Sociologia dei media
Comunicazione: fonte, informazione e ricevente
La comunicazione è un passaggio di informazioni dalla fonte al ricevente. Si può avere: una trasmissione, cioè l'informazione che parte dalla fonte ed arriva al ricevente secondo una comunicazione lineare; uno scambio, cioè la comunicazione dal ricevente torna alla fonte. "Non si può non comunicare" (Vaslaviz): anche quando siamo in silenzio compiamo un atto comunicativo. La comunicazione è la scatola che contiene il tutto; la fonte è lo stimolo; l'informazione è il cosa si comunica; il ricevente è chi utilizza l'informazione (il contenuto) o cosa mette in moto l'informazione.
La comunicazione lineare tra esseri non esiste, o comunque è difficile da attuare (un comando potrebbe esserlo, ma crea comunque una conseguenza: esci!, esco ma ti fulmino con lo sguardo, quindi non c'è più linearità). La comunicazione lineare quindi avviene per lo più tra macchine. Lo scambio è un rapporto circolare.
Comunicazione diversa da informazione
Processo di trasporto di energia che crea differenza. È ciò che viene trasmesso, implica il passaggio di uno stimolo qualcosa che passa dalla fonte al ricevente tra la fonte ed il destinatario. È il processo più ampio dentro il quale circola l'informazione. Varianza è ciò che fa percepire la differenza, è la percezione del cambiamento; informazione è dare una forma a qualcosa, cioè creare dalla fonte qualcosa che sia conoscibile al ricevente.
L'informazione è il trasferimento di uno stimolo dall'emittente al ricevente che, se avviene correttamente, può produrre un cambiamento nell'ambiente in cui avviene. Può essere un processo di conoscenza che permette di ridurre l'incertezza (il caos è un sistema entropico, che per risolverlo necessita dell'aggiunta di un elemento: l'informazione).
Il segnale e la comprensione
Segnale: manifestazione di qualcosa a cui noi continuamente diamo un significato. È un impulso (contenuto) che parte da una fonte, ma per poter parlare di processo di informazione l'impulso deve essere compreso dal ricevente. Non tutti i segnali però hanno un senso immediato o sono comprensibili: posso aver appreso un segnale, attribuendogli però un significato diverso o sbagliato. L'informazione è la trasmissione di segnali comprensibili ed utili: ha un valore se è utile, cioè se è codificabile e quindi comprensibile tra le persone.
Shannon e Weaver: teoria matematica dell'informazione
La fonte dell'informazione è un messaggio (apparato trasmittente), che viene trasmesso ad un canale (fonte di riunione). Viene poi trasmesso al destinatario (apparato ricevente) sotto forma di messaggio. La corrispondenza tra fonte e ricevente non è mai data per scontata: si dà un'attribuzione arbitrale ed artificiale (processo di reinterpretazione: si dà un certo significato che viene codificato allo stesso modo da emittente e ricevente).
Codice: selezione arbitraria di senso attribuito al segnale (modalità di organizzare il senso: ci deve cioè essere un accordo, ad esempio il codice stradale). Il codice è quindi un rapporto che si instaura tra l'immagine ed il modo di esprimerla, è la forma su cui si decide di esprimere una sensazione. Una volta venuti a conoscenza della codificazione si diventa conoscenti. Senza conoscenza non esiste informazione, ad esempio "andiamo al solito bar", ma se non c'è riferimento al luogo preciso non si può sapere. L'informazione produce conoscenza: per essere tale l'informazione deve essere logica, cioè produrre un segnale che porti alla soluzione del rebus; un'informazione non logica può, ad esempio, produrre alterazioni mentali in una persona.
Efficienza e ridondanza dell'informazione
L'informazione deve essere utile ed efficiente, cioè immediata, ed ogni situazione ha regole che ne determinano l'efficienza (economia dell'informazione: l'informazione che disperde meno energia per essere più efficiente, ad esempio la pubblicità). L'efficienza è data da molte variabili, come ad esempio l'attenzione. L'informazione è logica, conosciuta e non deve essere sbagliata pur avendo un margine di errore: questo margine può produrre uno sbaglio o effetti perversi che in precedenza non sono stati analizzati.
