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Storia della filosofia moderna

Modulo II - Prof. M. Mori

I. Kant

Principali opere

  • Sogni di un visionario chiariti con i sogni della metafisica 1766
  • De mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principis 1770
  • Critica della ragion pura 1781
  • Prolegomeni ad ogni futura metafisica che si presenterà come scienza 1783
  • Fondazione della metafisica dei costumi 1785
  • Critica della ragion pratica 1788
  • Critica del giudizio 1790
  • Metafisica dei costumi 1797

Periodo precritico

Lento processo attraverso cui Kant rimedita il pensiero di Leibniz e Wolff fino ad emanciparsene con la pubblicazione della Dissertazione del 1770.

Opere scientifiche

Leibniz è il punto di partenza della fisica kantiana; in matematica la forza può essere espressa dalla formula cartesiana mv ≠ in fisica e metafisica formula di Leibniz 2mv. Poi interpreta le monadi leibnizianamente in senso materiale e accetta la dottrina di Crusius (connessione fisica eterna tra monadi ≠ Leibniz). La concezione dinamico-finalistica di Leibniz va a sostituirsi con quella meccanicistico-causale di Newton.

Opere filosofiche

Influenzato da Wolff nella metafisica e gnoseologia; principio di contraddizione e di ragion determinante come principi primi della metafisica, ma contesta a Wolff la priorità del principio di contraddizione (poiché è il negativo del principio di identità) e ne introduce altri due, principio di successione e di coesistenza (spiegano rapporti temporali e spaziali).

No metodo sillogistico sintetico di Wolff (pretendeva di costruire astrattamente la metafisica, connettendo le singole conoscenze sulla base della loro non contraddittorietà formale, senza preoccuparsi di trovare un riscontro nell'esperienza): questo metodo sintetico va bene per la matematica ma non per la filosofia perché non si occupa solo di ciò che è logicamente possibile ma di ciò che è effettivamente esistente. L'esistenza per Kant non è mai deducibile dal pensiero, è una posizione assoluta, non costruibile con il pensiero ma deve essere data per via extralogica dall'esperienza. Quindi se la filosofia non può procedere per sintesi dovrà procedere per Analisi: partire da un concetto dato, per scomporlo nei suoi elementi in modo da renderlo evidente, poi si potrà accedere alla sintesi. In questo modo Kant fa convergere l'empirismo (analisi come scomposizione del dato empirico) e Leibniz (analisi come applicazione formale del principio di identità).

Problema della causalità

Ma l'Analisi è inadeguata per il problema della Causalità: è impossibile dedurre analiticamente in base al principio di identità l'effetto dalla causa, poiché l'effetto è per definizione qualcosa di diverso dalla causa e di irriducibile ad essa.

Pietismo, carattere rigoristico dell'etica. Wolff, riferimento culturale primario. Empirismo di Hume, limiti del razionalismo e criticismo. Rousseau, influenza etica, senso del valore dell'uomo in quanto tale, indipendente dalla sua posizione sociale o dal suo livello culturale. Hume-Newton sveglia dal sonno dogmatico.

Kant ammette però la possibilità di un'Opposizione Reale: connessione tra cose reali che non sia riconducibile al principio di identità. Forma di sintesi non sillogistica wolffiana, non basata esclusivamente sul principio di contraddizione e identità, ma non sa ancora su quale principio.

Kant non ha una soluzione al problema della conoscenza ma sa che la filosofia non deve abbandonarsi all'illusione di poter costruire con certezza l'intero edificio della metafisica semplicemente applicando un principio di coerenza formale; piuttosto il compito della filosofia è di essere la scienza dei limiti della ragione: ambito dell'empirismo (Sogni di un visionario).

Morale

Critica la morale della perfezione di Wolff, che definisce buona l'azione volta al perfezionamento dell'uomo, poiché la nozione di perfezione è meramente formale e non contenutistica. Kant crede nella dottrina del Sentimento Morale di Shaftesbury e di Hutcheson, stabilendo una netta distinzione tra il piano della ragione (conoscenza) e quello del sentimento (dimensione etica e estetica). Il sentimento è anche la fonte di determinazione del bello e del sublime.

