Raffaele Petitti
TECNOLOGIA DELLA FORMULAZIONE DEI PRODOTTI ALIMENTARI (6 CFU)
(prof. Laura Piazza)
LEZIONE 1 (3/03/2021):
Food Formulation Technology
Temi importanti negli ultimi due anni: Ecosostenibilità, Reycle, sostenibilità delle produzioni.
Il corso può essere seguito tranquillamente anche non seguendo le lezioni, le slide su ARIEL sono
esaustive. Iscriversi per poter accedere alle slide su Ariel.
Esame scritti in presenza, nel caso sarò orale in piattaforma Teams. Domande aperte 6/5 per quelle
scritte e 3 per quelle orali. Usare un linguaggio adeguato.
Questa curva ci dice che, come la richiesta di alimenti crescerà in modo importante nel corso dei
prossimi anni. Dal 2010 al 2050 sarà richiesto un incremento del 71% di alimenti prodotti
(fortissima richiesta di più cibo). Ci sono delle politiche alimentare che lavorano per garantire
questa richiesta, un incremento della produzione di alimenti. Ci sono alcuni punti fondamentali per
la sostenibilità da tenere in considerazione:
Waste è lo scarto a fine vita (la maggior parte dei food waste avviene a livello domestico e
in parte nella grande disposizione). È importantissimo ridurre questo spreco alimentare.
Circa 1/3 degli alimenti prodotti per il consumo umano sono sprecati e persi. Lost (perdita),
di prodotti orticoli, non c’è un sistema opportuno, ad
ad esempio, nella fase di post-raccolta
esempio, di refrigerazione, perdo parte del raccolto.
Earth (terra), rispetto della terra e riguarda tutta la produzione, dalla materia in campo fino
al consumo del consumatore. Ci sono problemi legati alla perdita di biodiversità delle
materie prime ecc.
Nutrition bisogna istruire ad una nutrizione diversa con maggiore impatto salutistico e con
diete bilanciate, mangiare in modo più pulito e salutare (healthy)
nel garantire il cibo e l’accesso al cibo,
Stabilità questa costanza deve essere garantita anche
in condizioni difficili esterne come i cambiamenti climatici, shocks, ecc.
3 riferimenti importanti da tenere sempre in considerazione:
-Healthy food (alimentazione con alto impatto salutistico)
-sistemi di produzione sostenibili (dalla produzione primaria in campo e di trasformazione)
-resilienza dei mercati (stabilità, garantire accesso a tutti) >> noi non ci occupiamo di questo
aspetto in questo corso.
La trasformazione (food processing) da materie prime in prodotto formulato è uno step
fondamentale nella catena di valore degli alimenti sulla quale ci sono stati negli anni delle
attenzioni di tipo diverso, che è cambiata nel corso degli anni. (Il plasma freddo che sta innaffiando
degli hamburger, vedi foto, perché il plasma freddo è una delle tecnologie nuove utilizzata per
sanificare le superfici).
FOOD TECHNOLOGY
Esempio: GELATO INDUSTRIALI
Il gelato è una emulsione complessa in cui abbiamo una fase aria in una fase solida /semi-solida
complessa che tiene al suo interno delle sotto-emulsioni.
Presenza di cristalli di ghiaccio che devono essere gestiti a livello di processo in modo tale dare al
consumatore finale in base alle preferenze. La struttura del gelato dal punto di vista fisico è
complessa. A livello di ingredienti è un prodotto molto ricco.
Es. gelato americano e gelato italiano
L’etichetta del gelato italiano presenta una tabella nutrizionale, gli ingredienti, luogo di smaltimento
ecc. Sono delle ETICHETTE LUNGHE costituita da tanti ingredienti. I prodotti formulati possono
essere catalogati in funzione di quanti ingredienti fanno parte nella formulazione. I consumatori
tendono a scegliere i prodotti con etichetta corta. Il gelato industriale è un prodotto ad etichetta
L’etichetta lunga caratterizza in negativo la scelta del consumatore.
lunga. La selezione degli
ingredienti è fondamentale per una finalità tecnologica del prodotto.
–
PROCESSO DEL GELATO (ICE CREAM)
È un processo vecchio (vedi foto). Tutte le formulazioni del passato sono state riviste.
