Microbiologia 05.03.14
E’ lo studio dei microrganismi che vivono come singoli individui costituiti da una sola cellula
(UNICELLULARI). Alcuni possono relazionarsi in gruppi chiamati clusters diversi dai tessuti animali o
vegetale, rimanendo in grado di crescere e nutrirsi indipendentemente.
La cellula animale/vegetale può sopravvivere in vitro ma con dei limiti in replicazione e nutrimento a
differenza di quanto accade per le cellule batteriche: esse in coltura si associano in colonie di 1-10 milioni di
individui.
Ma quanto sono grandi batteri e virus? In ordine decrescente di grandezza troviamo:
Epiteli animali (10-20 µm)
Eucarioti (es. Saccaromices Cereviasiae: 7-8 µm)
Batteri (es. Procarioti: 1-2 µm)
Virus (10-20 nm)
Per vedere i virus è necessario di servirsi di microscopio elettronico mentre per gli altri basta quello ottico.
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Si sono stimate nel mondo circa 2,5x10 cellule procariote distribuite per il 60% sul fondale marino, per il
25% sulla terra ma anche in tutti gli habitat, uomo compreso.
Cellula: compie del metabolismo estraendo energia dall’ambiente
si riproduce
può differenziare con substrato genetico ed ambientale favorevole cambiando il proprio
comportamento
comunicano scambiando informazioni ed interpretando i segnali come sistemi
si muovono
si evolvono favorendo le caratteristiche genetiche utili alla sopravvivenza nell’ambiente in cui
vivono
IMPATTO SULL’UOMO
Batteri e virus sono responsabili di malattie molto importanti sulla specie umana ma sono solo una piccola
percentuale; per di più essi causano la malattia soltanto in determinate situazioni. La restante parte di loro
ha, se possibile, effetti ancora più importanti giocando un ruolo importante nell’alimentazione (sfruttati
nella preparazione di pane, birra e yogurt), in ambito industriale (es. proteine microbiche), agricolo
(azotazione del terreno) ed allevamento (il rumine delle mucche è ricco di batteri che sintetizzano le
cellulasi permettendo la digestione della cellulosa).
Le più classiche tecniche di conservazione come sale e zucchero (es confetture e marmellate) agiscono
sull’acqua minimizzandone la quantità disponibile impedendo ai batteri di trovare un buon posto per
riprodursi.
Le malattie infettive si sono molto ridotte dal ‘900 grazie anche alla
scoperta di tecniche di prevenzione, vaccini e tecniche terapeutiche
come gli antibiotici, il cui compito è eliminare direttamente la fonte
della malattia. L’avvento degli strumenti necessari a scoprire queste
forme di vita si verifico nel 1664 con Hooke ed il primo microscopio
ma il momento più prolifico è stato tra il 1850 ed il 1900 in cui oltre
ad osservare è stato possibile anche replicare le forma di vita grazie
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alle scoperte di Pasteur.
Esperimento di Pasteur (1864): grazie all’utilizzo di fiasche a
collo di cigno è stato provato che non esiste la generazione
spontanea e che era necessaria una contaminazione dopo una
sterilizzazione per riportare i microrganismi nel liquido.
Kock ha scoperto l’agente responsabile della Tubercolosi umana
ma soprattutto è riuscito ad isolare e riconoscere determinate
caratteristiche, chiamate postulati che vengono usate ancora oggi per riconoscere e classificare le malattie
umane dovute a microrganismi. È anche stato in grado di definire il concetto di coltura pura: coltura
omogenea, solo di uno specifico microrganismo, effettuata su terreno solido per far si che le (eventuali)
varie colonie non si mischino tra loro: egli dapprima utilizzo delle fette di patata, poi la gelatina e infine
l’Agar, un estratto di alghe rosse che sciolto a caldo in acqua la rendeva solida a temperatura ambiente.
06.03.14
POSTULATI DI KOCK
Non devono essere presi in senso assoluto ed accettare eccezioni; sono utilizzati ancora oggi come nel caso
della SARS in modo da poter individuare il virus responsabile ma Kock li sviluppò su una patologia animale
ed umana presente ai suoi tempi e causata da un batterio: il Carbonchio.
1. L’organismo sospetto patogeno deve essere presente in tutti i casi malati ed in nessuno dei sani. Le
eccezioni sono i portatori sani, coloro che ospitano l’organismo ma senza presentare infezione.
2. L’organismo sospetto deve poter crescere in coltura pura.
3. Cellule ottenute da una coltura pura se iniettate in soggetti sani devono causare la malattia.
4. L’organismo deve poter essere nuovamente isolato e se ne deve poter dimostrare l’identità con la
coltura originale.
