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Storia della comunicazione scritta

Introduzione

La parola è naturale, è orale  Può concretizzarsi in scrittura  Parlare non equivale a scrivere  La nostra civiltà è sempre stata caratterizzata da questo rapporto, quasi conflittuale, fra oralità e scrittura. Metà del ‘400 invenzione della stampa  Trasformazioni  Fino a 20 anni fa, con l’avvento della tecnologia.

Prospettiva storica

La storia ci serve per capire le innovazioni e le trasformazioni  Se guardiamo al passato possiamo capire cosa succede ora. Galileo (Dialogo dei massimi sistemi, 1632): “Ma sopra tutte le invenzioni stupende, qual eminenza di mente fu quella di colui che s’immaginò di trovar modo di comunicare i suoi più reconditi pensieri a qualsivoglia altra persona benché distante per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo? Parlare con quelle che sono nelle Indie, parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni? E con quale facilità? Con i vari accozzamenti di venti caratteruzzi sopra una carta”.  È la scrittura!  La parola scritta resta, a differenza di quella parlata  Il tema l’ha ripreso e copiato Girolamo Ruscelli (Il rimario, 1559).

La comunicazione orale e la scritta

Jorge Luis Borges, La biblioteca di Babele, 1944: “By this art may contemplate the variation of the 23 letters…” La comunicazione orale è naturale per l’uomo  Quella scritta è una tecnologia, un qualcosa che qualcuno ha creato  Dalla pietra e lo scalpello al computer, sono sempre tecnologie  Dimensione tecnica.

Il libro e le sue trasformazioni

Libro  Ha subito molte trasformazioni  Era una parte della corteccia che poteva essere usata per scriverci  Es. i Romani lo consideravano come un rotolo di papiro  = supporto scrittorio generico  Mi consente di registrarci la parola  Ora si tende alla dematerializzazione (file…)  I supporti scrittori cambiano continuamente (dalla pietra, alle tavolette, al papiro, alla carta…)  La scrittura ha il problema della conservazione  Non tutti i supporti garantiscono la stessa conservazione  Pergamena (pelle d’animale)  Da qui parte la forma del libro  Ci si può scrivere sia sul retro che sul verso (al contrario del rotolo di papiro, in cui si può scrivere solo da una parte e tutto in un senso)  I secolo d.C.  Convive per molto tempo col rotolo, poi lo soppianta  Verrà chiamato dai Romani codex, codice, il rotolo invece era il volumen, volume.

Evoluzione dei supporti scrittori

Molta fortuna perché era molto duratura (si stinge l’inchiostro, ma la pergamena rimane praticamente intatta)  La si usa fino a fine ‘900 (documenti importanti, che devono durare, come diplomi, testamenti…)  Carta  Dal ‘200 fino all’800 deriva dagli stracci di cotone (più resistente e rimane bianca e intatta per molto tempo)  La nostra carta dura 50-60 anni, perché è acida  È un’invenzione cinese (I secolo), poi Medio Oriente, poi Spagna musulmana, fino in Italia  Da tenere in considerazione la conservazione e l’economicità  Riflessi di carattere sociale e politico  L’alfabetizzazione quindi è molto importante  Es. negli anni ’30 uno studioso ha messo a confronto alfabetizzati e non e ha notato che i secondi sono impossibilitati al pensiero astratto.

Excursus storico

Sono cambiate le forme di registrazione del linguaggio nel tempo  Ad un certo punto (4-5000 anni fa) l’uomo sviluppa la necessità di registrare  I primi tentativi di riportare traccia di qualcosa sono i segni/disegni/pittogrammi rinvenuti nelle caverne  Mano a mano si trasformano in segni sempre più stilizzati  Ci sono due famiglie di scrittura.

Scrittura ideografica/pittografica

  • Geroglifici egiziani
  • Scrittura cuneiforme
  • Il simbolo rimanda a un concetto/oggetto/idea
  • Create in molti luoghi distanti per luogo e tempo
  • L’idea di fondo è la stessa anche in contesti diversi, senza contatti

