Gestione bancaria
4 marzo 2015
Gestione dell'attività produttiva
Durante il corso si approfondiranno i seguenti aspetti:
- Gestione, ossia organizzazione dell'attività produttiva per:
- Guadagnare quote di mercato
- Aumentare volumi di produzione
- Acquisire clienti
- Ecc.
- Gestione dei rischi per conseguire risultati; in particolare si parla dei rischi di:
- Insolvenza (di credito), remunerato dal tasso di interesse
- Di tasso, legato alle oscillazioni di prezzo che la banca pratica
- Aree di gestione:
- Gestione prestiti e valutazione rischio di credito
- Gestione dei titoli
- Funding e politiche di raccolta
Equilibrio dei flussi finanziari
Equilibrio dei flussi finanziari in entrata e uscita (attività e passività) che implicano per la banca un rischio di liquidità – c.d. assets and liabilities management.
Bilancio bancario. Politica del capitale – capital management. Modelli organizzativi: value proposition della banca (globali, territoriali, online, ecc.).
Regolamentazione e stabilità del sistema finanziario
Un ruolo fondamentale è assunto dalla regolamentazione, che punta alla stabilità del sistema finanziario. Storicamente si è passati da una regolamentazione strutturale, che concerneva cioè la struttura del sistema finanziario intesa come chi fosse autorizzato a fare banca, a una regolamentazione di tipo prudenziale, che non pone limiti all'attività finanziaria ma misura adeguatezza di capitale e capacità di gestione dei rischi (risk based regulation).
Si ha quindi una better regulation, secondo la quale le regole non impattano sulla capacità di fare banca e permettono quindi di premiare chi meglio esercita la propria attività – in una logica, quindi, di impresa.
Evoluzione della regolamentazione
Nel passato questo passaggio ha visto il sistema di regole evolversi da una separazione tra banche commerciali e banche d'investimento (Glass – Steagal Act, 1933) a seguito della Grande Depressione (tradotta in Italia con la divisione tra banche e istituti di credito speciale) ad un modello di banca universale introdotto a partire dagli anni '80 in Europa e poi negli USA, grazie al processo di deregolamentazione.
Gestione delle aree di business
La gestione porta quindi a operare nelle diverse aree di business, cioè credito, raccolta e titoli, attraverso strategie produttive, commerciali e distributive. In particolare è importante organizzare l'attività di produzione, cioè valutare gli obiettivi (es. per un prestito: che valore, quali destinatari, quanto tempo, ecc.) e scegliere come gestire l'attività.
Bisogna anche evidenziare che la gestione ha diversi vincoli, ad esempio lo stesso funding. A monte della gestione c'è la soluzione organizzativa, in termini di progettazione, produzione e distribuzione, che si delinea lungo il tempo (ad es. con politiche di aggregazione) ed è influenzata dalle regole di normativa primaria (sovranazionale e nazionale) e secondaria (vigilanza).
Smobilizzo dei crediti deteriorati
Uno dei temi centrali del discorso di Visco è lo smobilizzo dei crediti deteriorati (sofferenze, partite deteriorate, non-performing loans). Si tratta di crediti che presentano, una volta concessi, difficoltà di recupero, cioè insolvenza potenziale, sopperibile con una modifica dei termini di contratto (es. dilazione).
Tuttavia se in una banca o nel sistema ci sono troppi crediti deteriorati rispetto al portafoglio si incontrano problemi grossi perché la regolamentazione chiede, a fronte, aumenti di capitale o decrementi di attività. Alternativa a queste due misure non sempre possibili o auspicabili è l'eliminazione dal portafoglio dei crediti deteriorati per liberare le risorse patrimoniali ad essi collegate.
Questo è possibile grazie ad uno smobilizzo, cioè una vendita alle cosiddette bad banks, che si occupano di recuperare crediti comprati a prezzo assai ribassato. Si tratta o di soggetti privati specializzati (che guadagnano sulla differenza tra valore recuperato e prezzo pagato) o dello Stato, in casi estremi, attraverso il Tesoro. Così fu fatto negli USA con il TARP (Troubled Assets Relief Program) che permise nel 2008 di acquistare titoli legati alla cartolarizzazione evitando perdite in capo alle banche.
Cartolarizzazione
La cartolarizzazione permette di trasformare un prestito bancario in un titolo detto ABS (Asset Backed Security) scambiato sul mercato secondario. La gestione dei prestiti è quindi sia un business per la banca sia un problema di interesse nazionale, in quanto legato alla capacità di finanziare l'economia.