Dissertazione del 1770

La Dissertazione è l'ultimo scritto del periodo precritico e il primo della fase critica. Kant contro Leibniz fa una distinzione di genere fra le due conoscenze.

Prima parte - Criticismo

Rivoluzione Copernicana! Conoscenza Sensibile: oggetto solo le rappresentazioni delle cose come appaiono, riguarda la dimensione fenomenica delle cose, considerate nel loro essere modificate dalle forme della sensibilità. Non percepiamo le cose in sé ma necessariamente le modifichiamo nel procedimento percettivo adattandole alle forme soggettive a priori (non dipendono dall'esperienza) di spazio e tempo della nostra intuizione.

Seconda parte - Dogmatismo

Conoscenza Intellettuale: oggetto sono le rappresentazioni delle cose come sono, riguarda le cose in sé nella loro dimensione noumenica, nel loro vero essere che può essere colto solo con il pensiero. I concetti dell'intelletto (idee pure) non dipendono dalle rappresentazioni della sensibilità; in virtù di questa indipendenza del pensiero dalla sensibilità le idee pure possono cogliere la realtà nella sua essenza noumenica, senza alterazioni fenomeniche.

Criticismo

Se è indubitabile che le scienze esatte siano possibili poiché è un dato di fatto, non è chiaro in che modo siano possibili; quindi occorre instaurare un tribunale della ragione in cui essa, giudice e imputato, determini i limiti e le possibilità della conoscenza umana.

Programma della filosofia kantiana

  • Come è possibile una matematica pura?
  • Come è possibile una fisica pura?
  • Com’è possibile la metafisica come scienza?

Causalità

La critica alla validità necessaria della scienza era stata imperniata da Hume sulla nozione di Causalità: l'esperienza non fornisce mai la necessità della connessione causale, ma solo una successione temporale e una contiguità spaziale di fenomeni. La causalità non può essere dimostrata con il principio d’identità, poiché l’effetto non è uguale alla causa.

Kant riprende questa critica: la necessità causale non può essere data da alcun giudizio a posteriori (esperienza) né data da alcun giudizio analitico (fondato sul principio d’identità). Se si vuol salvare la validità oggettiva della causalità bisogna trovare una forma di connessione la quale non si fondi sull’esperienza né sul principio d’identità.

Bisogna indagare la possibilità di un giudizio SINTETICO A PRIORI.

Giudizi

  • Analitico a Priori: il concetto del predicato è già contenuto nel concetto del soggetto, essendo identico ad esso; è universale ma non produce nuova conoscenza.
  • Sintetico a Posteriori: unione di due concetti diversi sulla base dell’esperienza; produce nuova conoscenza ma è particolare quindi non ha validità scientifica.
  • Sintetico a Priori: la sintesi tra soggetto e predicato si fonda su un principio a priori, interno al soggetto conoscente.

Da questo giudizio dipende la validità universale e necessaria della Causalità e anche degli altri Concetti Intellettuali che istituiscono connessioni necessarie relative al mondo della natura, quindi la possibilità della Fisica, della Matematica e della Metafisica come scienza razionale. Quindi le tre domande della Critica diventano una sola: Come sono possibili i giudizi sintetici a priori?

L'universalità della conoscenza dipende dal soggetto stesso, il quale, nell'atto del conoscere, proietta sull'oggetto la propria capacità sintetica. La filosofia deve occuparsi non più degli oggetti in se stessi, bensì degli elementi a priori che nel soggetto rendono possibile la costituzione e la conoscenza di quegli oggetti. Rivoluzione Copernicana: filosofia trascendentale.

La Critica della Ragion Pura

Scritto sotto forma di trattato sistematico, poiché per Kant la sistematicità è un’esigenza intellettuale e metodologica irrinunciabile. Le Critiche sono opere propedeutiche a un sistema della filosofia. Infatti la ragione umana, oggetto e soggetto dell’indagine filosofica delle critiche, ha una struttura architettonica: l’esposizione delle sue componenti non può quindi essere casuale, ma deve riflettere l’impianto oggettivo della conoscenza.

