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maggiore coscienza. Questo cammino dall’inconsapevolezza alla coscienza è anche un processo

dall’istinto alla libertà: la storia dell’umanità è la storia della progressiva realizzazione della

libertà nell’uomo, cioè la sua progressiva comprensione e adesione spontanea alla ragione

assoluta che guida le sorti del mondo!!

La libertà che si realizza non è quindi di arbitrio ma coincide con la necessità assoluta. E’ la libertà

dall’istinto sensibile, dall’inconsapevolezza con cui gli uomini fanno ciò che fanno senza conoscere

la necessità assoluta che li guida. Quando invece gli uomini diventano coscienti del fatto che a

fondamento del loro essere e del loro agire vi è un assoluto essi comprendono il vero significato

delle loro azioni e attuano spontaneamente ciò che prima facevano sotto la coercizione dell’istinto.

III. ROMANTICISMO

Aspetti fondamentali:

- Polemica contro il razionalismo , inteso come forma inadeguata di conoscenza, alla quale si

contrappone il Sentimento (coglie intuitivamente ciò che sfugge all’analisi razionale), Istinto

(indica immediatamente le ragioni di una scelta), Passione (movente dell’azione).

- Rivalutazione della Soggettività , come sede in cui si manifesta l’energia spirituale che consente di

cogliere intuitivamente la verità: 1. Rivalutazione dell’Individualità; 2. Ogni soggetto, in quanto

individuo irripetibile, ha un valore infinito e può realizzarsi solo attraverso il congiungimento con

l’infinito; MA poichè allo stesso tempo l’uomo è limitato relativamente alla propria sensibilità e

all’esistenza materiale, il suo atteggiamento è..

- Sehnsucht , nostalgia dell’infinito, aspirazione a ricongiungersi con quello che egli sente essere il

suo vero elemento.

- Dio : 1. Teismo, Dio vivente e personale, del quale l’uomo è immagine e con il quale può

intrattenere un rapporto di amore; 2. Panteismo, ricerca di un principio divino immanente alla

natura.

- Natura : grande organismo, infinita forza vitale che perennemente si rinnova, anima del mondo.

- Ricerche scientifiche : magnetismo, elettricità e chimismo come diverse espressioni della vita della

natura, la cui legge fondamentale sarebbe la contrapposizione polare.

- Arte : primario strumento attraverso cui cogliere l’infinito ed il divino, al di là di tutti gli artifici

della ragione e della società. Genio: valore assoluto del genio creativo, che sta a fondamento di

ogni riproduzione artistica; originale, in quanto scaturisce dalla peculiare soggettività dell’artista,

che obbedisce alle sue stesse regole; naturale, scaturisce dalla forza stessa della natura di cui

l’artista si fa interprete; esprime in maniera immediata il contenuto infinito che è l’essenza della

realtà e che si manifesta sensibilmente nelle forze della natura.

- Storia : processo organico e naturale, in cui l’individualità si esprime non tanto nelle singole

persone quanto nelle individualità collettive, popoli, che sviluppano progressivamente le loro

peculiarità e rivelano ciascuno uno degli infiniti aspetti del reale. Processo di crescita

dell’umanità, perciò nessuna delle epoche passate appare inutile o retrograda: rivalutazione del

medioevo. Tradizione come strumento essenziale della continuità temporale tra le epoche e

popoli.

- Stato : organismo vivente, i suoi cittadini non sono i consoci di un patto arbitrario ma gli organi di

un corpo sociale la cui unità è storica e metafisica, prima ancora che politica.

Sturm und Drang

Movimento, prevalentemente letterario che fiorì tra il 1770 ed il 1780. Esponenti principali:

Klinger, Lenz, Muller, Leisewitz, Goethe giovanile, Schiller.

Si oppone all’illuminismo per il suo radicale antirazionalismo ed il suo rifiuto del discorso

argomentativo come strumento di ricerca e di comunicazione del sapere; esso costituisce una forma

di scapigliatura giovanile contro i gusti borghesi dell’epoca.

Temi principali:

- Titanismo: l’uomo è concepito come una forza naturale infinita, dotata di forti passioni, smisurati

desideri e una sublime genialità < Eroe che, disprezzando ogni convenzione sociale e ogni senso

razionale della misura, abbatte tutti i limiti e si rivela più che uomo, Ubermensch.

- Natura: forza creatrice incoercibile, vita infinita che pervade l’intero universo, ma anche fonte

originaria di purezza e integrità + creatività infinita = riconoscimento del suo carattere divino,

esuberante panteismo.

La filosofia della fede

1. Hamann : critica a Kant l’aver concepito la ragione come pura, fornita di

forme a priori indipendenti dalla sensibilità e dalla storicità dell’uomo; la ragione è invece

inseparabile dal linguaggio, ma esso non ha una struttura formale a priori ed astorica: esso

dipende dalla sensibilità che gli fornisce le immagini, e dalle particolari esperienze culturali

del popolo che lo parla. La vera ragione è quella che si attiene alla concretezza delle

immagini linguistiche; quindi è strettamente connessa con la poesia, che è l’espressione più

elevata dell’incontro tra l’elemento sensibile e quello simbolico. La poesia è particolarmente

vicina al linguaggio originario di Dio, che si rivela nella natura e nella Scrittura, attraverso il

valore simbolico delle immagini sensibili.

2. Jacobi : Priorità della fede sulla ragione. Fede come sapere immediato, essa

può essere certezza del mondo sensibile o delle cose divine. E’ sempre rivelazione:

comporta un atteggiamento di passività e ricettività rispetto a qualche cosa che si rivela.

Fede sensibile ≠ Fede religiosa: ragione intuitiva che si apre con assoluta immediatezza alla

verità.

Contro il Panteismo e l’Ateismo.

c. Herder

d. Classicismo

e. Humdoldt

- Valore assoluto dell’Individualità: ogni uomo è la manifestazione di un insieme di forze spirituali,

il cui sviluppo conduce alla determinazione dell’assoluta peculiarità dell’individuo.

- Idea dell’Umanità: ogni individuo è una particolare espressione dell’umanità.

- Storia: graduale sviluppo di una molteplicità di forze individuali (persone, nazioni, valori, lingue)

dal cui intreccio risulta progressivamente la manifestazione dell’umanità.

- Linguaggio: produzione spontanea dello spirito, che plasma il modo di pensare di chi lo parla.

- Politica: concezione liberale e negativa dello Stato, il quale deve limitare il proprio intervento alla

realizzazione delle condizioni minimali per rendere possibile la convivenza.

f. Holderlin

- Celebrazione panteistica della Natura: la natura è un Uno-Tutto, in cui l’individuo deve perdersi

per potersi ritrovare come espressione della totalità. Questa totalità può essere colta solo dala

poesia (e non dalla ragione), forma conoscitiva più alta,, in grado anche di educare e guidare

l’umanità (il poeta è un vate, dal quale gli altri uomini attendono la redenzione).

- Celebrazione del Dolore: dimensione metafisica e cosmica della realtà.

g. I circoli romantici

1. Circolo di Jena, fondato attorno alla rivista Athenaum dei fratelli Schlegel,

ne facevano parte anche Schelling e Novalis.

Friedrick Schelegel: poesia trascendentale, nella quale si ricompone la scissione tra la spontanea

unità della poesia oggettiva (classica) e le consapevoli divisioni di quella moderna

(interessante). / Ironia: atteggiamento di chi, comprendendo il carattere relativo degli aspetti

finiti dell’esistenza, coglie l’incomparabile superiorità dell’infinito che è in sé. / Dottrina

dell’Eros, in cui si riconosce il diritto alla donna di cercare la propria realizzazione nella

passione. / Rivalutazione di un atteggiamento religioso fondato sul teismo, concezione di Dio

come persona e come vita.

2. Circolo di Heidelberg: Brentano, Arnim, Grimm.

3. Circolo di Monaco di Baviera, Baader: filosofia della natura in caive

organicistica, recuperando le tradizioni neoplatoniche, alchemica e mistica. Quattro elementi

fondamentali da cui ricava le proprietà: corporeità (terra) dovuta alla contrapposizione di forze

attrattive e repulsive (fuoco e acqua) e trascendenza verso l’elemento spirituale dell’anima

(aria). Concezione religiosa: corporeità conseguenza di una caduta dell’uomo, redenzione per

opera di Cristo.

4. Romanticismo Politico:

Gorres: Stato come organismo politico assimilabile agli organismi naturali, in esso le

componenti sono inseparabili e svolgono funzioni diverse rispetto alla loro collocazione.

Muller: spiega la realtà in base a contrapposizioni polari. Vita dell’organismo statale come un

continuo movimento. Perenne polarità tra individuo e totalità: la vita dello stato si concreta solo

nei singoli individui, e negazione della possibilità di un’esistenza autonoma dell’individuo.

Haller: lo stato è il risultato della naturale sottomissione dei deboli al più forte per essere da lui

protetti e governati. Analogia tra stato e famiglia patriarcale.

h. Novalis

- Inni alla Notte: la notte è il regno del sogno e della fantasia, indispensabili veicoli verso l’infinito.

- Poesia: intesa nel suo significato etimologico di creazione, essa produce la realtà vera che non è la

banalità del quotidiano ma è il prodotto dello spirito. Essa è vera conoscenza e vera scienza. La

filosofia stessa si riduce a poesia.

