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Lezione 1 - Sironi

Introduzione a Sironi

Sironinasce nel 1885 a Sassari. Nei suoi autoritratti non si ritrae mai come pittore con pennelli, ad esempio, ha sempre uno sguardo drammatico con cui guarda le figure e la sua interpretazione del mondo. "L'arte non ha esigenza di essere simpatica ma di esprimere il mondo".

Autoritratti e prime opere

Autoritratto, 1904. Autoritratto, 1909, non gli interessa essere rappresentato come pittore ma come uomo, camice bianco, elemento caratterizzante è la sua espressione dolorosa, drammatico ma non triste. Comunicano un senso risposta alla sfida della vita, no nichilismo o depressione, tentativo eroico di imporsi sul negativo.

Ars et Amor, prime opere: 1901/02, disegno opere fase simbolista, fine '800 si esprime per simboli, disegno è un ex libris per la madre, figli di un architetto e scultore Villa, famoso nel '800. Rappresentata come giovane donna, riprendendo il detto "vissi d'arte, vissi d'amore", sorvegliata da un satiro, attorno ha rose con le spine. Riprende simbolismo svizzera e Inghilterra, come ad esempio Breadsleeds, arte e amore erano ragioni di vita, ma avevano anche la loro parte di ombre e criticità.

Ritratti e formazione

"Madre che cuce", ritratto, 1905/06, inizialmente iscritto alla facoltà di ingegneria, non finita per depressione, nasce un senso di non accettazione di se/stesso e un'incapacità di vivere, di cui ne soffrirà per tutta la vita. Si iscrive all'Accademia di Arte a Roma, dove insegnavano Boccioni e Severini. Tra loro c'era anche Balla, reduce della sua esperienza a Parigi, 1900, al divisionismo. Inizia ad approcciarsi a Russolo, 1910, opera futurista, la corrente dipinge per pennellate divise, lunghi filamenti con diversi colori accostati per dare maggiore luminosità all'opera. Sironi nel quadro dipinge la donna che lavora in casa con linee e filamenti ma non sono ordinate, rimane idea tridimensionalità e idea che volumi attirino a sé volumi, per i divisionisti la figura si smaterializza, mentre per Sironi no, le sue pennellate rafforzano la volumetria, "l'uomo non è che uno scherzo di luce" Medardo Rosso, per Sironi la realtà c'è e va fatta vedere con i suoi volumi. Essa non è una nostra invenzione, resiste alla nostra volontà e crea dolore.

Futurismo e Germania

Nel 1913, il periodo futurista esprime movimento, dinamicità e velocità: movimento di tutte le cose. Amico di Boccioni, nel 1910 pubblicato il manifesto da Marinetti, fu allievo e amico di Balla, stretto contatto con tutti i massimi esponenti futurismo. Lui si aggiunge dopo perché non ne amava l'iconografia: eliminazione del culto del passato non andava bene, per Sironi è una ricchezza che non va dimenticata.

1910/11 periodo in Germania. Confronto Dinamismo di un ciclista, Boccioni, scomposizione di tutte le forme, la figura scompare. Il ciclista, Sironi, volume/senso realtà rimane, strada in salita che dà idea fatica, vita come sacrificio attraverso il quale costruire qualcosa.

Milano e la pittura metafisica

Nel 1915, si trasferisce a Milano, per essere più vicino al nucleo futurista, entra nel gruppo dirigente, parte "Lavori Plastici", volontario per guerra al fronte, fine nel 1919. Ritorna a Roma, lavora per la rivista e inizia a dipingere manichini ispirato da Carrà e De Chirico, mondo senza vita. 1917, Carrà, Giocatore di tennis, statua immobile, senza volto, nella stanza no elementi vitali, allontana vita dai confini del quadro e mondo vita sospesa e no dolore.

Opere del 1919

Inizia a dipingere manichini, diversi da quelli di Carrà, non dimentica mai vita. La Venere dei porti, opere 1919, figura donna simile a sagoma sartoria, prostituta, figura drammatica, dolorosa ed emarginata, mixa collage (tecnica futurista), non usati dai pittori metafisici: mix futurismo/metafisica dolorosa.

Autoritratto, 1919, abbandona Roma perché non ai passi con Milano, lascia moglie a Roma perché non aveva soldi, esprime disagio vita in spazi squallidi e solitari, piramide non ha senso, figura senza braccia e idea disagio esistenza. Pittura metafisica e futurista, temi futurismo con la suggestione dei manichini.