Quali operazioni unitarie non sono così indispensabili?
c’è stata
Qualche anno fa una ingegnerizzazione, un miglioramento ingegneristico di quel blocco di
operazioni unitarie (innovazione), del blocco della maturazione, sostituito con un estrusore a
freddo, macchina in continuo che funge da mescolatore e da freezer e serve per fare la maturazione
dei cristalli di ghiaccio del gelato. Il vantaggio di lavorare con questo tipo di impianto rispetto ai tre
che l’aspetto fisico che sta alla base di questa innovazione, fa si che
impianti è la cristallizzazione
dell’acqua avvenga in maniera diversa e che il gelato abbia una palatabilità maggiore, morbidezza
percepita in bocca più alta. Tutte le formulazioni che avevamo precedentemente visto sono state
impianto nuovo c’è stata
riviste perché per lavorare al meglio con un la possibilità di lavorare con la
la microstrutturazione delle bolle d’aria nel gelato. L’obbiettivo di chi si è messo a costruire questo
impianto era non di tipo impiantistico, ma è partito dal gelato finale, osservando le sue
caratteristiche e poi ha costruito questo impianto. Le modificazioni che lui aveva in mente per
dell’aria all’interno di una matrice molto
ottimizzare era una modificata microstrutturazione
viscosa. Per ottenere questo obbiettivo di una sospensione aerata di cristalli di ghiaccio e di grassi in
una soluzione concentrata contenente zuccheri e idrocolloidi contenente micelle di caseine, ha
riformulare il prodotto e poi con una formulazione giusta ha lavorato sull’impianto.
dovuto
Migliorava la formulazione migliorando l’impianto. microstrutturate all’interno
Per strutturare in modo opportuno questo sistema con bolle di aria di
una soluzione ad alta viscosità molto complessa, quello che ha dovuto fare è studiare i fenomeni di
crescita dei cristalli nella prima miscela del gelato e poi formulare il prodotto. Il messaggio è che se
noi dobbiamo pensare alle formulazioni, non possiamo pensare alle formulazioni di un prodotto
pensare anche all’interazione di
solo come elenco delle proprietà degli ingredienti, ma bisogna
questa miscela di ingredienti con il processo (sistema PROCESSO-PRODOTTO). Slide che spiega
la differenza di come si sviluppa una matrice in assenza e in presenza di emulsionanti.
STAMPA 3D dei gelati
Realizzare dei gelati a disegno artistico.
La tecnologia della formulazione è a stretto contatto con la tecnologia di processo.
La tecnologia della trasformazione è una disciplina nuova per il settore alimentare. È una disciplina
multidisciplinare, prevede che ci sono delle figure tecniche diverse (tecnologo, chimico, fisico,
ingegnere) per arrivare ad una formulazione utile del prodotto finito. La parola formulazione è
simile alla parola ricetta (insieme di tutti gli ingredienti).
L’ingrediente è una sostanza che forma parte di una dispersione. all’interno di
Funzionalità fisica di un ingrediente, esso esprime la funzionalità fisica potenziale
una matrice alimentare. La lecitina è un additivo che ha una funzionalità specifica.
È un settore multidisciplinare dove lavorano diverse figure dal tecnologo alimentare,
dall’ingegnere, dal fisico e dal chimico.
LEZIONE 2
FOOD ADDITIVES
Il loro utilizzo è molto regolamentato, chi si occupa del loro utilizzo è l’EFSA (sede a PARMA).
Questa organizzazione valuta la sicurezza d’uso degli additivi. Gli additivi sono sostanze aggiunte
che hanno un ruolo importante nella struttura dell’alimento. Appaiano con la dicitura E, o la stesura
intera del nome.
L’EFSA ha pubblicato un riferimento legislativo sugli additivi pubblicato nel 2008, ma con
un’attività molto dinamica, svolta sempre, sugli additivi. Identifica la dose giornaliera ammessa
(ADI) per ogni sostanza. Ci sono altre sostanze in cui non è necessaria la dose giornaliera.
I consumatori non sanno che c’è una attenta condizione dell’uso di un additivo. Gli alimenti in cui
questi possono essere aggiunte in dose massime.
l’EFSA, FAO ecc. non fare riferimento a pagine web
Riferimenti a pagine ufficiali europei come
non autorizzate.
Claim = richiesta / Claims = reclami / Label = etichetta
Function = funzionalità di tipo fisico (riferimento in questo corso)
SUPERFOOD non è un termine scientifico, ma è un termine creato dal marketing che ci spinge a
consumare alimenti considerati SUPER per la salute (spinacio, salmone ecc.). Sono quegli alimenti
naturali, non fortificati, che se consumati in quantità superiori ad altri alimenti hanno un effetto
importante sulla salute.
FUCTIONAL INGREDIENTS: sono quegli alimenti funzionali nella struttura di un prodotto
finito e possono essere: perché l’associazione ci
Spesso per ottenere una certa texture occorre combinare più ingredienti,
permette di raggiungere le funzionalità che sono gli obbiettivi che noi vogliamo raggiungere.
