Estratto del documento

Le diverse concezioni ed il ruolo dello stato

La scienza delle finanze, detta anche economia del settore pubblico o economia pubblica, si occupa delle politiche tributarie e di spesa pubblica adottate dallo stato, per i loro effetti sia sull’allocazione delle risorse che sulla distribuzione del reddito. Gli studiosi di finanza pubblica, infatti, oltre ad analizzare le politiche già in atto, cercano di delineare anche le linee guida per le politiche future, in quanto essi sono influenzati dalle proprie personali convinzioni riguardo al ruolo dello stato nella società.

Concezioni dello stato

  • Concezione organicistica: gli individui hanno valore solo in quanto contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi della collettività, obiettivi che sono fissati dallo stato.
  • Concezione meccanicistica: lo stato è un artificio creato con il solo scopo di consentire la realizzazione degli obiettivi individuali. Tuttavia, non vi è concordanza sulle modalità con cui lo stato può promuovere gli obiettivi individuali laddove essi entrino in conflitto. Infatti, il modello meccanicistico della società risulta coerente con uno dei principali filoni di studio della teoria economica, ovvero i processi decisionali individuali. Questo approccio però lascia irrisolta la questione su quale sia il ruolo più appropriato dello stato nella sfera economica.

Gli strumenti dell'analisi positiva

Dato che in genere gli economisti non possono condurre esperimenti controllati, gli effetti delle politiche economiche sono difficili da determinare. La teoria economica aiuta a specificare i fattori che possono influire su un certo comportamento. In genere, però, la teoria da sola non può dire quanto ciascun fattore sia importante. Infatti, le ricerche empiriche tentano di misurare sia la direzione che la dimensione degli effetti e dei mutamenti di politica economica sui comportamenti. Esse si possono basare su:

  • Interviste: si chiede direttamente alle persone in che modo le varie politiche influiscono sul loro comportamento. (Ma può capitare che le persone non reagiscano proprio come affermano di fare).
  • Esperimenti: si sceglie un gruppo di persone soggette a una data politica e si confronta il loro comportamento con quello di un gruppo di riferimento. In questo caso, possono insorgere problemi perché l’esperimento in sé può influenzare il comportamento delle persone ed è difficile avere un campione davvero casuale. Gli esperimenti sul campo sono abbastanza costosi. Gli esperimenti di laboratorio sono utilizzati per studiare alcuni tipi di decisioni economiche, ma in un ambiente artificiale i soggetti possono non reagire come poi effettivamente fanno.
  • Econometria: è quella disciplina che, attraverso statistiche e sulla base dei dati a disposizione, analizza i fenomeni economici al fine di dare un contenuto quantitativo alle relazioni tra le variabili, oltre a interpretare ed applicare in modo corretto i risultati conseguiti. Nell’econometria abbiamo la teoria econometrica e l’econometria applicata. La prima concerne l’individuazione di originali metodologie (oltre che lo studio delle loro proprietà); la seconda è volta alla creazione, allo sviluppo e all’attuazione di nuovi strumenti economici al fine di spiegare casi pratici. In econometria, gli effetti delle diverse politiche sono dedotti dai comportamenti osservati. L’analisi di regressione multipla in particolare è utilizzata per cogliere i parametri “migliori” per un modello econometrico. La conoscenza econometrica consente di prevedere gli effetti dei mutamenti della politica. Ma l’econometria presenta alcune insidie. Infatti, i risultati potrebbero essere fuorvianti se si combinano i dati relativi a gruppi altamente eterogenei, se si omettono variabili, esiste una causualità simultanea.

Gli strumenti dell'analisi normativa

L’economia del benessere studia come confrontare allocazioni delle risorse alternative. Un’allocazione pareto-efficiente si ha quando non è possibile migliorare la condizione di un individuo senza peggiorare quella di un’altra persona. Una condizione necessaria per l’efficienza paretiana è che il saggio marginale di sostituzione tra due beni sia uguale al saggio marginale di trasformazione. Per l’economista, l’efficienza paretiana è il punto di riferimento per valutare le prestazioni di un sistema economico, infatti, il primo teorema fondamentale dell’economia del benessere afferma che, sotto certe condizioni, il meccanismo del mercato concorrenziale porta a risultati pareto-efficienti. Si raggiunge efficienza economica quando non vi sono vie di riorganizzare la produzione, o l’allocazione delle risorse, per aumentare la soddisfazione di un soggetto senza ridurre quella di altri.

