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COMPATIBILITA' ECONOMICA

Rappresenta la crescita del capitale prodotto dall'uomo (sociale,

non del singolo uomo).

Una compatibilità economica BANDISCE lo spreco.

COMPATIBILITA' ECOLOGICA:

Anche qui parleremo di ricchezze, ma non economiche bensì

naturali, si parlerà quindi di "minimizzare i costi" (danni

biologici-impatti negativi).

-mitigazione: soluzione impiantistica per la riduzione degli

impatti ambientali della centrale (in questo

modo diminuisco il COSTO BIOLOGICO).

Esempi di mitigazione sono la localizzazione

dell'impianto.

IL COSTO sia delle misure mitigative che compensative va

tenuto in conto nel calcolo del bilancio economico.

-Sostenibilità bioeconomica forte: bilancio economico e biologico

maggiore di zero

la somma del bilancio economico con

-Sostenibilità bioeconomica Debole: il bilancio biologico maggiore di zero

Se si parla di sostenibilità ambientale occorre tenere conto anche

della antroposfera del patrimonio associato (storico culturale e

paesaggistico)

SOSTENIBILITA' STORICO-CULTURALE:

-Minimo impatto negativo (danni)

-L'impatto negativo minore della soglia accettabile di impatto negativo

(vincoli di tutela dei beni storico-culturali)

-Massimo impatto positivo (azioni di compensazione-pulire, restaurare)

+COMPENSAZIONE: Riguardante ogni sostenibilità, si

tratta del "ripristino" parziale o totale

di un impatto negativo (sia naturale

che artificiale)

SOSTENIBILITA' PAESAGGISTICA:

-minimo impatto negativo sul paesaggio (esempio: tubazioni delle

centrale idroelettriche interrate, quindi invisibili all'occhio umano).

-impatto negativo minore della soglia accettabile (tutela paesaggio).

-Massimo impatto positivo

Ricorda che una sostenibilità FORTE deve avere

TUTTE le tipologie di sostenibilità maggiori di zero.

una sostenibilità DEBOLE deve avere LA SOMMA di

TUTTE le tipologie di sostenibilità maggiori di zero.

REQUISITI DELLA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE:

-Eterogeneita' impatti ambientali: Problema --> confrontare i diversi

tipi di impatto

Problema -->compromesso tra guadagno e perdita

-Conflittualità obiettivi:

La distribuzione degli impatti può essere INIQUA(non equamente

distribuita tra i gruppi e ceti sociali, aree geografiche e generazioni).

Nel 1985 la Comunità europea sottolinea:

La migliore politica ecologica consiste nell'evitare fin dall'inizio

inquinamenti ed altre perturbazioni anzichè combatterne

successivamente gli effetti, e come occorra introdurre principi

generali di valutazione d'impatto ambientale allo scopo di

completare e coordinare le procedure di autorizzazione dei progetti

pubblici e privati che possono avere un impatto rilevante

sull'ambiente V.I.A: Valutazione di impatto

ambientale di un'opera

Essa è una procedura tecnica per cercare di:

-individuare, descrivere e stimare gli effetti di determinati progetti

-valutare la compatibilità ambientale dell'opera

L'OBBIETTIVO è quello di autorizzare opere al fine di

migliorare la qualità della vita e garantire elevati livelli di

tutela dell'ambiente.

Essa quindi dovrebbe consentire la scelta di un'opera ad

impatto minimo in un sito ottimale

La v.i.a. comprende quindi: uno studio di impatto ambientale, delle

consultazione, una valutazione dei risultati

studiati e i risultati della consultazione

VALUTARE= conoscere + giudicare

Un valutatore deve agire (teoricamente) a favore dell'interesse sociale

La società è costituita da una comunità e gruppi con diversi valori

culturali e differenti stili di vita, ma che decide democraticamente

e ha la possibilità di partecipare al processo decisionale e ha accesso

alle "informazioni complesse". In realtà però, purtroppo, non tutti i

soggetti hanno lo stesso potere negoziale.

I piani di interesse territoriale:

-PEN V.A.S. valutazione

-piano generale acquedotti ambientale strategica

-piano agricolo nazionale

-piano di bacino

-piano regolatore

I soggetti attivi del procedimento V.I.A. sono:

-il committente dell'opera (proponente): elabora la parte cartacea di studi.

-il pubblico (cittadini singoli o associati): visto che le operre coinvolgono

in primis i cittadini è giusto che possano partecipare

-L'autorità competente (pubblica amministrazione): comunica se l'opera

è compatibile o incompatibile.

NORMATIVE del V.I.A.

Vale una gerarchia delle leggi, ovvero, ci sono delle leggi emanate dalla

comunità europea, leggi statali, regionali, ecc. Le leggi a livello

territoriale inferiore non possono contraddire o essere meno restrittive di

quelle a livello territoriale superiore (al massimo più restrittive).

Le gerarchie sono divise in:

1) Unione Europea:

+Regolamenti e direttive comunitarie

2)Singoli stati:

+DPR (decreto presidente repubblica)

+DCM (decreto presidente consiglio dei ministri)

+DM (decreto ministeriale)

3)Regioni:

+leggi regionali

Direttive comunitarie:

-Direttiva 337/85/CE del 1985: "valutazione dell'impatto ambientale di

determinati progetti pubblici e privati

+Visti i vari articoli associati a questa direttiva:

la politica della comunità contribuisce tra l'altro a

perseguire gli obbiettivi di salvaguardia bla bla bla

...e guarda le slide.

La direttiva ha lo scopo di completare e coordinare le

procedure di autorizzazione dei progetti pubblici e privati

che possono avere impatto rilevante sull'ambiente.

L'autorizzazione va concessa solo previa valutazione delle loro probabili

rilevanti ripercussioni sull'ambiente; che questa valutazione deve essere

fatta in base alle opportune informazioni fornite dal committente ed

eventualmente completata dalle autorità e dal pubblico eventualmente

interessato dal progetto.

I principi di valutazione dell'impatto ambientale devono essere

ARMONIZZATI, in particolare i progetti da sottoporre a valutazione, i

principali obblighi dei committenti e il contenuto della valutazione

ARTICOLO N°1:

la presente direttiva si applica alla valutazione

dell'impatto ambientale dei progetti pubblici e privati

che possono avere un impatto ambientale importante

ARTICOLO N° 2

Gli stati membri adottano le disposizioni necessarie

affinché, prima del rilascio dell'autorizzazione per i

progetti(per i quali si prevede un notevole impatto

ambientale in particolare per la loro natura le loro

dimensioni o la loro ubicazione), sia prevista

un'autorizzazione e una valutazione del loro

impatto, Detti progetti sono definiti nell'articolo 4.

ARTICOLO 3:

La valutazione dell'impatto ambientale individua gli effetti diretti ed

indiretti di un progetto sui seguenti fattori:

-L'uomo, la fauna e la flora;

-Il suolo, l'acqua, l'aria, il clima e il paesaggio;

I beni materiali ed il patrimonio culturale;

-L'interazione tra i fattori di cui al primo, secondo e terzo trattino.

