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Lezioni, Educazione sanitaria ed epidemiologia

Schemi riassuntivi delle dispense di Educazione sanitaria ed epidemiologia, corredati di molti schemi e tabelle a colore. Gli argomenti trattati sono i seguenti: progressi dei livelli di salute e il ruolo della medicina, Paradigma biomedico e biosociologico, Verso un nuovo concetto di salute.

Esame di Igiene mentale docente Prof. F. Lemma

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ESTRATTO DOCUMENTO

Come equilibrio (fare perché in salute: come esperienza soggettiva, come ci si

• percepisce)

OMS 1998: salute come condizione in cui un soggetto o comunità è in grado di realizzare le sue

aspirazioni, soddisfare i suoi bisogni, tener testa con successo a situazioni ambientali.

X costruire salute è necessario non solo attività di cura delle malattie ma di tipo preventivo: attività

di educazione alla salute (fornire informazioni, favorire l’acquisizione delle abilità necessarie x

attuare comportamenti positivi alla salute)

Promozione salute è un’area che richiede il sovrapporsi di attività sociopolitiche, medico-

preventive, informativo-educative che perseguano obiettivi comuni.

Promuovere ed educare alla salute: un binomio inscindibile

Ultimamente sforzi x differenziare ruoli di educazione e promozione alla salute.

1991 Green: educazione alla salute: insieme di interventi che, combinando esperienze di

apprendimento, sono progettati x facilitare le azioni volontarie che conducono a una migliore

salute; è un’attività progettata in modo sistematico, diversa dalle esperienze di apprendimento

occasionale.

Promozione alla salute: combinazione di interventi ambientali x modificare le condizioni del vivere

e educativi x facilitare la presa di decisioni progettata allo scopo di condurre un soggetto o

comunità a migliori livelli di salute. Interventi educativi supportati da quelli ambientali, azioni

intraprese di tipo sociale, politico, economico, legislativo, organizzativo.

Parla di condizioni del vivere: i comportamenti non sono atti isolati (controllo autonomo del

soggetto) ma atti a libertà vincolata, determinati anche da condizioni sociali, economiche e culturali

del soggetto.

1998 OMS: promozione alla salute come complesso delle azioni dirette non solo ad aumentare le

capacità degli individui ma avviare cambiamenti sociali, ambientali, economici in un processo che

aumenti le reali possibilità di controllo dei determinati della salute.

Ruolo degli operatori sociali: garantire ai soggetti l’accesso alle informazioni, facilitare lo sviluppo

di capacità utili alla salute, definire interventi ambientali che sostengano tutti gli strati della società

nei processi di scelta favorevoli alla salute (rafforzare nei soggetti la motivazione al cambiamento)

Educazione alla salute occupa un posto centrale nell’area della promozione della salute; senza

l’impegno di un approccio educativo la promozione alla salute si riduce ad un’impresa di

manipolazioni sociali e senza i supporti economici e politici le azioni educative spesso impotenti x

raggiungere obiettivi di salute.

Prevenzione e storia naturale

X molto tempo le discipline mediche rifiutano la necessità di confrontarsi su metodi e strumenti

dell’educazione e promozione alla salute perché considerate appartenenti alla medicina preventiva .

2 possibili posizioni:

Annulla le differenze tra prevenzione delle malattie e promozione alla salute

• Necessità di separare compiti e responsabilità (per es. Downie: modello che individua le

• relazioni e aree di sovrapposizione tra interventi di educazione alla salute, health

protection e prevenzione) TANNAHILL 1996

1: interventi di prevenzione delle malattie (es. immunizzazione, individuazione precoce dei casi

come paptest) = paradigma biomedico

2: interventi in cui l’educazione è strumento di aiuto e incoraggiamento x acquisizione di

comportamenti positivi (per es. assunzione di fibre in diete x prevenzione del cancro al colon)

3: per es. incrementi volti a incrementare autostima e autoefficacia dei soggetti e loro capacità di

procedere a migliori livelli di benessere

4: interventi educativi sono lo strumento x strategie di sviluppo di individui e comunità locali (per

es. azioni di supporto x esprimere bisogni e riorganizzazione della comunità)

5: creare ambienti favorevoli alla salute (per es. costruire spazi x tempo libero) insieme alle misure

legislative, normative e fiscali

6: interventi che modificano l’ambiente e rendono favorevole la prevenzione di eventi (per es.