Un sistema utile per confrontare i diversi meccanismi di allocazione delle risorse è quello che va sotto il nome di efficienza paretiana (o economica). Un’allocazione è:

  • Pareto-efficiente: se non esiste un’altra allocazione tale che il livello di soddisfazione di tutti sia almeno altrettanto grande, e quello di qualcuno sia maggiore che nella prima.
  • Non pareto-efficiente: significa che esiste un modo per aumentare la soddisfazione di qualcuno senza ridurre quella di un altro soggetto.

Per rappresentare graficamente lo scambio di due beni tra due individui si impiega la scatola di Edgeworth, che è un diagramma in cui sono riportate dotazioni e preferenze di due individui, e che può utilizzarsi per studiare l’esito dei processi di scambio. Ma è evidente che l’efficienza paretiana è un criterio insufficiente per valutare l’equità di allocazioni alternative. Infatti, la collettività può preferire un’allocazione inefficiente sulla base dell’equità, della giustizia o di qualche altro criterio, e quindi questo giustifica un intervento pubblico nel sistema economico. La funzione del benessere sociale, in pratica, sintetizza le preferenze della collettività in relazione all’allocazione delle risorse tra i suoi membri e può essere utilizzata per trovare l’allocazione delle risorse che massimizza il benessere sociale. Una seconda ragione a sostegno dell’intervento pubblico nel sistema economico è costituita dai fallimenti del mercato che si verificano nei casi in cui c’è potere di mercato o assenza di questo. Il fatto che il mercato non allochi le risorse in modo efficiente non significa necessariamente che lo stato possa fare meglio. L’economia del benessere si fonda su una visione individualistica della società e non pone particolare attenzione ai processi messi in atto per raggiungere i risultati, pertanto, anche se fornisce un quadro di riferimento coerente e utile per analizzare la politica economica, rimane un approccio controverso.

Beni pubblici

Sono caratterizzati da assenza di rivalità nel consumo: ogni individuo consuma la stessa quantità. Il consumo di un bene è non escludibile quando è impossibile tecnicamente o molto costoso impedire a qualcuno di consumarlo. Perché la fornitura di un bene pubblico sia efficiente è necessario che la somma dei saggi marginali di sostituzione (MRS) individuali sia uguale al saggio marginale di trasformazione (MRT). Invece, nel caso della fornitura dei beni privati, ogni MRS è uguale al MRT. È improbabile che i meccanismi di mercato forniscano beni pubblici in modo “efficiente”, anche se questi sono escludibili. Infatti, l’osservazione del comportamento sociale suggerisce che le persone non sempre si comportano in maniera opportunistica; tuttavia, nel caso del finanziamento dei beni pubblici, questo atteggiamento è un problema significativo.

I beni pubblici possono essere forniti privatamente e i beni privati possono essere forniti pubblicamente. Anche nei casi in cui si sceglie di fornire un bene pubblicamente, si deve scegliere se produrlo pubblicamente o farlo produrre al settore privato. La difesa del territorio nazionale è un chiaro esempio di bene pubblico puro, il quale si definisce puro quando è possibile riscontrare le seguenti due caratteristiche:

  • Non esclusività del beneficio: si parla di “non esclusività” quando non è legalmente o tecnologicamente possibile, ovvero estremamente costoso, escludere dal consumo tutti coloro che non vogliono contribuire alla sua produzione.
  • Non rivalità nel consumo: si parla di “non rivalità” invece quando due o più individui possono consumare la stessa unità del bene (il costo marginale del consumo di un nuovo individuo è pari a zero).

Premesso che i beni pubblici “puri” sono rari, tra questi abbiamo:

  • Illuminazione stradale: ogni cittadino può usufruire della medesima quantità del servizio, infatti, non è possibile escludere dal servizio quei cittadini che non hanno voluto contribuire, non effettuando il pagamento delle imposte.
  • Il servizio sanitario nazionale.
  • La conoscenza e la ricerca.

