L'imprenditore
Il sistema legislativo: imprenditore e imprenditore commerciale
Definizione generale:
Art. 2082 → È imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.
Tipologia di imprese e imprenditori
(3 criteri → oggetto, dimensione, natura del soggetto.)
- Oggetto dell'impresa → distinzione tra imprenditore agricolo (2135) e imprenditore commerciale (2195).
- Dimensione dell'impresa → distinzione tra piccolo imprenditore (2083) e imprenditore medio-grande.
- Natura del soggetto che esercita l'impresa → distinzione tra impresa individuale, impresa costituita in forma di società, impresa pubblica.
Statuto generale dell'imprenditore
Parte della disciplina dell'azienda (art. 2555-2562). Segni distintivi (art. 2563-2574). Disciplina della concorrenza e dei consorzi (art. 2595-2620). Disposizioni speciali in tema di contratti sparse nel II libro del c.c. (art. 1368, 1510 1° comma, 1722, n. 4).
Legge 287/1990 → Tutela della concorrenza e del mercato → applicabile a tutti gli imprenditori.
Statuto dell'imprenditore commerciale
- Iscrizione nel registro delle imprese (2188-2202) → effetti di pubblicità legale.
- Rappresentanza commerciale (2203-2213).
- Scritture contabili (2214-2220).
- Fallimento e le altre procedure fallimentari R.D. 16-3-1942 n. 267.
- Amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi d.lgs 8-7-1999, n. 270 e d. l 23-12-2003, n. 347.
Imprenditore agricolo, piccolo imprenditore anche commerciale → esonerati dal tenere le scritture contabili e dall'assoggettamento alle procedure concorsuali dell'imprenditore commerciale. Mentre l'iscrizione nel registro delle imprese è stata estesa anche a loro.
Nozione generale di imprenditore
Definizione generale:
Art. 2082 → È imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.
Concetto economico
Gli economisti descrivono la figura dell'imprenditore, identificandola nel soggetto che nel processo economico svolge funzione intermediaria, fra chi dispone dei necessari fattori produttivi e chi domanda prodotti e servizi. Nello svolgimento di tale funzione, l'imprenditore coordina, organizza e dirige il processo produttivo (funzione organizzativa) assumendo su di sé il rischio relativo → cioè che i costi sopportati non siano coperti dai ricavi conseguiti (rischio d'impresa) per la mancanza di domanda o per la situazione di mercato. L'esposizione al rischio d'impresa giustifica il potere dell'imprenditore di dirigere il processo produttivo e legittima l'acquisizione dello stesso della parte in eccedenza dei ricavi rispetto ai costi (profitto).
Requisiti rilevanti ai fini della nozione civilistica di imprenditore
Art. 2082:
I requisiti necessari per l'acquisto della qualità da imprenditore:
- L'impresa è attività (serie coordinata di atti unificati da una funzione unitaria).
- È caratterizzata da uno specifico scopo (produzione o scambio di beni e servizi).
- È caratterizzata da specifiche modalità di svolgimento (organizzazione, economicità, professionalità).
Ci si domanda se siano altresì indispensabili:
- L'intento dell'imprenditore di ricavare un profitto dall'esercizio dell'impresa (c.d. scopo di lucro).
- La destinazione al mercato dei beni o servizi prodotti.
- La liceità dell'attività svolta.
Non esiste la nozione di impresa. Esistono in diritto le nozioni di impresa (civilistico, tributaria, comunitaria).
L'attività produttiva
Qualificare un'attività come produttiva:
È irrilevante la natura dei beni o servizi prodotti o scambiati ed il tipo di bisogno che essi sono destinati a soddisfare.
Attività di godimento e impresa
È impresa anche la produzione di servizi di natura assistenziale, culturale o ricreativa (casa di cura, convitti, istituti di istruzione privata, imprese di pubblici spettacoli teatrali o sportivi). Non è impresa l'attività di mero godimento; l'attività cioè che non dà luogo alla produzione di nuovi beni o servizi, esempio: proprietario di immobili che ne gode i frutti concedendoli in locazione.
