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Sonia Della Monica

Storia della Filosofia Contemporanea.

Prof. M. Ferrari.

Lunedì 22 Aprile.

“Ragione, storia ed esperienza della filosofia contemporanea.”

1. Ragione.

Da Kant in poi la determinazione dei limiti della ragione ha assunto un ruolo centrale. La filosofia

contemporanea si richiama spesso all’eredità della filosofia kantiana.

2. Storia.

Nel corso dell’ottocento (ma già nell’illuminismo) il tema dell’indagine storica e l’indagine del

mondo umano caratterizzano in maniera profonda il dibattito filosofico. Non solo la conoscenza

storica ma anche la storicità dell’essere umano stesso e la natura propriamente storica della cultura

umana che si sviluppa nel tempo passando attraverso epoche e stadi diversi. Quindi il campo si

allarga nel campo di quelle che vengono oggi chiamate ‘Scienze Umane’.

Come la ragione si sviluppi nella storia etc. quindi ragione e storia interconnesse!

3. Esperienza.

- Esperienza comune, come esseri del mondo (percezioni, visione del mondo che ci circonda,

esperienza dell’altro). Dimensione quindi che va oltre all’esperienza definita dall’empirismo

classico, usando anche gli strumenti della psicologia. La psicologia nel ‘900 diventerà

importante filosoficamente, che cosa vuol dire fare esperienza di qualcosa, es. Husserl.

- Esperienza scientifica: strutturata dalle scienze esatte che tematizzano l’esperienza in senso

della natura, presuppone strumenti matematici etc quindi molto diversa dall’esperienza

comune. Questi tre temi si rimandano reciprocamente. L’esperienza si coglie attraverso il

filtro della ragione (Kant). Quindi l’esperienza è un momento cruciale della filosofia

contemporanea. Soprattutto se si aggiunge la dimensione storica che storicizza la ragione

considerandola un prodotto dell’evoluzione umana.

Le principali fasi (1870 – 2000) sono:

- Neokantismo, fine ottocento soprattutto in Germania

- Dibattito tra Scienze dello Spirito e Scienze della Natura

- Frege, filosofia analitica

- Filosofia della scienza, comprensione filosofica della scienza, professata non solo da filosofi

ma anche da scienziati con interessi filosofici. (*come la filosofia non sia legata

1

necessariamente alla figura dei filosofi)

- Pragmatismo americano

- Bergson

- Husserl

- Heidegger, allievo di Husserl, dal quale poi si distacca

- Filosofia analitica: Russell, Circolo di Vienna e Wittgenstein

- Antropologia Filosofica

- Filosofia della Cultura

- Marxismo e la scuola di Francoforte

1 La filosofia tedesca ha avuto un ruolo predominante tra ottocento e novecento. In molte occasioni ha influenzato le

altre filosofie, rappresentando l’epicentro della ricerca filosofica. Centralità che va esaurendosi dopo la seconda guerra

mondiale. 1

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- Sviluppi della filosofia analitica (secondo metà del ‘900)

- Filosofia della scienza

- Ermeneutica, Gadamer

- Filosofia italiana contemporanea (Croce, Gentile) + fine della seconda guerra mondiale ad

oggi (lungo tentativo di ammodernamento della cultura filosofica italiana, la quale era

rimasta emarginata dalle altre correnti)

I. NEOKANTISMO

Discussione critica dell’eredità di Kant, punto di riferimento della filosofia che va a svilupparsi

nella seconda metà dell’ottocento. Ogni teoria sembrava essere una risposta a Kant.

La novità di Kant è il problema di definire i limiti della ragione umana, le risorse sulle quali essa

può contare e sull’individuazione della struttura della ragione (perchè la ragione per Kant è

strutturata in un certo modo). Le forme a priori indipendenti dall’esperienza che sono la sensibilità

(spazio e tempo) e quelle dell’intelletto (le categorie); attraverso la collaborazione di queste due

forme a priori si possono determinare i limiti dell’esperienza, cioè qualcosa di strutturato e

organizzato attraverso l’unificazione del molteplice (operata dalla forme a priori). Solo utilizzando

le forme a priori si può avere esperienza. Per Kant conoscere significa giudicare (legare un soggetto

noumeni,

ad un predicato) ma ha un significato nel momento in cui si riferisce all’esperienza (≠

nozioni senza un riscontro nell’esperienza, non conoscibili ma solo pensabili dalla ragione). Per

Kant la ragione umana ha il destino di essere tormentata da problemi ai quali non si può sottrarre

(pensare l’unità del mondo, Dio, l’anima, ciò che sta al di là dell’esperienza) e per soddisfare questo

bisogno metafisico della ragione deve confrontarsi con la metafisica. Kant si chiede perchè la

metafisica fino ad ora non sia stata una scienza nell’opera ‘Prolegomeni’.

