Istituzioni di storia economica
Modalità d'esame
Prof. Mellinato
Esame scritto, con preappello a fine maggio:
- 8 domande a scelta multipla (1 punto)
- 5 domande aperte a risposta breve (3 righe, 2 punti)
- 5 domande aperte di rielaborazione (9 righe, 3 punti)
3, 4 marzo 2014
Osservare la storia
Non essendo la storia uno sviluppo lineare, per osservarla non solo attraverso la semplice narrazione di eventi, bensì con cognizione di causa, è necessario valutare le "3c": cambiamenti, comparazioni, connessioni.
Rivoluzione del neolitico
Fernand Braudel studiò lo sviluppo della civiltà utilizzando come criterio il tipo di cereali coltivati: grano, riso e mais.
Rivoluzione industriale
Caratteristica fondamentale della Rivoluzione industriale fu il grandissimo numero di macroinvenzioni. In particolare, l'Inghilterra si distaccò dagli altri paesi grazie alla combinazione di energia a basso costo e alti salari:
D'altronde l'Inghilterra fu la culla della Rivoluzione industriale, poiché in pochissimo tempo vi si concentrarono molteplici trasformazioni:
- Riorganizzazione del lavoro.
- Miglioramento dell'agricoltura.
- Introduzione di nuove materie prime: carbone e ferro; il che permise di sostituire il legno (importato dalla Norvegia via nave, a caro prezzo) col carbone, molto presente sul territorio e impiegato quindi nel riscaldamento delle case.
Inoltre, già a fine '600, nel paese era stata istituita la prima banca nazionale.
Nel 1700 si verificarono altri eventi significativi:
- 1709; Abrahm Darby riuscì a raffinare il carbone di miniera, ottenendo così ferro di qualità a basso costo. Un processo che consiste nel distillare per gravità le varie parti del carbone: le più pesanti sono usate per l’asfalto, le più leggere per il metano.
- 1760; le Enclosers portarono alla privatizzazione di oltre il 75% delle terre pubbliche, con gli appezzamenti limitati da recinzioni.
- 1733-1779; macchine per la filatura meccanica.
- 1781; brevetto per la macchina a vapore di Watt, la cui energia era cumulabile e la cui potenza era messa in relazione con quella di un cavallo nel seguente modo: 1 cavallo vapore = 36 uomini.
Contemporaneamente una quota di popolazione rurale rimase disoccupata e senza possibilità di sopravvivenza, offrendosi quindi per qualsiasi tipo di lavoro a salari infimi.
Terzo elemento portante della Rivoluzione industriale fu il cotone, una fibra che si adottò perfettamente allo sviluppo del settore tessile.
- 1770; Hargreaves inventò la Spinning Jenny, una macchina in grado di lavorare 10 fili contemporaneamente – il che fece crollare il prezzo del cotone. Successivamente, l’evoluzione della specie portò alla filatura meccanica automatica grazie alla quale donne e bambine dovevano solamente controllare il sistema.
- 1800; il lavoro minorile in fabbrica e in miniera viene vietato.
Tutti questi fattori fecero dell’Inghilterra una potenza politico-economica, desiderosa di tutelare le proprie materie prime e i propri interessi.
Il mondo e i concetti di Adam Smith
- 1776: Trattato Sulla natura e sulle cause della ricchezza delle nazioni.
- Individualismo etico e illuminismo scozzese: Divisione del lavoro.
- Mano invisibile del mercato (parte dal successo di un imprenditore e aumenta il progresso di tutti gli stakeholder). Sano egoismo.
- Competizione tra individui.
- Il prezzo reale di ogni cosa dipende dalla sua scarsità.
Smith rappresenta un vero e proprio testimone dello sviluppo industriale, tanto che l’obiettivo della sua nuova economia è aumentare la produttività.
L’Inghilterra delle rivoluzione industriale
10 marzo 2014
L’Inghilterra delle rivoluzione industriale – basata sulla disponibilità illimitata di ferro e sull’energia meccanica – visse un aumento di ricchezza e una maggiore produttività, generando così l’invidia degli altri Stati che si scoprirono arretrati. L’industrializzazione diventò in questo modo il primo fenomeno avente una spontanea capacità di espandersi sul panorama internazionale.
L'alternativa inglese
L’alternativa inglese al meccanismo di regolazione naturale della popolazione spinse in primis la Francia, e successivamente il Belgio, a recuperare il distacco.
