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Appunti per la preparazione dell'esame di Urbanistica, prof Valpondi, secondo anno
Argomenti trattati: storia dell'urbanistica, indici, leggi, piani territoriali, paesaggio, servizi, espropriazione, casi studio: Amsterdam, Helsinki, Torino, Poznan, Milano, Mestre, Valencia, Mantova, Sabbioneta, Zamosc.

Esame di Laboratorio di urbanistica docente Prof. V. Valpondi

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 INDICI:

V = It * St ; Slp * H ; If * Sf distanze: dai confini 5

Slp = Ut * St ; n * Sc dai fabbricati 10

Sc = V / H ; Sf * Rc strada <7 5

(1 piano) (1 piano)

S perm = Sf - (Sc + S imp) strada 7-15 7,5

H = H / n strada >15 10

(1 piano)

n = V / Ivab edifici finestre h>10 = h + alto

If = V / Sf edificio finestra h>10 = 10

St = Ss + Sv + Sf ; V / It

Sv = St * Iv

Ss = V / Ivab * Is ; Sf * If / Ivab * Is ; Ab * Is

Aree già edificate: Sf = St/( 1 + Iv + (It/Ivab) * Is) ; (St - Ss)/(1 + Iv)

Aree non edificate: Sf = St * ( 1 - Iv - (It/Ivab) * Is)

1 ha = 10.000 mq 1 kmq = 100 ha

 LEGGI:

Legge nazionale 1150/1942, tuttora vigente, è articolata dalle legislazioni regionali in materia,

la strategia territoriale è affidata al piano generale (PRG), mentre ai piani particolareggiati

d'iniziativa pubblica era affidata l'attuazione delle scelte strategiche. La prima generazione dei

piani segue l'impostazione culturale e tecnica del razionalismo ha come oggetto principale le

zone di espansione. La sostenibilità ambientale consiste nel fatto che ogni azione sul territorio

non deve sottrarre risorse naturali alle generazioni successive cercando, anzi, di accrescere la

propria rete ecologica comunale per arricchire le risorse ambientali future. Siamo in una fase di

attenzione del consumo di suolo che in precedenza non è mai stato attuato. La terza

generazione dei piani coincide con la fine della fase di espansione e l'inizio della fase di

trasformazione urbana. Questi piani sono rappresentati sia da azioni pianificate che da

programmi finalizzati al governo delle trasformazioni urbane. Le azioni pianificate ricorrono i

temi della mobilità, della morfologia e della riqualificazione urbana, dell'ambiente e del

paesaggio. Al nuovo modello urbanistico corrisponde una nuova forma di piano in cui la

zonizzazione funzionale non è più il solo strumento di controllo progettuale urbanistico, ma

viene affiancata dall'azzonamento morfologico. Nei centri storici nasce la prima forma di

programmi integrati del recupero dell'urbano; ma, l'attenzione dei piani si rivolge verso la

seconda città con l'obiettivo della sua riqualificazione eseguita tramite l'azzonamento

morfologico. Già dagli anni '90 si è deciso di sostituire la vecchia legge del 1942 con delle leggi

quadro da cui poi discendono le varie leggi regionali; purtroppo questa legge non è mai stata

varata.

 PIANI:

Le diverse tipologie di piano sono:

- PTR (piano territoriale regionale): pianifica il territorio salvaguardando l'aspetto naturalistico

e strutturandolo attraverso gli assi di comunicazione principali; è composto da un livello

strategico e da un livello attuativo ed individua la opportunità e le criticità d'azione.

- PTCP(piano territoriale coordinamento provinciale): riesce a dare una continuità alla

pianificazione interagendo con vincoli specifici sul PGT per quanto riguarda la tutela del

territorio e le infrastrutture.

- PGT(piano di governo del territorio): definisce l'assetto del territorio comunale, è articolato

in un documento di piano del territorio, un piano dei servizi ed un piano delle regole.

- PRG(piano regolatore generale): individua la strategia territoriale, deve indicare le principali

vie di comunicazione, la divisione in zone del territorio, le aree destinate ai servizi ed agli

impianti di interesse generale e tutte le norme necessarie per l'attuazione del piano.

È CONFORMATIVO, PRESCRITTIVO E DETTAGLIATO.

- PSC(piano strutturale comunale): individua la strategia di sviluppo, conforma l'assetto del

territorio ma non il regime giuridico dei suoli. Racchiude le scelte essenziali per il comune

ed ha una massima flessibilità.

- PA(piani attuativi): sono il collegamento tra l'urbanistica e l'edilizia, infatti l'attuazione del

PRG può avvenire attraverso un intervento diretto (permesso di costruire) o tramite un

piano attuativo (ppe). Le tipologie di piani attuativi di iniziativa pubblica sono:

- PP (piani particolareggiati): 1942. Specificano le indicazioni del PRG fino al

planivolumetrico.

- PEEP (piani per l'edilizia economica popolare): 1962. Incentivano la produzione di edilizia

economica popolare con l'esproprio per pubblica utilità.

- PdL (piani di lottizzazione): 1967. Controllano l'attività edilizia assicurando la realizzazione

contemporanea di residenze e servizi.

- PIP (piani insediamenti produttivi): 1971. Riequilibrano il rapporto tra residenze e

industrie.

- PDS(piano dei servizi): ha come obiettivo il controllo e la pianificazione dei servizi pubblici.

- EMILIA ROMAGNA: il PRG è stato sostituito dal PSC (pianifica il futuro), dal POC (modifica il

presente) e dal RUE (regole).

- MODELLO INTEGRATO: il PRG è affiancato dal PSC, dai PA e dal PDS.

