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Tecnologiedell'istruzione e dell'apprendimento

A.A. 2016/2017

Prof.ssa Maria Ranieri

124h di corso: 12 in presenza e 12 online.

Corso frontale dal 3 ottobre al 14 novembre.

Laboratorio in presenza: 10 ottobre e 21 novembre.

Iscrizione al sito: www.e-mediaeducationlab.eu

Codice di iscrizione: ranieri2016

Testi di riferimento

  • Le insidie dell'ovvio. Tecnologie educative e critica della retorica tecnocentrica. Capitoli 1-2-3
  • Mobile learning. Dimensioni teoriche, modelli didattici, scenari applicativi.

Lezione 1: Educazione e tecnologie

“Una storia d’amore stabile”

La citazione è di Larry Cuban, alla metà degli anni '80, scrisse un testo nel quale cercava di fare il punto sull’utilizzo delle tecnologie nella didattica a vari livelli di storie. Rinvenne una sorta di modello che si ripeteva, quello secondo cui il mondo dell’educazione e il mondo delle tecnologie si potevano registrare momenti di grandi attrazioni e speranze, a cui seguivano momenti di grande delusione (per le attese disilluse). Per qualsiasi tecnologia in relazione alla didattica, si è ripetuta ciclicamente la storia: ne è esempio il cinema.

Questioni terminologiche

Questo approccio di grande entusiasmo necessariamente si lega ad una grande delusione: questo ci deve mettere in guardia e far ragionare in maniera più cauta.

Tecnologie dell'istruzione (TI) e tecnologie dell'educazione (TE), quale differenza?

  • TI designa un ambito più circoscritto, che riguarda i processi di insegnamento/apprendimento basati sull’uso intenzionale delle tecnologie: come si possono utilizzare le tecnologie per avere un apprendimento più efficace.
  • TE designa un ambito più ampio, che riguarda l’impiego delle tecnologie in qualsiasi aspetto dell’impresa educativa (non riguarda solo insegnamento e apprendimento, ma anche per esempio l’organizzazione scolastica). È un valore aggiunto per gestire i molteplici aspetti dei sistemi educativi.

Tecnologie dell'istruzione e tecnologie dell'apprendimento: singolare o plurale?

- Al singolare designa l’ambito di ricerca, ossia quel campo di studi che indaga il ruolo delle tecnologie nei processi di insegnamento e apprendimento.

- Al plurale designa le strumentazioni e le applicazioni tecnologiche utilizzate in ambito educativo (per esempio, la lavagna interattiva multimediale, un dispositivo tecnologico utilizzato per supportare l’attività didattica).

Equivoci da chiarire

Il tecnologo dell’educazione non è l’informatico-programmatore di applicazioni o software educativi; il tecnologo dell’educazione non è lo “smanettone” abile nell’utilizzare le diverse applicazioni o programmi; il tecnologo dell’educazione è un esperto di tecnologie e processi cognitivi, ed è in grado di progettare, allestire e valutare sistemi istruttivi efficaci, efficienti e appealing (basati o meno sull’impiego delle tecnologie).

Definizioni e ambiti di riferimento

  • Origini: risalgono ai primi decenni del secolo scorso con la nascita del movimento per l’istruzione visiva. Dai primi film educativi ai contenuti audiovisivi, nei primi cinquant’anni del Novecento il focus è sui media per insegnare e apprendere. Domina l’approccio di carattere strumentale: si guarda ai media come strumenti per insegnare. Gli storici che hanno provato a ricostruire le origini delle tecnologie dell’istruzione hanno parlato di Educational Tecnology (ET) come scienza dei mezzi.
  • Svolta sistemica. A partire dagli anni ’60, l’attenzione si sposta dall’impiego dei media alla problematica della progettazione didattica: come si progetta l’istruzione con le tecnologie. Il problema è istruttivo/educativo: come posso rendere più efficace l’istruzione? Valuto un progetto formativo sulla base di quello che so rispetto alla ricerca e alla comunicazione umana. “Debutta” un approccio sistemico. ET come scienza dell’istruzione.

Due filoni

  • Filone n. 1 - Ricerca sugli impieghi educativi dei media e delle ICT
  • Filone n. 2 - Ricerca sulla progettazione, gestione, valutazione dei sistemi istruttivi (Instructional design)

Cinema (primi del '900)

Tra la fine dell’800 e i primi del ‘900, si inizia a far uso dell’immagine dinamica, in movimento, per supportare apprendimento e insegnamento. Vennero prodotte in quegli anni delle risorse, film educativi. Il cinema, si diceva, sostituiva completamente i libri: si credeva che le immagini in movimento avrebbero consentito un migliore apprendimento. In effetti vi erano dei vantaggi, come la possibilità di rendere grande e visibile ciò che è infinitamente piccolo, ma questi vantaggi furono inizialmente sovrastimati. Ben presto cala l’entusiasmo sul cinema.