- Recupera la dottrina di Fichte tuttavia interpretando l’Io come una fonte infinita di pensiero e di

realtà, il soggetto individuale viene riconosciuto come onnipotente, essendo in grado di

trasformare il mondo con la sua volontà e la sua fantasia.

- Unità tra individuo e natura

- Unità tra uomo e Dio, panteismo. La compiuta realizzazione dell’uomo è la risoluzione nell’Uno-

tutto, nella quale l’individuo esplica il suo valore infinito e nello stesso tempo l’infinito si

determina come individuo.

- Politica: Stato come comunità perfettamente armonica, dove i singoli cittadini trovano nella

coppia sovrana il loro modello di vita esemplare (monarchia e repubblica: unico sovrano, in cui si

condensa la partecipazione attiva di tutti).

- Storia: modello storico l’Europa medievale, popoli cristiani sotto la guida di un unico pontefice.

La storia moderna è stata un progressivo allontanamento dalla cristianità, ma egli come vate

prevede la riconciliazione per mezzo di una degno concilio europeo.

i. Schleiermacher

- Religione: Intuizione dell’infinito nella forma del sentimento, accettare ogni particolare come una

parte del tutto ed ogni cosa finita come espressione dell’infinito. Ma coincidendo l’infinito con

l’universo, allora sarà anche intuizione dell’Universo, naturale morale (in cui consiste lo spirito

dell’uomo). Da ciò deriva il sentimento trascendentale della dipendenza del finito dall’infinito e

dell’uomo da Dio. Ciascun individuo però vive in maniera del tutto peculiare la sua intuizione

- Dialettica: dottrina dei principi relativi all’arte del filosofare. Il sapere umano è scisso tra il dato

empirico e la ragione, i quali non sono mai conciliabili. Però l’uomo sente che il suo sapere

dipende dalla presupposizione di quella unità, la quale deve essere intuita in un fondamento

assoluto: il Mondo e Dio. L’uomo sente la sua dipendenza dall’infinito come fondamento

necessario del suo sapere.

- Etica: scissione tra volere ed essere, ma l’uomo sente l’esigenza di una conciliazione e ne ritrova

l’unità in un fondamento assoluto che può essere intuito solo con il sentimento.

- Ermeneutica: il processo interpretativo non è legato ad un particolare testo ma riguarda qualsiasi

determinazione di senso. Ermeneutica come sinonimo di teoria generale della comprensione. La

comprensione di ogni singolo punto getta luce sull’intero testo, mentre la comprensione

dell’insieme facilita quella delle singole parti.

j. Romanticismo in Europa e America

Francia: Chateaubriand, Madame de Stael.

Italia: Berchet, Manzoni.

Spagna: Delgado.

Inghilterra: Coleridge, ritiene che l’autentica facoltà conoscitiva sia la ragione che cogliendo il

tutto permette di comprendere l’essenza stessa della realtà, cioè le idee, che hanno valore regolativo

e sostanziale. La ragione è quindi una sorta di immaginazione che intuisce direttamente la realtà nel

suo insieme: ad essa si contrappone la fantasia, facoltà di riproduzione di concetti già dati.

Scozia: Carlyle, ritiene che tutti gli esseri siano manifestazioni simboliche dell’infinita potenza che

anima l’universo; sede privilegiata dell’infinito sono gli eroi, uomini eccezionali della storia > culto

dell’uomo straordinario, radici nel titanismo sturmeriano.

America: Emerson, trascendentalismo americano (si ritengono eredi della tradizione kantiano-

fichtiano-schellinghiana tuttavia letta da un filtro romantico), ritiene la superiorità del sentimento

sulle altre facoltà. Contrappone all’intelletto (prassi quotidiana e scientifica) un’intuizione razionale

(comprensione della totalità, essenza ultima del reale); da qui la distinzione tra uomini parziali

( intelletto, gli sfugge il reale) e uomini totali o rappresentativi ( con la ragione colgono la potenza

infinita che sta alla base della realtà).

SCHELLING

Schelling parte dalla ripresa dell’impianto idealistico della filosofia di Fichte (1794-1796),

ricercando un principio assoluto da cui derivino sia la forma sia il contenuto della conoscenza MA:

- Egli non ricerca il fondamento della conoscenza nell’Io puro, ma in un principio originario che

comprenda in sé sia il momento soggettivo sia quello oggettivo (Spirito e Natura manifestazione

equivalenti dell’unico principio assoluto);

- Pur essendo strettamente connessa con lo sviluppo del soggetto, la natura ha una realtà propria

irriducibile ad una mera proiezione e autolimitazione dell’Io.

24

a. Filosofia della Natura [Idee per una filosofia della natura 1797- Dell’anima del

mondo 1798 – Primo abbozzo di un sistema della filosofia della natura 1799 – Deduzione

generale del processo dinamico o delle categorie della fisica 1800]

Partendo dalle scoperte scientifiche e dall’interpretazione della natura in termini di vita e organismo

(Kant, Critica del giudizio)

- L’organismo è una realtà unitaria che possiede in se stessa il proprio principio di organizzazione

24 La tesi dell’unità tra spirito e natura viene dimostrata partendo dalla natura per giungere allo spirito.

- L’organicità può essere estesa dal singolo essere vivente a tutta la natura considerata come una

totalità.

= La Natura costituisce un organismo universale nel quale opera un unico principio vitale, l’Anima

del Mondo. La Natura quindi non è materia inerte, ma vita universale intrinseca alla materia stessa,

che continuamente si plasma e si trasforma in un continuo divenire!

Essendo vita, la proprietà fondamentale della natura è l’Attività; ed essendo l’attività la

determinazione principale dello spirito → Omogeneità tra Natura e Spirito. Sono i due aspetti di un

unico processo ‘La Natura è lo Spirito visibile; lo Spirito è la Natura invisibile!’. Un’altra

determinazione dell’spirito e quindi anche della natura è la Finalità.

Anche l’attività della natura consiste in un processo oppositivo, inteso come una Polarità, e ve ne

sono tre tipi:

- Forze Attrattive/Repulsive: si esprime nella forza di gravità, la scienza corrispondente è la fisica.

- Sintesi/Analisi: esprime l’azione chimica; al suo interno si distinguono i momenti del

magnetismo, dell’elettricità e della luce.

- Forza propulsiva continua: potenza organica, suscettibile di arresti solo momentanei. Tre momenti

interni: sensibilità (percepire stimoli dall’esterno), irritabilità (consente il moto degli organismi),

tendenza produttiva 8impulso alla generazione).

Ma qual è il principio comune che collega spirito e natura, garantendo la loro radice unitaria?

Hanno la derivazione da un unica intelligenza, la quale opera in due modi diversi; essa può creare

inconsapevolmente producendo così il mondo naturale, oppure con consapevolezza, producendo le

creazioni dello spirito! 25

b. Idealismo Trascendentale [Sistema dell’Idealismo Trascendentale 1800]

Si fonda sul concetto di Autocoscienza (Io), sintesi assoluta di due attività dialetticamente opposte;

è un infinito processo dialettico tra produzione inconscia e riconduzione alla coscienza:

- Attività Reale, che produce l’oggetto ponendolo come limite inconsciamente in modo che

l’oggetto appare come dato esternamente.

- Attività Ideale, consapevolmente va oltre l’oggetto, riconoscendolo come prodotto

inconsapevolmente dall’Io.

La sintesi delle due attività è l’Intuizione Intellettuale che l’Io ha di se stesso come insieme ideale e

reale, di unità indissolubile di spirito e natura, soggetto e oggetto.

La vita dello Spirito è scandita da tre livelli:

1. Attività Teoretica:

- Passaggio dalla Sensazione all’Intuizione produttiva: nella sensazione il soggetto trova davanti a

se un oggetto che sembra esterno – nell’intuizione produttiva, l’io determinando l’oggetto come

un proprio prodotto, risolve la sensazione in un momento passivo e in un momento attivo, in

questo modo l’io si configura come intelligenza mentre l’oggetto è la materia.

- Passaggio dall’Intuizione alla Riflessione: l’intelligenza diventa consapevole della corrispondenza

tra la propria costituzione e quella del prodotto (natura) e si riconosce quindi come organismo

umano.

- Passaggio dalla Riflessione alla Volontà: tramite un’astrazione assoluta l’intelligenza giunge alla

consapevolezza che la propria attività è pura forma distinta da ogni materia.

2. Filosofia Pratica: la volontà è espressione di libertà! Ma si pone il problema

dell’armonizzazione di queste volontà in un sistema che, facendo salva la libertà individuale,

garantisca la compatibilità tra le diverse libertà = Diritto: unione di libertà e necessità, che è il

corrispettivo pratico dell’unità di soggetto e oggetto, conscio e inconscio. Questa unione si

25 La tesi dell’unità tra natura e spirito viene dimostrata partendo dallo spirito per arrivare alla natura.

realizza nella Storia, dove gli uomini agiscono liberamente in vista dei propri scopi, ma in realtà

la loro azione obbedisce anche ad un piano razionale che sovrasta ogni intenzione individuale.

Storia: dominio dell’Assoluto, come unità di libertà e necessità, spirito e natura, soggetto e

oggetto.

3. Arte: ma l’Assoluto può essere colto solo dall’arte, momento intuitivo chel

esprimendosi nel genio, ricongiunge ciò che la riflessione speculativa ha diviso, è la vera

conoscenza e la vera filosofia, Filosofo = Artista.

