2014-2015
P .
ROF
C D II
ARLO IRITTO PENALE
F EDERICO
G
ROSSO NUM. DATA
LEZIONE
1 23.09
2 24.09
3 30.09
4 1.10
5 7.10
6 8.10
7 14.10
8 15.10
9 21.10
10 22.10
11 28.10
12 29.10
13 4.11
14 5.11
15 11.11
16 12.11
17 18.11
18 19.11
19 25.11
20 26.11 1
Lezione 1 23.09
INFORMAZIONI GENERALI SULL’ESAME
Manuale: Antolisei, volume 2, parte speciale. Se si portano gli appunti, il prof aggiunge tre punti in più al
voto finale.
NB: Il manuale va bene tranne che per la parte sui delitti contro la pubblica amministrazione perché
l’edizione è anteriore al 2013 e nel 2013 c’è stata la riforma Severino dei delitti contro la PA.
La legge Severino ha cambiato in maniera rilevanti alcuni aspetti (concussione, corruzione) e quindi il testo
attuale della nostra legislazione è diverso à da fare sul codice e sugli appunti.
Argomenti esame:
delitti contro la personalità dello stato,
delitti contro l’ordine pubblico,
delitti contro la pubblica amministrazione,
delitti contro l’amministrazione della giustizia,
delitti contro la fede pubblica.
Bisogna fare solo i delitti e non le contravvenzioni.
Temi trattati dal Prof a lezione:
Reati associativi (associazioni a delinquere)
Delitti di opinione: delitti che si sostanziano nella manifestazione di un pensiero o nella modalità della parola;
sono essenzialmente istigazione e apologia
Attentati: reati che hanno la struttura del delitto tentato
Delitti di vilipendio: rappresentano un altro aspetto dei delitti di opinione
Cos'è questa categoria dei delitti contro la personalità dello stato?
Oggi si ritiene che sarebbe più opportuno classificarli come delitti contro l'ordinamento costituzionale.
Sono i delitti che attentano e aggrediscono l’organizzazione statuale, ossia aggrediscono lo Stato in quanto persona
giuridica.
Anche i delitti contro la PA sono delitti contro lo Stato ma sono delitti contro l’organizzazione amministrativa, quindi
si tratta di tutta un’altra cosa.
I delitti contro la personalità dello Stato sono quelli che tendono a distruggere lo Stato e le sue istituzioni.
Il nostro codice distingue tra due categorie, a seconda che si tratti di:
aggressione contro l'assetto internazionale dello Stato. Esempio: attentato all'unità della nazione, integrità
territoriale, cospirazione col nemico in tempo di guerra ecc. e tutte le fattispecie che aggrediscono la posizione
dell’Italia nel contesto internazionale.
o Attentato all'unità della nazione
o Attentato all'integrità territoriale
reati che attentano all'integrità interna dello stato.
o Attentati alla costituzione
o Attentati all'integrità dello stato
Entrambe le categorie possono essere classificate come reati contro l’assetto costituzionale del nostro stato.
I reati contro l’ordine pubblico, invece, prendono in considerazione un altro aspetto.
Prima di tutto, cos’è l’ordine pubblico? Ad esempio la sicurezza nelle strade. È il livello di sicurezza che i cittadini
devono avere.
Sono qui raggruppati tutti i reati che rendono insicura o incerta la vita quotidiana dei cittadini. 2
Esempio:
istigazione a delinquere,
associazione criminale -> reati che possono turbare la tranquillità quotidiana della vita dei cittadini che non
commettono reati.
Molti reati sono previsti sia sotto la veste di reati contro l’ordine pubblico sia sotto la veste di reati contro lo Stato, a
seconda dell’obiettivo di coloro che commettono questi reati.
es. associazione a delinquere è tipicamente un reato contro l’ordine pubblico, perché l’associazione a delinquere
rappresenta un pericolo per il tranquillo vivere degli associati à è un’organizzazione che ha come obiettivo la
commissione di una pluralità di reati.
Ma l’organizzazione a delinquere può avere degli obiettivi politici. Esempio: le organizzazioni terroristiche non
commettono dei semplici reati, commettono reati per realizzare obiettivi di sovversione dell’ordine costituito. È
ovvio, quindi, che sul terreno dei delitti contro lo Stato siano previsti una serie di reati associativi (l’associazione
tende a realizzare, attraverso una commissione di reati, il sovvertimento dell’ordine costituito).
