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STORIA DELLA CINA 2

Si riprende dal 1644 fino ai giorni nostri.

1644-1911 LA DINASTIA QING 清清

PRIMA FASE: XVII sec. – LA CONQUISTA E IL CONSOLIDAMENTO

Nel 1911 finirà la dinastia Qing e dopo non ci sarà più una nuova dinastia imperiale. La Cina si trasforma in una

repubblica. I sovrani della corte Qing sono mancesi.

La Manciuria è un termine che non viene usato che più e corrisponde alle tre province più nord-orientali (Dongbei 东东).

Si tratta di una minoranza nazionale; oggi i mancesi sono una popolazione ridotta e fanno parte delle 56 etnie

principali. Era un popolo però che nel corso dei secoli era riuscito ad espandersi e si era organizzato grazie ad alcuni

elementi della società cinese (sinizzazione) . Questa cosa non era successa invece con gli yuan (mongoli).

Com'è riuscita una dinastia così ridotta a conquistare la Cina e rimpiazzare i Ming?

I Qing approfittarono di una grave crisi sociale e politica nella prima parte del 1600 che vide una serie di imponenti

proteste popolari e contadine. Ciò portò alla caduta della capitale Pechino che venne occupata dagli insorti

L’impero per scacciare gli insorti chiese l'intervento delle truppe mancesi, agevolandogli l'ingresso nell'impero cinese.

Si pensava che questo intervento sarebbe stato temporaneo e che sarebbero tornati nella loro terre; ma ciò non

avvenne e si insediarono nella capitale e nel 1644 fondando una nuova dinastia.

Per i successivi decenni si concentrarono sul consolidamento del potere e sulla conquista della Cina centro-sud.

Ovviamente incontrarono delle resistenze ma nell'ultima parte del 1600 questa conquista fu portata a termine. Il

XVII sec. rappresenta quindi la prima fase.

SECONDA FASE: fine XVII fine XVIII sec. – LA CRESCITA E LO SVILUPPO – SECOLO D’ORO

Con la fine dell 1600 possiamo aprire una nuova fase, la fase della crescita e dello sviluppo, l'apice del potere

mancese. Questo periodo dura circa un secolo dall'ultima parte del 1600 agli ultimi decenni del 1700. E' avvolto nella

storia con il nome di tre grandi imperatori Qing: Kangxi, Yongzheng, Qianlong.

L'economia progredì, anche grazie all'arrivo in Cina dei prodotti delle Americhe portati dagli spagnoli e portoghesi,

migliorò così il tenore di vita della popolazione. Vi era poi una buona gestione delle risorse idriche.

In questo periodo abbiamo il cuore economico dell'impero insediato nelle zone centro-meridionali, nelle aree dei

fiumi principali come lo Yangzi. Il potere politico dell'impero invece è quasi sempre è nel nord. C'è quindi un forte

dualismo tra nord e sud.

TERZA FASE: fine XVIII sec. - 1912– CRISI DELL’IMPERO QING

In una società essenzialmente agricola e rurale ci sono vari fattori che concorrono a indicare se c'è una stabilità e

verso la fine del 1700 vengono a presentarsi degli elementi di crisi nella società cinese: la terra arabile era poca

rispetto alla crescita della popolazione dopo qualche secolo, benché la terra per le famiglie fosse cresciuta, è

cresciuta in modo meno forte rispetto a quella della popolazione. Nel giro di 100-120 anni si contavano centinaia di

milioni di abitanti in più. Questo cosa comporta? Povertà, rivolte contadine, difficoltà economiche crescenti, le

famiglie contadine cinesi per continuare a produrre devono prendere in prestito a tasse onerose capitali per compare

sementi e animali; molti persero le terre e molti vendono le figlie.

Ciò che rese ancora più drammatica la crisi fu l'avvento delle potenze occidentali, soprattutto quella inglese.

Avvengono avvenimenti importanti in ambito mondiale che avranno influenza anche sulla dinastia cinese: la

rivoluzione industriale, la rivoluzione francese e l'indipendenza americana.

La rivoluzione francese con i suoi valori avrebbe avuto ripercussioni solo nel 1800; in questo secolo si vede la

potenza soprattutto dell'Inghilterra, della Francia della Germania. Gli USA invece sono ancora distratti dal loro

impegno americano.

La rivoluzione industriale tocca l'Inghilterra e porta ad alcuni fenomeni; consente una rapida accelerazione nelle

industrie con lo sviluppo scientifico e tecnologico che diventa una potenza mondiale.

La meccanizzazione del lavoro industriale crea una rapida produzione. Questo vuol dire che in Inghilterra e poi un

po' più tardi in altri paesi europei, la capacità produttiva non ha più sfogo nei mercati interni.

Quindi l'imprenditore britannico, o riduceva la propria produzione, oppure ,come si fece, cerca di creare lobby

economiche nel proprio governo e cercare nuovi luoghi dove riversare la produzione. Non era facile però perché

molti paesi avevano politiche protezionistiche, come la Francia; da qui quindi la necessità di cercare nuovi mercati

mondiali.

Ormai si sapeva che le terre orientali erano ricche di risorse naturali. Quindi non si voleva solo esportare ma anche

utilizzare le risorse ai fini britannici, c'era "fame di energia". Gli inglesi avevano già avuto un approccio con l'Asia,

avevano posto basi soprattutto nel subcontinente indiano e dal loro punto di vista la loro politica in India non avrebbe

trovato troppi ostacoli in altri paesi come la Cina. Ma c'è un problema, la Cina non era come l'India, era un impero

gerarchico centralizzato e all'inizio dell'1800 era un paese in cui uno straniero aveva enormi difficoltà a entrare; ci

volevano autorizzazioni, c'erano controlli di compagnie commerciali cinesi che davano il permesso o meno, e

quando si otteneva di potersi insediare (sopratutto a Canton) c’erano comunque molte restrizioni. Quindi gli inglesi

dovevano riuscire ad aprire le porte della Cina; bisognava controllare le vie marittime perché chi le controllava

avrebbe dominato e l’Inghilterra ha le potenzialità per farlo.

