ci fornisce una teoria ed una impostazione molto importante: l'etica della terra che sottolinea la necessità di allargare i confini stessi della terra.
“Tutte le etiche si fondano su un tipo di premessa: l'individuo è un membro di una comunità costituita da parti indipendenti. L'etica della terra semplicemente dilata i confini della comunità per includere il suolo, le acque, le piante e gli animali: La Terra”
Aldo Leopold (1949), guardia forestale e poi professore, tiene un diario attraverso il quale fa una serie di osservazioni, importanti al fine di capire che il rapporto fra uomo e natura non è unico. Terra: organismo, comunità vivente e Funzionale. Piramide Biotica, ogni livello si costruisce a partire da quello precedente. Il livello più basso è il suolo. Seguono: pianta, insetto, uccello o roditore fino all'apice: i grandi carnivori. L'uomo “occupa un livello intermedio, al pari di animali come orsi, procioni, scoiattoli... - The land Ethnic. Secondo Leopold l'uomo non si trova quindi sulla punta di questa ipotetica piramide, ma anzi si trova circa nel mezzo.. Noi esseri umani abbiamo il compito di custodire questo pianeta.
“Our duty is to preserve integrity, stability and beauty of the biotic community.” (A. Leopold)
Tradizione: rapporto dialettico, ma ne rifiuta logiche binarie e contrapposizione UOMO vs NATURA. James Clifford: tradizione come “percorso” (route) piuttosto che come “radice” (root). Costruzione di un umanesimo non antropocentrico: con-presenza non dualistica, dove le differenze sono riconosciute e rispettate (genere, specie, etnica, abilità, ecc.)
Diversità culturali e di approccio: non un limite, bensì espressione di vitalità ed eterogeneità. Campo di ricerca aperto e Inter-/trans-disciplinare (es: eco-femminismo, giustizia sociale, scrittura dei nativi, razzismo o classismo ambientale > cinema, arte, semiotica, filosofia, scienze sociali etc).
Metodi usati: S. Iovino distingue due linee:
- Linea storico-ermeneutica: tentativo di “ricostruire”, sulla base dei testi, l'immagine culturale della natura o del rapporto umanità/natura che l'autore traduce nella sua opera, conformandosi all'ideologia dominante del periodo storico in cui vive o distaccandosi da essa. Quindi: lettura di un testo e tentativo di ricostruire la visione dell'autore. Fattore tempo: cronologia ed evoluzione della crisi ambientale. Letture di Lawrence Buell, Terry Gifford, David Mazel (Thoreau, Emerson, romantici inglesi, John Muir).
- Linea etico-pedagogica: testo letterario come strumento di alfabetizzazione ambientale in virtù del suo valore (letterario, etico, pedagogico). Bisogna cioè fare attenzione a cosa succede in un determinato periodo storico in collegamento con l'ambiente.
Strumenti:
- Testi primari: letterari, cinematografici, teatrali, artistici, ecc. Segni > corpo, entità fisica, oggetti (New Materialism e agency o agentività)
- Testi secondari: teoria e critica letterarie, filosofiche, semiotiche, ecc.
- Associazioni: ASLE (Association for the Study of Literature and Environment) fondata nel 1992 e sua rivista ISLE (Interdisciplinary Studies in Literature and Environment). Varie filiazioni internazionali. EASLCE (European Association for the Study of Literature, Culture, and the Environment) ESAC/ACÈE (Environmental Studies Association of Canada)
- University Programs: University of Reno, Nevada
Nature Writing e letteratura ambientale
Nature Writing: Identificato solitamente come Genere letterario:
- Gary Snyder, Wendel Berry, Edward Abbey, Terry Tempest Williams, Annette Kolodny, Linda Hogan, Leslie Marmon Silko, Rick Bass, Barbara Kingsolver, Ruth Ozeki, ecc.
Antologie: Norton Book of Nature Writing / Italian Environmental Literature (ed. Patrick Barron and Anna Re)
The postnatural novel: Bill McKibben. The End of Nature (1980) > consapevolezza che i luoghi che/in cui “abitiamo” (natura, corpo, casa) mutano a causa di una “contaminazione ambientale”. Teoria di una ecologia “senza natura” è proposta da Timothy Morton in Ecology Without Nature: Rethinking Environmental Aesthetics (2007) e da Slavoj Zizek in In Defense of Lost Causes (2008).
Gianfranco Marrone. Addio alla natura, To: Einaudi, 2010. Natura sintetica→ prodotto di attività tecnologiche, intrusione della cultura nella natura:
- Distruzione dello strato di ozono
- Piogge acide
- Cambiamenti climatici
- Riduzione della biodiversità
Olocausto della natura (avvento delle armi nucleari a rischio) Degrado naturale = esaurimento morale e metafisico
Letteratura degli anni '80: Don DeLillo, John Updike, John Gardner, Paul Auster, William Gaddis, Margaret Atwood, John Cheever, Saul Bellow, Cormac McCarthy, ecc. Riflessione sullo spostamento ontologico di quegli anni. Distopia. Toxic Waste: filosofia e retorica dell'apocalisse. Disastri naturali come “acts of God”. Rischio e Responsabilità: ex. Katrina.
