Storia della critica letteraria: La teoria del romanzo
Blanckenburg, Lukács e Bachtin
- Mazzoni, Teoria del romanzo, Il Mulino, Bologna 2011
- G. Lukács, “Il romanzo come epopea borghese”, M. Bachtin, “Epos e romanzo. Sulla metodologia dello studio del romanzo”, in G. Lukács, M. Bachtin e altri, Problemi di teoria del romanzo, Einaudi, Torino 1976
- R. Gilodi, Una vita in forma di libro, Il Melangolo, Genova 2005
- G. Paduano, Il testo e il mondo. Elementi di teoria della letteratura, Bollati Boringhieri, Torino 2013
Grandi generi letterari
Ricorda i grandi generi letterari (raggruppamento di testi dalle caratteristiche comuni) sono:
- Epico (narrato)
- Drammatico (raccontato direttamente)
- Lirico (composizione breve e lunga, ode)
Ci sono poi tanti sottogeneri. Se ci concentriamo al genere epico/narrativo abbiamo due grandi forme di narrazione:
- La forma in versi (epos) es. Eneide di Virgilio
- Il romanzo. ‘700 stagione di crisi e di scissione importante per il romanzo. Si problematizza il concetto di romanzo, si comincia a dare indicazione teoriche su come comporre un romanzo (Blanckenburg è un teorico del romanzo)
Blanckenburg e il romanzo
Blanckenburg è un nome importante della Germania della seconda metà del ‘700. Importante per l’idea di letteratura e la teoria del romanzo. Unico autore e teorico della letteratura che scrive un intero saggio sul romanzo. Lo chiama proprio saggio, parola che non è sempre stata usata. Milita a favore di una nuova idea di romanzo, gli interessa perché è un campo di scrittura che consente di rivoluzionare la letteratura stessa.
Il cambiamento sta nel fatto che la letteratura è stata per secoli un gioco, un passatempo che riguardava un’élite molto ristretta, un mondo sociale aristocratico e ecclesiastico. Il consumo culturale premoderno, prima da parte dell’aristocrazia è intenso: il romanzo viene molto apprezzato e fruito.
Il romanzo è il genere letterario che più di altri riflette il cambiamento in atto: crescente protagonismo di una nuova classe: la borghesia. La borghesia si accorge di non vedere riconosciuti i loro meriti a livello politico, in campo culturale rifiutano ciò che caratterizza l’aristocrazia.
Il romanzo viene posto in una posizione centrale per questo rinnovamento, essendo in prosa consente molta più libertà rispetto alla poesia. È la narrazione di una storia, cattura a livelli primitivi e originari (ricorda il piacere e l’imitazione infantile in Aristotele).
La nascita del romanzo moderno
Differenza rispetto ai romanzi precedenti:
- I protagonisti di queste nuove storie sono persone vicine, della prossimità.
- Finisce la stagione delle narrazioni sul meraviglioso (in inglese ROMANCE) e inizia una narrazione realistica e incentrata sulla vita e il destino di un protagonista che di solito dà il nome al romanzo. Ordinarietà di vita. In inglese chiamiamo questo genere NOVEL. Per quanto sia straordinario quello che succede ai protagonisti comunque si riferiscono magari a fatti di cronaca, come in Robinson Crusoe.
Primo romanzo: 1720 Robinson Crusoe. (Don Chisciotte è un antefatto del romanzo che viene letto a posteriori). Muore il poema epico. L’epos ha cambiato vita molte volte, ma è rimasto sempre una costruzione in versi (es. dalle materie antiche a quelle cristiane epico cavalleresche).
L’esigenza epica è rimasta, ma il testimone passa al romanzo che si trova ad essere il succedaneo di un genere che ha finito la sua esistenza: genere barocco, e dall’altra prende il testimone della narrazione in senso stretto. Gli individui del romanzo barocco (‘600) non hanno niente a che vedere con gli individui del romanzo del ‘700.
La prosa/romanzo nei secoli
Importante è la stagione bizantina del romanzo a cavallo dei secoli dell’anno 1000 X sec, IX sec…
- Nel II, III secolo d. C abbiamo in area greca il romanzo greco in lingua greca. (Es: Etiopiche di Eliodoro. Le avventure di Cherea e Calliroe di Caritone, Achille Tazio scrive Leucippo e Clitofonte. Longo sofista che scrive Dafne e Cloe.)