CONSIDERAZIONI:

La direttiva considera come componenti principali dell'ambiente:

-La sfera biotica (l'uomo e le altre specie viventi).

-la sfera abiotica (suolo acqua aria)

-la sfera culturale)

ARTICOLO 4:

stabilisce le opere soggette a procedura di VIA attraverso un

duplice elenco:

a)Elenco opere obbligatoriamente sottoposte a VIA

b)Elenco opere per le quali:

-da un lato si domanda ad ogni stato membro di

stabilire se devono essere assoggettate a procedura di VIA

(screening). Si lascia la liberà agli stati

membri di optare tra due criteri di assoggettabilità:

+esame del progetto caso per caso

+fissazione di "soglie dimensionali e criteri"

lo screening si riferisce alla modalità di selezione dei progetti, al

fine di verificare la necessità dello svolgimento di una procedura

VIA, si può avere un approccio di screening più categorico o più

discrezionale

ARTICOLO 5:

Nel caso dei progetti che, a norma dell'articolo 4, devono essere

oggetto di una VIA, gli stati membri adottano le misure

necessarie per garantire che il committente fornisca, nella forma

opportuna, le informazioni specificate:

-una descrizione del progetto con informazioni relative

all'ubicazione, progettazione, dimensioni.

-una descrizione delle misure previste per evitare,ridurre e

compensare rilevanti effetti negativi.

-I dati necessari per individuare e valutare i principali effetti che

il progetto pu avere sull'ambiente.

-una descrizione sommaria delle principali alternative prese in

esame dal committente, con indicazione delle principali regioni

della scelta sotto il profilo dell'impatto ambientale.

-Una sintesi non tecnica delle informazioni indicate nei

precedenti trattini.

Le informazioni devono essere messe a disposizione:

-delle autorità.

-del pubblico.

-degli stati membri interessati da impatti transfrontalieri.

DIRETTIVA 11/97

Opere ad obbligo di procedura:

1)Raffinerie di petrolio greggio

2)Centrali termiche ed altri impianti di combustione con potenza

termica pari o maggiore a 300 MW.

3)ecc. ecc.

.

.

10)Sistema di estrazione delle acque freatiche.

11)Dighe o altri impianti destinati a trattenere acque e a trattenerle

in modo durevole con altezze superiori a 10 m e capacità superiore a

100'000 m^3.

3)Elettrodotti aerei esterni con tensione nominale superiore a 100

kV con tracciato superiore a 10 Km.

LEGGE 8/7/88 Viene istituito il ministero dell'ambiente

DPCM 377 del 10/08/88: istituzione della procedura di VIA e

regolamentazione delle procedure di compatibilità ambientale

DPCM 27/12/88 Norme tecniche per la redazione degli SIA (studio

impatto ambientale).

DPR 12/4/96: Delega del governo centrale alle regioni per le procedure

di VIA delle opere dell'Allegato 2 delle direttiva CE.

CAMPO DI APPLICAZIONE DELLE NORMATIVE VIA

DPCM 377: Stabilisce i progetti sottoposti alla procedura di VIA a

livello Nazionale.

Decreto 12/4/96: distingue i progetti sottoposti a procedura di VIA a

livello regionale secondo le categorie:

-Obbligatoriamente sottoposti a VIA

-soggetti a una preliminare verifica al fine di stabilire se il

progetto debba sottostare alla procedura VIA.

si tiene anche conto delle aree naturali protette (territori

dove l'aria, acqua, è particolarmente buona da assicurare la

vita a specie RARE che hanno bisogno di alta qualità

territoriale).

I progetti dell'allegato B che ricadono all'interno di aree protette sono obbligatoriamente soggette a VIA.

DOCUMENTI DI PARTENZA: (a carico del committente)

-progetto preliminare

-studio di prefattibilità ambientale

COMPITI DELLE AUTORITA':

-Accertamento dell'esistenza o meno di elementi di incompatibilità

del progetto (non solo in ambito economico ma anche ambientale).

-Analisi comparativa delle eventuali alternative (diversi siti,

diverse modifiche progettuali).

-Analisi preliminare degli impatti e definizione delle linee generali

per la mitigazione e la compensazione degli stessi.

FASE DI SCOOPING = fase di valutazione preliminare dell'impianto

Questo studio (del S.I.A.) non si concentra sulle norme tecniche usuali

nello sviluppo di un progetto (trasporto di materiale ecc), si presuppone

che queste fasi vengano monitorate già con le leggi regolamentari di

quel settore. ESITI DEL V.I.A.

1) PRONUNCIA DI INCOMPATIBILITÀ' AMBIENTALE

2)PRONUNCIA DI COMPATIBILITA' AMBIENTALE

(a volte accompagnata da specifiche prescrizioni)

PROCEDURA DEL V.I.A.

(in sintesi - parte 1)

PROCEDURA DEL V.I.A.

(in sintesi - parte 1)

norme tecniche per la redazione dei S.I.A.

DPCM 27/12/88: ARTICOLAZIONE DI UN S.I.A.

Per l'articolazione di un sia, si utilizzano tre quadri di riferimento:

-Quadro di riferimento programmatico:

+ha per scopo la descrizione degli elementi conoscitivi in grado

di stabilire un rapporto tra l'opera e la pianificazione

territoriale o settoriale (come l'opera è coerente con i piani di

sviluppo settore o territorio).

-Quadro di riferimento progettuale

+ha per scopo la presentazione del progetto nelle sue

motivazioni, scelte tipologiche e localizzazione (in pratica

come ho fatto a trovare la soluzione che meglio soddisfa i criteri

di sostenibilità ambientale)

-Quadro di riferimento ambientale:

+ha il compito di identificare i fattore di impatto, analizzare e

valutare la sensibilità del territorio, quantificare e valutare gli

impatti,nell'ambito dei vari momenti progettuali (quanto

incide un'opera sull'ambiente dipende anche dallo stato

precedente della componente ambientale, se ho un ambiente

protetto, ci sono alcune specie rare che hanno bisogno di

determinate esigenze, se io modifico anche di poco le

caratteristiche di questo habitat, rischio di farle scomparire).

Dentro la normativa DPCM 27/12/88 ci sono scritti i contenuti

che devono esser presenti nei vari quadri.

SCHEMA GENERALE FASI Q.R.

A partire dal progetto:

1)fase preliminare di identificazione: determinazione dei fattori

(le cause) di impatto ed una loro valutazione significativa (con

eventuale modifica del progetto).

2)fase centrale di quantificazione: quantificare alcuni parametri

indicanti le modifiche apportate all'ambiente dalla nostra opera.

Quindi un'analisi delle componenti ambientali, una

quantificazione dei fattori di impatto (e dell'impatto). Anche in

questa fase può esserci una modifica al progetto iniziale.