Alcune funzionalità le vediamo a livello macroscopico come gli additivi agenti coloranti per
mantenere il colore.
Si parla di ARCHITETTURA DEGLI ALIMENTI.
Il FOOD DESIGN è le combinazioni di più ingredienti per ottenere uno specifico prodotto.
e c’è una grande attenzione sul
Esempio: la BIRRA è un sistema bifasico (schiuma e parte liquida),
sistema schiuma. Le caratteristiche della schiuma sono molo importanti, ed è richiesta in:
-QUANTITA’
-STABILITA’ della schiuma
(la schiuma in una birra deve essere tanta e stabile)
La schiuma deve avere altre proprietà di texture, palatabilità ecc.
dell’interfaccia che c’è tra aria e liquido.
Ci dobbiamo occupare Questa interfaccia ha delle
superficie che si collocano all’interfaccia che rendono stabile a livello
molecole con attività di
macroscopico la schiuma. un’interfaccia e si
Le proteine, sono stabilizzatori di un sistema disperso, interagiscono con
collocano e possono stabilizzarla. In alcune situazioni di prodotto è utile che ci siano solo proteine e
in altre situazioni che ci siano solo altri emulsionanti senza proteine.
Gli agenti antischiumogeni sono agenti che fanno il processo opposto.
HIERARCHY (gerarchica) OF FOOD STRUCTURE
Prof. ANQUILERA > in un diagramma cartesiano, sulle ordinate (tempo) e sulle ascisse
(lunghezza). Dalla macroscala scendendo fino alla microscala diminuiscono i tempi. Una struttura
formata da biopolimeri che possiamo inserire nella scala della MESOSCALA può essere un
aggregato di sieroproteine, oppure le micelle caseiniche.
Quando siamo a livello di MACROSCALA parliamo di fisica della produzione del cibo
Sapere che la struttura:
ANALISI DI TIPO FISICO (Role of Physical Analysis)
Sono analisi che possono essere utilizzate per capire e comprendere caratteristiche di ingredienti
presenti nell’alimento, per interessi:
-sensoriali
-effetti finali sul prodotto
-
Ci sono degli analizzatori biodisponibili che ci danno la possibilità di conoscere la struttura
dimensionale di una polvere (Sieving). Analisi che ci danno la possibilità di conoscere la struttura
dimensionale.
L’analisi reologica, la reologia è la disciplina che studia tutto ciò che scorre e ci fa conoscere come
si struttura la struttura a dei componenti a livello della MESOSCALA (dimensione di qualche
micron)
L’analisi di TEXTURE è un’analisi di un apparecchio che va a misurare le proprietà macroscopiche
di un alimento, ad esempio, possiamo fare delle compressioni, trazioni, in flessione
Analisi termica effettuata in calorimetri (Thermal analysis) e studia il comportamento del
gelatinizzazione dell’amido tramite
materiale alla temperatura. è possibile andare a studiare la T di
l’utilizzo di un calorimetro.
fase continua in cui è dispersa una seconda fase e l’elemento più importante per
Sistema disperso, l’interfaccia
gestire questa dispersione è è da strategica, possono confluire componenti che possono
sono agenti che si collocano all’interfaccia
stabilizzarla o distruggerla. Gli agenti antischiumogeni
per distruggerla.
Queste tre condizioni di dispersione di prodotto hanno alcune proprietà:
Le PROPRIETA’ COLLIGATIVE sono quelle che dipendono dai soluti.
COLLOIDI
Parlare la differenza tra solido, liquido e gas (definizioni) > è importante saperla.
Il pane è una schiuma rigida, così come la meringa ecc.
LEZIONE 3
Esempi dei principali sistemi dispersi:
I sistemi dispersi più utili per un corso della Tecnologia della formulazione sono sicuramente:
Sistema colloidali: all’interno di questa classe:
-emulsioni / -schiume / -gel / -sol
In questo caso include anche le soluzioni e dispersioni che sono presenti in molti sistemi
colloidali.
Le DISPERSIONI ALIMENTARI sono dei sistemi complessi (molto instabili) ed è difficilissimo
trovare dei sistemi semplici. Presenza di ingredienti diversi con ruoli funzionali diversi sono
presenti in un unico sistema. Tante volte i sistemi vengono arricchiti di ingredienti funzionali, ad
esempio, con l’obbiettivo di rendere la sospensione più stabile nel tempo.
Esempio di sistemi complessi: maionese, salse, dressing tipo salad dressing, creme base formaggio,
margarine ecc. La complessità sta nel fatto che, ad esempio, componenti tipo olio, componenti
lipidiche solide, acqua, componenti additivi con carattere emulsificante, o ingredienti con ruolo di
disperdenti, spesso e volentieri convivono in queste dispersioni reali.