- Schema della storia amorosa che intreccia una vicenda di eccellenza etica (ripresa poi dal romanzo barocco): due protagonisti, lui e lei, vengono divisi, lei di solito insidiata nella sua virtù di solito dai Mori da cui riesce a sfuggire all’ultimo istante, lui catturato e ridotto in schiavitù sempre di solito da un musulmano. Lo spazio in cui ciò avviene è il Mediterraneo. Cataclismi, naufragi e cannibali sono elementi tipici.
Periodo medioevale: due diramazioni:
- Nel ‘500 i romanzi cavallereschi vengono trasformati in prosa
- Poi nel ‘600 c’è stata l’esplosione della prosa che prima di allora non era molto apprezzata.
- Romanzo barocco
- Nel ‘700 esplosione del nuovo romanzo.
Il romanzo
La parola romanzo indica un genere letterario, ma identificare gli oggetti che rientrano in questo genere è difficile. Mentre è più facile definire altri generi letterari, per il romanzo non si riesce. Le diverse definizioni possono essere corrette, ma anche negate da altre definizioni.
Il romanzo è un aggregato di genere in cui trovano posto altre strutture narrative. Non ci sono definizioni specifiche. Daniel Huet scrive un Trattato sull’origine dei romanzi intorno al 1770, tentativo di focalizzare questo genere letterario. Il pretesto per la scrittura di questo testo parte dal romanzo Zaide di Madame de la Fayette. Quindi questo trattato è in chiave epistolare. Racconta la genealogia, la storia di come è nato il romanzo. Secondo lui è una storia fondamentalmente amorosa. C’è un lui e un lei. (Ma questa idea non è sempre rispettata!). Un altro grande serbatoio è la materia storica.
Il romanzo quindi amalgama più elementi della tradizione:
- Amore (non nella tradizione greca e latina)
- Storia
I grandi romanzieri del ‘600 intrecciano i due filoni:
- Quello più moderno amoroso.
- Quello antico epico dell’eroismo.
Svolta settecentesca
1720 data fondamentale: pubblicazione Robinson Crusoe. Questi due elementi ci sono ancora, ma arriva una soggettività nuova, non si parla più di un eroe, il protagonista non ha attributi di eccellenza, non ha attributi di classe. I protagonisti vengono visti, come dice Blanckenburg, nella loro nuda natura. Proviamo a immaginare l’uomo nudo, nella sua nuda umanità, senza cultura. L’interesse per questo è dato dall’interesse del secolo per la natura umana. Un interesse scientifico. L’anima, la psiche definiscono e connotano la dimensione spirituale dell’uomo, l’uomo però si presenta materialmente con la sua fisicità. Nel ‘700 nasce l’antropologia, un sapere attivo sull’uomo, è lo studio del rapporto tra la mente e il corpo! È in Germania che questa disciplina viene esercitata in maniera preponderante. Questa disciplina da vita alla figura del medico filosofo (medico dell’anima), ne sa di mente e corpo.
Filosofo: immagine della malinconia, Democrito: immagine per eccellenza della malinconia. Caduta dei miti e disincanto portano alla malinconia, alle volte lo squilibrio tra mente e corpo porta a atti orribili: stati emotivi eccessivi che prendono il sopravvento e determinano il nostro agire, questi stati sono la malattia dell’uomo e questa malattia viene curata dal medico filosofo.
Il romanzo e Robinson Crusoe
Il romanzo è una rappresentazione delle azioni umane nell’ordinarietà della vita, nelle condizioni ottimali della vita. Che cos’è la condizione ottimale? Secondo Blanckenburg è la condizione in cui l’individuo porta a compimento quelle che sono in potenza le sue possibilità. Queste disposizioni formano un tutto intero, il tutto intero di una vita. L’autore rappresenta questa interezza. Si parla di BILDUNG ROMANCE: siamo nell’ambito tedesco (anche se ci sono romanzi Bildung in altre lingue es. Robinson Crusoe).
Il romanzo fornisce l’occasione di rappresentare sul palcoscenico le acquisizioni di questo nuovo sapere, l’antropologia.
Robinson Crusoe di Daniel Defoe
1719
Trama: Il romanzo racconta le fantastiche avventure del ragazzo di nome Robinson Kreutznaer, figlio di un mercante tedesco trasferitosi a York, chiamato da tutti Crusoe, che, desideroso di avventure fra i sette mari, si imbarca su una nave all'età di 19 anni. La nave naufraga, ma Robinson non si scoraggia. Purtroppo viene catturato durante un altro viaggio da pirati di Salè e rimane prigioniero per alcuni mesi. Fortunatamente Robinson riesce a fuggire e si ritrova in Brasile, dove allestisce diverse piantagioni.
