Letteratura francese
Colloquio e argomento del corso
Colloquio in italiano dopo aver superato il lettorato, oppure puoi congelare il voto. Argomento: Nascita del francese e della letteratura francese.
Oltre alle lezioni del corso
Michel Zink, Introduction à la littérature française du Moyen Age, Nancy, Presses Universitaires, 1993 (tr. It. La letteratura francese del Medioevo, Bologna, Il Mulino, 2003)
Frank Lestringant, Michel Zink dir., Histoire de la France Littéraire, Naissances, Renaissances, Moyen Age - XVIe siècle, Paris, PUF, 2006, capp. 3 e 4 (la parte concernente il Rinascimento)
La nascita del francese
Le "Serments de Strasbourg"
Mostra in cui sono stati messi a disposizione del pubblico i testi originali significativi per la nascita della letteratura francese. A sorpresa il primo manoscritto mostrato era un manoscritto latino, ma dal testo latino emergeva un testo in proto francese che risale al IX secolo (più precisamente siamo nel 842). È un documento politico.
La letteratura francese viene alla luce nel Medioevo (periodo che va dal 476 - caduta dell'Impero Romano - al XV secolo - scoperta dell'America). La letteratura francese vede comparire i suoi primi testi nel IX secolo (800) e raggiunge pieno sviluppo nel XI (1000). Si può vedere nella creazione di testi sia la volontà di imitare il mondo antico, sia la volontà di riflettere un mondo nuovo. Zink contempla entrambe le prospettive vedendo la letteratura del medioevo come il frutto di una continua tradizione occidentale e nel contempo un inizio innovativo e eversivo della tradizione. Il medioevo segna la comparsa di nuove lingue, possiamo così cogliere le civiltà al loro stadio primitivo. È con il Medioevo che nasce quindi la lingua francese.
Ci sono tre strati che si sovrappongono a formare la lingua francese:
- Strato greco
- Strato ligure (parole "avalanche, calanque")
- Strato celtico (di cui non abbiamo testimonianze testuali, ma ha lasciato molte tracce soprattutto nei nomi della vegetazione /betulla, pino/, abiti /camisia, braca/...)
Con l'espansione dell'Impero Romano, lo strato celtico, per una questione di prestigio, è stato totalmente sostituito dal latino. La lingua latina si sovrappone dando vita a un latino parlato volgare frutto di questa interazione (caput-testa, equus-caballo).
L'espansione del francese
Nel momento in cui la conquista romana è messa a rischio dalle invasioni barbare arriva in territorio francese un sostrato germanico composto da tre diverse lingue germaniche parlate da tre popolazioni. All'epoca delle invasioni germaniche e del crollo dell'Impero Romano, solo la Chiesa sopravvive come istituzione e fa sì che sopravvivano il latino e la poesia. Le uniche scuole sono ecclesiastiche. Durante i secoli VI (500) e VII (600) la Chiesa si chiude su se stessa giudicando con severità le lettere profane e laiche. (Sant'Agostino ammetteva lo studio delle arti liberali, mentre ad esempio Beda il Venerabile no).
Il crinale della divisione linguistica di questi popoli è la Loira:
- Al sud abbiamo i dialetti della langue d’oc (tipo occitanico).
- A nord i dialetti della langue d’oil (Dante, modo di dire sì).
Solo nei primi decenni del XX secolo Graziadio Isaia Ascoli ha identificato un nuovo gruppo di dialetti a est della Loira che vengono chiamati dialetti francoprovenzali. Non succede come in Italia che il Toscano viene considerato illustre e si diffonde ovunque. In Francia non è mai stato accertato davvero un dialetto dell’Île de France e il termine francien è un neologismo linguistico, in realtà si parla di Koiné letteraria lingua non colorata dialettalmente, ma comprensibile a persone che parlano dialetto. Questa koiné fa capo solo ai dialetti della langue d’oil. È questa la lingua che si espande e viene compresa e utilizzata per la letteratura. Tuttavia, questi testi sono influenzati dai vari dialetti, pur mantenendo una base di langue d’oil.
La Renaissance carolingienne (750)
Periodo culturale della storia medioevale che influisce molto per la creazione della lingua francese. Riporta in auge lo studio dei classici. Siamo sotto il regno di Carlo Magno, coronato imperatore nell’800. In questo periodo si mette in atto un tentativo di restaurare la lingua latina nella sua purezza, è quindi evidente che la lingua parlata era lontana dal latino classico. Ecco perché si chiama "Rinascimento" perché si cerca di risalire alla classicità. In questo periodo vennero istituite numerose scuole in modo da diffondere la cultura e rafforzare la conoscenza delle norme del latino classico. La lingua parlata continua a evolvere mentre il latino classico diventa un canone rigido e immutabile.