3)fase di mitigazione: identificazione delle misure di

mitigazione (per poter scegliere la più idonea) ed una

quantificazione della loro efficacia.

4)fase di compensazione: identificazione delle misure di

compensazione (costi annessi e connessi) e la loro efficacia.

IDENTIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI

Preambolo: non è necessario seguire i passi nell'ordine elencato.

1° PASSO: scomporre il progetto nelle diverse fasi di attività previste:

+fase di localizzazione e costruzione

+fase di funzionamento

+fase di smantellamento

+eventi incidentali (in tutte le varie fasi).

Ciascuna fase va scomposta nelle azioni suscettibili di

produrre impatti (esempio il trasporto dei materiali)

2° PASSO: Per ciascuna azione individuare le possibili cause di impatto:

+modifiche territorio

+emissioni residui

+consumo di risorse naturali

3° PASSO: Per ciascuno fattore di impatto quali sono le componenti

ambientali su cui agisce, con successiva sua valutazione

significativa. Tenendo conto della propagazione delle

alterazioni si individuano altri effetti rilevanti (residui

nell'aria, piogge acide, acidificazione suolo, danni alle

coltivazioni). CRITERI DI VALUTAZIONE

DEI POTENZIALI IMPATTI

Caratteristiche:

L'impatto è: -lunga durata? (può essere più dannoso)

-irreversibile?

-notevole intensità?

le mitigazioni sono impossibili o difficili?

Ambiente interessato:

l'area interessata è: -ampia? (l'impatto potrebbe essere irrisorio)

-sensibile all'impatto? (es: se è un area protetta)

-vi è già un elevato impatto esistente?

Aspetti relativi al quadro di riferimento normativo e programmato:

-è possibile non rispettare gli standard ambientali?

-possono verificarsi conflitti politici ambientali in atto?

INCERTEZZA: come faccio a valutare l'effettivo impatto

dell'opera se non ho metodi adeguati?

PERCEZIONE PUBBLICA: il pubblico mi scannerà se propongo

questo progetto? occorre almeno previa

sensibilizzazione delle persone

TECNICHE RAPPRESENTATIVE PER

RELAZIONARE LE OPERE/AZIONI/

FATTORI/COMPONENTI

Base: un'opera è causa di un complesso di impatti, per cui ci sono

degli effetti (fattori di impatto). Queste cause possono essere

viste come effetto di altre componenti ambientali. Sono state

messe a punto alcune tecniche. Le due più utilizzate sono:

1)MATRICI COASSIALI: sistema di matrici. Si mette nella prima

matrice l'opera suddivisa nelle varie fasi (che rappresentano le cause).

Nelle altre colonne si individuano i fattori di impatto (i primi

effetti). Quando si instaura una relazione tra causa ed effetto vuol

dire che quella causa ha un determinato tipo di effetto. Solitamente

la seconda matrice coassiale prende come cause (e quindi le righe) gli

effetti della prima matrice, mentre come colonne gli effetti dei fattori

d'impatto (impatti diretti).

le matrici sono quindi "incernierate", in modo che gli elementi

colonna della matrice (n-1)esima costituiscano gli elementi riga

della matrice n-esima.

esempio pratico: fattori

d'impatto F1 F3

F2

azioni

matrice

1 a1

a2

impatti

diretti i 01 i 02 i 03

fattori

d'impatto matrice

F1 2

F2

F3

e così via...

2) GRAFO (griglia o diagramma di flusso): il concetto è

sempre lo stesso, mette in relazione le azioni con i fattori di

impatto ecc ecc. Solitamente ha la forma di albero. Cos'è la

radice dell'albero? La fase principale dell'opera, quindi si partirà

da una matrice semplice e si proseguirà con una costruzione di

tipo a griglia o diagramma di flusso. ESEMPIO: impatto diretto 1

F. IMPATTO 1 impatto diretto 2

AZIONE 1 impatto diretto 3

F. IMPATTO 2

FASE AZIONE 2 F. IMPATTO 3

INTERSEZIONE DI MATRICI COASSIALI: (tanto per dare l'idea)

Si può notare come in maniera concatenata vengono messe in

relazione le azioni di progetto con i fattori di impatto e le

componenti e fattori ambientali

BILANCIO ELETTRICO ITALIA 2010 (fonte GSE)

In questo primo piano si fa riferimento a settori "vasti". Nel secondo piano si pensa a come ottemperare il

bisogno energetico negli anni. A sinistra sono rappresentate le fonti energetiche.

Per ora l'idroelettrica nell'ambito delle fonti rinnovabili è quella più utilizzata in Italia (anche se

nell'ultimo anno sono stati dati molti incentivi alle fotovoltaiche)

ENERGIA ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI

"Il minimo" che si può notare per l'energia idraulica è stata causata

dalle condizioni climatiche di quell'annata (se particolarmente aride

si avrà meno acqua nei bacini idrici). Si può notare come negli ultimi

anni l'energia idraulica si discosti dall'andamento delle energie

totali, questo è dovuto dall'immenso incremento da parte delle altre

energie rinnovabili.

Professoressa Sobrero IMPIANTO IDROELETTRICO DI

PONT VENTOUX

Questa centrale attinge dal Obbiettivo: chiudere questi due

fiume DORA-RIPARIA impianti per far spazio ad un

impianto più grande

Era un problema la vicinanza a riserve protette? (parco naturale etc.)

no perché la concessione era già stata data alle centrali vecchie

Progetto di sostituzione di due impianti esistenti con uno nuovo:

impianto, con regolazione giornaliera per l'utilizzazione

con delle acque della dora Riparia tra Pont Ventoux e

Susa con contributi idrici degli affluenti di sinistra

bacino di raccoglimento

percorso pelo libero

traversa

fluviale percorso fluviale

Uno dei processi di miglioramento dell'impatto ambientale è quello

di non riversare necessariamente l'acqua prelevata in caso di non

utilizzo della centrale.

l'impianto di Pont Ventoux è sottoposta obbligatoriamente al

processo di V.I.A., poichè è più alta di 10 metri e ha una portata

maggiore di 100'000 m^3.

Funzionamento dell'impianto di Pont Ventoux:

-acqua fluente (bassa portata)

-ad accumulo (regolazione giornaliera)

-funzionamento in pompaggio (mesi invernali)

Il vantaggio di avere un invaso ad accumulo è avere un aumento

di altezza del pelo libero e quindi del salto disponibile.

Il grosso vantaggio nella realizzazione del bacino è stato il riutilizzo

della zona "danneggiata" per la creazione del tunnel del Frejus.