legislazione su obbligo cinture di sicurezza)

7: complesso di interventi di promozione salute, x svilupparla è necessario aumentare la

sovrapposizione dei cerchi attraverso interventi che perseguono un comune obiettivo

Es di tutela della salute:

Leggi: obbligo cinture

• Norme: definizione di cosa debba essere scritto sulle etichette degli alimenti

• Misure fiscali: aumento tassazione su sigarette

• Codici di autoregolamento: regole interne ai luoghi di lavoro x limitare la libertà di fumo

ESERCIZIO: a quale area di Tannahill appartengono le seguenti azioni:

fluorazione acque (6)

esecuzione screening prevenzione tumori (1)

interventi educativi x aumento autostima (3)

costruzione aree x tempo libero (5)

azioni di supporto alla comunità x esprimere suoi bisogni (4)

informare i soggetti su condizioni di rischio (2)

per comprendere quali interventi nel paradigma biomedico siamo considerati interventi di

prevenzione: schema x classificare le alterazioni dello stato di salute; considerare il processo con

cui nascono, si esprimono e risolvono così: ogni alterazione dello stato di salute si sviluppa in

conseguenza di una particolare condizione ereditaria o esposizione a fattori di rischio

comportamentale (abitudini di vita individuale) e ambientale (ambiente fisico-sociale)

tra l’azione del complesso causale e l’espressione clinica con sintomi, l’alterazione può attraversare

una fase preclinica (riconoscibile solo con procedure di diagnosi precoce). La storia può concludersi

con guarigione totale, cronicizzazione, morte del soggetto.

STORIA NATURALE DELLA MALATTIA: ESITO:

guarigione,

cronicizzazione

• , morte

SISTEMI DI

AZIONI DETERMINANTI ASSISTENZA

• •

Costituzionali Diagnosi

• •

Comportamentali Cure

PREVENZIONE: insieme di interventi volti a ridurre l’azione dei fattori di rischio (primaria),

diagnosticare precocemente una malattia modificandone positivamente la sua storia naturale

(secondaria), conservare le residue funzioni del soggetto migliorando la sua qualità di vita

(terziaria). Primaria : scopo di ridurre l’incidenza delle patologie rimuovendo i fattori di rischio

• tramite il controllo ambientale e modifiche comportamentali (controllo fonti di

inquinamento); ridurre le abitudini individuali associate ad un elevata incidenza di

patologia, aumentare la diffusione di stili di vita utili x produrre un miglioramento

complessivo dello stato di salute; interventi sanitari come vaccinazioni.

Secondaria

: diagnosi precoce x modificare la storia naturale della patologia. Attività

• volte all’identificazione precoce e cura efficace di condizioni morbose che non hanno

ancora raggiunto lo stadio del ricorso ai servizi ospedalieri. Per es. screening:

programma di diagnosi precoce condotto su popolazioni che permette di individuare tra

persone apparentemente sane quelle che probabilmente hanno la malattia (qui la

malattia non c’è ancora ma si presentano alterazioni biologiche); es. paptest

Terziaria : interventi rivolti a persone portatrici di condizioni patologiche finalizzati a

• prevenire inabilità e conservare le funzioni residue

Per parlare di prevenzione è necessario definire una chiara stoia naturale della malattia + capacità di

individuare interventi x modificare questa storia.

PROMUOVERE SALUTE: UNA PROSPETTIVA STORICA

Rapporto Lalonde 74 è primo documento ufficiale che parla di promozione della salute. Altre 2

tappe storiche fondamentali:

Dichiarazione Alma Ata (1978): attenzione al ruolo centrale svolto da agricoltura e altri

• settori economici x incremento dei livelli di salute; promozione salute: area in cui i

settori medico, sociale, educativo e politico si fondono x ridurre le disuguaglianze nella

salute tra i diversi paesi e gruppi sociali

Carta di Ottawa (1986): discussione su influenze ambientali della salute, delinea le

• azioni essenziali e attività strategiche utili alla promozione alla salute, la salute è

influenzata da un’ampia gamma di decisioni politiche. Promozione della salute: processo

che mette in grado le persone di aumentare il controllo della propria salute e migliorarla.

