PACKAGING
LEZIONE 1
L’imballaggio è un contenitore. Deriva dal francese emballage, emballer ovvero imballare. Invece il
packaging è uno strumento di comunicazione. Si intende il prodotto come contenuto e contenitore,
composta da materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e proteggere determinate merci, dalle
materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al
consumatore o all’utilizzatore.
Ogni società nella storia ha creato contenitori per proteggere, contenere, trasportare e conservare. Oggi il
packaging è uno strumento di informazione ma soprattutto comunicazione.
Prima della rivoluzione industriale i contenitori erano costruiti dagli artigiani e venivano sempre riutilizzati
fino alla loro totale inutilizzazione. La necessità di trasportare e proteggere il contenuto per lunghi tempo
inizia con l’immissione sul mercato dei primi prodotti industriali, compaiono così i primi imballaggi.
Il packaging deve essere tale da poter proteggere l’oggetto, trasportarlo, ma poi comunicare, invogliare.
Il packaging design è caratterizzato da una storia che ha origini relativamente recenti. Le prime
manifestazione che hanno cambiato il modo di guardare gli oggetti sono state le esposizioni universali,
prima di tutte quella di Londra del 1851 al Crystal Palace. Lì le merci venivano esposte per essere ammirate
e non usate e toccate.
Nel 1945 con la fine della seconda guerra mondiale, si avrà uno sviluppo economico, tecnologico e sociale
con l’inizio dell’era nucleare.
I 3 aspetti significativi che hanno influenzato il packaging design nell’età post moderna sono i cambiamenti
economici, progressi tecnologici e le pratiche commerciali.
Egli ultimi 50 anni avviene la crescita esponenziale del numero e dell’aspetto dei contenitori dovuto
ü allo sviluppo di nuove tecnologie, nascita di nuove forme di vendita (supermercati ed ipermercati),
e l’importanza dell’aspetto esteriore del prodotto.
Nell’era post moderna arriva la televisione commerciale, si diffonde il metodo di acquisto self-‐
ü service e la merce inizia a diventare sempre più confezionata e non più sfusa. Si afferma inoltre il
marketing come nuova attività commerciale. Il packaging diventa il fattori principale di spinta nella
vendita del prodotto. Il prodotto non è più mostrato direttamente ma mediato attraverso una
confezione, un imballaggio portatore di messaggi e informazioni. Deve rassicurare e garantire il
destinatario sul suo prodotto.
L’importanza del brand: il marchio assume negli anni un’importanza crescente, il prodotto diventa
strumento di comunicazione di valori.
La società diventa fluida: cambiano professioni, relazioni, fiducia nelle autorità, fasi della vita, età
professionale, struttura sociale, ruoli associali al genere, famiglia.
I cambiamenti hanno portato ad una libertà di scelta. La scelta è più libera, informale, dinamica ma
comunque più difficile e soggettiva. Cambiano anche le abitudini alimentari, si prevalgono cibi già pronti e
confezionati.
Cambiano anche i progressi tecnologici anche se molte innovazioni rimangono invisibili ai consumatori ma
offrono al design nuove possibilità.
Alcune innovazioni rilevanti:
il microonde nato nel 1945 negli USA,
ü i pasti pronti degli anni 80,
ü i vassoi in PET per i prodotti surgelati,
ü il tetrapak
ü packaging ad atmosfera modificata o protetta (insalate)
ü RFID: identificazione e radiofrequenza che andrà a sostituire il codice a barre
ü Liqui glide: membrana messa all’interno dei contenitori che consente la fuoriuscita completa del
ü prodotto all’intero.
Cambiamento delle modalità di vendita
1859: nasce il concetto di catena commerciale negli usi: Atlantic and Pacific tea
1871: Lipton apre in scozia il primo negozio di te, dopo 30 anni ne possiede 450
1909: apre Selfridges con l’obiettivo di rendere l’acquisto un’avventura e non una routine
1933: viene registrato il nome Supermarket a cincinnati
1960: primo ipermercato in Francia, Auchan.