TRAVERSA

FLUVIALE

CONDOTTO PELO

LIBERO

BACINO DI

RACCOGLIMENTO SBARRAMENTO

PERMANENTE

PIANI E PROGRAMMI DA TENER PRESENTE:

-Piano energetico nazionale

-Piano generale degli acquedotti

-piano di bacino

-piano agricolo nazionale

-piano regionale di sviluppo della regione Piemonte

-piano regionale di sviluppo della comunità montana alta val Susa

-piano regolatori comuni interessati (oulx, salbertrand, exilles,

chiomonte, giaglione, Susa)

QUADRO DI RIFERIMENTO:

Vengono descritti:

-Natura beni e servizi offerti.

-Grado di copertura della domanda (a seconda delle varie ipotesi progettuali

esaminate).

-Prevedibile evoluzione rapporto domanda offerta.

-Articolazione attività di cantiere.

-Criteri guidati usati dal progettista.

-Analisi costi-benefici.

In genere soprattutto gli ultimi punti vanno descritte nelle varie ipotesi ed

alternative previste nel progetto.

-Caratteristiche tecniche e fisiche del progetto (aree occupate durante le fasi sia di

costruzione che di esercizio).

-Condizionamenti e vincoli considerati nel progetto (come condizionano le

alternative prese via via in esame).

-Motivazione tecnica della scelta progettuale (e delle eventuali alternative)

-Misure a carattere gestionale per il contenimento degli impatti.

-Interventi di ottimizzazione dell'inserimento nel territorio (riforestazione ecc)

-Sistemi di monitoraggio e controllo (a carico del proponente).

Professoressa Sobrero

MATRICE SEMPLICE: impianto idroelettrico Pont-Ventoux

Nel grafo Pont-Ventoux ogni impatto diretto o indiretto è stato

contrassegnato con un numero corrispondente alle voci delle

componenti e dei fattori ambientali di cui al DPCM 27/12/88

Essi sono:

1)atmosfera; 2)ambiente idrico; 3)suolo e sottosuolo; 4)vegetazione

flora e fauna; 5)ecosistemi; 6)salute pubblica; 7)Rumore e vibrazioni;

8)Paesaggio. GRAFO EVENTI ACCIDENTALI

IMPIANTO PONT-VENTOUX

FASE DI IDENTIFICAZIONE:

La fase di identificazione consente perciò di individuare le catene sulle

quali si concentreranno i maggiori sforzi di analisi, previsione e

valutazione.

Ultimata tale operazione, si dispone del grafo di identificazione delle

catene di impatto generate dall'opera specifica (il grafo è una struttura

estremamente sintetica).

Dal grafo si passa alla previsione (quantificazione) degli impatti. Per

fare questa quantificazione ci appoggeremo su alcuni indicatori.

NORME TECNICHE PER LA REDAZIONE DEI

S.I.A. (studio impatto ambientale)

ARTICOLO 5 comma 2 DPCM 27/12/88:

A)Ambito territoriale= sito ed area vasta; Sottolinea i sistemi

ambientali interessati dal progetto entro cui si presume si manifestino

gli effetti.

B)Descrive i sistemi ambientali interessati (con eventuali criticità degli

equilibri esistenti)

C) Individua aree, componenti, fattori ambientali e le relazioni tra

questi elementi che manifestano caratteri eventuali di criticità.

D)Documenta gli usi previsti delle risorse.

E)Documenta i livelli di qualità preesistenti all'intervento per ciascuna

componente ambientale

ARTICOLO 5 comma 3 DPCM 27/12/88:

A) Stima qualitativamente e quantitativamente gli

impatti indotti dall'opera

B)Descrive le modificazioni delle condizioni d'uso e della

fruizione potenziale del territorio in rapporto alla situazione

preesistente.

C)Descrive la prevedibile evoluzione delle componenti

ambientali e delle relative iterazioni con l'ambiente

D)Descrive e stima la modifica dei livelli di qualità

preesistenti

E)Chiede al committente, non solo di fare un'analisi di

quello che succederà, ma se ci sono delle cose

particolarmente critiche (emergenze), che illustri quali sono

i sistemi di mitigazione.

FASE PREVISIONALE DI QUANTIFICAZIONE:

Per ogni catena di impatto significativa:

-Analisi dello stato attuale dei sottosistemi ambientali interessati dalla

catena d'impatto (esempio, analisi dell'aria, delle acque), con modelli

previsionali relativi ai diversi sottosistemi

-Determinazione stato futuro sottoinsiemi con o senza l'opera d'impatto

(previsione futura delle componenti se NON si eseguisse l'opera).

Quale interesse ha questa fase? Essa vuole ottenere effetti sulla qualità e

sulla sicurezza dell'ambiente di vita dell'uomo. Inoltre cerca di mantenere

inalterate la biodiversità ed i fattori culturali-ambientali.

Quantificazione degli impatti

Non solo mi interessa la quantità di inquinamento, ma anche fino a dove

riuscirebbe a condizionare l'ambiente.

Quali sono quindi le grandezze fisiche interessate?

1)la SORGENTE

+Durata del fattore d'impatto (es. Rumore continuo?)

+l'intensità del fattore d'impatto (es. intensità sonora della sorgente)

+Distanza dal ricettore

2)il RICETTORE (bersaglio)

+sensibilità del ricettore all'impatto (es. soglia del rumore per l'uomo=100 Pa

di pressione sonora)

+distanza dalla sorgente

3)AMBIENTE tra sorgente e ricettore

+Permeabilità dell'ambiente all'impatto (un particolare impatto), e può far

cambiare la vulnerabilità del ricettore. (es. Ambiente impermeabile al rumore)

Osservazioni su sensibilità/vulnerabilità:

-Sensibilità del ricettore: caratteristica intrinseca della

componente ambientale che esprime la proprietà di subire

variazioni più o meno elevate dello stato di qualità della vita

quando soggetta ad una causa d'impatto, il grado di sensibilità è

in funzione della capacità ricettiva del componente ambientale

rispetto a un ben determinato fattore d'impatto (essa non può

essere modificata ed è alla base del concetto di indicatore biologico.

-Vulnerabilità del ricettore: dipende dall'ambiente interposto tra la

sorgente causa di impatto e il ricettore, che può essere più o meno

permeabile al fattore stesso. La vulnerabilità può essere modificata.

Si può agire sulla permeabilità dell'ambiente al fattore d'impatto

tramite misure di mitigazione.

ESEMPIO DI STUDIO: emissione sostanza tossica liquida in suolo

1)Sorgente: Scarico da un industria farmaceutica.

2)Ricettore: Falda acquifera sotterranea

3)Ambiente: Ghiaia e sabbia, permeabile ai liquidi, non fa da scudo

protettivo per il ricettore, non ne diminuisce la vulnerabilità

IMPATTO NETTO, LORDO E DI FONDO

Impatto (netto)=N : modifica di una componente ambientale dovuta

ad un'attività antropica (ai fattori d'impatto

relativi): N=Ds

impatto di fondo=F : stato della stassa componente SENZA l'attività

in oggetto (livello di fondo del fattore d'impatto,

impatto causato da fattori di impatto

preesistenti)

impatto lordo=L : Stato della componente ambientale CON l'attività in

oggetto (impatto cumulato tra l'impatto netto dovuto

ai fattori dell'opera in studio e l'impatto di fondo

causato da fattori preesistenti)

QUINDI:

Esempio:

Fattore d'impatto: aumento traffico veicolare su una strada di 5'000

veicoli/giorno.

