L'imprenditore
Innanzitutto, secondo la dottrina largamente prevalente, l’imprenditore inizia la propria attività quando comincia a organizzare la propria impresa, a prescindere dall’attività. L’imprenditore commerciale non piccolo all’inizio dell’attività s’iscriverà al registro dell’impresa.
Estinzione dell'attività
Secondo la dottrina poi, l’attività si estingue quando sono eliminati tutti i fattori strumentali necessari alla stessa. Se ci sono ancora debiti o crediti, questo non comporta il non termine dell’attività. L’imprenditore commerciale non piccolo al termine della sua attività comunicherà al registro dell’impresa la cessazione dell’attività.
Imprenditore occulto e apparente
Può esservi tra gli imprenditori colui definito “occulto”. Questo è un soggetto che o non può svolgere l’attività, perché ad esempio è un professionista e la sua normativa glielo vieta, oppure, nella maggior parte dei casi, si tratta di qualcuno che sposta il rischio d’impresa ad un altro soggetto. Quest’ultimo soggetto è chiamato prestanome o imprenditore apparente. Chi fallisce secondo la normativa? L’imprenditore apparente e non quello occulto. Se invece l’attività è svolta in forma societaria e si dimostra che c’è un socio occulto, in questo caso quest’ultimo può fallire.
Minori, inabilitati e interdetti
Per quanto riguarda infine i minori, gli inabilitati o interdetti, essi non hanno la piena capacità d’agire e possono fare attività imprenditoriale solo sotto la guida di terzi. Nonostante ciò, il rischio d’impresa e la responsabilità sono sempre propri dell’imprenditore minore, inabilitato o interdetto e mai del curatore.
Definizioni legislative
Procedendo per ordine, per l’articolo è imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.
Requisiti dell'imprenditore
Il primo requisito dell’imprenditore è la professionalità; in questo caso il termine è sinonimo di “abitualità”, cioè si fa riferimento ad un’attività che viene ripetuta nel tempo. Esempio: Non è imprenditore un soggetto che in via occasionale istituisca un banco di bandierine davanti allo stadio. Inoltre, per essere imprenditore non è necessario che l’attività sia continuativa, rientra dunque nella qualifica di imprenditore il soggetto che svolge la propria attività stagionalmente.
Il secondo requisito dell’imprenditore è l’economicità. I ricavi devono almeno coprire i costi e non è necessario che l’attività sia a scopo di lucro, come accade per le aziende pubbliche.
Il terzo requisito dell’imprenditore è l’organizzazione. Un soggetto, per essere qualificato imprenditore, deve coordinare capitale e/o lavoro altrui. Non è dunque imprenditore chi organizza esclusivamente il lavoro proprio senza ricorrere a capitale o lavoro altrui.
Il quarto requisito dell’imprenditore è la direzione al mercato. L’imprenditore, per essere tale, deve orientare il risultato della propria attività verso il mercato. Non può quindi qualificarsi come imprenditore il soggetto che produce solo per le proprie esigenze, ad esempio un soggetto che nel tempo libero coltivi il proprio orto e ne destini il risultato al consumo personale.
Tipologie di imprenditori
- Piccolo imprenditore
- Imprenditore non piccolo
Tipologie di attività
- Imprenditore agricolo
- Imprenditore commerciale
Il piccolo imprenditore
Per l’articolo sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. La nozione di piccolo imprenditore a cui si applica “lo statuto dell’imprenditore” viene integrato con l’articolo della legge fallimentare, il quale dispone che:
- Possono fallire gli imprenditori che esercitano un’attività commerciale, esclusi gli enti pubblici
- Non sono soggetti alle disposizioni sul fallimento, invece, gli imprenditori che dimostrino il possesso congiunto dei seguenti requisiti:
- Aver avuto un attivo patrimoniale annuo non superiore a 300.000 € nei tre esercizi prima della data di deposito dell’istanza di fallimento o dell’inizio dell’attività se di durata inferiore
- Aver avuto ricavi lordi non superiori a 200.000 € nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore
- Avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore a 500.000 €.
Quindi se un soggetto riunisce questi tre requisiti, congiuntamente, non è soggetto alle procedure concorsuali ed è considerato piccolo imprenditore anche ai fini del fallimento. Tuttavia, questo non significa che il soggetto non sia perseguibile, ma che sarà perseguibile per azione esecutiva ordinaria fino a che la legge lo consentirà.
Disposizioni generali per l'esercizio dell'impresa
Per l’art, la legge determina le categorie d'imprese il cui esercizio deve avere autorizzazione amministrativa.
Indirizzo della produzione
Per quanto riguarda l’indirizzo della produzione, art, il controllo sullo stesso e il controllo degli scambi è esercitato dallo Stato, in relazione all’interesse unitario dell’economia.
Gerarchia e responsabilità
Tornando alla figura di imprenditore, il capo dell’impresa è colui da cui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori. L’articolo sottolinea che l'imprenditore è tenuto ad adottare misure adeguate necessarie a tutelare l’integrità fisica e morale dei prestatori di lavoro. Per quanto riguarda la responsabilità dell’imprenditore, egli è tenuto a seguire i principi dell’ordinamento corporativo e gli obblighi che ne derivano. Inoltre, egli risponde verso lo Stato dell’indirizzo della produzione e degli scambi.