Però le ambascerie di quel periodo trovarono nuovi ostacoli perché non potevano farsi ricevere dagli imperatori.

Dopo tutti questi tentativi inconcludenti l'imperatore disse che non avevano bisogno dei loro prodotti; questo

ovviamente non piacque agli inglesi e da qui l'idea di cominciare ad esportare l'oppio.

Le piantagioni di oppio erano molto sviluppate e c'era un forte mercato in Europa, comincia a svilupparsi in alcuni

paesi asiatici e in Cina era conosciuto per motivi taoisti ma era illegale il suo uso ad altri fini. Gli inglesi che

importavano molto dalla Cina ma non riuscivano ad esportare cominciano a contrabbandare l'oppio rivendendolo ai

funzionari e commercianti cinesi pagandoli molto. Si crea via via nei primi decenni del 1800 un commercio illegale

dell'oppio da Canton salendo verso il centro del paese; si comincia a creare un mercato di consumatori cinese nelle

fumerie d'oppio e diventa un problema sociale.

Devono decidere il da farsi e alla fine prevale la linea di stroncare in tutti i modi questo contrabbando. L'imperatore

invia a Canton un commissario Lin Zexu col compito di sradicare in ogni modo la situazione. Aumentano le norme,

le punizioni. Vuole compiere anche delle punizioni dimostrative per dare una lezione; requisisce una grande quantità

di oppio in una nave inglese e la brucia sul molo. Gli inglesi considerano questo come un atto di guerra e inviano un

ultimatum a corte per eliminare quelle misure restrittive e far aprire la Cina al commercio internazionale, il governo

mancese non accetta e inviano navi militari e truppe. Questo conflitto dura poco finchè la corte mancese deve

arrendersi, pena la continuazione dell'attacco navale britannico. La prima guerra dell'oppio (1839-42). La guerra si

conclude con un trattato imposto dagli inglesi alla Cina firmato a Nanchino nel 1842 in cui vengono indicati e

ottenuti dagli inglesi richieste molto importanti.

La Cina non ha mai voluto riconoscere dopo la fine dell'impero questo trattato. Per i cinesi questi sono trattati

ineguali, estorti con la forza. Diedero un colpo mortale alla sovranità della Cina, la trasformarono non in una colonia,

ma semi-colonia; i suoi interessi erano divisi tra varie potenze.

Questo apre a un'era in cui la Cina sarà costretta a firmare molti umilianti trattati.

Dopo il trattato di Nanchino si sviluppano in 50 anni prima gli insediamenti inglesi e poi di altre potenze europee

come la Francia. Questa presenza segue alcune tappe essenziali e reazioni che la Cina ha per cercare di

contrastare questo fenomeno.

1858-1860 - seconda guerra dell'oppio;

1884-85 -guerra Cina-Francia;

1894-95 guerra Cina-Giappone;

1900-1901 rivolta dei boxers e firma del protocollo dei boxers.

In questo periodo vengono firmati molti trattati tra Cina e altri stati. La Francia per esempio chiede anche lei di avere

dei privilegi e vantaggi che aveva avuto l'Inghilterra anni prima; poi anche la Russia, la Prussia, Italia, Spagna e

Portogallo chiedono di avere almeno una parte dei privilegi degli inglesi acquisiti nel 1842. Dopo la guerra del 1884

la Francia avrà più potere.

Il primo punto di questi vari trattati è l'apertura di porti aperti nelle città portuali e libertà di commercio. I porti aperti

sono città che avevano porti o sul mare, sull'oceano, oppure anche interni sui fiumi navigabili.

All'interno di certi porti aperti vengono ottenute delle concessioni o settlements dagli stranieri, sono aree che di fatto

erano sotto controllo straniero (per esempio Shanghai era amministrata da cinesi ma alcune zone erano poste sotto

la tutela straniera); vi è sia una concessione internazionale, in cui ci sono più paesi ma la presenza principale è

quella inglese; la Francia come seconda potenza a Shanghai si crea un suo spazio autonomo senza confluire nella

concessione internazionale, concessione francese.

Molti degli stranieri residenti a Shanghai risiedono all'interno di queste due concessioni, quindi qui è molto

concentrata; tuttavia la maggior parte della popolazione all'interno di queste concessioni sono cinesi.

Erano originariamente quartieri cinesi che però erano più sicuri rispetto alle altre zone in città, ed erano amministrate

dagli stranieri, senza rappresentanti cinesi.

Hanno diritti e poteri molto alti, hanno la possibilità di creare e mantenere truppe e creare un proprio gruppo di

polizia; hanno la possibilità di raccogliere le tasse da parte dei suoi cittadini; controllare i sistemi delle aziende

dell'acqua, dell'elettricità...; hanno dei propri tribunali particolari che hanno giurisdizione sulla popolazione straniera

ma anche in caso di conflitti tra cinesi e stranieri anche ai cinesi, quindi gli stranieri sfuggono alle leggi cinesi; c'è

anche un regime fiscale favorevole per le merci straniere importate e diventano piano piano quasi esenti. Dall'altra

parte l'imprenditoria cinese è molto sfavorita dal punto di vista fiscale e commerciale. C'era anche la libertà di

circolazione degli stranieri e la libertà religiosa; in particolare cattolicesimo e protestantesimo diventano

particolarmente numerosi.

