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Appunti di igiene ambientale

Introduzione all'igiene ambientale

L'igiene ambientale tratta di tutti gli ambienti possibili (igiene può essere riferita all'ambiente di lavoro, domestico, ma anche al nostro corpo - igiene orale, intima, mentale), occupandosi dell'aspetto collettivo. L'igiene è strettamente legata all'epidemiologia. L'igiene è definita come la disciplina che, attraverso il potenziamento dei fattori utili alla salute e l'allontanamento o la correzione dei fattori responsabili delle malattie, tende a conseguire uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale dei singoli e delle collettività. Appunto, la parola 'igiene' deriva dal greco 'buona salute'.

Fattori di rischio e prevenzione

Oggi, alcuni fattori di rischio non sono per niente evidenti - vedi il caso dell'amianto, che espleta i suoi effetti dopo 20-30 anni. Acqua, aria, alimenti sono tutte matrici ambientali che possono veicolare fattori di rischio per le malattie e di cui l'igiene si occupa. I veicoli sono inanimati, mentre i vettori sono degli organismi viventi. Una volta stabilita la presenza di un fattore di rischio si agisce sulla prevenzione.

Sostanze come piombo e amianto sono state usate per molto tempo date le loro ottime proprietà, anche se molto dannose: ora non si possono più usare. La prevenzione primaria tende a eliminare o correggere tutti i fattori che notoriamente aumentano il rischio di contrazione di una malattia. Il benzene, presente nella benzina verde all'1% (una volta al 4%), è stato col tempo oggetto di riduzioni ed eliminazione in alcuni contesti (colle e vernici, che ora sono ad acqua). La normativa UE dice che la quantità di benzene nell'aria non deve superare la media annua di 0,5 ug/m3, che è considerato il rischio accettabile per 1,5 malati di leucemia per 1 milione di abitanti; al benzene, per ora, non ci sono alternative equivalenti. Dove è possibile il fattore di rischio si elimina, altrimenti si riduce.

Alcuni enti, cioè quelli di protezione ambientale nazionali ed internazionali, stabiliscono i limiti al di sotto dei quali la concentrazione di un inquinante può essere considerata sicura. L'esposizione occupazionale è diversa dall'esposizione ambientale. È importante quindi determinare i fattori di rischio e stabilire in seguito le concentrazioni limite a seconda del potenziale tossico - mg, ug, ng/m3. Il benzopirene, un IPA, è un cancerogeno e ha un limite in ng/m3.

Sviluppo sostenibile e salute pubblica

Primo principio della dichiarazione di Rio: 'La salute pubblica è al centro dei temi riguardanti lo sviluppo sostenibile. Essi sono tutti rivolti verso l'armonia tra la vita in salute e la natura'. Lo sviluppo sostenibile è lo sviluppo che incontra i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare le proprie necessità. Bisogna quindi tutelare non solo le risorse e la biodiversità, ma anche la salute pubblica.

Secondo l'OMS (nata nel 1945), la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l'assenza di malattie o infermità. Secondo Rossdal (1965) la salute è il prodotto della relazione armoniosa tra l'uomo e la sua ecologia. Fino alla Seconda Guerra Mondiale invece la condizione di salute era intesa come l'assenza di malattie. Dopo la nascita dell'OMS e il miglioramento delle condizioni ambientali nel dopoguerra si è cominciato a considerare anche il benessere psicofisico. Date queste condizioni di benessere sociale, nel dopoguerra si ebbe un boom di nascite - in Italia, le persone più abbondanti sono quelle nate nel 1964.

Salute e ambiente

Le condizioni di vita sono migliorate moltissimo, basti pensare che ora l'età media è di 82 anni per le donne e 79 per i maschi, mentre un secolo fa si viveva molto di meno. In questi fenomeni la prevenzione primaria ha svolto un ruolo essenziale, controllando i processi delle filiere produttive, la qualità dell'acqua e degli alimenti, limitando il contatto e quando possibile eliminando i fattori di rischio. Ambiente produttivo, ambiente di lavoro, ambiente di vita sono gli ambienti in cui l'uomo è esposto al contatto con i veicoli e i vettori di fattori di rischio. Ambienti come una banca, le poste o una pizzeria sono ambienti di lavoro per alcuni e ambienti di vita per altri. L'esposizione agli inquinanti è relativa, perché in ambienti diversi respiriamo sostanze diverse.