26

Filosofia dell’Identità 1801-1805 [Esposizione del mio sistema filosofico 1801]

Il fondamento dell’intera realtà è ora ricercato nell’Assoluto, identità indifferenziata di soggetto e

oggetto. La scissione degli opposti non appartiene al piano della realtà e del sapere assoluti, ma solo

a quello dell’apparenza.

Ma come si passa dall’Assoluto all’opposizione di soggetto e oggetto? No attraverso un passaggio

graduale, di tipo emanativo poichè tra l’assoluto ed il finito non c’è nessuna forma di omogeneità,

ma tra mite un salto → spostamento del suo pensiero dall’ambito dell’idealismo a quello di una filosofia a sfondo

religioso! [Filosofia e Religione 1804]

d. Filosofia della Libertà [Ricerche filosofiche sull’essenza della libertà umana

1809]

Ripresa del Teismo: Il vero Dio è vita e persona, al pari dell’uomo fatto a sua somiglianza. Anche

Dio, quindi, è soggetto al divenire, il quale è suddivisibile in due momenti:

- Momento dell’Esistenza, rappresenta il conseguimento dello spirito

- Momento Potenziale, indica la presenza della natura in Dio stesso, rappresenta il fondamento

della sua esistenza, il desiderio che prova Dio di generare se stesso.

Creazione: le cose create dipendono da Dio, ma non sono lui. E’ un progressivo passaggio

dall’oscurità originaria alla luce.

Uomo: è la sola creatura in cui questo processo può avvenire completamente e quindi egli partecipa

dei due momenti al pari di Dio. Nell’uomo però questi principi sono separabili: il principio oscuro

che si manifesta come volontà individuale ed egoistica si oppone al principio positivo, che è la

volontà illuminata dall’intelletto cioè la volontà universale. Il prevalere della volontà egoistica è il

male, e nello scegliere tra l’una e l’altra volontà consiste la libertà.

Libertà: come in Dio anche nell’uomo la libertà coincide con la necessità; ma in Dio tale

coincidenza significa che la necessità con cui egli procede dal fondamento all’esistenza è insieme

un atto di assoluta libertà ≠ Nell’uomo la convergenza tra libertà e necessità trova espressione nella

natura individuale, in base alla quale ciascuno sceglie tra bene e male; da un lato l’uomo è

necessitato dalla sua stessa natura ma dall’altro questa stessa natura è stata decisa nel momento in

cui egli è emerso dal fondamento di Dio.

e. Filosofia Positiva [Filosofia della mitologia 1842-54 – Filosofia della Rivelazione

1854]

(Filosofia elaborata in contrapposizione alla Filosofia Negativa di Hegel: la ragione piò coglire solo

l’essenza delle cose e non la loro esistenza; il pensiero razionale definisce solamente le condizioni negative della

conoscenza, quelle senza le quali le cose non possono essere pensate, ma lascia impregiudicato il problema della loro

esistenza.)

Il punto di partenza del pensiero positivo non può più essere il semplice a priori speculativo, ma

deve consistere in un dato di esperienza, non come semplice conoscenza sensibile, ma come

26 Nelle opere precedenti egli partiva dai due termini opposti che dovevano essere congiunti. Ora invece parte

direttamente dall’unità assoluta per derivare da essa l’opposizione.

esperienza metafisica ed extra-storica; è un sapere che si traduce in attività pratica, in fede, in una

religione filosofica.

Essa si divide in:

- Filosofia della Mitologia: per oggetto il manifestarsi di Dio nella natura attraverso le

determinazioni di una coscienza umana, cioè le diverse rappresentazioni della divinità nel

politeismo, che non sono frutto di fantasie ma il risultato di un processo necessario attraverso cui

l’uomo ha naturalmente sviluppato la propria coscienza del divino in assenza di una rivelazione

positiva.

- Filosofia della Rivelazione: manifestazione diretta di Dio, l’unico modo in cui l’uomo può

giungere alla conoscenza di Dio come persona vivente che si incarna nel figlio.

- Presagisce l’avvento di una terza fase della filosofia positiva nella quale la religione filosofica

supera sia la religione naturale del padre sia quella rivelata dal figlio.

V. HEGEL

a. Scritti Teologici Giovanili (periodo di Berna e Francoforte)

1. Religione popolare e cristianesimo1792-94

Cristianesimo: oggettiva, scritta in un libro e conservata da un apparato chiesastico; privata,

rapporto interiore tra il singolo uomo e Dio

Religione Popolare: soggettiva, non vi sono coercizioni, precettistica esteriore, dogmatismo;

pubblica, si manifesta nella concretezza dei costumi e delle istituzioni di un popolo → Polis Greca!

Grecia: le credenze religiose rispondono alle esigenze di gioia e serenità proprie della natura umana

e si estrinsecano in culti che coinvolgono la comunità; rappresenta una comunità unitaria nella quale

si fondono in una sola realtà gli aspetti sociali, politici e religiosi, e nella quale gli individui sono

parti organiche di un tutto vivente. Qui nasce la vera libertà.

2. Vita di Gesù 1795

Cristianesimo

Religione Naturale: ricondotta all’etica razionale del dovere, infatti l’insegnamento originario di

Gesù illustrava i comandi universali della ragione.

MA in che modo è diventata una religione dogmatica? → Ambiente e cultura Ebraico! Lo stesso

Gesù è condizionato dal suo ambiente ebraico e così fonda la sua dottrina non sulla pura ragione

legislatrice ma sulla rivelazione e sul comando di Dio!!

3. Lo spirito del Cristianesimo e il suo destino 1798-1800

Ebraismo: incapace di cogliere l’unità del reale, in esso vige lo spirito dell’opposizione reciproca

dei diversi aspetti della realtà che non riescono a trovare una loro conciliazione e armonia. Frattura

tra: uomo e divinità, uomo e natura, uomo e uomo.

Grecia: unità spontanea e naturale, universalità della natura umana, gli uomini e gli dei apparivano

come un prolungamento della natura.

Cristianesimo: dottrina dell’amore, cioè consapevole riconciliazione di ciò che è stato separato;

l’incarnazione di Cristo rappresenta la capacità di congiungere divinità e uomo, Dio e mondo etc.

4. Frammento di Sistema 1800

La filosofia non è in grado di conseguire l’unità assoluta poichè conserva la distinzione tra soggetto

e oggetto ≠ Religione: attinge la vita infinita, cioè lo spirito, al di là di ogni riflessione e distinzione.

La totalità assoluta non è solo unificazione ma anche opposizione: un’unità assoluta che escludesse

da sé l’opposizione non sarebbe una vera unità, poichè vi sarebbe una frattura tra momento unitario

ed oppositivo che devono invece essere concepiti come due aspetti di un’unica realtà.

b. Periodo di Jena: i primi scritti

- Differenza dei sistemi filosofici di Fichte e Schelling 1800:

Fichte: identità tra due i due termini affermata solo soggettivamente, poichè l’oggetto Non-io

deve essere continuamente rimandato all’Io, ma così l’oggetto rimane sempre qualcosa di opposto

e diverso al soggetto, senza che vi sia un’unità.

Schelling: identità tra soggetto e oggetto determinata oggettivamente, cioè vi è un momento

superiore ad entrambi l’Assoluto in cui essi sono unificati.

MA secondo Hegel la ragione non deve negare completamente la differenza, l’opposizione, ma

semplicemente impedire che essa venga irrigidita, come fa l’intelletto in un rapporto irriducibile

ad una superiore unità!

- Abbozzi di Sistema:

Alla Logica demanda l’unificazione razionale delle determinazioni particolari. La logica ha per

oggetto i principi e le categorie del pensiero, concepiti non come determinazioni fisse ma come

concetti che trapassano l’uno nell’altro (la definizione dell’uno rimanda necessariamente a quella

dell’opposto). Quindi il pensiero è in continuo movimento dove la determinazione di un concetto

è una tappa verso la comprensione dell’Assoluto. Ma il pensiero e il suo movimento non hanno

solo una dimensione logica, ma sono espressione della struttura stessa della realtà, quindi hanno

un carattere logico e ontologico: i concetti esprimono la natura delle cose e la logica dei concetti

esprime l’ordine metafisico della realtà!

- Polemica contro la Filosofia della Riflessione (Kant, Jacobi e Fichte):

Contro il pensare fondato sull’intelletto che non giunge a cogliere la realtà nella sua unitarietà.

Quelle filosofie fanno dipendere il mondo oggettivo dalla riflessione soggettiva, però così non

riescono a cogliere la realtà assoluta che è qualcosa che va al di là del soggetto e che può essere

conosciuta solo ponendosi da un punto di vista superiore all’opposizione soggetto-oggetto.

- Punto di vista Etico-Giuridico:

L’empirismo (Hobbes e Locke) non è andato al di là dell’affermazione di una molteplicità di

principi particolari e il formalismo (Kant e Fichte), pur riuscenedo a ricondurre il diritto ad un

unico principio universale e a priori, non ha risolto l’opposizione tra la soggettività del principio

formale e l’oggettività del mondo reale.

Ma bisogna cogliere l’Eticità Organica in cui consiste la vita di un popolo dove il punto di vista

dell’individuo si amalgama con la vita della comunità. Nell’etica di un popolo si realizza il

principio di unità e tale unità si manifesta concretamente nell’oggettività delle istituzioni sociali,

politiche e giuridiche e non solo in un principio soggettivo.