La sfortuna non abbandona Crusoe; durante un nuovo viaggio intrapreso allo scopo di acquistare schiavi, la nave su cui viaggia affonda al largo del Venezuela, presso la foce del fiume Orinoco e il giovane si ritrova ad essere l'unico sopravvissuto di tutto l'equipaggio. Crusoe, dopo un momento di smarrimento, esplora l'isola e pian piano la colonizza tutta. Vi rimarrà ventotto anni, solo, senza compagnia, ma si adatta con facilità alla nuova vita e cattura per compagnia un pappagallo parlante. Durante la permanenza su quest'isola scrive un diario in cui racconta le sue esperienze e avventure. In seguito scopre la presenza di alcuni cannibali, li attacca e ne libera uno che tiene con sé, a cui dà il nome "Venerdì", insegna la lingua inglese e che converte alla fede cristiana attraverso la lettura della Bibbia.
Dopo tante peripezie torna a York, in Inghilterra, dopo un'assenza di 35 anni, scopre di possedere 600.000 sterline grazie alla rendita della piantagione brasiliana, divenuta nel frattempo fiorente, e per poco non muore di sorpresa. In seguito, richiamato da una sorta di nostalgia, vende la sua piantagione redditizia e si trasferisce sull'isola dove era naufragato, di cui assume il ruolo di governatore.
Segno distintivo di benessere in Robinson Crusoe: la gotta, che viene a chi mangia tanta carne. Il padre di Robinson ce l’ha e con la gamba sollevata riceve il figlio, gli dice: “senti bello vai dove vuoi, ma ovunque tu vada non starai mai meglio di qui, noi siamo della classe media, siamo a metà strada tra quelli che hanno tanto e quelli che non hanno niente”.
L’ambiente sociale di Robinson è quello della “middle class” o “classe media”, qui presentata come classe migliore a cui un uomo di quel tempo potrebbe appartenere, non essendo esposta alle miserie e alle difficoltà delle classi inferiori, e allo stesso tempo essendo distante dai vizi dell’aristocrazia, come la superbia e la vita di lusso. “Le amicizie e tutti gli svaghi e i piaceri desiderabili erano i doni celesti riservati alla condizione media della vita”.
Robinson ha i piedi per terra e la testa tra le nuvole. Prima del naufragio, con tutto quello che gli succede sembra un po’ un romanzo barocco, ma la vita dopo il naufragio è la storia di una salvezza che si genera da se. Le tappe del percorso sono scandite dal suo fare, tipico atteggiamento borghese. Molla sociale: cambiamento e trasformazione, siamo di fronte a un caso rovesciato, non c’è desiderio di emancipazione sociale, ma si parla di nuda umanità. Robinson sull’isola è l’uomo nudo. Che cosa sa fare un uomo nudo? Uno che non ha alle spalle l’appartenenza a un mondo? Deve inventarsi una nuova vita. Non dimentica il suo connotato originale. Incontra Venerdì, all’inizio lo abbraccia, ma stabilisce subito una gerarchia precisa, Venerdì deve conquistarsi tramite un iter la sua cittadinanza britannica. Robinson è figlio della regina, Venerdì della natura.
NB: Componente religiosa: I calvinisti pensano che è già deciso se finiamo in paradiso o all’inferno. Ricerca di un modo per capire a quale schiera apparteniamo. Attenzione a quello che ci capita per intuire. Nel caso di Robinson è facile intuire che Dio ha deciso di salvarlo, quindi ha puntato su di lui, ha capito che è uno sciagurato, ma gli succede qualcosa che lo riscatta dalla sua situazione. Robinson può salvarsi solo tramite la natura, anche questo è un segnale e lui inizia a crederci.
Svolta del ‘700: Robinson Crusoe
Abbiamo parlato della cesura della prima metà del ‘700, data fatidica 1720 del Robinson Crusoe. In questi anni avviene una svolta radicale:
- Si lascia la strada delle scritture narrative del ‘600 che riguardano la meraviglia (sentimento di sorpresa e distanza tra ciò che accade e un regime di attese fondato sulla comune esperienza del mondo es. poema epico cavalleresco…) e prevedono una narrazione in prosa (raramente in versi): nucleo amoroso + nucleo storico politico. Uno scrittore è bravo se coniuga l’utilità morale e il piacere. Anche i romanzieri barocchi presentano ai lettori situazioni fantasiose e avventurose, che riguardano il meraviglioso, ma sottolineano che l’intenzione che li guida è quella di comunicare un contenuto morale.