L’esperienza vera e propria è quella che è strutturata, comunicabile, intersoggettiva. Egli intende sia

l’esperienza comune che quella scientifica (scienza newtoniana, scienza matematica della natura,

fisica).

Dopo Kant da una parte, sviluppando e modificando Kant ma comunque partendo da lui, sono nate

le grandi filosofie idealistiche (Fichte, Hegel, Schelling). La filosofia tedesca è stata largamente

dominata dall’idealismo (dal 1770 al 1830). Dal 1830 i sistemi idealistici di Hegel vengono

attaccati, lasciando spazio a nuove correnti filosofiche: Kierkegaard, Schopenhauer, Marx.

Intorno alla metà dell’ottocento l’egemonia dell’idealismo è profondamente logorata. In Hegel e

Schelling vengono rifiutate le filosofie della natura (ma non è propriamente vero perchè avevano

buona conoscenza della scienza). La scienza comincia ad avere altri ambiti al di fuori della fisica.

Grande sviluppo della ricerca scientifica:

- Fisica innanzitutto (nascita della termodinamica)

- Rivoluzione nella geometria: Geometrie non euclidee, che partono dalla confutazione del

quinto postulato costruendo un nuovo tipo di geometria. Quindi forte impatto sulla

matematica!

- Rivoluzionamento in Chimica, Biologia, Fisiologia e Psicologia. La Chimica nasce nella

fine del ‘700 e si afferma nell’800.

- Darwin.

- Psicologia cerca di diventar per la prima volta una vera e propria scienza: diventa autonoma

dalla filosofia e nel tentativo di assumere uno statuto di scienza usa gli strumenti delle

scienze esatte (> Psicofisica). 2

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- Le scienze storiche e quelle del mondo umano nell’ottocento hanno un’esplosione nuova.

L’orizzonte delle scienza si dilata dalla natura fino a comprende il mondo umano della

cultura.

FILOSOFIA: profondo mutamento dello statuto della filosofia! Intorno al 1850 la filosofia perde il

dominio di molti ambiti: psicologia, scienze umane, fisica etc. Che cosa resta alla filosofia? Si pone

un problema che riguarda se stessa, Filosofia della Filosofia. Le due diramazioni più interessanti

sono:

- progressiva tendenza della filosofia a ripensare se stessa in termini

Storia della Filosofia,

storici, (prima la storia della filosofia era già presente, ma non in termini di professioni);

- , ci si pone una domanda: Che cosa significa conoscere? Quali

Teoria della Conoscenza

sono le strutture portanti della conoscenza umana, cosa permette alle scienze di essere tali;

ovviamente ci si ricollega a Kant, il quale aveva sviluppato la propria filosofia in questo

ambito Ritorno a Kant!

↓ insieme di filosofie che riprendono la concezione kantiana e cercano di renderla

Neokantismo:

attuale ed adeguata a ciò che è successo dopo Kant, in ambito filosofico e scientifico. Ciò non

significa riprendere Kant alla lettera, ma ripensare i problemi posti da Kant, nella consapevolezza

che la critica della ragione di Kant è strutturata in una certa maniera anche perchè le scienze a quel

tempo erano la geometria euclidea e la fisica newtoniana (ed altre scienze non erano ancora tali).

Per Kant la filosofia non avrebbe mai potuto diventare una scienza! Ora invece lo è!

La concezione dello spazio di Kant deve subire una revisione, anche la sua concezione della

matematica. Quindi non si può più ripetere Kant, ma comprenderlo e superarlo!

Correzione di Kant:

- Diversa conformazione delle scienze Windelband

Uno dei maggiori esponenti del neokantismo è “Comprendere Kant significa andare

Non ripetere ciò che egli disse ma svilupparlo, mantenere la base filosofica, lo spirito

oltre Kant”!

ma non fermarsi lì. La vera fedeltà a Kant consiste nel filosofare nella sua maniera ma non nel

riproporlo in maniera acritica. L’obiettivo di Kant d’altronde era quello di insegnare a filosofare e

non di insegnare una filosofia. Prendere il paradigma filosofico kantiano.

Neokantismo: essenzialmente in Germania (ma anche in Francia, Gran Bretagna e Italia ma in

maniera minoritaria). 1860 – 1920 anni di influenza. Influenzò la filosofia successiva, Husserl,

Heidegger, la scienza (es. Einstein riconoscerà la grandezza di Kant poichè aveva individuato certe

categorie, convenzioni del pensiero). Trasversalità del neokantismo.

