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Scienze dell'educazione 2013/2014

Filosofia dell'educazione

Appunti lezioni

Docente: Mancino Emanuela

Argomenti trattati all'interno del corso:

  • Piega
  • Labirinto
  • Miti
  • Bellezza
  • Magistralità
  • Scrittura
  • Esilio
  • Apprendimento
  • Gesti

Appunti di filosofia dell'educazione 2013/2014

(Docente Emanuela Mancino)

Bibliografia:

  • "Cambiamenti incantevoli, bellezza e possibilità di apprendimento" – Mancino, Zapelli
  • "Il segreto all’opera" - Mancino
  • "Aver cura di sé" – Mortari
  • "Verso un sapere dell’anima" – Zambrano
  • "Farsi Tramite" – Mancino

Il linguaggio

“Gli aspetti più importanti delle cose risultano spesso nascosti per via della loro semplicità e familiarità”. Wittgenstein

Ermeneutica: metodologia dell'interpretazione.

Semplice: sem-plicare; piegare una sola volta

  • In-plico: implicarsi (implicito/esplicito)
  • Ex-plico: spiegare: “spiego le pieghe” di un concetto, cioè rendo più chiaro.
  • Sup-plicare: inginocchiato per chiedere.
  • Ap-plicare
  • Re-plicare

La piega nell'arte mette in relazione la materia con il suo spettatore. Un chiaro esempio è il barocco che può appesantire lo sguardo.

Piega

Piega = passaggio dal semplice al complicato; è un concetto astratto. (Per comprendere è necessario cercare le certezze nella propria esistenza).

Parole = nucleo più maneggevole per scoprire il mondo.

“Il linguaggio è la dimora dell’io/dell’essere” Heidegger - Per comprendere l’IO bisogna partire dal suo linguaggio.

Empatia: capacità di sentire l'altro dentro, mettersi nei panni dell'altro, stare nel linguaggio. [Esso non è il medesimo per tutti poiché ognuno fa esperienze di vita differenti].

Il linguaggio è una forma temporanea. Le parole se usate troppo o male possono perdere di significato: diventano LOGORE.

A tal proposito i segnali discorsivi sono da evitare:

  • Come dire = poi non dice niente
  • Praticamente
  • Piuttosto che
  • Comunque

Fare ironia di ciò che è quotidiano e quindi s’impoverisce la nostra DIMORA.

Per comprendere il mondo, i greci parlavano di VERITA’ = ALETHEIA verbo lonzano: significa scopro!

Il DIS-VELAMENTO è una contraddizione: non posso rivelare senza coprire qualcosa.

Non esiste un’unica realtà; la verità muove l’azione; la verità non è a priori.

Il quadro della pipa “Ceci n’est pas une pipe” di Magritte: focalizza l’attenzione su di noi che ci impegniamo a disvelare: siamo nella sua DIALETTICA. Mentre stiamo pensando guardiamo il pensiero al lavoro.

Filo-sofia

Amore per il sapere; non è un atteggiamento unicamente razionale, bisogna mettersi in relazione anche con le passioni e i sentimenti. [Anche l’amore va scoperto].

Il metodo utilizzato è un metodo SULLA STRADA = si scopre man mano. Il metodo qui utilizzato viene quindi chiamato A-METODICO: si ottiene di volta in volta, nulla è prestabilito, è una metafora di come noi vediamo le cose.

Il metodo

Il metodo è una procedura utilizzata per giungere a uno scopo. Il primo a parlare di metodo fu PLATONE: metodo come tattica.

Il metodo è un saper fare = si acquisisce con l’esperienza o con una riflessione su questa.

Il metodo è un saper camminare, sapersi orientare = per questo non esiste un METODO a PRIORI poiché l’esperienza diventerebbe chiusa; perciò senza un metodo di questo tipo l’esperienza si dilata.

Esiste una forte co-dipendenza tra: esperienza e metodo.

Esperienza concreta

  • Osservazione e riflessione
  • Concettualizzazione astratta
  • Sperimentazione attiva

La circolarità si presenta qui quasi come una forma di spirale. Un esempio concreto è la forma della conchiglia: essa racconta la propria storia con la forma in cui si è fatta, non torna mai su se stessa ma si evolve, come il metodo.

Il risultato è un FEEDBACK che può essere:

  • Positivo: perciò si tende a ripetere
  • Negativo: non viene più ripetuto

Per l’apprendimento conta tutto il percorso ma non è da sottovalutare l’istante cioè il “Qui e ora”.

