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Lis 3 - Lezione 1

09/02/2021

Analizzeremo diversi ambiti e fenomeni sintattici. Ricevimento martedì 16:00-18:00.

Libri consigliati

  • SIGN-HUB Sign Language Grammars (www.sign-hub.eu)
  • Grammatica, lessico e dimensioni di variazione della LIS

Dettagli sull'esame

Esame online orale / esame in presenza scritto. Se diamo solo una parte d'esame, questa scade entro il quarto appello. All'esame chiederà esempi concreti per ogni costruzione sintattica. È fondamentale sapere il lessico, all'esame non sappiamo tradurre il lessico. ELAN consente di mettere in un foglio fino a 4 video LIS, rallentarli, analizzare i dati e trascrivere.

Lezione 2

16/02/2021

Impersonamento terza persona per riportare parole e sentimenti di qualcuno = row shift. Presuppone spostamento del corpo e dello sguardo.

Ordine lineare in LIS

L'ordine non marcato, ovvero naturale, della frase in LIS è soggetto-oggetto-verbo. Gli ordini realmente attestati nelle lingue del mondo sono sei: SVO, SOV, VSO (95% delle lingue), VOS (4%), OSV (1%), OVS (0%). In generale sembra che le lingue preferiscano mettere il soggetto prima dell'oggetto e il verbo prima dell'oggetto. Il soggetto è gerarchicamente più importante rispetto agli altri elementi della frase. L'uso del verbo tra soggetto e verbo viene utilizzato per evitare l'ambiguità.

I ruoli sintattici sono quelli a cui siamo più familiari che hanno a che fare con la grammatica (soggetto, complemento oggetto diretto, complemento oggetto indiretto: “Carla regala un fiore al bambino”). Questi elementi sono chiamati argomenti del verbo. Questo ci riporta ai ruoli tematici che hanno a che fare con la semantica. Dal punto di vista tematico, Carla è l'agente (l'argomento del verbo che da inizio a un'azione volontariamente), il fiore è il paziente (colui che subisce l'azione), e il bambino è il beneficiario (colui che beneficia dell'azione).

Lingue con ordine SVO: italiano, cinese, inglese, ecc.
Lingue SOV: giapponese, indi, tibetano, ecc.
I due ordini attestati in LS sono SOV e SVO: ASL, di Hong Kong, brasiliana, slovena.
SOV: LIS, pakistana.

L'ordine lineare si affida o a dati naturalistici (raccolti da ricercatori che lasciano liberi i parlanti/segnanti di parlare) o a dati elicitati (in parte guidati dai ricercatori tramite linee guida per spingere a produrre quel tipo di frase, tramite traduzione di frasi da una lingua all'altra – strategia mai utilizzata con la LIS per non influenzare il segnato o perché i segnanti non hanno competenze in lingua orale oppure mostrare immagini e chiedere di descriverle o rispondere a domande riguardo alle immagini stesse). Un terzo metodo sono i giudizi di grammaticalità, ovvero chiedendo ai segnanti/parlanti se delle frasi sono grammaticalmente corrette.

Nelle LS si è notato che quando c'è una costruzione locativa nella frase, l'ordine di quella lingua viene modificato in O (locativo) SV. Esempio: Tavolo mamma vaso mettere. Un altro fattore che può modificare l'ordine della frase in LS è la presenza di un verbo che mostra accordo con gli altri elementi (SO), ad esempio i verbi flessivi (come dare, uccidere). Questi iniziano nel punto dello spazio segnico associato al soggetto per finire nel punto dello spazio segnico associato all'oggetto. Questo verbi favoriscono l'ordine SOV.

Mentre i verbi non flessivi ancorati sul corpo favoriscono l'ordine SVO, perché il verbo non aiuta a chiarire chi sia il soggetto e chi l'oggetto. I predicati non flessivi si basano sull'ordine più rigido (SVO) o tramite gli ausiliari di accordo. Esempio: Giovanni conosce Pietro. L'ausiliare di accordo va quasi sempre dopo il verbo. Un altro fattore che influenza l'ordine lineare della frase sono i predicati con classificatore. Questi favoriscono un ordine SOV. Esempio: dare_bicchiere. I predicati con classificatore sono verbi che incorporano un oggetto o specificano una caratteristica fisica/di forma dell'oggetto, questo perché di solito sono predicati flessivi che mostrano già di per sé l'accordo.

