Finanze delle scienze delle ragioni
Si occupa delle ragioni, relative modalità e problemi dell'intervento pubblico nell'economia: è necessario? Quali sono le giustificazioni dell'intervento pubblico? Ci sono malfunzionamenti del mercato che, lasciato a se stesso, produce risultati non previsti? Quali sono le condizioni che rendono il mercato incapace di allocare in modo ottimale le risorse scarse?
La Pubblica amministrazione in Italia
Quando si parla di pubblico, si intende cosa si è stabilizzato: disavanzo pubblico e settore. Welfare State.
Teoria dell'imposizione fiscale
- Struttura delle imposte.
- Chi deve pagare.
- Ripartizione del carico fiscale tra i cittadini.
- Sistema tributario italiano.
Effetti economici delle imposte
Chi paga davvero l'imposta? Le imposte? Cos'è “neutrale”? Implicazioni etiche dell'imposizione fiscale: problema dell'imposta giusta.
La giustificazione dell'intervento pubblico nell'economia
Il ruolo dello Stato nel tentativo di risposta ai problemi sociali? Es: disoccupazione, inquinamento...?
Qual è il ruolo dello Stato? Quando costruisco un modello matematico, questo produce inefficienze, interviene il Benevolent Planner. Se esso non è uno Stato, ma un artificio matematico. Lo Stato è uno degli attori dell'economia, non è in grado di creare un modello efficiente. Il suo ruolo deve essere studiato, valutato: quale deve essere il suo ruolo nello sviluppo?
Problema dell'allocazione delle risorse scarse. Ci sono due meccanismi allocativi, due sistemi di decisioni e politiche:
- Stato: “comando”.
- Mercato.
Economia pianificata
1° sistema: homo faber, uomo in grado di progettare se stesso, gli altri. Preminenza della tecnocrazia: uomo in grado di progettare per la persona. ECONOMIE PIANIFICATE, problema economico risolto totalmente dallo Stato. Questo lascia tutto allo Stato e al Mercato il prezzo.
Economia di mercato
2° sistema: ha visioni e risorse sono allocate, sono due decisioni base decentrate. Questo dell'uomo: homo faber, ciascuno progetta se stesso. È l'impostazione del liberalismo nato dopo la Rivoluzione Francese.
ECONOMIA di MERCATO: questo problema economico è risolto generalmente dal mercato. Altra idea intermedia dell'uomo: progettare all'interno di regole date dalla natura, se queste regole sono riconosciute da tutti. Liberalismo meno estremo.
Anche questa impostazione può sostenere un'economia di mercato, decisioni decentrate ai mercati.
Stato minimale
STATO MINIMALE: Stato che definisce un insieme di regole per la civile convivenza, un sistema giudiziario e si occupa del rispetto di queste regole e dell'ordine pubblico. Ruolo di difesa, libertà e scelta politica.
Ruolo del mercato: un sistema di allocazione dei beni e servizi. Alle funzioni economiche dei soggetti, anche nel campo politico, bisogna aggiungere il prelievo delle tasse. Grande importanza alla libertà di scelta dei soggetti economici, associata anche nel campo politico. Finanziamento dello Stato minimale?
Fatti stilizzati
Nella realtà dei sistemi economici moderni e delle democrazie occidentali, gli Stati non si limitano a “stabilire regole di gioco”. Gran parte dei sistemi economici nelle democrazie occidentali sono una situazione intermedia.
Le altre attività sono:
- Il prelievo fiscale coattivo.
- La produzione di servizi di interesse collettivo.
Quindi c'è attività pubblica in alcuni campi, es: monopolio, regolamentazione: quando regolamentare il comportamento del monopolista, difesa del consumatore.
Le economie di mercato
Le differenze tra paesi, oggi, al di là di poche eccezioni, sembrano legate soprattutto al grado di intervento dello Stato, alla pressione fiscale e sociale. Lo Stato nell'economia: la differenza c'è, ma il grado di presenza determina la differenza tra paesi.
Di cosa si occupa l'economia pubblica? Attività tradizionali:
- Prelievo fiscale.
- Spesa.
- Più recente: regolamentazione.
Analisi positiva e normativa
Ci occupiamo di due punti di vista:
Analisi positiva: risponde alla domanda “Qual è l'effetto della variabile X sulla variabile Y?”. Es: cosa succede se aumentiamo l'aliquota dell'imposta sul lavoro? Quale quantità prodotta se imponiamo una certa struttura tariffaria?