Testimonianze della separazione linguistica
Tornando ai Serments: è davvero una testimonianza che la separazione del latino dal francese è avvenuta nel IX secolo? Si è abbastanza sicuri che sì, la lingua proto francese sia nata nel IX secolo. Una testimonianza di questo molto importante è una testimonianza non letterale, sono atti del concilio di Tours dell’813. In questo concilio si delibera che a partire da quel momento i sacerdoti che dovevano pronunciare il sermone durante la messa non dovevano farlo in latino ma in una "rusticam romanam linguam aut thiotiscam" (teutone, tedesco). Questa testimonianza è molto importante perché ci permette di dedurre che se il sermone doveva essere fatto in volgare era perché l’auditorio non capiva più il latino. C’è anche una glossa (commento) di un convento francese in cui le parole latine sono spiegate in volgare.
Il proto francese è quindi la lingua francese nel medioevo, ed è molto diverso dal francese di oggigiorno. (A differenza dell’italiano del 1300 che noi comunque capiamo). Non possiamo sapere quale era la lingua parlata, ma sappiamo molto della lingua scritta.
Sviluppo della lingua francese
Lo sviluppo della lingua francese è periodizzato in quattro momenti:
- 842: Protofrancese.
- XIII secolo: Ancien français (mini declinazione, dittonghi).
- Moyen français (spariscono le mini declinazioni e i dittonghi, arricchimento del vocabolario, francese non più usato solo in ambiti letterari). Carlo V ordina di tradurre in francese trattati scientifici e filosofici.
- XVI-XVII (prima metà): Renaissance et époque pré-classique.
- Français moderne.
Noi ci occuperemo della letteratura del proto e antico francese.
Il Serment de Strasbourg
Siamo nel periodo carolingio, più precisamente nel 842. Due dei tre nipoti di Carlo Magno, figli di Ludovico il Pio (alla sua morte l'impero viene smembrato). Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico si alleano contro Lotario. Carlo il Calvo re della zona in cui si parlava una lingua di ceppo romanzo, Ludovico il Germanico aveva avuto in successione un territorio dove si parlava una lingua di ceppo germanico. Questo giuramento viene pronunciato davanti ai due eserciti e quindi dovevano essere capiti da entrambi, Carlo giura in dialetto romanzo e Ludovico in dialetto germanico. Riportati dallo storico Nitardo nella sua Storia dei figli di Ludovico il Pio. Scrittura e oralità.
Sembra che il ruolo fondamentale sia svolto dall’oralità, mentre lo scritto esista solo per ovviare ai cedimenti della memoria (esistono anche nella legge delle carte bianche a simboleggiare un patto stipulato oralmente). Il testo medioevale è un aide-mémoire. Fino alla nascita del romanzo tutta la letteratura in volgare è destinata al canto (forte presenza di una dimensione teatrale, il testo è solo una parte dell’opera assieme alla musica, che è arrivata fino a noi, ma non sappiamo decifrare la melodia). I libri sono rari (una biblioteca di 50 volumi è considerata ricca) (dal 1200, fondazione delle prime università, al 1800 gli esami all’università sono principalmente orali).
L'importanza della scrittura
L’accesso al mondo della scrittura ha una rilevanza notevole sia sul piano sociale che su quello religioso. Lo scritto si impone come fonte e quindi come autorità. (gli autori si appellano sempre, a torto o a ragione, a una fonte scritta, preferibilmente latina) (Bibbia libro per eccellenza. Il giorno del giudizio tutto dipenderà dalla traccia scritta che ognuno ha lasciato sul grande libro divino, la penitenza cancella il peccato.) La conservazione è affidata allo scritto (anche le forme orali vengono scritte, ma lo scritto le fossilizza).
NB: l’opposizione scritto/orale non corrisponde a pieno all’opposizione latino/vernacolo né tanto meno a cultura dotta/cultura popolare. Lo scritto presuppone dunque un passaggio per l’oralità. Lo scritto non è sufficiente. Non si può padroneggiare il latino senza scrittura, mentre per il volgare la scrittura è una conquista.
Ruoli importanti: chierico e giullare
CHIERICO: uomo di chiesa che sa leggere e capire i testi. La sua lingua è quella della chiesa, il latino. Dal chierico dipende se il volgare diventerà o no cultura scritta.