Fasi della gestione dei prestiti
Tale gestione si articola in tre fasi:
- Selezione (ex – ante), cioè scelta dei debitori tramite valutazione del merito creditizio e rating
- Monitoraggio, cioè controllo dei flussi di interesse e rimborso per valutare che il credito sia performing
- Recupero dei crediti non – performing, il che implica soluzioni di recupero di capitali ed interessi
Anche se ad oggi i mestieri prevalenti per le banche italiane sono gli ultimi due.
Funzioni della banca
5 marzo 2015
Una banca è quindi un intermediario che contestualmente:
- Eroga credito (funzione creditizia)
- Raccoglie depositi accettati come strumenti di pagamento (funzione monetaria) – la banca è l'unico intermediario che raccoglie moneta bancaria alternativa al contante
Queste due funzioni si autoalimentano: infatti, i depositi generano nuovi prestiti che a loro volta generano altri depositi e così via, chiaramente non all'infinito. Si tratta del cosiddetto moltiplicatore della moneta o dei depositi, non infinito appunto, poiché:
- Parte della moneta è detenuta sotto forma di contante, a seconda della preferenza per il contante delle famiglie – il cui aumentare diminuisce gli effetti moltiplicativi
- Le banche detengono delle risorse obbligatorie; maggiori coefficienti di riserva, minore risorse nel sistema
- Le banche detengono anche delle riserve libere presso la banca centrale, che riducono la possibilità di nuovi prestiti
Regolamentazione e fiducia
Su questo incide anche la regolamentazione: i depositi sono accettati come mezzo di pagamento solo se si ha fiducia nel fatto che si possano ottenere le risorse depositate in qualsiasi istante, al loro valore nominale. La banca è quindi un’impresa che svolge funzioni creditizia e di mobilitazione del risparmio.
Schema delle unità in surplus e deficit
Schematizzando si hanno delle unità in surplus che conferiscono dei fondi alle banche (mezzi fiduciari) le quali li prestano a unità in deficit. Nello schema:
- Unità in surplus = coloro che danno fondi stabilmente, cioè:
- Famiglie
- Mercati esteri (depositi da datori di fondi stranieri)
- Mercato interbancario, cioè il mercato dove le banche si scambiano liquidità tramite depositi interbancari. I tassi di tale mercato sono diversi, tra cui EONIA (overnight) ed EURIBOR. In particolare quest'ultimo permette di:
- Prezzare i prodotti della banca ai clienti (essendo un indicatore di costo)
- Valutare il grado di tensione / fiducia presente tra le banche. Infatti l'EURIBOR è riferito ai tassi BCE ma, in caso di mancanza di fiducia, sale. Inoltre, sul tasso effettivo si sconta anche il rischio paese
- Unità in deficit = coloro che hanno possibilità di investire in attività reali il cui valore supera le loro capacità di reddito, cioè:
- Stato
- Imprese
- Altri
- Titoli; obbligazioni pubbliche o private e azioni come strumento atipico (più conformi alle banche di investimento)
- Prestiti
- Liquidità
- Mercato interbancario. Su tale mercato bisogna quindi valutare le posizioni nette e si avranno:
- Creditori netti; banche di piccole dimensioni che puntano a diversificare l'attivo in via intermediata
- Prenditori netti; che avendo maggiori possibilità di investimento hanno maggiori necessità di raccolta
Mezzi propri della banca
La banca dispone anche di mezzi propri, atti a finanziare la parte più immobile del portafoglio, reperibili (per le banche quotate) anche sul mercato dei capitali. Tra datori e prenditori di fondi esistono un circuito diretto e uno intermediato. Il bilancio della banca opera sul secondo e si interpone tra i bilanci delle unità in deficit e in surplus: le passività emesse dalla prima non entrano direttamente nel bilancio delle seconde, ma passano attraverso il bilancio dell'intermediario grazie alle passività secondarie che quest'ultimo emette.