NB: I romanzi vengono considerati negativamente, le ragioni delle critiche al romanzo stanno nel fatto che il romanzo disattende i fondamenti della legalità aristotelica. L’aspetto più importante è la composizione dei fatti che deve essere unitaria.
- Inoltre non c’è la verosimiglianza.
- Si parla di immoralità.
Diverse posizioni sul romanzo
Il difensore del romanzo in Francia (nel 1770) è Daniel Huet a cui si oppongono i calvinisti: sono contrari a tutta la letteratura perché ha come fondamento la finzione, la costruzione di mondi possibili. I calvinisti fanno leva su alcune fonti della tradizione cristiana che respingono il consumo di letteratura: il consumatore è passivo a causa della sua passione. Il poeta che costruisce questi mondi si comporta come Dio, siamo di fronte a un peccato di ubris molto grave. Lo scrittore usurpa un ruolo che non è suo. Si eleva quindi una sanzione morale, ma soprattutto teologica. Le uniche scritture che non sono disdicevoli sono le sacre scritture.
Il realismo dell’800 in origine ha questo fondamento religioso, è la moneta letteraria utilizzata da scrittori che hanno mosso i loro passi in una cultura calvinista e si sono misurati con essi. I romanzi del ‘600 di fantasia e meraviglia sono romance. I romanzi del ‘700 sono novel. La preoccupazione è più realista. Defoe dichiara nella sua prefazione di parlare di una storia realmente accaduta.
Prefazione di Defoe a Robinson Crusoe
Se mai la storia delle avventure di un uomo qualsiasi di questo mondo è stata degna di pubblicazione e, una volta pubblicata, di essere accolta con favore, colui che l'ha data alle stampe è convinto che questo lo sia.
Gli eventi straordinari della vita di quest'uomo superano, a suo avviso, tutto ciò di cui si sia mai avuta notizia, ed è quasi impossibile che la vita di un singolo individuo possa presentare maggiore varietà. La storia è raccontata con accenti modesti e sereni, e con l'intendimento religioso di sfruttare le circostanze così come gli uomini savi se ne servono sempre, cioè per istruire gli altri mediante questo esempio, e per giustificare ed esaltare la saggezza della Provvidenza nelle più svariate congiunture della nostra vita, comunque possano verificarsi.
L’editore che l’ha data alle stampe è convinto che questa storia sia una cronaca di fatti realmente accaduti, e non vi sia in essa traccia veruna di invenzione. Ad ogni modo, il fatto che si tratti di avvenimenti pregressi non muta il valore del racconto, sia per il diletto del lettore, sia per l'insegnamento che gliene può venire. Egli pertanto ritiene, senza ulteriori giustificazioni nei confronti del pubblico, di rendergli un grandissimo servigio nel farlo stampare.
L’editore si presenta, ha trovato una storia interessante e la dà alle stampe. Questa prefazione è ricca di elementi del romanzo moderno:
- Storia di avventura degna di essere raccontata
- Si parlerà di fatti dello straordinario
- Varietà (utile a non rendere noioso il testo)
- Intenzione religiosa di usare i fatti (perimetro di una religione per cui sono importanti i fatti. Ricorda la predestinazione calvinista!) La questione etico-religiosa diventa questione letteraria.
- Si parla della nostra vita! Il narratore del ‘700 parla di noi! Della community. La scrittura non gioca sullo scarto, sulla distanza, al contrario lavora sull’ordinarietà. Pathos della vicinanza.
- Posizione originaria tra invenzione e verità: l’editore prende posizione a favore della realtà contro la finzione.
NB: Il pubblico non è più disposto a sentirsi raccontare storie finte, il bisogno di storie è oncologico, originario, ma queste storie devono essere credibili e in questo momento la borghesia non vuole storie giocate sulla meraviglia, questo pubblico vuole concretezza e storie vere! Quindi il pubblico crede a ciò che dice. L’avvenimento è realmente accaduto, c’è un fondamento di verità. Quindi sì, il pubblico crede alla storia. Le storie di per sé sono tutte finte, ma deve essere una finzione reale! Modificazione del gusto all’interno di un perimetro storico borghese. Nel ‘700 la borghesia assume un protagonismo politico, sociale e culturale (quello che interessa a noi). Legame tra domanda e offerta indica un mondo cambiato che va verso una progressiva mobilità sociale!
Defoe scrive anche Lady Roxana e Moll Flanders. Casi di mobilità sociale, queste donne sono esposte a rischi tipici di quei contesti sociali, sono donne perdute che...
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