Il territorio francese era il primo in Europa per estensione e popolazione e aveva storicamente avuto un ruolo guida sul continente. Tuttavia viveva una situazione di arretratezza, evidenziata e calcata negli ultimi anni del '700 da carestie ed epidemie. Con la Rivoluzione si ruppe con l’immobilismo e si intervenne per recuperare il tempo perso grazie all’azione di uno Stato regolatore – che accentuò tale aspetto man mano che diventò più dittatoriale.
Date:
- 1793; l’Accademia di Francia adottò il sistema metrico decimale.
- 1799; Napoleone Primo console.
- 1802-1804; creazione delle Camere di commercio ed emanazione del Codice civile.
- 1807; Codice commerciale napoleonico.
- 1815; sconfitta di Waterloo.
- 1830; nascita del Belgio.
L’illuminismo francese si denotò di un carattere spiccatamente pratico, tanto che uno dei suoi principali risultati fu il sistema metrico decimale, un’invenzione fondamentale che permise di:
- Democraticizzare il commercio grazie all’introduzione di un sistema semplice che abolì tutte le precedenti e astruse unità di misura e le relative conversioni.
- Creare un sistema di misure tra loro convertibili, avente come punto di partenza l’acqua (1 kg = 1 l).
Il che liberò il commercio da tutti i vincoli che lo avevano precedentemente penalizzato. Inoltre Napoleone importò ovunque il sistema metrico decimale e il Codice di commercio; una vera e propria unificazione culturale alla quale l’Inghilterra si oppose fieramente. Nonostante questo, per quanto di Napoleone si cancellò la memoria, le sue conquiste nel campo mercantile rimasero in vigore ovunque.
Allo stesso tempo si innestò però anche l’idea di una necessità del sistema di sviluppo inglese, costituito da ferrovie e traffici commerciali anche marittimi. Certo, nel mentre l’Inghilterra era esplosa, creando un forte distacco simbolo di un elemento portante del nuovo mondo industriale: la competizione continua – resta indietro sia chi non innova, sia chi innova meno degli altri.
Gli inglesi erano riusciti a svincolare la crescita demografica dalla produzione di cibo, grazie al commercio, e l’innovazione, per quanto non uniforme in tutti i settori (la prima nave a vapore risale al 1807, la prima locomotiva, la Rocket di Stephenson, al 1829) portò a una crescita del PIL tale da distaccare quello francese.
Questa competizione ebbe anche una significativa macroconseguenza, ossia l’aumento drastico della popolazione mondiale e in particolare di quella europea (che nel 1790 era il 19,3% di quella mondiale, e nel 1900 il 30%), radice dell’imperialismo.
Nel tempo si delinearono quindi diverse forme di capitalismo:
- Inghilterra (first comer).
- Francia e Belgio (second comers).
- Germania e Nord Impero d’Austria (third comers).
- Italia e Giappone (late joiners).
Il problema che i second comers dovettero affrontare fu quello della sopravvivenza delle nuove imprese in un ambiente dominato dagli industriali inglesi e dalla concorrenza.
La soluzione fu l’invenzione, ad opera dei fratelli Emile e Isaac Péreire, del credit mobilier, in pratica la prima banca d’affari. Il meccanismo consisteva nella raccolta di ingenti capitali che venivano investiti in un’unica impresa, la quale nasceva così già grande e quindi in grado di sopravvivere alla concorrenza. Per quanto gli ideatori siano falliti per essersi troppo esposti il successo fu clamoroso, con imitazioni anche in Belgio con la Compagnie general du Belgique alla quale partecipava anche il Sovrano.
Il successo fu evidente, come ben sottolineò l’urbanizzazione dei due paesi. Questa generale implementazione di infrastrutture portò alla nascita, a metà Ottocento, di un sistema integrato di ferrovie e navi in grado di trasportare merci in tutto il mondo a prezzi e tempi precisi. Il che portò all’esplosione del commercio europeo, trainato dall’export.
Il concetto di differenziale di contemporaneità introdotto da Pollard consiste nel fatto che, ad una stessa data cronologica, a diverse aree geografiche corrispondono diversi stadi di sviluppo. Il che permette di capire come gli inseguitori poterono recuperare, in tutto o in parte, la distanza che li separava dal first mover, ossia semplicemente copiando l’esempio epurato dagli errori.
L’evoluzione della Germania costituisce un esempio importante, in quanto la nazione stessa si fondò su un meccanismo commerciale ed economico già percorso da Napoleone, mirante cioè all’eliminazione del feudalesimo.
