Appunti di geografia del turismo
Lezione 1 - Data 17/02/2014 (Lunedì)
Turismo, fenomeno che si ricollega a quello più generale di tempo libero: accenna a un significato più ampio di turismo. È un tempo cronologico che può essere:
- Vincolato in assoluto Il tempo destinato al lavoro, studio, ecc. attività obbligatorie
- Libero:
- Libero relativamente vincolato Il tempo usato per recarsi al lavoro/studio e tornare a casa; tempo usato per attività come quelle di volontariato
- Libero in assoluto, non vincolato Il tempo dei loisir (francese) o leisure (inglese): i loisirs sono attività ricreative che avvengono in tempi limitati (1 giorno al max) e che comportano una mobilità spaziale su brevi distanze. Esempio: escursionismo perché ha limiti di tempo e di mobilità spaziale
I loisir non sono turismo.
Turismo È l'insieme di tutte le attività di tempo libero che svolgono una funzione ricreativa, ma che comportano una mobilità spaziale su medie e lunghe distanze ed anche una durata tale da obbligare ad almeno una notte di pernottamento fuori dal luogo di residenza. Questo perché il pernottamento comporta una spesa, cioè lo spostamento di un flusso di ricchezza che è stata prodotta nel luogo di residenza ma che viene consumata dove ci si vuole ricreare – ecco il turismo.
Turismo geografico Sono i luoghi che generano turismo cioè i luoghi in cui il fenomeno turistico è ubicato. Esistono luoghi generatori di domanda e luoghi generatori di offerta turistica (o luoghi di attrazione turistica).
Naturalmente la domanda si viene a formare molto tempo prima rispetto all’offerta. Nei luoghi di attrazione turistica, ovvero le mete turistiche, il turista subisce gli effetti delle risorse presenti. In geografia è molto importante individuare questi luoghi.
Lezione 2 - Data 18/02/2014 (Martedì)
Il turismo, in quanto fenomeno geografico, va studiato nella sua distribuzione spaziale. E va anche studiato in riguardo alle relazioni geografiche che originano il fenomeno turistico, oppure in relazione a quelle relazioni che sono originate dal fenomeno stesso. Cioè: le relazioni geografiche certe volte possono essere la causa del fenomeno turistico; altre volte invece ne sono l’effetto.
Può esserci un rapporto di causa-effetto delle relazioni geografiche in un primo momento solo univoco (ovvero le relazioni geografiche causano fenomeni di turismo), e in seguito biunivoco (il fenomeno turistico causato dalle relazioni geografiche può generare a sua volta nuove relazioni geografiche di risposta/effetto).
Tipi di relazioni geografiche:
Tipo verticale
Natura-Uomo, la natura influisce sull’ubicazione turistica. Esempi: turismo termale, turismo balneare, turismo bianco. Il rapporto verticale può invertirsi nei casi in cui l’uomo riesca ad influenzare le cause naturali. Esempio: over-sfruttamento di una sorgente termale o un eccesso di turisti che la può inquinare; in questo caso il turismo diventa la “causa” e la natura diventa l’“effetto”.
Tipo orizzontale
Il turismo è un fenomeno di relazioni orizzontali per definizione: perché è caratterizzato da diverse forme di mobilità spaziale: di persone attratte per attività ricreative; per attività lavorative (per esempio a Sharm il personale lavorativo non è del posto ed è un caso curioso perché chi vi lavora trasferisce ricchezza dal luogo turistico al luogo in cui risiede); di mobilità d’informazione: essa origina delle relazioni sempre orizzontali da un luogo all’altro, anche se non visibili.
Ridetto in definizione:
Relazioni orizzontali: tutti quei legami che avvengono tra i luoghi ubicati nello spazio geografico (cioè i luoghi della scelta turistica). Si hanno con questi luoghi relazioni sempre più intense in termini di mobilità di lavoro, di ricchezza, di informazioni. Orizzontali perché ubicati sulla superficie terrestre.
Globalizzazione: insieme di relazioni orizzontali sempre più intense e capaci di coinvolgere luoghi sempre più distanti, tali da coinvolgere l’intero luogo. Sono relazioni caratterizzate da flussi di persone, mobilità di beni, mobilità di servizi e mobilità d’informazione. Cosa ne traiamo? Che la base della globalizzazione è geografica.
Il turismo è il fenomeno che più ha contribuito alla globalizzazione. L’aumento di ricchezza ha sposato la visione del tempo libero e delle vacanze come un bisogno sempre più necessario.