Martedì 23 Aprile.

NEOKANTISMO: distinzione fra due fasi.

- 1860-1870 Zeller, Lange, Helmholtz

→ →

Cohen, Natorp, Cassirer / Scuola di Baden

- 1870-1920 Scuola di Marburgo

Windelband, Rickert.

1. Nella prima fase carattere polemico e programmatico, tornare a Kant ma questo ritorno non

è una ripresa letterale ma comporta una modifica e correzione.

2. Più propriamente neokantista, formazione di vere e proprie scuole, le più importanti

Marburgo e Baden. Operazione sistematica della reinterpretazione di Kant e rielaborazione 3

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di una prospettiva filosofica che da un lato si basa sulla revisione di Kant e dall’altro

percorre una strada che si differenzia sempre di più dalla posizione originaria di Kant.

1)

Prima fase.

ZELLER

Formazione di tipo Hegeliana, ma poi abbandona l’hegelismo e diventa un grande storico della

filosofia in particolare greca. Nel 1862, chiamato ad insegnare all’università di Heidelberg, tiene

una prolusione ‘Sui compiti e i problemi della teoria della conoscenza’: sostiene che la filosofia

tedesca stia attraversando una crisi innescata dall’espansione progressiva delle scienze e la necessità

della filosofia di ripensare il suo ruolo e il suo statuto, riclassificarsi come teoria della conoscenza /

Kant ha lasciato aperti alcuni problemi che non è stato in grado di risolvere e che comunque sono

rimasti al centro della discussione filosofica; il problema per eccellenza è quello della cosa in se.

(La sua soluzione è quello di interpretazione realistica della cosa in se: si da qualcosa che travalica

l’ambito dei fenomeni.)

Risolutamente sostiene che alla crisi della filosofia si deve reagire tornando a Kant e pensare alla

2

filosofia come teoria della conoscenza!

HELMHOLTZ

Uno dei grandi padri della termodinamica, scienziato, studioso della fisiologia e non solo della

fisica. Le sue ricerche sugli occhi sono importantissime. Interviene nel grande dibattito sui rapporti

della concezione kantiana dello spazio e le nuove concezioni della geometria non euclidea (che dura

fino agli anni ’20, con la teoria della relatività di Einstein). E’ uno scienziato che si interessa della

filosofia e la cui opera è profondamente intrisa di elementi filosofici. Capostipite della filosofia

scientifica.

Nel 1855 in una conferenza a Konisberg sostiene che Kant, a differenza dei filosofi a lui successivi,

è stato un filosofo che ha sempre saputo intrattenere un dialogo positivo con la scienza (soprattutto

con la fisica newtoniana). Dalla morte di Kant è passato mezzo secolo e sono cambiate molte cose a

livello scientifico, soprattutto nella fisiologia che studia il funzionamento degli organi di senso. In

particolare si riferisce alla teoria di Muller dell’energia specifica degli organi di senso: ciascun

organo di senso ha una sua specifica energia, cioè un modo specifico di reagire agli stimoli del

mondo esterno. Helmholtz si rifà alla teoria di Muller sostenendo che questa teoria può essere letta

in chiave kantiana allo stesso tempo correggendo Kant: perchè Kant ha costruito la sua teoria sul

principio di ‘a priori’, studia il modo in cui il soggetto conoscente viene affetto da qualcosa tramite

la sensibilità e organizza le sensazioni tramite le forme a priori del tempo e dello spazio (sono

intuizioni e non concetti). La sensibilità quindi è resa possibile dall’intervento delle forme a priori

dello spazio e del tempo. Kant ha ragione perchè è vero che la nostra esperienza non sarebbe

possibile senza queste forme a priori MA va corretto poichè al suo tempo la fisiologia non era

sviluppata e Kant non ha saputo andare più a fondo. Per Helmholtz noi abbiamo come connaturato

al nostro essere un apparato percettivo, ad esempio quello visivo, che ci consente di organizzare

l’esperienza. E’ perchè siamo fatti così che vediamo le cose in un certo modo e non viceversa!

Quello che Kant chiamava a priori può essere tradotto in termini fisiologici come apparato nervoso

che è proprio degli uomini che funge da elemento organizzatore del sensibile!!