Esposizione agli inquinanti e biomarker

Le centraline danno una overview sulla presenza di inquinanti, che però non è rappresentativa di ogni individuo. Per fare ciò spesso - soprattutto negli ambienti di lavoro - viene fornito un campionatore personale, che viene posto all'altezza delle vie respiratorie e mantenuto per 24 ore. È importante anche individuare dei biomarker che possano riassumere il nostro intake giornaliero di inquinanti. Un bioindicatore perfetto è per esempio la cotinina, metabolita della nicotina. La nicotina è presente solo nel tabacco, perciò la cotinina urinaria fornisce un'ottima indicazione sull'esposizione al fumo di tabacco. L'idrossietilvalina è un composto molto stabile che si forma in seguito all'esposizione di sostanze alchilanti, che può essere usato per quantificare l'esposizione a tali agenti. Più il valore è basso, più il rischio di contrarre una certa malattia è basso; qua entra in campo la prevenzione primaria che cerca di limitare e ridurre la presenza di queste sostanze al fine di una migliore condizione di salute (che non è intesa come assenza di malattie).

Determinanti di salute secondo Ippocrate

In medicina chi vuole condurre indagini corrette occorre che faccia quanto segue. Dapprima por mente alle stagioni dell’anno: quali effetti ognuna ha potere di operare; perché non sono tra di loro per niente simili, ma molto differiscono tra se e nei loro cambiamenti. Poi i venti: quelli caldi e quelli freddi, soprattutto quelli comuni a tutti gli uomini, e poi anche quelli a carattere locale nelle singole località. Bisogna poi anche, quanto alle acque, por mente ai loro poteri perché, come differiscono nel gusto e nel peso, così anche differisce molto il potere di ognuna. Alla terra se spoglia e senz’acqua o boscosa e ricca d’acqua, e se incavata e afosa o se alta e fredda. Il regime di vita degli uomini: di quale godono: se amanti del bere e soliti alla colazione e indolenti, o amanti dell’esercizio fisico, della fatica e mangiatori e non bevitori.

Già Ippocrate aveva intuito che acqua, aria e terra, insieme alle abitudini, agli stili di vita e alle caratteristiche etno-geografiche della popolazione, contribuiscono al rapporto con la salute e alla contrazione di malattie. Le abitudini voluttuarie sono principalmente uso di sostanze dopanti e di farmaci, fumo, alcol e giocano un ruolo epidemiologicamente rilevante. Influisce anche lo stile di vita, come dimostrano molti studi. L'assetto demografico e le etnie contano anche molto.

Gestione della popolazione urbana

Nelle grandi megalopoli, alcune di 15 milioni di abitanti, è molto più difficile la gestione della popolazione e dei rifiuti da essa prodotti, e ciò culmina con delle peggiori condizioni ambientali. All'IPCA di Ciriè i coloranti venivano prodotti con delle diossine, sostanze tra le più cancerogene in assoluto. Essi venivano fabbricati in piastrelle e poi sbriciolati, e i prodotti di scarto buttati nel fiume vicino. Le polveri e il fumo erano onnipresenti, non c'era nessuna forma di prevenzione primaria, né cappe né sistemi di sicurezza per i vari macchinari. 145 operai su 165 morirono a causa delle pessime condizioni in cui lavoravano.

Variabili socio-economiche e ambientali

Le variabili che interagiscono nel determinare le condizioni di salute della popolazione sono socio-economiche, politiche e ambientali (variabili ambientali). Il miglioramento della salute non è infatti dovuto a ciò che si fa quando siamo malati, ma a ciò che si fa per rimanere sani e noi rimaniamo sani non solo e non tanto per le misure mediche specifiche come la vaccinazione, ma anche perché godiamo di uno stato di nutrizione buono ed equilibrato, ci comportiamo correttamente sotto il profilo igienico e viviamo in un ambiente fisico e sociale sano (McKeown 1979).

Modalità di esposizione ai rischi

In ambiente di vita, le vie di esposizione principale sono l'inalazione e l'ingestione, mentre nell'ambiente lavorativo si può includere anche l'assorbimento dermale. Già prima dell'introduzione dei vaccini le principali malattie infettive contratte dalla popolazione (tra cui TBC, pertosse, poliomielite, influenza) erano in forte diminuzione dato il miglioramento delle condizioni igieniche delle popolazioni, dovuto anche a trasformazioni culturali. Oggi le malattie infettive sono le ultime cause di morte in tutti i Paesi più evoluti.

Fattori positivi per la salute

I fattori positivi che concorrono a determinare il livello di salute sono divisibili in tre gruppi.