I missionari oltre ad essere attivi nei centri urbani hanno anche una forte diffusione nelle aree centrali rurali. Ciò

porta al fatto che i missionari quando vanno all'interno si scontrano con la resistenza delle popolazioni locali e

funzionari e da qui nascono una serie di incidenti che hanno per oggetto ferimenti, qualche uccisione, incendi ecc.. E

normalmente i missionari per proteggere la loro azione dai cinesi fanno appello alle maggiori potenze e truppe che

sono stanziate in varie parti della Cina. Questo crea sostanzialmente una simbiosi tra esercito e attività missionarie.

I boxer nel 1900-1901 sono una rivolta contadina che deriva da delle pratiche rituali, fanno degli attacchi violenti

contro i missionari contro le chiese e contro soprattutto quella parte di cinesi che sono stati convertiti. Non tutti i

movimenti sono antistranieri, ce ne sono molte che prendono di mira la dinastia Qing dei mancesi accusati di non

essere in grado di proteggere la Cina dall'invasione straniera.

Shanghai è un centro di tantissime culture diverse, c'è una fioritura culturale e sociale ed è completamente separata

dalla vita sociale cinese. C'è una visione della Cina come un paese arretrato che sta subendo quello che si merita

perché si era rifiutata di aprire un dialogo; il Giappone invece dopo aver visto le guerre dell'oppio non aveva posto

tanta resistenza all’occidente.

In questo ambiente c'è anche il problema della crescita internazionale del Giappone e l'obiettivo numero uno del

Giappone è la Cina. La guerra del 1894-95 con una vittoria schiacciante del Giappone offre vari spunti di

riflessioni. La sconfitta cinese crea uno shock nella società in quanto il Giappone era un paese asiatico che fino a

pochi anni prima era tributario della Cina, era considerato all'interno della sfera di civiltà cinese. La sconfitta

comporta gravissimi conseguenze, crollo dell'immagine interna della Cina e delle convinzioni di poter risollevarsi

dalle guerre dell'oppio. Comporta perdite territoriali molto gravi, nel trattato del 1895 firmato in Giappone la Cina è

costretta a cedere l'isola di Taiwan che rimarrà sotto il Giappone per 50 anni. C'è perdita dell'influenza cinese sulla

Corea; inizia dal 1894-95 a definirsi meglio tutto il progetto di radicamento diretto del Giappone sul territorio cinese

vero e proprio in particolare in Manciuria; la Manciuria oltre ad essere zona di insediamento Qing è confinante con la

Corea e zona molto ricca di materie prime importanti per il progetto di innovazione industriale che il Giappone sta

compiendo; anche il territorio meridionale della Manciuria offre terreni coltivabili e consente di affrontare

positivamente un altro progetto, cioè quello di dare terra da coltivare in più dato che in Giappone era insufficiente.

C'è però un problema, in Manciuria c'erano i russi, c'erano gli zar perché era l'estensione orientale del territorio russo

quindi il Giappone deve fare i conti con una potenza importante e su questi conflitti di interesse nel 1904-1905 il

Giappone si impegna in una grande guerra contro la Russia, con la vittoria del Giappone. È la prima vittoria di una

potenza asiatica contro una europea e colpisce in occidente. Ciò quindi da carta bianca al Giappone in Manciuria.

I cinesi cercarono di reagire a tutta questa invasione?

La prima ipotesi è, sì ci provarono, ma le sconfitte continue ci danno l'idea sì di un tentativo ma anche di molte

sconfitte. Dopo la guerra dell'oppio nel 1860 in Cina si cercò un programma per capire quali erano i punti forti di

queste potenze europee e di cercare di capire se avrebbe potuto la Cina anch'essa svilupparle e contrastare

l'egemonia straniera.

C'erano progetti di modernizzazione dell'esercito cinese, vengono costruiti nuovi centri militari e cantieri navali e

furono aperte anche delle scuole per formare personale che imparasse le lingue e in particolare fosse in grado di

tradurre testi essenziali strategico-militari occidentali. Tuttavia questa strategia si scontra con la realtà con la

sconfitta con la Francia e con il Giappone. Negli ultimi anni del 1800 si rifletteva quindi se il segreto delle forze

occidentali forse non fosse solo nelle forze armate, ma anche sulle politiche sociali che vi erano state in Europa.

Il secondo tentativo di reazione sono le rivolte popolari contadine che sono particolarmente numerose e violente. Nel

1850-60 ci sono la maggioranza delle rivolte, sono gli effetti di crisi e disgregazione sociale che ha portato la crisi

dell'impero Qing, non tanto l'odio per l'invasione.

La rivolta di Taiping cerca di abbattere i Qing e costruendo un regno dei "taiping" il "regno celeste della grande

pace".

C'è anche un numero limitato, che nel 1900 avrà un'influenza importante di cinesi, che comincia a studiare nelle

scuole cristiane, alcune delle quali diventeranno poi delle università vere e proprie. Sono questa minoranza

occidentalizzata che sarà protagonista di una serie di eventi importanti. Tra i più importanti leader nel 1900 Sun

Yat-sen e Chang Kai-shek vengono da questi ambienti.

L'Italia nel 1870 quando comincia ad uscire gli altri stati sono da decenni insediati. In un primo periodo l'interesse

principale italiano è sul Giappone ma arrivano anche notizie degli eventi cinesi. Uno dei primi atti italiani è quello di

chiedere una piccola base d'appoggio per lo sviluppo dell'azione italiana; da una parte l'impero Qing cerca di

resistere con forza queste richieste e dall'altra parte l'Italia non cerca abbastanza di accaparrarsi territori. Si

ripropone l'occasione durante la rivolta dei boxers nel 1900.

I boxers sono una società segreta che agisce e nasce soprattutto nella Cina settentrionale le cui azioni si spostano

piano verso Pechino nel quartiere delle delegazioni. Queste azioni sono alimentate dalla corte mancese per fare

pressione sulle potenze e crea una reazione militare internazionale: 8 paesi inviano truppe a Pechino nel quartiere

per combattere i boxers. C'è anche un contributo militare italiano; l'Italia firmando il protocollo dei boxers riesce a

rivendicare una piccola parte di territorio.