Un ulteriore fattore che può influenzare l'ordine lineare è la reversibilità dei predicati, un esempio è il verbo abbracciare, baciare poiché l'azione può passare sia da un referente che da un altro. È necessario che entrambi i referenti siano animati o umani. Esempio: Carla abbraccia Andrea/Andrea abbraccia Carla. In questo caso è favorito l'ordine SVO. Se invece il predicato è irreversibile o c'è mismatch tra un referente animato e uno inanimato con verbo reversibile, l'ordine rimane SOV. In tutti i casi in cui non c'è ambiguità in tutte le LS l'ordine favorito è SOV.

Lezione 3

23/02/2021

Studi sull'ordine in LIS

Laudanna (1987) nel libro "Le lingue dei segni" di Volterra

Primo studio: due corpus:

  • Giudizi di grammaticalità: si basa su una sola segnante nativa sorda alla quale segna delle frasi e chiede se l'ordine proposto è accettabile o meno. I risultati rintracciano un ordine SVO e l'ordine SOV è accettato solo dopo una pausa dopo il soggetto oppure se l'oggetto viene incorporato nel verbo (ad esempio nei verbi con classificatore). Nelle costruzioni possessive, Laudanna arriva alla conclusione che l'ordine della LIS sia possessore-possessivo-oggetto/referente posseduto. Esempio: Papa sua radio. Ci sono delle differenze rispetto a quello che si segna oggi. È rischioso affidare uno studio ai risultati di una sola segnante, non si può considerare uno studio rappresentativo.
  • Produzione elicitata: riguarda un gruppo di sordi, metà con genitori udenti e metà sordi. Oggetto di investigazione sono state delle frasi le quali sono state chieste di segnare: frasi con SVO con verbi reversibili; frasi transitive SOV con verbi non reversibili; frasi locative. Con le prime frasi i segnanti hanno preferito l'ordine SVO. Mentre con i verbi non irreversibili, verbi flessivi e classificatori hanno favorito l'ordine SOV.

Secondo studio: tesi di laurea di Geraci (2002)

Tipologie di dati analizzati:

  • Conversazioni spontanee di sordi nativi e non;
  • Giudizi di grammaticalità;
  • Produzione di interpreti esperti.

Geraci riscontra l'ordine SOV come prevalente, mentre l'ordine SVO viene utilizzato solo con oggetti pesanti (frasi relative) o ripetizione di concetto.

Terzo studio: Branchini e Geraci (2011)

Nel libro "Grammatica, lessico e variazione della LIS". Obiettivo dello studio era verificare l'ordine non marcato in LIS dopo anni dalle prime ricerche. L'analisi è parziale, condotta su sole tre città: Roma, Bologna e Bari. Raggruppa 54 segnanti giovani, medi e anziani. Il progetto PRIN 2008-2010 (Progetto di Ricerca a Interesse Nazionale) aveva l'obiettivo di mettere insieme un corpus LIS, cioè una collezione di dati leggibili anche da un computer per fare analisi statistiche e che fosse rappresentativo delle varietà di LIS presenti nel territorio. Si voleva individuare se c'era uno standard della LIS. Lo studio prende in considerazione anche le varianti sociali.

Prima dello studio ai sordi venivano dato un questionario su dati personale, per associare le caratteristiche individuali al tipo di lingua utilizzata. Si voleva arrivare a una descrizione della lingua a livello lessicale, morfologico e morfosintattico. I partecipanti iniziali sono stati 165, sia figli di sordi che udenti, è stato anche chiesto l'età di acquisizione della LIS. Venivano somministrati 4 compiti:

  • Conversazione libera (per verificare l'ordine lineare);
  • Narrazione individuale;
  • Dialogo per elicitare le interrogative WH, creato attraverso testo specifico;
  • Denominazione di immagini per studiare il lessico a livello diacronico o anche per vedere la reazione di fronte a immagini di cui bisognava creare un nuovo segno, in modo da vedere le strategie di creazione di nuovi segni.