2 Liebmann, 1865 ‘Kant e gli epigoni’, in ogni capitolo analizza ogni filosofo successivo a Kant, e sostiene che nessuno

di loro ha dato una soluzione sufficiente ai problemi lasciati aperti da Kant. Forse solo in parte Schopenhauer. Bisogna

partire da dove Kant si è fermato. 4

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Queste tesi ci fanno vedere che un personaggio come Helmholtz sostiene al tempo stesso che

bisogna partire da Kant e che vada però corretto! Modernizzare Kant e renderlo adeguato ai nuovi

livelli raggiunti dalla ricerca scientifica (ai quali se Kant fosse vivo si adeguerebbe egli stesso).

LANGE

Filosofo, autore nel 1866 di “Storia del materialismo” (seconda edizione nel 70), testo di

riferimento per studiosi della filosofia per generazioni. Importantissimo perchè è una storia del

materialismo dalle origini (Democrito) sino all’età contemporanea. Negli anni ’50 vi era stato un

dibattito: alcuni scienziati avevano una tesi materialista sostenendo che il nostro pensiero fosse un

prodotto della natura chimica del nostro cervello. I filosofi che reagirono a questa visione

materialista furono molti (anche lo stesso Helmholtz). Lange, quando scrive la sua opera, vuole far

vedere cosa fu il materialismo e far vedere i rapporti tra filosofia e scienza. Lange sostiene che la

vera Perchè ha dimostrato in maniera inoppugnabile

confutazione del materialismo si ha con Kant!

che la conoscenza umana si base sulla correlazione inscindibile tra soggetto e oggetto (senza questa

connessione si ricadrebbe in un soggettivismo o materialismo). Kant comunque ha dei limiti, la

concezione dell’a priori: è irrigidito, indipendente dall’esperienza da sembrare un’idea platonica.

Va messa in discussione tenendo conto che nel frattempo dopo Kant la fisiologia degli organi di

senso hanno mostrato che ciò che Kant chiamava a priori può essere tradotto in una struttura di

carattere psico-fisiologico: struttura che appartiene all’essere uomo che funge da filtro e

organizzatore nella nostra esperienza sensibile. Lange quindi si appoggia all’opera di Helmholtz.

Questo tipo di interpretazione di Kant ha avuto larga fortuna in quegli anni, ma ha rappresentato

solo una fase perchè dagli anni ’70 si affaccia una nuova prospettiva.

2)

La seconda fase è più propriamente detta neokantismo. Influenza altre correnti filosofiche. Le due

3 e del Baden (o filosofia dei valori,

filosofie neokantiane principali sono le scuole di Marburgo

università di Friburgo, Heidelberg e Strasburgo – Windelband opera negli anni ’70 e muore nel

1915 – Rickert muore nel 1936 ed è considerato il grande sistematico della scuola del Baden,

pubblica nel ’21 il primo volume di un Sistema della Filosofia).

SCUOLA DI MARBURGO (Carattere maggiormente epistemologico-scientifico)

Cohen capostipite della scuola di Marburgo, è il più anziano, muore nel 1918 e opera negli anni ’70.

- Natorp invece muore ne l 1925 ed è molto importante perchè originariamente nasce come filologo

e studioso della filosofia antica. - Cassirer nasce nel 1874 e muore nel 1945.

(Molto spesso era diffusa l’idea che il neokantismo fosse una teoria della conoscenza scientifica e

storica, ma è errato! A partire dal ‘900 entrambe le scuole hanno in comune l’ambizione di costruire

una filosofia della cultura!).

- COHEN: nel 1871 pubblica la “Teoria kantiana dell’esperienza”, pietra miliare

dell’interpretazione di Kant e dell’evoluzione del neokantismo di Marburgo in particolare.

Già il titolo dell’opera dà l’idea che la critica della ragione pura Kant sia una teoria

dell’esperienza, bisogna partire dalle condizioni della possibilità dell’esperienza. Cohen

ritiene che l’esperienza di cui parla Kant non sia quella comune ma quella scientifica

(newtoniano)! Filosofia come logica della Scienza, che deve dimostrare le condizioni che

rendono possibile la scienza. Cohen contesta l’interpretazione psico-fisiologica dell’a priori

che era stata sostenuta da Helmohltz e Lange: l’a priori ha significato solo in quanto a priori

trascendentale (messa a fuoco di ciò che costituisce un piano a priori senza il quale non

sarebbe possibile l’esperienza degli oggetti), l’a priori è una forma che rende possibile

3 Piccola città vicino a Francoforte, in cui era presente un’università prestigiosa in cui aveva insegnato Melantone. 5

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l’esperienza scientifica. Conta la scienza che è un fatto storicamente dato: il compito della

scienza è quello di constatare il fatto della scienza e chied

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DellaFilosofia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Ferrari Massimo.
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