N.B. fare sempre riferimento a degli esempi di prodotti reali.
RIASSUNTO: è un sistema dove più componenti devono interagire (sistemi alimentari sono dei
sistemi complessi molto instabili) per rendere stabile la dispersione. Se in questo caso i componenti
principali sono l’olio, acqua e grassi in forma solida, i componenti minori sono gli emulsificanti e
addensanti che sono inseriti in queste formulazione = unico scopo di STABILIZZARLE.
1. EMULSIONI: sono dispersioni di un liquido in un secondo liquido, ampiamente non
miscibile con il primo. Nella descrizione di emulsioni alimentari, i liquidi a cui ci si riferisce
sono l’olio e l’acqua. Ci sono diversi tipi di emulsione, da quelle più semplici a quelle più
complesse.
Ad esempio, emulsioni più semplici Olio in acqua e nella seconda foto abbiamo delle emulsioni
prevalente è l’acqua
acqua in olio. Nel primo caso (olio in acqua) la fase disperdente (chiamata
anche fase continua), mentre la fase dispersa è l’olio che è presente in goccioline. Nel secondo
caso la fase continua, prevalente, è l’olio, mentre la fase dispersa è l’acqua. La predominanza in
massa di un liquido rispetto all’altro è fondamentale sceglieremo l’emulsionante adatto
quando
per le stabilizzazioni.
Le emulsioni olio in acqua chiederanno degli emulsionanti diversi rispetto alle emulsioni acqua
in olio (perché è diversa la natura della fase continua della emulsione).
Le emulsioni semplici sono molto rare, e molto più comunemente le emulsioni alimentari sono
complesse che hanno delle funzionalità complesse. Si chiama EMULSIONI STRUTTURATE e
sono progettate per svolgere certi specifici ruoli (di carattere tecnologico, qualche volta sono dei
ruoli che hanno delle finalità con degli aspetti legati alla digestione, altre volte sono delle emulsioni
progettate in modo opportuno per avere una funzionalità tecnologica superiore, ad esempio,
possono essere progettate per essere dei CARRIER (veicoli) di altre sostanze negli alimenti.
Esempio in cui abbiamo una massa in olio maggiore della massa in acqua. Primo step è
l’omogeneizzazione in cui creiamo delle emulsioni acqua in olio (fase continua, perché presente in
quantità maggiori). Per rendere stabile questa emulsione occorrerà introdurre un agente
EMULSIFICANTE, non tutti gli agenti emulsificanti saranno corretti, ma sceglieremo solo gli
agenti EMULSIFICANTI SOLUBILI IN OLIO (ovvero deve essere solubile nella fase liquida
in questo caso è l’olio).
prevalente,
Complichiamo l’emulsione semplice acqua in olio, in un’entità importante.
aggiungendo altra acqua
Operiamo una seconda omogeneizzazione, in questo caso abbiamo una predominanza del liquido
l’emulsionante
acqua e se noi vogliamo arrivare ad una emulsione doppia (acqua in olio in acqua),
che dobbiamo scegliere per stabilizzare questa emulsione complessa, sarà un emulsionante
SOLUBILE IN ACQUA (perché in questo caso la fase predominante è la fase acquosa).
N.B. L’emulsionante è un componente fondamentale per la stabilizzazione
L’emulsificante “sporcare
non deve essere inteso come additivo sintetico introdotto solo per
un’etichetta” (renderla più lunga e ricca di ingredienti), spesso e volentieri abbiamo degli
emulsionanti naturali che possono agire da emulsificante con ottimi risultati, ad esempio, la beta-
scelta dell’emulsionante:
lattoglobulina, la gomma arabica, la gomma di xantano. Ci sarà
tipologia di emulsione
dell’emulsione (ad esempio,
caratteristiche chimico-fisiche il ph, temperatura ecc.) saranno
sia additivi aggiunti per rendere stabile una emulsione o potranno essere dei polimeri
naturalmente presenti nel sistema.
2. SOL e GEL
Sia lo stato SOL (soluzione) e sia lo stato GEL sono classificati come COLLOIDI, e questi due
stadi sono interconnessi, perché per ottenere un GEL dobbiamo partire da una SOLUZIONE (SOL).
Abbiamo una serie di molecole che sono pronte per gelare, ovvero organizzarsi in un reticolo
(network) tridimensionale a partire da una soluzione.
Quindi per formare un GEL?
Devo partire da una soluzione contenente molecole con nota capacità gelante, in condizioni
opportune di temperatura, ph, agitazione meccanica, presenza di
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