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Macroeconomia: introduzione al corso

Prima parte del corso

La macroeconomia si occupa di:

  • Fenomeni aggregati che riguardano un insieme di soggetti. In primis, il consumo è una grandezza aggregata di consumatori che soddisfano bisogni; è possibile vedere come questi aggregati si comportano in relazione ad altre grandezze, ad esempio il tasso di interesse: una grandezza non aggregata, ma macroeconomica.
  • Comportamenti individuali. Prende in considerazione il tempo: dato un certo ammontare, la persona può decidere di ridurre il proprio consumo, per consumarlo in futuro.
  • Domanda ed offerta di lavoro. Parliamo di domanda di fattori per l'impresa, quando quest'ultima, per massimizzare il suo profitto, oltre a decidere quanto produrre, decide quanto investire (variazione dell'input di capitale). Parliamo di offerta di lavoro per l'individuo, quando quest'ultimo decide quanto lavorare, al fine di massimizzare la propria utilità.
  • La moneta. Esamina come i mercati interagiscono tra di loro formando un equilibrio.

Seconda parte del corso

La macroeconomia studia come il governo influisce sui singoli e sugli aggregati, in termini di:

  • Politica economica
    • Fiscale: spesa pubblica per l’acquisto di servizi, stabilita a livello nazionale.
    • Monetaria: circolazione della moneta stabilita a livello europeo.
  • Economia interna, in cui non esiste un "estero".
  • Economia esterna, considera i rapporti tra grandezze economiche aggregate e comportamenti individuali con il resto del mondo.

Contabilità nazionale

La macroeconomia cerca di standardizzare i sistemi che permettono di capire meglio le attività economiche che si sviluppano in qualunque luogo dove avvengono scambi economici. La contabilità nazionale è un sistema interno alla macroeconomia, un sistema di conti che permette di classificare con dei numeri tutti gli eventi macroeconomici che vengono studiati.

  • Permette di confrontare diverse realtà economiche nel tempo e nello spazio.
  • Permette di capire l’andamento e lo sviluppo dell’economia.

La macroeconomia, e quindi anche la contabilità nazionale, è un insieme di regole che permettono di prendere decisioni con cognizione di causa ai soggetti che governano un Paese. La contabilità nazionale è, quindi, un sistema codificato di conti che porta alla determinazione dei grandi aggregati del sistema macroeconomico; nonché struttura contabile che serve a misurare il livello di attività economica di un Paese. Tre sono i metodi che vengono utilizzati:

  • Il metodo del prodotto misura l’attività economica sommando il valore di mercato di tutti i beni e i servizi prodotti, ad esclusione di quelli intermedi.
  • Il metodo del reddito misura l’attività economica sommando tutti i redditi percepiti dai fattori che partecipano alla produzione, incluse le imposte (reddito dello Stato).
  • Il metodo della spesa misura l’attività economica sommando l’ammontare speso da tutti gli utilizzatori finali del prodotto.

L’utilizzo dei tre diversi metodi porta allo stesso risultato; permette, infatti, l’individuazione di uno stesso aggregato denominato, in contabilità nazionale, PIL. Il Prodotto Interno Lordo è la variabile macroeconomica più importante per indicare il livello di attività economica di un Paese, e quindi il livello di benessere del Paese stesso.

  • Prodotto: individua la produzione di beni e servizi finali e nuovi; questi vengono valorizzati o al prezzo di mercato, o ai costi di produzione (se il prezzo di mercato non è determinato).
  • Interno: fa riferimento ai confini geografici nazionali.
  • Lordo: al lordo degli ammortamenti.

Tornando al metodo della spesa, questa viene determinata come somma delle spese effettuate da tutti gli utilizzatori finali, questi ultimi distinguibili in:

  • Famiglie, la cui spesa si qualifica come consumo (C).
  • Imprese, la cui spesa si qualifica come investimento (I).
  • Pubblica Amministrazione, in tal caso si parla di spesa pubblica (G).
  • Resto del mondo, di esportazioni nette (NX).

Somma di tutte le spese degli utilizzatori finali: Y = C + I + G + NX.

Mentre nella somma dei redditi determinata secondo il relativo metodo, figurano:

  • Redditi da lavoro, netti dall’estero.
  • Redditi da capitale d’impresa, netti dall’estero.
  • Ammortamenti.
  • Redditi da lavoro dipendente.
  • Imposte indirette.

Non sempre un reddito corrente elevato è sinonimo di ricchezza elevata. La ricchezza è la fotografia, in un preciso momento, della ricchezza di un individuo:

= attività reali + attività finanziarie - passività finanziarie (nette dall’estero).

La ricchezza nazionale è la somma delle ricchezze di famiglie, imprese, Stato e resto del mondo.

N.B.: le attività e le passività finanziarie rientrano o meno nella ricchezza nazionale se il creditore/debitore è di cittadinanza nazionale o meno.