Analisi normativa: quale risultato migliore voglio ottenere e cosa dobbiamo fare? Es: come strutturare le imposte per minimizzare le distorsioni nell'offerta di lavoro; come dobbiamo strutturare la tariffa per il monopolista in modo da massimizzare il benessere sociale.
Ruolo dei modelli economici e politica dell'economia
Obiettivi dello Stato
- Allocativi.
- Distributivi.
- Di stabilizzazione e sviluppo.
Obiettivi allocativi
Come dovrebbero essere organizzati gli scambi per massimizzare il benessere collettivo? A quale meccanismo allocativo devo far riferimento: Mercato, Stato o bene/servizio?
La teoria economica dice che un meccanismo allocativo di perfetta concorrenza permette di effettuare allocazioni ottimali perché efficienti in senso Pareto: nessuno ha uno svantaggio o vantaggio.
Richiami di microeconomia
D: curva di domanda inversa e Q invertiti. S: curva di offerta.
Posso vederla in due modi:
- Al prezzo P, quanto vale la quantità Q.
- Curva marginale: quanto costa produrre più un'unità di un bene.
In caso di perfetta concorrenza: AC, average cost, costo medio. MC, marginal cost, costo marginale.
Il prezzo a cui l'impresa può vendere un determinato bene: P. MC1: costo marginale per produrre più un'unità. Costi variano se voglio produrre una certa quantità. Conviene produrre un'unità in più? Se il prezzo è uguale al costo marginale.
Con la curva marginale posso trovare la quantità prodotta per l'impresa, perché questa coincide con la curva d'offerta dell'impresa. Il costo marginale è quanto serve all'impresa per decidere se produrre o non produrre, ma per produrre un'unità in più serve MC, perché è il costo che deriva dal bene, anche se ci sono costi fissi.
AC contiene anche i costi fissi. P: 10. Q: 12. Costi totali: rettangolo. Ricavi totali fiscali (TR): P x Q, 10 x 12 = 120. Il profitto dipende dai ricavi totali meno i costi totali, per quantità prodotta. Profitto medio per unità.
È rappresentato dal rettangolo colorato. Qual è la relazione tra costi marginali e costi medi? Costo medio (AC): TC/Q. Il MC è inferiore ad AC quando AC scende, MC è maggiore di AC quando AC sale. Se sono uguali, AC è fermo. Si incontrano nel punto di minimo di AC.
Equilibrio di mercato
Se P è al di sopra del suo punto di equilibrio: OFFERTA in ECCESSO. La quantità prodotta è maggiore della quantità domandata. Per vendere, l'impresa abbassa il prezzo e di conseguenza diminuisce la quantità prodotta. Si torna all'equilibrio.
Se P è minore del punto di equilibrio: DOMANDA in ECCESSO. I produttori aumentano i prezzi fino al punto di equilibrio per evitare la scarsità di prodotti.
Il miglioramento paretiano: compratori e venditori staranno meglio. I consumatori sono disposti a pagare un prezzo maggiore del costo marginale di produzione.
In libero mercato il prezzo si muove in modo da informare sulla scarsità delle risorse. Il libero mercato raggiunge una situazione di equilibrio Pareto efficiente. Finché siamo sopra P, conviene produrre più un'unità; al di sotto no.
Surplus del consumatore e produttore
I consumatori massimizzano il loro benessere. Tutti i consumatori possono acquistare al prezzo P, ma alcuni consumatori sono disposti a pagare di più di P: questi traggono vantaggio ad acquistare ad un prezzo inferiore, surplus del consumatore.
Il produttore può vendere tutto al prezzo P. Potrebbe produrre più quantità a prezzi più bassi, quindi guadagna un surplus maggiore alla quantità PQ, surplus del produttore.
Ricavo: quadrato di P, punto di equilibrio, Q, O.
Il mercato concorrenziale ha esaurito tutte le opportunità di scambio vantaggiose per i contraenti. È massimo il surplus dei produttori e consumatori.
Efficienza dell'equilibrio
L'allocazione delle risorse di questo sistema massimizza il benessere sia del produttore sia del consumatore. Se lo Stato impone un prezzo o una quantità, diminuisce il benessere sociale: surplus dei produttori e surplus dei consumatori.
Egoismo razionale e mano invisibile
Adam Smith: non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro desinare, ma dalla loro considerazione del proprio interesse personale. Non rivolgiamoci alla loro umanità, ma al loro egoismo; non parliamo loro delle nostre necessità, ma dei propri vantaggi. Ciascuno, perseguendo il proprio interesse, massimizza il benessere di tutti e l'allocazione efficiente.
Ipotesi nella teoria dei mercati walrasiani
- Soggetti egoisti, razionali: agiscono nel proprio interesse e sono capaci di ragionare nel proprio interesse e di agire.