Concetto di salute olistico (stato positivo che poggia su alcuni requisiti fondamentali:

pace, reddito, cibo, abitazione, ecosistema stabile, giustizia, equità)

ENABLE

MEDIATE

ADVOCATE

Riorientare servizi sanitari

Creare ambienti che favoriscano le scelte sane

Sviluppare l’azione delle comunità + aumentare le risorse dell’individuo

3 azioni essenziali: (azione =capacità umana di modificare il reale ai fini etici, politici e economici)

Advocating: azioni di sostegno a popolazione perché riescano a affermare loro diritto

• alla salute (una buona salute è risorsa significativa per lo sviluppo)

Enabling: fornire agli individui e comunità i mezzi materiali, conoscitivi, capacità x

• controllare e migliorare loro salute (necessaria la disponibilità di informazioni e

possesso di adeguate abilità personali x fare scelte sane)

Mediating: mediare fra i diversi interessi della società x raggiungere + alti livelli di

• salute (azione coordinata tra vari soggetti: governo,m settore sanitario, sociale,

economico, volontariato, autorità locali, industria, mezzi di comunicazione)

5 attività strategiche (attività: esplicazione delle capacità che si concreta in risultati tangibili):

Costruire una politica x salute pubblica: porre la salute all’ordine del giorno dei decisori

• politici portandoli alla consapevolezza delle conseguenze sulla salute delle loro decisioni

Creare ambienti che favoriscano la salute (es. produrre condizioni di vita e lavoro sicure

• e stimolanti)

Rafforzare l’azione della comunità: operare concretamente nelle comunità x realizzare

• strategie che consentano un miglior livello di salute

Sviluppare abilità personali: sostenere lo sviluppo individuale e sociale fornendo

• l’informazione migliorando le abilità

Riorientare i servizi sanitari: adottare un mandato sensibile e rispettoso dei bisogni

• culturali delle comunità.

PROGETTAERE IL CAMBIAMENTO

Necessario il dibattito sulle caratteristiche del buon operare dei professionisti altrimenti rischio di

una mera ripetizione di atti dettati da consuetudine e non scelta consapevole che tenga conto della

sintesi tra modelli teorici di riferimento.

Senza questa consapevolezza si verifica un progressivo indebolimento del professionista che

subisce eccessivamente le influenze del contesto. Un chiaro dibattito su metodologie e tecniche

operative rende forte una professione e mette in grado di progettare il cambiamento della realtà a

partire dai bisogni della società.

Obiettivo generale: ricostruire modelli e regole

Percorso: aumentare la consapevolezza dei modi e strumenti con cui è possibile esplorare la realtà e

intervenirvi.

Il modello non è inteso come oggetto da riprodurre ma schema di riferimento; le regole non

suggerite da esperienza e consuetudini ma coerenti con i modelli.

La progettazione come percorso ANALISI

SITUAZIONE

VALUTAZIONE ANALISI DEL

DEI RISULTATI PROBLEMA

DEFINIZIONE E

ATTUAZIONE DEL DEFINIZIONE

PROGRAMMA OBIETTIVI

1) analisi realtà/diagnosi di comunità: anche detta definizione dei

bisogni, ricognizione sociale. Qui sono individuati i problemi di salute, qualità di vita,

bisogni espressi che rappresentano le motivazioni che conducono all’elaborazione del

progetto di intervento

2) analisi problemi: a partire dall’individuazione degli elementi di diagnosi sul ruolo di

determinanti comportamentali e ambientali (si discute sulla possibilità di rimozione

attraverso azioni efficaci)

3) definizione obiettivi: se si presenta una scarsa accuratezza in questa fase, inconsistenza dei

piani di valutazione

4) definire il piano operativo: individuare le azioni che devono essere compiute x raggiungere

gli obiettivi (comprende definizione della ripartizione dei compiti e modi di utilizzo delle

risorse)

5) valutare: condizione essenziale x miglioramento dell’operare.