Il reddito è la capacità di accumulare ricchezza e quindi di produrne della nuova. Il risparmio nazionale si compone in due parti:

  • Risparmio privato
    Sp = reddito privato disponibile - consumi = (Y - T + Tr + Int) - C = (reddito - tasse + trasferimenti + interessi) - consumi.
  • Risparmio pubblico
    Sg = entrate - uscite = T - (Tr + Int + G) = tasse - (trasferimenti + interessi + spesa pubblica).

Risparmio nazionale = Sp + Sg = Y - C - G = reddito - consumi - spesa pubblica.

Esiste un fenomeno che rende il calcolo del PIL complesso, esso deve essere tenuto in considerazione in quanto permette di depurare una variazione dei prezzi rispetto a una Δ della produzione. Tale fenomeno è denominato inflazione, se i prezzi aumentano, deflazione, se diminuiscono. I contabili nazionali per determinare tale Δ utilizzano un metodo denominato deflattore del PIL:

ΔPIL = valore PIL prezzi correnti / valore PIL prezzi costanti.

Misura il tasso di inflazione (però per il singolo prodotto) π. In macroeconomia, la Δ% di aumento dei prezzi viene indicata con (inflazione attesa). Per determinare l’inflazione nazionale, di un dato periodo, vengono presi in considerazione panieri di beni e variabili ponderate che incidono su questi valori nel momento in cui viene calcolata la media.

Il tasso di interesse viene definito come quel prezzo che si paga, in un dato periodo di tempo, per un capitale dato a prestito. La macroeconomia ne individua uno unico. Così come esiste il PIL reale (a prezzi costanti) e il PIL nominale (prezzi correnti), esiste il tasso di interesse reale (r) e il tasso di interesse nominale (i):

r = i - π.

Il tasso di inflazione π rappresenta anche la perdita del potere d’acquisto della moneta. Distinguiamo:

  • Grandezza stock, determinata in un istante. Il capitale è una grandezza stock. La decisione di un suo aumento rappresenta l’investimento.
  • Grandezza flusso, misurato in un periodo. Il PIL è la più importante grandezza flusso.
  • Grandezza in termini nominali: determinata in moneta.
  • Grandezza in termini reali: determinata in quantità di altri beni (prezzo relativo, di scambio di un bene contro un altro bene).

Le grandezze da distinguere sotto tale ottica sono i prezzi e i salari.

Produttività - Cap. 3

Per capire come lavora l’economia è da prendere in considerazione, innanzitutto, il più importante determinante del benessere economico in una società: la capacità produttiva dell’economia. Questa viene determinata attraverso la funzione di produzione: un’espressione matematica che mette in relazione la quantità di output prodotto alle quantità di lavoro e capitale utilizzate.

In una singola impresa, la funzione di produzione è riconducibile a y = f(L,K); se, invece, consideriamo un insieme di imprese (aggregato, ciò che studia la macroeconomia), la funzione di produzione è riconducibile alla seguente formula:

Y = A*f(L,K)

dove:

  • Y = output prodotto;
  • A = numero che misura la produttività totale;

Con A (fattore di produttività totale) indichiamo tutti gli elementi fonti di shock positivi che non sono né lavoro né capitale; corrisponde, quindi, al miglioramento in tecnologia produttiva o ad ogni altro cambiamento nell’economia che permette di utilizzare capitale e lavoro in modo più efficace (da notare: un aumento di A genera un aumento del output prodotto, indipendentemente da L o K).

  • L = numero di lavoratori impiegati;

Indicato anche con N; viene determinato dal mercato del lavoro, dove si incontrano domanda (delle imprese) ed offerta (delle famiglie) di lavoro. Sia domanda che offerta dipendono dal salario; quindi, la situazione di equilibrio tra esse si ha quando non sussiste né disoccupazione, né posti vacanti.

  • K = quantità di capitale utilizzato.

N.B.: la produttività marginale del lavoro MPN = dY/dL; la produttività marginale del capitale MPK = dY/dK.

La funzione di produzione in macroeconomia difficilmente rimane stabile nel tempo; gli economisti parlano, perciò, di shock positivi e negativi della produttività. Shock positivi generano un incremento dell’output producibile dati input di capitale e lavoro, viceversa shock negativi riducono l’ammontare di output che può essere prodotto per ogni combinazione lavoro-capitale.

Domanda di lavoro

N.B. Equilibrio in microeconomia ≠ equilibrio in macroeconomia... in entrambi i casi l’impresa massimizza il proprio profitto, ma, nel primo caso, ai fini dell’output, nel secondo in base ai propri input.

Profitto (π) = p*Q - C = prezzo*output - w*L

Con w = salario nominale (wage rate); L = lavoratori = ricavi - costi

Massimizzazione del profitto:

dπ/dL = 0 → d(pQ-wL)/dL = 0 → p*dQ/dL = w → p*MPN = w

L’impresa massimizza il profitto se la produttività in valore è uguale al salario nominale, cioè le assunzioni si verificheranno fino a quando la produttività del lavoratore sarà pari al suo salario.

w/MPN =... la produttività marginale (salario reale: w) è data dal rapporto tra salario nominale e prezzo.