  • Personali (aspetti fisici, psichici, culturali): buono stato nutrizionale, sufficiente protezione immunitaria, benessere fisico soggettivo, identità affermata, stabilità emotiva, situazione affettiva soddisfacente, adeguata educazione sanitaria;
  • Comportamentali (abitudini di vita, lavoro): abitudini personali corrette, sonno e svago sufficienti, lavoro appagante, stimolante e non stressante;
  • Ambientali (ambiente fisico, biologico e sociale): buona qualità delle matrici ambientali, adeguato smaltimento dei rifiuti, qualità e adeguata disponibilità di alimenti, protezione microbiologica, buone condizioni igieniche delle abitazioni e delle città, disponibilità di lavoro non nocivo, integrazione sociale e relazioni interpersonali stabili, servizi sanitari scolastici e sociali adeguati.

Anche in Europa alcuni di questi fattori sono da migliorare.

Impatto della popolazione sull'ambiente

Nell'ambito delle complesse relazioni fra popolazione e ambiente, un aspetto importante è la concentrazione della popolazione nelle aree urbane. Ciò è evidenziato nei 33 capoluoghi di provincia oggetto di analisi, dove al 31/12/2007 risiede il 20,4% della popolazione totale del Paese, su una superficie pari al 2,2% di quella totale nazionale. Un incremento della densità abitativa comporta l’insorgere di problematiche quali, per esempio, il notevole aumento della produzione dei rifiuti urbani, l’incremento del consumo di acqua corrente e di energia, maggiori impatti e pressioni sull’ambiente.

La popolazione distribuita nei diversi territori ha quindi un grande impatto sulla vita e la salute. L'ecosistema urbano ha delle caratteristiche proprie, non sempre peggiori di altri ecosistemi. La concentrazione umana è nettamente minore delle aree rurali. Anche il sistema dei trasporti è una questione ambientale, rivoluzionata dai nuovi combustibili e dai nuovi motori che hanno ridotto drasticamente il piombo e altri inquinanti; il Pb non è più presente nel sangue (piombemia) e quindi stiamo meglio.

È inutile, per diminuire l'inquinamento, porre divieti per le auto e organizzare eventi sportivi come succede in molte città: correndo si respira mediamente 5 volte in più introducendo nell'organismo molti più inquinanti. Alcune precauzioni, come questa, possono diventare deleterie; stesso discorso per i filtri dell'acqua applicati ai rubinetti di casa che però non subiscono una manutenzione corretta, diventando terreni di coltura per MO. Vivere in campagna non significa vivere in ambienti più sani: gli inquinanti fotochimici, cioè formati dalla reazione spontanea tra la luce e gli inquinanti primari, sono molto più abbondanti (PAN, aldeidi, ecc.).

Cause di morte nei diversi paesi

Le malattie infettive sono le cause di morte maggiori nei Paesi in via di sviluppo, mentre nei Paesi sviluppati le cause di morte principali sono malattie dell'apparato cardio-circolatorio e le malattie dell'apparato respiratorio. Queste malattie e i tumori sono aumentate drasticamente nell'ultimo secolo anche a causa dell'incremento dell'età media di vita, che invece prima non dava il tempo alla malattia di palesarsi. La quinta causa di morte al mondo è la diarrea: colpisce soprattutto i bambini e se non fermata in tempo si può morire per disidratazione. Quasi il 4% delle morti è dovuta a questo disturbo. Le bronchiti croniche ostruttive sono invece la quarta causa di morte al mondo.

Anche dal punto di vista dell'età, la distribuzione delle morti nei vari Paesi è disomogenea: nei Paesi più sviluppati si muore solitamente oltre i 70 anni, mentre nei Paesi poco sviluppati il più delle morti avviene tra i 15 e i 69 anni. L'OMS divide il mondo non in continenti ma in 6 macro-aree. Con l'esclusione del Nord America, dove c'è un equilibrio, nelle altre macro-aree negli ultimi 40 anni la popolazione rurale è diminuita a favore di quella urbana, in aumento. Le emissioni di CO2, NOx e SOx sono aumentate nell'ultimo secolo. Gli SOx sono però diminuite grazie alle azioni della prevenzione primaria! Lo zolfo è presente naturalmente nel petrolio e quando viene bruciato si producono moltissimi inquinanti tra cui SO2, che in atmosfera diventa SO3 e reagisce con H2O per formare acido solforico; esso ricade sull'ambiente in forma di piogge acide.