Tra i beni pubblici si rilevano poi quelli “impuri”, ovvero quelli che possiedono solo una delle due caratteristiche del bene pubblico “puro”. Ci sono i beni escludibili ma non rivali (monopolio naturale):

  • Es: il servizio autostradale, tutti gli automobilisti possono percorrere la stessa, dove si escludono dal servizio tutti coloro che non sono disposti a pagare il relativo pedaggio.

Ci sono poi i beni rivali ma non escludibili (risorse comuni):

  • Es: i libri conservati in una biblioteca, dove tutti gli studenti possono accedere alla sala di lettura, ed oltre una certa capacità della sala non è possibile far entrare nuovi studenti.

I beni pubblici sono beni che non sono offerti dal mercato spontaneamente ma è lo stato che sopprime questa mancanza. Tra le due principali caratteristiche abbiamo:

  • Non rivalità.
  • Non escludibilità.

Un bene, o un servizio, è non rivale quando il consumo da parte di un soggetto non impedisce il godimento ad altri (ad esempio, un concerto è non rivale, mentre un panino è rivale). Cioè, tutti possono simultaneamente trarre beneficio dal bene. Inoltre, un bene è non escludibile quando a nessuno può essere impedita la fruizione del bene. Oltre alla dicotomia tra bene pubblico e bene privato, esiste una terza categoria, detta dei beni misti: sono beni che presentano caratteri sia dei beni pubblici che dei beni privati. Possono essere:

  • Beni escludibili, ma non rivali come il software o un’autostrada.
  • Beni non escludibili, ma rivali, come ad esempio una riserva di pesca.

Inoltre, possiamo dire che se gli individui sono disposti a rivelare le proprie preferenze per i beni pubblici, nel mercato concorrenziale, si può definire un insieme di quantità e prezzi sia per i beni pubblici che per i beni privati. Infatti, nei beni pubblici in equilibrio, un’unità non ha un prezzo pari alla valutazione marginale del bene di ogni soggetto, ma è pari alla somma di tutte le valutazioni marginali. Un elemento che provoca un fallimento di mercato in un’economia con beni pubblici è il problema del free rider. Infatti, se si chiede ad un soggetto la sua valutazione marginale del bene pubblico, questi è tentato a sottovalutare il suo bisogno. Un modo per risolvere il problema del free riding potrebbe essere quello di affidare allo stato l’offerta e la determinazione dei prezzi imposta, raggiungendo un ottimo sociale, ma questa situazione è di difficile realizzazione, perché lo stato non possiede tutte le informazioni per far funzionare questo meccanismo.

Meccanismi politici

Facoltà di Giurisprudenza. Un altro problema è quello di trovare dei meccanismi, diversi dal mercato, per indurre i soggetti a rivelare le proprie preferenze. E siccome il fallimento del mercato è causato dalla presenza di beni pubblici e dall’esistenza del free rider, questi non sono problemi facilmente superabili. Uno dei sistemi più utilizzati nelle società moderne è il meccanismo del voto, attraverso cui sono scelti i delegati che stabiliranno quanti e quali beni pubblici produrre e come ripartirne il costo tra gli elettori. Uno dei contributi più importanti in questo senso è il teorema dell’impossibilità di Arrow. Il teorema afferma che attraverso i meccanismi di aggregazione delle preferenze individuali (il voto) non è possibile definire una regola di scelta collettiva, che sia in grado di fornire un ordinamento completo e che soddisfi i seguenti assiomi:

  • Indipendenza delle alternative irrilevanti.
  • Principio di Pareto.
  • Universalità.

Inoltre, in tale tema possiamo citare i merit goods, di Buchanan, che sono dei beni che non presentano requisiti di non rivalità o di non esclusione, destinati a soddisfare bisogni sia dei beni pubblici che dei beni privati, interferendo nelle preferenze dei consumatori.