Il progettare è azione di tipo razionale che prevede la definizione di obiettivi in funzione della

soluzione dei problemi e stabilire modi e tempi x raggiungerli. Dimensione ideativi (il pensiero

esplora i diversi scenari che possono portarci agli obiettivi)

Progettare tra razionalità e ideazione

1) modello lineare- direttivo-razionalità assoluta : conduce una fase di analisi situazione e

identificazione problemi molto povera (anche assente); forte separazione tra colui che

progetta e i soggetti su cui misurerà il cambiamento; progetto costruito su una lettura a

priori dei bisogni di color che usufruiranno dell’intervento + momenti di valutazione

utilizzati x ricondurre l’utente dell’intervento a quanto è previsto dal progetto. Concezione

che x ogni problema esista una soluzione ottimale (chi progetta ha compito di prefigurare

completamente le azioni necessarie); immagine di forte tecnocentrismo di un gruppo di

progettazione che rimane “altro” sia rispetto agli operatori che svolgono le azioni sia alla

comunità (strumenti e metodi direttivi, valutazione che non coinvolge altrui soggetti esterni

agli operatori); stile di progettazione che razionalizza gli interventi che può essere molto

utile quando si vogliono standardizzare le procedure in contesti organizzativi stabili + è

rassicurante x operatori; però è un modello che non tollera l’incontro con l’imprevisto è un

elemento sfuggito all’analisi.

2) Concertativi -razionalità limitata : si riferisce al tipo di relazione che il gruppo di

progettazione instaura con destinatari dell’intervento (coinvolti nella costruzione del

progetto); i destinatari sono interrogati, i responsabili del progetto includono i destinatari

nel campo di forze attivato dall’intervento. Il coinvolgimento è ottenuto con gruppi di lavoro

(colui che progetta deve possedere la capacità di facilitare il lavoro di gruppo e condurre a

sintesi le diverse opinioni); non è comunicazione unidirezionale: la comunicazione pur

restando asimmetrica diventa bidirezionale: pur essendoci un depositario della responsabilità

ha la disponibilità di esplorare l’ambiente in cui si realizza l’intervento riconoscendolo

portatore di diritti e conoscenze necessarie. Colui che progetta mantiene il ruolo di decisore

ma l’esplorazione si concentra nella raccolta di informazioni su bisogni della comunità fino

alla condivisione delle scelte e strumenti. Questo modello prevede di accettare il confronto

con le turbolenze dell’ambiente e di non essere in grado di prevedere e controllare tutte le

variabili. L’obiettivo è la soluzione che in quel contesto e momento appare in grado di

superare la soglia di soddisfazione di color che sono coinvolti dal problema.

3) Euristico : l’attenzione dell’operatore non è posta sulla definizione di problemi e obiettivi ma

su esplorazione e individuazione dei punti di forza che permettono alal comunità stessa di

mettersi in cammino alla ricerca dei propri obiettivi di cambiamento. Chi si muove con

questo modello non sa di preciso dove l’azione intrapresa lo condurrà ma cerca insieme ai

soggetti destinatari il significato del suo intervento. Stile autodiretto: l’operatore progetta il

cambiamento dei livelli di empowerment della comunità: processo con cui una comunità

accresce il controllo su decisioni e azioni relative alla propria salute; vari stadi:

Riconoscere di essere privi di potere (modificare la condotta altrui, controllare problemi,

• dare forma alle proprie percezioni riconoscendo l’esistenza di uno scopo nelle cose)

Sentire l’iniquità della situazione e cercare interazione con altri soggetti in simili situazioni

• La comunità acquisisce la forza sufficiente a intraprendere azioni di cambiamento delle

• condizioni che hanno prodotto la situazione negativa

La comunità stessa è responsabile dell’analisi della situazione, definizione obiettivi e strumenti.

Operatori impegnati a creare le situazioni +è favorevoli perché i soggetti siano in grado di

riconoscere la propria situazione e motivati a cambiare le cose. Il cammino che conduce a

incrementare il controllo sui processi di decisione parte dall’acquisizione della capacità di porre

problemi dal proprio punto di vista.

Compiti: facilitare l’accesso a organizzazioni e strutture della comunità, costruire alleanze col

territorio, supportare gruppi locali x attivare la partecipazione della comunità.

L’operatore ha il ruolo di facilitatore (colui che crea situazioni e fornisce strumenti che permettano

alla comunità di progettare il cambiamento).

Ogni stile di intervento può essere ugualmente adottato in relazione alla natura del problema,

contesti di intervento e capacità professionale degli operatori.

