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L’IMPOLLINAZIONE e LA MORFOLOGIA POLLI-

NICA:

Il polline deve essere recuperato per raggiungere la parte fertile femminile e

questo movimento è chiamato IMPOLLINAZIONE. IMPOLLINAZIONE =

MOVIMENTO DI POLLINE. L’impollinazione interessa le piante producenti

polline, quindi le SPERMATOFITE, sia le GIMNOSPERME che le ANGIO-

SPERME. Le Gimnosperme hanno gli ovuli nudi, che sta appoggiato su una pi-

gna di un pino ed è tutto nudo, non è chiuso dentro un ovario come invece ac-

cade per le ANGIOSPERME. Quindi qui il movimento impollinatori o andrà

dalle sacche polliniche all’ovulo nudo, per poi penetrate attraverso la fessura

(MICROPILO) dell’unico tegumento, per trasportare, tramite il tubetto pollini-

co, i gameti maschili. Nel caso delle ANGIOSPERME il luogo di produzione è

l’antera, qui è tutto chiuso sia le sacche polliniche racchiuse 4 a 4 nell’antera

che gli ovuli, chiusi dentro l’ovario; anche qui assistiamo all’impollinazione

come trasporto del polline dal luogo di produzione cioè le antere che contengo-

no le sacche polliniche, fino all’ovulo. Quanti tipi di impollinazione ci sono?

Dipende da quanti individui sono coinvolti. Se nello stesso fiore il polline pro-

dotto dallo stame di quel fiore si sposta al pistillo di quel fiore, si ha un’AU-

TOIMPOLLINAZIONE, tutto avviene all’interno dello stesso individuo, con

minimo rimescolamento genetico. Questa pratica è preferita dagli agronomi,

proprio perché non altera molto il processo genetico ottenuto -> MIGLIORA-

MENTO GENETICO, alberi con i frutti migliori, più dolci, grano che matura le

spighe tutte nello stesso momento, differentemente dal piantare delle piantine

ottenute naturalmente in un appezzamento, vedremo che alcune matureranno

prima, altre dopo 20 giorni, alcune rimarranno molto più piccole rispetto ad al-

tre, questo perché c’è una grande variabilità genetica, dagli incroci naturali, dal-

l’impollinazione incrociata, si ottiene un grande assortimento del genoma. La

natura preferisce questa IMPOLLINAZIONE INCROCIATA, per avere un

maggior assortimento del genoma. L’IBRIDAZIONE: 2 specie diverse, come

avviene anche negli animali, si ibridano tra loro.

In natura come viene favorita l’impollinazione incrociata, per evitare l’au-

toimpollinazione? Le piante separano i sessi, fiori diclini o piante dioiche (se-

parazione ancora più netta), piante diverse, piante femminili e piante maschili.

Oppure oltre che separati nello spazio, i sessi possono essere separati nel tempo,

maturano prima gli apparati sessuali maschili, gli stami, oppure in altre piante

maturano prima gli apparati sessuali femminili, subito ricettivi, le antere sono

ancora verdi, chiuse -> PROTEROGINIA - accade nella MAGNOLIA: il fio-

re il primo giorno è tutto aperto, tutto appiccicoso, pronto per ricevere i pollini,

ma gli stami non sono pronti, sono immaturi, maturano il giorno dopo, quando

lo stemma non è più ricettivo, però il giorno prima risultava ricettivo per i pol-

lini provenienti da altre piante e così in questo modo è stata favorita l’impolli-

nazione incrociata. PROTEROANDRIA: Stimma dello stesso fiore è tutto

chiuso, immaturo, anche se pollini già pronti. Questo lo vediamo nel geranio.

Giorni dopo lo stimma

si apre, il pistillo si

apre, è costituito da 5

foglioline carpellari o

lobi, quando si apre il

polline già se ne è an-

dato. Separazione fisi-

ca, quando abbiamo

stami molto alti e pistil-

li bassi bassi o vicever-

sa. Perché lo stilo è

magari troppo alto e gli

stami rimangono più

bassi, non riescono ad

impollinarlo, oppure se

abbiamo un fiore

con lo stilo breve,

gli stami stanno in

alto, migrano ver-

so l’esterno, men-

tre la parte ricetti-

va del pistillo sta

sprofondata in

basso. La natura

mette quindi in

atto dei sistemi di

incompatibilità

impedendo l’al-

lungamento del tubetto pollinico e la germinazione del polline. Invece se i pol-

lini sono portati su questo pistillo da altre piante o tramite il vento o con gli in-

setti, viene favorita l‘impollinazione incrociata. C’è tutto un sistema di alleli atti

a perpetuare questa compatibilità o incompatibilità con i pollini della stessa

pianta.