IL MONDO MICROBICO
La cellula Procariote
(letteralmente: falso
nucleo) mostra
genoma sparpagliato,
un citoplasma,
ribosomi, una
membrana
citoplasmatica, una
parete cellulare e
risulta essere molto
più piccola di una
Eucariote.
La
La cellula Eucariote (nuovo nucleo) presenta invece una membrana che racchiude il materiale genetico
oltre a tutta una serie di organelli assenti nella collega; inoltre è di dimensioni molto maggiori.
Ma come sono imparentate?
Originariamente la vita era divisa in 3 regni: protista (comprendente alghe, funghi, protozoi e batteri),
animale e vegetale ma l’arrivo del microscopio permise di trovare nuove differenze e nuove similitudini
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arrivando a dividere le forme di vita tra Procarioti (cioè i batteri) e gli Eucarioti (protozoi, alghe, funghi,
animali e piante).
Al giorno d’oggi vi sono 3 Domini, scelti per aspetti
Fenotipici ed evolutivi in cui si è divisa la vita a partire
da un progenitore comune: sono state
seguite 3 vie evolutive
Batteri
Archea
Eucarioti
Si è cercato di trovare le differenze e le somiglianze
per sequenze geniche con la stessa funzione, ad
esempio i geni per l’RNA ribosomiale 18S animale
confrontato con quello 16S batterico.
Il punto di partenza, radice dell’albero, è LUCA, acroni_
mo di Last Universal Common Ancestor, vissuto 3,5 miliardi di anni fa ed ultimo organismo avente tratti
comuni a tutti e 3 i domini.
STRUTTURA E FUNZIONE DEI PROCARIOTI
Sono quasi sempre più piccoli degli eucarioti: E.Coli misura 1x3 µm, Hemophilus Influenzae 0,25x1,2 µm
mentre Streptococcus Pneumoniae è molto piccolo, costituito da sferette di 0,8 µm. Esistono però delle
eccezioni come Oscillatoria che arriva a misurare 8x50 µm.
Le forme sono molto variabili e sono determinate solo in parte dal citoscheletro; troviamo:
COCCHI: diplococchi se dopo la divisione rimangono
uniti in fila, tipico di specie come Streptococcus Pn.,
ma anche grappoli di 4 o 8 tipici di poche specie
(stafilococchi) sia patogeni che non. 3
BACILLI: singoli ma anche a coppia (diplobacilli)
catene (streptobacilli)
VIBRIONI: piccoli bacilli con una leggera piega
dell’asse lungo, es. Colera.
SPIRILLI e SPIROCHETE: asse lungo attorcigliato su
se stesso, agenti rispettivamente della Malattia di
Lyme e della Sifilide.
Il rapporto S/V deve rimanere alto per offrire vantaggi metabolici, infatti sono favoriti più cocchi piccoli
piuttosto che quelli grandi; un altro fattore che influenza la forma del batterio è la produzione di proteine
con forme diverse ma strutturalmente simili ad actina e tubulina (es MRE-B, FTSZ e Crescentina).
PARETE CELLULARE
È riconducibile a due modelli fondamentali ma non è
presente nella totalità dei batteri, infatti clamidie e
micoplasmi risultano esserne privi e gli Archea ne han_
no una versione molto più eterogenea dal punto di vis_
ta della composizione biochimica.
È rigida, da forma e protegge il batterio all’interno come
una corazza, resistendo agli urti, alle compressioni e a dif_
ferenze di pressioni osmotiche anche elevate; nonostante
queste caratteristiche è flessibile in determinate condizioni
ed è vitale per quei batteri che vivono in ambiente ipotoni_
co, funzionando anche come selettore permeabile. Però
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funge anche da bersaglio per l’azione degli antibiotici che vanno ad intervenire unicamente su quelle
componenti esclusive del batterio ed assenti nell’ospite secondo un principio di Tossicità Selettiva. La lisi di
questa parete libera dei frammenti nocivi per l’ospite, scatenando stati febbrili, e risposte immunitarie
anche importanti risultando anche fatali.
I virus sono molto più difficile da colpire seguendo questo ragionamento perchè si riproducono all’interno
delle cellule dell’ospite e rendono necessario l’utilizzo di Antivirali.
COLORAZIONE DI GRAM
Esegue su un vetrino una colorazione utilizzando due coloranti diversi per ottenere la distinzione tra Gram
Positivi (G+) e Gram Negativi (G-) solo però dopo aver ucciso ai batteri, per consentire al colorante di
penetrare all’interno delle cellule, per disidratazione da passaggio su fiamma di bunsen in un processo
chiamato Fissazione al calore. I due coloranti sono Cristalvioletto e Fucsina:
la prima colorazione, con il cristalvioletto, rende tutte le cellule viola e precede un trattamento con
del KCl il cui compito è formare dei complessi di colorante anche all’interno del microrganismo
in seguito un solvente, applicato per 20 secondi, tira fuori il complesso colorato solo da alcune
cellule che risulteranno poi evidenziate da una seconda colorazione con la fucsina (anche chiamata
Safranina) diventando di colore rosa/rosso.
