Estratto del documento

Storia della Cina dal 1644 ai giorni nostri

La dinastia Qing (1644-1911)

Prima fase: XVII secolo - La conquista e il consolidamento

Nel 1911 finirà la dinastia Qing e dopo non ci sarà più una nuova dinastia imperiale. La Cina si trasforma in una repubblica. I sovrani della corte Qing sono mancesi. La Manciuria è un termine che non viene usato e corrisponde alle tre province più nord-orientali (Dongbei 东东). Si tratta di una minoranza nazionale; oggi i mancesi sono una popolazione ridotta e fanno parte delle 56 etnie principali. Era un popolo però che nel corso dei secoli era riuscito ad espandersi e si era organizzato grazie ad alcuni elementi della società cinese (sinizzazione). Questa cosa non era successa invece con gli yuan (mongoli).

Com'è riuscita una dinastia così ridotta a conquistare la Cina e rimpiazzare i Ming? I Qing approfittarono di una grave crisi sociale e politica nella prima parte del 1600 che vide una serie di imponenti proteste popolari e contadine. Ciò portò alla caduta della capitale Pechino che venne occupata dagli insorti. L'impero per scacciare gli insorti chiese l'intervento delle truppe mancesi, agevolandogli l'ingresso nell'impero cinese. Si pensava che questo intervento sarebbe stato temporaneo e che sarebbero tornati nelle loro terre; ma ciò non avvenne e si insediarono nella capitale e nel 1644 fondando una nuova dinastia. Per i successivi decenni si concentrarono sul consolidamento del potere e sulla conquista della Cina centro-sud. Ovviamente incontrarono delle resistenze ma nell'ultima parte del 1600 questa conquista fu portata a termine. Il XVII sec. rappresenta quindi la prima fase.

Seconda fase: fine XVII - fine XVIII secolo - La crescita e lo sviluppo - Secolo d'oro

Con la fine del 1600 possiamo aprire una nuova fase, la fase della crescita e dello sviluppo, l'apice del potere mancesi. Questo periodo dura circa un secolo dall'ultima parte del 1600 agli ultimi decenni del 1700. È avvolto nella storia con il nome di tre grandi imperatori Qing: Kangxi, Yongzheng, Qianlong. L'economia progredì, anche grazie all'arrivo in Cina dei prodotti delle Americhe portati dagli spagnoli e portoghesi, migliorò così il tenore di vita della popolazione. Vi era poi una buona gestione delle risorse idriche.

In questo periodo abbiamo il cuore economico dell'impero insediato nelle zone centro-meridionali, nelle aree dei fiumi principali come lo Yangzi. Il potere politico dell'impero invece è quasi sempre nel nord. C'è quindi un forte dualismo tra nord e sud.

Terza fase: fine XVIII secolo - 1912 - Crisi dell'impero Qing

In una società essenzialmente agricola e rurale ci sono vari fattori che concorrono a indicare se c'è una stabilità e verso la fine del 1700 vengono a presentarsi degli elementi di crisi nella società cinese: la terra arabile era poca rispetto alla crescita della popolazione dopo qualche secolo, benché la terra per le famiglie fosse cresciuta, è cresciuta in modo meno forte rispetto a quella della popolazione. Nel giro di 100-120 anni si contavano centinaia di milioni di abitanti in più. Questo cosa comporta? Povertà, rivolte contadine, difficoltà economiche crescenti, le famiglie contadine cinesi per continuare a produrre devono prendere in prestito a tasse onerose capitali per comprare sementi e animali; molti persero le terre e molti vendono le figlie.

Ciò che rese ancora più drammatica la crisi fu l'avvento delle potenze occidentali, soprattutto quella inglese. Avvengono avvenimenti importanti in ambito mondiale che avranno influenza anche sulla dinastia cinese: la rivoluzione industriale, la rivoluzione francese e l'indipendenza americana. La rivoluzione francese con i suoi valori avrebbe avuto ripercussioni solo nel 1800; in questo secolo si vede la potenza soprattutto dell'Inghilterra, della Francia, della Germania. Gli USA invece sono ancora distratti dal loro impegno americano.

La rivoluzione industriale tocca l'Inghilterra e porta ad alcuni fenomeni; consente una rapida accelerazione nelle industrie con lo sviluppo scientifico e tecnologico che diventa una potenza mondiale. La meccanizzazione del lavoro industriale crea una rapida produzione. Questo vuol dire che in Inghilterra e poi un po' più tardi in altri paesi europei, la capacità produttiva non ha più sfogo nei mercati interni. Quindi l'imprenditore britannico, o riduceva la propria produzione, oppure, come si fece, cerca di creare lobby economiche nel proprio governo e cercare nuovi luoghi dove riversare la produzione. Non era facile però perché molti paesi avevano politiche protezionistiche, come la Francia; da qui quindi la necessità di cercare nuovi mercati mondiali.

