Etnomusicologia
L'etnomusicologia si trova a cavallo fra le scienze etnoantropologiche, le scienze umane e la musicologia. La musicologia storica, combinata con le discipline antropologiche, costituisce l'etnomusicologia.
Musicologia storica e fonti musicali
Le fonti musicali e di interesse musicale sono utilizzate dalla musicologia storica attraverso fonti scritte. La cultura occidentale nasce con l'asse atlantico e la tradizione europea-occidentale inizia a conservare fonti scritte anche per la musica. I ceti sociali principali che si occupano di ciò sono l'aristocrazia e l'ecclesia. La scrittura musicale, per lungo tempo, è stata destinata a un'elite aristocratica, borghese ed ecclesiastica, lasciando quindi fuori la musica scritta da altri ceti.
Compositori come Bach, Mozart e Beethoven erano eccellenti improvvisatori, e spesso le tradizioni musicali si basavano su esecuzioni e variazioni estemporanee. In un testo scritto venivano riportate le basi centrali della partitura musicale, che poi il musicista doveva variare, modificare e rielaborare secondo procedure estemporanee tipiche della tradizione orale. Nel Medioevo, la musica scritta era un pallido riflesso di ciò che effettivamente veniva eseguito.
Pratica ottocentesca e altre culture
Nell'Ottocento, con l'affermarsi delle istituzioni e delle grandi scuole musicali, la scrittura diventa una prassi irrinunciabile, e si inizia a scrivere tutta la musica. Secondo Nino Pirretto, la musica della tradizione storica opera come un iceberg: la punta è la musica scritta, mentre tutto il resto è ciò che non si conosce perché non veniva scritto.
- L'India del Nord
- Arabia
- Persia
- Impero Ottomano
- Cina
- Giappone
Queste culture conservano la musica attraverso procedure orali. La musica è un'attività propria dell'uomo e si realizza attraverso diverse opzioni adottate che una società sceglie per conservarla. Gli europei sono stati i primi a scrivere per comporre ed eseguire musica. Altri ceti sociali hanno poche testimonianze, erano danze e musica di tipo quotidiano, ma conquistano la dignità di scrittura musicale. I musicisti erano spesso itineranti e non avevano bisogno di scrivere la musica, tramandandola oralmente (tradizione orale-aurale/bocca-orecchio).
Musicologia storica e scienze antropologiche
La musicologia storica si occupa delle musiche prodotte da e per i ceti dominanti, essendo inevitabile. È difficile occuparsi di altre categorie musicali perché ci sono poche testimonianze. Stockman studia testi giuridici tedeschi che trascendono le pratiche musicali della società tedesca, prive di vere e proprie fonti musicali. Lo studio delle musiche non scritte rappresenta una scommessa di particolare rilievo da condurre con procedure indirizzate.
Le scienze antropologiche comprendono l'etnologia e l'antropologia culturale, tutte collegate allo studio della cultura dell'uomo. Campi di indagine includono comunità non alfabetizzate con scarsa tecnologia, ma non primitive. Le popolazioni dell'Amazzonia hanno profonde conoscenze botaniche, e gli Inuit del Canada possiedono competenze di climatologia necessarie per la sopravvivenza della comunità.
Etnomusicologia e intersezioni disciplinari
Le discipline etnoantropologiche partono da un interesse per l'attività culturale di piccole comunità solitamente di territori colonizzati. L'etnomusicologia si bilancia tra musicologia e scienze antropologiche, studiando la musica nel contesto delle attività culturali. Gli studi etnomusicologici si concentrano sulle procedure della musica estemporanea, con pratiche chiaramente indiziarie.
I musicisti spesso provenivano da ceti bassi, e le famiglie di musicisti erano conosciute per lo strumento che suonavano, tanto da influenzarne il cognome. Le osservazioni delle pratiche musicali moderne consentono di dedurre pratiche antiche, di cui risulta difficile studiarne e ricostruirne lo sviluppo. Marcel Pérez attinge alle voci della Corsica per cantare musiche del Duecento, di cui non si conosce il timbro vocale.
Le scienze umane non sono scienze esatte; i processi di validazione e falsificazione sono più fluidi, approssimativi e instabili. Questo non significa che siano prive di fondamento, ma sono solo più flessibili, in linea con la natura umana.
Campi di indagine
- Gestione dei beni
- Cultura naturale
- Rapporti di genere
- Studi sul ceto dominante
- Pratiche religiose
Ad esempio, se una società usa molto il bambù, lo studio di tale materiale implica uno studio nell'etnomusicologia per lo studio degli strumenti musicali. Ci sono relazioni interdisciplinari in questo campo, ognuna con codici specifici di indagine separati tra loro, con linee di integrazione reciproca a seconda dell'obiettivo prestabilito.
L'area privilegiata oggetto di studio dell'etnomusicologia sono le musiche di tradizione orale/aurale. Tipi di musiche includono:
- Musiche folk loriche europee
- Musiche folk loriche extra-europee
- Musiche d'arte delle civiltà extra-europee
- Musiche di interesse etnologico
- Musiche di tradizione afroamericana
- Musiche di largo consumo nell'industria culturale
- Musiche pop o di matrice "popular"
La complessità sociale e la musica
La complessità di una società non è funzione dei processi migratori, ma della stratificazione e combinazione di ceti diversi. Le società orizzontali o egualitarie differenziano il potere e le gerarchie in funzione dell'età e del sapere acquisito in ambiti e ruoli specifici. Le società complesse sono stratificate, con produzioni musicali rappresentative di classi e ceti diversi, dipendendo dalla supremazia socio-economica.
- Le società orizzontali sono poco tecnologizzate e non alfabetizzate, con differenze di potere riconducibili a fasce di età (es. indiani d'America).
Performing arts e tempo
Le performing arts, che comprendono musica, danza, teatro e rito, si svolgono durante il tempo di performance. Il rito si svolge nel tempo. La musica è arte del tempo ed esiste in funzione di esso, considerata un'attività effimera che dura nell'istante in cui si inserisce. Michel Imberty descrive la musica come scrittura del tempo, che scrive e si inscrive nel tentativo di fermare il tempo.
Esistono due concezioni del tempo:
- Tempo lineare: Dell'orologio, irreversibile, tipico dell'uomo contemporaneo informatico.
- Tempo ciclico: Percepito e rappresentato come soggetto a successivi ritorni (es. reincarnazione buddista, islam con nascita come trama del distacco da Dio a cui si anela di ritornare).
Queste due concezioni possono sovrapporsi, con la musica come vettore di regolazione del tempo. La musica interagisce con il tempo e ne consente processi di regolazione, possedendo un proprio tempo interno specifico riconducibile a due vettori di regolazione: metro e ritmo.
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