GRAM+: Violette (es. Staphilococcus Aureus)
GRAM -: Rosa/Rosso (es. E.Coli)
Questa differenza è riconducibile alla diversa composizione e struttura della parete cellulare:
G+: sono più spesse e con un unico strato, ricche di peptidoglicani (esclusivo solo del dominio batterico) e
acidi teicoici ma povere di lipidi, proteine, lipoproteine e lipopolisaccaridi.
GRAM POSITIVI GRAM NEGATIVI
G-: risultano più sottili e formate da un unico strato povero di peptidoglicano, senza acidi teicoici ma con
elevate quantità di lipidi, lipoproteine, proteine e lipopolisaccaridi.
I G+ si presentano molto più uniformi e lisce rispetto a G- perché quest’ultime sono formate da un doppio
strato di cui uno interno (di peptidoglicano) e uno esterno (lipopolisaccaridico e proteico) più simile alla
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membrana citolasmatica. Il peptidoglicano, presente in entrambi i tipi ma in concentrazioni diverse, è
costituito da monomeri (chiamati glicantetrapeptidi) di disaccaride di N-acetilglucosammina (NAG) e
acido n-acetimuranico (NAM) uniti da legame β(1,4),
sensibile al lisozima, a cui risulta legato un peptide di 4 AA
che si unisce ad una molecola di acido lattico. L’acido
glutammico, uno dei 4 AA coinvolti, è presente in forma D
solo per formare questo peptide resistente alle proteasi in
uno schema L-D-L-D alternati diversi e specifici per G+ e G-
Il legame tra NAM e NAG è di tipo β(1,4) ed è il sito di
attacco del Lisozima che, presente in lacrime, saliva ed
albume, difende i pluricellulari dai batteri tagliando la loro
parete cellulare come componente della immunità innata.
07.03.14
Gli AA che si alternano nel caratteristico schema L-D-L-D
sono utilizzati solo per la struttura e non per
l’alimentazione e vengono ripetuti per un numero
variabile di volte a seconda della specie: E.Coli ha 20-40 ripetizioni mentre Staph. Aureus 18-20.
Nei G- il primo AA, unito all’acido lattico di collegamento con NAM, è la L-alanina seguito quasi sempre
dall’acido glutammico; il terzo è l’acido Diamino-Pimelico (abbreviato come DAP) dotato di un COOH e un
NH in più, seguito da una D-Alanina.
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Nei G+ gli AA in posizione 1,2 e 4 sono mantenuti mentre il terzo è sostituito dalla L-Lisina, anch’essa però
in grado, avendo a disposizione un altro gruppo NH , di formare altri legami peptidici tra tetra peptidi
2 appartenenti a diverse file parallele.
In posizione 3, sia nei G+ che nei G-, ci sono altri
legami potenzialmente disponibili, come ad esempio
tra 3-L-DAP e 4-D-Ala di due file diverse tipico dei G-,
che legano covalentemente le catene parallele
rinforzando l’intera struttura di peptidoglicano.
G+ ha sempre legame tra 3-L-Lys e 4-D-Ala ma esso
risulta essere indiretto perché si interpongono 5
glicine in un ponte glicinico con un C-term che si lega
alla 3-L-Lys ed un N-term che si lega alla 4-D-Ala.
ACIDI TEICOICI
È un polimero, caratteristico dei G+, di ribitol-forsfato (5C), o glicerol-fosfato, a forma di lunga catena che si
inserisce verticalmente nello spessore di peptidoglicani fino quasi a giungere alla membrana citoplasmatica
associandosi con i lipidi in essa contenuti formando gli Acidi Lipoteicoici.
MICOPLASMI
Esistono dei G+ che si colorano male utilizzando la colorazione di Gram pur avendo una parete cellulare
anche se organizzata diversamente; un esempio è il Mycobacterium Tubercolosis che presenta strato
peptidoglicanico interno circondato da molecole caratteristiche, gli acidi micolici (grassi a lunga
catena)rivestiti da glicolipidi fenolici. I peptidoglicani interni sono molto compatti ed uniti agli acidi micolici
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da Arabinogalattati in una struttura che risulta impermeabile ai coloranti ma anche a sostanze chimiche
come farmaci o antibiotici.