Shannon e Weaver sono interessati a costruire un modello di informazione (economico e logico, per ridurre il margine di errore) che permetta di portare in maniera più efficiente l'informazione dal mittente al ricevente, tramite le macchine, perché sono matematici. La fonte ha un apparato trasmittente che permette il passaggio; il ricevente ha un apparato ricevente che codifica il messaggio. Questi due matematici sono gli inventori della cibernetica: riproducono sinteticamente il pensiero umano attraverso i meccanismi.
- Concetto di entropia: per la teoria del caso non esiste un vero sistema entropico.
- Feedback omeostasi: ricerca dell'equilibrio
Si occupano di due aspetti importanti: il rumore e la codifica. La codifica è fondamentale: nello schema viene riprodotta la struttura utilizzata dai mass-media (apparati e canali).
Canale e rumore
Canale: l'informazione deve passare tramite un canale, ma non è sempre così facile la trasmissione. Un disturbo può produrre un'inefficienza, dovuta ad un fattore esterno (es: un fattore temporale. Per migliorare il disturbo nel canale non si agisce con la tecnologia, ma con un miglioramento dei codici) o interno (il passaggio da analogico a digitale provoca un miglioramento, quindi una riduzione di rumore: diminuisce l'inefficienza). Per i due matematici non è rilevante il senso del messaggio, ma è importante la scelta migliore dei segni per la codifica (la certezza e la comprensione intervengono nel momento in cui comincia la codifica del messaggio).
Ridondanza: eccesso di informazione. Per gli esseri umani è normale parlare in maniera ridondante, ma se anche perdiamo qualche parola (perché il messaggio è disturbato) il significato generale lo si coglie o lo si recupera tramite altri elementi. La ridondanza può essere misurata e si evita semplificando il più possibile la codificazione, cioè trovando elementi linguistici che permettono di dire le stesse cose riducendo le parole.
Rumore: è un disturbo e/o una distorsione. La termodinamica intende i disturbi che i segnali possono subire all'interno del canale; le scienze umane parlano invece di incomprensione di significato (problema di marketing). Bisogna capire quale sia il disturbo o la distorsione e quindi trovare la soluzione migliore per eliminarlo.
Optimalità dei codici
- Economico: se il costo del passaggio dell'informazione è sostenibile per il sistema.
- Efficiente: se non disperde informazioni.
- Utile: se produce vantaggi al sistema.
- Comprensibile: se viene interpretato correttamente dal ricevente.
- Appropriato: se utilizza un canale corretto.
Funzioni dei codici: proteggere le informazioni dai rumori; rendere efficiente l'interpretazione (economia dell'informazione); definire l'ambito di comprensione, cioè chi mi deve capire. Questo può allargare al massimo la conoscenza o ridurla al massimo (con la crittografia, restringendo la possibilità interpretativa del messaggio).
Tipi di codice
Il codice Morse fu inventato nell'800 e fu il primo esempio di comunicazione efficiente a distanza, multidirezionale, che pone le basi per il sistema di codificazione binaria (0 1) su cui è fondata la tecnologia di comunicazione digitale. Viene anche inventato il telegrafo grazie all'elettricità. Il codice Morse è efficiente perché le lettere più usate devono essere quelle con meno caratteri, che implica quindi velocità e tecnologia (si capiva quali fossero le più usate dal casellario tipografico: le più consumate erano le più utilizzate).
Vi è un problema di codificazione dei segnali: il problema della teoria matematica. Lo strumento è il telegrafo, che permette la comunicazione a distanza con un passaggio di informazioni importanti tramite la tecnologia, che veicola i messaggi. C'è margine di errore e c'è corrispondenza tra segni, punti e linee.
Morse: antecedente del linguaggio binario, funge da segno di codifica pari ad 1-0 (probabilità minima che un evento si verifichi, es. testa o croce). Ad ogni segno corrisponde una matrice. Codice binario: utilizzato dai sistemi informatici, è la modalità di scomposizione delle informazioni. Sono dei codici discreti o discontinui (01,01,01...): è la più piccola unità informazionale possibile (nel sistema binario 10.000 corrisponde a 16 nel sistema decimale).
La tecnologia ha permesso questa rivoluzione: con la digitalizzazione si perde però il rapporto con la realtà (es. una fotografia fotoshoppata) e' introdotta quindi una manipolazione della conoscenza e del sapere. Quando si fotoshoppa una foto si elimina il codice di foto originale (es togliere le borse sotto gli occhi equivale a togliere quel determinato codice). Questo si può fare solo nel digitale e non nell'analogico.