L'impresa familiare
Secondo l’articolo, il familiare che presta in modo continuativo il suo lavoro nell'impresa di famiglia ha diritto al mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia e partecipa agli utili dell'impresa e ai beni acquistati con essi, nonché agli incrementi dell'azienda in proporzione alla quantità alla qualità del lavoro prestato. Le decisioni su utili, incrementi e gestione straordinaria sono adottate secondo la maggioranza per testa. All’interno della famiglia il lavoro della donna deve essere considerato equivalente a quello dell’uomo.
Il diritto di partecipazione è intrasferibile e può essere liquidato in denaro alla cessazione per qualsiasi causa.
L'imprenditore agricolo
Per l’articolo, è considerato imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività:
- Coltivazione del fondo
- Selvicoltura
- Allevamento di animali
- Attività connesse
In secondo luogo, un imprenditore agricolo può essere qualificato come tale se cura un ciclo biologico intero o una fase necessaria dello stesso ciclo; ad esempio, un soggetto che acquisti vitelli e ne curi lo sviluppo dell’intero ciclo biologico o di una parte dello stesso può essere qualificato imprenditore agricolo, mentre chi acquista per la rivendita vitelli o manzi non può essere qualificato tale. Inoltre è necessario che vi sia un collegamento con il fondo, quindi anche la coltivazione in serra deve essere considerata attività agricola.
Affinché le attività esercitate da un imprenditore possano considerarsi “connesse” è necessario che siano soddisfatte due condizioni:
- Le attività medesime devono essere svolte dallo stesso imprenditore che svolge un’attività agricola principale (connessione soggettiva).
- Le attività devono avere ad oggetto prodotti ottenuti in prevalenza da un’attività agricola principale (connessione oggettiva).
Sono in particolare connesse le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione delle coltivazioni del fondo, del bosco o dell’allevamento di animali. Così, ad esempio, l’imprenditore che allevi mucche e che quindi sia qualificabile come imprenditore agricolo, svolge attività connesse se trasforma il latte prodotto dalle sue mucche in formaggi. Sono inoltre attività connesse le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione di attrezzature o risorse normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata. Così continua ad essere imprenditore agricolo chi utilizzando il trattore vada ad arare il campo del vicino a pagamento.
Iscrizione nel registro delle imprese
Importante per l’imprenditore agricolo è quanto è disposto dall’articolo, nel quale si dice che le norme relative all’iscrizione nel registro delle imprese non si applicano agli imprenditori agricoli.
Responsabilità
Per quanto riguarda la responsabilità dell'imprenditore agricolo, egli, anche se esercita l'impresa sul fondo altrui, è soggetto agli obblighi stabiliti dalla legge concernenti l'esercizio dell'agricoltura.
Imprenditore commerciale ed altre imprese soggette a registrazione
La figura dell’imprenditore commerciale non è definita con una nozione nel nostro codice ma attraverso un elenco di attività che, se esercitate, si riferiscono all’imprenditore commerciale, come mostra l’articolo.
- Un'attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi
- Un'attività intermediaria nella circolazione dei beni
- Un'attività di trasporto per terra, per acqua o per aria, ad esempio ferrovie
- Un'attività bancaria o assicurativa
- Altre attività ausiliarie delle precedenti, ad esempio agenzie di viaggio
Inoltre, sono soggette all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese:
- Le società costituite secondo quanto detto sopra e le società cooperative (anche se non esercitano un’attività commerciale)
- Gli enti pubblici che hanno per oggetto esclusivo o principale un’attività commerciale
Invece non sono soggetti all’obbligo dell’iscrizione al registro delle imprese i piccoli imprenditori.
Iscrizione dell'impresa
Per quanto riguarda l’iscrizione dell’impresa, il, stabilisce che entro 30 giorni dall'inizio dell'impresa l'imprenditore deve chiedere l'iscrizione all'ufficio del registro delle imprese, indicando:
- Il cognome e il nome, il nome del padre, la cittadinanza
- La ditta
- L'oggetto dell'impresa
- La sede dell'impresa
- Il cognome e il nome degli institori e procuratori
NB: Per l’imprenditore individuale il nome sotto cui si esercita l’attività è “ditta”, per le società di persone è “ragione sociale”, per le società di capitali è “denominazione sociale”.
L'imprenditore che istituisce nel territorio dello Stato sedi secondarie con una rappresentanza stabile deve, entro trenta giorni, chiederne l'iscrizione all'ufficio del registro delle imprese del luogo dove è la sede principale dell'impresa. Nello stesso termine la richiesta deve essere fatta all'ufficio del luogo nel quale è istituita la sede secondaria, indicando altresì la sede principale, e il cognome e il nome del rappresentante preposto alla sede secondaria.
Infine, l’imprenditore deve indicare negli atti e nella corrispondenza che si riferiscono all’impresa il registro presso il quale egli è iscritto.
