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L'incisione come documento

Opere perdute e fatti storici

Senza l’incisione oggi non si potrebbero valutare documenti ormai andati perduti, come in questo caso la Navicella giottesca per la fronte di San Pietro o ancora Cristo e la Samaritana al pozzo di Michelangelo, probabilmente un disegno d’omaggio per Vittoria Colonna. Non è un caso, infatti, che il Beatricetto fosse attentissimo al disegno di Michelangelo e probabilmente tra i due c’è stata una collaborazione.

Incisori celebri e le loro opere

  • Nicolas Beatrizet: dalla Navicella di Giotto e Cristo e la Samaritana al pozzo di Michelangelo.
  • Cornelis Bloemaert: da un dipinto in gran parte perduto di Andrea del Sarto. Del dipinto di Andrea del Sarto oggi rimane solo una testa e non si sa dove sia finito. L’incisione di Bloemaert è una di quelle pubblicate per il grande catalogo della collezione Giustiniani.
  • Diana Scultori: Vergine in gloria con i santi Bartolomeo e Chiara da un dipinto perduto di Raffaellino da Reggio.
  • Cornelis Cort: S. Francesco riceve le stimmate da un affresco distrutto in un incendio nel 1705 di Girolamo Muziano e Annunciazione da un affresco perduto di Federico Zuccari. Cornelis Cort ha una capacità di racconto chiaroscurale, un vocabolario segnico, una resa del dettaglio davvero unici. Ha una capacità di traduzione molto forte ed è pittorico. È in grado di realizzare linee curve utilizzando il bulino con punte differenti.
  • Francesco Antonio Meloni: Rebecca al pozzo da un dipinto perduto di Paolo Veronese.
  • Antonio Baratti: Vergine in gloria con Bambino, angeli musicanti e i santi Giovanni Battista e Girolamo da un affresco perduto di Paolo Veronese. La stampa è tratta da un affresco perduto del Veronese, già nella sagrestia della chiesa di S. Francesco della Vigna a Venezia, descritta da Ridolfi (1648): “La terza tavola è posta nella sagrestia con la Vergine medesima nel mezzo di due Angeli lietissimi che toccano liuti, e di sotto stanno i SS. Gio. Battista e Girolamo, vestito da cardinale, che legge un libro tenuto da un fanciullo ritratto al naturale di casa Cocina l’anno 1562; quale pittura fu ridipinta da Paolo sul muro, essendone andata l’altra a male nell’incendio seguito dell’Arsenale il 1574; ma questa per l’humido della calce si va pregiudicando, non resistendo meno i marmi alle ingiurie del tempo; ma egli avverrà forse, che più si conservi in queste carte descritta”. L’iscrizione recita “Paulo Veronese inv. - Antonio Baratti scol.”. È un’incisione meno modulata e più veloce.
  • Domenico Maria Muratori: S. Giovanni Battista da un dipinto irreperibile di Simone Cantarini.
  • Martino Rota: Martirio di S.
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Ingegneria civile e Architettura ICAR/17 Disegno

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Svelo1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche artistiche e arti grafiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Cerboni Baiardi Anna.
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