- Costituzione della Germania:

Da dopo le vittorie napoleoniche la Germania non è più uno stato, quindi essa per tornare ad

essere tale deve riconquistare la capacità di fare la guerra come stato unitario, unico esercito.

Ideale filosofico di totalità trova collocazione nell’aspirazione ad una Germania come potente

totalità.

c. FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO 1807

Principi fondamentali:

- Il vero è l’intero: la verità si consegue solo quando i diversi aspetti parziali della realtà sono

considerati come momenti della totalità.

- Il vero è il divenire di se stesso: ma la conoscenza della totalità assoluta (=verità) è il risultato di

un processo conoscitivo nel quale il soggetto che conosce è intimamente implicato, la verità

quindi non è una sostanza, qualcosa di immobile, ma spirito.

La Fenomenologia descrive l’esperienza della coscienza che passa progressivamente dai gradi più

bassi della conoscenza al sapere assoluto, alla forma di conoscenza con cui lo spirito conosce la sua

autentica essenza. Il soggetto quindi è l’Assoluto, il quale nelle diverse fasi non si conosce ancora

come tale.

Figure dello Spirito, che obbediscono ad un movimento Dialettico.

Diversi momenti del processo, sempre più adeguati, in cui il soggetto conosce se stesso e si

rappresenta la realtà. Esse hanno una duplice valenza:

- esprimono il punto di vista acquisito dalla coscienza

- sono il superamento e la conservazione delle figure che le precedono, che non vengono da loro

eliminate, ma solo integrate con gli aspetti di cui non erano ancora consapevoli, fino a pervenire

alla consapevolezza dell’Assoluto.

Il passaggio da una figura all’altra avviene secondo un movimento dialettico, interno alla

coscienza.

Dialettica:

- Posizione: momento dell’immediatezza, il soggetto ha la semplice coscienza di un oggetto;

momento intellettuale che pone i singoli aspetti della realtà estraendoli dal tutto.

27

- Negazione determinata : l’oggetto appare come qualcosa di altro, il soggetto viene negato

dall’oggetto; il dato astratto viene confrontato con il suo opposto, si attua quindi una mediazione

tra ciò che è posto come finito e ciò che gli si oppone come finito.

- Superamento (Aufhebung): il soggetto si rende conto che l’oggetto è l’alienazione di se stesso al

di fuori di sé, ritrovando l’unità di soggetto e oggetto, il soggetto diventa cosciente di se stesso;

l’opposizione viene risolta in una totalità. Ciò implica il togliere l’opposizione e conservare,

poichè gli opposti non vengono eliminati ma considerati ad un livello superiore.

La Dialettica è legge del pensiero e della realtà!

Poichè alla fine del processo la coscienza si conosce come Assoluto, la dialettica è anche il

principio interno dello sviluppo dell’Assoluto, cioè la regola dello svolgimento e l’esplicazione

della realtà.

Essendo anche legge della realtà, le figure avranno una seconda duplice validità:

- sono momenti della coscienza singola, personale;

- sono momenti della coscienza universale, l’Assoluto, e quindi fasi della realtà, della storia

(esemplificazioni di momenti ideali dello sviluppo dello spirito, non prettamente cronologiche).

Quindi per Hegel la Conoscenza è conseguibile solo attraverso un processo nel quale ogni aspetto

della realtà viene dialetticamente connesso con il suo opposto, per poi contrapporre la totalità

parziale così ottenuta alla totalità parziale ad essa opposta, e così via fino al conseguimento

progressivo della conoscenza dell’intero. Per fare questo si deve ricorrere alla Proposizione

Speculativa, la quale non è data dalla congiunzione di soggetto e predicato ma consiste in una

affermazione dialettica che, essendo indisgiungibile dall’insieme delle altre proposizioni

conoscitive, rimanda all’intero sistema della conoscenza (≠ concezione rappresentativa, fino a Kant: la

conoscenza è la rappresentazione ottenuta mediante l’attribuzione di un predicato ad un soggetto).

27 Nega solo in riferimento al fatto che la posizione si presenti come assoluta!

Inoltre la dialettica comporta la presa di coscienza dell’articolazione razionale del tutto, attraverso

la quale soltanto è possibile pervenire alla verità; solo attraverso le diverse figure fenomenologiche

la coscienza può giungere al sapere assoluto (≠ concezione romantica: la verità assoluta non è conseguibile da

una conoscenza rappresentativa o discorsiva, ma può essere colta con un atto di intuizione immediata).

Figure del Processo Conoscitivo

Coscienza Naturale → a. Sensazione

: conoscenza di un oggetto hic et nunc, senza però una

determinazione.

b. Percezione : cogliere la cosa nell’insieme delle qualità costituenti,

però una cosa percepita appare una e molteplice (essa è una

molteplicità di qualità però queste si raccolgono dell’unità della cosa):

quindi si giunge alla consapevolezza che l’unità non è intrinseca alla

cosa ma è la coscienza che unifica e collega le diverse proprietà.

c. Intelletto : oggetto appare fenomeno, manifestazione di forze che

agiscono secondo una legge determinata; questa legge non fa parte del

mondo sensibile ma è un elemento sovrasensibile che dipende dal

soggetto. Quindi l’oggetto viene ricondotto alla coscienza! La

coscienza si rende conto che ciò che opponeva a sé come oggetto non

è diverso da se stessa: la coscienza diventa un’Autocoscienza!

B. Autocoscienza → a. Servo –Padrone

: l’autocoscienza trova

davanti a se un pluralità di autocoscienze. Tra di esse vi è un rapporto

conflittuale poichè ciascuna nutre un appetito per il possesso della

natura. Per affermare la propria superiorità l’autocoscienza deve

essere riconosciuta da un’altra autocoscienza: lotta a morte, nella

quale l’autocoscienza che non teme la morte diventerà il padrone,

quella invece preferirà sottomettersi per avere salva la vita diventerà il

servo. Il servo lavora per il padrone, ma il servo attraverso il lavoro si

rende di conto di poter dominare la natura trasferendo in essa la sua

personalità di uomo, e quindi egli diventa indipendente dalla natura

stessa e dal padrone, conquistando la libertà; il padrone invece non

sapendo lavorare sarà dipendente dal servo.

b. Stoicismo-Scetticismo : libertà come

indifferenza della coscienza interiore e quindi del pensiero per il

mondo naturale esterno; la libertà si radicalizza nella completa

negazione del mondo esterno.

c. Coscienza infelice : l’autocoscienza

percepisce una netta scissione tra finito e infinito, autocoscienza e

divinità. Per risolverla l’autocoscienza si innalza e si perde in Dio con

l’ascetismo cristiano medievale. Unificandosi a Dio l’autocoscienza

riconosce la propria assolutezza e si rende conto di comprendere in sé

l’intera realtà, diventando Ragione: consapevolezza che la realtà è

l’idea, il pensiero stesso!

C. Ragione → a. Ragione Osservativa : si appropria della realtà

conoscendola, cercando nella struttura del mondo naturale la legge

della ragione stessa.

b. Azione Individuale : per oggettivarsi nella realtà non può

limitarsi a conoscerla ma deve operare su di essa con l’azione prima

facendone l’oggetto del proprio godimento (piacere) poi cercando di

imporre al corso delle cose la propria norma interiore.

c. Eticità : l’autocoscienza si realizza non più come ragione

individuale, in singole azioni, ma come ragione universale, nei

costumi e istituzioni di un popolo e così la ragione diventa Spirito!

D. Spirito →

* le figure dello spirito non sono più figure della coscienza, ma figure di un mondo, momenti

oggettivi del processo storico!

a. Bella Eticità : mondo greco, in cui la vita dell’individuo è

tutt’uno con quella della comunità; questa unità però contiene in sé il

germe della scissione cioè quella tra legge divina e legge umana,

rappresentata nel mondo romano: individuo e stato vengono

contrapposti, la legge non è più la stessa volontà individuale ma un

diritto che lo stato impone estrinsecamente come un potere che lo

sovrasta.

b. Regno

della Cultura: viene rifiutato tutto ciò che è immediato e si assegna

valore solo a ciò che è mediato frutto di un’operazione del pensiero.

La filosofia della riflessione ha un duplice valore: positivo, perchè da

inizio alla mediazione del pensiero indispensabile per la

comprensione dialettica della realtà; negativo, poichè è opera

dell’intelletto che anziché cogliere la realtà nella totalità la frantuma

in una molteplicità di aspetti astratti. L’Illuminismo ne rappresenta

l’apice: sottopone tutto al vaglio della ragione riflettente, ma la libertà

così conseguita è negativa che tutto abbatte senza proporre nulla di

positivo (Terrore, conquista con la violenza una libertà astratta).

Religione: coglie l’Assoluto ancora sotto forma di una

rappresentazione, e si mantiene ancora la distinzione tra soggetto e

oggetto, Dio appare ancora come trascendente il mondo

- religione naturale (orientale)

- religione artistica (greci e romani)

- religione rivelata (cristianesimo)

c. Sapere Assoluto: lo spirito riprende coscienza della sua

unità non più in forma naturale e immediata ma con la

consapevolezza della mediazione e della riflessione, esso quindi

prende coscienza di sé come Assoluto non più in forma

rappresentativa ma concettuale: solo per mezzo della filosofia lo

spirito può pensare se stesso, cioè essere insieme soggetto e oggetto

del sapere. La fenomenologi aè quindi non solo storia della coscienza

ma anche scienza, conoscenza totalizzante e sistematica dello spirito!

d. IL SISTEMA – Enciclopedia delle scienze filosofiche 1817

Il processo di costituzione dell’intero può avvenire:

- Fenomenologia: descrivendo il cammino della coscienza dalla più bassa e parziale

consapevolezza di sé come coscienza naturale al sapere assoluto, alla scienza perfetta della realtà

totale e infinita

- Enciclopedia: in termini di sistema, analizzando le diverse determinazioni parziali in cui si

articola la realtà con le loro reciproche relazioni. Totalità della realtà intesa come ragione assoluta

e infinita, l’Idea.