ALLA DOMANDA COS’è L’IMPOLLINAZIONE:

1) DEFINIZIONE, TRASPORTO DI POLLINE

2) CHI SONO LE PIANTE COINVOLTE, PARLIAMO DELLA STESSA

PIANTA (AUTOIMPOLLINAZIONE) O DI PIANTE DIVERSE (IMPOLLI-

NAZIONE INCROCIATA CON ALLOGAMIA)

3) CHI SONO I VETTORI CHE OPERANO L’IMPOLLINAZIONE IN-

CROCIATA? Il vento, l’acqua (idrofila), gli insetti (entomofila). E’ vero che da

una parte per quanto riguarda il vento vi è un grande impiego energetico nella

grande quantità di pollini prodotti, con distribuzione casuale, ma allo stesso

tempo il risparmio deriva dal fatto che alla pianta ad impollinazione anemofila

non sono necessari fiori vistosi, con strutture come petali, infiorescenze partico-

larmente appariscenti, profumi, nettare ecc.

• IMPOLLINAZIONE ENTOMOFILA: Api insetti impollinatori migliori.

COEVOLUZIONE MOLTO ELEVATA - Un ape su di un fiore di salvia: un

meccanismo a bilanciere perfetto. L’ape, con il suo peso, fa abbassare lo stame

superiore che si strofina sul dorso dell’insetto.

• L’inganno - (deigamia)

L’ape maschio è attratto dalla pianta perché il fiore sembra una femmina recet-

tiva come aspetto ed emette degli odori particolari emessi normalmente dalla

femmina e durante il frustrante tentativo di copulazione, l’insetto si ricopre di

polline che depositerà su di un altro fiore al successivo volo amoroso.

I coleotteri, possono aiutare nell’impollinazione, rispetto alle api, ma sono

grandi masticatori. Mentre questo mangia i petali soprastanti, l’ovario infero nei

fiori che lo presentano, risulta salvato. Le formiche, i bombi possono impolli-

nare, ed anche le farfalle (usa la proboscide, non altre parti del corpo) anche se

non operano in maniera molto precisa, volano di specie in specie, mentre le api

portano a termine l’opera di im-

pollinazione di una stessa specie

prima di iniziarne un’altra, finen-

do tutti i pollini di quella specie.

L’impollinazione comunque è

per la stragrande maggioranza

dei casi spartita tra impollinazio-

ne da parte del vento, o da insetti,

in maniera minore invece da par-

te di uccelli, pipistrelli e l’acqua.

Alcune piante, come il salice,

non si capisce bene se preferi-

scano il vento o gli insetti. Il sa-

lice è una pianta dioica, come il pioppo (appartengono alla stessa famiglia,

quella delle Salicaceae). In aprile quando fioriscono i salici, le piante maschili

si riconoscono perché hanno infiorescenze con lunghi stami, antere gialle appa-

riscenti, come dei pennacchietti, quindi è anche una pianta entomofila, viene vi-

sitato da molte api, sebbene produca buone quantità di polline, caratteristiche

tipiche della pianta anemofila. E’ una pianta ambofila, ad oggi vi sono disqui-

sizioni per capire se è una pianta che è stata prima entomofila per diventare in-

fine anemofila o viceversa. Non è chiaro.

• Sporofito: pianta in toto, comprese le sue strutture fiorali, compresa l’ante-

ra, compreso il tappeto, quello strato interno dell’antera, che ricopre le spore

in via di maturazione e poi i pollini, contribuisce a fare la parete dei pollini,

questo è tutto sporofito, anche il risultato del lavoro del tappeto, comprese le

proteine di riconoscimento del tappeto, dei futuri pollini. Le PROTEINE

GAMETOFITICHE sono prodotte dall’interno del granulo pollinico, dai 2 o

3 nuclei. Le PROTEINE SPOROFITICHE, più superficiali sono le prime che

escono; quando il polline esce dall’antera, comunque esso viaggi, è disidrata-

to, non funziona neanche, è liofilizzato, sia sopra un ape che trasportato dal

vento. Quando il polline si idrata, ricomincia ad attiva

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Scienze biologiche BIO/01 Botanica generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Luna_M. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Botanica generale e sistematica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Bricchi Emma.
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