Impatto di fondo: creato da traffico di 70'000 veicoli/giorno

(l'aumento del traffico modifica l'ambiente acustico nelle abitazioni

prospettanti la strada in modo praticamente impercettibile. La

differenza si sentirebbe se da un punto dove precedentemente NON

esisteva una strada, ne creo una da 70'000 veicoli/giorno.

Altro esempio applicativo:

Un determinato inquinamento di un corpo idrico già altamente

inquinato e dove il popolamenti sia ridotto a poche specie altamente

resistenti, può produrre impatti impercettibili; lo stesso inquinamento

in un corpo idrico di altissima qualità idrobiologia può determinare la

scomparsa delle specie più sensibili

Morale della favola

Dato un certo impatto netto, esso in presenza di un

impatto di fondo elevato, modifica percentualmente di

poco l'impatto lordo. Mentre, in presenza di un impatto di

fondo basso, può produrre modificazioni sensibili

dell'impatto lordo.

NOTA BENE:

Non vuol dire che se troviamo un posto già "mezzo andato" siamo

giustificati a sparargli impatti ambientali a manetta, dobbiamo

comunque ragionare con una certa morale, cercando di NON

PEGGIORARE MAI un ambiente, o almeno limitarne i danni.

L'INFORMAZIONE AMBIENTALE: gli indicatori

Non esistono parametri fisici per la stima diretta della qualità

ambientale, essa deve pertanto essere espressa attraverso parametri

ambientali a cui sia stata preventivamente attribuita una

corrispondenza con la qualità (o il fenomeno) in studio. Tali

parametri assumono pertanto la funzione di INDICATORI.

Al fine di effettuare un'analisi ambientale il più possibile

approfondita è necessario che gli indicatori ambientali vengano

selezionati in modo da rendere conto non solo dello stato

dell'ambiente, ma anche delle cause che hanno alterato lo stato

dell'ambiente e dei provvedimenti correttivi presi dalla società per porre

rimedio a eventuali degradi.

Gli indicatori vengono selezionati rispetto alle problematiche

ambientali che destano maggiori preoccupazioni a livello

internazionale, europeo e nazionale o di carattere generale.

Esempi:

-Cambiamenti climatici -risorse d'acqua -crescita demografica

-Buco nell'ozono -risorse vegetali (foreste) -crescita del PIL

-eutrofizzazione acque -Risorse di pesce -produzione industriale

-acidificazione -degradazione del suolo -volume traffico veicolare

-contaminazione tossica (desertificazione) -produzione agricola.

-qualità dell'ambienta urbano

-biodiversità

-paesaggio

-rifiuti

gli schemi concettuali consolidati mediante il quale strutturare gli indicatori

sono quelli attraverso cui si esplicitano relazioni e interdipendenze tra i

fenomeni analizzati PSR e DPSIR.

CARATTERISTICHE DEGLI INDICATORI AMBIENTALI

-Rilevanza e utilità per gli utilizzatori: una cosa di cui non me ne faccio

nulla non serve ad una mazza. Essi devono:

+fornire una rappresentazione delle condizioni dell'ambiente

+Essere rappresentativi di problemi ambientali

+Servire di riferimento per paragoni tra le nazioni

+Essere facili da interpretare.

+Permettere di individuare dei "trends" (tendenze)

+Essere confrontabili rispetta ad una soglia o un target così che

gli utilizzatori possano testarne l'utilità.

-Credibilità: ci deve essere una prova scientifica che provi l'effettiva utilità

dell'indicatore. Essi devono:

+Credibilità teorica e scientifica

+Accompagnati da documentazione adeguata

+basarsi su standard internazionali ed essere riconosciuti

universalmente validi

-Misurabili. Essi devono:

+Essere facilmente disponibili

+Essere aggiornati a intervalli regolari e con procedure

predeterminate.

-Uniformati per tutti (a livello mondiale).

MODELLO PSR (Pressione-Stato-Risposta)

BASE: le attività antropiche esercitano delle pressioni sull'ambiente e

modificano la quantità e la qualità (lo stato) delle risorse ambientali.

La società risponde a questi cambiamenti adottando delle misure di

politica ambientale, delle misure economiche e di settore (risposte)

Si tratta di una maniera di organizzare e comprendere i rapporti tra la

società e l'ecosistema, cioè si tenta di rispondere alle seguenti domande:

-Cosa sta accadendo?(indicatore di stato)

-Perchè sta accadendo?(indicatore di pressione)

-Cosa si sta facendo per porvi rimedio? (indicatore di risposta)

ESEMPIO DI INDICATORI PSR

MODELLO DPSIR

(Determinante-Pressione-Stato-Impatto-Risposta)

CATEGORIE DPSIR:

-Indicatore Determinante: attività umane che generano le pressioni

(agricoltura, industria, trasporti ecc.)

-Indicatore Pressione(fattori d'impatto): alterano lo stato dell'ambiente

-Indicatore Stato (qualità aria, acqua, suolo, biodiversità ecc)

-Indicatore impatto: Variazione dello stato (sulla salute, ecosistemi ecc.)

-Indicatore Risposta: Cerca di far fronte agli impatti negativi. questo

non vuol dire che "faccio la legge, e il problema è

risolto", le leggi sono solo il mezzo che può agire

su i settori che influenzano gli impatti

(determinanti).

Esse possono anche influire direttamente

sulle pressioni (mettere delle soglie di pressioni).

Possono anche toccare lo stato dell'ambiente (tutela

dell'ambiente o risanamento ambientale).

RICORDA: l'obbiettivo è

Lo stato delle varie componenti ambientali deve essere mantenuto.

MODELLO DPSIR SCHEMATIZZATO

MODELLO DPSEEA: Uguale a prima, ma suddivide gli indicatori

di impatto in indicatori di ESPOSIZIONE ed

EFFETTI (negativi). Così l'impatto dipende

anche dalla DURATA dell'esposizione

all'impatto ambientale. Per ora non è ancora

molto utilizzato.

AUMENTO DELLA TEMPERATURA

Nel 2008 la temperatura media del globo è aumentata di 0,75°C, che

succederebbe se questo incremento continui a crescere?

Nel 2100 si avrà un aumento di circa 2-3,5°C, questo provocherebbe:

-Aumento di livello dei mari e parziale scioglimento delle calotte polari

-maggior frequenza di uragani,tifoni,piene ed inondazioni

-impatti sulle culture agricole

-impatti sulle biodiversità

Tutte queste sono solo ipotesi, che possono essere criticabili, tuttavia,

quello che è insindacabile è che c'è stata una modifica.

Nel concetto della sostenibilità ambientale, quello che bisogna cercare di

evitare di aumentare la gravità delle nostre modifiche (negative).