Caratteristiche dell’ipermercato: prezzi bassi e competitivi, fornitura logistica molto efficiente, basso costo
del personale, private label (prodotto a marchio proprio), riduzione costi di fornitura, applicazione di
standard qualitativi, aggressività verso la concorrenza, diversificazione del prodotto.
La progettazione dei supermercati: nulla è lasciato a caso, tutto viene studiato al dettaglio, disposizione
della merce è studiato, larghezza delle corsie, acquisto d’impulso a livello dello sguardo.
Importante è l’uso del codice a barre per fare un rifornimento automatico del prodotto e per ricavare le
informazioni sulle abitudini del cliente.
Ogni prodotto ha bisogno di un rivestimento per contenerlo, conservarlo, commercializzarlo e trasportarlo.
LEZIONE 2
Vari tipi di comunicazione per il pack: ironia per target giovane, tradizione e lusso per adulti e nobili,
genuinità, innovazione, naturalezza, stile, sensualità, femminilità.
Il packaging deve garantire e rassicurare il destinatario del suo contenuto, proteggere l’oggetto dagli agenti
esterni e dalle rotture, prolungarne la conservazione nel tempo, garantire la protezione da manomissioni,
salvaguardare la sicurezza del consumatore, semplificare il trasporto e l’utilizzo, comunicare un messaggio.
Imballo primario: confezione in cui all’interno c’è il prodotto
ü imballo secondario: imballo per trasportare altri imballi. Ultimamente sta diventando un metodo
ü d’esposizione nei bancali dei discount.
Imballo terziario: classico scatolone marrone da pacchi.
ü
Cambiamenti sociali ed economici hanno portato ad un cambiamento di packaging.
Il packaging design è per gli utenti, per un target. Perciò bisogna conoscere le condizioni socio-‐economiche
delle persone a cui si rivolge il prodotto e il pack. Società e pack avranno quindi strette relazioni.
Il pack seduce, per vincere la selezione naturale che avviene con gli altri prodotti sugli scaffali. Seduce
attraverso il messaggio che da, la forma che ha e i colori che lo designano.
Il pack è un medium, deve fornire informazioni e messaggi, rende il prodotto più attraente, qualificabile per
influenzare l’atteggiamento del consumatore. La confezione non serve solo a proteggere ma è
determinante per renderlo riconoscibile e inconfondibile.
L’imballo si configura sempre di più come un vero strumento di marketing e come canale pubblicato a non
sottovalutare. Diventa addirittura più importante e memorabile del prodotto stesso. Anche il pack fa parte
della pianificazione commerciale e della definizione del budget disponibile.
I giovani sono i più attenti al pack soprattutto nei casi di acquisti online. Molti inoltre leggono il QR code
(quick response) presenti sulle confezioni che ti permettono di collegarti a siti internet per avere maggiori
informazioni.
Il pack è in continua evoluzione perché si evolvono i codici estetici, i materiali, le opportunità progettuali e
le esigenze del pubblico. C’è però la tendenza a ridurre l’impatto ambientale.
Il packaging è un universo di segni che si incontrano: senso estetico, meccanismi di identificazione, processi
d’acquisto. I segni variano a seconda dei contesti sociali e culturali.
Case history di successo: RobilantAssociati
Packaging della Mulino Bianco che nasce negli anni 70 dal Marcio Barilla. È in grado di rivoluzionare la
prima colazione degli italiani. Barilla scegli di puntare sulla cultura e la tradizione. Lo stile Barilla inizia con la
creazione di biscotti da thè delle 5 inglesi, per poi arrivare ad uno stile italiano con biscotti per la prima
colazione italiana. Si delinea uno stile nuovo, senza l’uso del blu Barilla. Infatti per Mulino Bianco viene
scelto il giallo crema che richiama i prodotti di grano e pane. Puntano sullo storytelling: questa storia inizia
con… ogni pack inizia la sua storia con la lettera iniziale nel nome dei biscotti. Nel pack c’è sempre mostrato
il prodotto con una foto esplicita. Pan di stelle è diventato un brand dentro al brand. Ha un suo pack
particolare, con colori diversi. Anche la storia è completamente diversa. Non si parla più di tradizione,
mulini e contadini, ma di galassie e mondi fantastici.
LEZIONE 3
Creazione del concept