Scrittura fonetica

  • Un segno corrisponde ad un suono
  • In sé non significa niente
  • È stata inventata una volta sola, tutte derivano dai Fenici
  • Rielaborazione da parte dei Greci e poi consolidata dai Latini
  • Cirillico, ebraico e arabo
  • La differenza di base è che l’alfabeto fonetico traduce un suono in segno
  • Le lingue non hanno tutte gli stessi suoni
  • Es. il latino si è adattato a lingue molto diverse (ecco i nostri problemi a pronunciare parole e suoni di altre lingue)
  • Siamo in grado di riconoscere tutte le lettere delle lingue con lo stesso ceppo
  • Ci sono poche lettere
  • In Cina non si usa dappertutto la stessa lingua
  • Tutti però leggono la stessa cosa, anche se parlano lingue diverse
  • Gli ideogrammi sono uguali (anche fra cinese e giapponese)
  • Non si possono parlare ma si possono scrivere
  • C’è però il problema della quantità dei segni
  • Imparare un alfabeto fonetico è molto facile, quello ideografico è molto complicato
  • I sistemi ideografici sono anteriori (3000 a. C.) a quelli alfabetici (fenici 1500 a. C.)

Civiltà classica

Il supporto scrittorio più consueto era il rotolo di papiro  Civiltà molto evoluta  Sono in grado di sviluppare un pensiero complesso, usando la scrittura  I rotoli si conservavano in delle casse  Bisognava copiarli in continuazione perché duravano poco (la foglia di papiro si corrode facilmente e nel giro di poco)  I-II secolo d.C.  Evoluzione supporti scrittori  Pergamena, pelle d’animale molto stirata e sbiancata  Molto più resistente ma costosa  Si crea il Codex, un oggetto praticamente identico al libro.

Miniature e conservazione

La più antica immagine che abbiamo però risale al VII sec. e deriva da una miniatura della biblioteca laurenziana di Firenze  Si cambia l’arredamento, gli scaffali e gli armadi  Per molto tempo convivranno rotoli e codici di pergamena  Il passaggio fra uno e l’altro è molto lento (come ora)  I libri erano rilegati da una legatura, pezzi di legno ricoperti di cuoio e decorati  Si amava il libro e lo si adornava moltissimo e anche per questo era molto pesante  I ricchi e gli aristocratici ci tenevano ad avere legature molto preziose.

Medioevo

Si scriveva in città, non in campagna  Declino complessivo, anche dell’alfabetizzazione  La si coltiva all’interno dei monasteri  Grazie alle attività di copiatura dei monaci si è conservata la cultura classica  1000 d.C.  L’alfabetizzazione riprende  Lettura e scrittura sono molto utili  Es. registrazione commerciale, scuola…  Il possesso di libri è elemento di prestigio  Nascono università, soprattutto in Italia  Si sviluppano le miniature, decorazioni  Molto ben conservate perché i libri stavano chiusi al buio  Declino con la stampa.

Tipi di scrittura

Molto difficile leggere un testo medievale  Molte abbreviazioni (per risparmiare pergamena e per decorazione)  Note personali  Scrittura gotica, carolina, mercantesca  Grafie diverse  Poi la stampa ha uniformato tutto  Conservazione  Nel ‘400 si configura lo studio (per scrivere e per riporre libri)  Bisogno maggiore di scrivere  Leggio composto da panca e pluteo  Scaffali molto disordinati  Poco dopo verrà inventata la stampa  Cambiano molte cose con la stampa  Molti contrari, perché tutti pretendono di saper leggere (es. Bibbia)  Il copista perde il lavoro  I libri aumentano e costano meno  Problema di dove metterli  Ci sono plutei girabili per consultare molti libri contemporaneamente.

Xilografie e calcografie

Nascono le xilografie (stampe di immagini), incisioni su tavole di legno, poi cosparse di inchiostro  Ci sono anche le calcografie, incisioni su rame (tratto più sottile e possibilità di fare chiaro-scuri)  Scuola  L’alfabetizzazione cresce  Bisogno di libri e maestri  La scrittura si fa più laica  I mercanti ne hanno molto bisogno  Hanno bisogno di educazione  Hanno meno bisogno del latino, scrivono una sorta di lingua franca, capibile un po’ da tutti loro  I fitti rapporti commerciali si tenevano per lettera  Il servizio postale si intensifica e diventa pubblico  Si stabiliscono orari e tempi di consegna (giorni, mesi)  Gli studi commerciali sono più ordinati e molto pieni di carte e biglietti più che di libri  Il figlio del commerciante andava alla scuola d’abaco, per imparare a fare i conti  Bisognava saper convertire le monete.