Ormai si sapeva che le terre orientali erano ricche di risorse naturali. Quindi non si voleva solo esportare ma anche utilizzare le risorse ai fini britannici, c'era "fame di energia". Gli inglesi avevano già avuto un approccio con l'Asia, avevano posto basi soprattutto nel subcontinente indiano e dal loro punto di vista la loro politica in India non avrebbe trovato troppi ostacoli in altri paesi come la Cina. Ma c'è un problema, la Cina non era come l'India, era un impero gerarchico centralizzato e all'inizio dell'1800 era un paese in cui uno straniero aveva enormi difficoltà a entrare; ci volevano autorizzazioni, c'erano controlli di compagnie commerciali cinesi che davano il permesso o meno, e quando si otteneva di potersi insediare (soprattutto a Canton) c’erano comunque molte restrizioni. Quindi gli inglesi dovevano riuscire ad aprire le porte della Cina; bisognava controllare le vie marittime perché chi le controllava avrebbe dominato e l'Inghilterra ha le potenzialità per farlo.

Però le ambascerie di quel periodo trovarono nuovi ostacoli perché non potevano farsi ricevere dagli imperatori. Dopo tutti questi tentativi inconcludenti l'imperatore disse che non avevano bisogno dei loro prodotti; questo ovviamente non piacque agli inglesi e da qui l'idea di cominciare ad esportare l'oppio. Le piantagioni di oppio erano molto sviluppate e c'era un forte mercato in Europa, comincia a svilupparsi in alcuni paesi asiatici e in Cina era conosciuto per motivi taoisti ma era illegale il suo uso ad altri fini. Gli inglesi che importavano molto dalla Cina ma non riuscivano ad esportare cominciano a contrabbandare l'oppio rivendendolo ai funzionari e commercianti cinesi pagandoli molto. Si crea via via nei primi decenni del 1800 un commercio illegale dell'oppio da Canton salendo verso il centro del paese; si comincia a creare un mercato di consumatori cinesi nelle fumerie d'oppio e diventa un problema sociale.

Devono decidere il da farsi e alla fine prevale la linea di stroncare in tutti i modi questo contrabbando. L'imperatore invia a Canton un commissario Lin Zexu col compito di sradicare in ogni modo la situazione. Aumentano le norme, le punizioni. Vuole compiere anche delle punizioni dimostrative per dare una lezione; requisisce una grande quantità di oppio in una nave inglese e la brucia sul molo. Gli inglesi considerano questo come un atto di guerra e inviano un ultimatum a corte per eliminare quelle misure restrittive e far aprire la Cina al commercio internazionale, il governo mancese non accetta e inviano navi militari e truppe. Questo conflitto dura poco finché la corte mancese deve arrendersi, pena la continuazione dell'attacco navale britannico. La prima guerra dell'oppio (1839-42). La guerra si conclude con un trattato imposto dagli inglesi alla Cina firmato a Nanchino nel 1842 in cui vengono indicati e ottenuti dagli inglesi richieste molto importanti.

La Cina non ha mai voluto riconoscere dopo la fine dell'impero questo trattato. Per i cinesi questi sono trattati ineguali, estorti con la forza. Diedero un colpo mortale alla sovranità della Cina, la trasformarono non in una colonia, ma semi-colonia; i suoi interessi erano divisi tra varie potenze. Questo apre a un'era in cui la Cina sarà costretta a firmare molti umilianti trattati. Dopo il trattato di Nanchino si sviluppano in 50 anni prima gli insediamenti inglesi e poi di altre potenze europee come la Francia. Questa presenza segue alcune tappe essenziali e reazioni che la Cina ha per cercare di contrastare questo fenomeno.

  • 1858-1860 - Seconda guerra dell'oppio
  • 1884-85 - Guerra Cina-Francia
  • 1894-95 - Guerra Cina-Giappone
  • 1900-1901 - Rivolta dei boxers e firma del protocollo dei boxers

In questo periodo vengono firmati molti trattati tra Cina e altri stati. La Francia per esempio chiede anche lei di avere dei privilegi e vantaggi che aveva avuto l'Inghilterra anni prima; poi anche la Russia, la Prussia, Italia, Spagna e Portogallo chiedono di avere almeno una parte dei privilegi degli inglesi acquisiti nel 1842. Dopo la guerra del 1884 la Francia avrà più potere.