Questo protocollo prevede il pagamento di una somma enorme per ripagare i danni umani creati dai boxers.

A Jianjin viene costruita una zona italiana. Tutti questi protocolli avranno valore per circa 100 anni, aboliti tutti nel

1947.

Hong Kong diventa inglese nel 1842 all'interno del trattato di Nanchino, viene ceduta dalla Cina. Un altro territorio

che era stato concesso molti anni prima era il territorio di Macao dei portoghesi.

Nel 1853 alcune navi americane arrivarono davanti alle coste del Giappone aprendo il fronte pacifico dell’Asia. Pochi

anni dopo la vittoria del Giappone sulla Cina, l’America annette le Filippine.

Cina – prima parte del 1900

1904-1905 Guerra Giappone - Russia (evento esterno) vittoria Giapponese che ha largo impatto sulla Cina, aumento

dei possedimenti sulla Manciuria, seconda tappa di aggressione.

1905 Abolizione del sistema degli esami. Un pezzo della cultura viene meno. La classe dirigente non sarà più

reclutata secondo la formazione classica. Comincia l’educazione scolastica mista (tradizionale e occidentale), si

svilupperanno istituzioni scolastiche europee, soprattutto le università. Negli anni ’20 si vedrà un sistema di

istruzione moderno.

Nell’ottica cinese i grandi imperi sono finiti tranne quello cinese che è tra i più antichi, fonda le sue radici nei millenni

passati e ora viene “colonizzata”.

Il sistema degli esami era “un perno” nel sistema ideologico ovvero la conoscenza della cultura classica e il sistema

gerarchico imperiale; ora l’ideologia confuciana è indebolita.

In questi anni cresce l’interesse militare, fino ad ora c’erano state guerre ma ora che il potere civile è debole quello

militare cresce. In passato il mestiere del militare non era per uomini buoni, ora invece diventa una carriera appetibile

per i giovani. Gli studenti cinesi vanno all’estero (Giappone e Europa) e molti scelgono la carriera militare.

1911 – fine dell’Impero

Il processo è stato lungo e senza la fine dell’impero non sarebbe mai nata la Repubblica.

1905-1911 aggravamento della crisi e tentativi di resistenza. Si cercano di introdurre parziali riforme politiche

(assemblee politiche elette 1908-1909). È una tappa di passaggio di elezioni riservate per censo e senza donne, è

l’unico momento di elezioni, seppur parziali, con multi partiti e democratiche. I Qing così cercano di frenare le

richieste ma ormai è troppo tardi.

RIVOLUZIONE 10 Ottobre 1911

Nata nel bacino dello Yangzijian. Fine dell’Impero e nascita della Repubblica. Che tipo di rivoluzione è stata? Che

effetti ha avuto?

È stata una rivoluzione dall’alto, stimolata in parte dal basso, ma controllata e sviluppata da forze politiche

economiche e sociali ben definite. Attori principali:

-Nuove forze armate nate dal parziale ammodernamento della fine del 1800. Il vecchio sistema obbligava i contadini

come corvèe o comunque pagati poco; ora hanno una paga più elevata, disciplina regolata, corpo ufficiale preparato

in modo moderno legato saldamente ai comandanti (più che alla dinastia). Ad un certo punto si staccano dai Qing

-Alcuni governatori regionali. Questo potere regionale nasce dalla cessione del potere centrale graduale ma

costante, nasce dalla repressione delle ribellioni fatte dalle armate dei governatori, finanziate dagli ambienti

economici locali.

Si sviluppa come un processo di secessione: una parte delle regioni della Cina, soprattutto a sud, dichiarano la

propria indipendenza da Pechino. Vi è un dualismo, al nord sono fedeli ai Qing e al sud vogliono l’indipendenza.

Le forze dal basso, società segrete e associazioni, non trovano un ruolo pur avendo combattuto fino ad a ora.

Nel 1905 nasce la Lega per l’alleanza giurata (xingzhongui) con l’obiettivo di unire le forzi anti-mancesi, tuttavia

rimane marginale nello sviluppo, si forma nella Cina del sud e possedeva già i tre principi del popolo: nazionalismo,

democrazia e benessere. Il fondatore è Sun Yan-tsen (Sun Yi Xian), un medico figlio di contadini ma ha una

particolarità: dopo una prima fase in qui è stato all’estero (Hawaii, America, Giappone e vari paesi europei) capita

che viaggiando decide di dedicarsi alla politica, capisce che ha una missione. Venne educato da missionari

protestanti e diventa cristiano, senza però perdere l’identità cinese (nuova fase di identità cinese).

Il passaggio successivo è la nascita della Repubblica. Nel sud alcune regioni hanno dichiarato l’indipendenza ed è

qui che Sun Yat-sen insieme ad altre associazioni decide di costruire una nuova Cina (forse una Cina del sud). Si

guarda ad un modello repubblicano come la Francia e l’America o a una struttura monarchica costituzionale come il

Giappone e la Gran Bretagna.

Nel nord cresce il potere delle nuove armate, in particolare di un uomo di grandi capacità militari, prima allontanato e

poi richiamato dai Qing per pacificare il sud, Yuan Shikai. È l’alter ego di Sun Yatsen; mentre quest’ultimo è un

repubblicano radicale, Shikai incarna il nuovo leader militare, forte, che crede nell’ordine e nella disciplina, ma anche

lui aveva capito che i Qing dovevano essere abbattuti. Avvengono una serie di incontri tra Sun Yatsen e Yuan Shikai

per decidere il nuovo sistema cinese. Il 1 gennaio 1912 Sun Yatsen diventa presidente dell’Unione del Sud

provvisoria, qualche settimana dopo i Qing abdicano, ora Sen lascia il posto di presidente definitivo della

Repubblica Cinese a Shikai nel marzo 1912.