Radio & the Schools of the Air (Anni '20-'30)

Dopo qualche anno, il nuovo amore fu la radio: in America vi erano radio scolastiche, universitarie, le Schools of the Air, secondo l’idea di poter raggiungere masse di studenti anche dislocate. Questo significava portare la scuola fuori dalle aule tradizionali, una didattica oltre l’aula. In Italia vi furono anche progetti di alfabetizzazione.

TV (buona maestra), Anni '50

La televisione: negli anni ’50-’60, la televisione introduce la grande novità di entrare nelle case delle persone (anche la radio era inizialmente ascoltata in punti collettivi). Alberto Manzi alfabetizzò milioni di italiani attraverso una trasmissione della Rai.

Computer e didattica (Anni '70)

Computer e didattica: il computer inizia a diffondersi nelle aule scolastiche a partire dagli anni ’70.

Le varie fasi del computer nella scuola

  • Computer tutor: le prime esperienze dell’uso del computer nella scuola vedono il PC come sostituto dell’insegnante;
  • Computer tool cognitivo: si inizia a guardare al computer non come sostituto dell’insegnante, ma come amplificatore dei processi cognitivi, ovvero uno strumento con cui e attraverso cui conoscere e imparare;
  • Computer tool comunicativo: computer che accresce le capacità comunicative dei soggetti;
  • Computer tool collaborativo: dalla diffusione di internet, il computer è strumento che permette di cooperare e collaborare.

Che cosa ci insegna la storia?

Lezione 2

La tecnologia dell'istruzione: campo di studi che si occupa degli studi riguardo le tecnologie.

Tecnologie dell’istruzione: strumenti atti all’educazione attraverso la tecnologia, come computer, lim…

Negli anni ’60, quando la psicologia matura una serie di conoscenze più sistematiche su come noi apprendiamo, le tecnologie dell’educazione cambiano volto, e si occupano non solo delle proprietà dei mezzi (come fatto esclusivamente fino ad allora), ma di istruzione in senso generale. Sapendo come si apprende, ci si chiede come gli strumenti tecnologici possano implementare interventi istruttivi efficaci, efficienti e piacevoli. Si parla di svolta sistemica.

Ricerca sugli impieghi educativi dei media e delle ICT (cinema, radio, televisione e computer)

  • Ampliamento degli accessi
  • Miglioramento della qualità dei contenuti
  • Possibilità di diminuire la distanza tra scuola e mondo reale: Edison, del cinema degli esordi, negli anni ’20 sosteneva che il cinema avrebbe rivoluzionato la scuola sostituendo i libri di testo, portando l’immagine in movimento in aula.

Larry Cuban, in un testo degli anni ’80, ha tracciato un bilancio delle esperienze di innovazione tecnologica nella scuola e nell’università. Le lezioni tratte dalla ricerca:

Lezioni tratte dalla storia

  • Lezione 1: corsi e ricorsi. Possiamo rappresentare la storia delle tecnologie in educazione in modo ciclico, come una serie di corsi e ricorsi, secondo alcune fasi:
    • a) In una prima fase, quando la tecnologia fa per la prima volta la sua comparsa nella scena educativa, genera grande entusiasmo (per le proprietà nuove e inedite con cui essa si presenta);
    • b) In una seconda fase, grande è la speranza;
    • c) Dopo entusiasmo e speranze, però, arriva la delusione: le tecnologie sono messe da parte, per vari motivi (tecnici o meno). All’apparire però di una nuova tecnologia, il ciclo riparte. Il trio entusiasmo-speranza-delusione si ripete ciclicamente.
  • Lezione 2: l’amnesia della storia. Per amnesia della storia si intende il dimenticarsi, l’ignorare deliberatamente la propria storia (McDougall e Jones, 2010). La mancanza di senso della storia risiede nell’eccitazione del nuovo, che impedisce di guardare alla storia come a qualcosa da cui imparare (Underwood, 2004). Ciò influenza gli esiti delle ricerche del presente.
  • Lezione 3: oltre il determinismo tecnologico duro. Non basta introdurre una tecnologia in aula per migliorare l’istruzione, perché non è una bacchetta magica. Coloro che pensano che l’introduzione di una tecnologia in aula produca automaticamente una trasformazione di tipo positivo degli apprendimenti, muove dal presupposto che la tecnologia sia l’unico fattore determinante dell’apprendimento (potere autonomo di determinazione alla tecnologia).

Buckingham: Nelle prospettive deterministiche, la tecnologia è il risultato di un processo neutrale, alla quale viene attribuita la possibilità di avere effetti, produrre cambiamenti psicologici e sociali, indipendentemente dal modo in cui viene utilizzata e dai contesti e i processi sociali in cui interviene. La tecnologia non è una forza autonoma, è invece fondamentale il modo in cui viene usata, le finalità. Pur non essendo forza autonoma, la tecnologia non è del tutto neutra: dipende da forze sociali ed economiche, ma sopratutto dalle modalità di impiego nei contesti educativi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federica.gialli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Ranieri Maria.
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