Lezione 2: Verso l'America...
→ New England: primi stati colonizzati
- Maine: uno dei luoghi meno abitati
- Massachusetts
- Vermont
- Connecticut
- New Hampshire
- Virginia
- Rhode Island
“...We must Consider that wee shall be as a Citty upon a Hill, the eies of all people are uppon us”
Questa è una famosa frase tornata alla ribalta recentemente, pronunciata nell'800 da Lincoln e successivamente ripresa da Obama all'inizio del suo secondo mandato. John Winthrop (1588-1649) → Primo Governatore della Massachusetts Bay Colony Arbella. Fu il primo che nel '600 pronunciò quella frase; lui lavorava su una nave che portava civili europei verso il continente americano. Scrive un documento fondamentale “A model of Christian Charity” (1630). Vengono sottolineati 4 elementi importanti e ricorrenti nella letteratura americana. 4 immagini:
- Viaggio/mobilità: la letteratura nasce da un viaggio, da qualcosa di vecchio a qualcosa di nuovo
- Discorso orale: la letteratura anglo-americana nasce dal tentativo di voler recuperare una tradizione orale. Viene data molta importanza alla musicalità
- Collina: posto in alto rispetto a tutto il resto (supremazia fisica) e quindi funge come modello. La città è posta su una collina, quindi si trova in una posizione geograficamente più alta, oltre al fatto che tutti gli occhi sono puntati e rivolti verso questa città (tutto il mondo emulerà questo nuovo progetto)
- Occhi/sguardo
Popolazione Eterogenea: professionisti, commercianti, artigiani, mercanti, clerici, avvocati farabutti, ladri, poveri, malati, assassini, etc. Recide rapporti feudali: con Old England: concetto di democrazia e possibilità (B. Obama) Sacralità dell'impresa: nonostante la conservazione delle gerarchie → armonia fra le diverse classi sociali perché accomunate da un Patto (Covenant), consenso comune che li spinge ad un esodo nella New Canaan, New Israel. La conquista è un progetto sacro, sono i prescelti di Dio. Il Covenant è il patto con i primi migranti. Migrazione: funzione di una profezia, Pellegrinaggio verso il progresso
Fondamenti comuni:
- Self-reliant man (talento/unità di misura e moneta): Yes, we can: noi crediamo nelle nostre capacità. Questo è uno dei 4 fondamenti della costituzione americana e nasce appunto dal concetto di talento che, in questo caso, non si riferisce alla solita accezione, ma è anzi una inclinazione che noi nutriamo ogni giorni; è una sorta di moneta che noi dobbiamo far fruttare sempre. Meritocrazia → guardare al futuro è fondamentale per la politica
- Self-educated man (istruzione)
- Mobilità /Indipendenza (nuove e migliori opportunità)
- Filosofia “Rags-to-Riches” (non c'è determinismo)
Strumento comune: La Bibbia, Eletti del Signore L'America nasce da:
- Controversie religiose
- Desiderio dei monarchi di espandere imperi
- Desiderio di conoscenza (terre nuove, senso di avventura)
- Sforzo di liberarsi da “the scums of the land”, surplus inutile (ladri, poveri, fuggiaschi, etc.)
Nuovo mondo: riconoscimento dell'Europa.
- Topografia (New England, New Amsterdam/York)
- America: doppio rinnovato dell'Europa. Il nuovo mondo nel quale giungono i primi coloni è ben diverso rispetto all'Europa.
Conquista dell'America: atto di appropriazione Simbolica, attraverso un processo violento, supportato dalla retorica della guerra Santa contro qualunque cosa che sia anti-american e che abbia alla base una energia creativa (intraprendenza, industria, impresa, speculazione, iniziativa personale, idealismo, speranza). Mito: abitanti (selvaggi/primitivi). Natura selvaggia che deve essere dominata dai primi coloni. Simboli: terra (vergine, inesplorata, incontaminata: Wilderness). Questa visione della terra incontaminata e selvaggia è appunto alla base del concetto di “Wilderness”. Garden of Eden with its New Adam
Prime forme di “letteratura” scritta (propaganda):
- Diari di viaggio
- Almanacchi
- Documenti
- Testimonianze
The Pastoral vs. The Wilderness
The Pastoral (cfr. ch. 3 Greg Garrard. Ecocriticism. London and New York: Routledge, 2012). Dalla risposta dei Romantici alla Rivoluzione industriale: concetto che ha plasmato le nostre costruzioni di Natura, persino scienza dell'ecologia (ex. Rachel Carson – Silent Spring, 1962). Tropo: radicato nella tradizione classica, problematico per ambient...
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