Concentrazione di CO2 nel tempo.

i punti costanti indicano che la

produzione di CO2 era equilibrata con

l'assorbimento di CO2 dagli elementi

ambientali.

Dal grafico si osserva che dal 1800 al 1950 si è verificato un

aumento di CO2 (tutto il prodotto era maggiore di quello assorbito).

Con l'avvento dell'era industriale e l'uso massiccio di combustibili

fossili si è osservato un aumento ancora più forte della

concentrazione di CO2, fino a circa 355 ppm nel 1990.

Facendo un confronto tra l'aumento di temperatura e la

concentrazione di CO2 si può notare un certo distacco

tra i due fenomeni. Come mai?

Questo è dovuto al fatto che non sono legati direttamente, vi è un

anello di giunzione, e questo anello è IL CARBONE. Il Carbonio

presente nel particolato dell'atmosfera, non assorbe l'infrarosso

come la CO2, MA RIFLETTE i raggi ultravioletti del sole! Quindi

c'è stato un fenomeno di "equilibrio", la CO2 che aumentava la

temperatura interna alla terra ed il particolato che impediva ai

raggi di fornire nuovo calore alla terra.

Questo non vuol dire che per salvarci dobbiamo bruciare carbone a

manetta.

Questa è stata la causa "del ritardo" di incremento di temperatura

rispetto all'incremento di CO2.

AUMENTO DELLA TEMPERATURA NEL TEMPO

ANDAMENTO CO2 IN RELAZIONE CON LA TEMPERATURA

CURIOSITA'

unità di misura utilizzata particolarmente per le radiazioni:

1 amstrong= 10^-10 metri

Se la terra fosse un corpo

nero, la temperatura

del pianeta sarebbe di -18°C

(se vuoi la dimostrazione

guarda le slide sobrero-

effetto serra)

Le sostanze (dette climoalteranti) che concorrono maggiormente

all'assorbimento della radiazione infrarossa sono:

-Anidride carbonica (biossido di carbonio)

-Metano

-Protossido di azoto

-F-gas o gas fluorati:

+HFC (idrofluorocarburi), PFC (perfluorocarburi) ecc.

IL CICLO DEL CARBONIO

(ogni 28 giorni)

(calcare e dolomite)

Fattori che immettono CO2:

+Naturali:

-Vulcani

-decomposizione sostanze organiche

-respirazione

+Antropiche:

-combustione

-industrie

Fattori che Assorbono la CO2:

-Fotosintesi

-Assorbimento oceano

-Reazioni con alcune rocce

Unità di misura di una concentrazione "i":

Questa unità di misura è valida se la temperatura è

di 0°C e la pressione è pari a quella atmosferica.

La domanda che sorge spontanea è: Quanta concentrazione

ho in condizioni normali?

(T=0°C; P=1 atm)

Si usa la legge dei gas perfetti: Essendo:

conversione: non indica

Newton ma

"normalmetrocubo"

Un altra unità di misura può essere il PPM:

parti in volume di i

10^6 parti in volume di aria

in pratica si guardano le Parti Per Milione

Esempio: peso molecolare di "i"

studia

direttamente

questa

combustione dove tutto l'ossigeno nell'aria

combustione stechiometrica: viene utilizzato nella trasformazione, e

non si cede ossigeno libero.

Solitamente però, per assicurarsi che tutto il combustibile venga bruciato

si fornisce un esubero di ossigeno alla combustione.

Questa O2 (e la relativa N2) in più è a forte impatto ambientale.

CORRELAZIONE TRA EMISSIONI CO2 E

COMBUSTIBILE UTILIZZATO

Questa correlazione è espressa dal "coefficiente di emissione per unità

di energia"

Essenzialmente questo fattore dipende in praticolare dal:

-La massa di CO2 rispetto alla massa di combustibile

-La quantità di carbonio e il potere calorifero del combustibile

Il potere calorifero di solidi e

liquidi, se è nota solo la CURIOSITA'

composizione ponderale, non GPL= Gas di Petrolio Liquefatto

posso ricavarla dalle entalpie di

formazione (posso al massimo

avere un'approssimazione.

Esistono quindi dei calorimetri che servono per misurare sperimentalmente

il potere calorifero di queste sostanze

RICHIAMI DI CHIMICA

Idrocarburi: composti con solamente idrogeno e carbonio

Gli idrocarburi più semplici sono gli alcani:

struttura generale

METANO:

ETANO:

PROPANO:

BUTANO:

Alcol metilico= metanolo

Alcol etilico= etanolo

BENZENE (aromatici):

Reazione di combustione:

Quindi, una mole di propano mi danno tre moli di

anidride carbonica

E questo significa che 44 g di propano rilasciano 3*44 g di CO2

Esercizietto:

Miscela 80% etano e 20% propano

Quindi:

ENTALPIE DI FORMAZIONE TABULATE

= [ (-94,05 • 2,2)+ ( - 57,79 • 3,2) ] +

prodotti reagenti

- [ ( -20,24 • 0,8 ) + (-24,82 • 0,2 ) ] = - 370, 682

coefficiente di emissione fuel

calore di vaporizzazione dell'acqua= 2441,83 KJ/Kg di h20)

Quindi il PCS= 52'000 kJ/kg

TABELLA DELLE ENTALPIE DI FORMAZIONE STANDARD

TROVARE IL PCS E PCI DALLE ENTALPIE DI

FORMAZIONE STANDARD

Il Pci è riferito all'acqua di reazione allo stato finale di vapore nei

prodotti di combustione (se l'acqua è vapore si tratta di pci inferiore).

Per convenzione si indicano:

(l'entalpia di formazione di unamole di composto nel suo stato

standard (P=1 atm, T=0°C)

Se questa entalpia è minore di zero, il fenomeno è ESOTERMICO

(cedo calore). Se è maggiore di zero il processo è ENDOTERMICO.

Questa entalpia può essere ottenuta come

differenza tra i DH dei prodotti di reazione ed i

DH dell'insieme dei reagenti le ∆H sono

TABULATE

l'entalpia dell' ossigeno è per definizione pari a zero

pci (CH4) = 191,75 • 1000 / 16 [Kcal/Kg]=11984 Kcal/kg = 50167 kJ/kg

Un altro modo di calcolare il pcs è dal calore di vaporizzazione

dell'acqua (in condizioni standard).

Questo metodo è illustrato "nell'esercizietto" di qualche pagina fa.