Vengono organizzate votazioni per la nascita del nuovo governo, in cui vincerà Sun Yatsen, ma ciò non basterà a

una stabilità perché nel 1913 ci sarà un conflitto tra Sun e Shikai. Shikai crea un unico partito di oppositori e

corrompe i suoi fedeli. Sun reagisce e Shikai scioglie il suo partito e il governo dichiara di voler rifondare l’impero nel

1914 ma muore nel 1916.

Nel 1916 comincia una lunga fase di instabilità, i governi sono deboli e controlleranno solo una parte del territorio. Ci

sono forti poteri regionali, i cosiddetti “warlords” i signori della guerra con cui bisogna trattare le decisioni e le

tassazioni. I signori della guerra sono governanti militari del centro-sud che poggiano il potere sulle forze armate,

influenzano le elezioni dei funzionari (il potere militare è più forte di quello civile), proteggono le attività commerciali

locali in cambio di finanziamenti (compromessi e ricatti), controllano le tasse agricole che non vanno più tutte al

centro e vogliono sempre più soldi per le armate.

Le conseguenze sociali sono che nelle aree rurali il ruolo del militare sconfina con quello dei briganti, vi è grande

diffidenza delle forze armate e dell’esercito e nei confronti dell’esterno.

Dopo il 1916 senza un esercito autonomo nessuno programma politico può raggiungere il potere.

Negli anni tra il 1915 e il 1916 in alcune aree della Cina c’è un fermento ideale e politico nuovo, soprattutto nelle

maggiori università cinesi, una nuova leva di intellettuali cominciano ad organizzarsi centri accademici-politici con lo

scopo di far rinascere la Cina, in quanto fino ad allora non era cambiato molto. Vogliono capire il perché la

Repubblica è fallita e poi passare all’azione, organizzando associazioni moderne.

1912-1949 Repubblica di Cina .

L'anno 1949 è assunto come spartiacque tra la fine della Repubblica di Cina e la nascita della Repubblica

Popolare Cinese. Le strutture fondamentali dello stato cominciano a cambiare rispetto al passato. La RPC è la Cina

di oggi.

Prima esperienza repubblicana in Cina.

PRIMA FASE: 1912-19

Tra il 1912-1916 vi è una fase in cui si maturano e poi rapidamente crollano molti ideali e aspettative che

rivoluzionari e repubblicani avevano messo nella nascita del nuovo tipo di stato.

Non si riescono a costruire le strutture in modo stabile e la repubblica è dilaniata da rivalità politiche sempre più forti.

Non riesce ad avviare la modernizzazione e la rinascita della Cina.

Dopo il 1916-19 c'è un triennio importante. La Cina è nella prima guerra mondiale.

La prima guerra mondiale scoppiò nel 1914, fu un fenomeno quasi solamente Europeo e vide confrontarsi due

alleanze politico-militari, le potenze dell'intesa (Francia- Gran Bretagna- Russia- Giappone) e l'impero austroungarico

con la Germania.

Vi è stata anche una componente asiatica e quindi anche cinese. Pochi mesi dopo lo scoppio della prima guerra

mondiale il Giappone attacca una provincia cinese che era a quel tempo colonia tedesca, lo Shandong e la città e

centro militare è Qingdao.

In Cina ci si pone o meno il problema se si debba partecipare o meno alla prima guerra mondiale. Per alcuni anni si

bloccano le iniziative ma nel 1917, spinta anche dal fatto che erano appena entrati in guerra anche gli USA,

decidono di entrare in guerra a fianco di americani, francesi e inglesi; sperano di schierarsi dalla parte vincente e su

questa base speravano di ricevere qualcosa in cambio al momento dei trattati di pace per ridurre almeno in parte tutti

gli oneri che le guerre dell'oppio avevano causato sul governo e il popolo cinese.

L'anno dopo nel 1918 la prima guerra mondiale si conclude con la vittoria dell'intesa e nel 1919 si aprono le

trattative per la conferenza di pace a Versailles.

Il contributo della Cina alla prima guerra mondiale non fu un contributo militare perché non era in grado di sopportare

il confronto e avrebbero dovuto spostarsi lontano in Europa. Il contributo quindi è un contributo essenzialmente civile

e si concretizza sulla base di accordi nell'invio di cinesi in Europa con l'obiettivo di sostituire nelle fabbriche di armi e

munizioni e nel lavoro rurale i giovani maschi europei che invece erano stati costretti ad andare al fronte. Tra il 17-18

l'adesione fu molto consistente nella speranza di guadagnare somme importanti e poi tornare in Cina con una

situazione migliore. Si stima che partirono circa 140 000, si calcola che circa la metà morirono durante il trasporto,

nelle navi attaccate dai tedeschi, morti in Europa per bombardamenti e malattie. Altri rimasero in Europa in

minoranza costituendo i primi nuclei di comunità cinesi, parecchi tornarono in patria.

Alla fine alla Cina non arrivano privilegi e affidano ai giapponesi il compito di amministrare la regione dello

Shandong.

SECONDA FASE: 1919

Comincia un secondo periodo, quello del movimento quattro maggio 1919. È uno dei momenti più importanti della

narrativa storica cinese dal punto di vista di una nascita di un movimento nazionale patriottico di massa in Cina. Ci

sono ampie manifestazioni di protesta a Pechino e in altre città cinesi; sono soprattutto insegnanti, studenti e

intellettuali in grande quantità, molto superiore rispetto a quelle degli anni passati. Gli scioperi e le manifestazioni

sono tantissime e si intrecciano con altre forme, come l'invito a boicottare le merci giapponesi in Cina, o anche a

manifestazioni contro le ambasciate straniere. Assumono quindi una grande varietà.