Il turismo è un fenomeno multiscalare.
Definizione scala dimensionale: “è il contesto spaziale al quale si fa riferimento nello studio di un determinato fenomeno”. Si può facilmente dedurre come la scala dimensionale sia inversamente proporzionale alla scala cartografica.
Lezione 3 - Data 19/02/2014 (Mercoledì)
Località turistica o centro turistico: luogo geografico dove si svolge l’attività turistica.
Paesaggio: insieme delle fattezze sensibili (e dinamiche) dello spazio geografico.
Ambiente: insieme di qualunque fattore non solo naturale. Tutti i fattori contribuiscono alla costruzione di un ambiente. Tutti quei fattori che sono in grado di modificar il volto esteriore, cioè il paesaggio terrestre. Genera e riguarda le relazioni orizzontali.
Territorio: ≠ spazio geografico (non tutto lo spazio geografico è territorio: solo quello che è stato “territorializzato” – scusate l’eufemismo).
Territorializzazione: l’uomo, molto organizzato in società, favorisce questo processo di trasformazione di uno spazio geografico. De Matteis definisce il territorio come “prodotto sociale perché è il frutto del lavoro sociale dell’uomo”.
Lezione 4 - Data 24/02/2014 (Lunedì)
Esempi aperte:
Il rapporto d’integrazione tra le terme di Fiuggi e le terme di Ferentino, dove a Fiuggi c’è la possibilità di praticare idroterapia per la salute dei reni, mentre a Ferentino si possono fare fanghi per la cura di malattie reumatiche. Esiste addirittura un servizio di navetta offerto dai Comuni per collegare le due località.
Nella Valle Nervia, nella località di Pigna, c’è una struttura termale dove si è reinvestito e si è creata una struttura avveniristica, un complesso alberghiero-termale dove i piani inferiori sono adibiti all’utilizzo delle terme, ai piani superiori si possono usufruire dei comfort dell’hotel a **** stelle (non cinque, per evitare il rincaro dell’IVA al 20%). Comunque qua l’integrazione c’è perché le persone che vanno a Pigna nel periodo invernale possono scegliere anche di recarsi alle piste da sci delle vicine Alpi Marittime e allo stesso tempo alle terme, nello stesso pacchetto turistico. Oppure possono andare a Sanremo se non si vuole sciare o se è estate per farsi il bagno (turismo climatico).
Esempi chiuse:
Le prime località turistiche chiuse sono stati i cosiddetti “marina”: luoghi costieri dove prima c’era un paesaggio 100% naturale (erano spazi geografici non territorializzati), come ad esempio la Costa Smeralda a nord/est della Sardegna. Un ricco grazie al petrolio di nome Aga Khan vi investì parecchio denaro perché era un luogo che garantiva giornate più calde ed estive rispetto ad altri luoghi come per esempio la Sardegna del Sud. E qui vi fa progettare diversi “marina”: dei villaggi-club recintati, a forte esclusività. Letteralmente recintati. Dotati di un porticciolo turistico spesso e volentieri artificiale esclusivo solo per chi fa uso del villaggio e dotati di piccole baie per la balneazione. Solo i soci possono entrare. L’ambiente è chiuso. I soci in questo caso sono comproprietari.
In Francia si viene a costituire il Club Mediterranee o Club Med, anni Sessanta. È diverso dai “marina” perché qua viene fatta una nuova proposta alternativa all’albergo e alla seconda casa di proprietà o di affitto. Qui si costruisce un villaggio vacanze gestito esclusivamente dal Club Med = villaggio vacanze che tutti conosciamo. In Italia su questa scia sono nati i villaggi Valtur. Inoltre il Club Med è chiuso, però non è esclusivo.
Nelle Alpi francesi in alta Savoia c’è La Plagne, località sciistica degli anni Settanta, definita come “Piroscafo delle nevi”, per via della sua forma. Un tempo non c’era nulla. Non si è sviluppata autonomamente ma sulla base di un progetto. C’è un enorme garage all’ingresso che occupa tutto il piano sotterraneo, si parcheggia e si va ai piani superiori: alloggi di vario tipo. L’uscita è direttamente sulle piste. Tra garage e alloggi c’è tutto il necessario: negozi ecc. è una località chiusa non esclusiva.
Esempi semichiuse:
- Portofino – da aperto a semichiuso: Di sabato e Domenica c’è un limite di automobili consentito.
- Capri – da aperto a semichiuso. Limite di barche e persone dovuto ai piccoli spazi dell’isola.