Il circuito intermediato
Il circuito intermediato viene usato per ovviare alle asimmetrie informative e per sfruttare economie di scala. Inoltre, una banca offre più servizi:
- Trasformazione delle attività
- Trasformazione delle scadenze: l’unità in surplus può avere una preferenza per la liquidità; la banca si finanzia con passività a vista e presta a lungo termine
- Trasformazione dei rischi: investire in una banca è meno rischioso che investire in imprese non bancarie per:
- Diversificazione
- Adeguatezza di capitale
- Assicurazione sui depositi fino a 10'000 euro in caso di default
- Altro da regolamentazione
Attività bancaria
L’attività bancaria si divide quindi tra le attività tradizionali di credito e raccolta del risparmio, e quelle aperte al mutuo riconoscimento – una formula che implica che chiunque ottenga la licenza bancaria nel proprio paese possa esercitare in tutti i paesi europei e che portò alla diffusione della banca universale – cioè:
- Servizi di pagamento, ossia strumenti che permettono di mobilitare i depositi (assegni, bonifici, carte di credito, ecc.)
- Servizi di investimento:
- Negoziazioni con il proprio portafoglio titoli
- Gestione individuale di portafoglio
- Collocamento
- Consulenza finanziaria alle imprese, su come strutturare al meglio la struttura finanziaria e sulla gestione dei rischi
- Partecipazioni:
- Gruppi bancari
- Partecipazioni in imprese non bancarie a seguito di rapporti di credito deteriorati (ma mai in maggioranza)
Aree operative delle banche
In generale le banche operano quindi in quattro aree:
- Risparmio
- Credito
- Servizi finanziari
- Partecipazioni
Rischi bancari
Assumendosi dei rischi bancari di diversa natura, suddivisibili in:
- Rischi operativi, cioè tipici dell’impresa in generale:
- Operativi; inefficienze (in procedure, risorse umane, ecc.) che compromettono l’erogazione dei servizi
- Strategici: mercati, segmenti di clientela, ecc.
- Reputazionali
- Ecc.
- Rischi finanziari, tipici delle banche:
- Di credito, cioè di insolvenza della controparte
- Rischio di controparte: la controparte sarà solvibile?
- Rischio di regolamento: passati i termini di regolamento la controparte è solvibile?
- Rischio di recupero
- Di liquidità
- Di mercato
- Rischio di tasso di interesse
- Rischio paese per instabilità politica e debito sovrano
- Rischio di cambio
- Volatilità dei prezzi
Forme giuridiche delle banche
La banca può adottare diverse forme giuridiche. Storicamente (fino all’ottocento) si distingueva tra grandi banche di investimento che finanziavano le imprese e casse di risparmio / banche popolari per dare un rendimento al piccolo risparmio e finanziare i mutui e le migliori opportunità di investimento. Ad oggi si distingue tra:
- Banche commerciali: SPA a fine di lucro, che puntano ad accrescere la ricchezza degli azionisti, creando valore attraverso la generazione di utile e l’apprezzamento delle azioni
- Società cooperative a responsabilità limitata (SCRL), cioè BCC e BP, con particolari caratteristiche derivanti dalle origini cooperative:
- Principio una testa un voto
- Limite all’ammontare del capitale detenibile dai singoli soci
- Vincoli all’operatività
- Vincoli agli utili da portare a riserva
Funzioni specifiche della banca
11 marzo 2015
La banca svolge quindi funzioni specifiche che soddisfano i bisogni finanziari delle controparti.
| Funzioni | Attività | Prodotti / Servizi |
|---|---|---|
| Creditizia | Finanziamento | Per investimento Per consumo |
| Monetaria | Raccolta di risparmio | Depositi (per gestire la liquidità) Servizi di pagamento (per gestire i pagamenti) |
| Assunzione e gestione dei rischi | Investimento (conto proprio o conto terzi) | Servizi di negoziazione di strumenti finanziari (come broker o come dealer) Fondi comuni Gestione patrimoniale |
Caratteristiche degli output della banca
Gli output della banca hanno quindi particolari caratteristiche:
- Sono un mix di elementi tangibili e intangibili. La maggior parte dei prodotti bancari prevede uno scambio di denaro, ma il servizio va anche oltre.
- Ad esempio il mutuo non è solo un trasferimento del potere d’acquisto, ma implica anche la valutazione di altri fattori quali rischio, garanzie, tassi, ecc.
- Divisione tra fase produttiva e fase distributiva. L’attività bancaria è stata sempre integrata verticalmente; tuttavia, grazie all’informatica è possibile separare produttore e venditore grazie alla cessione del bene stesso a un soggetto terzo.
- Un esempio sono i fondi comuni: la SGR produce i fondi, occupandosi cioè della loro asset allocation, ma non ha un apparato distributivo che permetta di raggiungere gli investitori; si rivolge quindi a strutture che possono farlo, cioè gli sportelli bancari – la Banca d’Italia ha richiesto la separazione tra SGR e banche per evitare l’insorgere di conflitti di interesse.