Modello di pianificazione di Green/ Kreuter

Diagnosi sociale : valutazione della qualità della vita x definire speranze e problemi della

• popolazione

Diagnosi epidemiologica : identificazione di specifici obiettivi e problemi di salute

• aggregabili con risorse educative e promozionali

Diagnosi comportamentale e ambientale : identificare comportamenti e situazioni

• ambientali correlate alla salute che possono sostenere il problema identificato prima (x

fattori ambientali si intendono quelli esterni all’individuo che non ricadono sotto il suo

diretto controllo)

Diagnosi educativa e organizzativa : fattori identificati prima qui sono classificati in 3

• grandi gruppi (predisponesti: circostanze, valori individuali che incidono sulla

motivazione al cambiamento / abilitanti: capacità, risorse, ostacoli che incidono sul

desiderio di modificare comportamenti o situazioni ambientali/ rinforzanti: risposte che i

soggetti ricevono da altri in seguito all’adozione di un nuovo comportamento) +

decisione dei fattori prioritari e definizione obiettivi

Diagnosi amministrativa e politica : valutazione delle capacità amministrative e

• organizzative possedute (giusta combinazione di strategie e metodi)

Implementazione e valutazione del processo, impatto e risultato : in realtà il processo di

• valutazione inizia con definizione obiettivi

DIAGNOSI DI COMUNITA’

Processo con cui sono individuati i problemi di salute e qualità della vita di una comunità + raccolta

opinioni dei componenti sui loro bisogni (anche detta diagnosi sociale ed epidemoiologica);

processo di studio che porta all’identificazione dei problemi su cui si progetta il cambiamento

(scelta del metodo e strumenti da usare fortemente legata al modello di progettazione di

riferimento).

Problemi e percezioni: come farsi un opinione?

Bisogno, domanda, offerta dei servizi non sempre coincidenti. La letteratura distingue tra bisogni

latenti (non percepiti come tali dai soggetti, anche non riconosciuti dagli operatori), percepiti,

espressi. La percezione è il risultato di una presa di coscienza da parte dell’individuo o comunità e

operatori.

Solo una parte dei bisogni percepiti sono espressi alle strutture: la classe socioeconomica, gruppo

etnico-culturale, storia individuale, struttura di personalità sono fattori che determinano una diversa

rappresentazione della salute e malattia e soluzioni perseguibili. Distinguere tra domanda potenziale

(individuata dai tecnici della salute in base alle caratteristiche demografiche e epidemiologiche) ed

espressi (richiesta posta ai servizi).

Pineault: percorso x individuazione dei problemi di una comunità:

Raccolta dei dati secondari : informazione demografiche, sociali, epidemiologiche

• raccolte da istituti di ricerca e agenzie di stato (istat, comuni…) anche informazioni

ottenute da studi sul territorio + rivisitare la letteratura che esplora realtà simili; è una

tappa documentaria che raccoglie informazioni non costruite x i nostri bisogni specifici

ma in grado di fornire un quadro realistico dei problemi e bisogni di comunità

Incontro con i relais : ossia testimoni privilegiati e informatori chiave, persone

• rappresentative dal punto di vista culturale, educativo, sociale all’interno o a contatto

con società, capaci di dare informazioni e dati. Dopo questa tappa è necessario fare un

bilancio: tappa documentaria ha fornito una descrizione epidemiologica della

popolazione e suoi problemi + tappa relazionale che arricchisce qualitativamente le

informazioni (fase necessaria x coinvolgere alcuni rappresentanti della comunità) x

evitare i pericoli del tecnocentrismo (i tecnici possono far coincidere la lettura della

realtà con quella del proprio sapere)

Realizzazione di inchieste specifiche .

Green: importanza di ottenere già in questa fase un quadro dei problemi di salute che poggi

solidamente su percezioni della comunità. Processo che stimola e assite la comunità

nell’identificazione dei problemi.

Il 1° è un approccio centrato su rilevazioni oggettive dei problemi di salute pur interrogandosi sulla

percezione della comunità e aspetti sociali.

Il 2° è sistemico: una prima fase in cui si osserva la realtà territoriale x ricostruire con l’aiuto della

comunità la rete dei suoi problemi (interpreta il modello concertativo), qui non sono importanti i

sistemi di interrogazione individuale (questionari, interviste…), è messo in crisi uno de punti di

forza delle tecniche di sondaggio: generalizzabilità e rappresentatività delle osservazioni perché è

difficile generalizzare opinioni su argomenti come la qualità della vita, le differenze possono celare

opinioni molto diverse. Sono strumenti utili per conoscere le opinioni dei soggetti ma troppo segnati

da opinioni di chi li costruisce.