A. LOGICA, Idea in sé

L’Idea viene considerata nell’elemento astratto del pensiero, cioè in base alle categorie che

costituiscono la struttura formale della realtà conferendole un carattere assolutamente razionale.

Anche se queste categorie razionali non sono distinguibili dalla realtà, nella logica vengono

considerate con un atto di astrazione a sé stenti.

Così come l’intelletto divino prima della creazione contiene già in sé il mondo come forma

archetipa, la logica descrive la struttura razionale che costituisce l’elemento formale della realtà;

però l’oggetto della logica è una pura astrazione: la struttura razionale del mondo è inseparabile

dalla sua realtà metafisica ed è quindi totalmente immanente ad essa!

Le categorie logiche per Hegel hanno un valore logico e ontologico: Logica = Metafisica !

“Ciò che è razionale è reale!”: dal momento che le categorie hanno una portata logica e

metafisica la struttura razionale del mondo è un tutt’uno con l’essenza del reale; ciò che è in sé

intrinsecamente e assolutamente razionale non può non essere reale.La facoltà di concepire

questa unità è la ragione speculativa, il sapere assoluto, che deve operare dialetticamente!

La storia della filosofia precedente non aveva colto questa unità:

- Metafisica tradizionale: la ragione può conoscere in maniera assoluta la realtà

espressa dagli oggetti metafisici tradizionali (Dio, anima, mondo), ma questa realtà

metafisica è ancora concepita come esterna alle forme soggettive del pensiero, intese

come funzioni conoscitive indipendenti dal loro soggetto.

- Dualismo Moderno: empirismo, rinuncia all’oggettività dando un valore soggettivo

alla conoscenza; criticismo, recupera l’oggettività fondandola sulla sintesi dell’Io

penso ma riconduce l’oggetto alla dimensione della coscienza soggettiva attraverso la

rivoluzione copernicana.

- Sapere immediato di Jacobi: conoscenza fenomenica dell’intelletto, e conoscenza

razionale che coglie immediatamente il proprio oggetto come una forma di fede,

sapere soggettivo.

Categorie delle Logica

a. Essere → Essere parmenideo, assolutamente privo di determinazioni; ma l’essere che non è

nulla di determinato trapassa nel concetto di nulla, il suo opposto. Quindi la

separazione di essere e nulla è solo apparente: essi sono i due momenti di un’unica

realtà, la loro sintesi è il Divenire.

Il divenire conduce all’Essere Determinato, esso si oppone all’altro, a ciò che è

determinato diversamente da sé. Essendo determinato è definito. La totalità degli

esseri determinati è un infinito: totalità conchiusa in se stessa, è la totalità infinita di

tutti i finiti, la cui infinitezza deriva appunto dal fatto di non lasciare fuori di sé nulla,

cerchio ≠ processo senza termine, retta.

b. Essenza → Essere considerato come oggetto della riflessione del pensiero che lo conosce nella

sua verità.

• Riflessione:

- Identità: ogni essenza viene riferita come identica a se stessa, però la

vera identità viene conseguita dialetticamente attraverso la negazione e il

ritorno in sé dell’identico;

- Differenza: negazione dell’identità: Diversità, differenza immediata;

Opposizione, differenza determinata da un oggetto che si oppone;

Contraddizione, gli opposti si negano ma si pongono vicendevolmente,

poichè l’uno esiste in quanto esiste l’altro, quindi la contraddizione non

deve essere rimossa ma riconosciuta come fondamentale

- Fondamento: contraddizione risolta in un superiore unità.

• Fenomeno

• Realtà effettiva, unione di essenza ed esistenza

c. Concetto → Unione dell’essere (immediato) e dell’essenza (riflessa) consentendo l’intelligibilità

dell’essere.

• Dottrina della Soggettività: si esaminano gli elementi in cui si articola

l’attività del soggetto pensante: concetto, giudizio, sillogismo.

• Dottrina dell’Oggettività: riguarda i diversi momenti dello sviluppo

dell’oggetto del pensiero, la natura: meccanismo, chimismo, teologia

• Dottrina dell’Idea: unità assoluta del concetto e dell’oggettività, realtà

razionale considerata nella sua totalità.

B. NATURA, Idea per sé

La Natura rappresenta l’Idea per sé, esteriorizzata, alienatasi rispetto al pensiero puro. E’ il

necessario momento di negazione. Essa è estrinsecità in sé, dispersione di momenti particolari che

non trovano un principio e una legge unitari, però obbedisce al sistema dialettico: i gradi

costituiscono una gerarchia in cui si rivela un progressivo passaggio dall’estrinsecità all’unitarietà

attraverso il graduale affermarsi dell’elemento dell’individualità.

a. Meccanica → Estrema particolarità, in essa la forma è imposta solo dal di fuori attraverso leggi

astratte (movimento della materia) e concetti astratti (spazio e tempo)

b. Fisica → Attraverso la sostituzione dell’analisi qualitativa a quella quantitativa comincia a

sorgere l’individualità

- Individualità Universale: qualità fisiche degli elementi fondamentali;

- Individualità Particolare: qualità fisiche considerate nei singoli

oggetti (peso, colore etc)

- Individualità Totale: qualità fisiche considerate come espressioni

particolari di tutta la natura (magnetismo, elettricità etc)

c. Fisica Organica → Elemento dell’individualità soggettiva sorretta da un’unità che presenta

caratteri già ideali. I tre gradi sono finalizzati gerarchicamente alla

realizzazione dell’individualità soggettiva.

- Natura Geologica

- Natura Vegetale

- Natura Animale

[ Romanticismo ≠ Hegel: no identificazione della natura con Dio, poichè la natura è solo una caduta, una negazione

rispetto alla purezza dell’Idea in sé. No natura convergente con lo spirito, poiché spirito e natura si oppongono e lo

spirito non può sorgere se non dove la natura viene negata e risolto in un momento interno all’idea.

Romanticismo = Hegel: ostilità verso la tradizione newtoniana che era fondata sul metodo empirico e quello

matematico. All’empirismo egli oppone il metodo speculativo che definisce ogni aspetto particolare della realtà

mediante il rapporto particolare con il tutto; al metodo matematico egli oppone il metodo dialettico che mostra

l’intrinseco derivare di un aspetto dall’altro in una reciproca relazione di opposizione e unità. La matematica e

l’esperienza si accontentano di un dato che esse assumono come punto di partenza ingiustificatamente; la filosofia

speculativa e la dialettica invece forniscono un fondamento assoluto ad ogni aspetto della realtà, riconducendolo alla

]

totalità infinita autofondantesi.

C. SPIRITO, Idea in sé e per sé

L’Idea torna in sé stessa arricchita dell’esperienza della negazione quindi sarà in sé e per sé:

pensiero puro e natura sono uniti in una concreta realtà nella quale le categorie del pensiero astratto

sono dispiegate nelle loro determinazioni oggettive.

a. Spirito Soggettivo → • Anima: principio vitale che è alla base dello sviluppo biologico

dell’uomo, materia e pensiero sono strettamente congiunti. Lo

spirito è ancora naturale poichè le sue manifestazioni sono ancora

strettamente connesse con la natura da cui scaturiscono, però vi è

una scala in cui progressivamente comincia a manifestarsi

l’indipendenza dell’individuo. La scienza è l’Antropologia, che

studia prima le manifestazioni vitali che l’uomo ha in comune con

la Terra, poi i ritmi naturali della vita (crescita, riproduzione etc),

poi le condizioni della vita sensitiva, poi l’analisi dell’abitudine.

• Coscienza: progressiva consapevolezza dell’unità tra soggetto e

oggetto, riporta ciò che era descritto nella Fenomenologia con la

suddivisione in coscienza, autocoscienza e ragione.

• Spirito: coscienza individuale giunta alla consapevolezza

dell’identità tra sé ed il proprio oggetto. La scienza è la

Psicologia, che studia prima lo spirito teoretico (momento della

conoscenza, azione dell’ogg sul sogg); spirito pratico (momento

della volontà, azione del sogg sull’ogg); spirito che si riconosce

come volontà libera (tende ad oggettivarsi nel mondo esterno:

passaggio dallo spirito sogg a quello ogg).

b. Spirito Oggettivo → Spirito realizzato esteriormente nella concretezza delle istituzioni

storicamente esistenti. Lineamenti di filosofia del diritto 1821

• Diritto Astratto: l’individuo è concepito come persona

giuridica (maschera teatrale), come entità stratta, come capacità

esteriore di compiere atti giuridicamente validi; tradizione

giusnaturalistica, lo scopo del diritto è quello di trovare un sistema

delle libertà individuali che consenta a ciascuno di oggettivare la

proprio volontà libera senza interferire con quella degli altri. La

persona giuridica deve esprimersi in una determinazione esteriore,

la Proprietà.