Funzione di domanda di lavoro

Dato che la curva di domanda del lavoro mostra le relazioni tra salario reale e numero di lavoratori, i cambiamenti del salario reale vengono rappresentati come movimenti lungo la curva stessa. Considerando come invariabile la produttività di un’impresa, ad un determinato salario (w) corrisponde un dato numero di lavoratori (L); all’aumentare del salario reale il numero di lavoratori diminuisce, mentre alla riduzione del salario il numero dei lavoratori aumenta (per l’aumento dei prezzi, per cui all’impresa risulterà più conveniente assumere persone).

Inoltre, in un’impresa, possono esistere situazioni non ottimali che lo diventano attraverso una variazione in aumento o in riduzione del salario reale o del numero dei lavoratori.

In condizioni di produttività fissa → L = f(w)

Se la produttività varia, il salario rimane costante, ma il numero di lavoratori varia.

L’analisi macroeconomica si focalizza sulla domanda di lavoro aggregata, come somma delle domande di lavoro di tutte le imprese presenti nell’economia. Siccome la domanda aggregata è la somma di domande di lavoro individuali, i fattori che determinano la funzione di domanda di lavoro aggregata sono gli stessi che influenzano la funzione di un’impresa individuale.

Avente inclinazione negativa, i movimenti sulla curva di domanda di lavoro aggregata (Δw), comportano un cambiamento del salario; i movimenti della curva (ΔMPN) derivano dalla variazione della produttività marginale, mantenendo il salario fisso.

[ Si parla di elasticità della curva della domanda come quel numero puro che misura la sensibilità della domanda di una variabile (lavoro) rispetto al prezzo (salario) ]

Offerta di lavoro

L’offerta di lavoro è determinata da individui che intendono massimizzare la propria utilità. In tal caso, il bene individuale preso in considerazione è il tempo libero. Se ipotizziamo gli individui uguali in termini di tempo, ma diversi in termini di gusti, possiamo rappresentare l’offerta di lavoro come combinazione di tempo libero (L, ore) e reddito (R = w*24).

Il segmento tra le due intercette del grafico rappresenta la retta di bilancio, che indica tutte le possibili combinazioni che possono soddisfare un individuo; la sua inclinazione rappresenta, quindi, un trade-off (rapporto di scambio) tra tempo libero e reddito.

Indicando il salario reale come prezzo ombra di L, l’inclinazione della retta risulta essere -w.

Ora, se dobbiamo tenere in considerazione anche i diversi gusti degli individui, questi vengono rappresentati attraverso curve di indifferenza. Tali curve non si intersecano mai, infatti il punto di tangenza della retta con la curva indica l’ottimo del consumatore (punto unico); esse sono concave verso l’origine, per cui, vista la loro concavità, in condizioni di aumento del reddito, l’individuo è disposto ad avere maggior tempo libero (se aumenta R, richiesto +L).

L’inclinazione della curva di indifferenza rappresenta il saggio di sostituzione R-L; nel punto di tangenza, esso coincide con l’inclinazione della retta di bilancio, quindi con il salario reale w.

Viene anche indicato con MRS (Marginal Rate of Substitution).

Generalmente, un aumento del salario reale influisce sulla decisione di offerta di lavoro in due modi. In primo luogo, un aumento del salario reale aumenta la ricchezza dell’individuo, quindi i benefici di lavorare un’ora in più e offrire maggiore lavoro... effetto sostitutivo di salario. In secondo luogo, un aumento del salario reale aumenta il prezzo ombra, ciò significa una richiesta maggiore di tempo libero e minore offerta di lavoro... effetto reddito di salario. La somma di questi due effetti genera l’effetto finale del salario.

L’offerta di lavoro richiama, oltre a quello del salario, un ulteriore effetto. L’aumento del reddito non da lavoro, l’aumento di ricchezza (anche se non comporta l’aumento del reddito) e l’aumento del reddito futuro atteso generano una riduzione dell’offerta di lavoro. Queste tre fattispecie vengono riunite in un unico concetto: l’effetto ricchezza.

Funzione di offerta di lavoro

La curva di offerta di lavoro di un individuo presenta, sull’asse orizzontale, l’ammontare di lavoro che un lavoratore offre per il salario corrispondente, indicato sull’asse verticale. La curva ha inclinazione positiva, infatti un aumento del salario reale (mantenuto costante il salario futuro atteso) tende ad aumentare l’ammontare di lavoro offerto.

Analogamente alla domanda di lavoro, l’analisi macroeconomica si focalizza sull’offerta di lavoro aggregata, come ammontare totale del lavoro offerto da ogni individuo in economia. Come per il singolo individuo, la quantità aggregata di lavoro offerto aumenta se aumentano tutti i salari reali; anche in tal caso, l’offerta di lavoro aggregata viene influenzata dall’effetto salario e dall’effetto ricchezza.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bertocecut di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Schenkel Marina.
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