GIULLARE: condannato dalla chiesa. Uomo o donna della performance orale. La parola JOCULATOR è attestata fin dal VI secolo (600) - legame con "gioco". Erede degli attori ambulanti della tarda antichità. Può svolgere le attività più varie: acrobata, ammaestratore, mimo, musicista, danzatore, cantante… nel XIII (1200) Thomas Cabham divide i giullari in tre categorie e esclude dalla condanna solo chi canta canzoni di gesta e vite dei santi. A partire da questo momento cercano di farsi impiegare a tempo pieno da un signore.
La santa Eulalia
La Chiesa è costretta a mettere a servizio della lingua romanza i suoi chierici, infatti il popolo inizia a non capire il latino, la predicazione deve essere fatta in volgare. (Treves) [Prima testimonianza di uno sforzo di predicazione in volgare: 950 parafrasi in parte in latino, in parte in volgare del commento di San Gerolamo al Libro di Giona]. Sono state conservate dalla Chiesa anche trasposizioni in volgare di poesie religiose latine. È il caso della Sequenza di Santa Eulalia. (881-882)
Sempre nell’epoca carolingia/merovingia si sviluppa il fenomeno del monachesimo (ideale di vita isolato). A partire dal VII-VIII secolo si sviluppa questo movimento religioso che favorisce il policentrismo della cultura, ogni comunità, ogni monastero vive la sua unità all’interno della comunità cristiana con un forte spirito di individualismo dato dalla volontà di comunicare in prima persona con il signore. Dal punto di vista letterario questo movimento dà vita a uno dei primi generi letterari in lingua volgare: le vite dei santi. Si vuole rendere omaggio a un particolare santo che caratterizza quel monastero. La prima testimonianza della nascita di questa tendenza è La cantilena di sant’Eulalia (Séquence de Saint Eulalie). Questi testi in volgare sono un’altra prova del desiderio di rendere illustre la lingua volgare/rustica. Sequentia: componimento che è allo stesso tempo poetico e musicale in ambito liturgico. Veniva normalmente cantata durante la messa tra la lettura del vangelo e l’alleluia. È un testo letterario che è stato copiato (quindi l’originale ha subito interventi diversi) nel convento di Saint Amant (Nord della Francia, Piccardia).
Ci sono tre grandi centri dove si sviluppano i maggiori testi letterari:
- La Piccardia (nord)
- Pouateville (centro)
- Gran Bretagna (territorio conquistato dai Conti di Normandia. Si sviluppa la letteratura in antico francese) colorazione anglo normanna
Testo per glorificare la santa locale. Scritto in rustica romana lingua. Testo trasmesso in un unico manoscritto di Gregorio Nazianceo. In un foglio vuoto di questi trattati che sono in latino qualcuno ha copiato alcuni testi in lingua volgare. Il copista ha ricopiato un testo nella lingua dei Franchi, e al seguito, questo corto poema di 29 versi in romana lingua. Sembra aver voluto rendere omaggio a questi due aspetti della sua formazione, germanica da un lato e della langue d’oil dall’altra. È in versi decasillabi e ha numerose rime (omofonia che riguarda la parola dalla vocale tonica in poi)… date in realtà dalle assonanze (omofonia che riguarda solo la vocale tonica). Si tratta di una koiné propria delle lingue d’oil del nord. Racconta il martirio della santa.
Uso liturgico e poesia religiosa
L’inserimento liturgico scompare poco a poco, le poesie diventano più lunghe e divise in strofe. Restano però legate alle festività della Chiesa come nel caso di:
- La Vie de saint Léger (X secolo) e racconto della passione di Clermont-Ferrand
- La Chanson de sainte Foy d’Agen (lingua d’oc IX, santa giovinetta di Conques, cantata da un giullare e lunga 593 versi)
- Alba bilingue di Fleury (Fleury scrive in latino, ma ogni strofa è seguita da un ritornello in volgare. XI secolo)
- Boeci (lingua d’oc, frammento di parafrasi del De consolatione philosophiae V secolo composto da Boezio. 278 versi su 30000
- Vie de Saint Alexis
La vie de Saint Alexis
Leggenda agiografica. Il padre è sposato con una donna che non riesce a dargli dei figli, nasce Alessio, vogliono farlo sposare, ma dopo il matrimonio lui riceve la chiamata. La lascia per perseguire un amore più perfetto, si spoglia di tutto e per lunghi anni fa il mendicante. I genitori mandano a cercarlo, ma nessuno lo riconoscerà. Addirittura lui mendicherà sotto casa loro a Roma, il riconoscimento avverrà solo alla morte del Santo.