Prevenzione e regolamentazione degli inquinanti

Negli anni '70, il Nord del mondo (Scandinavia, Canada) si ruppe i coglioni di ricevere tutta la merda prodotta da Europa e America, che produceva danni ingenti alle foreste e alle coltivazioni, ma anche alle opere ed alle infrastrutture. Vennero stilate delle normative, che vietarono l'uso di combustibili fossili contenenti zolfo. La nafta è petrolio con lo zolfo; il gasolio deve, per legge, contenere un quantitativo quasi nullo di zolfo e quindi deve essere trattato dalle compagnie petrolifere prima di essere venduto. Dalle migliaia di ug/m3 si è passati a qualche ug/m3. Negli stessi anni, il particolato - con SO2 - era l'emblema dell'inquinamento.

Il particolato è doppiamente pericoloso, perché veicola nell'apparato respiratorio degli inquinanti che non potrebbero entrare. È meglio respirare tanto particolato poco tossico o poco particolato tanto tossico? Chi si occupa di particolato, oltre alla gravimetria deve capire cosa trasporta.

Mortalità infantile e miglioramento delle condizioni di vita

La mortalità infantile (morti primo anno di vita/nati vivi in quell'anno x 1000. Al denominatore ci sono i soggetti che possono determinare il numeratore). Il tasso è enormemente diminuito. Le morti avvengono però nelle settimane successive alla nascita soprattutto per ragioni congenite. È cambiato l'ambiente di vita dei neonati! Il numero di morti è diminuito perché sono migliorate le condizioni di vita.

Definizione di inquinamento

L'inquinamento è la presenza in un ambiente (o in una sostanza) di elementi estranei, oppure di elementi comunemente presenti, ma in concentrazioni diverse da quelle usuali. Dal punto di vista igienico un inquinante risulta tale quando possa:

  • Riuscire di danno o di pericolo per la salute pubblica (1934 TULS);
  • Essere di pericolo alla salute degli abitanti (TULS);
  • Fonte di danno o pericolo per la salute, l'incolumità, il benessere e la sicurezza della collettività e dei singoli (1982, prima legge italiana sui rifiuti).

Prevenzione delle malattie

Il TULS (Testo Unico delle Leggi Sanitarie) è stato il primo tentativo di regolamentare diversi ambiti ambientali con misure di prevenzione primaria. I fattori che determinano l'insorgenza di una malattia sono detti fattori causali. Già Henle e Koch stilarono dei postulati per individuare con relativa sicurezza una malattia infettiva. Il MO:

  • Deve essere presente in tutti i casi di quella malattia;
  • Deve essere isolato dai tessuti in coltura pura;
  • Non deve essere presente in caso di altre malattie o in individui sani;
  • Deve riprodurre la malattia attraverso infezione sperimentale.

I vaccini impediscono la malattia ma non l'infezione, perciò è una forma di prevenzione secondaria. Disinfezioni, sterilizzazioni e bonifiche sono importantissime azioni di prevenzione primaria sull'ambiente.

Fattori di rischio e latenza

Quando un fattore si presenta associato ad una malattia e questa manifesta un aumento di frequenza di comparsa, il fattore stesso viene ritenuto come “fattore di rischio” cioè fattore la cui presenza è associata ad una maggiore probabilità (o rischio) di insorgenza della malattia stessa. Esempio: fumo di tabacco -> tumore al polmone. Affinché questo ruolo di fattore di rischio venga assegnato è tuttavia necessario che sussistano due condizioni:

  • La costante o comunque la frequente associazione del fattore stesso con la malattia;
  • La presenza del fattore in causa nel soggetto prima che la malattia con la quale si ritiene associato si renda manifesta.

Il rischio è dunque la probabilità negativa di comparsa di un evento non favorevole alla salute; il fattore di rischio è ogni variabile legata a tale evento. Alcuni fattori di rischio hanno 20-30 anni di latenza, come l'amianto, il quale è associato al mesotelioma pleurico; a volte risulta molto difficile identificare un fattore causale o un fattore di rischio, soprattutto se bisogna andare indietro nel tempo. Sono comunque pochi i fattori causali associati a determinate malattie, mentre gli oggetti più studiati sono i fattori di rischio che vengono ridotti e quando possibile eliminati. Per esempio, i fattori di rischio per le malattie coronariche sono: età, sesso, colesterolemia, obesità e sovrappeso, diabete, scarso consumo di fibre, consumo eccessivo di caffè, stress psico-fisici, ecc. Le cause sono varie, alcune possono essere ridotte o eliminate, altre rimangono inalterate.

Oggi, essere obesi è un rischio maggiore della presenza di un certo inquinante nell'atmosfera per le rispettive malattie; questo per dire che la maggior parte degli inquinanti aerodisper...

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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stefano.scilipoti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene ambientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Bono Roberto.
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