Il centro è la città di Pechino e l'università di Pechino Qui negli anni immediatamente precedenti al 1919 si sono

东东.

creati un numero crescenti di gruppi, associazioni e società che fanno capo a una serie di insegnanti e intellettuali

che collaborano con l'università di Pechino. Tra questi Chen Duxiu, Li Dazhao e Hu Shi, sono le tre figure chiave di

questi anni. C'era la decisione di lottare contro le decisioni di Versailles e per una Cina nuova. Queste tre personalità

rappresentano 3 filoni diversi dell'impegno politico e intellettuale. Duxiu e Dazhao saranno tra i fondatori del partito

comunista cinese, entreranno in contatto e si impossesseranno di valori ideologici vicino al marxismo; Dazhao è il

primo intellettuale cinese che guarda pienamente la rivoluzione russa del 1917 come un evento fondamentale e

scrive dell'importanza storica e di come possa aiutare la Cina nella sua lotta all'emancipazione; Duxiu invece è un

intellettuale influenzato molto di più dal pensiero europeo e dalla rivoluzione francese.

Hu Shi invece non sarà mai un comunista ma comunque fortemente patriottico, in particolare vicina all'ideologia

degli USA.

In quel periodo faceva parte degli intellettuali dell'epoca ma era già presente Mao Zedong. Era allora ventenne, nato

nel sud della Cina nello Hunan, figlio di una famiglia di contadini benestanti e aveva fatto studi classici come molti

ragazzi dell'ultimo periodo Qing.

In questi anni Mao per la prima volta lascia lo Hunan e va a Pechino e in questi anni trova lavoro come assistente

bibliotecario nell'università di Pechino e come dicono le sue memorie la cosa che più lo colpi in questo periodo è

che vedeva sempre passare davanti a lui i più importanti intellettuali di cui aveva letto i grandi scritti nei giornali.

Nessuno badava all'epoca a un assistente bibliotecario, per di più con un forte accento del sud.

Il terzo elemento di questo periodo è una questione più interna, il movimento di nuova cultura. L'obiettivo

principale di questo movimento è creare i presupposti per l'avvento di una nuova cultura, intendendo per cultura tutta

una serie di temi non solo culturali ma anche etici e sociali.

Questa nuova visione del mondo che si vuole affermare in Cina ha come principio la distruzione del vecchio, la

vecchia cultura e tradizioni, vecchi valori ideologici che a parere di questo movimento sono in buona parte rimasti

ancora nonostante sia finito l'impero nel 1911.

Secondo questi iniziatori del movimento, che sono poi in buona parte gli intellettuali che abbiamo visto bisogna

essere contro le istituzioni sociali e famigliari cinesi che erano il fulcro del mantenimento di una mentalità

conservatrice in Cina. Soprattutto la visione gerarchica del rapporti umani nella famiglia, prettamente maschilista e in

cui l'anzianità e l'esperienza erano considerati valori determinanti a cui le nuove generazioni dovevano adeguarsi,

ruolo emarginato e penalizzato della donna; produrre una nuova cultura quindi voleva dire prima di tutto rovesciare

questi rapporti. Le nuove generazioni dovevano avere ruoli più importanti, la parte femminile avrebbe potuto svolgere

ruoli importanti e centrali. Se si vanno a vedere i discorsi nei giornali di questi intellettuali si vede che uno degli

attacchi principali è quello alla pietà filiale, alla gerarchia e al ruolo subordinato delle donne, costrette spesso a

matrimoni indesiderati.

Uno dei primi scritti di Mao Zedong fu dedicato al caso di una giovane ragazza che si era suicidata per evitare di

sposarsi con chi non desiderava.

Un altro punto fondamentale su cui si impegna il movimento di nuova cultura è il rinnovamento della lingua. Si

doveva sostituire la lingua classica degli esami imperiali con una lingua più moderna che esisteva perché era

penetrata tra i giovani nelle università e doveva diventare la lingua di riferimento, tutto doveva essere scritto in

questa lingua moderna; cominciano ad esserlo i giornali. I cinesi dovevano anche adattare terminologie occidentali;

in parte furono aiutati dai mediatori linguistici e culturali giapponesi. Il veicolo principale più importante tra i tanti

giornali che trasmettono da sud a nord del paese si chiama "Nuova Gioventu" (xin jinnian). È la prima rivista che

usa come sottotitolo del giornale un titolo in francese (la jeunesse).

Il risultato finale di questo triennio nel 1919 sostanzialmente è che non cambia nulla. Solo il 10% della popolazione

entra in contatto con questi nuovi ideali. Avverrà solo anni dopo quando l'enfasi principale che non sarà più solo nelle

città ma anche fra i contadini, quando si interesseranno alle questioni che smuovono non solo i cittadini importanti

ma la grande massa. Siamo ancora lontani però da questo processo.

Quindi non è un caso che nascano i partiti politici e i sindacati moderni dopo il 1919. Soprattutto nel 1919-1923

nascono molti partiti politici che durano poco ma poi ve ne sono alcuni significativi e sono:

1)Anarchismo, tra i più influenti tra i giovani

2)Partito Comunista Cinese

3)Partito Nazionalista Cinese (Guomindang)

Il movimento anarchico si sviluppò in vari tipi e si ispiravano dai grandi padri dell'anarchismo, in particolare russi. E

si divise in tre aree : movimento anarchico cinese in Cina, quello a Parigi e quello a Tokyo.