Strumenti per una diagnosi di comunità

Riconducibili a 3 gruppi:

Informazioni già esistenti, dati raccolti x altri usi (dati secondari)

• Produrre nuove informazioni attraverso tecniche di interrogazione dei singoli

• (questionari, interviste a testimoni privilegiati) o interrogazioni di gruppi

Focus group, gruppo nominale, delphi (metodi strutturati di indagine che si propongono

• di raccogliere informazioni in tempi brevi a livello di comunità. Studiano gli aspetti

qualitativi di un problema e non quantitativi. Informano sui problemi esistenti o percepiti

dalla comunità di cui tener conto x programmazione di interventi, ma non dicono quanti

individui condividono un determinato problema.

Focus group:

discussione di gruppo che riunisce 6/10 persone con un simile substrato socioculturale x affrontare

un argomento di specifico interesse x comunità. Caratteristiche:

Si focalizza su 1-2 quesiti

• Dialogo e confronto che favoriscono una presa di coscienza + profonda del questionario

• (possono emergere problematiche inattese)

Ha successo quando i partecipanti dialogano nel modo + libero possibile, riuscendo a

• verbalizzare i propri profondi convincimenti; possibilità dei partecipanti di essere

d’accordo o no, rispecchia le diverse opinioni, atteggiamenti e idee tipiche della

comunità di appartenenza.

Gruppo coordinato da un moderatore-leader con adeguata preparazione che introduce gli

• argomenti di discussione aiuta a sviluppare una conversazione viva e coinvolgente

Durata non + di 2 ore (la discussione perde incisività), non estesa a coprire una lunga

• lista di problemi ma focalizzata su una specifica area di interesse

Presupposto x efficacia è coinvolgimento in un processo attivo di partecipazione dei

• tradizionali oggetti di ricerca nella programmazione di interventi sanitari in particolare

quando i ricercatori necessitano di informazioni rapide su un argomento o x tastare come

la comunità percepisce l’introduzione di cambiamenti, però i risultati non estendibili a

tutta la comunità allargata, danno un flash di opinioni ma non una distribuzione

significativa statisticamnete

La procedura:

Selezionare formare il gruppo

o Predisporre il quesito (1 o 2 domande facilmente comprensibili e di significato

o univoco)

Svolgimento: sessione di circa un’ora e mezza con moderatore che introduce

o l’argomento e aiuta lo sviluppo

Sintesi dei risultati: ogni discussione andrebbe registrata e riorganizzata analizzando

o i contenuti tematici salvaguardando il + possibile le idee originali dei partecipanti

Vantaggi: numerosi informazioni in tempi ridotti, dinamiche di gruppo che consentono di

raccogliere informazioni che i soggetti non saprebbero fornire singolarmente

Svantaggi: un animatore non ben formato forza le risposte del gruppo e non controlla l’effetto alone

che appiattisce il contributo dei singoli.

Tecnica Delphi

Procedura con cui si ottengono e organizzano le opinioni di un gruppo di soggetti; si basa sul

• concetto che un gruppo selezionato di persone a cui è chiesto di esprimere un parere scritto e

anonimo sia in rado davanti all’opinione altrui di rivedere il proprio parere raggiungendo il

consenso

L’espero è una persona non necessariamente specialista in grado di fornire un’opinione

• informata che deriva dalla conoscenza dei problemi e sua esperienza diretta

Serie di questionari inviati a persone contattate individualmente e che non si incontreranno a

• cui è chiesto di rispondere in tempi prefissati

9 tappe: identificazione problema, selezione esperti, elaborazione primo questionario, sunto

• analitico, elaborazione 2° questionario e invio a esperti, rielaborazione risposte e nuovo sunto

analitico, eventuale 3° questionario e invio a esperti, analisi risposte finali, rapporto finale

Originalità tecnica: le persone interviste, col sistema della verifica-confronto di opinioni altrui,

• possono rivedere criticamente le proprie affermazioni e eventualmente rielaborare senza

interazioni personali che condizionano ogni riunione

Il successo dipende soprattutto dalla scelta delle domande, la questione iniziale e deve essere