Per procedere disponiamo di:

  • Stili di apprendimento
  • Incertezze

Ricapitolando utilizziamo un metodo che ci permette di giungere a un Dis-velamento e quindi ricercare la verità/Aletheia.

Procederemo servendoci del mito:

  • Narrazione aperta
  • Buona metafora
  • Contiene una chiave di lettura per interpretare la realtà e i suoi eventi.

La parola mito richiama il significato di parola, racconto.

Il termine Finzione non coincide con Mentire. Esso significa Plasmare (da Ovidio nell’ars poetica), forme, mascheramenti. MASCHERA: vuol dire parole; gesti.

Per conoscere l’altro è necessario conoscere le sue Finzioni; la forma con cui fingiamo è quella con cui l’altro può giudicare.

Mito del Minotauro

Il minotauro è una creatura totalmente sola.

  • Dedalo: rappresenta la saggezza.
  • Icaro: rappresenta l’avventatezza.

Sia Dedalo che Icaro usano una visione dall’alto: METODO DIVERGENTE.

Il minotauro è un mostro: cioè qualcosa che si mostra, non qualcosa che è brutto.

Egli si compone di due parti:

  • Una parte famigliare: parte umana
  • Una parte sconosciuta: parte ferina

Queste due parti compongono il tema del doppio: tema presente in tutti gli individui.

Per esempio:

  • Il ritratto di Dorian Gray
  • Lo strano caso del dottor Jackill e Mr Hyde
  • Il colombre
  • Il compagno segreto

Unheimlich: significa qualcosa di non familiare.

Picasso decide di rappresentare il minotauro con una bambina per mostrare anche la tenerezza del mostro.

Arianna: significa la lucente, la bellissima; è considerata una guida luminosa. Questa ragazza oltre a dare il filo a Teseo, gli dà una corona che gli permette di “illuminare” il proprio cammino.

Teseo: rappresenta l’eroe coraggioso, alla fine abbandona Arianna (rimane sola) classico topos letterario della donna abbandonata.

Dal punto di vista antropologico: superare una situazione è un rito di passaggio tipicamente maschile. (Teseo).

La donna invece (Arianna), vive il passaggio dalla condizione di ragazza alla condizione di donna; sta sulla soglia, per vedere le trasformazioni. Accompagna con una riflessione ciò che accade, questo perché ha capacità di visione. Il minotauro è qualcuno che aspetta, qualcuno che è SOLO.

Il mito del minotauro serve per giungere a questa conclusione: il pensiero può essere complicato, per cui per affrontare il labirinto bisogna stare nel suo linguaggio.

Il linguaggio è:

  • Segreto
  • Tortuoso
  • Misterioso
  • Complesso

Per stare nel linguaggio bisogna prima conoscere bene il meccanismo.

La conoscenza è inaccessibile: per comprendere una “conoscenza inaccessibile” posso descriverne solamente i contorni, perché si imparano le strategie per fare i conti con qualcosa che non è accessibile.

Si può leggere l’altro senza interpretarlo.

Fondamentale per comprendere il significato del corso e del mito del minotauro è stata la visione del film Inception che ha portato alle seguenti riflessioni:

  • Inception significa inserimento non solo nel film ma anche in noi.

L’elemento della trottola crea un senso d’inquietudine.

Arianna rappresenta teoricamente l’Arianna del mito del Minotauro. Entrambe hanno la stessa visione di lettura: osserva la realtà e riesce a intuire qualcosa che nella realtà non c’è: usa l’immaginazione.

Familiarità con il labirinto:

  • Condizione: essere completamente “aperto” mentalmente
  • Cassaforte piena di segreti
  • Architetto Protagonista esiliato a causa dei labirinti della burocrazia
  • Dicibilità di un sogno (intimo, indecifrabile, segreto a se stesso).
  • Il compito di estrarre (infilare un’idea..)
  • Dom entra ed esce dai sogni come fa Teseo: tra i due vi è una SIMILARITÀ.

Le nostre proiezioni, se non le conosciamo, intervengono negativamente con l’altro “IO”.

Finzione: ricordi

Sedativo: Labirinto

Combattimento contro mostri

Fortezza da espugnare

Mare, isola, palazzi intere città e paesaggi ricostruiti nei sogni, per dare maggior senso di realtà all’interno della finzione.

Architettura del film:

Le scale! I piani s’intrecciano continuamente nel PARADOSSO = significa: contro l’opinione comune! Si creano e si abitano spazi che non c’erano.! Si può modificare il concetto di tempo.! LA SFIDA sta nel riuscire a vivere e abitare il labirinto.

Lo sguardo

Secondo Aristotele la vi ...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SmartiD di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Mancino Emanuela.
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