Date:
- 1818; liberalizzazione doganale interna alla Prussia.
- 1834; Zollverein.
- 1867-1871; guerre Austro-prussiana e Franco-prussiana. Incoronazione del primo Imperatore.
- 1888; aderiscono le città-stato di Amburgo e Brema.
A seguito dell’età napoleonica la Germania era costituita da più di 50 entità, delle quali solo la Prussia era uno stato vero e proprio. La disfatta culturale rappresentata dalla sconfitta di Jena fu assieme al commercio il fattore trainante dell’unificazione: lo Zollverein, che negli anni ’30 – ’40 non era neanche un’area contigua, culminò negli anni ’60 nella Grande Germania.
Restava da risolvere però il problema del ritardo, che fu superato grazie alla "invenzione" delle banche miste o alla tedesca. Si trattava di istituti finanziari che fungevano sia da banche di investimento sia da banche di deposito, il che permetteva loro di raccogliere capitali immensi grazie al contributo di tutti i risparmiatori possibili. Capitali che venivano poi concentrati su grandi investimenti innovativi e di lungo periodo, appositamente selezionati dagli staff tecnici. Il che permetteva di anticipare il progresso, con una particolare attenzione ai settori elettrico e chimico, campi in cui la Germania fu pioniere e leader.
Esempio di banca mista è la Deutsche Bank, che nel 1872 aprì una filiale a Shangai e nel 1873 una a Londra; fondò la Bayer e finanziò la Krupp; e partecipò ad ingenti progetti di modernizzazione quali la Berlino – Bagdad.
Utile a un riordino è il concetto di arretratezza relativa, introdotto da Alexander Gerschenken, con i correlati fattori sostitutivi:
- Per gli inglesi la rapidità non era determinante: il circuito era quindi lento, di reinvestimento dei profitti.
- Francia e Belgio recuperarono l’arretratezza relativa grazie al fattore sostitutivo delle banche d’affari.
- Germania e Austria dovevano recuperare un’arretratezza maggiore e avevano più concorrenti; necessitavano quindi di un fattore sostitutivo più potente: le banche miste.
- Italia e Giappone dovevano recuperare una quota tanto ingente da impedire al mercato di riuscire spontaneamente a colmare l’arretratezza. Di conseguenza fu lo Stato a forzare il meccanismo e gestire un’economia nazionalizzata e politicizzata.
Contemporaneamente ci furono anche paesi che, senza industrializzarsi, riuscirono a non diventare subalterni. Casi interessanti sono:
- La Svizzera, dove lo Stato interventista puntò sulle risorse disponibili in termine di capitale umano e intelligenza, anziché su non presenti materie prime. Nel 1855 infatti venne fondato il Politecnico di Zurigo, con laboratori che servivano solo a produrre brevetti da vendere all’estero. Simbolo della modernizzazione fu il traforo del Gottardo, nel 1882.
- La Danimarca, che al posto dell’industrializzazione all’inglese optò per una modernizzazione delle attività tradizionali quali agricoltura, allevamento, pesca e artigianato. Il tutto coadiuvato da esperimenti di integrazione regionale, in primis scandinava.
In questo clima, il primato dell’Inghilterra risultò sempre più difficile da mantenere, tanto che dovette introdurre a sua volta i meccanismi sostitutivi inventati dagli altri, retroagendo. Tuttavia, in alcuni settori (es. tessile) l’Impero, il retroterra, la difendevano da qualsiasi potenziale concorrente – e la Francia risentì fortemente di questo fatto, proprio a causa di troppi ingenti investimenti in un settore aspro.
L'Italia preunitaria
11 marzo 2014
L’Italia preunitaria era un paese generalmente arretrato, nel quale sì esistevano aree avanzate, tuttavia indifferenti all’interno del quadro generale. A metà dell’800, nell’ambito di una riflessione sul fallimento del ’48 e considerando la nuova concezione di ranking internazionale, nacque l’idea di una modernizzazione dall’alto.
Questo perché diversi fattori impedivano una generazione spontanea che provenisse dalla società:
- La divisione culturale e quindi la frammentazione, che impedivano la nascita di spontanee sinergie.
- L’inadeguatezza di una classe dirigente che era sì stata capace di gestire affare europei fino al ‘600, con le Repubbliche marinare, ma che non era stata in grado di modernizzarsi.
- L’assenza di una storia unitaria.
Le pulsioni innovatrici dovevano quindi venire dall’alto.
Date:
- 1848; Statuto albertino e ruolo guida del Piemonte.