Prova a fare questo esercizio:

trova: Svolgimento

contenuto ossigeno nell'aria

Bilancio O2: NOTA BENE

"A" non gli serve a

niente, lo calcola e basta

da tabella

ESERCIZIO PONT-VENTOUX

P media annua

dal turbogas:

Risparmio CH4 all'anno:

coeff. emissione CH4=

Riduzione emissione CO2=

Professoressa Sobrero EMISSIONI DI GAS SERRA

(In italia)

Tra gli indicatori più importanti si sottolinea quello di pressione (GWP)

Partiamo dal 1990 perchè è l'anno di riferimento per tutti gli stati

(protocollo di Kyoto). CONSIGLIO

DEFINIZIONE DEGLI INDICATORI: per capire qualcosa disegnati la molecola

-HCFC: IdroCloroFluoroCarburi con i 4 legami del carbonio

-HCFC (x)yz:

°x=numero atomi di carbonio meno 1 (in genere variano da 1 a 2)

°y=numero atomi di idrogeno più 1

°z=numero atomi di fluoro

il numero di atomi di cloro dipende da quanti legami sono rimasti liberi.

Esempio: HCFC 22, è un derivato del metano perchè la x=0, ha un

atomo di idrogeno (2=n+1), un atomo di cloro

(4-2-1=1). Nome=CLoroDifluouroMetano= C H Cl F2

Esempio: diclorotrifluoroetano, ci sono due atomi di cloro, tre

atomi di fluoro e deriva dall'etano. Quindi ci sarà

un atomo di idrogeno. la sigla sarà HCFC 123.

GLOBAL WARMING POTENTIAL (GWP):

potenziale di riscaldamento globale di ogni

singola sostanza in rapporto al potenziale

dell'anidride carbonica:

In pratica, se emetto 1 tonnellata di

metano, equivale ad immettere (in

termini di dannosità) 21 tonnellate di

anidride carbonica. La soglia del protocollo

di Kyoto è di 483,36

Mt CO2 eq.

COSA HA PORTATO L'AUMENTO O LA DIMINUZIONE DELLA CO2?

I settori che più influiscono sulle emissioni sono:

-Settore energetico ; -Settore industriale; -Uso di solventi;

-Agricoltura; -Cambiamenti uso del suolo e foreste; -Rifiuti;

CORRELAZIONE TRA EMISS. GAS SERRA E CONSUMI ENERGETICI TOTALI

IL PROTOCOLLO DI KYOTO

è un accordo internazionale che stabilisce degli obbiettivi per le

emissioni (in pratica è la risposta ad un cambiamento che si stava

iniziando a percepire). Esso stabilisce i tempi e le procedure per

realizzare gli obbiettivi del trattato.

punti chiave:

I paesi dell'annex 1 (i più industrializzati), hanno l'obbligo di ridurre

le emissioni di gas serra entro il 2012 di almeno del 5,2% rispetto al

1990.

Sono anche previsti dei "carbon credits", i paesi che emettono più gas

serra possono acquistare dei "bonus" da quelli che ne emettono meno.

Inoltre si possono acquistare "carbon credits" esportando tecnologie

pulite aiutando i Paesi in Via di Sviluppo a evitare emissioni

inquinanti.

Ogni paese dell'annex 1 deve realizzare un sistema nazionale per la

stima delle emissioni di gas serra.

Il protocollo di Kyoto diventa obbligatorio a livello internazionale

quando è ratificato da almeno 55 paesi ed il totale delle emissioni dei

paesi firmatari sia almeno il 55% delle emissioni totali da gas serra

(quindi entrò in vigore a febbraio 2005 grazie alla firma della

Russia).

DISTINZIONE PAESI:

-A= paesi industrializzati

-B=I paesi in via di transizione.

-C=I paesi in via di sviluppo a cui è riconosciuto il diritto a seguire un

proprio sviluppo industriale. Ne consegue che essi non sono soggetti a

vincoli particolari (per evitare di bloccare la crescita).

A+B=paesi Annex 1, responsabili della maggioranza delle

emissioni, sono ora tenuti a ridurle.

I paesi del'Annex 1 devono quindi ridurre del 5,2% l'emissione totale

dei gas serra, tuttavia questa percentuale è suddivisa:

1)Paesi dell'UE nel loro insieme: 8%

2)Stati Uniti: 7%

3)Giappone: 6%

Nessuna riduzione (ma una stabilizzazione) per la Russia, Nuova

Zelanda, Ucraina

Aumento delle emissioni per Norvegia Australia ed Islanda (per lo

sviluppo)

Nell'unione europea, la partizione del 8% è suddivisa non equamente:

-Gran Bretagna, Germania, Lussemburgo= -12 %, -21 %, -28%

-Italia= -6,5%

-Portogallo, grecia= +28%, +25%

MECCANISMI INTERNAZIONALI DI

FLESSIBILITA'

1)MECCANISMO JOINT IMPLEMENTATION (JI)

i paesi industrializzati possono attuare i loro impegni sia

individualmente che congiuntamente, questo meccanismo consente

l'attenuazione congiunta di programmi di cooperazione mediante i

quali si possono acquistare o cedere "unità di riduzione di emissioni".

Inoltre in tutte le opere di riforestazione, mitigazione ecc. , tutti i paesi

collaboranti hanno il loro beneficio in termini di unità di riduzione

di emissioni.

2)MECCANISMO EMISSION TRADING (ET)

Permette ad un paese di acquistare a prezzi di mercato la parte di

quota di emissioni non utilizzabile da un altro paese.

3)MECCANISMO CLEAN DEVELPMENT MECHANISM (CDM):

i paesi industrializzati possono acquistare quote di riduzione delle

emissioni mediante la realizzazione nei paesi in via di sviluppo di

progetti di sviluppo "pulito", cioè basati sull'innovazione

tecnologica e sulle nuove tecnologie ad alta efficienza e a basse

emissioni da gas serra.

Condizioni: la riduzione delle emissioni nei PVS deve essere

certificata e i progetti devono contribuire alla crescita economica

secondo i criteri dello sviluppo sostenibile

per far fronte ai "furbetti" sono stati messi dei limiti ai crediti

acquistati e venduti. Inoltre una parte dei crediti acquistati devono

essere utilizzati per le proprie riduzioni.

SANZIONI DEL PROTOCOLLO

Due tipologie di sanzione:

1) l'ammontare percentuale in eccesso rispetto agli obbiettivi fissati,

maggiorato del 30% va a cumularsi con l'ammontare percentuale di

riduzione di emissioni previsto per la seconda fase di attuazione del

protocollo (quella in discussione per il periodo successivo al 2012

2)Lo stato inadempiente può inoltre essere escluso dalla

partecipazione ad uno o più meccanismi flessibili

LA MULTA:

40 euro per ogni tonnellata in equivalente CO2 emessa in eccesso

dagli operatori (nel periodo 2005-2007) e una multa pari a 100 euro

a tonnellata nei periodi successivi. La sanzione è misurata rispetto

ad un valore pari a 4 o 5 volte il valore di mercato (crediti d'acquisto

da altri paesi), questo per non invogliare gli stati a preferire le multe.

RIASSUNTO:

Nel 2010 l'unità europea (nel complesso) è riuscita a raggiungere

l'obbiettivo di riduzione delle emissioni. L'Italia però non è tra

quelle che ha raggiunto l'obbiettivo, quindi abbiamo un debito

anche in questo fronte.