• sufficientemente ampia x non influenzare la risposta e chiara e precisa x non produrre

difficoltà interpretative

Nel 2° questionario è inviata ai partecipanti la lista delle risposte fornite + si chiede di rivedere

• le precedenti formulazioni alla luce dei contributi emersi + esplicitare il grado di accordo con

opinione altrui; già qui è possibile un significativo livello di concordanza, altrimenti nuovo

questionario in cui le opinioni di ognuno saranno oggetto di una richiesta di accordo con

possibilità di risposta binaria (si-no)

Delphi termina quando si ottiene una convergenza accettabile su argomenti trattati

Vantaggi: le idee di ciascuno sono rese al gruppo, ognuno può seguire il suo punto di vista, le

persine sono meno facilmente influenzate dalle opinioni di minoranze agguerrite rispetto alla

riunione di gruppo, anche chi vuole restare anonimo può esprimere la sua opinione, i partecipanti

possono avere più tempo di riflessione rispetto all’intervista o riunione

Svantaggi: lenta, molto tempo x organizzare, per alcuni il contatto personale è uno stimolo

maggiore

Gruppo nominale (NGT o Delbecq)

Processo strutturato con obiettivo di raggiungere il consenso di un gruppo sulla priorità da

• assegnare ad una lista di elementi prodotta dai partecipanti stessi, in particolare nelle situazioni

in cui sussiste incertezza o disaccordo sulla natura del problema, possibili soluzioni e priorità

Necessaria una domanda formulata attentamente che evochi risposte ad un livello di specificità

• e un moderatore con ruolo di facilitatore e non esperto

4 fasi: generazione idee (si lavora indipendentemente, i partecipanti scrivono la riposta a

• domanda-stimolo), registrazione idee del gruppo (ogni partecipante esprime un’idea registrata

su un foglio, le idee non possono essere discusse), chiarificazione idee espresse entrate nella

lista, votazione (ognuno identifica le idee x lui + importanti, le ordina secondo le sue

preferenze, voti registrati su lavagna)

Numero ideale è 5-9 perone, tempo massimo un’ora

• Con votazione il risultato che si ottiene è definitivo: i singoli partecipanti possono non essere

• d’accordo ma mantengono la sensazione di aver partecipato alla decisione

Obiettivo è generazione di idee, il voto è semplicemente il modo x concludere un’attività di

• gruppo evidenziandone le preferenze

Il risultato non è sempre chiaro a chi non vi ha partecipato

Vantaggi: facile da condurre, ben accettata dai gruppi, consente una produzione alta di idee in poco

tempo, applicabile a gruppi in cui i membri non si conoscono

Svantaggi: non adatta a gruppi abituati a verbalizzare, la qualità delle idee prodotte può essere

approssimativa 1: area critica del malcontento

2: area critica della sottoutilizzazione dei servizi

3: rea critica dello spreco e inefficienza

X: situazione ideale rappresentata dalla convergenza

delle 3 aree

3 fattori principali spingono a scegliere uno strumento: natura del bisogno conoscitivo, tempo a

disposizione, risorse in termini economici, di personale e conoscenze possedute.

Ottenere informazione dai dati esistenti è il metodo + rapido e economico però ha svantaggi (è

impossibile modificare l’informazione) secondo e nostre esigenze conoscitive.

Gli informatori chiave: tecnica economica, presuppone la possibilità di individuare un gruppo di

persone/agenzie che possiedano informazioni utili

Tecniche sondaggio: meno economico x tempi e costui ma permettono di raccogliere informazioni

secondo le nostre esigenze, però è necessario che si possiedano già sul problema da analizzare il

nucleo di conoscenza necessarie x costruire una griglia utile x elaborare un questionario o intervista.

sanità pubblica:

Acheson: scienza e arte di prevenire le malattie, prolungare la vita e promuovere la slaute attraverso

gli sforzi organizzati della società principali responsabilità: identificazione bisogni di salute di una

popolazione, sorveglianza della salute, sviluppo di politiche di promozione salute, valutazione

servizi sanitari.

Educatore: operatore che lavora in base ad una specifica formazione professionale e tecnico-pratica,

in ambito di servizi socioeducativi e educativi-culturali extrascolastici, svolge la propria attività nei

riguardi di persone di diversa età con formulazione e attuazione di progetti educativi caratterizzati

da intenzionalità e continuità, volti a promuove il pieno viluppo delle potenzialità di crescita

personale, inserimento e partecipazione sociale, agendo sulla relazione interpersonale, dinamiche di

gruppo, sistema familiare, contesto ambientale, organizzazione dei servizi in campo educativo.