L’opera è suddivisa così:

Dottrina degli elementi

  • Estetica Trascendentale: dottrina della sensibilità
  • Logica Trascendentale: riguarda l’elemento del pensiero, prima nella facoltà dell’intelletto poi in quella della ragione dialettica
    • Analitica Trascendentale: relativa all’intelletto
    • Dialettica Trascendentale: relativa alla ragione

Dottrina del metodo

Metodo di applicazione degli elementi della ragione.

Estetica Trascendentale: forme a priori della sensibilità

Ogni conoscenza comincia con l’esperienza: affezione dei nostri sensi da parte degli oggetti esterni attraverso l’intuizione.

L’intuizione (empirica) ha in sé due aspetti:

  • Il contenuto materiale della sensazione
  • La struttura formale che rende possibile la ricezione: intuizioni pure di Spazio e Tempo sono le condizioni a priori di qualsiasi rappresentazione sensibile.

Spazio: forma del senso esterno.

Tempo: forma del senso interno.

Tutto ciò che è dato nell’intuizione viene necessariamente rappresentato nello spazio e nel tempo; quindi gli oggetti sono conosciuti non come sono in sé ma solo come appaiono, come FENOMENI.

Spazio e Tempo inoltre stanno a fondamento della matematica e della geometria: l’intuizione pura della continuità temporale sta alla base dell’aritmetica (rendendo possibile la successione numerica) e l’intuizione pura della contiguità spaziale fonda la possibilità della costruzione delle figure geometriche. Kant comincia a rispondere alla prima domanda della Critica: la possibilità della matematica (finirà di rispondervi con l’analitica trascendentale).

Logica Trascendentale

Analitica Trascendentale dei Concetti

L’intelletto tramite i concetti (rappresentazioni discorsive) ordina pensandole le diverse rappresentazioni sotto una rappresentazione comune, conferendo loro unità. La funzione unificante dell’intelletto è resa possibile dai Concetti Puri, forme a priori, le Categorie, le regole mediante le quali l’intelletto giudica, unificando le rappresentazioni.

Giudizi Categorie
Quantità
  • Universali: Unità
  • Particolari: Pluralità
  • Singolari: Particolarità
Qualità
  • Affermativi: Realtà
  • Negativi: Negazione
  • Infiniti: Limitazione
Relazione
  • Categorici: Sostanza e accidente
  • Ipotetici: Causa ed effetto
  • Disgiuntivi: Azione reciproca
Modalità
  • Problematici: Possibilità-Impossibilità
  • Assertori: Esistenza-Inesistenza
  • Apodittici: Necessità-Contingenza

Sostanza e Causa: anche per lui perdono ogni validità sul piano metafisico, in quanto non sono attributi delle cose in sé; ma in quanto concetti puri dell’intelletto essi sono forme a priori che condizionano la possibilità stessa della conoscenza e proiettano su di essa la loro universalità e necessità. La validità oggettiva di sostanza e causa è data dal fatto che i fenomeni dell’esperienza possono essere pensati solo in termini di sostanza e di causa, che sono forme necessarie del pensiero intellettuale.

MA cosa prova che l’unificazione operata dalle categorie porti alla costituzione di un’esperienza oggettiva e valida per tutti?

Deduzione trascendentale delle categorie: Poiché ogni nostro pensiero comporta un’unificazione delle intuizioni, deve esserci una Unità Originaria che preceda tutti i singoli atti di unificazione. Occorre dunque individuare nel soggetto conoscente un termine di riferimento unitario a cui rapportare tutte le rappresentazioni, in modo che esse trovino la loro unificazione proprio in questo riferimento comune, che deve essere un atto del pensiero: IO PENSO, autocoscienza del soggetto conoscente che, riferendo a se stesso ogni rappresentazione, ne costituisce il comune elemento unificante; è identico in tutti e quindi il risultato dell’unificazione sarà valido universalmente e oggettivamente.