Sono state analizzate e codificate 540 frasi (10 per persona). Sono stati codificati gli usi grammaticali.

Predittori linguistici

  • Elementi funzionali
    • La negazione
    • La marca aspettuale FATTO
  • La forza della frase
    • Dichiarativa
    • Interrogativa
    • Predittiva
  • Il tipo di frase
    • Principale
    • Subordinata
  • Il tipo di oggetto
    • Nome
    • Nome modificato da aggettivo
    • Pronome
    • Coordinazione di due nomi
    • Nome modificato da una frase
    • Quantificatore
    • Un sintagma wh
  • La classe del predicato
    • Privo di accordo
    • Accordo con un solo argomento
    • Accordo con due argomenti
  • La reversibilità del predicato
    • Reversibile
    • Non reversibile
  • L'animatezza degli argomenti

Predittori sociali

  • Il genere
  • La provenienza geografica
  • L'età
  • Il livello di istruzione
  • La provenienza familiare
  • La residenza in campagna o città
  • La professione
  • Il livello di esposizione ai registri elevati

È stata trovata una grande variabilità dell'ordine, da segnante a segnante ma anche nel singolo segnante stesso. L'ordine SOV è attestato al 54% mentre SVO al 46%. Per capire da cosa è data questa variazione, l'analisi statistica ha individuato tre fattori significativi: due fattori linguistici e uno sociale. Il primo fattore linguistico è la presenza di elementi funzionali (FATTO o VOLERE) che favoriscono l'ordine SVO (51.7%). Il secondo fattore è la presenza di POTERE O DOVERE modali, che favorisce l'ordine SOV (75.9%).

Quindi se il predicato è reversibile, l'ordine è favorito SVO, mentre se il predicato non è reversibile è favorito l'ordine SOV. Il fattore sociale è la provenienza geografica dei segnanti: i segnanti di Bologna preferiscono SVO, mentre Roma e Bari SOV. Nei predicati reversibili, l'ordine SVO potrebbe essere dovuto alla necessità di disambiguare i ruoli sintattici degli argomenti del verbo.

Categorie verbali

Verbi non flessivi: non si flettono nello spazio per mostrare accordo spaziale, a causa di restrizione fonologica, ovvero il fatto che sono tipicamente articolati sul corpo (BERE).

Verbi flessivi: vengono realizzati nello spazio neutro, per questo motivo si possono flettere con gli argomenti per mostrare accordo. Comprendono:

  • Verbi con due punti di articolazione nello spazio neutro (da quello del soggetto a quello dell'oggetto diretto o indiretto, come AIUTARE, UCCIDERE, DARE);
  • Verbi con un solo punto di articolazione nello spazio neutro (ROMPERE) si può accordare con un solo argomento;
  • Verbi il cui punto iniziale è il corpo del segnante mentre quello finale è lo spazio neutro (VEDERE, DIRE, TELEFONARE). Nel caso della prima persona singolare c'è accordo anche col soggetto, non solo con l'oggetto, poiché il corpo del segnante corrisponde a quello del soggetto.

Verbi spaziali: sono verbi flessivi che mostrano l'accordo con due o più argomenti locativi. Esempi sono i verbi SPOSTARE, METTERE. Ad esempio, il verbo SPOSTARE si può accordare con due elementi locativi differenti (da un luogo a un altro). Di solito usano predicati con classificatori. ANDARE non è un verbo spaziale se si accorda solo con un locativo.

Struttura argomentale in LIS

La struttura argomentale di un predicato è strettamente legata al numero e al tipo di argomenti richiesti per rappresentare un evento. Verbi metereologici come PIOVERE sono zero valenti, poiché non hanno bisogno di soggetto. Mentre, altri verbi hanno bisogno di soggetto, questi sono detti verbi monovalenti. Inoltre, abbiamo lingue in cui è presente il soggetto nullo o sottinteso. Verbi come ABBRACCIARE hanno bisogno di due elementi, per cui sono detti bivalenti. Ci sono poi verbi che hanno bisogno di tre elementi, come DARE, quindi sono detti trivalenti. Poi abbiamo ruoli tematici (agente, paziente, beneficiario, esperiente) e ruoli sintattici (soggetto, oggetto diretto, oggetto indiretto).