- 1851-1861; decennio di preparazione cavouriano.
- 1852; Camillo Cavour Primo ministro.
- 1854; guerra di Crimea.
- 1861; Unità e morte di Cavour.
Camillo Benso conte di Cavour era figlio cadetto, il che “costrinse” il padre a comprargli titolo nobiliare e terre. Diversamente dalla tendenza del’epoca fece l’Accademia militare nel genio, venendo inviato prima a Genova per sistemare le infrastrutture del porto e da dove venne cacciato per amicizie sconvenienti (repubblicani); e poi ad Aosta per sistemare i valichi alpini, dove un secondo fallimento lo fece espellere dall’esercito.
Girò quindi l’Europa: Ginevra, Francia e Inghilterra, dove percorse il primo tratto di ferrovia al mondo e dove cominciò a dedicarsi al giornalismo. Una passione, la seconda, che portò avanti anche a Torino dove fondò il quotidiano Il Risorgimento. Allo stesso tempo piantò nelle sue terre riso anziché grano, decuplicando la produttività, e champagne.
Cavour dimostrò quindi, applicando il differenziale di contemporaneità, che l’Italia aveva risorse latenti da sfruttare e nulla da invidiare all’estero. Applicando anche in politica questa teoria, e copiando, riuscì a raddoppiare le importazioni e triplicare le esportazioni del Piemonte nel giro di un decennio, sfruttando il fatto che questo fosse il ponte perfetto tra Mediterraneo ed Europa.
Il che ne fece un modello per l’Italia preunitaria, come evidenziano i suoi dati di urbanizzazione, spopolamento delle campagne e presenza di infrastrutture.
Dopo il 1861 la linea politica non si discostò immediatamente dall’ideale cavouriano: vennero unificate le linee tirreniche e si creò ex novo la linea adriatica, con una fretta tale da dover importare i binari. Tuttavia, l’industria diventò la principale fonte di occupazione solo nel secondo dopoguerra (1951).
L’Italia visse quindi, tra l’Unità e la Grande guerra, tra fasi di sviluppo:
- Una crescita moderata negli anni della destra storica.
- Una stasi negli anni della sinistra storica.
- Una crescita rapida nell’età giolittiana.
Cavour morì però troppo presto, lasciando il suo partito orfano di un erede e di un programma, anche perché impiegò gli ultimi mesi della sua vita occupandosi delle questioni riguardanti la transizione ad un paese unito.
I suoi successori – nobili, ex generali, grandi amministratori, ossia soggetti senza visione politica – quali Ricasoli, Rattazzi, Mereghetti, La Marmora, restavano al massimo in carica un anno e compirono decisioni determinate dalla fretta e dall’inesperienza, anche a causa della trappola del “mito di Cavour”. Il primo risultato fu un senso di estraneità e allontanamento rispetto al paese reale.
Nonostante tutto, la c.d. destra storica governò dal 1861 al 1876, perseguendo due macroscelte:
- Unificazione forzosa e rapida dell’Italia, al fine di chiudere il Risorgimento eliminandone gli aspetti “negativi”, quali i repubblicani, e al fine di riportare in auge l’idea di uno Stato ordinato.
- Realizzazione delle politiche cavouriane: ferrovie, infrastrutture, poste, prefetti.
Nelle prime elezioni, datate 18 febbraio 1861, i moderati ottennero i 2/3 del Parlamento, anche se con i voti di circa l’1% della popolazione – notabili che costituivano un retroterra omogeneo in quanto condividevano un’idea aristocratica della politica.
Date:
- 1870; statalizzazione delle ferrovie.
- 1876; pareggio di bilancio e rivoluzione parlamentare; il primo era un obiettivo da sbandierare per la destra: il nuovo Stato pagava anche i debiti degli Stati preunitari; la seconda portò al governo la sinistra, a seguito di un massiccio spostamento di parlamentari.
- 1877; legge Coppino sull’istruzione elementare obbligatoria.
In questo periodo la popolazione italiana si sviluppò tanto quanto quella europea, anche se il PIL e il PIL pro capite stagnarono o addirittura diminuirono a causa del loro forte legame con l’agricoltura. Quindi l’Italia non recuperò il gap con gli altri Stati europei nel periodo 1861-1876. Questo perché la crescita fu immolata, contrariamente ai dogmi cavouriani, ai problemi interni, mediante un forte aumento della tassazione mirato al pareggio di bilancio. Tra le varie tasse fig...
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