Le categorie sono articolazioni interne all’Io penso, le funzioni logiche attraverso cui esso opera la sintesi trascendentale. Esse quindi vengono giustificate dal fatto che l’unificazione del molteplice, cioè la conoscenza stessa, non può avvenire se non per loro mezzo.

Legittimità: poiché la sintesi è possibile solo in presenza di una molteplicità di dati intuitivi da unificare, le categorie devono essere applicate solo alle intuizioni empiriche, cioè solo ai fenomeni. I concetti se non sono riferiti al materiale empirico sono vuoti e danno luogo a errori (come quelli della metafisica). Oggetto della conoscenza è sempre soltanto il fenomeno! Il noumeno può essere solo pensato e mai conosciuto.

Analitica Trascendentale dei Principi

Le categorie come possono essere applicate concretamente alle intuizioni, essendoci eterogeneità tra le categorie intellettuali e le intuizioni sensibili?

Schematismo Trascendentale: trovare un termine intermedio che sia omogeneo sia con il carattere sensibile delle intuizioni sia con la natura intelligibile delle categorie: Immaginazione Pura, ha per oggetto le intuizioni ma è in grado di operare un primo livello di sintesi dei dati empirici. L’immaginazione ci consente di intuire i dati empirici non solo nel tempo ma in una determinata modalità temporale. Queste determinazioni del tempo secondo regole, prodotte dall’immaginazione, sono gli Schemi Trascendentali Puri.

Queste regole sono le regole dell’uso oggettivo delle categorie, Principi Puri dell’Intelletto, criteri che stanno a fondamento di ogni uso legittimo dell’intelletto:

  • Assiomi dell’intuizione: hanno come principio che tutte le intuizioni sono quantità estensive, cioè tutti gli oggetti intuiti nello spazio e nel tempo sono dati come quantità (necessità di applicare la matematica e quindi la fisica).
  • Anticipazioni della percezione: hanno come principio che in tutti i fenomeni il reale che è oggetto della sensazione ha una qualità intensiva, un grado, cioè tutte le percezioni hanno un grado di intensità, quindi una grandezza misurabile le cui variazioni possono essere calcolate e previste dall’intelletto (applicabilità della matematica).
  • Analogie dell’esperienza: hanno come principio che l’esperienza è possibile solo mediante una rappresentazione di una connessione necessaria delle percezioni, cioè l’esperienza del mondo naturale è possibile solo in quanto esso si configura come un insieme di leggi necessarie. Le connessioni necessarie che l’intelletto istituisce tra i fenomeni possono essere la permanenza, la successione e la simultaneità. Di qui scaturiscono tre analogie dell’esperienza:
    • Principio della permanenza della sostanza: in ogni cambiamento di fenomeni la sostanza permane e la quantità di essa nella natura non aumenta né diminuisce.
    • Legge della causalità necessaria: tutti i fenomeni accadono secondo la legge della connessione della causa e dell’effetto.
    • Principio della simultaneità secondo al legge dell’azione reciproca: tutte le sostanze, in quanto percepibili nello spazio come simultanee, si trovano tra loro in un’azione reciproca universale (consente di vedere l’intero mondo naturale come un insieme in cui ciascun fenomeno è nello stesso tempo causa ed effetto di tutti gli altri).
  • Postulati del pensiero empirico in generale: decidono se il contenuto è possibile, o reale, o necessario.

Principi puri dell’intelletto = Leggi universali della natura.

Quindi Kant risponde ad uno dei problemi fondamentali della Critica: Come sia possibile una natura in generale? Intesa come insieme unitario di fenomeni, la natura è resa possibile dalle leggi della sensibilità, secondo cui le sensazioni sono percepite e ordinate nello spazio e nel tempo. Invece considerata come complesso unitario delle leggi che connettono i fenomeni in maniera necessaria, la natura è resa possibile dalle categorie e dai principi puri dell’intelletto. L’unità non è...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DellaFilosofia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Mori Massimo.
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