L'industrializzazione francese
La Francia presentava una serie di caratteristiche favorevoli alla sua trasformazione in una moderna economia industriale:
- Agricoltura abbastanza prospera;
- Mercato interno abbastanza unificato;
- Popolazione numerosa;
- Buona disponibilità di risorse naturali (depositi minerali, abbondanza di legname, fiumi e vie d'acqua navigabili);
- Paese relativamente ricco in via di sviluppo: industrie tessili estese altamente specializzate in un gran numero di regioni; Lione era uno dei principali centri di produzione di tessuti di seta in Europa;
- Commercio estero esteso, soprattutto con mercati oltremare, nonostante la perdita di molti possedimenti in India e nel Nord America in seguito alla guerra dei Sette Anni, 1756-1763;
- Disponibilità di capitali spesso investiti in modo improduttivo;
- Cultura dominante in Europa.
Nonostante ciò, la trasformazione in senso industriale della Francia ebbe avvio in ritardo e si realizzò con lentezza.
Fattori di rallentamento alla crescita industriale
Carenza di risorse naturali: il paese era meno ricco di carbone rispetto alla Gran Bretagna e i suoi giacimenti avevano caratteristiche tali da rendere più costoso il loro sfruttamento. Infatti, la produzione di carbone rimase inferiore a quella inglese e tedesca per tutto l'Ottocento, e la Francia dipese dalle importazioni per circa un terzo del suo consumo totale di carbone. La minore disponibilità di carbone stimolò, però, un uso più perfezionato ed economico dell’energia idraulica, che rimase a lungo importante ai fini dell’industrializzazione francese, condizionandone il modello.
Concentrazione della ricchezza ai vertici della società e presenza di un'ampia popolazione contadina capace di autorifornirsi: minore domanda interna e tendenza all'espansione di industrie specializzate nella produzione di prodotti di lusso.
Esistenza di una struttura sociale agraria di tipo feudale: grandi proprietari terrieri percettori di rendita e contadini che vivevano al livello di sussistenza. Neppure la Rivoluzione francese riuscì a creare le condizioni favorevoli allo sviluppo.
Effetti della Rivoluzione francese sullo sviluppo economico
- Diretti: deindustrializzazione, crisi del commercio oltremare.
- Indiretti: consolidamento di un assetto fondiario che tendeva a ritardare:
- La crescita di un mercato interno, ampia rilevanza dell'autoconsumo;
- La creazione di una forza lavoro industriale;
- Il trasferimento di risorse dall'agricoltura all'industria, i contadini usavano i risparmi per acquistare altra terra;
- La meccanizzazione delle attività agricole.
Affermazione dell'Inghilterra come potenza industriale: le manifatture inglesi producevano per soddisfare la domanda delle classi medie e realizzavano beni standardizzati ma non di bassa qualità; le manifatture francesi si specializzavano nella produzione di beni a elevata qualità.
Assenza di una rete creditizia adeguata orientata verso il finanziamento di attività produttive: capitali investiti in titoli di stato, in beni immobili o in operazioni sul mercato internazionale su marci o valute. Alta banca parigina dominò la scena per tutta la prima parte dell'Ottocento, poi nacquero banche impegnate nel finanziamento dell'attività industriale.
Divario tecnologico rispetto all’Inghilterra dove l'innovazione tecnologica e la spinta alla meccanizzazione della produzione furono più intensi a causa della peculiare dotazione di fattori di produzione del paese, ad esempio il carbone. In Francia la meccanizzazione della produzione, che poté contare sulla tecnologia inglese, avviene più lentamente fino a quando fu possibile trovare manodopera specializzata con salari tali da non ridurre i profitti degli imprenditori.
Bassa velocità di espansione demografica e minore organizzazione: effetto negativo sullo sviluppo economico perché limita l'espansione del mercato interno e l'aumento della domanda.
In sintesi
Se le condizioni dell’Antico regime avevano permesso un ritmo costante di crescita ed un certo sviluppo dell'attività capitalistica, le istituzioni e le strutture alle quali era legata la sopravvivenza di quel regime impedivano l'attuarsi di qualcosa di simile alla rivoluzione industriale inglese. Sarebbe stata, infatti, preliminarmente necessaria la trasformazione di quelle istituzioni incompatibili con il capitalismo.
Qui risiede il più rilevante paradosso del caso francese, ovvero il fatto che la rivoluzione del luglio 1789, che rovesciò la monarchia e le sue istituzioni, se da un lato creò le premesse giuridiche per la formazione delle classi borghesi, dall'altro concorse a rafforzare, all'interno dell'economia del paese, il peso del settore agricolo di tipo tradizionale, che in definitiva rappresenta un ostacolo all'industrializzazione.
La rivoluzione del 1789 contribuì alla sopravvivenza di una piccola proprietà contadina, la conservazione del primato dell’agricoltura sull’economia, con conseguenze negative per lo sviluppo economico del paese in quanto ostacolarono il processo di industrializzazione perché:
- Il potere d'acquisto ed i redditi furono mantenuti bassi, limitando in questo modo il mercato e scoraggiando gli investimenti nell'industria;
- La manodopera, anziché defluire dalla terra vi rimase attaccata, così da rendere difficile il reclutamento di forza lavoro per l'industria;
- L'azienda contadina rimase in larga misura autosufficiente, concentrandosi nella produzione di generi alimentari necessari alla famiglia;
- La produzione agricola globale crebbe lentamente, poiché la terra veniva utilizzata in modo antieconomico, con gli stessi vecchi metodi di conduzione.
Periodizzazione delle fasi dello sviluppo francese
Fase: dalla Rivoluzione alla Restaurazione (1789 - 1815)
1789 - 1799: il periodo rivoluzionario. 1800 - 1815: il periodo napoleonico. La Rivoluzione francese prima e la salita al potere di Napoleone poi trascinarono la Francia in un conflitto permanente dal 1789 al 1815 che tagliò fuori il paese dalle innovazioni inglesi e distorse l'uso delle risorse. Durante il periodo rivoluzionario, debolezza dell’economia francese ma inizio della trasformazione sociale ed economica del paese. Nel periodo napoleonico furono poste le basi per il progresso economico e sociale della Francia.
Fase: dalla Restaurazione alla Rivoluzione operaia (1815 - 1848)
1815 – 1832: la restaurazione. 1830 - 1848: la monarchia di Luglio. Tra il 1815 e il 1848 l'economia francese crebbe a un ritmo discreto, soprattutto negli anni 1830 - 1847. Tra il 1815 e il 1848 ci fu un periodo di ricostruzione dell'economia francese dopo la rivoluzione del 1789 e le guerre napoleoniche.
Prima fase: dalla Rivoluzione alla Restaurazione (1789 - 1815)
1789 - 1799: il periodo rivoluzionario. Abolizione del feudalesimo: nel 1789 furono aboliti diritti signorili, nel 1793 diritti reali. I contadini ottennero la proprietà della terra che coltivavano senza dover pagare un riscatto, ma continuarono a lavorarla con i metodi tradizionali.
Abolizione delle corporazioni: decretata dall’Assemblea nazionale nella notte del 4 agosto 1789, e confermata dalla legge Le Chapelier nel 1791, che sanciva il divieto di ogni associazione operaia.
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