Verbi transitivi: selezionano un solo argomento: il soggetto. Se il soggetto ha ruolo tematico di agente, il predicato è inergativo. Esempio: Il bambino (agente) ride. Se il soggetto ha ruolo tematico di paziente, il predicato è inaccusativo. Esempio: Il bambino (paziente) cade.

I verbi intransitivi possono essere espressi con verbi non flessivi: DORMIRE, RIDERE, PIANGERE, PARLARE. Possono essere verbi flessivi ad un argomento: LAVORARE, CORRERE, GIOCARE. Alcuni predicati transitivi possono essere usati intransitivamente: MANGIARE, BERE. Alcuni predicati intransitivi come CORRERE possono essere usati transitivamente (es. Lucia negozio correre).

I verbi intransitivi inaccusativi possono essere verbi non flessivi come NASCERE; o con verbi flessivi ad un argomento: MORIRE, CADERE, ROMPERE, CRESCERE, PARTIRE. Oppure verbi flessivi a due argomenti come ARRIVARE.

I verbi transitivi possono essere espressi con verbi non flessivi: MANGIARE, BERE, FOTOGRAFARE, VOLERE, DIMENTICARE, GUARDARE. Con verbi flessivi ad un argomento: ROMPERE (l'accordo è sempre col paziente). Con verbi flessivi a due argomenti: UCCIDERE, ARRIVARE, ANDARE. Una sottocategoria di quest'ultimo gruppo sono i backward verbs che si muovono al contrario: dall'oggetto (paziente) al soggetto (agente). Esempi: Lucia foglio prendere, bambino compito copia, invitare, scegliere.

Lezione 4

02/03/2021

Verbi ditransitivi (o trivalenti)

Selezionano tre argomenti: soggetto (agente), oggetto diretto (paziente), oggetto indiretto (beneficiario). Possono appartenere a tutte le classi verbali. Possono essere verbi non flessivi (vedi esempio nella grammatica), verbi flessivi ad un argomento (PRESTARE), verbi flessivi a due argomenti (REGALARE, DARE). Appartengono a questa categoria anche i predicati con classificatore (DARE_CL, PRESTARE_CL).

Predicati con classificatore

Nei predicati con classificatore, l'alternanza transitivo/intransitivo e inergativo/accusativo è espressa attraverso una diversa configurazione manuale:

  • Classificatori di afferramento si usa per i predicati transitivi con soggetto agente.
  • Classificatore di entità intera (o piena) indica che il soggetto è un paziente. Esempio: Donna_CL cade. Il classificatore può essere usato come entità intera (come in questo caso) e quindi seleziona un paziente, o come parte del corpo:
  • Classificatore di parte del corpo sono usati in predicati inergativi con soggetto agente. Esempio: Persona cammina. Le gambe si muovono. Il movimento distingue il fatto che si tratti di parte del corpo.

Accordo verbale

I verbi non flessivi non mostrano accordo con gli argomenti (poiché realizzati sul corpo). Esempio: Maria deridere Lucia. I verbi flessivi ad un argomento (poiché si realizzano solo su un punto dello spazio segnico), si accordano solo con il paziente (non importa se soggetto o oggetto). Esempi: Bambino rompere computer, Computer rompere, Ascensore bloccare.

I verbi flessivi a due argomenti mostrano accordo con entrambi (soggetto e oggetto diretto/indiretto). Esempi: Bambino formica uccidere (verbo transitivo), Bambina trenino dare (verbo ditransitivo).

Tutti i verbi che si realizzano sul corpo non si accordano col soggetto, a meno che non si tratti di un enunciato di prima persona. I verbi ditransitivi mostrano accordo spaziale con soggetto e oggetto indiretto, non con l'oggetto diretto. I verbi ditransitivi che usano un predicato con...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marta_didomenico di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua dei segni italiana 3 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Branchini Chiara.
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