• Moralità: l’oggetto è l’individuo considerato nella dimensione

interiore della coscienza morale. Ma appunto perchè puramente

interiore la moralità viene posta di fronte al contrasto tra bene

universale cui essa aspira e la felicità particolare cui ogni uomo

tende + conflitto tra essere e dover essere, razionalità oggettiva

della realtà e razionalità ideale del comando morale. La moralità è

inadeguata perchè si esaurisce nell’interiorità senza mai

conseguire una vera oggettivazione esterna. Hegel ≠ Kant: l’errore

di K è aver pensato l’individuo solo interiormente e quindi aver

formulato una morale formale, la quale non distingue il bene dal

male (se tutti fossero d’accordo con l’uccidere sarebbe giusto

farlo), però è d’accordo con l’autodeterminazione della volontà da

parte della ragione.

• Eticità: l’universalità si manifesta come un ordine reale che

esprime la vita di un popolo, è concreta poichè vi è l’interiorità

dello spirito che anima le istituzioni e l’esteriorità oggettiva con

cui le istituzioni operano nella vita sociale e politica di una

comunità; è organica, in essa gli individui non sono considerati

come astratte persone giuridiche né come semplici coscienza, ma

come membri di un tutto di cui sono parti indissolubili.

- Famiglia: gli individui non sono più atomi sociali ma membri di uno stesso

organismo. L’unità che sente di sé è basata sul sentimento e non

razionalmente. Vi è ancora l’elemento naturale (unione sessuale). Essa si

esplica nei momenti del Matrimonio, del Patrimonio e nell’Educazione dei

figli.

- Società Civile: i figli una volta cresciuti entreranno a far parte della società

civile. Il momento principale è:

→ Sistema dei Bisogni: sistema nel quale i bisogni dell’individuo, in

contrasto con quelli degli altri, possano essere trasformati in bisogni

generali che interessino non solo il singolo ma l’intera società. Si

distingue quindi la società in tre ceti, basandosi sul criterio

fondamentale della divisione del lavoro: stato sostanziale, coltivazione

della terra; stato industriale, chi elabora materie prime o si occupa della

diffusione delle merci; stato generale, funzionari dello stato nei quali

l’interesse economico privato coincide con il servizio prestato alla

comunità. Il Sistema dei Bisogni è però il prodotto artificiale di

un’operazione dell’intelletto, il quale, diversamente dalla ragione che

coglie la totalità, costruisce un aggregato nel quale le parti sono

connesse esteriormente e forzosamente, quindi la Società Civile appare

come una giustapposizione di individui!

- Stato: piena realizzazione dell’eticità, riunisce l’organicità della famiglia

senza la naturalità e la riflessione della società civile senza la sua

artificialità intellettuale. E’ la più elementare manifestazione della ragione

assoluta colta nell’elemento immediato dell’esistenza di un popolo e delle

sue istituzioni. E’ il livello in cui la libertà si realizza nel suo massimo

grado, ma è la libertà dello stato e il dovere ultimo del cittadino è l’essere

membro dello Stato!

- Costituzione dello Stato: determina i tre poteri, legislativo,

governativo e sovrano (compendia nella figura nel monarca l’aspetto

28

dell’individualità e dell’universalità ). I sudditi parlano attraverso le

due Camere in cui si divide il potere legislativo.

- Diritto statale interno: insieme dei rapporti dello stato con gli altri

stati → Ciascuno stato non riconosce al di sopra si sé nessuna autorità

superiore, quindi non esiste un diritto internazionale, ognuno ha la

pretesa di universalità, quindi in caso di divergenza quindi la Guerra

è il solo modo per determinare il diritto di uno sull’altro, vincerà chi

in quel momento incarna al meglio l’Assoluto. La guerra non è vista

28 Il sovrano è una singola persona ma rappresenta lo Stato e decide in base al quadro normativo generale definito dal

potere legislativo. Egli è a favore della monarchi costituzionale!

come elemento assolutamente negativo, è un’occasione per sganciarsi

dal particolare e comprendere l’universale. E’ un momento etico

perchè è necessario che la vita etc sia posta come finita, come

accidentale e particolare. La salute dei popoli è dovuta alla guerra!

- Storia Universale: in essa gli Stati, che sono la massima espressione

dello spirito oggettivo, si rivelano come manifestazioni storiche della

ragione assoluta. Lo spirito universale (ragione assoluta) può rivelarsi

nello spirito di un popolo cioè nello sviluppo della storia universale,

diventando spirito del mondo, ma rimanendo legata alla dimensione

dell’oggettività. Ciascuno spirito di popolo può esprimere più o meno

adeguatamente lo spirito del mondo, acquisendo il predominio sugli

altri stati. L’individualità, nazionale e personale, nella storia

obbedisce ad una astuzia della ragione universale, della quale

persegue i disegni anche quando crede di agire in vista dei fini

particolari (mano invisibile di Smith). Hegel individua quattro fasi del

processo storico: mondo orientale (gli uomini non sanno di essere

liberi, solo il sovrano lo è ma, esercitando la libertà arbitrariamente e

in modo dispotico, non lo è veramente); mondo greco e romano

(progressivamente coscienza della libertà, schiavi e liberi); mondo

cristiano-germanico (il cristianesimo mostra il valore assoluto

dell’umanità, si sa che l’uomo è libero).

c. Spirito Assoluto → Ragione infinita che diventa consapevole di se stessa. Le tre determinazioni

29

hanno per oggetto l’Assoluto , l’infinito o Dio.

• Arte: l’Assoluto viene colto in forma

immediata attraverso l’intuizione sensibile; in essa una

determinata realtà sensibile si configura in maniera da lasciare

trasparire l’Idea assoluta, in maniera sempre più adeguata.

- Arte Simbolica: architettura, lo spirito non ha ancora

una conoscenza adeguata dell’Idea, per questo le forme

sensibili possono valere solo come simboli.

- Arte Classica: scultura, attraverso la raffigurazione del

corpo umano e della sua perfezione giunge a realizzare il

pieno equilibrio tra la forma sensibile e il contenuto

spirituale che deve manifestare.

- Arte Romantica (cristiana): squilibrio tra forma e

contenuto perchè si è consapevoli che l’Assoluto non

può essere adeguatamente espresso nella finitezza della

forma sensibile. Infatti si sceglie la pittura, la musica e la

poesia dove l’elemento sensibile è sempre più tenue.

Morte dell’Arte, lo spirito giunge alla consapevolezza

che l’arte non può esprimere adeguatamente l’Assoluto

per cui deve essere superata.

• Religione: l’Assoluto viene colto sotto forma di

rappresentazione intellettuale, l’Assoluto viene cercato nella

riflessione che nega l’immediatezza; però è ancora limitata come

l’intelletto da cui scaturisce; poichè nella religione l’uomo

conosce già l’Assoluto nella sua vera natura che è spirito, ma non

giunge a coglierlo nella sua unità organica e infatti lo fraziona in

una molteplicità di rappresentazioni (Padre, Figlio e Spirito Santo)

29 ASSOLUTO: PENSIERO CHE PENSA SE STESSO !

• Filosofia: è lo spirito assoluto stesso che, per

mezzo dell’autocoscienza umana, pensa se stesso e giunge alla

consapevolezza di sé. Essa opera attraverso il concetto razionale,

così l’uomo diventa consapevole dell’assoluta unità del reale,

conoscendo nel contempo l’articolazione dialettica nella quale la

totalità unitaria si organizza. Questo pensare stesso è il risultato di

uno sviluppo: l’autoconsapevolezza dello spirito coincide con la

consapevolezza della sua storia, perciò filosofia = storia della

filosofia: le diverse filosofie che si sono succedute storicamente

sono apparizioni nel mondo fenomenico di una specifica

determinazione dello spirito, cioè del grado di consapevolezza cui

lo spirito assoluto perviene nei singoli momenti storici.

SCHOPENHAUER [Il Mondo come Volontà e Rappresentazione 1819]

a. Il Mondo come Rappresentazione

Il suo punto di partenza è la concezione kantiana del fenomeno e della cosa in sé: Kant riteneva che

il fenomeno, attraverso la sintesi a priori, esaurisse la realtà accessibile alla conoscenza umana e che

il noumeno invece non fosse conoscibile, ma che fosse solo un concetto limite senza potergli dare

nessun concetto positivo privo di realtà sostanziale.

Schopenhauer: il fenomeno è il risultato delle forme a priori della conoscenza umana ma egli lo

considera come una semplice apparenza, parvenza, rappresentazione paragonandolo al velo di

30

Maya , in quanto copre la realtà vera, cioè la cosa in sé, il noumeno; quindi il fenomeno deve

essere travalicato per giungere al noumeno, la vera realtà! → Quindi il mondo è una

rappresentazione, cioè rapporto necessario tra soggetto e oggetto!

L’uomo conosce il mondo attraverso le forme a priori:

- Della Sensibilità: Spazio e Tempo, le quali hanno la funzione di determinare

l’oggetto in una pluralità di individui, resi specifici dai loro rapporti spazio-temporali.

→ Sensibilità: opera tramite rappresentazioni immediate.

- Dell’Intelletto: Causalità, costituisce l’essenza stessa della materia,

percepita attraverso lo spazio e il tempo; infatti percepiamo le cose in quanto rapporti

reciproci di causa e effetto.