- Mercati di perfetta concorrenza.
- Tutti i mercati completi: tutti i beni hanno un prezzo.
Mercato concorrenziale: gli operatori considerano il prezzo come un dato; il bene è omogeneo; hanno le medesime informazioni; c'è perfetta mobilità dei fattori di produzione nel lungo periodo; c'è concorrenza anche nel mercato dei fattori produttivi.
Mercato completo: esiste un mercato per le esternalità, anche positive; esiste un mercato per i beni pubblici; esistono anche beni per cui è difficile stabilire un prezzo. Ogni transazione ha un prezzo e un segnale relativo di scarsità.
Se valgono queste tre ipotesi, il mercato raggiunge la massima efficienza nell'allocazione delle risorse, nel senso di:
- Costi minimi.
- Efficienza paretiana.
- Efficienza dinamica.
Costi minimi
Un certo numero di imprese vuole entrare nel mercato perché vede un profitto. La quantità totale prodotta aumenta, la curva di offerta si sposta verso destra. L'eccesso di offerta diminuisce i prezzi. L'abbassamento del prezzo riduce il profitto fino alla quantità ottimale, quando il prezzo è tangente alla curva del costo medio, cioè al suo punto di minimo.
Equilibrio di perfetta concorrenza di lungo periodo. Le imprese producono al minimo del costo medio di produzione.
Efficienza paretiana
Il principio dell'efficienza paretiana è soddisfatto quando non esistono ulteriori modifiche nell'allocazione delle risorse tali da migliorare il benessere di qualcuno senza peggiorare quello di qualcun altro. Tutti i miglioramenti paretiani sono stati realizzati.
Efficienza dinamica
Nel lungo periodo le imprese sono nel mercato, sono entrate nuove imprese e per le imprese non è più conveniente entrare. Incentivo a sviluppare nuove tecnologie per abbassare i costi e raggiungere un nuovo profitto. Le nuove imprese sono di nuovo attratte a entrare nel mercato.
La concorrenza perfetta premia chi ha soluzioni tecnologiche avanzate. Le imprese con soluzioni tecnologiche riducono i costi medi di produzione.
Teoremi dell'economia del benessere
Alcuni autori riassumono queste proprietà dell'equilibrio nei due teoremi dell'economia del benessere:
- 1° teorema: l'equilibrio di un sistema di mercati concorrenziali è efficiente nel senso di Pareto.
- 2° teorema: ogni allocazione Pareto efficiente può essere ottenuta come equilibrio di un sistema di mercati concorrenziali attraverso un'opportuna redistribuzione delle risorse.
Se l'equilibrio di mercato non mi piace, non parto dall'equilibrio che ho: ridistribuisco le risorse e il mercato raggiungerà un equilibrio che mi piace.
Il mercato di concorrenza perfetta è il meccanismo allocativo a cui dovremmo ricorrere per massimizzare il benessere collettivo.
Il normativo: suggerimento allo Stato, se questo meccanismo funziona, deve fare delle norme che mantengano sempre organizzati i mercati in modo concorrenziale. Il ruolo dello Stato è lasciare le economie come sistemi perfettamente concorrenziali, definire solo le regole del gioco.
Malfunzionamenti del mercato e dello Stato
Critica al modello neoclassico: viene considerato insufficiente perché è una concezione ottimistica, ma le ipotesi non sono sempre verificate. Inoltre:
- Gli individui non sono sempre egoisti: tuttavia non posso trasformare un individuo altruista in non altruista. Sono esclusi gli altri che antepongono il benessere degli altri al proprio.
- Non spiega fenomeni di disequilibrio, es: disoccupazione e razionamento del credito, cioè a chi è disposto a pagare un determinato tasso d'interesse non viene dato un prestito, salari...
- Presuppone l'accettazione della distribuzione dei redditi esistente.
La concezione ottimistica perché le ipotesi non sono sempre presenti, non si occupa di problemi di equità.
Malfunzionamenti di mercato
La teoria tradizionale delle Scienze delle finanze dice che il mercato non produce una condizione Pareto efficiente quando sono presenti:
- Insufficiente concorrenza.
- Esternalità.
- Beni pubblici: li possono usare tutti.
- Informazione asimmetrica: le informazioni non sono uguali per tutti.
I malfunzionamenti sono la base dell'intervento pubblico, con obiettivi allocativi, che mira a correggere l'esito del mercato per migliorare il benessere collettivo. L'intervento pubblico è guidato da ragioni di efficienza. L'allocazione delle risorse tramite mercato lascia ag
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