 PAESAGGIO:

Il paesaggio è la lettura del territorio attraverso una visione tridimensionale; è l'insieme degli

elementi antropici e naturali che modificano il territorio. La concezione del paesaggio è andata

a modificarsi nel tempo: nell'800 si riteneva paesaggio solo quella parte del territorio

considerata bella; al giorno d'oggi, invece, esistono vari tipi di paesaggio (rurale, naturale,

industriale). Il paesaggio è dunque un termine che classifica il territorio in diverse parti

attraverso le sue caratteristiche ambientali ed antropiche. Il paesaggio non è solo un fatto

estetico (da cartolina) ma è un patrimonio collettivo, perché è unico ed ha un valore culturale

ed economico poiché il patrimonio paesaggistico produce un business.

Le diverse tipologie di paesaggio sono:

- naturale: regolato dalla legge "Galasso" che prevede la salvaguardia e la conservazione.

- urbano: regolato dalla legge 1089 che prevede la salvaguardia, la conservazione e la

riqualificazione.

- rurale: regolato da PTP e da PRG, che prevedono la salvaguardia, il recupero e la

valorizzazione dell'assetto rurale.

- industriale: regolato dal PRG che prevede i vincoli e la salvaguardia per il restauro e la

conservazione.

- postindustriale centrale: regolato dai piani di recupero e da piani integrati di intervento che

prevedono la conservazione, il recupero ed il riuso con interventi di architettura

contemporanea.

- postindustriale periferico: regolato da piani provinciali o comunali che prevedono la

riqualificazione ed il recupero del degrado.

Il paesaggio è in continua trasformazione a causa dei processi naturali ed antropici: una società

utilizza un territorio modificandolo ed adeguandolo alle proprie esigenze. Per questo motivo

necessita di continui interventi di restauro e riqualificazione. Gli strumenti di pianificazione

paesaggistica sono: i piani regolatori (PRG), i piani territoriali paesistici regionali (PTPR) e

l'esame paesistico. La tutela del paesaggio trova i suoi riferimenti fondamentali nel Decreto

legislativo 42/04 del 2004 e, in ambito europeo, nella Convenzione del Paesaggio sottoscritta

dallo Stato italiano nel 2000. Il termine paesaggio viene definito come una parte omogenea di

territorio i cui caratteri derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche

interrelazioni. La tutela del paesaggio consiste in una gestione di tutto il territorio, ed in

particolare delle aree vincolate, volta alla salvaguardia e al recupero degli elementi costitutivi

del paesaggio intesi come risorse preziose della struttura fisica e naturale, e come componenti

del patrimonio storico e culturale.

 SERVIZI:

Le infrastrutture sono un argomento rilevante nell'ambito di progettazione urbanistica poiché

consentono la mobilità dei servizi. Esse assolvono alla funzione di trasporto di merci, di

persone, di comunicazione. Uno dei compiti fondamentali dell'urbanista è leggere la gerarchia

viabilistica e modificare il territorio secondo quella gerarchia. La corretta localizzazione dei

servizi fondamentale per la progettazione urbanistica. I servizi vengono distinti in:

- opere di urbanizzazione primaria: struttura tecnologica necessaria per la residenza (strade,

gas, illuminazione, rete idrica, rete fognaria)

- opere di urbanizzazione secondaria: i servizi (scuole, negozi, verde pubblico)

Le infrastrutture necessitano di una fascia di rispetto per consentire il rapporto tra le

infrastrutture e l'assetto urbano e per permettere il futuro ampliamento dell'infrastruttura

lasciando delle aree vuote nelle vicinanze della stessa, costituiscono dunque un vincolo di non

edificazione. La strada è un'infrastruttura desinata al transito di veicoli su ruote gommate.

L'etimologia deriva dal latino stratus che significa lastricare. L'impero romano estese

enormemente la sua rete stradale per ragioni commerciali e strategiche; le strade moderne

sono composte da strati superficiali di conglomerato bituminoso (asfalto), da uno strato di

base in misto bitumato e da uno strato di fondazione in misto granulare.

Le strade sono suddivise in base al loro livello di importanza:

- strada primaria: tronchi terminali e passanti delle strade extraurbane che raccolgono e

distribuiscono il traffico di interscambio tra il territorio urbano e

extraurbano;

- strada di scorrimento: hanno corsie riservate per il trasporto pubblico, piste ciclabili,

parcheggi, ecc.. -> fascia di pertinenza minima di 15 m;

- strada di quartiere: flussi di traffico inferiori -> fascia di pertinenza minima di 12 m;

- strada locale: consentono l'accesso alla zona insediativa -> fascia di pertinenza minima di 5 m;

Nei piani regolatori sono indicati i servizi presenti sul territorio e quelli previsti per

incrementare quelli esistenti. La quantità minima di servizi in un territorio è prevista dalla

legge secondo degli standard, ma è la municipalità che definisce il livello ottimale di servizi

contribuendo a migliorare il territorio. La scelta di proporre uno standard quantitativo di servizi

sensibilmente più alto rispetto al minimo previsto determina una migliore qualità di vita ai

cittadini residenti nel territorio. Il decreto ministeriale n. 1444/68 definisce i rapporti minimi

tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali o produttivi e gli spazi pubblici, questi

standard fissati sono:

- per gli insediamenti residenziali: 18 mq/abitante insediabile suddivise in:

- 4,5 mq (25%) per l'istruzione

- 2 mq (11%) per le attrezzature di interesse collettivo

- 9 mq (50%) per il verde attrezzato a gioco e lo sport

- 2,5 mq (14%) per i parcheggi pubblici

- per gli insediamenti industriali: 10% dell'estensione dell'area produttiva.


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AUTORE

sgri90

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sgri90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di urbanistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Valpondi Vittorio.

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