Lo statuto dell’imprenditore commerciale
Lo statuto dell’imprenditore commerciale riguarda:
- L’obbligo della tenuta delle scritture contabili
- Gli ausiliari dell’imprenditore commerciale
- L’assoggettabilità delle procedure fallimentari
Oltre alla definizione contenuta nell'art. 2195 che definisce per l’appunto l’impresa commerciale, esiste tutta una serie di altre norme applicabili, seppur con qualche eccezione, in via esclusiva all’imprenditore commerciale. Tali norme riguardano i seguenti argomenti:
- La pubblicità giuridica 2203-2213
- Le norme sulla rappresentanza (2214- 2220)
- Le scritture contabili (2221)
- Le procedure concorsuali
La pubblicità giuridica/legale
Il nostro legislatore ha istituito una banca dati nella quale debbano confluire le informazioni più importanti relative all’impresa, tale banca si chiama registro delle imprese ed è tenuto dalle camere di commercio, in questo devono essere indicati i fatti e gli atti principali riguardanti la vita dell’impresa. Tale registro è diviso in due sezioni, quella ordinaria e quella speciale:
- Nella sezione ordinaria devono essere iscritti gli atti e i fatti relativi all’imprenditore commerciale medio grande. L’iscrizione nella sezione ordinaria può produrre un’“efficacia dichiarativa” o, in taluni casi, un’“efficacia costitutiva”:
- L’efficacia dichiarativa rende gli atti o i fatti iscritti opponibili ai terzi, questo vuol dire che un dato iscritto nella sezione ordinaria si dà per noto a tutti, senza possibilità di prova contraria. Un atto o un fatto non iscritto si dà per non noto ai terzi, a meno che si provi che i terzi ne hanno avuto notizia. L’efficacia dichiarativa ha quindi una valenza positiva e una negativa. Positiva nel senso che l’atto o il fatto iscritto si dà per noto a tutti senza possibilità di prova contraria, negativa nel senso che l’atto o il fatto non iscritto si dà per non noto a tutti con possibilità di prova contraria.
- L’efficacia costitutiva è quella che rende il fatto o l’atto iscritto produttivo di effetti nei confronti di terzi. Essa vale, per esempio, per l’iscrizione nel registro delle imprese dell’atto costitutivo della società per azioni. A seguito dell’iscrizione la società viene ad esistere ed acquista personalità giuridica.
- Nella sezione speciale devono essere iscritti rispettivamente la società semplice, il piccolo imprenditore, l’artigiano e l’imprenditore agricolo. L’iscrizione nella sezione speciale produce effetti di “pubblicità notizia”, cioè ha esclusivamente “efficacia informativa” per terzi. L’iscrizione dell’impresa agricola nella sezione speciale, tuttavia, comporta un effetto di pubblicità dichiarativa in deroga al principio secondo cui l’iscrizione nella sezione speciale produce effetti di pubblicità notizia.
Le norme sulla rappresentanza
L’imprenditore, nell’esercizio della propria attività, si avvale di ausiliari subordinati (cioè dipendenti), fra questi assumono particolare importanza le 3 figure del:
- Institore: è colui che è preposto dal titolare all'esercizio di un'impresa commerciale (di una sede secondaria o un ramo particolare dell’impresa). Nel caso in cui siano preposti più institori, questi possono agire disgiuntamente, salvo che nella procura sia diversamente disposto. Per quanto riguarda il potere dell’institore, egli può compiere tutti gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa a cui è preposto, salve le limitazioni contenute nella procura. Quello che non può fare è invece gestire la “straordinarietà”. Per quanto riguarda invece il dovere dell’institore, egli è tenuto all’osservanza delle disposizioni riguardanti l’iscrizione nel registro delle imprese e la tenuta delle scritture contabili. Inoltre, l'institore è personalmente obbligato se omette di far conoscere al terzo che egli tratta per il preponente; tuttavia il terzo può agire anche contro il preponente per gli atti compiuti dall'institore, che siano pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto.
- Procuratore: è colui che ha il potere di compiere per l’imprenditore gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa, pur non essendo preposto ad esso. Egli è quindi di grado inferiore rispetto all’institore e il suo potere decisionale è circoscritto ad un determinato settore operativo dell’impresa. È un procuratore ad esempio il direttore del settore acquisti, il dirigente del personale o il direttore del settore pubblicità. La procura con sottoscrizione del preponente autenticata deve essere depositata per l'iscrizione presso il competente ufficio del registro delle imprese. In mancanza dell'iscrizione, la rappresentanza si reputa generale. Infine, come vale anche per l’institore, il procuratore è personalmente obbligato se omette di fare conoscere al terzo che egli tratta per il preponente.
- Commesso: è l’ausiliario subordinato a cui sono affidate mansioni esecutive o materiali che li pone in contatto con i terzi. Egli è di grado inferiore rispetto a institore e procuratore. Egli non può esigere il prezzo delle merci delle quali non faccia la consegna, né concedere dilazioni o sconti che non sono d'uso, salvo che questi siano espressamente autorizzati. Inoltre, se preposto alla vendita nei locali dell’impresa, non può.
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