Il movimento anarchico cinese a Parigi, in particolare, diede un contributo perché qui si formò l'anarco-femminismo

cinese, ponendo un problema che è rimasto ancora oggi irrisolto, la leader cercherà di porre il tema specifico

principale della donna. Il movimento anarchico cinese diede un contributo importante ad una serie di attività : il

movimento studio-lavoro, l'organizzazione e il supporto ai giovani cinesi per andare a studiare all'estero, molti non

andavano più in Giappone perché non era più il modello asiatico come alla fine del 1800, molti vanno negli USA e in

Europa e maturano esperienze lavorando e studiando.

Tentarono anche di assumere il modello politico federale degli USA. Dicono che la Repubblica è il riflesso di un

potere centralistico e loro propongono un modello federale che è più adatto alla Cina. Nella seconda metà degli anni

'20 sostanzialmente l'anarchia sparisce.

1919-1923

Si sviluppano i primi partiti politici moderni in Cina.

PCC Partito Comunista Cinese e PNC Partito Nazionalista Cinese (Guomindan). Sono due partiti fondamentali

nella storia della Cina. Il Partito comunista cinese nacque 1 luglio 1921 sarà il partito che dopo anni di opposizioni

politico-militari fonderà nel 1949 il partito popolare cinese.

Può vantare un grande percorso di crescita, all'inizio era un partito marginale con poche decine di membri che

durante la sua storia ha avuto momenti in cui ha rischiato di essere distrutto e poi si è affermato come partito di

governo nel 1949.

Il Guomindan dagli anni '20 è stato il partito più importante per lunghi periodi di governo della Cina. Poi la vittoria

comunista ha sottratto al partito nazionalista il comando del governo della Cina, si è rifugiato nell'isola di Taiwan ed è

riuscito per alcuni decenni a svolgere il ruolo di partito leader a Taiwan.

Poi però tra la fine degli anni 80 inizio 90 il partito nazionalista a Taiwan ha dovuto operare in un sistema di più

partiti; oggi continua ad essere uno dei 3 partiti politici di Taiwan ma deve confrontarsi con altri.

Questi due partiti politici si sono in certi momenti trovati incrociati ma hanno anche collaborato. Si sono combattuti

sul piano delle idee ma soprattutto in quello militare con obiettivo il controllo del governo. Poi dopo il 1949 le strade si

sono divise.

Gran parte di questi 30 anni i partiti l'hanno passata a combattersi in una guerra civile. Abbiamo due grossi periodi

guerra civile dal 1919-1948.

1928-37 e 1946-49: 13 anni di scontro politico e militare. Questi anni però non sono stati gli unici anni di guerra ma

dura praticamente tutti i 30 anni perché abbiamo altri periodi:

-guerre tra centro e periferia

-guerre tra poteri regionali

Il governo centrale cinese che sarà a Pechino (dal 1919-28) a Nanchino (1928-37) e a Chongqing in Sichuan

(1937-45) ha sempre dovuto lottare contro il potere regionale e locale, i governatori e i signori della guerra.

C'è lotta soprattutto tra Pechino e i governi del sud a Canton, Nanchino invece avrà problemi con i governi del nord-

nordovest, e Chongqing ha come problema le zone occupate dai giapponesi. C'è anche una capitale non ufficiale

sede dei comunisti nel nordovest la città di Yan'An nello Shenxi.

CINA-GIAPPONE 1931-1945

I rapporti tra Cina e Giappone sono centrati nello scontro dei 15 anni. Ovviamente l'invasione del Giappone avviene

prima di questi anni. Vi sono 4 tappe principali:

1) 1931 - 18 settembre : Mukoen (Shenyang) scontri in Manciuria. È l'inizio dell'accelerazione della penetrazione

Giapponese in Cina.

2)1932 si crea lo stato controllato dal Giappone, Manzhouguo (Manchukuo). I reggenti erano dei mancesi, il capo

era l'ex ultimo imperatore Pu Yi, l'imperatore bambino. Lo fanno per dare un immagine più tradizionale e far si che

Pu Yi e i suoi collaboratori accettassero di governare questo stato inventato.

3)Poi nel 1932-36 la marcia Giapponese avanza verso nord e occupa larga parte della Cina settentrionale.

4) 1937-45 seconda guerra sino-giapponese o guerra di resistenza al Giappone. È il progetto finale Giapponese di

colonizzazione della Cina e fra il 1937-38 larga parte del territorio cinese centro-sud viene occupata. Quindi c'è un

controllo non totale ma in larga parte adesso.

Tra le ultime settimane del 1937 e prime del 1938 c'è il massacro di Nanchino, sono le ultime settimane di vita

della capitale e cade subito dopo Shanghai. La Cina si demoralizza sul piano politico.

Si dice che siano morte a Nanchino 300 000 persone in 6 settimane. Ci sono stati anche esperimenti di arme

batteriologiche giapponesi; crearono laboratori di esperimenti su persone per testare l'uso di armi batteriologiche. In

8 anni la Cina perse una cifra tra 15-18 milioni di persone e contando la gente che è scappata la popolazione diminuì

di 85-90 milioni di persone.

La memoria cinese è molto sensibile a questo periodo.

Cosa comporta tutta questa fase di guerra? In quel periodo il rafforzamento degli eserciti era il fine principale e la

Cina spendeva le poche risorse che già aveva. Una grande parte delle truppe smantellate andò a creare fenomeni di

banditismo sociale, contrabbando, gestione dei rapporti con i villaggi. Erano bande organizzate e armate che si

recavano nei villaggi per appropriarsi di cibo, denaro e giovani donne.

Le guerre perenni rendevano necessario avere un esercito forte e numeroso e anche i partiti politici devono mostrare

una capacità strategica. Dovevano diventare abili comandanti militari per poter sopravvivere.

Oltre ai periodi di guerre civili tra comunisti e nazionalisti ci furono periodi anche di collaborazione:

1924-1927 primo fronte unito finanziata dall'URSS

Anni 30' collaborazione contro il Giappone.