I risultati dell'economia del benessere

  • Il primo teorema dell’economia del benessere dimostra che: le condizioni di efficienza paretiana sono realizzate in un’economia decentrata di concorrenza perfetta. In altri termini, se lasciamo operare un mercato in condizioni di concorrenza perfetta, l’allocazione dei fattori che emerge è Pareto-efficiente.
  • Il secondo teorema afferma invece che: modificando le dotazioni iniziali con particolari strumenti, come imposte e sussidi, un’economia concorrenziale consente il raggiungimento di un qualsiasi stato sociale Pareto-efficiente. La conclusione è che, nonostante l’economia decentrata e concorrenziale raggiunga una situazione di ottimo, essa non è in grado di garantirci un first best: nella realtà ci troveremo sempre in una situazione di second best, cioè in una situazione di inefficienze. Tutto ciò è dovuto all’assenza di un regime di concorrenza perfetta o al fatto di non conoscere strumenti neutrali per una distribuzione ottimale delle risorse.
  • La funzione del benessere sociale è uno strumento che permette di ordinare in termini di benessere diversi possibili stati sociali.
  • La funzione benthamiana mostra che la misura di ciò che è giusto o sbagliato è la massima felicità del più gran numero di persone. In questo caso, il benessere è dato dalla somma delle utilità degli individui.
  • La funzione egualitaria valorizza il fatto che ogni individuo della società deve raggiungere lo stesso livello di benessere.

Esternalità

Un’esternalità si ha quando l’attività di un soggetto influisce su quella di un altro al di fuori del meccanismo dei prezzi di mercato. In genere, le esternalità si hanno in assenza di diritti di proprietà. In caso di esternalità, il prezzo di mercato differisce dal costo sociale e questo determina un’allocazione inefficiente delle risorse. Un’esternalità è una sorta di "effetto collaterale" di un’attività. Infatti, questa esiste quando alcune variabili, come il costo che il produttore deve sostenere o l’utilità del consumatore, sono influenzate dalle decisioni di produzione o consumo altrui.

  • Esternalità negativa: es. inquinamento di un impianto chimico, quando un soggetto è costretto a subire, senza alcuna compensazione, costi di produzione o di consumo.
  • Esternalità positiva: es. l’eliminazione di una malattia interessa chi ne è colpito, ma anche chi vive nello stesso contesto.

Tipi di esternalità

  • Produttore/consumatore negativa: un’impresa che inquina l’aria di una zona residenziale.
  • Produttore/produttore negativa: un’industria che inquina l’acqua utilizzata da un’impresa agricola.
  • Produttore/produttore positiva: un’impresa sviluppa un’idea di cui si appropria anche un’altra impresa.

Possibili soluzioni

  • Produzione pubblica: lo stato interviene per realizzare in prima persona l’attività che produce esternalità, per realizzare un’allocazione pareto-efficiente.
  • Fusione di imprese: se la produzione dei due beni facesse capo ad una medesima impresa (chi inquina l’acqua è anche proprietario dell’impresa agricola), si avrebbe una internalizzazione dei costi.
  • Regolamentazione: creazione di norme ad hoc che impongano alle imprese comportamenti virtuosi.
  • Imposte: rappresentano un’alternativa alla regolamentazione.
  • Teorema di Coase: sostiene che non è necessario un intervento dello stato per porre rimedio alle esternalità a condizione che i diritti di proprietà siano chiaramente definiti, il numero di soggetti coinvolti sia esiguo, e i costi di negoziazione e transazione siano trascurabili.

Il teorema di Coase stabilisce che, una volta attribuiti i diritti di proprietà, i privati possono accordarsi sul livello di output efficiente. Affinché valga questa conclusione, i costi di contrattazione devono essere contenuti e la fonte dell’esternalità facilmente individuabile. È probabile che la regolamentazione non risulti il modo migliore per correggere le esternalità derivanti dall’inquinamento, questo perché il valore sociale della riduzione dell’inquinamento varia a seconda dell’impresa, del luogo e della popolazione interessata, ma nonostante ciò, è la forma più comune di intervento.

Anteprima
Vedrai una selezione di 11 pagine su 50
Lezioni, Istituzioni di Scienza delle finanze Pag. 1 Lezioni, Istituzioni di Scienza delle finanze Pag. 2
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Istituzioni di Scienza delle finanze Pag. 6
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Istituzioni di Scienza delle finanze Pag. 11
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Istituzioni di Scienza delle finanze Pag. 16
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Istituzioni di Scienza delle finanze Pag. 21
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Istituzioni di Scienza delle finanze Pag. 26
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Istituzioni di Scienza delle finanze Pag. 31
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Istituzioni di Scienza delle finanze Pag. 36
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Istituzioni di Scienza delle finanze Pag. 41
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Istituzioni di Scienza delle finanze Pag. 46
1 su 50
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher buggione di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Serrentino Roberto.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community