I delitti contro lo Stato sono puniti in modo più pesante rispetto ai delitti contro l’ordine pubblico.
Reati associativi
Associazione a delinquere
Quando parliamo di delitti di associazione a delinquere stiamo parlando di una pluralità di reati; due di questi
(associazione a delinquere e associazione di stampo mafioso) sono previsti come delitti contro l’ordine pubblico. Le
altre associazioni sono previste come delitti contro lo Stato.
Tutte queste realtà, in ogni caso, sul terreno della struttura fondamentale presentano delle caratteristiche comuni
per cui possono essere trattate unitariamente per individuare i problemi comuni a queste fattispecie e quelli che
sono i problemi specifici per ciascuna fattispecie.
ART. 416 CP
Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti, coloro che promuovono o costituiscono od
organizzano l'associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da tre a sette anni.
Per il solo fatto di partecipare all'associazione, la pena è della reclusione da uno a cinque anni.
I capi soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori.
Se gli associati scorrono in armi le campagne o le pubbliche vie si applica la reclusione da cinque a quindici anni.”
La definizione del codice è estremamente generica: quando tre o più persone si associano per commettere più
delitti.
Occorre fare attenzione: una cosa è l’associazione di 3 persone che si prefigge di compiere al massimo, per esempio,
qualche scippo sui mezzi pubblici; un’altra cosa è un’organizzazione di 300-400 persone, che si prefigge di realizzare
profitti e ricchezza attraverso la realizzazione di reati che possono arrivare fino all’omicidio o al sequestro di persona.
Il tasso di pericolosità delle organizzazioni criminali è molto diverso, e anche il loro impatto a livello sociale. Tutte
però sono riportate all’indicazione dell’art. 416 comma 1.
Bisogna cercare di entrare all’interno di questa forma estremamente generica per capire cosa sia in realtà
un’associazione criminosa e come lo Stato si attrezza per combattere queste forme di criminalità.
Al 1 comma, dopo aver definito l’associazione in termini molto generici, il codice parla subito della pena.
Da ciò traiamo l’idea che, nell’organizzazione criminale, ci sono persone qualificabili come
promotori/capi/organizzatori (che sono ovviamente punite di più) e persone che sono semplici partecipi
dell’organizzazione che sono punite di meno.
Perché il nostro codice penale descrive al 1 comma l’associazione in termini molto generici e poi indica in primo luogo
la posizione dei capi, promotori, organizzatori e poi quella degli altri partecipi? 3
Non sarebbe stato più logico dire: chiunque partecipa è punito con pena da 1 a 7 anni, chi partecipa con qualifica di
capo è punito con sanzione superiore (da 3 a 7 anni)?
La tecnica incriminatrice di individuare prima la fattispecie più grave e poi quella meno grave del partecipe risponde
ad un'esigenza pratica: se si fosse utilizzata la scala opposta (ossia partendo dall’indicazione del delitto del partecipe
e poi indicando la posizione del capo e la pena superiore prevista per quest’ultimo), sarebbe potuto sorgere un
dubbio, e cioè si sarebbe potuto pensare che la posizione di promotore/ organizzatore/ capo fosse una posizione
riconducibile ad una mera circostanza aggravante del fatto di essere partecipe.
Il partecipe viene punito; se la persona, all’interno dell’organizzazione criminale, è qualificata come “organizzatore”,
“promotore” ecc la sua pena è aumentata.
Ma cosa avrebbe significato qualificare come aggravante la qualità di capo/ organizzatore/ promotore?
Il fatto è che le circostanze aggravanti entrano in bilanciamento con le circostanze attenuanti; quindi, qualche
magistrato avrebbe potuto decidere di riconoscere circostanze attenuanti generiche e quindi l’aumento della pena
sarebbe stato annullato.
Oppure, visto che in materia di circostanze eterogenee la discrezionalità del magistrato è massima (per cui
quest’ultimo ha solo l’obbligo di motivare la sentenza), questi è libero di dichiarare prevalenti le attenuanti (applica
solo queste), le aggravanti (applica solo queste) o dichiara che si bilanciano (non applica né le une né le altre e quindi
applica la pena base del reato) à proprio per evitare che la maggior pena stabilita per il capo o promotore potesse
essere in tal caso annullato dal riconoscimento della circostanza attenuata, il nostro legislatore usa una tecnica che
impedisce assolutamente di considerare il capo promotore una posizione circostanziale aggravata del reato base
“associazione a delinquere”.