Per colorali quindi uso una colorazione acida e alcol-resistente (Ziehl-Nielsen) sfruttando un colorante rosso
ed uno azzurro: il primo però richiede condizioni più estreme per poter penetrare la membrana, come ad
esempio un intenso calore che lo vaporizzi in cicli (fiamma-vapori-stop fiamma-stop vapori) ripetuti per 3-4
minuti, in modo da colorare tutte le cellule presenti. È molto difficile da rimuovere una volta che è stato
applicato quindi con acido ed alcol decoloro tutto ciò che non è micoplasma per poi applicare il blu di
metilene: la positività al rosso molto specifica per la presenza di Mycobatteri e come ulteriore controprova
si può effettuare una PCR o una coltivazione.
GRAM NEGATIVI
Hanno come modelli E.Coli, la parete cellulare è più sottile,
con meno peptidoglicani, totalmente priva di acidi teicoici
ma molto ricca di lipoproteine, lipidi ed il caratteristico
Lipopolisaccaride. Il periplasma è lo spazione compreso tra la
membrana esterna e quella citoplasmatica diverse tra loro
per una mancanza di simmetria nella prima e due diversi
foglietti lipidici costituenti: quello interno della membrana
esterna è fosfolipidico proprio come i due della membrana
interna mentre quello esterno a composizione
lipopolisaccaridica.
Lipopolisaccaride: è costituito da una parte saccaridica e una
lipidica, risultando perciò antipatico; la parte lipidica (gialla)
è chiamata Lipide-A e risulta idrofoba mentre il core
polisaccaridico (viola), unito al Polisaccaride-O (o Antigene-
O) è la porzione che induce la risposta immunitaria
nell’ospite con diversi anticorpi a seconda non solo della
specie ma anche del singolo individuo.
Il Lipide-A si affaccia ai fosfolipidi interni poiché è un dimero di NAG (con ossidrili fosforilati e con acidi
grassi a linga catena) per formare le code; attaccato ad esso troviamo il core polisaccaridico costituito da
monosaccaridi anche a 7C ma soprattutto KDO (acido 2-Cheto-3-DesossiOttonico)che si lega
covalentemente al com il lipide in una struttura decisamente tipica dei G-.
Il polisaccaride-O è costituito da 4 zuccheri
ripetuti in numeri diversi a seconda
dell’individuo effettuando una selezione
molto specifica degli anticorpi di cui
provoca la formazione.
Il Lipopolisaccaride (LPS) è esclusivo dei G-
ed è un elemento strutturale che
contribuisce a determinare la capacità di
provocare un danno all’ospite
(patogenicità) mentre il lipide-A è un vero
e proprio veleno metabolico; 1 grammo di
LPS o una infezione di G- non controllata
porta inevitabilmente al decesso per
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emorragia diffusa, shock settico e stato febbrile a causa dei frammenti litici della membrana batterica.
Gli ospiti più evoluti però hanno sistema immunitario specifico con cellule dotate di recettori , chiamati TLR.
Toll-Like-Receptor, in grado di riconoscere delle molecole-firma dei batteri, come ad esempio i
peptidoglicani, i LPS o gli acidi teicoici, rispondendo con molecole pro-infiammatorie (come le Citochine)
che avvisano dell’infezione. Es. TLR-4 riconosce il LPS ma se esso è presente in quantità eccessiva la risposta
immunitaria diventa eccessiva e patologica in un processo simile all’infezione virale.
Anche i G- sono dotate di proteine sulla membrana che la attraversano per tutto lo spessore, come accade
per gli acidi teicoici nei G+, che la collegano al peptidoglicano ricoprendo un ruolo fondamentale nella
comunicazione tra esterno e periplasma o nell’importazione di molecole con permeabilità selettiva
(Porine): sono organizzate in strutture secondarie che permettono l’assemblemento di barili-β cavi,
antiparelleli e cilindrici il cui compito è fungere da setaccio molecolare e consentire l’ingresso solo di
determinate molecole per diffusione facilitata senza l’impiego di energia.
Nei G- non tutti i tetrapeptidi formano legami con le catene parallele (20-30%) e risultano negativi al Gram
poiché lo strato di peptidoglicano è più sottile e non riesce a trattenere il cristalvioletto.
SINTESI DEL PEPTIDOGLICANO
Il precursore è il GlicanTetrapeptide composto da 5 AA con la D-Alanina terminale ripetuta due volte e
costruito all’interno della cellula per poi essere associato ad nella membrana citoplasmatica ad un
trasportatore, il Bactoprenolo (polialcol a 5C situato all’interno della memb. Plasmatica) che ne permette il
passaggio verso l’esterno; una volta fuori le transglicosidasi e le transpeptidasi formeranno i legami tra le
file parallele interni ed incrociati grazie all’energia ricavata dall’idrolisi tra il 4° ed il 5° AA. Le transpeptidasi
però sono anche il sito di legame per le Pennicilline (PBP: pennicillin binding protein) che si legano
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