- Alcuni “marina” – da chiuso a semichiuso: alcuni marina nel corso del tempo per via dei soci insoddisfatti possono aver adibito una parte dei villaggi-club al pubblico piuttosto che lasciarla inutilizzata.
Regioni turistiche
Porzione di territorio dove dominano le funzioni turistiche anche di carattere diverso nei diversi luoghi che ne fanno parte. Insieme di luoghi più o meno distanti, ben collegati tra loro, caratterizzati dalla presenza dominante di funzioni turistiche più o meno complementari.
La regione turistica si analizza in tre momenti/criteri diversi:
Elementare
- Si effettua una ricognizione degli elementi che appartengono alla regione turistica. Gli elementi sono i luoghi che principalmente costituiscono la regione turistica. Conserverò solo i luoghi che svolgeranno una funzione turistica più o meno importante che sia. Gli altri li posso escludere. Una volta stabiliti, ne devo studiare gli attributi qualitativi e quantitativi: aiutano a capire quali funzioni turistiche svolgono questi luoghi (vedi Fiuggi e vedi Ferentino) e a stabilire il diverso rank/grado/rango d’importanza (quantitativi, vedi il grado diverso d’importanza nella regione della Riviera delle Palme tra Andorra e Baranze. Qua è pieno di località, alcune importanti, altre meno), quindi fa uso di dati turistici per stabilire le gerarchie spaziali cioè i luoghi con maggiore e minore importanza (attenzione: le dimensioni dei luoghi non contano).
Sintagmatico/strutturale
- Vado ad analizzare le relazioni orizzontali interne: tutte le forme di mobilità spaziale (le relazioni tra Alassio e Finale, tra Finale e.. e così via per tutta la Riviera delle Palme: chi va dove: lavoratori locali, turisti “locali”..). La regione turistica viene intesa come un Sistema Territoriale Chiuso, analizzato solo dalle relazioni interne. Se io a ciò, aggiungo le relazioni orizzontali esterne (che sono quasi tutte quelle che alimentano i flussi turistici – ad Alassio non vanno solo i Liguri, ma anzi per lo più vanno Milanesi, Svizzeri, stranieri.. e il mio lavoratore questa volta lo vado a prendere a Parigi – ), ecco che il mio sistema si intende ora aperto (vedi punto 3). Il Sistema Territoriale è l’insieme dei luoghi in relazione tra loro. L’analisi qua, poiché è sincronica, fa riferimento a una regione turistica analizzata nello stesso momento, statico. Però introduco la variabile Tempo, così devo analizzare i processi spaziali o di localizzazione che sono avvenuti e anche quelli che sono prevedibili in un immediato futuro.
Lezione 5 - Data 25/02/2014 (Martedì)
Sistemico
- Qua la regione turistica va analizzata anche nelle sue relazioni esterne. Vado a osservare i mutamenti nel tempo: nelle funzioni, nelle gerarchie, nei movimenti interni/esterni (vedi sopra per dettagli). Riesco così ad analizzare un processo turistico. La regione turistica la confronto con quella passata e con le previsioni di quella futura.
Disciplina stocastica: branca della statistica la quale privilegia il campo delle probabilità. Come faccio le previsioni? Vado a vedere i progetti e i piani futuri e poi faccio dei calcoli probabilistici. I programmi GIS si affidano molto alla stocastica.
Fonti e strumenti di analisi
4 grandi categorie:
Fonti bibliografiche e sitografiche
- Prima mossa: chiedersi se ci siano già stati degli studi che hanno preceduto il mio. Verificare se ciò che è stato scritto sia vero o meno. Usare i sistemi di biblioteca online.. Opac unimi biblioteche.. sitografiche: con la ricerca sui siti web. Con Opac si trovano solo le Monografie. Spesso però info importanti si trovano negli articoli di riviste specializzate. Posso cercare il titolo della rivista e sul sito web della rivista trovo gli indici degli argomenti.
Riviste importanti in campo geografico (le trovo quasi tutte in Sottocrociera):
- Geotema (non presente in Sottocrociera) su ogni numero vengono pubblicati i risultati conseguiti da un determinato gruppo di lavoro su di un determinato tema (www.associazionedeigeografitaliani.it).
- Rivista Geografica Italiana (R.G.I.) pubblicata dalla Società degli Studi Geografici. Firenze.
- Bollettino della S.G.I Società Geografica Italiana. Roma. Faceva conoscere i risultati di spedizioni per fini coloniali. Metodo scientifico, fine politico.