L’associazione a delinquere è dunque un’associazione di più persone; per questa ragione è ascrivibile alla categoria
generale dei c.d. reati plurisoggettivi o reati a concorso necessario. Si tratta di quei reati per i quali è necessaria la
pluralità di persone e che non possono avere un’esecuzione monosoggettiva.
Molti reati sono realizzabili da una sola persona però, sul terreno della modalità di esecuzione del reato sotto veste
di forma di manifestazione del reato, sono previste diverse configurazioni , tra cui l’esecuzione concorsuale del
reato (ART. 410 e seguenti cp -> mi sembra sia questo il numero, ma dalla registrazione non si sentiva bene!).
Nei reati a concorso necessario, la presenza di più soggetti agenti è richiesta per la configurazione del reato. E il
reato dia associazione a delinquere, dato che presuppone che i componenti dell’associazione siano almeno tre, è
reato a concorso necessario. Ciò significa che, per la sua realizzazione, è necessaria la pluralità di persone.
Altri esempi: corruzione è tipicamente a concorso necessario
Che cosa distingue un'associazione criminale dalla mera esecuzione concorsuale del reato?
Esempio: ci sono 4 persone che partecipano ad una rapina, si organizzano, fanno un piano, preparano i dettagli
dell’esecuzione criminosa e poi passano all'esecuzione del reato. La rapina viene commessa e ovviamente è una
rapina realizzata in concorso di persone. Ognuna di queste persone ha un suo ruolo: c’è il palo, chi minaccia, chi
afferra le cose ecc. dall’insieme viene fuori la rapina.
Magari queste 4 persone due anni dopo commettono una seconda rapina e di nuovo preparano tutti i dettagli e
realizzano il reato. Di nuovo si tratta di rapina realizzata in concorso di persone.
Se quattro persone organizzano una rapina e uno o due anni dopo ne riorganizzano un’altra (e la realizzano), noi
abbiamo sicuramente due episodi di rapina realizzati in concorso eventuale di reato.
Non abbiamo necessariamente un’associazione criminale.
Quindi qual è l’elemento di distinzione?
Se delle persone saltuariamente realizzano uno o più reati di rapina o di furto, noi abbiamo una situazione di
pluralità di delitti realizzati in concorso eventuale di reato. Di per sé, non avremo certamente un’organizzazione
criminale.
Per distinguere e individuare un’organizzazione criminale non è sufficiente la rilevazione di una pluralità di reati
commessi da una pluralità di persone, nemmeno quando le persone sono le stesse. 4
Perché si abbia una situazione criminale è necessario qualcosa di diverso e qualcosa di più; la nostra legge non ci dice
in maniera chiara cosa sia questo elemento diverso e ulteriore, però lo lascia intendere in maniera chiara.
1 REQUISITO: La nostra legge parla di “tre o più persone che si associano” à è chiaro che il primo indizio della
diversità tra la commissione di più reati commessi da una pluralità di persone e l’associazione criminosa è quell’ “si
associano”. Cosa vuol dire associarsi? Il nostro codice penale non lo spiega; la nostra giurisprudenza è arrivata pian
piano a identificare i parametri in forza dei quali possiamo dire se esiste o meno un’associazione criminosa.
Ci troviamo per la prima volta, in questo corso, di fronte ad un elemento fondamentale per capire qual è il ruolo
della giurisprudenza nella creazione del nostro diritto.
[Parentesi aperta dal prof sul ruolo dell’interpretazione.
Questo avviene quando le formule legislative non sono sufficientemente definite ed è l’interprete che deve
contribuire a definirle in maniera specifica e tassativa.
Punto di partenza: bisogna distinguere nettamente la proposizione linguistica, di cui è costituita una norma giuridica,
dalla c.d. norma reale.
Quando la formulazione linguistica (ossia il significato delle parole) di per sé è equivoca sarà necessario che
l'interprete cerchi di dare un contenuto definito a quelle parole in modo da individuare il significato effettivo delle
norma.