Però l'elemento dominante sono i 13 anni di guerra civile.

1928 governo di Nanchino, i comunisti guidati da Chang Kai-Shek riescono a stabilire un governo nazionale con

sede a Nanchino che durerà fino al 1937 prima dell'arrivo dei Giapponesi. I comunisti cinesi che erano ridotti a poche

centinaia di membri dopo la sconfitta col Guomindan si dividono in due parti, una parte rimane a Shanghai e

nelle grandi città cinesi clandestinamente perché il governo ha dichiarato illegale il partito comunista e una parte

inizialmente minoritaria, e poi sempre più importante, lascia le città e si organizza in una serie di basi rurali o soviet

che si trovano nelle campagne o nelle aree interne della Cina meridionale e tra 1933-34 controllano circa 6 milioni di

abitanti.

Nel 1931 queste basi si unificano e creano un organismo più ampio che si chiama Repubblica Sovietica Cinese

nella provincia meridionale dello Jianxi.

Contro queste basi il governo cinese di Chang Kai-Shek organizza una serie di campagne militari finalizzate a

distruggere le basi e sterminare la presenza comunista in Cina.

Si parla di 5 grandi campagne militari di annientamento che non riescono a ottenere che risultati molto parziali;

trovano unità militare molto ben organizzati anche se inferiori di numero. La guerriglia occupa un ruolo importante

attuando una tattica di difesa non rigida ma mobile nei confronti delle truppe nazionaliste. Nel corso della quinta

campagna nel 1933-34 le truppe nazionaliste però hanno la meglio e minacciano di accerchiare le basi centrali

della repubblica sovietica. Al fine di impedire questo viene avviato un processo di evacuazione della base da parte

delle truppe e civili comunisti.

Il 16 ottobre 1934 circa 86 000 abbandonano la base e iniziano un'altra pagina storica: la lunga marcia.

La lunga marcia si protrae per circa un anno e giunge al nord-ovest nella parte quasi opposta da dov'erano partiti.

Dei circa 86 000 partiti sopravvissero circa 8000; dovettero percorrere i percorsi più difficili con le truppe nazionaliste

e locali che li attaccavano, superavano paludi e montagne. Lottando non solo contro i nemici ma anche contro la

fame e il clima e la stanchezza. Tra questi c'erano anche 35-40 donne, tra cui la seconda moglie di Mao Zedong e

sappiamo anche dai racconti che lasciarono dietro di se altre circa 28 000 persone alla base per difendere il

territorio; erano soprattutto feriti e malati e donne con figli piccoli che non potevano affrontare il viaggio. Tra i

fucilati alla base ci fu anche il fratello minore di Mao Zedong.

Tra i sopravvissuti troviamo il grosso della futura leadership del partito comunista cinese contro i giapponesi e i

nazionalisti e che avrebbero creato la repubblica popolare cinese. Tra questi il primo è Mao Zedong.

Questa lunga marcia è importantissima nella narrativa storica. Vi è il primo reporter occidentale che va nelle basi

cinesi comuniste, Edgar Snow che pubblica nel 1937-38 Red Star Over China che viene tradotto "stella rossa sulla

Cina".

Edgar Snow ci descrive la vita di quei mesi a Yan'an e gli incontri con vari leader cinesi. Snow riporterà in patria negli

USA questa sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di inarrestabile in Cina; porterà l'idea che gli americani

avrebbero dovuto portare più attenzione a questo movimento che veniva detto dei "contadini straccioni". Era rimasto

colpito dalla disciplina, dall'organizzazione, che ufficiali e truppe mangiavano lo stesso cibo. Trasmette l'idea che

essere sopravvissuti rese questi leader comunisti coscienti di una quasi "immortalità", avevano superato qualcosa di

straordinario e il senso della missione che Mao e altri dirigenti assumono con la lunga marcia vedendo morire molti

compagni e amici è assumere su di sé il pensiero ch la morte di tutte queste persone non fosse stata vana.

L'URSS tra il 1919-23 diventa una figura sempre più importante, non solo per i comunisti ma anche per Chang

Kai-Shek perché quando l'Europa non sostiene finanziariamente la Cina durante la seconda guerra mondiale ci

pensa la Russia. Questo ruolo della Russia rivoluzionaria sostituisce quindi il luogo dell'occidente che fino ad allora

era stato fondamentale. Sun Yat-sen che era stato il primo occidentalizzato e cristiano fu subito dalla parte

dell'URSS.

Il governo nazionalista di Chan Kai-Shek non riesce a risolvere i problemi che la Cina ancora aveva e negli anni '30

divenne importante la rivoluzione agricola.

1937-1945

Nel Luglio 1937 Lugouqiao (Marco Polo Bridge), incidenti militari tra truppe cinesi e giapponesi nella Cina del nord

nella zona di Lugouqiao. Questi scontri danno inizio alla seconda guerra sino-giapponese o guerra cinese di

resistenza.. Questa guerra dura 8 anni e si conclude nel 1945 il 15 agosto. Il giorno della resa definitiva del

Giappone, alcuni giorni dopo dei due drammatici eventi del 6 e 9 agosto a Hiroshia e Nagasaki. La guerra è in

parte anche una guerra regionale ma anche parte di una guerra mondiale.

1939 : guerra in Europa. 7 paesi + Africa

1941: dichiarazione di attacco dei Giapponesi alle basi americane nelle Hawaii Pearl Harbour che da inizio alla

guerra del Pacifico, e quindi porta all'estensione della guerra cino-giapponese ad altre aree asiatiche e oceaniche.

Il conflitto mondiale vede due grandi potenze mondiali, la Germania e il Giappone che si alleano insieme all'Italia


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea triennale in Lingue, culture e società dell’Asia e dell’Africa mediterranea
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BassSyndrome di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della Cina 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Samarani Guido.

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