Sistemi di comunicazione: analogico vs digitale
In base a come vengono comunicate le informazioni si ha:
- Sistema di comunicazione analogico: trasmissione di informazione attraverso impulsi elettrici che le trasmettono in maniera continua.
- Sistema di comunicazione digitale: trasmissione di informazioni con sequenze numeriche discontinue.
Il sistema digitale ha comunque vantaggi e svantaggi:
Vantaggi:
- Si diminuisce il rumore all'interno del canale: verrà meno in pratica l'interferenza interna, cioè il problema nel canale. Sarà un disturbo esterno (es. il tram che passa).
- Si comprime la quantità di informazione trasmessa
- Si aumenta la velocità di trasmissione (es. ADSL)
- La comunicazione avviene tramite macchine (es. PC)
- Le informazioni sono tutte codificate allo stesso modo quindi è possibile la convergenza tra differenti sistemi di comunicazione (Jenckins)
- È possibile aumentare l'archiviazione di informazioni, con la conseguente possibilità di gestire le informazioni (es. Google)
Svantaggi:
- Rapporto con la realtà distorto
- Decostruttivismo, linea di pensiero: ci sono molte realtà possibili e non ne esiste più una sola lineare.
Iperrealismo: riproduzione in serie della stessa immagine(serialità). La riproduzione somiglia molto all'oggetto ma non è più lo stesso oggetto di partenza: sono tante copie, non sono originali. (Ward)
La digitalizzazione provoca un problema, cioè la differenza tra la verità e la verosimiglianza.
Comunicazione: scambio e condivisione
Comunicazione: processo intenzionale di scambio e condivisione di informazioni e segni convenzionali che avviene all'interno di un sistema che ne riconosce e ne interpreta il significato.
Condivisione di informazioni: la comunicazione come uno scambio, una condivisione, cioè i due poli intervengono e nessuno è neutrale (es. "che ora è?" io ti rispondo, chi emette e chi riceve mette in atto altre reazioni, come ciò che facevo ieri a quell'ora).
C'è quindi uno scambio, ma è anche condivisione ed un'interpretazione continua. C'è uno scambio di codici, ma c'è anche una condivisione di altre reazioni (la comunicazione tra gli uomini è uguale a quella tra le macchine).
La comunicazione è un contatto, è una trasmissione di risorse. Comunicando si stabilisce anche la gerarchia tra gli interlocutori, si svolge un esercizio di influenza come per es. il corteggiamento (Sorice). La comunicazione è un fenomeno di massa, è uno scambio ed una modificazione continua: prima di comunicare c'è una situazione che cambia dopo che avviene la conversazione.
Nella comunicazione c'è un elemento importante, cioè quando la comunicazione non va a buon fine: è un guasto, un errore. Quando comunichiamo è necessaria la pratica e c'è incomprensione se non ci capiamo.
Incomprensione e codici
Incomprensione: si verifica o perché non usiamo la stessa lingua (codice primario); o perché ci sono pratiche interpretative diverse (codice secondario). La comunicazione è il fondamento della struttura complessa di relazione che regola un sistema complesso, che può essere naturale, meccanico, umano o sociale (es. l'economia è un passaggio di informazioni che però non prevede uno scambio; la caldaia e la spia di rivelazione: la luce accesa o spenta è la prima informazione, da cui si ricava l'informazione della temperatura dell'acqua. Da qui parte un ulteriore segnale, secondo la comunicazione lineare tra macchine: allarme o normale funzionamento).
Comunicazione tra persone: è un processo complesso e non meccanico. Si genera complessità nel passaggio di informazioni, che difficilmente si può risolvere con la codifica (la comunicazione più normale per gli uomini è il linguaggio). Se la comunicazione tra le persone non funziona, cioè l'informazione non arriva completa, si parla di interferenza: l'informazione può non arrivare o per un guasto tecnico (es. tuono) o perché l'uomo non la accetta a causa di un'interpretazione sbagliata a seconda di molte variabili (es. diversa ideologia politica).