L’ANALISI DEI PROBLEMI

Concetto di problema: solitamente confusione tra definizione del problema e identificazione delle

soluzioni pertinenti; sono 2 livelli separati: la ricerca delle soluzioni è una fase che inizia solo

quando è completata la definizione del problema e identificazione cause.

Processo di analisi dei problemi di salute di una comunità:

Descrizione o definizione del problema

 Individuazione delle frazioni casuali che lo sostengono

 Definizione delle tipologie di interventi utili x sua soluzione

Definire un problema di comunità

Problema di salute: stato o condizione di un soggetto o comunità che si discosta da uno standard

considerato desiderabile (per es. un evento che accade con frequenza è lo scarto tra condizione di

riferimento e quella osservata – scarto x frequenza o gravità).

Per es. AIDS: considerare il suo variare nel tempo o nello spazio geografico o distribuzione nello

spazio sociale.

Le informazioni di cui abbiamo bisogno assumono la forma di una distanza dalla situazione attesa.

Considerare che i problemi di salute o qualità di vita di una comunità sono concetti relativi la loro

definizione dipende dai presupposti ideologici e culturali di chi le costituisce (possibile differenza

di opinione tra professionisti).

Identificare fattori causali

Il problema (distanza da una situazione attesa) esiste in quanto causato da uno o + fattori.

2° fase del processo: sistematica analisi dei comportamenti e condizioni ambientali che possono

essere correlati con problemi di salute prima individuati nella fase di diagnosi di comunità. Le

possibilità di ipotizzare le cause di un problema è in relazione al livello di conoscenza scientifica

disponibile sul problema e capacità di osservazione e analisi della realtà da parte di chi analizza.

Operazione di scomposizione del problema in quote attribuibile a varia cause; può essere eseguita

con diversi livelli di approssimazione qualitativa e quantitativa. Maggiore è la conoscenza del

problema e + siamo in grado di scomporre la distanza da situazione attesa in quote attribuibili alle

singole cause presunte e loro combinazione.

La percezione del rischio

Capacità di prevedere e sfuggire le situazioni pericolose, capacità di apprendere dall’esperienza:

maggioranza dei soggetti ha una propria intuitiva percezione del pericolo che si accompagna

all’esporsi o meno a una situazione.

Alcuni ricercatori hanno studiato con tecniche psicometriche la percezione del rischio come +/-

elevata; alcuni gruppi di persone mostrano una grave avversione per determinati rischi e una

relativa indifferenza x altri che possono essere diversi da opinioni degli esperti (giudicano i rischi

secondo le stime tecniche dei danni). Il soggetto giudica il rischio anche attraverso altre categorie:

per es. suo potenziale catastrofico (incidenti di grandi dimensioni) + molte caratteristiche qualitative

del rischio possono aumentare la distanza tra accettazione del rischio (modo in cui è vissuto) e sua

accettabilità (gravità oggettiva). Per es. il fatto che l’eventuale danno sia collocato in un lontano

futuro rende minore l’impatto emotivo del rischio (per es. fumo).

Soddisfazione del meccanismo di bilanciamento del rischio e beneficio che consegue nel correrlo:

soggetti disposti a correre rischi alti se bilanciati ad alti benefici.

Volontarietà dell’esposizione: si accetta di + il rischio quando è affrontato volontariamente

(sottostima delle conseguenze derivanti dalla guida dei veicoli invece l’apertura di impianti

industriali si colloca a livello di massima non accettazione perché percepiti come totalmente

estranei alla volontà dell’individuo). Rischi in cui la percezione è sovrastimata rispetto alle opinioni degli

esperti

Rischi soggetti a una maggior sottostima rispetto a quella dei tecnici

Ascisse: capacità di creare terrore e fa giudicare molto rischioso ciò che è percepito come non controllabile

Ordinate: classifica i rischi in base al carattere sconosciuto delle conseguenze di un’esposizione (è molto pericoloso un

rischio che non si può osservare o nuovo)


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Ankh79

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione (SAVIGLIANO - TORINO)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2001-2002

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene mentale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Lemma Francesco.

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