→ Intelletto: Kant contrapponeva la sensibilità immediata passiva all’intelletto attivo, il

quale opera la sintesi delle rappresentazioni immediate della sensibilità unificandole in

rappresentazioni di rappresentazioni, cioè concetti ≠ Schopenhauer invece crede che

l’intelletto operi intuitivamente al pari della sensibilità, intuendo immediatamente il

proprio oggetto come rapporto causale!

→ Ragione: svolge per S la funzione che per K era quella dell’intelletto; le categorie della

ragione sono mediate cioè concetti; essa congiunge più rappresentazioni in un’unica

rappresentazione, cioè giudica. E poichè i concetti sono esprimibili solo con le parole,

ragione e linguaggio sono due facce di una stessa medaglia.

Spazio, Tempo e Causalità costituiscono il Principio di Individuazione della materia, differenziando

all’interno di essa ciascun oggetto individuale da tutti gli altri. Sensibilità ed Intelletto non sono più

kantianamente opposti ma convergono in un’unica conoscenza immediata.

30 Temi ripresi anche dalle Upanishad, testi sacri della sapienza indiana (Velo di Maya – Nirvana)

b. Il Mondo come Volontà

Il mondo della rappresentazione è un velo illusorio che nasconde la realtà. Come si può attingere

alla cosa in sé che soggiace al mondo fenomenico? Non attraverso la conoscenza intellettiva e

razionale, ma attraverso il Corpo.

Corpo: l’uomo non è solo mente ma anche corpo, il quale ha una duplice valenza:

- Oggetto di conoscenza, sebbene più immediato di altri, esso soggiace alle

leggi della rappresentazione

- L’uomo, oltre a conoscerlo, si sente anche corpo, il quale è espressione di

Volontà, quindi attraverso l’esperienza corporea l’uomo può penetrare al di là del mondo

della rappresentazione e pervenire alla cosa in sé!

Volontà

- Essa è una, e non sottostà al principio di individuazione.

- E’ irrazionale, è un’aspirazione senza fine e senza scopo, un tendere che non conduce a nessun

ordine e a nessuna acquisizione definitiva, è una forza cieca e inconscia, puro istinto e pura volontà

di vivere.

Il mondo fenomenico è pertanto l’oggettivazione della Volontà nella pluralità di oggetti individuali,

31

in una serie progressiva di gradi: forze della natura (gravità, solidità etc), vita vegetale, animale e

umana

→ Perciò tra i diversi esseri in cui si oggettiva la volontà vi è un eterno conflitto, una brama cieca di

esprimere quella volontà infinita e irrazionale. Nella natura c’è sempre guerra e lotta, la quale è il

dissenso della volontà con se stessa.

Pessimismo: questa lotta, essendo infinita, non porterà mai ad una felicità ma vi sarà solo un

pendolo che oscilla tra il momento del dolore (mancanza, bisogno), soddisfacimento del bisogno e

noia, dal momento che subito dopo il soddisfacimento di un bisogno si crea un nuovo bisogno, una

nuova lotta per l’acquisizione di qualcos’altro!

Poichè la volontà è irrazionale ciò che noi consideriamo nel mondo ordine e armonia è solo

un’illusione; l’ordine della società civile e della politica è solo un rivestimento di pulsioni ed

egoismo; la storia (≠ Hegel) è una sequela di irrazionalità e follia; la ragione è solo il mezzo per

giustificare, dando loro un’apparenza logica, i cechi impulsi egoistici dell’uomo.

Idee: sono tra il mondo fenomenico e la volontà, sono altre oggettivazioni della volontà che si

sottraggono ai rapporti di spazio, tempo e causalità, sono i modelli universali a cui si conforma la

realtà; quindi il mondo fenomenico è un illusoria moltiplicazione di queste idee.

c. Liberazione dalla Volontà

L’oggettivazione della volontà nel mondo fenomenico è principio di sofferenza e dolore, pertanto

per liberarsi da questi mali bisognerà negare il mondo fenomenico e così la volontà. Bisogna quindi

attingere ad una forma di conoscenza non fenomenica che non obbedisca al principio di

individuazione:

- Arte : è conoscenza delle idee; il soggetto riesce a svincolare l’oggetto dalla

condizioni spaziali, temporali e causali, contemplandolo come un’essenza, come

l’immediata oggettività della volontà; quindi non vi è più una mediazione, ma il soggetto si

perde interamente nell’oggetto e quindi nega anche la sua propria individualità, liberandosi

degli interessi particolari e diventando un puro contemplatore interessato (genio)! MA è pur

31 Queste forze non possono però essere considerate come entità fisiche connesse da rapporti causali, ma al contrario

esse sono forze metafisiche che agiscono indipendentemente da leggi di causalità, valida solo per il mondo fenomenico.

sempre un momento temporaneo, che finisce quando non si è più in contemplazione

dell’idea!

- Morale : attraverso la virtù la conoscenza va al di là delle manifestazioni

fenomeniche della volontà e giunge a comprendere la necessità di negare il proprio

spontaneo consenso all’impulso della volontà di vivere; questa conoscenza costituisce un

quietivo della volontà. Quindi dovrà estendere al piano pratico la sospensione del principio

di individuazione così l’uomo non considererà più se stesso come individuo contrapposto ad

altri individui.

• Giustizia: non uscire dalla propria giurisdizione

usurpando quella degli altri, anche se la volontà in noi ci porterebbe ad appropriarcene.

Ridurre ad un’unica realtà il proprio io e quello degli altri.

• Compassione: immedesimarsi negli altri,

vedendo negli altri uomini un’unica realtà; quando gli altri soffrono in realtà soffriamo

anche noi poichè siamo portatori dell’unica volontà (no sacrificio: non ci si deve

annullare per l’altro).

• Ascesi: negazione di se stessi, della volontà di

vivere in se stessa attraverso la mortificazione dei bisogni della vita sensibile, per

giungere alla Nolontà! Questo processo di negazione della volontà porta al nulla: non ha

alcun valore positivo (≠estasi mistica), esprime esclusivamente la completa negazione

della volontà di vivere, e pertanto la negazione del mondo come oggettivazione di questa

volontà 32

→ Morte: l’unico modo per riuscire a giungere alla Nolontà è la morte!

VII. KIERKEGAARD [Aut-Aut 1843 – Diario di un seduttore

1843 – Timore e Tremore 1843 – Briciole filosofiche 1844 – Il concetto dell’Angoscia 1844 -

Stadi nel cammino della vita 1845 – La malattia mortale 1849]

La filosofia di Kierkegaard è una reazione ad Hegel:

- H: l’esistenza veniva inclusi nell’essenza stessa, ed era pura accidentalità ≠

K: l’esistenza è una posizione assoluta, non è data dall’essenza, non è possibile ricavare

l’esistenza di una cosa dalla sua essenza.

- H: accetta la contraddizione, ma può farlo perchè opera su concetti astratti

≠ K: considerando dall’esistenzialismo le contraddizioni non sono eliminabili, bisogna

scegliere per forza fra due alternative, le quali non possono essere mediate!

- H: occupandosi solo delle essenza la sua filosofia aveva per oggetto

l’universale, l’Assoluto ≠ K: incentra la sua filosofia sull’esistenza, la quale appartiene al

singolo (≈ Cristianesimo: non si rivolge all’uomo in generale ma sempre all’uomo singolo e al

suo rapporto con Dio). L’uomo non esce mai dalla sua soggettività, ma la stessa soggettività

può assumere un valore assoluto: l’ironia socratica, in quanto sapere di non sapere, esprime

una negatività infinita perché è negazione di ogni determinazione specifica; ma allo stesso

tempo essa contiene in sé una possibilità positiva cioè l’infinitezza intera della soggettività:

infatti la soggettività finita, negando ogni determinazione specifica, si apre nello stesso tempo

ad una soggettività infinita, cioè all’indeterminatezza dell’esistenza (?).

- H: ponendosi dal punto di vista dell’Assoluto si era proposto di

comprendere filosoficamente la necessità dell’essere ≠ K: il carattere fondamentale

dell’esistenza è la totale apertura verso il possibile: le diverse determinazioni dell’esistenza

32 Contraddizione: anche il voler negare la volontà è sempre una volontà! Quindi è impossibile, poichè la volontà del

singolo uomo è sempre espressione dell’unica volontà noumenica.

umana costituiscono possibilità che l’uomo può liberamente scegliere oppure no, in ogni

momento della sua vita l’uomo è chiamato a scegliere o a scegliere di non scegliere.

a. Stadi della Vita

Sono momenti successivi dello sviluppo individuale, ma tra l’uno e l’altro non vi è un automatismo

o una dialettica, ma solo un salto che può essere compiuto solo dalla libera scelta dell’individuo.

• Stadio Estetico : incarnato dalla figura del seduttore (Don Giovanni di

Mozart), la sua vita è incentrata nel piacere e nel godimento. Egli vive nel momento,

nell’istantaneità diacronica (ogni istante è separato dagli altri), non ha finalità. La sua è una

continua ricerca del nuovo, dell’eccezionalità, e rifiuta la ripetizione come sinonimo di noia.

Egli non sceglie.

Proprio a causa dell’assenza di un punto unificatore dell’esistenza egli giunge alla

Disperazione: presa di coscienza dell’assoluta vanità di ogni cosa, che egli può vivere in due

modi diversi:

- Vede il mondo senza senso e non prende nulla sul serio, quindi fonte di

divertimento, Non esce dallo stadio estetico!

- Percepisce che la sua vita non ha alcun senso → Passaggio all’Eticità!!

