PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE
LEZIONE 1
La psicologia è la scienza che studia i processi mentali (ciò che avviene all’interno dell’individuo) e i
comportamenti (ciò che avviene all’esterno, ciò che si può osservare).
Il behaviourismo sosteneva che l’uomo è una scatola nera e possiamo conoscere solo ciò che avviene
all’esterno, ma non ciò che avviene all’interno.
Comunicazione: scambio di informazioni con noi stessi o con l’esterno. La comunicazione garantisce la
coscienza di se e un equilibrio emotivo.
Per mantenerne un equilibrio piscologico e un adattamento all’ambiente, c’è la necessità di stare in
contatto con i nostri simili.
La psicologia della comunicazione cerca di capire come la comunicazione entra nell’esistenza dei soggetti
come dimensione intrinseca che fonda l’identità personale e la posizione sociale.
Quando un soggetto comunica con un altro, egli definisce allo stesso tempo se stesso e l’altro e la natura. Il
soggetto si crea l’immagine di se stesso e degli altri.
Gli assiomi della comunicazione:
È impossibile non comunicare
ü Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione dove il secondo classifica
ü il primo in quanto metacomunicazione
La natura di una comunicazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione fra i
ü partecipanti ovvero ogni volta che siamo all’interno di una relazione comunicativa, si hanno modi
diversi di interpretare i comportamenti come causa o effetto. Solitamente la persona tende ad
assumere il punto di vista della vittima.
Le persone comunicano sia con il modulo numerico, sia con quello analogico
ü Ogni scambio può essere simmetrico (persone allo stesso livello come studente e studente) o
ü complementare (tra insegnante e studente). Problemi comunicativi si hanno quando ruoli
simmetrici diventano complementare e viceversa.
Identità: è considerata l’essenza della persona come sé, essere
unico e differente dagli altri. La percezione della propria
identità non è stabile ma varia nel tempo. L’identità è
contemporaneamente stabile e mutevole. Cosa mi assicura
che io sono la stessa persona di 20 anni fa?
All’inizio sono i genitori che ci danno un feedback rispetto a
come noi siamo. L’identità si forma e si modifica nella
relazione con gli altri.
Finestra di JoAri
Formazione dell’identità:
Processi importanti perché ci fanno sentire a nostro agio o disagio in determinati ambiti e sono importati
per l’influenzamento del nostro comportamento:
Processo di identificazione: identificarsi a qualcun altro, identificarsi ad un gruppo di appartenenza
ü Processo di individuazione: riconoscersi unici con quella caratteristica
ü
I fattori che contribuiscono a definire l’identità del soggetto possono essere:
primari: non possono essere modificati, sono l’età, il genere, caratteristiche della personalità,
ü tendenze innate, famiglia da cui si proviene.
secondari: elementi acquisiti che possono variare nel tempo come: bagaglio educativo, situazione
ü familiare, localizzazione geografica, reddito, ruolo organizzato, esperienza professionale e di vita,
orientamento politico o religioso, opinioni, credenze, valori.
Teoria di Goffman: teoria sulla percezione di se stessi: negli incontri con gli altri assumiamo un ruolo, una
maschera, che tende a rappresentarci al meglio o la peggio secondo gli obiettivi che ci poniamo davanti.
L’uomo recita una parte e tiene nascosto il retroscena che solo gli appartenenti allo stesso gruppo possono
conoscere.
LEZIONE 2
I giovani sono maggiormente sensibili ai media perché devono ancora creare la loro identità solida.
I media forniscono dei modelli più forti rispetto alla famiglia o alla scuola.
Anche gli adulti comunque vengono influenzati dai media che modellano la realtà incidendo sulle
circostanza. I mass media sono i mezzi di comunicazione di massa. I messaggi pubblicitari rivolti ai bambini
sono un veicolo di modelli identitari più che uno strume to di induzione al consumo. La tv può entrare in
conflitto con l’educazione famigliare. I media sono ambienti simbolici ad alta rilevanza psicologica perché
rendono disponibili delle informazioni sui modelli di personalità e sugli stili di vita adottabili in una
determinata comunità culturale. I media tendono a conformare i modelli culturali tradizionali, partendo
dalle differenze di genere.
Internet come laboratorio dell’identità: internet offre la possibilità di avere più identità, e di averne una che
si vorrebbe avere ma non si ha. Questo fatto mette in discussione il concetto di sé in quanto entità
compatta e unitaria. Si possono sperimentare vari aspetti della propria identità, in assenza del proprio
corpo, e questo può avere risultati negativi sulla vita reale. Reale e virtuale non sono in contrapposizione
ma dovrebbero coincidere. Sono due tipi di concezioni di realtà diverse. I rischi sono la frammentarietà,
l’allontanamento dalla realtà, l’irresponsabilità, la perdita dei confini identitari e l’isolamento sociale.
LEZIONE 3
Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione di modo che il secondo classifica
il primo ed è quindi metacomunicazione. La metacomunicazione viene definita come comunicazione sulla
comunicazione. Rientrano nella metacomunicazione tutti i messaggi che indicano come intendere il
contenuto e definiscono la relazione tra i soggetti.
La metacomunicazione è uno strumento per comprendere meglio il messaggio. Nella maggior parte della
comunicazione, la metacomunicazione avviene non verbalmente. La capacità di metacomunicare in
maniera adeguata e la capacità di comprendere la metacomunicazione altrui è alla base di una
comunicazione efficace. Quando comunicazione e metacomunicazione vengono confuse si arriva a:
comunicazione contraddittoria o incongruente: quando mando all’altro dei messaggi incongruenti
ü come quando si dice una cosa verbalmente, e non verbalmente se ne dice una contraria.
comunicazione paradossale: si basa su premesse logiche che però portano ad una contraddizione
ü logica.
I comportamenti paradossali e quelli incongruenti possono creare difficoltà relazionali, soprattutto se il
ricevente non è in grado di decodificare il livello della metacomunicazione e quindi il paradosso del
messaggio.
LEZIONE 4
È impossibile non comunicare. Anche quando non si parla si comunica non verbalmente. La comunicazione
non verbale spesso è involontaria e inconsapevole, è più difficile da controllare e quindi più sincera. La
comunicazione non verbale ( CNV) ha potenzialità che la comunicazione verbale non ha, ma anche è carente
di cose. Non è in grado di esprimere concetti astratti. È analogica, non è in grado di esprimere relazioni
logiche, non esistono indicatori del tempo (passato presente e futuro), spesso è inconsapevole e non passa
attraverso i filtri della coscienza. La CNV ha un significato ambiguo e solamente il contento può aiutarci a
decodificarlo. La CNV inte
-
Lezioni, Psicologia della comunicazione
-
Lezioni Sociologia
-
Appunti lezioni Psicologia della Comunicazione
-
Lezioni, Scienze della comunicazione