Il non arrivare a buon fine quindi non è per forza un errore, perché può migliorare, ma può essere una ricchezza per la nostra cultura (es. il prof spiega, lo studente può capire o meno la lezione perché è stata spiegata bene o male, ma può anche magari non accettare ideologicamente le cose spiegate). Nella comunicazione tra persone non è un errore di grammatica a cambiare totalmente il senso della frase.
Incomprensione: avviene o tramite un codice primario (es. stessa lingua) oppure tramite un codice secondario cioè un insieme di pratiche interpretative proprie di un determinato contesto relazionale (es. linguaggio, gergo). Nel codice secondario il senso dell'intera narrazione non cambia, ma cambia il tono, il linguaggio, il modo di raccontare (se ti rivolgi ai genitori, agli amici ecc. cambia il destinatario). Quando si comunica si determina l'esterno (chi non capisce) e l'interno (chi comprende il mio segnale), ad es. la pubblicità, che seleziona un target di riferimento. C'è un elemento interpretativo che condiziona la comunicazione (che non è quindi un procedimento puro): è un flusso tra persone.
Il codice linguistico nella comunicazione è fondamentale, ma anche con una serie di stratagemmi (smorfie, gesti ecc.) si può essere capiti in qualche modo; ma anche se il linguaggio è giusto non si ha la certezza che si capisca perfettamente ciò che si sta ascoltando.
Linguaggio perfetto e universale
Linguaggio perfetto: presuppone abbastanza corrispondenza univoca tra parole e cose, ma non esiste la sicurezza che tutti capiscano alla perfezione il linguaggio usato. Si è cercato di ricercare un linguaggio perfetto: si cerca corrispondenza tra cose e parole, che limiti le divergenze di comprensione. Questo è possibile nel procedimento lineare, nel linguaggio umano non si può affibbiare un solo ed unico significato ad una parola (es. libertà: nel vestirsi, nei regimi; cane: le idee di ognuno su questa definizione cambiano perché può evocare più reazioni diverse).
Quando codifichiamo facciamo riferimento a nostre impressioni: ad es. il suono della campanella fa pensare al cibo, quindi quando si sente il suono cambia la salivazione perché si sa che sta arrivando il cibo. Ci sono processi diversi di attribuzione da cui dipendono percezioni ed immagini mentali differenti (Swift - "I viaggi di Gulliver"). Nella comunicazione bisogna quindi trovare il nesso tra cose e parole.
Linguaggio universale e linguaggio perfetto: ermeneutica, elemento interpretativo ultimo che ci fa dubitare ed interpretare diversamente (ad es. Esperanto: lingua che avrebbe dovuto essere comune a tutta l'Europa, cosa impossibile). C'è però bisogno di trovare un linguaggio comune ed universale, che permette di limitare i margini di interpretazioni, come le scienze (es. la medicina). Ci sono cioè campi in cui esiste un linguaggio comune dove c'è assoluta convergenza su ciò che è affrontato ma non vi è libera interpretazione: ci sono proprietà linguistiche standardizzate.
Positivismo logico vs ermeneutica
Si accetta che nella comunicazione tra persone ci sia questo elemento interpretativo che cambia da soggetto a soggetto, ma si limita ad alcuni ambiti disciplinari in cui si ha appunto un codice comunicativo meno ambiguo (standard). La comunicazione tra persone non può essere direttamente referenziale (es. nei regimi totalitari si controlla il senso delle parole: c'è un solo ed unico significato da attribuire ad un determinato concetto).
Rapporto potere-linguaggio
Il potere quando diventa tale si costruisce un suo proprio linguaggio che controlla lui e solo lui (slogan, parole, temi, argomenti ecc.). Anche la pubblicità si basa proprio su una selezione del linguaggio per azzerare il codice interpretativo: la parola deve evocare quel determinato oggetto.
Umberto Eco e la semiologia
Umberto Eco è un semiologo italiano. La semiologia studia tutte le relazioni ed i tipi di relazione che si possono formare, è la scienza che studia i segni ("Qualcosa che agli occhi di qualcun altro sta per qualcos'altro" Pears). Morris elabora la teoria dei segni che attribuisce ai segni tre funzioni importanti:
- Sintattica: relazioni e regole tra i segni
- Semantica: del significato. Funzione referenziale, studia i riferimenti dei segni agli oggetti
- Pragm:
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