- Rivista Italiana del Turismo
Lezione 6 - Data 26/02/2014 (Mercoledì)
Fonti cartografiche
Le carte più utilizzate in turismo sono quelle regionali e ancor di più quelle topografiche. Carte Michelin e Carte Touring Club.
Carta geografica: è una rappresentazione in piano, ridotta, simbolica e approssimata di tutta la superficie terrestre o di una parte di essa.
Simbolica perché i fenomeni fisici ma anche umani sono rappresentati mediante dei simboli grafici. Esempi: ferrovie (indicatore di relazioni orizzontali), paesaggio agrario e simboli su come usare il suolo (importante relazione verticale, perché il clima è favorevole a..), coltura vite / superficie vitata. = bosco ceduo cioè assoggettato a taglio periodico.
Non basta guardare la “legenda”, la didascalia. Il geografo deve essere intelligente, deve leggere le carte a fronte di letture precedenti fatte su libri che ne discutono, per vederci le relazioni sia di tipo verticale, sia di tipo orizzontale che la carta indica ma non esplicitamente dice.
Approssimata perché i tre principi che stanno alla base della rappresentazione cartografica non potranno mai coesistere in più di due senza dover approssimare. Non è mai possibile per il cartografo rispettare tutti e 3 i principi contemporaneamente. Ciò dipende dalla natura della carta. Sarà compito del geografo capirlo e valutarla in merito:
- Principio di equidistanza: Le distanze misurabili sulla carta corrispondono esattamente a quelle misurate nella realtà. Esempio: quelle dei parchi con itinerari
- Principio di equivalenza: Le aree delle superfici calcolate sulla carta, corrispondono a quelle misurate nella realtà. Esempio: le mappe catastali – carte topografiche a grande scala – catasto ha scopi giuridici e fiscali.
- Principio di isogonia: Gli angoli corrispondono. Esempio: carte nautiche e di navigazione aerea. Perché mi muovo in corpi liberi (aria e acqua), svincolati dalla forza di gravità e usano la forza di Ferrel che fa riferimento alla deviazione dei corpi liberi in movimento. Nell'emisfero Nord subisco una deviazione verso destra a seconda del mio movimento Nord-Sud o Sud-Nord. Nell'emisfero Australe, verso sinistra. Se vado piano, l’errore aumenta.
Solo due principi possono essere soddisfatti per volta, ma in maniera approssimata (cioè con un seppur piccolo, margine di errore).
Carte topografiche italiane:
C.T.I Carta Topografica Italiana (iniziata nel 1861) fatta dai topografi dell’I.G.M di Firenze collegata alla rivista Universo, di aggiornamento geografico. La CTI ha 2 edizioni:
- Vecchia – in fogli scala 1:200.000, quadranti 1:50.000 e tavolette 1:25.000.
- Nuova – solo da fogli scala 1:50.000, ma non hanno le stesse proiezioni. Si basano su criteri di costruzione diversi. Hanno simboli diversi, scale diverse.
C.T.R. Carta Tetiche Regionale, anni ‘80/’90 del Novecento, tutela ambiente le regioni diventano enti cartografici scala 1:10.000.
Fonti statistiche
Fonti ricavate dall’osservazione diretta
Lezione 7 - Data 03/03/2014 (Lunedì)
Carte di base
Quelle ottenute attraverso metodi di rilevazione diretta (ad esempio la C.T. tramite triangolazione. Chiamata di base perché diretta (tavolette S:1:25.000)
Carte derivate
Quadranti, fogli, perché derivano da quelle di base. Io dalle tavolette derivo quadranti e fogli tramite opportune riduzioni.
- S: 1 : 25.000 NO NE IV ISOSO SE III II
- S: 1:50.000 s:1:100.000
- F.38.IV.NO F.38.IV F.38
(tavoletta Nord-Ovest, 4°quadrante, 38° foglio). (4°quadra, 38°f). (38°f).
Nel foglio lo stesso spazio geografico della tavoletta è ridotto di 16 volte. Essendo una carta di base, la tavoletta è molto più ricca di informazioni e riesco meglio a interpretare le relazioni orizzontali e verticali. Diventano utili anche per progettare itinerari turistici.
In una tavoletta ci sono sempre:
- Isoipse direttrici curve molto evidenziate a tratto molto forte, con un’equidistanza di 100mt (intervallo = distanza tra le isoipse; equidistanza = dislivello che intercorre tra una isoipsa e un’altra).
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