È attività di godimento e produttiva (di nuovi beni) quella del proprietario di un fondo agricolo che adibisce lo stesso a coltivazione. È godimento e produzione (di servizi) l'attività del proprietario di un immobile che adibisca lo stesso ad albergo, pensione o residence. In tal caso le prestazioni locative sono accompagnate dall'erogazione di servizi collaterali (pulizia locali, cambio biancheria ecc...) che eccedono il mero godimento indiretto del bene.
Attività di investimento e di finanziamento
È godimento o amministrazione del proprio patrimonio e attività di produzione (nella forma della circolazione di beni o del denaro) l'impiego di propria disponibilità finanziaria nella compravendita di strumenti finanziari (obbligazioni, azioni, titoli di Stato) con intenti di investimento di speculazione, o nella concessione di finanziamenti a terzi.
Investimento, speculazione e finanziamento se sono coordinati in serie in modo da configurare un'attività unitaria possono dare vita ad impresa se ricorrono i requisiti di organizzazione e professionalità. Sono imprese:
- Società di investimento
- Società finanziarie
- Holdings pure
Hanno per oggetto esclusivo l'acquisto e la gestione di partecipazioni di controllo in altre società, con finalità di direzione e di coordinamento e di finanziamento della loro attività dando così vita al fenomeno del gruppo di società di cui sono a capo.
L'organizzazione
Non è concepibile l'attività senza programmazione e coordinamento della serie di atti in cui essa si sviluppa. La funzione organizzativa dell'imprenditore si concretizza nella creazione di un apparato produttivo stabile e complesso, formato da persone e da beni strumentali (macchinari, locali, materie prime, merci). È imprenditore anche chi opera utilizzando solo il fattore capitale ed il proprio lavoro, senza dar vita ad alcuna organizzazione intermediatrice del lavoro, es: gioielleria, imprese produttrici di servizi automatizzati che possono operare senza alcun dipendente.
Non è necessario la creazione di un apparato strumentale fisicamente percepibile (locali, macchinari, mobili). Si può ridurre al solo impiego di mezzi finanziari propri o altrui, come per le attività di finanziamenti e investimento. Ciò che qualifica l'impresa è l'utilizzazione di fattori produttivi (il capitale finanziario è un fattore produttivo), ed il loro coordinamento da parte dell'imprenditore per un fine produttivo.
Impresa e lavoro autonomo
Si può parlare di impresa anche quando il processo produttivo si fonda esclusivamente sul lavoro personale del soggetto agente, quindi quando non vengono utilizzati né lavoro altrui né capitali?
Prestatori autonomi d'opera manuale (elettricisti, idraulici...) o di servizi fortemente personalizzati (mediatori, agenti di commercio...)
La risposta è: No, la semplice organizzazione a fini produttivi del proprio lavoro non può essere considerata organizziamo di tipo imprenditoriale.
Art. 2083 Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia.
Piccola impresa è quella organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei familiari.
Requisiti dell'organizzazione è richiesto per:
- Imprenditore 2082
- Piccolo imprenditore 2083
Non è richiesto per:
- Lavoratore autonomo 2222
Economicità dell'attività
L'impresa è attività economica. Si ritiene che nell'art 2082 → attività economica sia sinonimo di attività produttiva e ciò significhi attività rivolta alla produzione o allo scambio di beni o servizi.
Ciò che qualifica un'attività come economica non è solo il fine produttivo cui essa è indirizzata. È anche il modo, il metodo in cui essa è svolta.
L'attività produttiva può dirsi condotta con:
Metodo economico → quando è tesa al procacciamento di entrate nominative dei fattori produttivi utilizzati, quando è svolta con modalità che consentono nel lungo periodo la copertura dei costi con i ricavi.
Gli aziendalisti distinguono fra:
- Aziende di produzione (imprese)
- Aziende di erogazione
Metodo economico → per aversi impresa è perciò essenziale che l'attività produttiva sia condotta con metodo economico secondo modalità che consentono quanto meno la copertura dei cadi con i ricavi ed assicurino l'autosufficienza economica.
Non è imprenditore chi produce beni o servizi che vengono erogati gratuitamente o a prezzo politico.
Professionalità
L'impresa è stabile inserimento nel settore della produzione e della distribuzione, e solo tale stabile inserimento giustifica l'applicazione della disciplina dell'impresa a chi opera nel mondo degli affari.