Riforme del 1500

1500  Cambiamento importante  Aldo Manuzio, vero inventore del libro, aveva iniziato a stampare libri greci dal 1501  Introduce punteggiatura, numero di pagine, impaginazione, tutti elementi che usiamo tutt’ora  I costi erano molto grandi e la diffusione di libri greci molto limitata  Stampa in piccolo formato i classici latini (il primo è l’Eneide di Virgilio), più Petrarca e Dante  Quindi sono trasportabili, non come i grossi tomi che bisognava leggere seduti nello studio  Prima questo formato era solo per i libri di preghiere  Quadro di Giorgione raffigurante un giovane con un libretto in mano (1503)  La lettura diventa intrattenimento e piacere  Il possesso del libro permette di leggere ovunque  Il libretto porta la lettura fuori dallo studio  Non la popolarizza o la banalizza ma la diffonde fra individui colti, ma non letterati.

Lettura come passatempo

Rapporto fra supporto scrittorio e nuove abitudini culturali  Es. Macchiavelli scrive a Francesco Vettori (lettera) la sua giornata tipo  Dice che si metteva sotto un albero a leggere classici  La lettura è un passatempo (Macchiavelli lo consiglia a molti suoi amici)  A sera rientrava e si metteva nello scrittoio a pensare alla composizione delle sue opere  La figura del letterato viene un po’ superata per dare posto ad un individuo più simile a noi (uomo che legge dove vuole, non solo nello studio)  Ritratto di Bronziino del 1525, sempre con un giovane distinto che tiene il segno con il dito in un libretto.

Metà '500 e la riforma di Lutero

Metà ‘500  Riforma di Lutero  Non sarebbe stato in grado di avere un così grande successo senza l’aiuto dei libri e della diffusione degli scritti (95 tesi)  Tradotti in altri volgari per una maggiore diffusione  Corruzione della Chiesa  La quantità di libri presenti in Europa aumenta vertiginosamente  Prima un letterato possedeva max 30 libri, ora molti di più  Bisogno di catalogazione, altrimenti sono sopraffatto dalla quantità di informazioni  Dopo varie perfezionamenti nel corso dei secoli arriviamo a Google (stesso principio, solo attualizzato).

La biblioteca

La biblioteca  Nascono da Alessandria  Conservazione di documenti e testi  Pubblica fruizione (a partire principalmente da Roma)  Nel Medioevo ci sono quelle monastiche, dove i monaci copiavano i testi  Problema architettonico, dove mettere i libri?  Cesena, 1450, unica biblioteca rimasta com’era  Sembra una chiesa, con banchi e leggii  I libri erano incatenati ai banchi per evitarne il furto  Ogni libro aveva un preciso posto di lettura  Non erano messi a caso, l’ordinamento era per materia  Sulla base della concezione del sapere che si aveva all’epoca  Gerarchizzazione (teologia, filosofia, diritto, medicina…)  Leida, 1610, biblioteca dell’università  Scaffali, dove ogni libro era incatenato  Si potevano leggere sullo scaffale appena davanti, quindi sempre in piedi  Molto scomodo studiare  Bisogno di spazi molto ampi, perché i libri sono sempre di più  Cominciano a esserci anche i cataloghi, volumi per cercare i libri  Si diffondono gli scaffali  Inizialmente divisi sempre per materia, poi per formato  Si costruiscono biblioteche sempre più belle e pregiate.

Biblioteche nazionali e crisi moderna

Biblioteca dell’Abbazia di Melk, biblioteca dei Girolamini a Napoli (recentemente teatro di un furto di 4000 libri antichi da parte dello stesso direttore)  Si diffondono poi le biblioteche nazionali (Francia, Inghilterra…)  L’Italia, con una breve storia nazionale e molte divisioni alle spalle, non ha un’unica biblioteca nazionale come gli altri paesi, ma ben 9  Ora c’è una crisi, le biblioteche non sanno cosa fare, per il cambio sostanziale dei supporti.

Il libro a stampa

Gutemberg voleva stampare molte copie a minor prezzo  Problema dei materiali  Fallisce dal punto di vista economico  L’inventore guarda al passato (vuole fare meglio quello che già si fa)  Molti testi non riusciamo a capire se siano copiati o stampati  Ci sono comunque abbellimenti con miniature  Controsenso  Poi scomparirà la figura del miniaturista nel giro di pochi decenni.