Altre opere del periodo

Il sollevatore di pesi, atleta tipico futurismo, fermo immobile simile ad un piedistallo, atmosfera immobile e senza tempo. Ballerina, 1919, locali notturni, vita notturna era quella vissuta a pieno, un mondo fuori dalle regole, ed era quello amato dai futuristi. Ballerina Caffè Chantal si esibivano sul filo: acrobate, simbolo erotico e sensuale: da Sironi viene rappresentata come manichino con le braccia storte, tipico metafisica, ha qualcosa di umano, seduzione/erotica, rappresentati da tacchi e minigonna. Motivo primitivista, a destra c'è una parte simile fumetto, sono anni in cui c'è spregio per accademia e riscoperta poeticità arte incolta: analfabeti/bambini/popolaresca.

Paesaggi urbani

1920 PAESAGGI URBANI: Rappresenta una città moderna con senso grandiosità, senso dinamicità, no gioia di immagini concettuali/mentali, vivere, solo architettura, no ornamento, sono senso forza e potenza che paesaggi impressionisti non hanno. Cavallo bianco e moro, 1921, senso volume, idea eternità e grandiosità, potenza della forma: matericità, possibile durata.

Les grands boulevards, Renoir, senso piacere vita, gioia di vivere, alberi rigogliosi, gente cammina in strada, rappresenta vitalità moderna, rappresenta attimo fuggente, brevità delle cose come se non avessero materia. La cattedrale, paesaggio urbano, ispirato Cupola Brunelleschi, evoca il battistero lo reinventa, non è un'imitazione ma un'evocazione per determinati particolari, il muro disegnato in una prospettiva che sembra precipitare sotto il peso cupola, simile ad un piano inclinato. Rappresenta un paesaggio tenebroso, oscurità anche simbolica, tutto ciò che non è luce, racconta del fatto successo quando Giuliano de Medici è stato assassinato nella congiura dei Pazzi: violenza della storia.

La fata della montagna, MITO: dea Italia/natura, paesaggio roccioso perché costruito come roccia, no elementi pittoreschi: arte esige grandezza, no verde o ornamenti, acqua sembra rappresa/lastra, il tutto dà un senso di eternità, la montagna sfida millenni e da senso permanenza.

Lezione 2 - Anni '20

Rivisitazione delle immagini tradizionali

Anni '20, reinventa immagini tradizionali: FAMIGLIA. La riunione di famiglia, Bazille, immagine rassicurante / quotidiana / protettiva. Per Sironi, famiglia è rappresentata come un mito, qualcosa alle origini uomo, fuori dalla rappresentazione borghese ma ad un tempo primordiale/mitico. Rappresenta il principio originale uomo-donna.

La famiglia, 1929, reinventare umanità, paesaggio primordiale, inventato sullo sfondo acquedotto, sentimento di realtà originaria al di là della contiguità del presente.

Fase espressionista e ritorno al disegno

1929/30 FASE ESPRESSIONISTA: figura non più precisa e scolpita ma nasce da pennellate date con veemenza sulla tela. Il pescatore, 1930, uomo quasi non riconoscibile, cesta di pesci guizzante data solo dalle pennellate, nella parte bassa del quadro sgocciolature va percepire la violenza delle pennellate.

1930/31 ritorna ad un disegno più preciso e scolpito. Nudo e albero, 1931, rappresenta la niobide, tratto dal mito di Niobide, che sfida a Dea Latona, rappresenta il peccato di orgoglio e misura, l'uomo che sfida forse più grandi di lui. Niobide si vanta con la Dea di avere 14 figli, mentre lei solamente 2, Diana e Apollo. Così, i due figli si vendicano per la madre e uccidono tutti i figli di Niobide, mandando un segnale di rispettare i limiti dell'uomo. Sironi rappresenta la figlia che cerca di eliminare le frecce, sullo sfondo l'albero è partecipe al dolore, tramite i suoi rami mozzati. Il dolore della donna è quello dell'albero.

Affresco e mosaico

Affresco/Mosaico, Anni '30: abbandona cavalletto e si dedica imitare grandi costruzioni del passato era un suo desiderio fin da piccolo, ma solo con avvento del Fascismo ha possibilità di grandi committenze. Giustizia cooperativa, 1939, Tribunale di Milano. L'Italia tra le arti e le scienze, affresco Università Sapienza Roma. Annunciazione, Cappella centrale dell'ospedale Niguarda.

Con questo periodo c'è anche una riflessione sul mercato dell'arte, certi concetti di grandezza murale esprimibili solo in grande misura. Ideale grandiosità e classicità non possono essere rappresentati in piccola scala. È necessario quindi rivedere il sistema dell'arte moderna, dove l'artista fa l'opera, il gallerista la espone e la vende, per Sironi si doveva eliminare il sistema galleria-mercato-vendita, e creare opere che fossero a disposizione di tutti. Per questo la dimensione ideale era quella dell'affresco e del mosaico, che non sono vendibili e sempre disponibili.