Il risultato dell'interpretazione è la norma reale, ossia la norma effettivamente applicata.
Una disposizione linguistica equivoca può dare luogo a più norme reali, a seconda che l’interprete interpreti la
norma in un modo o nell’altro.
Tutti sono liberi di interpretare le norme, ma le interpretazioni hanno un valore diverso a seconda del soggetto che
opera l'interpretazione.
Quando il magistrato individua una norma reale, questa individuazione ha una sua valenza concreta perché si
applica, quantomeno, la norma reale a coloro che sono trattati in quel caso preciso e quindi subiscono la decisione
da parte del giudice in questione.
Il nostro ordinamento giudiziario è organizzato secondo una gerarchia di interventi giurisprudenziali.
Abbiamo un giudizio di primo grado, un giudizio d’appello e un giudizio di legittimità effettuato dalla Cassazione.
La Cassazione è un tribunale al quale è demandato il compito di fornire l'interpretazione della norma. Non si va in
Cassazione per un questione di fatto ma di diritto; essa è l’organismo più alto nel nostro ordinamento giudiziario, al
quale è demandata la funzione ermeneutica.
Quando si verifica un contrasto a livello di corte di cassazione, magari tra due sezioni che interpretano una norma in
modo diverso, o tra due colleghi della stessa sezione, per superare la divaricazione interpretativa è previsto l'istituto
dell’intervento a sezioni unite della Cassazione.
Le sezioni unite hanno il compito di dettare la linea ufficiale della Cassazione; questa sentenza delle sezioni unite ,
che indica una certa linea interpretativa, è assolutamente importante perché si tratta dell'interpretazione ufficiale
della norma.
Il nostro sistema giuridico è un sistema di diritto continentale e quindi non vale la regola del precedente, ossia il
precedente non è vincolante. Nei paesi di diritto anglosassone, in molti settori il diritto nasce sulle decisioni della
giurisprudenza sui casi concreti; noi abbiamo la legge.
La legge, però, deve essere interpretata.
La norma reale molte volte è difficile da disvelare perché solitamente è confusa. La norma reale disvelata dalla
Cassazione o dalle sezione unite ha una particolare importanza.
Qualunque giudice può tranquillamente discostarsi dagli orientamenti della Cassazione però, egli sa che se si
discosta dagli orientamenti della Cassazione, al 99% dei casi la sentenza verrà annullata (se arriva fino in Cassazione).
5
Ci può essere quindi una spinta da parte dei giudici di merito, ma solitamente si conformano all’orientamento della
Cassazione.
Ecco che la giurisprudenza ha iniziato ad assumere, nel tempo, un’importanza sempre più fondamentale.
Perché questo? Parchè purtroppo il nostro Parlamento, in questi ultimi decenni, ha sempre più dimenticato le
tecniche di una buona produzione legislativa e sempre più frequentemente ha approvato norme di difficile
percezione à funzione interpretativa è diventata fondamentale e importantissima.
In questa rivalutazione della norma reale individuata dalla Cassazione, ha avuto un peso molto rilevante la nostra
Corte costituzionale. Questo perché quando viene sollevata la questione di costituzionalità di una norma penale e il
giudice di merito indica la questione come non manifestamente infondata e rimette gli atti alla Consulta, il primo
quesito che si pone quest’ultima è chiedersi quale sia la norma reale.
La Consulta l’ha chiamata “diritto vivente” e si è chiesta: “Qual è il diritto vivente?” à questo perché la consulta non
deve pronunciarsi sulla norma astrattamente prevista nel codice ma su quella che viene concretamente applicata
nelle aule di giustizia.
Problema: qual è il diritto vivente per la corte costituzionale? È l’interpretazione prevalente della Corte di Cassazione
o delle sezioni unite, è la sapienza che esce dalla nostra corte suprema.
Se il nostro sistema giurisprudenziale si è orientato in questo modo, con la Cassazione che dà la linea e i giudici di
merito che si adeguano e poi persino la Consulta afferma di basarsi sull’interpretazione della corte suprema, allora la
funzione svolta dalla Cassazione diventa una funziona di fondamentale importanza per la produzione del diritto nel
nostro paese.
Il discorso si è complicato da quando hanno iniziato a prendere piede nel nostro paese il diritto europeo e le<
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