Volgari e lingua italiana

Problema: come scrivere in volgare?  Il latino era una lingua consolidata e scritta, i diversi volgari no  Disaccordi fra molti letterati  Le prime grammatiche sono tutte di inizio ‘500  Esigenza di avere regole  Volgari molto diversi a seconda della zona  Es. a Venezia parlavano veneziano e scrivevano in fiorentino  La lingua italiana si impone attraverso le tipografie veneziane  Vogliono produrre libri per un pubblico sempre più ampio  Stimolare la curiosità di imparare a leggere e scrivere  Es. Fior di Virtù, brevi storie edificatorie, molto letto per quasi 500 anni  Carattere gotico  La lingua cambia costantemente (anche ora)  La stampa favorisce la circolazione.

Alfabetizzazione e stampa

A fine ‘400 l’80% dei testi era in latino  Poi mano a mano si diffondono i volgari  Quindi si immagina un pubblico diverso  Maggior alfabetizzazione  Iniziano a leggere anche gli artigiani.

L'alfabetizzazione

Solo negli ultimi due secoli si impara a leggere e scrivere insieme a scuola  Prima si cominciava a leggere, poi forse a scrivere  Leggere serviva di più  Le tecniche di insegnamento si evolvono  Volte ad accelerare l’apprendimento  Ci vuole curiosità e necessità (carenti in campagna, ma molto presenti in città).

Alfabetizzazione tra il '400 e '500

‘400 e ‘500  Tassi di alfabetizzazione molto bassi  Firenze è la più alfabetizzata (30-40%), Venezia poco meno  L’alfabetizzazione è rimasta molto bassa fino a tempi recenti  1861, l’Italia è al 3-4%  Molto arretrata rispetto ad altri paesi europei  Progressivamente diminuisce il latino, a favore del volgare  Circolano classici (Petrarca, Boccaccio), ma anche testi protestanti.

Il valore della scrittura

Il valore della scrittura è sempre più relativo  Prima ciò che è scritto è ciò che è  Poi mano a mano questo concetto si relativizza  Messa in discussione di valori e verità prima date per assodate.

Parte orientale del mondo

Parte orientale del mondo  Libri buddhisti si aprono verso l’alto.

I giornali

‘800-‘900 è il testo più frequente  Grazie a tecniche di stampa sempre più economiche  Grande diffusione a basso costo  L’idea del giornale che porta le novità è precedente (del ‘600)  Immagine del 1683  Assedio di Vienna da parte dei Turchi  Attenzione per le notizie politico-militari in tutti i paesi  Si favorisce la circolazione di fogli più o meno periodici che portano notizie  Mercato dell’informazione vivace  La frequenza aumenterà  I primi quotidiani sono del ‘700  Fino alla fine del ‘700 molti fogli saranno scritti a mano  Per la censura  C’è proprio un mercato  Copisti pubblici.

Venditori ambulanti di libri

Figura del venditore ambulante di libri  Vende la produzione popolare  I personaggi di bassa estrazione sociale non entrano mai nelle librerie e nelle biblioteche, ma comprano da loro  Avevano una tavoletta legata al cesto (tablet! Libreria Toletta)  Serviva x incollarci un foglio con le lettere dell’alfabeto e varie combinazioni sillabiche (poi diventerà il sillabario)  Strumento didattico per bambini.

Libreria come luogo d'incontro

Libreria  Luogo d’incontro, quasi un salotto  Si serviva pure il caffè per rendere il luogo piacevole  Quasi nessuno comprava, però, perché molti restavano lì a consultare gratuitamente.

J. Ong e le tecnologie della parola

J. Ong, “Oralità e scrittura, le tecnologie della parola”  1982, bisogna tenere conto del contesto storico, di quando scrive  Ha comunque senso leggerlo a distanza di tempo  È ovvio che non parla di computer, di social network…  Ma le idee che contiene sono molto attuali  Gli effetti della rivoluzione tecnologica hanno permesso un suo successo posteriore  “Le tecnologie della parola”  Cambiano continuamente  L’autore  Professore universitario americano  Padre gesuita  Uno degli ordini più rilevanti degli ultimi 500 anni  È uno dei più recenti  Creato per fronteggiare la riforma protestante  Fondato da Ignazio di Loiola  Impronta militare, ordine di battaglia  Ordine molto odiato (1773 es. il Papa sopprime l’ordine)  Ora il nostro Papa è il primo gesuita a esserlo  Ha aiutato la forte espansione del cristianesimo (evangelizzazione gesuita)  Forte penetrazione in civiltà molto diverse  Grande capacità di adattamento  Imparano le lingue straniere  Assimilano le culture con cui vengono a contatto.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.b.cester di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della comunicazione scritta e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Infelise Mario.
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