CONFERENZA DI DURBAN

Il compito delle nazioni unite (durban 2011) è definire gli impegni

di contenimento delle emissioni dei paesi industrializzati e di quelli

in via di sviluppo.

-1a Decisione: Proseguire con un secondo periodo di impegno

del protocollo di Kyoto con obbiettivi vincolanti di riduzione

delle emissioni solo per alcuni paesi dell'annex 1 (europa,

australia, nuova zelanda, svizzera, norvegia e pochi altri

(quelli che contribuiscono al 15% delle emissioni globali).

-2a decisione: E' stato istituito un gruppo di lavoro per

definire entro il 2015 un nuovo protocollo o altro strumento

legale o esito condiviso dotato di forza legale che comprenda

tutti i paesi (l'obbiettivo è quello di innalzare il livello di

ambizione globale)

CONCENTRAZIONE DI OZONO

NELL'ATMOSFERA

La concentrazione dell'ozono raggiunge un massimo (fino a 5 ppm)

nell'ozonosfera (strato della stratosfera compresa tra i 35 e 30 km

dalla superficie terrestre). Sotto questa quota le concentrazioni

diminuiscono rapidamente (al suolo è circa di 0,03 ppm)

in questa figura le concentrazioni sono date in millipascal, bisogna

convertirle con la legge di Dalton (per trasformarla in ppm)

l'ozono è molto

importante per

l'assorbimento dei raggi

UVB e UVC...

come si può vedere in

figura grazie

all'ozono riusciamo a

proteggerci da raggi

che sarebbero

disastrosi (cancro

della pelle, problemi

agli occhi ecc)

La presenza di questa elevata concentrazione

di ozono deriva dalla presenza di un'intensa

radiazione di UV di origine solare

(lambda<2400 A) che provoca la

dissociazione dell'ossigeno presente, rarefatto

in atomi che si combinano con le molecole

secondo le reazioni: la velocità di produzione cresce

con l'altitudine

L'ozono, che così si forma, a causa del suo forte potere di

assorbimento delle radiazioni UV (2400<lambda<3400 A)

subisce una decomposizione: il tempo di dimezzamento

diminuisce al crescere della

quota

Si verifica così un equilibrio tra l'ozono che si forma e quello che si

decompone, ciò porta allo stabilirsi di una concentrazione pressoché

costante nello strato sopra ricordato.

BUCO DELL'OZONO:

è stato scoperto nel 1985 tramite

osservazioni della stazione di

Halley Bey, in antartide, dagli

studiosi del British Antarctic

Survey.

UNITA' DOBSON:

Spessore in millesimi di centimetro che avrebbe l'ozono

atmosferico se fosse portato tutto a condizioni normali di

pressione e temperatura (1 atm 0°C)

Nella pagina seguente sono riportate alcune analisi

riferite all'unità dobson negli anni...

Perchè la diminuzione dell'ozono è così massiccia nella

primavera antartica?

Causa: particolari condizioni climatiche che si instaurano durante

l'inverno. Principalmente a causa dell'assenza della radiazione

solare, nella stratosfera durante l'inverno si forma un'intensa

circolazione ciclonica, detta vortice polare, all'interno del quale si

instaura un regime di isolamento che impedisce il mescolamento

con masse d'aria esterne.

Il raggiungimento di temperature molto basse può portare alla

formazione di PSC (nubi stratosferiche polari)

La formazione di PSC attiva una serie di processi che modifica

sostanzialmente il bilancio dei composti azotati e delle specie che

contengono cloro principalmente cloro e bromo

consumano l'ozono

Quando un CFC (clorofluorocarburo) previene nelle zone alte della

stratosfera al di sopra dello strato dell'ozono, esso viene

fotodecomposto dalle forti radiazioni UV presenti, con liberazione di

atomi di Cloro. Il cloro messo in libertà dalla fotolisi del CDC

consuma ozono per formare l'ossido di cloro:

inoltre il Cl O si combuna con l'ossigeno atomico messo in libertò

dalla reazione di fotosintesi dell'ozono per riformare nuovamente

atomo di cloro che riprendono il ciclo di distruzione dell'ozono

In questo modo ogni atomo di cloro può distruggere molte molecole di

ozono, quanto detto si ripete per i composti con altri alogeni (bromo)

guardarsi da soli i cicli frigoriferi

Ozono Depletion Potential (ODP):

Potenziale di deupaperamento dell'ozono in ogni singola sostanza in

rapporto al potenziale del triclorofluorometano (R11)

Sostanze lesive per l'ozono stratosferico: valori ODP GWP

più atomi di cloro ci sono più è alto il ODP

più atomi di fluoro ci sono più è alto il GWP (Global Warming

Protection) OBBIETTIVI FISSATI DALLA

NORMATIVA

Con il protocollo di Montreal (1987) le parti firmatarie si

impegnano a stabilizzare, ridurre e quindi bandire le

produzioni e i consumi delle sostanze lesive per l'ozono

secondo uno schema articolato per obbiettivi e scadenze

temporali. SOSTANZE

LESIONANTI

DELL'OZONO

Osservazione finale:

anche se verranno rispettati gli impegni previsti dal protocollo, le

sostanze accumulate nell'atmosfera continueranno la loro azione

distruttiva ancora per un lungo periodo. Solo a partire dal 2005

inizia il processo di ripristino della fascia dell'ozono che non si

concluderà prima del 2060 PIOGGE ACIDE

Piogge acide: ricaduta dall'atmosfera di particelle, gas e precipitazioni

acide.

Se questa deposizione acida avviene per effetto di precipitazione meteo

(pioggia, neve) si parla di deposizione umida. In caso contrario il

fenomeno consiste in una deposizione secca (per motivi di gravità).

Le piogge acide sono causate

essenzialmente dagli Ossidi di

zolfo, e, in parte minore, dagli

ossidi di azoto, presenti in

atmosfera sia per cause

naturali, sia per effetto delle

attività umane. Un ancora

minore contributo è dovuto

all'ammoniaca. In natura molti composti chimici si

dissociano in acqua per formare

soluzioni che hanno un particolare pH

(capacità di produrre ioni H+

reagendo con l'acqua).

l'acqua in atmosfera è comunque

leggermente acida, infatti per la

dissoluzione della CO2 si produce

l'acido carbonico che causa un

abbassamento del pH a valori

intorno a 5,5 considerati naturali

(pioggia acida: pH<5)

Sensibilità del suolo:

Il suolo può assorbire e

neutralizzare le sostanze acide

(potere di tamponamento),

solitamente composti da

carbonati e rocce cristalline

CARICO CRITICO:

limite di sopportazione del

terreno alle acidità (quindi è

meno o più sensibile)


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria energetica
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher conigliaropoliappunti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Uso ottimale e sicurezza degli impianti energetici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino - Polito o del prof Sobrero Giulia.

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