Professionalità significa perciò esercizio abituale e non occasionale di una data attività produttiva. Non implica però che l'attività imprenditoriale debba essere necessariamente svolta in modo continuato e senza interruzioni → attività stagionali → è sufficiente il costante ripetersi di atti di impresa secondo le cadenze proprie di quel dato tipo di attività. Non implica che quella di impresa sia l'attività unica o principale.
Unico affare → quando si opera per il compimento di un unico affare. Il compimento di un singolo affare può costituire impresa quando per la sua rilevanza economica, implichi il compimento di operazioni molteplici e complesse e l'utilizzo di un apparato produttivo idoneo ad escludere il carattere occasionale e non il coordinamento dei singoli atti economici. Esempio: l'imprenditore che acquista un singolo edificio allo stato grezzo per completarlo e rivendere i singoli appartamenti.
La professionalità va accertata in base ad indici esteriori ed oggettivi.
Attività di impresa e scopo di lucro
Lo scopo che normalmente anima l'imprenditore è la realizzazione del profitto e del massimo profitto consentito dal mercato. Lo scopo di lucro è necessario?
No se lo scopo di lucro si intende come movente psicologico dell'imprenditore (lucro soggettivo). Sì se l'attività viene svolta secondo modalità oggettive astrattamente lucrative (lucro oggettivo). È irrilevante la circostanza che un profitto venga realmente conseguito. È irrilevante che l'imprenditore devolva integralmente a fini altruistici il profitto conseguito. È sufficiente che l'attività venga svolta secondo modalità oggettive tendenti al pareggio fra costi e ricavi (metodo economico) o è ulteriormente necessario che le modalità di gestione tendano alla realizzazione di ricavi eccedenti i costi (metodo lucrativo)?
L'impresa pubblica è tenuta ad operare secondo criteri di economicità, ma non è, né necessariamente né di regola, preordinata alla realizzazione di un profitto.
Lo scopo di lucro caratterizza il contratto di società art. 2247. Le società sono tenute ad operare con metodo lucrativo e nel duplice senso che l'attività di impresa deve essere rivolta al conseguimento di utili (lucro oggettivo) e che l'utile deve essere devoluto ai soci (lucro soggettivo).
Società cooperative, attività di impresa è caratterizzata dallo scopo mutualistico (art. 2511). L'impresa mutualistica opera per fornire beni, o servizi od occasioni di lavoro direttamente ai membri dell'organizzazione a condizioni più vantaggiose di quelle che otterrebbero sul mercato.
D.lgs. 24-3-2006, n. 155 → Disciplina delle imprese sociali: hanno divieto di distribuire utili in qualsiasi forma a soci, amministratori, partecipanti, lavoratori e collaboratori - si richiede pur sempre che esse svolgano «un'attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o servizi». Scopo di lucro → concetto ampissimo, ovvero variabile a seconda del soggetto titolare dell'impresa.
Il problema dell'impresa per conto proprio
Può essere considerato imprenditore andar chi produce beni o servizi destinati ad uso o consumo personale?
È impresa anche la cosiddetta impresa per conto proprio? No.
Possono considerarsi vere e proprie imprese per conto proprio:
- La coltivazione del fondo finalizzata al soddisfacimento dei bisogni dell'agricoltore e della sua famiglia. L'attività produttiva può assumere carattere professionale anche se non è rivolta al mercato.
- La costruzione di appartamenti non destinati alla rivendita.
Il problema dell'impresa illecita
Quando l'attività svolta è illecita, cioè contraria a norme imperative, all'ordine pubblico o al buon costume. Esempio: contrabbando di sigarette, fabbricazione smercio di droga, gestione organizzata dalla prostituzione.
Art. 2084 Illecita è ogni attività di impresa svolta in violazione di norme imperative che subordinano l'accesso all'attività a concessione, autorizzazione o licenza. L'illecito va represso e sanzionato, questa constatazione spinge ad ascendere qualsiasi forma di protezione giuridica per chi svolga attività illecita e per chi con lo stesso entra in rapporti di affari. Anche un'attività di impresa illecita può dar luogo al compimento di una serie di atti leali e validi.
Terzi creditori meritevoli di tutela possono esistere anche quando l'attività di impresa è illecita e perciò l'esposizione al fallimento di chi eserciti attività commerciale illecita non appare più del tutto giustificata.
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