Arte di Stato

In quegli anni l'opera muraria veniva usata per rappresentare l'ideologia fascista, quindi l'idea di uomo che ama la patria e si sacrificherebbe per la patria, mai arte per propaganda e no realismo fascista. ARTE DI STATO opere anni '30 propaganda socialista, ad esempio: Stalin rappresentato vestito di bianco, simile ad una statua, circondato da bambini, bellissima natura rigogliosa attorno che non rispecchia i paesaggi russi, questo per fa dimenticare gli orrori della Siberia, facendo vedere un'idea di nazione felice, condotta dal grande padre.

La promessa, Carpanetti, arte di propaganda e celebrativa del dittatore Mussolini, al centro della scena prometta agli operai condizioni migliori di vita/lavoro, la patria è la cosa più importante, sullo sfondo memorie rappresentate come spettri dei morti della Prima Guerra Mondiale che corrono ad applaudire il Duce, che è rappresentato come San Paolo da Raffaello, più alto rispetto alla folla. Sironi rappresenta anche in questo caso una visione drammatica della vita, poco celebrativa.

La giustizia, Palazzo di Giustizia Milano. Al centro giustizia con accanto bilancia, rappresentata stilizzata, elimina i particolari. Accanto sulla destra ci sono la legge con il libro lex e la verità nuda (nuda veritas). A sinistra la forza, un acquila e un fascio littorio, è la forza che garantisce la giustizia, no visione celebrativa. Come diceva Manzoni, la verità è "feroce forza che domina il mondo che si fa chiamare giustizia", anche qui visone drammatica, le figure sono rappresentate nella loro solidità fuori dal tempo.

Vittoria alata, colore con sfumature ocra/alabastro, rappresenta Vittoria alata e armata. Nella visione classica, come nella Nike non era rappresentata armata perché era data dagli dei, dipendeva dal destino, non c'erano vincitori ne vinti, tutti erano attori che recitavano una parte in un destino già scelto. A inizio '800 con il romanticismo si porta al centro della visione del mondo IO, cambia così la visione dell'amore e anche della vittoria. Essa inizia ad essere rappresentata armata perché è una lotta decisa da ogni singolo uomo. Ispirata da angeli dei dipinti dell'Antelami, forma raddensata, ali sono date da trapezi stilizzati, tutta la figura è stilizzata e solida.

Mussolini a Cavallo, ispirato alla statua equestre Marco Aurelio e Gattamelata. Dietro arco, ricorda Arco di Tito, molti significati nella cerchia degli artisti di Margherita Sarfatti, come ad esempio Carducci, Ode barbare parla arco di Tito. Figura di un condottiero a cavallo, drammatica, lontana dalla visione positiva, sotto massa di persone piccole in procinto di essere schiacciate/calpestate: pensare che lo spirito del mondo si incarni in certe figure che muovono la storia e gli altri sono piccole cose che stanno alla volontà degli spiriti del mondo, sia positivo che negativo. Non è un'opera celebrativa e per questo causa di polemiche durante gli anni '30, che non comprendono la sua arte.

Paesaggi e la visione drammatica

Paesaggi, 1943, inizia guerra civile e c'è lo sfacelo dell'Italia, non più la possibilità di grandi opere, ritorna ai paesaggi urbani. Paesaggio con manichino, ispirato a De Chirico "L'ovale delle apparizioni", 1918, rappresenta il mondo immobile, pesce simile al modello di latta che usava pasticcere, l'uomo è sostituito da un manichino, alla dea-statua, sfonda casa disabitata. Espellere vita dal quadro, e sostituire alle cose che viviamo una visione delle cose di pietra perché ciò che è vita è dolore, cercare nei quadri anti-vita, simile ai quadri di Mondrian, dove l'artista cercava di espellere la vita e la natura perché sono sinonimo di dolore, creare uno spazio dove dolore non ha luogo, il quadro è un trattato filosofico.

Sironi vede una grande mostra su Carrà e i suoi manichini vivono accanto alle tragedie, non scappano, condividono lo strazio delle città bombardate e distrutte con la caduta del fascismo, e anche la distruzione dei suoi ideali estetici, pittura muraria.

Eventi personali e opere successive

1948 morta la figlia durante un gioco con una rivoltella. Sempre visione drammatica ma positiva, la città vive una dimensione di eternità, e negli ultimi anni forza ed energia sparisce. Lazzaro, 1946 visione drammatica, gli sfondi impediscono spazio, figure schiacciate sulle rocce che imprigionano la natura, albero incastrato sulla roccia. Lazzaro rappresentato senza resurrezione, gravato dai macigni.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher suzanna_z di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Pontiggia Elena.
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