Il primo punto di questi vari trattati è l'apertura di porti aperti nelle città portuali e libertà di commercio. I porti aperti sono città che avevano porti o sul mare, sull'oceano, oppure anche interni sui fiumi navigabili. All'interno di certi porti aperti vengono ottenute delle concessioni o settlements dagli stranieri, sono aree che di fatto erano sotto controllo straniero (per esempio Shanghai era amministrata da cinesi ma alcune zone erano poste sotto la tutela straniera); vi è sia una concessione internazionale, in cui ci sono più paesi ma la presenza principale è quella inglese; la Francia come seconda potenza a Shanghai si crea un suo spazio autonomo senza confluire nella concessione internazionale, concessione francese.

Molti degli stranieri residenti a Shanghai risiedono all'interno di queste due concessioni, quindi qui è molto concentrata; tuttavia la maggior parte della popolazione all'interno di queste concessioni sono cinesi. Erano originariamente quartieri cinesi che però erano più sicuri rispetto alle altre zone in città, ed erano amministrate dagli stranieri, senza rappresentanti cinesi. Hanno diritti e poteri molto alti, hanno la possibilità di creare e mantenere truppe e creare un proprio gruppo di polizia; hanno la possibilità di raccogliere le tasse da parte dei suoi cittadini; controllare i sistemi delle aziende dell'acqua, dell'elettricità; hanno dei propri tribunali particolari che hanno giurisdizione sulla popolazione straniera ma anche in caso di conflitti tra cinesi e stranieri anche ai cinesi, quindi gli stranieri sfuggono alle leggi cinesi. C'è anche un regime fiscale favorevole per le merci straniere importate e diventano piano piano quasi esenti. Dall'altra parte l'imprenditoria cinese è molto sfavorita dal punto di vista fiscale e commerciale. C'era anche la libertà di circolazione degli stranieri e la libertà religiosa; in particolare cattolicesimo e protestantesimo diventano particolarmente numerosi. I missionari oltre ad essere attivi nei centri urbani hanno anche una forte diffusione nelle aree centrali rurali.

Ciò porta al fatto che i missionari quando vanno all'interno si scontrano con la resistenza delle popolazioni locali e funzionari e da qui nascono una serie di incidenti che hanno per oggetto ferimenti, qualche uccisione, incendi ecc. E normalmente i missionari per proteggere la loro azione dai cinesi fanno appello alle maggiori potenze e truppe che sono stanziate in varie parti della Cina. Questo crea sostanzialmente una simbiosi tra esercito e attività missionarie.

I boxer nel 1900-1901 sono una rivolta contadina che deriva da delle pratiche rituali, fanno degli attacchi violenti contro i missionari contro le chiese e contro soprattutto quella parte di cinesi che sono stati convertiti. Non tutti i movimenti sono antistranieri, ce ne sono molte che prendono di mira la dinastia Qing dei mancesi accusati di non essere in grado di proteggere la Cina dall'invasione straniera.

Shanghai è un centro di tantissime culture diverse, c'è una fioritura culturale e sociale ed è completamente separata dalla vita sociale cinese. C'è una visione della Cina come un paese arretrato che sta subendo quello che si merita perché si era rifiutata di aprire un dialogo; il Giappone invece dopo aver visto le guerre dell'oppio non aveva posto tanta resistenza all’Occidente. In questo ambiente c'è anche il problema della crescita internazionale del Giappone e l'obiettivo numero uno del Giappone è la Cina. La guerra del 1894-95 con una vittoria schiacciante del Giappone offre vari spunti di riflessioni. La sconfitta cinese crea uno shock nella società in quanto il Giappone era un paese asiatico che fino a pochi anni prima era tributario della Cina, era considerato all'interno della sfera di civiltà cinese. La sconfitta comporta gravissimi conseguenze, crollo dell'immagine interna della Cina e delle convinzioni di poter risollevarsi dalle guerre dell'oppio. Comporta perdite territoriali molto gravi, nel trattato del 1895 firmato in Giappone la Cina è costretta a cedere l'isola di Taiwan che rimarrà sotto il Giappone per 50 anni. C'è perdita dell'influenza cinese sulla Corea; inizia dal 1894-95 a definirsi meglio tutto il progetto di radicamento diretto del Giappone sul territorio cinese vero e proprio in particolare in Manciuria; la Manciuria oltre ad essere zona di insediamento Qing è confinante con la Corea e zona molto ricca di materie prime importanti per il progetto di innovazione industriale che il Giappone sta compiendo; anche il territorio meridionale della Manciuria offre terreni coltivabili e consente di affrontare positivamente un altro progetto, cioè quello di dare terra da coltivare in più dato che in Giappone era insufficiente. C'è però un problema, in Manciuria c'erano i russi, c'erano gli zar perché era l'estensione orientale del territorio russo quindi il Giappone deve fare i conti con una potenza importante e su questi conflitti di interesse nel 1904-1905 il Giappone si impegna in una grande guerra contro la Russia, con la vittoria del Giappone. È la prima vittoria di una potenza asiatica contro una europea e colpisce in occidente. Ciò quindi da carta bianca al Giappone in Manciuria.