Esistono tre versioni:
- “Il ritmo marchigiano di Sant’Alessio” del XII secolo
- “Bon vesin de la riva” di Dante
- Versione trecentesca più tarda
Questa vita di santo era uscita dall’ambito religioso e poteva essere recitata anche da giullari in giro per le strade. Tradita da cinque manoscritti copiati tra il XII e il XIV secolo. L’originale è andato perduto. La maggior parte delle copie sono in anglo normanno. (Letteratura francese della Gran Bretagna). Manoscritto che contiene dei salmi che veniva usato nell’ufficio delle ore (dopo la lettura del mattutino), i primi cristiani rendevano lode durante tutta la giornata.
Le fonti: si conosce soprattutto una versione siriaca del V secolo, poi la vicenda viene trasportata a Bisanzio e solo dopo il X secolo arriva in occidente. Scritto la vita per la sua protetta Cristina Debosco. La vita di Sant Alessio ha origini anglo normanne ed è databile attorno all’XI secolo, consta di 625 versi decasillabi che, cinque alla volta costituiscono strofe collegate tra loro anche da legami ritmici. Il genere è quello della “sequenza”, com’era per la Sainte Eulalie, ma le lunghezze diverse fanno pensare a un diverso modo di fruirne. La vita di Sant’ Alessio si diffonde al di fuori della liturgia e fu molto importante anche per la propria costruzione letteraria. Le prime tre strofe costituiscono il prologo che organizza la materia attraverso chiasmi e facendo precisi riferimenti storici secondo la visione storica del modo di allora. Lo stile è per lo più paratattico (è proprio l’accumulazione che crea l’effetto emotivo).
La XV strofa rappresenta un punto molto significativo dell’opera: gesto molto significativo di sant’Alessio che consegna alla sua sposa il cinturone con la spada e l’anello (si spoglia dei beni materiali, e rinuncia ai piaceri della carne) > gestualità tipica del medioevo tipica anche della Chanson de Gestes. Le vite dei santi sono testi molto elaborati, perché frutto di chierici colti che miravano a catechizzare gli strati più alti della società. L’ideologia che trasuda dall’agiografia è la stessa della Chanson de Gestes, cioè di conquista in nome della fede cristiana. A differenza della Chanson de Gestes, nella quale la rivalità è fra mori e cristiani, in Sant’ Alessio, come nella cultura cristiana in San Francesco, la conquista dell’amore per Dio avviene spogliandosi dei beni e passando per la sofferenza.
Sant Alessio è stato oggetto di studio e analisi letterarie, alcuni critici soprattutto alla fine del XIX secolo, hanno sottolineato l’estrema crudità della rappresentazione della psicologia di Sant’ Alessio, mentre altri all’inizio del '900 come Auerbac e Leo Spitzer, credevano che tutto fosse spiegabile in chiave cristiana: Alessio non soffre mai, è impassibile e non mostra segni di dolore, perché il martire cristiano non può soffrire più di Gesù, martire per eccellenza. Questi testi non vanno letti in chiave di lettura moderna.
Si ha una macrostruttura molto recisa e numerologica, il testo è circolare: ha un esordio e una conclusione in due strofe e una narratio che prosegue nelle altre strofe, la narratio può dividersi in due sezioni di 67 strofe ciascuna ed è in equilibrio, armoniosa e simmetrica come una cattedrale. Il trait-d’union con la Chanson de Geste è quello di cantare un individuo che rappresenti la continuità e i valori cristiani.
Pare sia per averla sentita recitare da un giullare nel 1174, un ricco borghese, Valdo di Lione, si mise a predicare la povertà evangelica e ripudiato dalla chiesa formò la setta dei Valdesi.
La Chanson de Geste
Si può trovare una definizione della Chanson de Geste in un trattato sulla musica (poiché era spesso cantata) del XIII secolo ad opera di Jean Grouchy: “Nous appelons chanson de geste un chant dans lequel sont rapportées les actions des héros et les œuvres de nos ancêtres, de même que la vie et le martyre des saints ou les souffrances endurées par les grandes figures de l’histoire pour la défense de la foi et de la vérité comme par exemple la vie du bienheureux Étienne, le premier martyr, ou l’histoire du roi Charles.”
La chanson de geste fa parte dell’epica. Una definizione di epica medioevale è stata data da Paul Zumthor nel “Introduction à la poésie orale” del 1983 nella quale egli afferma che:
- L’epica è un racconto d’azione.
- Mette in scena l’aggressività dell’uomo a servizio della fede.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Lezioni, Letteratura francese
-
Appunti lezioni Guillerague - Marivaux
-
Appunti lezioni del corso di Letteratura francese I
-
Lessicologia francese - lezioni