• Stadio Etico : incarnato nella figura del marito (consigliere di stato

Guglielmo). La sua vita è caratterizzata dalla dimensione della scelta: egli sceglie un

compito che porta aventi, egli sceglie innanzitutto tra bene e male e in ogni istante egli

riconferma ciò che ha già scelto per sempre (moglie, professione etc). All’esasperata ricerca

dell’eccezionalità dell’esteta, l’etico contrappone la tranquilla universalità del dovere, il

quale non è un imposizione esteriore ma ciò che ciascuno ha deciso di diventare in virtù

della sua libera scelta. L’uomo etico non è mai solo, ha sempre il conforto dell’opinione

comune, le regole della morale sono sempre condivise da una generalità.

Ma anche la vita etica è limitata, poichè se ha scelto se stesso fino in fondo egli raggiungerà

la propria origine, Dio; ma, poichè di fronte a Dio si prova l’inadeguatezza morale, l’esisto

finale sarà il Pentimento → Passaggio allo stadio Religioso!!

• Stadio Religioso : rappresentato da Adamo. L?uomo religioso è solo, il suo

unico rapporto è quello con Dio; comporta una sospensione dell’etica poichè il religioso

impernia la su avita solo sulla volontà di Dio che può anche divergere dalle leggi dell’etica.

Es. Adamo che, per volere di Dio, deve sacrificare il figlio: dal punto di vista morale il suo

dovere deve essere quello di essere un buon padre e di non uccidere, quindi lo condanna e

non viene capito da nessuno, anche Abramo stesso non può essere certo di essere nel giusto

( egli non è un eroe tragico≠ Agamennone e Ifigenia: la comunità lo capisce perchè comprendono la legge

superiore ?)

La fede è Rischio e Paradosso, va la di là delle umane capacità di comprensione.

Il credente non ha l’angoscia del possibile poichè il possibile è nelle mani di Dio; nè si perde

nella disperazione perchè sa di dipendere da Dio. La fede è il risultato di un atto esistenziale

con cui l’uomo va al di là di ogni tentativo di comprensione razionale.

Il cristianesimo è l’unica vera religione poichè esso soltanto riesce a esprimere la verità per

mezzo della dottrina dell’incarnazione di Dio; la venuta di Dio nel mondo costituisce un

evento storico che però richiede il dono della fede per essere accolto. La tesi centrale del

cristianesimo , l’incarnazione di Dio in Cristo, è una verità di per sé assurda, in quanto

implica la paradossale inserzione dell’eternità nel tempo e tale evento viene accettato tutte le

volte che l’uomo riceve il dono della fede.

→ Angoscia: vertigine che nasce dalla possibilità della libertà; l’uomo sa di poter scegliere , ma

l’indeterminatezza di questa situazione lo angoscia, poichè è tutto possibile, che è come dire che

nulla è possibile, poichè vi è la possibilità dello scacco, del nulla. Poichè la libertà è condizionata

dall’ignoranza di ciò che può succedere (quindi l’angoscia, che non ha oggetto, trae origine dalla

libertà di agire in un mondo in cui nessuno sa cosa accadrà).

→ Disperazione (malattia mortale): riguarda il rapporto del singolo con se stesso. E’ motivata dalla

constatazione che la possibilità dell’io si traduce in una impossibilità; infatti l’uomo se decide di

volere se stesso (realizzarsi fino in fondo), viene necessariamente messo a confronto con la propria

limitatezza e con l’impossibilità di compiere il proprio volere; se invece decide di non volere se

stesso (rifiutare se stesso) cercando di essere altro da sé, si imbatte in una impossibilità maggiore. In

entrambi i casi l’io è posto di fronte al fallimento.

DESTRA E SINISTRA HEGELIANE

*Premessa Storica: rivoluzione di luglio del 1830 in Francia, caduta della dinastia borbonica, proclamato re Luigi

d’Orleans inizia la monarchi di luglio sotto il segno di un moderato liberalismo.

Razionalità

DX: Ciò che è storicamente realizzato presenta una sua razionalità intrinseca.

SX: La razionalità non ha ancora trovato pieno compimento nella realtà.

Religione

DX: la filosofia di Hegel si accorda con i contenuti della fede: religione e filosofia stesso contenuto,

sotto forma di rappresentazione e concetto.

SX: la filosofia di Hegel però poteva essere soggetta anche ad un’altra interpretazione: la

rappresentazione religiosa, proprio a causa della sua inadeguatezza, deve essere abbandonata e

sostituita interamente dalla filosofia.

STRAUSS, sinistra hegeliana. I vangeli raccontano un mito, creato liberamente sulla base delle

attese e delle credenze suscitate da Gesù nei primi cristiani; pertanto la religione in generale non

può essere innalzata alla sfera del concetto mediante la filosofia: scissione di filosofia e religione!

BAUER, inizialmente aderente alla dx. presenta Hegel come il prototipo del vero ateo poichè

avrebbe sostituito Dio con l’uomo e la fede con la filosofia. Sostiene che il cristianesimo aveva

elevato ad essenza dell’uomo l’infelicità ed il dolore, quindi, l’uomo, per tornare pienamente in se

stesso, deve eliminare totalmente il cristianesimo.

*Premessa sotrica: 1840 Federico Guglielmo IV sul trono di Prussia

Problema Statale

SX: la teoria hegeliana dello stato appare sempre più una giustificazione dello stato prussiano.

Recuperano il principio hegeliano della negazione dialettica e della contraddizione che muove il

mondo: si mette in luce l’inadeguatezza e la contraddittorietà della realtà rispetto all’idea razionale

dello Stato.

IX. FEUERBACH

Essenza del Cristianesimo 1841

La religione consente di scoprire quale sia l’essenza dell’uomo: l’infinito; tutta via nessun individuo

singolo contiene in sé l’infinito nella sua totalità, perciò l’uomo ricorre a Dio e trova in esso

l’oggettivazione della propria essenza, l’infinito.

La religione è quindi l’oggettivazione dei bisogni e delle aspirazioni dell’uomo e quindi ha

un’origine pratica: l’uomo avverte la sua insicurezza e cerca la salvezza in un essere personale,

infinito, immortale etc → E’ l’uomo a fare Dio!! In Dio e nei suoi attributi l’uomo proietta se

stesso:

L’uomo ha alienato la propria essenza esternamente a sé

L’ha collocata in un essere infinito etc in un mondo al di là di quello terreno

- Per recuperare la propria essenza quindi dovrà negare il mondo terreno →

Colpa del Cristianesimo: aver condotto all’ascetismo, alla fuga dal mondo, alla rinuncia e

alla spogliazione delle qualità umane a favore di Dio!

La conoscenza che l’uomo ha di Dio equivale quindi alla conoscenza che ha di se stesso, ma solo

nella filosofia l’uomo si rende conto che Dio è l’oggettivazione della sua essenza! Pertanto religione

e teologia dovranno trasformarsi in antropologia ( = filosofia): attraverso la progressiva negazione

di Dio diventerà possibile liberare l’essenza dell’uomo e i predicati che prima venivano attribuiti a

Dio verranno riscoperti come possibilità e prerogative della stessa essenza umana!

Essenza della Religione 1845

La religione in generale ha la sua matrice nel sentimento di dipendenza dell’uomo dalla natura

(mondo da cui l’uomo dipende): tale dipendenza si manifesta all’uomo sotto forma di bisogno;

proprio per la difficoltà di soddisfarlo nasce la religione.

Critica ad Hegel

Teologia ≈ Hegel: entrambi alienano l’essenza umana in una realtà posta lontano dall’uomo (Dio –

Assoluto); nella filosofia hegeliana Dio diventa l’essenza della ragione stessa, le determinazioni che

lo qualificano (infinità etc) sono attribuite alla ragione stessa.

Hegel ha cercato di dedurre il finito dall’infinito, e che il primo è solo un momento negativo del

secondo.

Partire dal Soggetto, come dotato di sensazioni

Quindi qual è il compito della filosofia? Non partire dal pensiero autosufficiente inteso come

Assoluto, ma dal vero soggetto, di cui il pensiero è solo un predicato, l’uomo! → Occorre quindi

partire dall’intuizione sensibile perchè è veramente reale ciò che è sensibile, poichè non ha bisogno

di dimostrazione. Pertanto la Natura diventa la base reale della vita dell’uomo! Solo dalla sensibilità

deriva il vero concetto dell’esistenza: infatti solo ciò che è piacevole o doloroso modifica lo stato

dell’uomo e indica che qualcosa esiste o manca. La corporeità conduce al riconoscimento

dell’esistenza di un essere differente dall’io ed il vero principio della vita e del pensiero non è l’io

ma l’Io e Tu, il cui rapporto più reale si configura come amore.

Natura

Nella sua ultima opera egli insiste sull’importanza della conoscenza della natura e di un rapporto

armonico dell’uomo con la natura stessa.

X. MARX

Rovesciamento della Filosofia Hegeliana

1. Filosofia come critica razionale della realtà: dopo la sintesi sistematica di Hegel, la filosofia

deve riprendere contatto con la realtà e deve cercare una realizzazione nel mondo esterno. Deve

quindi dimostrare l’inadeguatezza della realtà rispetto a ciò che è razionale.

2. Religione: è un prodotto del mondo dell’uomo, è l’oppio del popolo poiché fornisce una

giustificazione ed una consolazione nei confronti della realtà; la liberazione dovrà avvenire


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DellaFilosofia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Mori Massimo.

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