- Questa divisione interessa anche l’attività di credito, grazie all’introduzione di tecniche informatiche e statistiche per la valutazione del merito creditizio. Si hanno così un gestore della relazione, che raccoglie le info dalle aziende senza processarle, e una sede di livello superiore che processa tali info e decide se erogare o meno il prestito (fase di produzione).
- La partecipazione del cliente è necessaria alla costruzione del prodotto. Componente fiduciaria, nella stabilità generale del sistema e nel singolo intermediario.
La banca come impresa complessa
La banca è quindi un’impresa complessa, multi prodotto e multi mercato. Schematizzando la seconda caratteristica rispetto al mercato retail (al dettaglio) si ricava il grafico a piramide a fianco. Non tutte le banche si rivolgono a tutti i settori: le BCC operano solo nei primi due, mentre i private operano prevalentemente con specialisti in private banking, capaci di offrire servizi aggiuntivi rispetto alla semplice gestione titoli. Analoghe considerazioni si possono fare per le imprese. Inoltre, le banche operano anche su un mercato all’ingrosso o wholesale.
Bisogna sempre sottolineare che la banca è integrata verticalmente, cioè opera dalla raccolta fino alla vendita dei prodotti. Gli input delle banche sono, quindi:
- Informazione (merito creditizio, titoli, mercato, valute, ecc.)
- Competenze / professionalità (cioè costo del lavoro)
- Tecnologie (sistemi informatici)
- Capitale
I depositi hanno una natura ibrida di input / output. I servizi offerti sono personalizzati su misura del cliente: tanto più si sale nella piramide, tanto maggiore è la personalizzazione.
Equilibri aziendali
Gli equilibri aziendali sono tre:
- Economico – reddituale: capacità di creare valore nel lungo periodo per gli stakeholder
- Finanziario; cioè equilibrio tra impegni in uscita e flussi in entrata, cioè capacità di far fronte in modo continuativo ed economico agli impegni in uscita
- Patrimoniale; adeguatezza (in quantità e qualità) del patrimonio netto rispetto ai rischi assunti sull’attivo (per coprire eventuali perdite) secondo gli standard di Basilea 3 tradotti dalla CRD4 (Capital Requirement Directory)
Tali equilibri si traducono diversamente a seconda del tipo di banca: asset transformer o asset broker.
- Per un asset transformer:
- L’equilibrio reddituale è definito dal margine di interesse: interessi attivi – interessi passivi
- L’equilibrio finanziario è legato alla gestione delle riserve
- L’equilibrio patrimoniale è minato dai rischi assunti in proprio, che sono massimi
- Per un asset broker:
- L’equilibrio reddituale è valutato dal margine di intermediazione: interessi attivi – interessi passivi + commissioni, ed è legato a rischi operativi e reputazionali
- Gli equilibri finanziario e patrimoniale sono problemi di minore entità
Una banca universale, d’altronde, opera anche una raccolta indiretta che non si trasforma in prestiti ma, ad esempio, in quote di fondi comuni (risorse non di proprietà della banca e inserite nei conti d’ordine); si tratta di una raccolta concorrenziale rispetto ai depositi, che può portare a situazioni di funding gap, cioè (I / D) > 1.
Aree gestionali
Si distinguono quindi le seguenti aree gestionali:
- Area gestione crediti / prestiti
- Area gestione titoli
- Area gestione raccolta (con particolare attenzione ai costi della raccolta)
- Area gestione capitale
- Area gestione attivo / passivo, cioè asset & liability management
Attività di prestito
12 marzo 2015
L’attività di prestito è il core business di banche operanti in un sistema come quello italiano. Ha le seguenti caratteristiche:
- Si tratta di un prodotto bilaterale, cioè un contratto basato su informazioni private. Il finanziamento è solo parzialmente standardizzato; inoltre, la banca deve raccogliere informazioni non pubbliche, il che rappresenta un costo.
- La banca opera come price maker e ha solo down side risk – e non upside opportunity. Il potere contrattuale della banca le permette di fissare in prezzi, salvo in caso di controparte.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti lezioni Gestione Bancaria
-
Appunti lezioni di Gestione bancaria
-
Legislazione bancaria - lezioni
-
Lezioni, Economia e tecnica bancaria