I cinesi cercarono di reagire a tutta questa invasione?

La prima ipotesi è, sì ci provarono, ma le sconfitte continue ci danno l'idea sì di un tentativo ma anche di molte sconfitte. Dopo la guerra dell'oppio nel 1860 in Cina si cercò un programma per capire quali erano i punti forti di queste potenze europee e di cercare di capire se avrebbe potuto la Cina anch'essa svilupparle e contrastare l'egemonia straniera. C'erano progetti di modernizzazione dell'esercito cinese, vengono costruiti nuovi centri militari e cantieri navali e furono aperte anche delle scuole per formare personale che imparasse le lingue e in particolare fosse in grado di tradurre testi essenziali strategico-militari occidentali. Tuttavia questa strategia si scontra con la realtà con la sconfitta con la Francia e con il Giappone. Negli ultimi anni del 1800 si rifletteva quindi se il segreto delle forze occidentali forse non fosse solo nelle forze armate, ma anche sulle politiche sociali che vi erano state in Europa.

Il secondo tentativo di reazione sono le rivolte popolari contadine che sono particolarmente numerose e violente. Nel 1850-60 ci sono la maggioranza delle rivolte, sono gli effetti di crisi e disgregazione sociale che ha portato la crisi dell'impero Qing, non tanto l'odio per l'invasione. La rivolta di Taiping cerca di abbattere i Qing e costruendo un regno dei "taiping" il "regno celeste della grande pace".

C'è anche un numero limitato, che nel 1900 avrà un'influenza importante di cinesi, che comincia a studiare nelle scuole cristiane, alcune delle quali diventeranno poi delle università vere e proprie. Sono questa minoranza occidentalizzata che sarà protagonista di una serie di eventi importanti. Tra i più importanti leader nel 1900 Sun Yat-sen e Chang Kai-shek vengono da questi ambienti.

L'Italia nel 1870 quando comincia ad uscire gli altri stati sono da decenni insediati. In un primo periodo l'interesse principale italiano è sul Giappone ma arrivano anche notizie degli eventi cinesi. Uno dei primi atti italiani è quello di chiedere una piccola base d'appoggio per lo sviluppo dell'azione italiana; da una parte l'impero Qing cerca di resistere con forza queste richieste e dall'altra parte l'Italia non cerca abbastanza di accaparrarsi territori. Si ripropone l'occasione durante la rivolta dei boxers nel 1900.

I boxers sono una società segreta che agisce e nasce soprattutto nella Cina settentrionale le cui azioni si spostano piano verso Pechino nel quartiere delle delegazioni. Queste azioni sono alimentate dalla corte mancese per fare pressione sulle potenze e crea una reazione militare internazionale: 8 paesi inviano truppe a Pechino nel quartiere per combattere i boxers. C'è anche un contributo militare italiano; l'Italia firmando il protocollo dei boxers riesce a rivendicare una piccola parte di territorio. Questo protocollo prevede il pagamento di una somma enorme per ripagare i danni umani creati dai boxers. A Jianjin viene costruita una zona italiana. Tutti questi protocolli avranno valore per circa 100 anni, aboliti tutti nel 1947.

Hong Kong diventa inglese nel 1842 all'interno del trattato di Nanchino, viene ceduta dalla Cina. Un altro territorio che era stato concesso molti anni prima era il territorio di Macao dei portoghesi. Nel 1853 alcune navi americane arrivarono davanti alle coste del Giappone aprendo il fronte pacifico dell’Asia. Pochi anni dopo la vittoria del Giappone sulla Cina, l’America annette le Filippine.

Cina – prima parte del 1900

  • 1904-1905 - Guerra Giappone - Russia (evento esterno) vittoria Giapponese che ha largo impatto sulla Cina, aumento dei possedimenti sulla Manciuria
Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 20
Lezioni, Storia della cina 2 Pag. 1 Lezioni, Storia della cina 2 Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 20.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Storia della cina 2 Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 20.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Storia della cina 2 Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 20.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Storia della cina 2 Pag. 16
1 su 20
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/21 Lingue e letterature della cina e dell'asia sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BassSyndrome di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della Cina 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Samarani Guido.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community